Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 25 giugno 2018

Governo a totale trazione salviniana

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Sarà per il dilettantismo degli alleati di maggioranza e l’inesistenza delle opposizioni, ma di colpo tutta la politica italiana sembra esaurirsi in quello che dice e fa Matteo Salvini. Può piacere o non piacere, può indurre o meno a trarne la conclusione che se così fosse della Repubblica ci sarebbe rimasto ben poco, ma è incontestabilmente un dato di fatto. Tuttavia, ci pare sia un film già visto. Tant’è che più d’uno ha già suggerito a Salvini di tenersi sulla scrivania e fors’anche sul comodino in camera da letto la fotografia di un altro Matteo, ma che di cognome fa Renzi, ritratto nel momento della massima euforia, subito dopo le trionfali elezioni europee del maggio 2014 che portarono il Pd al 40% dei voti espressi. Il consiglio – per taluni nutrito di un intento malevolo, per altri, come nel nostro caso, dispensato con sincero spirito costruttivo – intende ricordare al leader della Lega che l’allora segretario del Pd riuscì prima a compromettere quel patrimonio di consenso in soli 30 mesi (referendum costituzionale del dicembre 2016) e poi a disperderlo definitivamente in altri 15 mesi.Immaginiamo l’estroverso Salvini intento a fare tutti gli scongiuri padani che conosce, e lo capiamo. Tuttavia, lo esortiamo a riflettere e a fare comunque tesoro di quel clamoroso caso di meteora politica che è stato il renzismo. Perché forse può trarre utili insegnamenti su come evitare di ritrovarsi rapidamente dalle stelle – rappresentate dal ruolo di primazia che si è conquistato a danno dei suoi alleati, sia quelli di maggioranza (5stelle) che di opposizione (Forza Italia) – alle stalle, come è capitato a Renzi e ai Democratici.Se Salvini ci pensa bene, non è solo questione di iattanza – che pure ha mostrato, per esempio nei confronti del meno visibile Di Maio, cui ha destinato frasi apparentemente gentili ma in realtà cinicamente crudeli, tipo “mi fa tenerezza” – di arroganza del potere o voglia di strafare (difficile dichiarare guerra tutti i giorni a qualche entità straniera, i paesi si esauriscono in fretta), cioè i difetti mostrati con nitida evidenza dall’ex segretario del Pd. No, il rischio che il consenso di oggi diventi un boomerang domani risiede soprattutto in quel demoltiplicare istituzionale che il Matteo con la cravatta verde mostra di maneggiare con disinvoltura. Ci riferiamo alla progressiva disintermediazione tra rappresentanti e rappresentati che sono generate dalle moderne forme di comunicazione politica (e non solo), social media in testa, usate da Salvini più e meglio di quanto non facesse Renzi. Come ha giustamente notato Paolo Madron su Lettera 43, esse hanno finito per azzerare completamente qualunque gerarchia sociale e istituzionale. Generando un appiattimento che, oltre a delegittimare ogni elité fino al punto da esporla al più totale disprezzo da parte della pubblica opinione, ha trasformato chiunque ricopra un ruolo pubblico o, peggio, rappresenti una figura istituzionale, in un cittadino come un altro cui, di conseguenza, ci si sente in diritto di essere oggi complici e domani nemici che applicano sconti. La fine del principio di autorità, spacciato come una conquista di democrazia, il rovesciamento del rapporto tra eletto ed elettore, per cui non si conquistano i voti per le idee originali che si propongono ma per la capacità di “ascoltare il paese e i suoi bisogni”, sono tutti fenomeni che hanno prodotto e stanno producendo effetti tremendamente deleteri. Per esempio, è grazie a questo andazzo se oggi gli studenti posso mobbizzare gli insegnanti e i loro genitori si sentono in diritto di picchiarli. In questi