Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 29 giugno 2018

Consiglio europeo: Italia sconfitta su tutta la linea

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“I barconi carichi di clandestini continueranno ad arrivare e il costo dell’accoglienza sarà ancora interamente a nostro carico. Il presidente del Consiglio Conte si è fatto raggirare da Merkel e Macron, che hanno invece ottenuto quello che volevano. Un disastro così evidente da costringere il ministro Salvini, competente sulla materia, a smorzare i toni trionfalistici dell’ingenuo premier Conte”.È quanto scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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Churches call for safe passage following EU summit

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Churches in Europe have reacted with disappointment to the outcomes of yesterday’s European Union summit mainly addressing migration. General Secretary elect of the Churches’ Commission for Migrants in Europe (CCME), Torsten Moritz, criticised the conclusions of the European Council held on 28 June in Brussels. “Once again the summit has missed the chance to discuss how the arrival and integration of refugees can be a success for all and instead discussed illusionary plans about keeping people out.” CCME also expressed dissatisfaction with the consideration of “regional disembarkation platforms” in third countries, an idea referred to as “camps in Africa” that has been reappearing for well over a decade since the United Kingdom government and German Federal Minister of the Interior first mentioned it. The EU has not resolved any of the legal, practical, and moral issues relating to this since then. At worst, this will lead to something resembling a “refugee Guantanamo” at EU external borders and destabilise host countries. At best, there will be no impact at all.“If the EU wants to support refugee protection in the regions of origin or transit,” Moritz continued, “it could support the many existing camps, for example in Jordan or Uganda, which are already notoriously overcrowded and underfunded.” He also expressed scepticism toward proposed “controlled centres” inside the EU. “It is unclear what these controlled centres are supposed to look like. If they involve locking people up just because they ask for asylum, they are in breach of European and international law. If we are looking at relocation from these centres, we certainly will need to consider the very sobering experiences made with the so-called “hotspots” that were intended to facilitate relocation in the last years.”Resources for border security and combatting irregular migration will not resolve social and political problems. Imbalances will only grow if countries at EU external borders are made solely responsible for asylum procedures and removal of those not accorded protection.
“We agree that some people will have to return at the end of a full and just procedure,” Moritz noted. “One should not, however, for ideological reasons ignore all the legal, practical, and moral obstacles that make it impossible to return many of those without a residence permit in the EU.”The EU should examine where it is contributing to reasons why people flee, including through unjust trade, failure to address climate change, arms exports, and other policies.
The Conference of European Churches also expresses concern with the outcomes of the summit and its proposed focus of future EU funding on irregular migration and the target of increasing returns. CEC General Secretary Heikki Huttunen stressed the need for an alternative strategy. “When we ask for safe passage, we ask for a system of safe and regular access to Europe for those in need of protection, and for labour migrants. This is the strategy we must pursue to reduce irregular migration and deaths at the border.”All stakeholders must uphold the system of both state-run and civil society sponsored search and rescue. Directing financial resources toward this, as well as into better arrival and reception structures would help to make migration a success for all and avoid further building the fortress Europe.Churches throughout Europe have echoed these concerns. Kerk in Actie, along with 19 civil society organisations in the Netherlands, called on their national government for “moral leadership in treating asylum.” Similarly, the president of Diaconia Germany, Ulrich Lilie, noted “We cannot refuse to grant asylum to those most in need if Europe is to remain a Europe of human rights.”

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Migranti come prima più di prima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Il Premier Conte si è fatto turlupinare al Consiglio Europeo dal suo falso amichetto Macron. Il resto d’Europa controllerà i confini esterni, ma l’Italia dovrà fare da sola. Zero azioni concrete, zero risorse, i clandestini continueranno a sbarcare in Italia e continueranno ad essere a carico dell’Italia, contrastati “i movimenti secondari” che disturbano Francia e Germania, nessuna revisione degli accordi di Dublino.
L’Italia viene così trasformata nel campo profughi d’Europa. Ora basta perdere tempo e basta prese in giro: blocco navale immediato per fermare l’invasione” è quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari, membro della Commissione Politiche dell’Unione europea.

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Consiglio europeo: Quanto si dice che la montagna ha partorito un topolino

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

La Gruber ha avuto come ospite ad Otto e mezzo su La7 l’ex-presidente del consiglio Gentiloni lo stesso giorno dell’inizio dei lavori del vertice europeo di Bruxelles con i suoi 28 leader. In questo breve ma interessante incontro a tre con Paolo Mieli, Gentiloni, ad una precisa domanda della Gruber su cosa ne pensasse e quali risultati avremmo dovuto attenderci riguardo questo meeting l’ex presidente del Consiglio non ha avuto dubbi: niente concessioni ma solo qualche beneficio economico in più del passato per far digerire meglio a Salvini il nulla di fatto di questo Consiglio. Oggi dalle prime dichiarazioni, soprattutto da parte del presidente francese Macron, ne abbiamo avuto la conferma. Ci siamo venduti l’Italia con i soliti miseri trenta denari. Abbiamo, in pratica, elemosinato un accordo al ribasso ancora più stridente se lo compariamo con le infuocate dichiarazioni di Salvini sull’Europa dei burocrati e di una governance legata a interessi di bottega e in favore delle solite nazioni Francia e Germania in testa, a danno di altre. E a questo punto riprendo la nota amara pervenutaci da un comunicato emesso da Debora Serracchiani del PD che così commenta gli accordi scaturiti dal vertice Ue: “Adesso possono suonare le trombe della propaganda e tentare di nascondere il fallimento e l’isolamento, ma ricordino che l’Italia ha avuto un ruolo quando ha saputo tessere alleanze mentre sappiamo che frutti dà la politica del ‘tanti nemici tanto onore’” Dobbiamo, quindi, rimpiangere un passato che avremmo voluto dimenticare? E in tutto questo di ingenuità e di pressapochismo ce ne è da vendere e li riassume con una certa vena sarcastica la stessa Serracchiani quanto commenta nella chiusa della sua dichiarazione resa ai media, riferendosi alla “confessione” del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale dopo il Consiglio Europeo ha detto che “le conclusioni da solo le avrei scritte diversamente ma eravamo in 28”. A questo punto Serracchiani ha auspicato che “qualcuno spieghi rapidamente al premier Conte il significato della parola “trattativa” e poi gli dica come farla”. (A.R.)

