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Prezzi: Istat, inflazione +1%, ma resta raddoppio

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

L’Istat non conferma i dati preliminari dell’inflazione di maggio, che sale dell’1%, dal +1,1% stimato.”Resta una brutta notizia. Anche se l’inflazione scende leggermente rispetto alla stima iniziale, si conferma il raddoppio dei prezzi rispetto ad aprile e l’impennata del carrello della spesa, che dopo essere triplicati da +0,4 di marzo a +1,2 di aprile, proseguono la loro corsa attestandosi a +1,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli significa avere una maggior spesa annua complessiva di 391 euro, 131 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani. Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 360 euro, 121 destinati alle compere di tutti i giorni. Mentre per la famiglia media da 2,4 componenti, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 303 euro in più nei dodici mesi, 102 euro per il carrello della spesa” conclude Dona.
Resi noti i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle regioni, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio dei capoluoghi più cari d’Italia (cfr tabella n. 1) e la classifica delle regioni più costose (cfr. tabella n. 2), in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori (cfr. tabella n. 1), in testa alla graduatoria dei capoluoghi più cari, in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, con il picco dell’inflazione, 1,8%, equivalente, per una famiglia da 4 componenti, ad una spesa supplementare su base annua di 1007 euro (767 per la famiglia tipo Istat da 2,4 componenti), contro una media per l’Italia di 386 euro (303 per la famiglia tipo). Al secondo posto Trento, dove il rialzo dei prezzi dell’1,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia di 4 persone, pari a 664 euro (410 per la famiglia media Istat), terza Bologna, dove l’inflazione dell’1,2% comporta un aggravio annuo di spesa di 576 euro (482 per la famiglia tipo).In testa alla classifica delle regioni più costose (cfr. tabella n. 2), in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,6% significa, per una famiglia di 4 persone, una batosta pari a 865 euro su base annua (590 per la famiglia media Istat). Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,2% implica un’impennata del costo della vita pari a 565 euro (438 per una famiglia media), terza la Toscana, dove l’inflazione dell’1,1% genera una spesa annua supplementare di 502 euro (372 per la famiglia tipo).

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