giorni circola sulla Rete un video in cui si vede il presidente francese Emmanuel Macron redarguire con veemenza un giovane studente che durante una sua uscita pubblica lo aveva apostrofato dandogli del tu e chiamandolo con l’appellativo “Manu”. L’atteggiamento del giovanotto non sembrava aggressivo e l’intento non pareva malevolo. Semplicemente, il garçon si è sentito in diritto di “stare alla pari” con il Presidente della Repubblica, probabilmente in nome della versione transalpina di quel “uno uguale a uno” che circola dalle nostre parti. Ovviamente, noi ben comprendiamo la reazione di monsieur le Président, ma fatichiamo ad essergli solidali. Perché l’idea di quel giovane francese di essere al cospetto non di chi incarna la suprema istituzione del suo Paese, bensì di un amico, solo più noto di lui, cui può dare la massima confidenza, deriva dalla medesima frequentazione che i due, lo studente e Macron, fanno di quello che qualcuno ha efficacemente chiamato “bar di Twitter”. Dove è naturale che tra avventori ci si rivolga in quel modo. Insomma, viene da dire che “chi è causa del suo mal…”.Sia chiaro, qui non si vogliono demonizzare i social media, che pure noi usiamo (con molta moderazione). E sappiamo che già la televisione, nello stesso tempo artefice e vittima della mediocretizzazione della società, è da tempo passata dalla sacralizzazione dei divi alla loro trasformazione in gente comune, alla stessa stregua di quelli che partecipano ai talent show, nella più prosaica delle contiguità. Diciamo soltanto che tutto converge, nella società come nella politica, verso la totale disintermediazione, per cui è leader quello che più somiglia – nell’estetica come nel linguaggio e nei suoi contenuti – alla massa indistinta di coloro che dovranno votarlo. Ma così, le leadership sono per forza di cose destinate a durare poco. Anzi, più passa il tempo, e più il loro ciclo si accorcia. Perché tra amici è facile deludere, e tra pari ci si manda a quel paese.Salvini, con la sua ossessiva presenza sui social, l’uso di un linguaggio più che basico, la continua forzatura semplificativa che banalizza i problemi complessi, è un campione di questo sistema di destrutturazione della politica. Solo che fino a ieri era solo un capo partito, un peones. Oggi, invece, è ministro e vicepresidente del Consiglio, e per di più leader incontrastato della maggioranza di governo. La cosa fa una certa differenza. Tenerne conto non farebbe male, a lui e a noi. Certo, ci rendiamo conto, caro Salvini, che i nostri sono consigli non richiesti. Tuttavia vogliamo offrirglieli ugualmente. Perché ora e per ora è seduto al posto di guida del nostro paese, e su questa macchina – che da troppo tempo sbanda pericolosamente – ci siamo sopra tutti in egual misura. Rifletta, per esempio, sui danni – gravi – procurati dalla disintermediazione delle parti sociali e dei corpi intermedi diffusi nella società, promossa dall’altro Matteo. Renzi, nel farlo, si è sentito forte, perché saltando ogni forma di mediazione, parlava a tu per tu con la gente. E non ha badato al fatto che senza classe dirigente intorno, surrogata da famigli, non si va da nessuna parte. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dal trionfo all’ignominia in meno di tre anni. Ancora: rifletta che se si vuole durare occorre generare e crescere delle élite intorno alle leadership politiche. I voti vanno e vengono, le tecnostrutture restano. Gli italiani non hanno bisogno di “avvocati del popolo”, ma di guide solide – plurime, che con gli uomini soli al comando abbiamo già dato – che sappiano indicare loro la strada perché hanno un’idea di paese, sanno dove si è e, di conseguenza, sanno dove occorre andare.(fonte: Enrico Cisnetto direttorewww.terzarepubblica.it)