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Il Trophée Bailli de Suffren 2018 fa tappa a Trapani

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Trophée Bailli1.JPGTrophée Bailli.JPGTrapani 29 Giugno – 1 Luglio Il Trophée Bailli de Suffren, la più grande e prestigiosa regata di barche d’epoca a vela, giunta alla 17a edizione, da oggi, venerdì 29 giugno, a domenica 1 luglio farà tappa a Trapani, dopo avere toccato i porti di Saint Tropez e Porto Rotondo.
In gara 9 prestigiosi yacht classici che saranno ospitati per il weekend dal Marina “Vento di Maestrale” a Trapani. Le imbarcazioni hanno una dimensione che varia dai 22 agli 11 mt di lunghezza. Si tratta di una regata di altura e le tappe sono di riposo al fine di preparare le barche per ripartire. La partenza dal porto di Trapani verso Malta, è prevista per domenica 1 luglio, alle ore 12.00. Gli equipaggi, sono di provenienza francese.
Trophée Bailli2.JPGIl sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, accoglierà gli equipaggi, e affiderà loro il messaggio universale della pace e della solidarietà tra i popoli così come della tutela e accoglienza in mare dei profughi. Il messaggio, solcando il Mediterraneo, giungerà a Gozo, a Malta, ultima tappa del prestigioso trofeo, nonché capitale europea della cultura 2018. La prima tappa del XVII Trofeo Bailli de Suffren è stata vinta da Olivier Pecoux, sull’imbarcazione AMAZON. Subito dietro, sempre nella categoria Classic, ha avuto la meglio STIREN, di Nataf Oren. Nel gruppo degli Spirit of Tradition ha vinto ECBATANE, di Alain Monier, davanti a TIOGA OF HAMBURG, di Peter Tess. Il Trophée Bailli de Suffren è nato nel 2001 ed è la prima ed unica grande regata di yacht classici del XXI secolo, che tocca quattro dei più affascinanti porti del Mediterraneo, percorrendo 630 miglia da Saint Tropez a Grand Harbour Marina Malta. Il trofeo ha già fatto tappa a Trapani negli anni 2006, 2007, 2009, 2012 2013, 2016, 2017. (foto copyright di Nanni Ono per gentile concessione del Trophée Bailli de Suffren).

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Sbarca in Molise “Arco Village”, gli imprenditori cinesi puntano al Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Chen Qiuqiu.jpegUn’attività ricettiva di lusso per ospitare connazionali in una zona montana tranquilla e ad alto valore storico e paesaggistico. E’ stato ufficializzato a Campobasso, presso lo studio dell’avvocato Nicola Lucarelli, l’atto di nascita di “Arco Village”, struttura ricettiva che sorgerà a Pietrabbondante, in provincia di Isernia, in una zona limitrofa ad uno dei complessi ellenistici-italici più importanti del Mezzogiorno, con due templi e un teatro a mille metri d’altitudine.L’investimento è firmato da due giovani cinesi, QiuQiu e Diana He, grazie al lavoro di advisor messo in atto dal Comitato imprese dell’associazione Forche Caudine, il circolo dell’emigrazione molisana con sede a Roma.Le due imprenditrici hanno scelto un vecchio casale ubicato in un ettaro e mezzo di terreno. Qui sorgerà il villaggio con attività ricettiva, turismo incoming e di scoperta. Si prevede che nella fase iniziale darà lavoro ad almeno cinque unità. Sarà soprattutto il turismo orientale a garantire un ritorno economico alla struttura.
“Attrarre investimenti in Molise non è facile, ma le potenzialità non mancano e questo primo approdo internazionale lo dimostra – spiega Francesco Caterina, responsabile del Comitato imprese dell’associazione. “La regione paga anche le disastrose politiche pubbliche nel settore economico con investimenti spesso farlocchi, dissanguamento di capitali e pochissimi posti di lavoro. Come molisani che viviamo da anni fuori regione vogliamo fare la nostra parte, contribuendo a rilanciare il tessuto imprenditoriale locale operando anche da advisor – conclude Caterina.Il Comitato è già in trattative per un secondo approdo, questa volta in provincia di Campobasso. Boccate d’ossigeno per la regione italiana che ha pagato il prezzo più alto alla recessione. (foto Chen Qiuqiu copyright forche caudine)

