Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Se questa è democrazia…!

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

C’è ben poco da discutere a proposito del controverso successo elettorale del centro-destra a trazione leghista e della conseguente sconfitta del centro-sinistra; i dati parlano il linguaggio della chiarezza e meritano un’analisi approfondita, scevra di nostalgismi per un verso e di canti di vittoria dall’altra. I dati più rilevanti proiettano la visione di un corpo elettorale confuso e irrazionale.
Iniziamo dalla Lega, il cui successo è solo apparentemente indiscutibile, avendo ricevuto non una valanga di consensi, bensì una folla di voti, che ci fa parlare di “irrazionalità”, perché la folla è, per definizione, sollecitata dai sensazionalismi, come accade in quelle manifestazioni di piazza quando un minimo segnale diventa occasione di irrefrenabile panico accompagnato da un generale comportamento che non è azzardato chiamare “suicida”. La folla, scatenata da sensazionalismi di panico, opera e agisce senza riflettere, spinta solo da un erroneo desiderio di salvezza e sceglie un comportamento “suicida”. La Lega ha sparso il seme della malapianta della paura inconscia: paura dell’uomo nero, dell’emigrante abusivo, della “meticizzazione” della nostra cultura, sentimento, quest’ultimo, che dette la spinta definitiva alla teorizzazione del razzismo, messa in pratica dalle leggi razziali del fascismo. Temo proprio che la storia possa ripetersi, sospinta da una malintesa e atavica paura che ci portiamo appresso fin dalla caduta dell’impero romano e dalla conseguente migrazione di quelle tribù genericamente identificate come “barbari”. Oggi i barbari sono tutti quelli che la folla identifica come diversi da sé e ne chiede la testa, con grande soddisfazione dei capoccioni che hanno seminato il vento della paura e si apprestano a raccogliere la tempesta delle divisioni interne.La lega ha goduto (e profittato) di un’alleanza anomala, frutto di ingenuità, ambizione personale, errori di valutazione. L’alleato non più misterioso del centro-destra è stato Matteo Renzi, sostenuto da un pool di banche pilotate dalla Banca Etruria e dalla portavoce ufficiale, promossa sul campo, Maria Elena Boschi, caricata di incarichi istituzionali troppo gravosi per le sue fragili spalle.La riprova sta nei due momenti salienti di questa tornata elettorale: la sconfitta del centro-sinistra nelle comunità storicamente di appannaggio della sinistra in genere, e l’astensionismo del corpo elettorale, che ha rifiutato la sua presenza nei seggi, astenendosi anche dal sostenere una sinistra che, obiettivamente, non ha meritato di poter godere di alcun consenso.Con questi risultati, sconvolti dall’astensionismo record, emerge come i vittoriosi si apprestino a governare con meno del 20% dei consensi.Se questa è democrazia, che Dio ce la mandi buona! (Rosario Amico Roxas)

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