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“Liberi di curarsi: emergenza droga, sistema dei servizi, vuoto legislativo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Roma martedì 26 giugno alle ore 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, Fratelli d’Italia organizza in occasione della XXXII Giornata Mondiale dedicata alla Lotta alla Droga, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite la Conferenza Stampa “Liberi di curarsi: emergenza droga, sistema dei servizi, vuoto legislativo”.
Interverranno la deputata Maria Teresa Bellucci, prima firmataria della Risoluzione sull’argomento che verrà presentata durante la conferenza, il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli , Luciano Squillaci (Presidente Federazione Comunità Terapeutiche – Fict), Pietro Fausto D’Egidio (Presidente Federazione Italiana dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze – FeDerSerD), Biagio Sciortino (Coordinamento Nazionale dei Coordinamenti Regionali degli Enti Accreditati per le Dipendenze – Intercear), Padre Matteo Tagliaferri (Fondatore Comunità in Dialogo O.N.G.), Alessandro Diottasi (Fondatore Comunità Mondo Nuovo Onlus).

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Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Roma 26 giugno alle ore 11:00, presso la sede dell’Ateneo in Via del Casale di San Pio V 44 – verrà presentato oltre al primo Master in “Economia delle Criptovalute e della Blockchain”, Paesi Edizioni “Cripto-svelate”, un volume a cura di Andrea e Massimo Tortorella che raccoglie le voci dei massimi esperti in materia, con i contributi dell’economista Edward Luttwak e una recensione del presidente della Casaleggio Associati Davide Casaleggio. L’argomento è molto attuale ma ancora non del tutto compreso: il mondo delle valute digitali e dalla cosiddetta Blockchain hanno raggiunto in poco tempo una sorprendete notorietà che le ha portate all’attenzione del grande pubblico e degli investitori internazionali. Ciononostante sono concetti conosciuti e sfruttati da meno dello 0,4% della popolazione globale. Il saggio raccoglie le voci dei massimi esperti in materia – con contributi dell’economista Edward Luttwak, che ha firmato la prefazione, e con l’apprezzamento ricevuto dal presidente della Casaleggio Associati, Davide Casaleggio – e intende svelare i “segreti” di una tecnologia destinata a cambiare il mondo, dalle sue origini alle possibilità che questo fenomeno ha di rendere efficienti istituzioni pubbliche e private. Tra i temi affrontati fondi regolamentati, copyright, voto elettronico e trasparenza amministrativa, sviluppati e spiegati in maniera semplice e alla portata di tutti. Al loro saggio d’esordio, Andrea e Massimo Tortorella – rispettivamente CEO e Presidente diConsulcesi Tech, hi-tech company specializzata in soluzioni all’avanguardia legate alla Blockchain – guidano il lettore nell’innovazione, affinché possa cogliere le prospettive della tecnologia della “catena a blocchi”. Ripercorrendo la storia di questo cambiamento dagli albori, il volume è un vero e proprio manuale che introduce alle possibili rivoluzioni nei processi economici, finanziari e burocratici internazionali e analizza e spiega termini quali ICO, hash, mining, token e Smart Contracts, vocaboli non ancora parte del linguaggio comune ma fondamentali per orientarsi nel mondo di oggi, cavalcando l’onda dell’innovazione tecnologica. Attraverso le voci di informatici, economisti, capitani d’industria, consulenti aziendali, hacker, esperti di cyber-sicurezza, giornalisti e avvocati interpellati per la realizzazione del saggio, Andrea e Massimo Tortorella delineano un quadro chiaro anche ai non addetti ai lavori, perseguendo assieme alla Link Campus University l’obiettivo di diffondere sempre maggiore conoscenza sul tema.

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Colpa della tiroide e percezione del male

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Risultati sorprendenti relativi alla tiroide. Il portale VEDIAMOCICHIARA.IT, dedicato alla salute e al benessere della donna, ha lanciato una survey con l’obiettivo di sondare la percezione del disturbo tiroideo, partendo dalla conoscenza dei sintomi.
In seguito a questa indagine, che ha coinvolto più di 1400 donne, si è appreso che i sintomi vengono generalmente sottovalutati e spesso e volentieri la maggior parte delle donne, pur segnalando alcuni disturbi riconducibili a problemi di tiroide, non sente il bisogno di fissare un appuntamento con il proprio medico per fare degli accertamenti sul proprio stato di salute: “Non me ne preoccuperei” è la risposta del 50%, contro una seconda metà divisa tra chi in-vece un appuntamento lo fisserebbe (26%) e chi invece proprio non saprebbe cosa fare (“Non so”, 24%).
Questo approccio, soprattutto nell’età antecedente alla menopausa, a cui appartiene la fascia che più di altre ha partecipato al sondaggio – tra i 40 e i 50 anni, il 44%, tra i 30 e i 40 anni il 34%, tra i 50 e i 65, il 22% – forse è giustificabile solo dal fatto che spesso si tratta di disturbi comuni, aspecifici, oppure facilmente riconducibili proprio alla menopausa (difficoltà di memoria e concentrazione, tachicardia, stanchezza, irritabilità, etc.).
Tra le partecipanti al test, la maggioranza ha evidenziato almeno 5 disturbi che possono essere ricondotti ad una problematica legata alla tiroide: alzarsi già stanche e lamentare apatia durante il giorno (56%), sentirsi spesso nervosa e facilmente irritabile (66%), soffrire di disturbi come diarrea o stipsi? (59%), diventare insofferenti al caldo o al freddo (57%), avere problemi di sudorazione, eccessiva o diminuita (68%).
Intervistato da VediamociChiara su questo tema, il prof. Vincenzo Toscano, presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), ha indicato a quali altri sintomi bisognerebbe prestare “ascolto”: I sintomi ovviamente sono correlati all’ipo (ipotiroidismo) e all’iper funzione tiroidea (ipertiroidismo). L’ipofunzione è più frequente, si caratterizza per tutta una serie di sintomi aspecifici: stanchezza, ritenzione idrica, il cattivo funzionamento intestinale, il gonfiore degli occhi, la caduta dei capelli, etc. Mentre l’ipertiroidismo si caratterizza soprattutto per eccesso di produzione di calore e per una stimolazione cardiaca, perché gli ormoni tiroidei aumentano la frequenza cardiaca, quindi possibilità di avere extrasistoli etc. Significativa, per evitare l’iperplasia e la formazione di noduli, è la prevenzione: secondo il prof. Toscano il segreto per un buon funzionamento della tiroide è l’utilizzo di una giusta dose di iodio nella nostra dieta, sicuramente il miglior supporto terapeutico: Questo serve anche e soprattutto alla donna che programma o che sta in gravidanza. Assolutamente fondamentale per assicurare per le prime 16, 20 settimane, un apporto adeguato di ormoni tiroidei al feto. Infine, da non sottovalutare, una corretta diagnosi: basta un TSH per poter dare una risposta ed escludere una patologia tiroidea, ma solo in presenza di sintomi.