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“Ripensare il sistema pensionistico e dare ossigeno al Pubblico Impiego con ingresso dei giovani”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Accogliamo positivamente la volontà generale della politica di intervenire sui meccanismi rigidi della Fornero”.Lo dichiara in una nota il Segretario Generale UIL FPL Michelangelo Librandi e prosegue: “Occorre un ricambio generazionale che nel Pubblico Impiego, non è più rinviabile. Dobbiamo investire in innovazione e nuove tecnologie, selezionando giovani competenti e meritevoli.Ricordiamo che i dipendenti pubblici italiani sono 3,2 milioni, ancora in calo, con 246 mila persone uscite e non rimpiazzate dal 2008. Ancora pochi i nuovi ingressi rispetto alle reali necessità, a causa di un blocco del turn over che deve essere superato concretamente, e nonostante il percorso di stabilizzazioni attuato con le recenti politiche grazie alle pressioni e allo sforzo del sindacatoDipendenti Pubblici con una età media che supera ormai abbondantemente i 50 anni, costretti ad operare in condizioni di continua criticità ed urgenza.Questa situazione ha contribuito all’aumento della disoccupazione giovanile che oggi raggiunge percentuali record superiori al 32%, con percentuali ancora più alte nelle regioni del Sud Italia.Assumere giovani nel Pubblico Impiego significa dare a questi ragazzi un futuro sereno contrariamente a quanto sta avvenendo oggi, in una società che offre quasi esclusivamente lavori a termine, spesso non contrattualizzati e sottopagati.Tutto questo deve partire dalla prossima legge di bilancio. Il nostro sindacato – conclude Librandi – è pronto ad offrire, come sempre, il proprio contributo, convinti che solo attraverso il confronto con le parti sociali si potranno risolvere i problemi principali di questo paese, a partire da una seria riforma delle pensioni sino alla necessità di puntare concretamente sui giovani per ridare ossigeno al nostro paese e trasmettergli un messaggio di concreto rinnovamento e speranza.

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Mostra: Co-Existence 4

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Roma sabato 7 luglio dalle 18 alle 20 Visitabile da lun a ven 11-19 apertura no-stop Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 (dal 7 al 13/7/2018) Giunta alla 4a Edizione la mostra in questione sarà un vero e proprio concerto, che coinvolgerà artisti di varie nazionalità volti a vivere e a catturare gli sguardi sul proprio pensiero nomadista, su coesistenze e slittamenti; tutto attuato con tecniche diverse, e che nello spirito di queste trovano così il motivo di un’unità. Risulta evidente che la coesistenza di vari linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano, diventa un parametro importante nella comprensione e valutazione di espressioni artistiche di realtà culturali diverse come strumento in grado di fornire una chiave di lettura unitaria. L’attenzione ai diversi linguaggi, la conoscenza e lo scambio con gli altri trovano modalità concrete e canali privilegiati di realizzazione proprio nei linguaggi artistici ed espressivi. Verso questa direzione conciliatrice, va letta, dunque, la capacità metamorfica dell’arte, sempre più tesa a scandagliare nelle dinamiche e nelle alterne coesistenze di sistemi oppositivi il rispetto e il riconoscimento dell’alterità che fatica e richiede una più matura riflessione. Aspirare ad avviare e a promuovere, passo dopo passo, la ricerca di una ragione comune, può infatti rendere conto di nuove possibilità di confronto e di crescita culturale.
Artisti: Janice Alamanou, Isabella Angelini, Teresa Bianchi, Roberto Bonetti, Tamara Budnikova, Maristella Campolunghi, Francesca Costa, Alex Di Meglio, Osamu Jinguji, Barbro Jonasson, LiV, Paolo Monina, Gabrielle Mutti, Mirja Birgitta Nuutinen, Marlen Peix, Daniela Rebecchi, Meir Salomon, Shigeru K, Gladys Sica, Dolors Simó, Christina Steinwendtner, Luciano Celli Tancredi, Lady Yupiigold, Angelo Zuena. La mostra è curata da Cristina Madini.

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Forze dell’Ordine aggredite con allarmante frequenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Appena iniziata la nuova avventura in questa grande famiglia Sindacale ed è subito ora di schierarsi, a muso duro, in difesa degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di questo Paese. E’ ora, come lo era ieri e come speriamo non debba essere domani, di pretendere rispetto per gli individui, donne e uomini, che vestono la divisa, tutela della loro incolumità, garanzie per i loro diritti, di pretendere che vengano messi in condizione di operare come necessario nell’interesse dei cittadini e delle Istituzioni. I nuovi dati dell’Osservatorio Asaps, i commenti che da alcuni sono seguiti, e la proposta di legge di un gruppo di Senatori parlano, purtroppo, dei ‘soliti’ numeri che ben conosciamo: oltre 700 aggressioni fisiche ad Operatori della sicurezza nei soli primi quattro mesi del 2017. Un dato impressionante che, però, non fa ‘saltare’ sulla sedia proprio nessuno. E questa è la cosa più grave. L’inedia e l’insostenibile superficialità, per non dire il menefreghismo, con cui tutti si fanno scivolare addosso le ferite, i danni, le costrizioni, i sacrifici di migliaia di Servitori dello Stato che hanno votato la loro vita a quel dovere che non può e non deve significare essere per questo mandati bovinamente al macello. E mentre da una parte si addossano l’uno sull’altro centinaia di feriti e non pochi morti a causa del dovere, dall’altra parte ascoltiamo attoniti alle sentenze che assegnano risarcimenti da nababbi a delinquenti che hanno subìto conseguenze fisiche a causa delle loro stesse azioni delinquenziali ad opera di Appartenenti alle Forze dell’Ordine intervenuti per servizio che,allo stato, per come è concepita ancora la legge, ben potrebbero uscire dalle sole tasche del povero Poliziotto di turno. Pare incredibile ma siamo a questo. E non può continuare ad essere così. Ben venga allora, e finalmente, anzitutto la recente proposta da parte di un gruppo di Senatori della Repubblica di modificare il codice penale ed inasprire severamente le pene per chi aggredisce gli Operatori della sicurezza, nella speranza che possano esserci conseguenze reali e concrete per chi compie questi gravissimi reati riuscendo al momento a passarla liscia o, tutt’al più, ad avere condanne ridicole. Già dimostrare che la vita e la salute di un Appartenente alle Forze dell’Ordine valgono più di uno straccio vecchio sarebbe una prima svolta epocale. Sulla stessa linea e per il medesimo motivo, poi, è indispensabile che chi delinque ed a causa di ciò subisca un danno non debba essere ‘ristorato’ da un Stato che non può con ciò dimostrare, nei fatti, che considera un disvalore l’azione di un Servitore dello Stato che svolge un servizio e non il comportamento di chi compie scientemente un reato. E’ ora che in un ‘mondo assurdamente rovesciato’ tutto torni al posto giusto, e che si consenta agli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di poter fare ciò che viene chiesto loro”. Così Franco Maccari, neo Vice Presidente Nazionale dell’FSP – Polizia di Stato.

