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Scuola – Precariato: la Commissione UE indaga sulla correttezza della normativa nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Il nostro Paese sotto la lente della Commissione di Bruxelles: sotto inchiesta, in particolare, sono finite la Legge 107/2015 e i suoi decreti attuativi sui concorsi riservati. Con tutto ciò che ne consegue a livello di giurisprudenza scolastica, già nel mirino della Cassazione. Il tutto si formalizza proprio mentre il Decreto Dignità in discussione presso la Camera potrebbe portare al licenziamento di 50 mila insegnanti, senza risolvere il problema della precarietà ed essere dichiarato illegittimo. Sotto l’analisi della Commissione UE, c’è innanzitutto il mancato risarcimento dovuto al personale di ruolo per l’abuso dei contratti a termine del personale scolastico durante le supplenze, ma anche le soluzioni disposte dalla legge 107/2017 in merito ai nuovi concorsi banditi per le sole scuole superiori, in assenza di ragione oggettive per evitare la reiterazione dei contratti a termine. L’art. 4 come innovato al Decreto Dignità estende il sistema dei concorsi riservati dalle superiori alla primaria, senza però dare una risposta chiara e immediata sugli organici, sul mantenimento in servizio del personale che ha superato l’anno di prova o di chi è stato chiamato a fare il supplente da anni attraverso lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Il sindacato Anief, pertanto, rinnova il suo appello ai parlamentari: occorre riaprire le graduatorie ad esaurimento per tutto il personale abilitato. Altrimenti a settembre la Corte di Giustizia europea potrebbe dichiarare illegittimi anche i nuovi interventi delle nostre Camere nelle cause Motter e Rossato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il decreto dignità, per non avere problemi rispetto all’Adunanza plenaria di fine 2017, riesce a scontentare chi non era inserito in graduatoria, perché laureato in Scienze della formazione primaria o abilitato con il TFA o il PAS o all’estero dopo il 2012 ed è stato escluso dal 50% delle immissioni in ruolo che hanno visto 230 mila insegnanti assunti a costo zero, con il raffreddamento della carriera, negli ultimi sei anni. Ma ha dell’incredibile la decisione presa, sempre per decreto, del cambio di cattedra annuale di 100 mila insegnanti che, invece di essere stabilizzati oggi, potrebbero essere licenziati a breve. Nelle prossime ore si voterà non un emendamento, ma il riconoscimento della dignità di chi ha servito lo Stato per anni e che ora vorrebbe rientrare nelle nostre classi con dignità. Al Parlamento italiano la possibilità di non essere ripreso ancora una volta dall’Europa.

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