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È la Libia il vero obiettivo di Macron

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Un presidente francese che si atteggia a vittima del «nazionalismo» degli altri è davvero il classico bue che dà del cornuto all’asino. Sì, di tutto si potrà accusare Emmanuel Macron tranne che non abbia sovrano sprezzo del ridicolo. Diversamente, non si sarebbe prodotto in un attacco così sventato al governo italiano bollando come «populisti lebbrosi» i partiti che lo sostengono. Una mitragliata che fa il paio con un’altra dello stesso tenore di qualche giorno prima e che come questa era riuscita a sollevare una pressoché generale reazione di sdegno. Ora come allora il tema sono gli immigrati. Macron ha dalla sua tutta la retorica discesa dal trittico libertè, fraternitè, egalitè ma non i migranti. L’Italia cattiva, che ha invece partorito il fascismo e le legge razziali, ne è stata praticamente invasa, grazie soprattutto alle porte spalancate dai governi a guida Pd. Il buon Minniti, che pure qualche apprezzabile risultato lo ha ottenuto, è arrivato al Viminale troppo tardi, a buoi già scappati. Ora Salvini ha dichiarato finita la ricreazione facendo capire che a Roma è cambiata pure la musica e non solo i musicanti. Un cambio di spartito che a Macron non piace. Non perché abbia a cuore le sorti dei disperati su cui lucrano un po’ tutti, dagli scafisti ad alcune Ong passando per i gestori dei centri d’accoglienza (ne hanno appena arrestato uno a Benevento che circolava in Ferrari), ma perché vuole gestire in solitaria il dossier libico con tutta la sua enorme montagna di interessi. In questo, Macron è solo il continuatore di Nicolas Sarkozy “sorrisi e cannoni”, a giudicare dall’ironia anti-Berlusconi esibita in un summit europeo e dal brutale cinismo con cui eliminò politicamente e fisicamente il suo munifico elemosiniere Mouammhar al Gheddafi. Un vero omicidio politico consumato non in omaggio alle “primavere arabe”, ma solo per scacciare l’Italia dalla Libia. Ecco, la posta in gioco è questa e si chiama Mediterraneo. Quello stesso mare che per molti è la “via” e che per noi è la “vita”. Finalmente, lo abbiamo capito anche noi. (fonte: Secolo d’Italia)

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Diplomati Magistrale: ricorso gratuito per rimettere alla Corte di Giustizia Europea l’esclusione dalle GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Mentre le istituzioni preposte continuano a prendere tempo, il sindacato prende in mano la situazione avviando una nuova azione legale, per sollevare dinnanzi al Tar del Lazio una precisa questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, al fine di evidenziare la violazione da parte dello Stato italiano dell’art. 5 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Parallelamente, i legali del giovane sindacato hanno intenzione di chiedere, a breve, la trasmissione del ricorso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, in modo da dirimere la questione della valenza erga omnes delle sentenze di annullamento dei decreti di aggiornamento GaE già passate in giudicato.A spianare la strada all’azione degli avvocati Anief è stata la pubblicazione, avvenuta tre giorni fa, del Decreto Ministeriale n. 506/2018 che apre una nuova finestra volta alle operazioni annuali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento. Ora, il mancato inserimento nelle GaE dei docenti con diploma magistrale abilitante, infatti, secondo lo studio effettuato dall’Ufficio Legale Anief, viola la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE poiché, se non fosse possibile l’inserimento nelle GAE, l’ordinamento interno non prevedrebbe alcuna efficace misura preventiva o sanzionatoria rispetto all’illegittima reiterazione dei contratti a termine stipulati dagli insegnanti in possesso del diploma magistrale.

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