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Garantire lavoro ai giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Il periodo storico che stiamo attraversando si contraddistingue per un’inedita complessità. Sul fronte del lavoro ci troviamo con una doppia emergenza. Da una parte dobbiamo rispondere alla ‘classica’ domanda generazionale di come garantire ai giovani un futuro degno, in una fase in cui l’Italia ha il triste primato della disoccupazione giovanile in area Euro; dall’altra ci troviamo davanti a un problema nuovo e co-esistente: come garantire il raggiungimento dell’età pensionale a quegli ultra-cinquantenni già espulsi dal ciclo lavorativo a causa del prolungato stato di crisi della nostra economia, che ha falcidiato posti di lavoro e realtà aziendali. Due esigenze che pongono risposte diverse e ineludibili”.
E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli in un indirizzo di saluto inviato alla Confsal (Confederazione generale sindacati autonomi e lavoratori) impegnata oggi in un convegno ‘Nuove economie e lavoro: sfide e opportunità’.
“Sono certo che- ha aggiunto il vicepresidente – saprete apportare un contributo importante a questa criticità, mantenendo sempre quell’autonomia che è stata il punto di forza della vostra organizzazione, unitamente a una sensibilità che vi ha reso originali nella capacità di tutelare lavoratori e aziende, senza quei vetusti conflitti di classe che hanno messo in ginocchio capitale e lavoro per troppo tempo in Italia. La globalizzazione economica e finanziaria di questo ultimo ventennio ha generato milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, nuove opportunità di sviluppo economico e di benessere sociale, nuovi processi aziendali, nuovi processi produttivi e di distribuzione. Tutte novità che, soprattutto in Italia hanno creato la precarizzazione della vita e il precariato lavorativo. Non a caso, ha destato clamore l’obbligo intimato dall’ispettorato del lavoro al gigante dell’e-commerce e della distribuzione Amazon di assumere 1308 addetti a causa della dello sforamento delle quote di utilizzo di lavoratori somministrati. Così come altrettanta sorpresa ha destato l’impegno di regolamentare i ‘riders’, pagati 5 euro lordi a consegna. Sono le sfide del futuro che prepotentemente deflagrano nel presente e sulle quali è indispensabile interrogarsi”.
“Indispensabili sono i confronti come quello indetto oggi dalla Confsal. Sono a disposizione per ulteriori approfondimenti nelle sedi istituzionali, convinto che sia necessario investire sulla formazione delle nuove competenze richieste dalle nuove economie. Solo così- ha concluso Rampelli – potremo affrontare queste sfide senza paura e tradurle in opportunità.

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Pilastro europeo dei diritti sociali: Andare oltre la politica e l’economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Il Parlamento europeo ha riunito i rappresentanti delle comunità religiose per un dialogo sulla realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali , un “insieme di 20 principi e diritti che sostengono il rinnovo dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare in tutta l’UE.” sfide economiche e politiche hanno ferito la qualità della vita di molti in Europa. Rischio di disoccupazione e di povertà rimane alto, molti accordo con lavoro precario e instabile, tirocini non retribuiti o sottopagati sono in aumento, e l’Europa è in calo a corto di molti obiettivi delineati nella strategia UE 2020. Mairead McGuinness, primo vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato l’importanza unica di chiese e di altre comunità religiose nel rispondere a queste sfide, e la difesa della dignità umana e di contribuire ai dibattiti di politica pubblica. “Tu sei presente in ogni città e villaggio in tutto il 28 Stati membri.” I contributi al seminario di dialogo hanno sottolineato l’importanza della dimensione sociale per il futuro dell’Europa. Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo, ha osservato che un pieno di un terzo di ciò che è scritto nei trattati UE offerte direttamente di questioni sociali. Altri, tra cui il commissario Birgitte Brekke-Clifton (L’Esercito della Salvezza) ha invitato l’UE ad assicurare i finanziamenti per l’attuazione del pilastro sociale, e sincronizzare la sua valutazione con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile. Ha anche criticato il pilastro per fare alcuna menzione dei migranti e dei richiedenti asilo non dichiarati. Metropolitan Ignatios di Demetrias e Almyros (Chiesa di Grecia) riflette teologicamente sulla necessità di condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti. Egli ha sottolineato che questo è un collettivo, piuttosto che l’interesse individuale. “Per combattere per il vostro pane quotidiano, che è un problema pratico. Per combattere per voi il pane quotidiano per il vostro vicino di casa, che è un problema spirituale “. Rev. Daniel Topalski della United Methodist Church in Bulgaria ha osservato che le chiese contribuiscono alla costruzione di società di cura e inclusive attraverso il loro lavoro diaconale, e che il pilastro sociale è parte dell’anima europea, accanto a valori come la pace, la solidarietà e l’uguaglianza. “Il pilastro europeo dovrebbe essere visto come un inizio, non una fine”, ha osservato Heather Roy, segretario generale di Eurodiaconia, “Ci sono molte cose che devono ancora essere sviluppati, soprattutto a livello nazionale, perché è qui che vedremo successo. Dobbiamo difendere contro qualsiasi annacquare il pilastro, in particolare per quanto possiamo vedere un cambiamento nel Parlamento europeo a seguito delle elezioni del prossimo anno “. Il pilastro europeo dei diritti sociali è stata proclamata congiuntamente e firmato dalla Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio al Vertice sociale di Göteborg nel novembre del 2017. Le istituzioni europee tengono riunioni regolari ad alto livello e seminari di dialogo con le chiese, non confessionale, e le organizzazioni filosofiche come parziale adempimento dell’articolo 17 della Treat sul funzionamento dell’Unione europea.

