Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Emigrazione: Fratelli d’Italia chiede il blocco navale

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

“Il blocco navale è l’unico provvedimento che agisce all’origine del fenomeno dell’immigrazione clandestina e interrompe la catena della morte incentivata dagli scafisti che trafficano in esseri umani. Non è una presa di posizione ideologica, è la cronaca quotidiana a suggerircelo. Abbiamo di fronte a noi un’occasione formidabile, quella del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Per questo Fratelli d’Italia nei prossimi giorni presenterà in Parlamento una risoluzione che impegni il governo Conte a chiedere ufficialmente in quella sede l’istituzione del blocco navale. Vediamo chi ci sta, e chi invece si limita a fare retorica sulla solidarietà europea, salvo poi chiudere le proprie frontiere in faccia agli immigrati”.E’ quanto scrive il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un suo intervento in merito alla proposta di blocco navale sul quotidiano Libero di oggi.”In queste ore – osserva Meloni – sta navigando nel Mediterraneo la nave Lifeline con il suo carico di oltre 200 immigrati, raccolti e trasportati in mare aperto contro qualunque regola, contro le indicazioni della Guardia costiera italiana e di quella libica. Siamo contenti che il ministro Salvini, ascoltando la nostra proposta, abbia annunciato in caso di attracco in un porto italiano il sequestro della nave e l’arresto dell’equipaggio, dal momento che ci troveremmo davanti a un palese caso di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Rimane il dato incontestabile che si tratta di (sacrosanti) palliativi, in attesa che parta il prossimo barcone. L’unica decisione che può affrontare di petto l’emergenza (che si tratti di emergenza ormai non lo negano più neppure la Merkel e Macron) è impedire le partenze stesse. La via è il blocco navale, che non si configurerebbe affatto come una minaccia nei confronti della Libia, anzi a nostro giudizio si può e si deve attuare in accordo con le autorità libiche, mettendo sul tavolo tutta la forza e l’autorevolezza negoziale dell’Unione Europea. In ogni caso, in punta di diritto internazionale, stiamo parlando di una non più procrastinabile reazione difensiva rispetto a un’ondata migratoria (600mila persone in 6 anni) che è in se stessa un atto d’aggressione. Oltre che, ovviamente, di un’azione di giustizia rispetto ai rifugiati autentici: il blocco navale sarebbe chiaramente da accompagnare con la creazione di hot spot funzionanti in Libia, che avrebbero come compito primario quello di individuare chi abbia effettivamente diritto all’asilo”.”Il confine Sud del Mediterraneo – sottolinea Meloni – è il confine di tutta l’Unione, non dell’Italia. Se la moneta è comune, se le regole del commercio sono comuni, anche le frontiere sono comuni, altrimenti non è un’Unione, è una presa in giro. Tra l’altro, è quello a cui ci richiamano il tanto vituperato Orban e tutto il gruppo di Visegrad: come noi difendiamo il confine a Est, ci dicono, non si capisce perché voi non difendiate il confine a Sud”.
“Mi pare il contrario di un approccio estremistico – conclude Meloni – mi pare un’idea di buon senso e soprattutto di buona politica, in difesa dei cittadini italiani che immagino non ne possano più di vedere la propria nazione trasformata nel campo profughi d’Europa”.

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