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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 23 giugno 2018

Gravidanza ed esercizio fisico: dubbi e consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Oggi fare sport è diventato imprescindibile: a qualsiasi età l’attività fisica è fondamentale, per il corpo e per la mente. Ma cosa succede quando una donna rimane incinta? Deve smettere di svolgere attività fisica o deve regolarla per migliorare il proprio stato di salute durante la gravidanza? “Fare esercizio fisico in maniera moderata durante la gravidanza è del tutto raccomandato, salvo nei casi in cui, essendo presente un rischio per il bambino o per la futura madre, il ginecologo consigli riposo alla paziente. Mantenere il corpo attivo aiuterà la donna a stare meglio fisicamente e, dunque, a sopportare meglio i fastidi caratteristici dei primi mesi della gravidanza. Lo sport può aiutare la futura mamma anche a conciliare meglio il sonno, a mantenere il peso corretto che le è stato indicato e, soprattutto, a conservare il tono muscolare del corpo che sarà poi pronto al momento del parto”, commenta la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.
“E’ importante, questo sì, moderare l’intensità dell’attività fisica, soprattutto quando la gravidanza prosegue. Il miglior consiglio è che la paziente continui a praticare l’esercizio a cui il corpo è ormai abituato come routine. Se la donna ha l’abitudine di uscire a correre o fare spinning o uno sport simile di elevata intensità, non deve smettere di farlo, ma sempre sotto il controllo ed i consigli del proprio medico. Nel terzo trimestre della gravidanza è consigliabile che sia d’accordo con il proprio ginecologo per capire se sia conveniente mantenere la propria routine sportiva o se debba ridurla in maniera significativa. E’ inoltre molto importante, e più ancora se la donna è incinta, prendersi cura dell’idratazione, stare attenta a non fare sport durante le ore più calde del giorno, soprattutto se fatto all’aria aperta, e mangiare in maniera corretta prima e dopo aver fatto sport”, aggiunge la Dottoressa Galliano.Quali sono gli sport più raccomandati prima del parto?
· Yoga e pilates: eccetto quando si tratta di fare esercizi durante i quali viene premuto il ventre, yoga e pilates sono fondamentali per aiutare a prevenire il mal di schiena e mantenere una postura idonea. Inoltre, favoriscono il rilassamento.
· Esercizio in acqua: è una forma ideale di esercizio, poiché ridurre il peso in acqua significherà fare meno fatica nello svolgere determinati esercizi e diminuirà il rischio di subire un infortunio. Nuotare, praticare nuoto sincronizzato in maniera lieve o fare acquagym possono, oltre a rilassare, mantenere le donne in forma durante tutta la gravidanza, così come possono aumentare il buon tono muscolare della schiena e aiutare a migliorare la postura.
· Camminare: molte volte, quando camminiamo lo facciamo automaticamente, per necessità, e non ci rendiamo conto di quanto sia importante ogni singolo passo. Per le donne incinte è fondamentale camminare dall’inizio alla fine della gestazione, dato che si tratta di un esercizio aerobico di basso impatto che aiuta a prevenire problemi di circolazione, previene il gonfiore nelle gambe e nei piedi, la stitichezza e, infine, favorisce il controllo del peso.https://ivitalia.it/http://www.rmanj.com/

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«Un terzo della popolazione carceraria in Italia è composto da detenuti stranieri”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Si tratta di circa 20 mila detenuti stranieri ed ognuno di essi costa alla collettività circa 137 euro al giorno. Sono numeri spaventosi che consigliano di rivedere completamente la normativa e soprattutto di attivare accordi bilaterali con i Paesi di provenienza perché i detenuti stranieri scontino nelle loro galere le sentenze penali italiane. Fratelli d’Italia lavorerà in Commissione Esteri per chiedere che vengano stretti accordi bilaterali in tal senso con tutti i paesi extracomunitari. Sarà necessario anche subordinare la sottoscrizione di ogni accordo bilaterale, qualunque sia il contenuto, alla presenza della clausola del “delinquente a casa sua”. L’Italia non può più permettersi questa spesa, tanto più se si considera che siamo oggetto di sanzioni per il sovraffollamento carcerario. In questo campo chiediamo al Governo Conte netta discontinuità: per la sinistra il problema del sovraffollamento carcerario si risolveva con provvedimenti svuota carceri, per noi rispedendo a casa chi delinque». Lo dichiara Andrea Delmastro, deputato e capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Esteri alla Camera.