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Sicurezza nelle scuole e responsabilità dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Udir loda l’iniziativa dell’associazione, operante a tutela della salute e prevenzione dei rischi negli istituti scolastici, di scrivere al Ministro Marco Bussetti: la lunga missiva fa il punto della situazione e chiede che il Testo Unico venga modificato al più presto, perché il dirigente scolastico deve essere esonerato dalle responsabilità sulla sicurezza degli edifici, poiché non ha alcun potere di spesa, nemmeno per gli interventi urgenti. Udir, dunque, sposa in toto la causa e rilancia l’appello: il sindacato infatti nei mesi passati ha organizzato una serie di convegni proprio sul tema dei forti rischi di incendi e sismici che si corrono tutt’oggi nelle nostre scuole. Inoltre, sempre per la tutela dei dirigenti scolastici, ha messo a disposizione specifiche diffide, oltre ad aver anche presentato uno preciso emendamento alla legge di stabilità durante la precedente legislatura.Marcello Pacifico (presidente Udir): La lettera contiene in summa le lotte che Udir ha portato avanti nell’anno in corso sulla gravissima situazione dei dirigenti scolastici, i quali, rispetto alla sicurezza nelle scuole, sono perennemente incolpevoli davanti ad un plotone di esecuzione pronto ad aprire il fuoco. Durante i nostri incontri con centinaia di presidi, è stata unanime la richiesta di cambiare in toto il Testo Unico sulla sicurezza. Constatiamo che il lavoro incessante fatto dal nostro sindacato nello scorso anno ha comunque già avviato un ripensamento da parte del governo, identificabile nelle parole del sottosegretario Salvatore Giuliano rispetto all’intollerabile situazione in cui vertono i capi d’istituto sulle tematiche della sicurezza.

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Scuola: Precariato, ddl sen. Mario Pittoni per stabilizzare i precari dopo 36 mesi di supplenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Secondo le anticipazioni della stampa specializzata, si vogliono creare i presupposti perché ai precari triennalisti venga attribuito il diritto all’immissione in ruolo, dall’anno successivo alla maturazione dei 36 mesi, nelle assunzioni a tempo indeterminato “nella provincia o regione diverse da quelle di appartenenza, a condizione che siano esaurite tutte le graduatorie a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l’aggiornamento per l’anno successivo”. Poiché non è possibile assicurare l’immissione in ruolo a tutti i docenti che raggiungeranno a partire dal 1° settembre 2019 tale limite, il ddl attribuisce una priorità nell’attribuzione delle supplenze al 30 giugno o nelle supplenze temporanee, per tutta la provincia scelta, senza limitazioni. Per il sindacato, quello di abolire il divieto alla successione dei contratti a termine, introdotto dalla Legge 107/2015, è un passaggio fondamentale, ma deve rientrare in un quadro complessivo di modifiche. In tal modo, supererà la mancata stabilizzazione di 140mila docenti e Ata, come denunciato la scorsa settimana a Bruxelles, dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico davanti al Parlamento europeo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per Anief, se il provvedimento dovesse essere inserito all’interno di un decreto legge urgente del Governo da emanare per superare il caos delle supplenze e delle assunzioni successi a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria del dicembre scorso, dovrebbe riguardare anche la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto e la riapertura delle graduatorie ad esaurimento a tutto il personale in possesso dell’abilitazione con la conferma dei ruoli già assegnati. A questo piano straordinario di assunzione, dovrebbe infine corrispondere un’ulteriore mobilità straordinaria, anche del personale neo assunto con la fase transitoria in corso di svolgimento. Lo stesso Ministro Bussetti ha detto che gli interessi da salvaguardare sono diversi e occorre operare al meglio per non lederne nessuno: siamo d’accordo, a patto che lo si faccia in tempi celeri e senza anteporre gli interessi finanziari a quelli della didattica e del personale da stabilizzare.

