Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 3 agosto 2018

Lettera22: Solidarietà alla collega Laura Tecce

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il vero allarme è l’omologazione culturale che diventata dittatura violenta del pensiero unico “Quanto sta accadendo in queste ore alla collega Laura Tecce, firma de Il Giornale, è la plastica rappresentazione di come, in Italia, il vero allarme è l’omologazione culturale che diventata dittatura violenta del pensiero unico”. Lo dichiara in una nota il Presidente di Lettera22, Paolo Corsini. “Laura che, facendo fino in fondo il suo lavoro di giornalista, ha scoperto i gravi precedenti penali a carico di Irade Osakue, padre di Daisy, l’atleta di Moncalieri colpita da un uovo lanciato da un’auto di proprietà di un consigliere comunale del Pd a bordo della quale c’era anche il figlio di quest’ultimo, è ora bersaglio di minacce private e pubbliche. Un fatto gravissimo – sottolinea Corsini – che vede come autori dei presunti democratici i quali, una volta smascherata l’ipocrisia culturale che vizia e stravolge ogni discussione sul tema dell’integrazione, non reggono il colpo e si levano la maschera, dimostrando di essere – loro sì – dei veri razzisti del pensiero e dei totalitari violenti della parola”. “Tutta Lettera22, per questo, esprime piena solidarietà a Laura ed alla sua famiglia. Noi siamo con Laura e con tutti i colleghi che come lei, fanno il loro lavoro non piegandosi all’omologazione culturale, anche quando diventa violenta. Speriamo inoltre che anche gli organismi di categoria, sempre solerti ad intervenire in casi come questi, si schierino a fianco della collega in un momento così difficile della sua vita professionale”. (n.r. Noi che da tempo abbiamo imparato a convivere con le idee altrui cercando di rappresentare la verità per quanto scomoda possa essere e senza agitare bandiere di un segno o di un altro ci sentiamo vicini alla collega e vorremmo che questo non sia solo un “sentimento” ma ci offra lo spunto per batterci sempre più con fermezza con quella parte dei soliti politicanti che trasformano la dialettica politica e la cronaca come un fatto personale di delegittimazione dell’avversario a prescindere).

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Scontri tra Polizia e Antagonisti: accuse al Questore

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Livorno. «La sicurezza non ha ‘colori politici’. Quando i comportamenti sono illegittimi, sono illegittimi e basta a prescindere da qualsivoglia ideologia» è questo il commento del Deputato della Lega Gianni Tonelli, in merito alle critiche mosse al nuovo Questore di Livorno Lorenzo Suraci, relativamente agli scontri tra antagonisti e Polizia di Stato, avvenuti la scorsa notte. La Polizia è intervenuta per la rimozione di uno striscione, alla quale gli antagonisti (circa 100) hanno risposto con una sassaiola ferendo cinque poliziotti.
«Nessun errore da parte del Questore, la Polizia ha fatto il proprio dovere. Lo ha fatto durante i Governi Monti, Renzi, Gentiloni e continuerà a farlo durante questo Governo. La Polizia è intervenuta per rimuovere uno striscione affisso abusivamente, al di là del suo contenuto. Queste strumentalizzazioni – prosegue l’on. Tonelli – sono ridicole e provengono da quella sinistra oramai troppo lontana dagli interessi degli italiani e che cerca di riconquistare consensi in tutti i modi possibili, aizzando così le frange più estreme ad atteggiamenti violenti. Prendersela con il Questore – conclude – è un gesto ridicolo oltre che vile. Se c’è un gesto da condannare, è l’atto delinquenziale di chi ha pensato bene di lanciare sassi contro i poliziotti mandandone cinque in ospedale».

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Infanzia: Fp Cgil a Di Maio, problema nidi non solo costo ma anche carenza offerta

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

“La proposta sulla copertura totale del costo degli asili nido da parte dello Stato da sola non basta perché il problema non è solo il costo ma soprattutto la carenza di offerta pubblica. Per questo il tema della gratuità deve andare parallelamente a quello del rafforzamento dell’offerta”. Così la Fp Cgil Nazionale commenta le affermazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, oggi in risposta a un’interrogazione al Senato sulle misure per favorire l’occupazione femminile. “La gratuità è sicuramente un punto, che riprende le nostre battaglie, ma senza un ampliamento dell’offerta non saremmo mai in grado di dare una risposta all’oltre 80% di bambine e bambini che in Italia non accede al servizio proprio in ragione di una mancanza di servizi. L’allargamento dell’offerta che deve passare anche attraverso il rafforzamento dell’occupazione nel settore, che può contribuire anche alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo giudichiamo la proposta del ministro Di Maio al momento non sufficiente. In ogni caso vigileremo che oltre le affermazioni di oggi si dia seguito nel corso della prossima legge di Bilancio”, conclude Bozzanca.

