Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Somiglianza e diversità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Tutti conoscono la barzelletta del cammello e del dromedario. Perché, si domanda, il cammello ha due gobbe e il dromedario una sola? perché, si risponde: per distinguerli! Ma al di là della battuta alla sua base sta un problema scientifico e filosofico molto profondo. Infatti se due individui sono “gemelli” in tutti i sensi dobbiamo dire che sono lo stesso individuo? Scriveva Liebniz nell’enunciare il “principio degli indiscernibili”: “due cose individuali non possono essere perfettamente identiche e devono differire tra loro per qualcosa di più del loro semplice esser due.” A questo punto chiunque si rifiuterebbe di ammettere che due gemelli sono lo stesso individuo. La difficoltà sembra superarsi abbastanza facilmente notando, come fece Kant, che i due gemelli hanno necessariamente una collocazione diversa nello spazio.
Possono dunque avere tutte le caratteristiche eguali, ma non la posizione. Questo basta per distinguerli. Nonostante ciò la questione non fu risolta. Fa osservare G. Toraldo di Francia: “Le cose macroscopiche a misura d’uomo o più grandi non sono mai perfettamente identiche. Ma quando all’inizio di questo secolo, abbiamo cominciato ad entrare nel mondo delle particelle subatomiche, la situazione è cambiata radicalmente. Per quanto ne sappiamo gli elettroni hanno tutti identiche caratteristiche e lo stesso dicasi dei protoni, dei neutroni e così via. Possiamo dar loro un nome che li distingua ma la loro intrinsicità non muta. Tuttavia se da quello che si può sapere e calcolare ci viene detto che ad un dato punto e a un dato istante vi è la probabilità di trovare un elettrone di quel tipo e non un altro ciò non significa che siamo in grado di distinguere se è quello che gli abbiamo dato un certo nome o uno diverso. Le zone in cui è distribuita la probabilità di ciascun elettrone sono sovrapposte ed è proprio questo che rende le due particelle indistinguibili.” Tutto ciò diventa particolarmente evidente quando si parla di “meccanica statistica”. Il corpo di un uomo, ad esempio, è composto da un numero enorme di particelle. Il loro minuto comportamento ci sfugge. E’ inevitabile, a questo punto, ricorrere alla statistica e al calcolo di valori medi. Per fare questo è indispensabile calcolare quanti diversi casi microscopici corrispondono ad uno stesso stato macroscopico. Lo stato macroscopico che si realizza all’equilibrio è quello più probabile cioè quello al quale corrispondono un numero maggiore di casi microscopici diversi. In pratica significa che scambiare l’elemento A con il B vuol dire ottenere come risultato un altro caso. (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: