Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

“La xenofobia? Nasce dalla rabbia della provincia”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

L’autore di “CasaperCasa” ci spiega il legame tra il successo della Lega e lo smarrimento delle città della Pianura Padana. L’Italia di provincia non è più quella dei ritmi lenti vissuti all’insegna del “bon vivre”. È un’Italia che da tempo cova rabbia e frustrazione, sentimenti che la Lega ha saputo intercettare e tradurre in proposta politica. È di questa Italia che parla CasaperCasa, il romanzo – ma sarebbe meglio definirlo docu-fiction – ambientato da Abruzzese a Ferrara, emblema e simbolo di quel Bel Paese che non c’è più. Abbiamo chiesto ad Abruzzese (anch’egli in un certo qual senso migrante, campano che vive in Emilia per ragioni di lavoro) un commento sulla situazione attuale: Sono arrivati prima gli inni alla morte dei negri, i festeggiamenti alla notizia di suicidi, e poi è arrivato il ministro apertamente xenofobo, dai modi fascisti, come Matteo Salvini. CasaperCasa è la fotografia di tutto questo, dei rigurgiti che diventano sguaiati proclami di odio, di una politica mai affrancata dalle tentazioni di strumentalizzare e cavalcare il malessere. Ferrara non è solo il suo incanto rinascimentale, ci sono i fatti di Gorino e l’aperto razzismo della lega alle elezioni è stato premiato da una marea di voti.
Ferrara, proprio come l’Italia che Salvini strumentalizza, fa fatica a trovare un nuovo senso, e risponde al suo smarrimento traducendo la paura e la frustrazione in razzismo e odio.
CasaperCasa registra la perdita di senso delle nostre città. E anche quando si rifugia nella pianura circostante, dal Delta al cratere emiliano, in questi spazi di libertà finisce per incontrare dei luoghi dimenticati, che vivono un altro tipo di isolamento e sentono di non contare nulla».Scorrendo l’indice di Casapercasa si entra in un microcosmo dove ogni cosa – luoghi, legami, discorsi – è in bilico, fuori posto o fuori fuoco, come dopo un’esplosione. Nello spazio allargato della città ideale – una Ferrara che con la sua pianura circostante sembra contenere tutta l’Italia, tutta l’Europa – si accumulano i segni di una crisi radicale. Casapercasa è il tentativo di metterli in sequenza, di ricostruire un ordine narrativo, un filo, per interpretarli e farci i conti. Abruzzese costruisce così un reportage involontario, ironico e disarmante, di una ricerca di senso condotta con tenacia e leggerezza. Tra le pagine di taccuino del protagonista, un insegnante in anno sabbatico dopo un matrimonio fallito, ci imbattiamo in personaggi sradicati o sorprendenti, come Gisella e suo padre Athos, Tenora ma soprattutto Giorgio “Aggiustatutto”, il compagno di viaggio e amico ucraino con cui il protagonista cartografa città e pianura e impara a leggere la crisi. E, forse, a uscirne.

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