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Papa Francesco modifica il Catechismo sulla pena di morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il Santo Padre Francesco, nel Discorso in occasione del venticinquesimo anniversario della pubblicazione della Costituzione Apostolica Fidei depositum, con la quale Giovanni Paolo II promulgava il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha chiesto che fosse riformulato l’insegnamento sulla pena di morte, in modo da raccogliere meglio lo sviluppo della dottrina avvenuto su questo punto negli ultimi tempi. Questo sviluppo poggia principalmente sulla coscienza sempre più chiara nella Chiesa del rispetto dovuto ad ogni vita umana. In questa linea affermava Giovanni Paolo II: «Neppure l’omicida perde la sua dignità personale e Dio stesso se ne fa garante».
In tale luce va compreso l’atteggiamento verso la pena di morte che si è affermato sempre più largamente nell’insegnamento dei pastori e nella sensibilità del popolo di Dio. Se, infatti, la situazione politica e sociale di un tempo rendeva la pena di morte uno strumento accettabile per la tutela del bene comune, oggi la sempre più viva coscienza che la dignità di una persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi, l’approfondita comprensione del senso delle sanzioni penali applicate dallo Stato, e la messa a punto di sistemi di detenzione più efficaci che assicurano la doverosa difesa dei cittadini, hanno dato luogo ad una nuova consapevolezza che ne riconosce l’inammissibilità e perciò chiede la sua abolizione.
In questo sviluppo è di grande importanza l’insegnamento della Lettera enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II. Il Santo Padre annoverava tra i segni di speranza di una nuova civiltà della vita «la sempre più diffusa avversione dell’opinione pubblica alla pena di morte anche solo come strumento di “legittima difesa” sociale, in considerazione delle possibilità di cui dispone una moderna società di reprimere efficacemente il crimine in modi che, mentre rendono inoffensivo colui che l’ha commesso, non gli tolgono definitivamente la possibilità di redimersi». L’insegnamento di Evangelium vitae è stato raccolto poi nell’editio typica del Catechismo della Chiesa Cattolica. In esso, la pena di morte non si presenta come una pena proporzionata alla gravità del delitto, ma si giustifica solo se fosse «l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani», anche se di fatto «i casi di assoluta necessità di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura inesistenti» (n. 2267).
Giovanni Paolo II è intervenuto anche in altre occasioni contro la pena di morte, appellandosi sia al rispetto della dignità della persona sia ai mezzi che possiede la società odierna per difendersi dal criminale. Così, nel Messaggio natalizio del 1998, egli auspicava «nel mondo il consenso nei confronti di misure urgenti ed adeguate … per bandire la pena di morte». Il mese successivo, negli Stati Uniti, egli ripeteva: «Un segno di speranza è costituito dal crescente riconoscimento che la dignità della vita umana non deve mai essere negata, nemmeno a chi ha fatto del male. La società moderna possiede gli strumenti per proteggersi senza negare in modo definitivo ai criminali la possibilità di ravvedersi. Rinnovo l’appello lanciato a Natale, affinché si decida di abolire la pena di morte, che è crudele e inutile». (fonte: newsletter@news.aleteia.org)