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Musica “Surge, Dilecte Mi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Bologna Domenica 1 luglio alle ore 20.30, presso il complesso di Santa Maria della Vita (Via Clavature 8/10), la SCHOLA GREGORIANA BENEDETTO XVI di Bologna propone l’elevazione spirituale in musica “SURGE, DILECTE MI”, in collaborazione con l’Ensemble Dramatodía.
Il programma del concerto rende omaggio a una delle figure più illustri della storia culturale bolognese, Adriano Banchieri (1568-1634), riproponendone le opere nel luogo più significativamente intrinseco alla sua vita e alla sua arte.
In alternanza alla messa a 5 voci di Adriano Banchieri, Surge dilecte mi, la Schola Gregoriana propone il proprio della XIII Domenica del Tempo Ordinario, così come lo troviamo nel Graduale Triplex (libro ufficiale per la Messa in Canto Gregoriano). La compilazione di questi testi, per questa domenica, è stata fatta dopo la Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II. Questo proprio, eccetto l’Alleluia Omnes gentes, in origine, formava i testi per la VII domenica dopo la Pentecoste (Dominica VII post Octabas Pentecosten), usata anche in parte per la IV domenica dopo l’Epifania (Dominica IIII post Theophania) secondo l’Antifonale di Rheinau (Zurigo), datato tra l’VIII° e il IX° secolo. Adriano Banchieri fu compositore e teorico musicale fra i più rilevanti del primo Seicento. La sua cospicua produzione sacra comprende tutti i generi della coeva musica da chiesa: messe, salmi, mottetti, litanie; in questo campo fu particolarmente sensibile nel cogliere e sperimentare i nuovi orientamenti stilistici della monodia accompagnata e della ‘seconda pratica’ monteverdiana. D’altronde, Monteverdi in persona visitò Bologna nel 1620 su invito di Banchieri in occasione di una seduta dell’Accademia dei Floridi, cenacolo dei principali musicisti e intellettuali della città fondato da quest’ultimo nel 1616.
Ancor più numerose le opere profane stampate da Banchieri, consistenti perlopiù in raccolte di madrigali e canzonette inseriti in una cornice narrativa, sul modello delle commedie armoniche del modenese Orazio Vecchi. Opere quali Il zabaione musicale, la Barca di Venetia per Padova, il Festino del giovedì grasso, La pazzia senile testimoniano da un lato la raffinata tecnica contrappuntistica e la sfrenata capacità inventiva dell’autore, d’altro lato la sua naturale e inconfondibile propensione per i soggetti faceti e burleschi.
Tale propensione risulta con evidenza ancor maggiore nelle opere letterarie (trattati, novelle, commedie) che Banchieri pubblicò, in lingua italiana o in vernacolo bolognese, sotto lo pseudonimo di Camillo Scaligeri della Fratta, ovvero sotto quello, ben più stravagante, di Attabalippa del Perù. Tale produzione comprende titoli e argomenti disparati: da La nobiltà dell’asino al Discorso per fuggir l’otio estivo, dove si prova, che la favella bolognese preceda la Toscana cosi in Prosa, come in Rima; dai Trastulli della Villa a La Catlina da Budri, overo il furto amoroso, fino alla Novella di Cacasenno figlio del semplice Bertoldino, con la quale l’autore intese provvedere di un’appendice il celeberrimo Bertoldo dell’amico e conterraneo Giulio Cesare Croce. Per la sua attività di musicografo e trattatista, Banchieri è da annoverarsi fra i più prolifici e influenti teorici musicali della sua epoca: pubblicò opere didattiche dedicate all’apprendimento dei primi elementi dell’arte musicale, al canto gregoriano, al canto figurato, all’organo. A questo strumento, che l’autore padroneggiava da virtuoso, egli consacrò le Conclusioni nel suono dell’Organo e L’organo suonarino. Quest’ultima opera fornisce una quantità di preziosi avvertimenti concernenti le varie competenze richieste agli organisti; contiene inoltre una serie di brani per tastiera, esemplari dei vari stili e delle varie tipologie compositive impiegati nella letteratura organistica coeva.

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“In Europa, solo nel 2017, gli investimenti esteri cinesi hanno superato i 30 miliardi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Il flusso di capitali è principalmente legato ad aziende con diretta o indiretta partecipazione dello Stato. La Cina quindi, attraverso le sue controllate, ha accesso ad informazioni di importanza strategica nazionale ed europea riguardo investimenti strettamente legati a strategie geopolitiche mondiali.È necessario un maggiore controllo degli investimenti esteri in settori strategici della Unione. Il Consiglio Europeo dei Ministri ha raggiunto da poco una posizione comune sull’argomento, ma considerando gli investimenti cinesi in continua espansione sia in Italia che in Europa, serve una posizione chiara del nostro Governo riguardo la proposta della Commissione Europea”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso che aggiunge “Ho presentato un’interrogazione in merito, in vista del Consiglio Europeo e dell’apertura del summit UE-Cina previsti entrambi in questa settimana, chiedendo al Governo italiano di farsi portatore di un messaggio chiaro riguardo la protezione dei nostri interessi nazionali sul mantenimento del controllo di infrastrutture strategiche a livello europeo in settori chiave.Gli investimenti di aziende italiane ed europee in Cina, sono fortemente condizionati da restrizioni di accesso al mercato e quindi il principio di reciprocità non è rispettato. Questo mette le nostre aziende in una condizione di disparità competitiva che avvantaggia fortemente le aziende cinesi. Bisognerebbe avvicinarsi al sistema di controllo degli investimenti stranieri adottato dagli Stati Uniti dove, attraverso un comitato, si verifica se determinati investimenti stranieri possano arrecare danno alla sicurezza nazionale oppure no” conclude il Senatore Urso capogruppo in Commissione Affari Esteri.

