Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

È la Libia il vero obiettivo di Macron

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Un presidente francese che si atteggia a vittima del «nazionalismo» degli altri è davvero il classico bue che dà del cornuto all’asino. Sì, di tutto si potrà accusare Emmanuel Macron tranne che non abbia sovrano sprezzo del ridicolo. Diversamente, non si sarebbe prodotto in un attacco così sventato al governo italiano bollando come «populisti lebbrosi» i partiti che lo sostengono. Una mitragliata che fa il paio con un’altra dello stesso tenore di qualche giorno prima e che come questa era riuscita a sollevare una pressoché generale reazione di sdegno. Ora come allora il tema sono gli immigrati. Macron ha dalla sua tutta la retorica discesa dal trittico libertè, fraternitè, egalitè ma non i migranti. L’Italia cattiva, che ha invece partorito il fascismo e le legge razziali, ne è stata praticamente invasa, grazie soprattutto alle porte spalancate dai governi a guida Pd. Il buon Minniti, che pure qualche apprezzabile risultato lo ha ottenuto, è arrivato al Viminale troppo tardi, a buoi già scappati. Ora Salvini ha dichiarato finita la ricreazione facendo capire che a Roma è cambiata pure la musica e non solo i musicanti. Un cambio di spartito che a Macron non piace. Non perché abbia a cuore le sorti dei disperati su cui lucrano un po’ tutti, dagli scafisti ad alcune Ong passando per i gestori dei centri d’accoglienza (ne hanno appena arrestato uno a Benevento che circolava in Ferrari), ma perché vuole gestire in solitaria il dossier libico con tutta la sua enorme montagna di interessi. In questo, Macron è solo il continuatore di Nicolas Sarkozy “sorrisi e cannoni”, a giudicare dall’ironia anti-Berlusconi esibita in un summit europeo e dal brutale cinismo con cui eliminò politicamente e fisicamente il suo munifico elemosiniere Mouammhar al Gheddafi. Un vero omicidio politico consumato non in omaggio alle “primavere arabe”, ma solo per scacciare l’Italia dalla Libia. Ecco, la posta in gioco è questa e si chiama Mediterraneo. Quello stesso mare che per molti è la “via” e che per noi è la “vita”. Finalmente, lo abbiamo capito anche noi. (fonte: Secolo d’Italia)

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