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Festival dell’Ambiente delle Scienze e delle Arti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Cilento – Provincia di Salerno. Il 4 agosto Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti cambia location, dai borghi storici di Valle e Rocca Cilento si sposta nell’affascinante comune di Serramezzana, il più piccolo del Cilento storico, con La Signora della Scena, un incontro con la versatile attrice e cantante Lina Sastri.
La straordinaria potenza espressiva della Sastri, la sua autorevole presenza scenica, unite alla capacità di immedesimazione brillano in ogni ruolo interpretato dal teatro, al cinema, alla televisione. La sua passione travolgente, la forza dell’interpretazione, dagli esordi teatrali nel celeberrimo Masaniello di Armando Pugliese, ai fortunati incontri con Eduardo De Filippo e Giuseppe Patroni Griffi, la magia della sua voce nella canzone napoletana e non, fino al debutto cinematografico ne Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri e le indimenticabili prove d’artista in Mi manda Picone di Nanni Loy, Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e L’inchiesta di Damiano Damiani, con le quali vince tre David di Donatello e un Nastro d’Argento, ci hanno donato una visione estremamente eclettica dell’interprete partenopea. L’incontro si articola in un racconto teso ad indagare la natura del lavoro dell’attore, i sacrifici e gli sforzi ad esso connessi. La serata si arricchisce di contributi video della lunga carriera dell’attrice e cantante. Nel corso della serata a Lina Sastri verrà conferito il Premio Segreti d’Autore 2018, una scultura a cura di Mimmo Paladino. L’ingresso agli eventi è gratuito.

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Orthofix to Present at Canaccord Genuity Growth Conference

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Orthofix International N.V. (NASDAQ:OFIX), a global medical device company focused on musculoskeletal products and therapies, today announced that President and Chief Executive Officer Brad Mason will present at the Canaccord Genuity Growth Conference in Boston on Wednesday, August 8, 2018 at 11:00 a.m. ET.A live audio webcast will be available on the Company’s website at ir.orthofix.com/events.cfm.
Orthofix International N.V. is a global medical device company focused on musculoskeletal products and therapies. The Company’s mission is to improve patients’ lives by providing superior reconstruction and regenerative musculoskeletal solutions to physicians worldwide. Headquartered in Lewisville, Texas, Orthofix’s spine and orthopedic extremities products are distributed in over seventy countries via the Company’s sales representatives and distributors. For more information, please visit http://www.orthofix.com.

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ImmunoGen Announces Webcast of Presentation at the Canaccord Genuity Growth Conference

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

ImmunoGen, Inc. (Nasdaq: IMGN), a leader in the expanding field of antibody-drug conjugates (ADCs) for the treatment of cancer, today announced that the Company will present at the upcoming Canaccord Genuity Growth Conference. The presentation is scheduled for 8:30 a.m. ET on August 8, 2018.A webcast of the presentation will be accessible live through the “Investors” section of the Company’s website, http://www.immunogen.com; a replay will be available in the same location for approximately two weeks.
ImmunoGen is developing the next generation of antibody-drug conjugates (ADCs) to improve outcomes for cancer patients. By generating targeted therapies with enhanced anti-tumor activity and favorable tolerability profiles, we aim to disrupt the progression of cancer and offer our patients more good days. We call this our commitment to “target a better now.” Our lead product candidate, mirvetuximab soravtansine, is in a Phase 3 study for folate receptor alpha (FRα)-positive platinum-resistant ovarian cancer, and in Phase 1b/2 testing in combination regimens. Our novel IGN candidates for hematologic malignancies, IMGN779 and IMGN632, are in Phase 1 studies. http://www.immunogen.com.

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Agilent Announces CFO Transition

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Agilent Technologies Inc. (NYSE:A) today announced that Didier Hirsch, senior vice president and chief financial officer, has decided to retire on Oct 31, 2018. The company has appointed Robert W. McMahon, currently chief financial officer, Hologic, Inc., as his successor. McMahon will join Agilent on August 3, as senior vice president, and will become CFO on Sept. 1, 2018, when Hirsch will step down as CFO. Hirsch will continue as an active member of the executive staff until his retirement date at the end of the fiscal year, focused on working with McMahon to ensure a smooth transition.Hirsch has led Agilent’s global finance organization as CFO since 2010. Before that he had oversight of the corporate controllership and tax functions. He joined Agilent at its inception in 1999 as VP of treasury and investor relations. He held various international finance positions at HP, Agilent’s predecessor, from 1989 until joining Agilent.
“Didier has been a brilliant CFO. Under his financial stewardship, the valuation of the company has increased significantly, exceeding the growth rate of the S&P 500 over the same period,” said President and CEO, Mike McMullen. “I value his business insights and his leadership, and I deeply appreciate his unwavering integrity that is a hallmark of everything he does. We will miss him, but wish him the very best in his retirement.” “I am pleased to welcome Bob McMahon to Agilent. He brings significant experience in the diagnostics and healthcare industries, both areas of strategic growth for Agilent,” McMullen said. “I am impressed with Bob’s strategic view and innovative approach. He is joining us at an important time for the company, and I am excited about the role he will play in driving the next phase of Agilent’s journey.” “Among all of the interesting projects and accomplishments during my years at Agilent, I am most proud of the excellent Finance team we have created,” said Hirsch. “Their achievements have been extraordinary, particularly as we have grown, created new companies and completed a record number of acquisitions. The work of this team has been essential to the company’s success. Bob McMahon is a great choice to lead Finance for Agilent as the company further expands in the coming years. I am looking forward to working closely with him on a seamless transition.”

