Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

E’ proprio vero che Israele assedia la Striscia di Gaza? Guardiamo i fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

In un suo recente scritto Ugo Volli c’invita ad una riflessione su quanto è accaduto e sta accadendo a Gaza. E’ una storia che sa di antico ma che ha la caratteristica di farsi cronaca senza soluzione di continuità perché c’è sempre qualcuno che tende a risvegliare antichi e mai sopiti dissapori in un’area di per sé già molto critica. Alla fine l’opinione pubblica mondiale si ritrova ad essere influenzata dai messaggi più interessati al catastrofismo e molto meno ad una obiettiva valutazione dei fatti. Per questo motivo non mi soffermo sull’idea da taluni paventata che la striscia di Gaza sia diventata una specie di isola assediata dagli israeliani e che il luogo sia diventato una sorta di prigione a cielo aperto o addirittura azzardando il paragone con Auschwitz. Né propendo a considerare la tesi di chi, a buon diritto, richiama la mia attenzione sul fatto che “tecnicamente” non è possibile considerare Gaza un territorio assediato.
Semmai mi chiedo se con pragmatismo le parti interessate abbiano realmente compiuto ogni sforzo per la pacificazione degli animi e ricercata una soluzione condivisa di convivenza civile, religiosa e sociale. Mi chiedo il perché, dopo decenni di vittime, di miserie e di distruzioni che non hanno portato a nessun cambiamento sullo stato delle cose, si continua a percorrere una strada tanto accidentata e senza sbocchi visibili rinunciando a praticare un accettabile accomodamento. Mi chiedo cosa accadrebbe se i palestinesi riponessero le loro armi inducendo gli israeliani a fare la stessa cosa e provassero a diventare dei buoni vicini? Non si tratta tanto di porgere l’altra guancia a chi ti schiaffeggia ma d’evitare che vi possa essere qualcuno che ti usi violenza. E’ forse utopia pensare che vi siano persone capaci di scegliere il percorso della fratellanza umana per dirimere i contrasti e che sia di gran lunga preferibile un sorriso al pianto di una madre per una violenza che si poteva evitare?
Gaza e i palestinesi ma anche gli israeliani che abitano in quell’area non meritano di diventare le vittime predestinate di un odio antico senza pensare che ogni giorno che viene è un inno alla vita, e che essa è una forza che ci sprona a comprendere che la pace è la sola un’arma che ci permette di diventare invincibili. Cerchiamo il modo per attenuare i clamori della violenza, a partire dai media, e ad esaltare il buono che è in tutti noi perché è nella pace l’avvenire che possiamo assicurare ai nostri figli e a farli vivere serenamente. (Riccardo Alfonso)

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