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“Il tema immigrazione ruota attorno al regolamento di Dublino”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Se nel 2003, prima delle ‘primavere arabe’ e prima degli attacchi terroristici, poteva avere un senso, ora risulta inadeguato e anacronistico. Non capire il carattere di eccezionalità della sfida sull’immigrazione è il più grave atto di miopia che l’Europa possa fare. Ma non meno miope sarebbe pensare non di risolvere ma di sfruttare l’emergenza per fini elettorali o di consenso. E questo è un tema che riguarda molti governi in Europa”.Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in vista del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.
“Non si può dimenticare che la questione migratoria ha rilevanza europea, ed europea non può che essere la sua soluzione. L’Europa è a un bivio: o prende il toro per le corna e affronta questo problema con una strategia a breve, medio e lungo termine o rischia di essere travolta.
Parliamoci chiaro! L’Italia da sola in questi anni si è fatta carico del soccorso, dell’identificazione e dell’integrazione non solo dei profughi ma di tanti, forse troppi, migranti economici.Possono dire lo stesso altri paesi che affacciano sul Mediterraneo? Possono dire lo stesso i governi che pretendono di dare lezioni all’Italia? Oggi con che coraggio proprio la Francia, che ha gettato nel caos la Libia, si permette di darci lezioni?
Bene ha fatto il ministro Salvini a rispedire al mittente certe affermazioni e ad aver messo di fronte alle proprie responsabilità i partner europei; e altrettanto bene ha fatto il presidente del Consiglio nel ribadire che l’Italia non accetterà soluzioni calate dall’alto”.

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Verso la Brexit: Toscana protagonista dei rapporti con Regno Unito e Irlanda

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Firenze. E’ di oltre 34 miliardi di euro, in netta crescita, l’interscambio commerciale dell’ultimo anno fra Italia e Regno Unito, di questi un decimo (3,8 miliardi) passa dalla Toscana, con il nostro Paese che vanta un surplus di circa 11 miliardi. Con l’Irlanda l’import-export è arrivato a quasi 6 miliardi, in grande crescita nell’ultimo anno (+13,8%) e la Toscana che ha una quota superiore al 5%. E’ partendo dalla realtà di questi numeri e di fronte allo scenario dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea fissata per il 29 marzo 2019 che la Camera di Commercio italiana per il Regno Unito (ICCIUK), con il patrocinio di Camera di Commercio, Comune e Città metropolitana di Firenze, ha organizzato il Forum Italy-UK-Irlanda. Fra gli altri, hanno partecipato alla mattina di discussioni l’ambasciatore irlandese a Roma Colm Ó Floinn, il responsabile del dossier EU Exit all’ambasciata britannica a Roma Jakob Lund, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la vicensindaca di Firenze Cristina Giachi, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi e il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori, insieme a esponenti del mondo imprenditoriali, ai senatori Laura Garavini, Vito Rosario Petrocelli e al sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi. I panel tecnici dopo l’intervento iniziale di Massimo Messeri si sono concentrati su sanità, cibo e turismo, manifattura, settore bancario e finanziario, cultura e innovazione. Ha chiuso la mattinata il presidente di ICCIUK Leonardo Simonelli. Al centro della discussione come rafforzare la competitività delle imprese in un momento in cui sembrano vincenti le strategie «glocal», che puntano a valorizzare le opportunità della globalizzazione pur tutelando identità, tradizioni e realtà locali, e le testimonianze delle aziende che sono riuscite a consolidare gli storici legami con il Regno Unito e quelli più recenti, ma in costante crescita, con la Repubblica d’Irlanda. Fra i settori dove gli scambi sono maggiormente attivi fra il nostro Paese e la Gran Bretagna nell’export il tessile, l’’abbigliamento, la pelle, gli accessori (13,3% del totale) e i prodotti alimentari (13,1%), nell’import i mezzi di trasporto (22,9%), il farmaceutico (10,3%) e il chimico (9,2%). Con l’’Irlanda è il settore farmaceutico il più vivace: rappresenta il 51,3% nell’import e il 40,5% nell’export, seguito dal chimico (16,1% nell’import, 12,4% nell’export).

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I padri separati sono i nuovi poveri

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Una vera e propria piaga sociale quella dei padri separati che, dai dati diffusi dalla Caritas, rappresentano i nuovi in Italia. Secondo le statistiche della Caritas, i padri separati e divorziati rappresentano oltre il 46% dei poveri. Padri costretti a dormire in macchina, a mangiare alla mensa della Caritas o a dividersi in più lavori per riuscire ad arrivare alla fine del mese e mantenere la famiglia, attraverso l’assegno mensile che viene dato al genitore affidatario, rappresentato nella stragrande maggioranza dei casi dalla madre. Il 66,1% dei separati, secondo il Rapporto Caritas 2014, non riesce a provvedere alle spese per i beni di prima necessità. Un dato allarmante che dovrebbe portare a rivedere le sentenze di separazione, profondamente ingiuste e a favore solo del genitore affidatario. Per l’Associazione CODICI, che si è sempre battuta per l’affido condiviso e la bigenitorialità, affiancando i numerosissimi casi di padri che si sono rivolti all’Associazione per vedere riconosciuto il loro ruolo nelle decisioni nella vita familiare, la situazione ad oggi è drammatica. La causa di questa emergenza sociale va rintracciata nelle sentenze dei Tribunali e, dunque, nelle decisioni dei Giudici, che fanno finire i padri sul lastrico in fase di separazione: le sentenze sono incredibilmente sproporzionate a favore delle madri (in Italia nel 92-97% dei casi il figlio viene affidato alla mamma) e ogniqualvolta un padre si ritrova a dover partire da zero, a dover lasciare la casa e a sostenere le spese per il mantenimento dei figli, viene impoverito e diventa a rischio indigenza. L’Associazione CODICI chiede a gran voce ai Giudici di rivedere le ragioni che portano ad una evidente sproporzione nei casi di separazione, che si concludono con il collocamento dei figli quasi esclusivamente presso la madre, la quale in pratica può usufruire di un altro stipendio, mentre mette seriamente a repentaglio il destino dei padri, sempre più impoveriti e fragili di fronte alla decisione della magistratura.“La nuova emergenza sociale è rappresentata dall’impoverimento di quei padri che restano soli dopo la separazione e la colpa è dei Giudici che riducono in stato di povertà, in maniera cosciente e consapevole i padri separati – questa l’affermazione del Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli, che porta all’attenzione i dati dei Tribunali italiani nelle cause di separazione in Italia.“Come emerge da un’analisi condotta da CODICI, confermata dalla Corte d’Appello di Roma e dall’ISTAT – ricorda Ivano Giacomelli – secondo i dati emersi sulle sentenze dei vari tribunali italiani, il peggiore è quello di Roma, in cui nel 97,2% dei casi di separazione, i figli vengono assegnati alla madre. Una situazione completamente capovolta a favore della madre, che ha come immediata conseguenza quella di portare sempre più la figura paterna ad essere relegata a mero sfondo nella vita dei figli” commenta il Segretario Nazionale di CODICI.Per far fronte a questo dramma, stanno nascendo strutture in tutta Italia dedicate all’accoglienza dei padri che non hanno un posto dove condividere il proprio tempo libero con i figli e spesso non riescono ad affrontare le spese della separazione, sintomo di un sistema giuridico che mette in grande difficoltà questa categoria, senza guardare alle necessità dei padri che devono recuperare la loro dimensione e dignità.Dal canto nostro, noi di CODICI, consapevoli dei tantissimi padri separati che continuano a segnalarci comportamenti scorretti nei loro confronti da parte delle ex mogli o dei Tribunali, riteniamo responsabili i Giudici di questa problematica e continuiamo ad offrire la nostra assistenza legale e psicologica.L’obiettivo dell’Associazione Codici, che ha una forte vocazione a tutela dei cittadini, è quello di offrire sostegno ai genitori che vivono situazioni di questo tipo, con iniziative ad hoc come la Campagna “Voglio Papà”.

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Prima Porta: Cimitero in abbandono e non solo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Orlando Corsetti consigliere capitolino P.D. in un twitter scrive: “Prima Porta cimitero dimenticato zero rispetto per i defunti. Erba che copre le tombe, invasione di zanzare e consistenti residui di guano. Così appare il cimitero più grande di Roma. Il Verano non se la passa tanto meglio.” (n.r. Lo stato comatoso in cui si trovano i cimiteri romani è oramai noto da tempo e possiamo soggiungere, in proposito, che da un paio di anni a questa parte la situazione si è aggravata. E’ stata persino costituita un’associazione di cittadini che dopo una laboriosa trattativa è riuscita a farsi ricevere dall’assessore competente ricevendo assicurazioni che gli interventi ci sarebbero stati per il decoro dell’ambiente oltre al rispetto per i visitatori. E’ questo è avvenuto un anno fa. Assessore competente e la stessa Raggi battano un colpo se ci sono e questo discorso andrebbe fatto anche per le buche della capitale, per i cassonetti maleodoranti ecc. Non intendiamo metterla in politica ma semplicemente osservare che esiste un malessere tra i romani che non può essere sottaciuto.)

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Viaggiare sicuri. Nuove disposizioni sul bagaglio a mano per chi vola negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Tempo d’estate, mentre fervono i preparativi per le vacanze di molti italiani che stanno già preparando le valigie, nuove disposizioni sugli oggetti proibiti in aereo li complicano. Si tratta delle nuove disposizioni della Transport Security Administration americana (TSA) sui bagagli a mano, che va a colpire una categoria di prodotti che, finora, avevate forse sempre reputato innocui: quelli in polvere. Le nuove regole, in vigore da sabato 30 giugno, si applicano solo ai voli diretti verso gli Stati Uniti, dall’Italia o da un altro Paese del Vecchio Continente.. A essere banditi saranno i contenitori con prodotti in polvere più grandi di 350 ml, che dovranno tassativamente andare nel bagaglio in stiva. Per gli amanti della palestra potrebbe trattarsi di proteine, per chi va a visitare dei parenti oltre oceano del sacchetto di “farina bona”. I cosmetici, invece, non dovrebbero causare problemi, a meno di non portare con sé un barattolo di terra per il viso con all’interno una scorta per un anno. A seconda del prodotto, si può dire che i grammi riportati sulla confezione (g) corrispondono sommariamente al volume in millilitri (ml), ma questa indicazione molto generale non vale sempre. Se si è diretti verso gli Stati Uniti, il consiglio è di imbarcare i prodotti in polvere nel bagaglio in stiva, così da evitare eventuali ritardi ai controlli. Esclusi da queste limitazioni, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono i medicamenti, gli alimenti in polvere per bambini e le urne contenenti ceneri funerarie. Come per i liquidi, continuerà inoltre a essere possibile portare sull’aereo i prodotti in polvere e i granulati acquistati al duty free dell’aeroporto.

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