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Noi siamo dei pittori che disputano e gareggiano con la natura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

La natura è equilibrio e armonia. L’armonia regge l’universo. La pittura che è, per eccellenza, disputa e gara con la natura non può, a meno d’essere armonica, di ritrarre l’armonia che è della natura. Il deforme è contro ogni regola d’armonia e la pittura, che si compiacesse unica-mente del deforme, verrebbe meno all’alto suo ufficio tenendo presente in proposito le parole di Leonardo: “Quella scienza è più utile della quale il frutto sia più comunicabile.” E ancora: “La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perché il suo fine è subietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune, col medesimo modo che vi passa per il vedere.”
Potrei obiettare che la pittura è perfettamente inutile ai ciechi, ma io so che Leonardo parla all’uomo normale, alla natura ovvero, non al deforme, che è in natura, e la cecità è una deformazione della natura. Il cieco, dinanzi alla pittura che pur ode magnificare, precipita dolentemente in un abisso d’ombre e sente maggiore il peso della sua cecità.
E’ questo il confronto tra le vite che vivono e sono vissute. E’ questa la luce che traspare e fende la cecità e le restituisce la vista attraverso l’armonia del creato. Ancora una volta non dobbiamo dimenticarlo.
Non dobbiamo volere che tutto si estingue con la nostra vita. Il presente non è costituito d’altro se non dalla morale sopravvivenza della virtù, della sapienza, del valore e degli eroismi di coloro che ci hanno preceduti e l’avvenire è, senza dubbio, costituito da tutto il bene che ci proponiamo sopravviva in noi.
In ciò consiste la vera continuazione della vita del singolo e dell’universo. Poiché a noi si nega vivere lungamente – osservava Cicerone – lasciamo almeno qualcosa che faccia testimonianza dell’essere noi vissuti.”
Solo in questo modo la vita non giunge vana. Solo in questo modo la nostra opera proporrà dei fini che oltrepasseranno la nostra vita e si protenderanno nell’avvenire come al cielo si protenderanno i rami carichi di bei frutti.
Sopravvivere a sé vuol dire lasciare in chi fu compagno nel cammino, desiderio grande di noi, lunga brama di noi. Le elevazioni cui aspirammo in vita diventeranno le aspirazioni di coloro che sopravvivranno e il ricordo che di noi affidiamo al passato è la nostra vita che si prolunga. E questa non è una storia che apre il suo capitolo inneggiando ai grandi e disdegnando gli altri, i sevi della gleba. Gli uni condottieri e gli altri oscuri gregari. L’essere umano, come tutto il creato, rappresenta un disegno unitario che ha la sua ragione d’essere proprio perché esiste un fiore per offrire a un’ape di raccoglierne il nettare. E questa catena non si spezza perché esistono tante diversità capaci di amalgamarsi tra di loro, di fondersi, di riprodursi, di ricrearsi in altre situazioni e condizioni.
E’ questo quel patrimonio comune che rende grande ciascuno di noi anche se piccoli siamo nati per restare piccoli.
Il deserto si apre a coloro che nulla impressero nella vita e la vissero di ombre e d’inerzie, inanità per le quali la morte è paurosa estinzione:
Né infelice è chi muor; ma chi, morendo,
guarda i giorni passati ed alcun’orma
da sé lasciata di virtù non trova.
S. Pellico

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Come difendersi dal caldo a partire dai soggetti più deboli

