Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Siamo in attesa del “Il Documento di Economia e Finanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

“Doveva essere approvato dal Parlamento entro la fine di aprile, ma le faticose discussioni riguardo alla formazione del nuovo governo hanno fatto slittare questo termine, ben oltre quella data, tra l’altro andando fuori sincrono rispetto al quadro europeo. Ricordiamo che il Def non è solo un documento interno del nostro Paese. È una sorta di orientamento che il Parlamento dà al Governo in vista delle manovre di autunno, vale a dire della Nota di variazione al Def del 15 settembre e poi della Legge di Bilancio di metà ottobre. Questo documento, insieme alla sequenza degli ulteriori documenti, Nota di variazione e Legge di Bilancio, vanno consegnati alle autorità europee perché facenti parte del programma europeo di definizione del quadro di bilancio di tutti i Paesi, con i giudizi dell’Unione Europea sui singoli Paesi”.Così il deputato Renato Brunetta, in un’intervista a ‘Radio Radicale’, anticipando quello che dirà domani a Montecitorio al ministro Tria durante la discussione al Def. “Ricordiamo a noi stessi – prosegue – che il Def non è il solo documento che deve essere approntato e che i governi hanno l’obbligo di approntare, ma che allegato al Documento di Economia e Finanza c’è anche il PNR (Piano Nazionale per le Riforme), che è la base strategica che ciascun governo dà all’Europa spiegando i proprio conti pubblici (deficit, debito, avanzo, disavanzo, tassi di interesse) alla luce di un processo di riforma che deve migliorare l’efficienza strategica del Paese (produttività, investimenti, infrastrutture).Per cui l’Europa, semmai avesse avuto il Def approvato a fine aprile e il PNR per quella data, avrebbe valutato l’uno alla luce dell’altro, individuando nel Paese il sentiero ottimale. Ma il caso della nostra stagione vuole che, non essendoci entrambi i documenti approvati, ci presenteremo a fine giugno al Consiglio Europeo senza che l’Europa abbia potuto giudicare né le nostre riforme, che non conosciamo, né i nostri conti. Domani ci sarà l’esame parlamentare del Def. Vedremo cosa la maggioranza scriverà nella sua risoluzione per l’approvazione del Documento”.

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