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COPYRIGHT: il voto del Parlamento Ue che preoccupa i consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

“Poche ore dopo la votazione del Parlamento Europeo sulla “direttiva copyright” forse la libertà di informazione, per come la conosciamo, potrebbe non essere più la stessa.” È quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ricordando che negli ultimi mesi l’associazione ha sviluppato la campagna di sensibilizzazione #PocheParole.“Secondo una nostra survey lanciata per capire quanto ne sanno i consumatori sulla proposta di Direttiva nel mercato unico digitale risulta che l’86% dei consumatori non ne ha mai sentito parlare o non ne conosce neanche vagamente i contenuti. Si tratta di dati allarmanti”, prosegue Dona. “Eppure, il 93% dei consumatori italiani ritiene che internet sia un canale fondamentale di informazione mentre ben il 76% dei consumatori dichiara di accedere alle notizie attraverso social, aggregatori, motori di ricerca.” “In questa occasione ci sentiamo più che mai, ambasciatori di una voce (quella dei consumatori) che rischia di rimanere inascoltata”, conclude Dona, ribadendo l’appello a garantire per tutti i cittadini il rispetto del diritto costituzionale, sancito dall’art.21 “perché tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero -conclude Dona-ma anche di accedere alle informazioni necessarie a favorire lo sviluppo del pensiero critico”.

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Gli europei che hanno trascorso cinque anni nel Regno Unito dovranno pagare 73 euro per rimanere dopo la Brexit

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

Il Ministero dell’Interno britannico giovedì ha comunicato alcuni dettagli sul futuro dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito dopo la Brexit. A partire dal 29 marzo 2019, data di partenza dal paese dell’Unione Europea, gli europei che hanno vissuto nel paese per cinque anni dovranno pagare 65 sterline (73 euro), dare il proprio nome e indirizzo e, inoltre, dimostrare che non hanno una fedina penale sporca per qualificarsi per lo “status regolare” e poter rimanere nel Regno Unito senza limiti. I bambini sotto i 16 anni dovranno pagare solo 32,50 sterline (37,22 euro). “I cittadini dell’UE possono richiedere lo stato di residenza in tre semplici passaggi per un prezzo inferiore al passaporto”, ha dichiarato il ministero dell’Interno in un comunicato stampa. I cittadini europei che hanno vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni devono richiedere lo “status regolare” durante il periodo di transizione concordato tra Londra e Bruxelles. D’altra parte, quelli che sono arrivati ​​più di recente dovrebbero richiedere il pre-sede. I cittadini che ottengono quest’ultimo status possono continuare nel Regno Unito fino a quando non raggiungono l’età di cinque anni, momento in cui devono presentare domanda per il posto. Il Dirigente conservatore ha spiegato che la scadenza per richiedere entrambe le categorie sarà prorogata fino al 30 giugno 2021 – sei mesi dopo la fine del periodo di transizione concordato tra Londra e Bruxelles – e le persone che lo otterranno saranno trattate come cittadini britannici in relazione a assistenza sanitaria, istruzione e pensioni. “I cittadini dell’UE danno un grande contributo alla nostra economia e alla nostra società, sono nostri amici, familiari e colleghi e noi vogliamo che rimangano”, ha dichiarato il ministro dell’Immigrazione, Caroline Nokes. Inoltre, i familiari di queste persone che vivono in un altro paese possono recarsi nel Regno Unito anche dopo la fine del periodo di transizione, a condizione che il rapporto di parentela esistesse prima del 31 dicembre 2020 e continua ad esistere una volta trasferito nel Regno Unito. “Stiamo dimostrando reali progressi e non vedo l’ora di sentire ulteriori dettagli su come l’Unione europea farà accordi reciproci per i cittadini britannici che vivono nell’UE”, ha detto Nokes. L’esecutivo di Theresa May si aspetta che oltre tre milioni di cittadini europei facciano questa richiesta una volta disponibile, prevedibilmente entro la fine dell’anno. L’applicazione, che sarà disponibile nelle 23 lingue dell’UE, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, può essere effettuata online attraverso la pagina Executive o un’applicazione per il telefono cellulare. Una volta che l’applicazione è completata. il Ministero lo studierà e darà una risposta nel “tempo più breve possibile”. ” Non cerchiamo scuse per non concedere questo status, ci deve essere un ottimo motivo per cui non lo si ottiene”, ha detto il ministro dell’Interno Sajid Javid giovedì in una commissione della camera alta del parlamento.

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