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

I consigli di Gerardo Foglia, responsabile del pronto soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli di Erba. Il caldo non è sempre killer e non tutti gli sbalzi di temperatura possono essere definiti “ondate di calore”, ma, soprattutto gli anziani, di fronte all’impennarsi della temperatura devono adottare precisi comportamenti anti-calura. Come spiega il responsabile della unità Operativa di Pronto Soccorso e Accettazione e Area di Emergenza Cardiovascolare dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), Gerardo Foglia. «In questi giorni, è necessario aumentare il controllo della temperatura degli ambienti in cui si soggiorna – sottolinea – , assicurarsi che la persona anziana consumi una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente, sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) e stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature».
Consigli destinati agli anziani, ma dei quali si deve tenere conto anche quando si è giovani. Perché, se è vero che le temperature più elevate della stagione estiva consentono all’organismo di vivere in condizioni di minore stress rispetto ad altri periodi dell’anno, in condizioni particolari, il clima estivo può mettere in pericolo la salute. L’“ondata di calore” si verifica quando si registrano livelli di umidità elevata e quando le alte temperature permangono durante le ore notturne e per un periodo superiore alle 48 ore. In tali casi, particolarmente nell’anziano, «la regolazione della temperatura cutanea attraverso la produzione di sudore può essere poco efficiente, oppure l’assunzione di acqua può essere inadeguata. Molti anziani non avvertono o avvertono poco il senso di sete e, anche quando sudano molto, non bevono abbastanza; di conseguenza, il loro organismo si disidrata e ciò spiega perché si debbano seguire gli accorgimenti che abbiamo segnalato, vestendo leggero, in cotone o lino, esponendosi il meno possibile al sole ed evitando bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici), come pure le bevande ghiacciate, gassate e zuccherate. È opportuno preferire la frutta e la verdura e abolire cibi grassi e conditi e bere molta acqua» conclude Foglia, che richiama l’attenzione anche sui farmaci: «è bene ricordare che, indipendentemente dalla stagione, è buona norma non esporre i prodotti farmaceutici ai raggi solari o a fonti di calore e conservarli sempre all’interno delle confezioni originali. Alcune medicine vanno tenute in frigorifero (assolutamente mai nel freezer), ma questa indicazione si trova sempre specificata sulla confezione del farmaco».

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Gli scopi e i limiti della ricerca parapsicologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Lo psichiatra Ian Stevenson condusse gran parte delle sue ricerche e quelle dei suoi collaboratori sulla reincarnazione. La psicologa Thelma Moss, a sua volta, impiegò molto del suo tempo nello studio dell’effetto Kirlian nel laboratorio parapsicologico di UCLA. Si pensava, tra l’altro che fosse un modo per fotografare l’aura, una sorta di campo o radiazione luminosa invisibile che circonderebbe il corpo umano. La storia dei santi, per esempio, è costellata di fenomeni che potrebbero rientrare nella logica dei fenomeni paranormali. Penso, ad esempio, alla levitazione, all’apparizione delle stimmate, alla comparsa, in particolari circostanze, di un alone luminoso che circonda il capo di questi sant’uomini. E su tale filone penso all’influenza che esercitarono i maestri spirituali provenienti dall’Asia e le loro affermazioni sui poteri prodotti dalla meditazione tanto da spingere la ricerca verso gli “stati alterati della coscienza”. Il direttore dell’American Society for Psychical Research, Karlis Osis, condusse esperimenti sulle esperienze extracorporee e sui segnali astrali. Il fisico Russell Targ coniò il termine “visualizzazione remota” (remote viewing) per utilizzarlo nelle sue ricerche Psi nel 1974.
In quegli anni anche gli accademici che non si occupavano di parapsicologia sembravano ottimisti sulle ricerche che si stavano conducendo. Nel 1979 un sondaggio tra più di 1100 professori universitari negli Stati Uniti mise in luce come solo il 2% degli psicologi ritenesse la percezione extra-sensoriale impossibile.
Una più alta percentuale (34%) riteneva che i fenomeni ESP fossero già provati o che comunque fosse possibile provarli. In un’altra area di studio la percentuale fu perfino più alta: il 55% di coloro che si occupavano di scienze naturali, il 66% di coloro che si occupavano di scienze sociali (esclusi gli psicologi) e il 77% degli insegnanti d’arte e di materie umanistiche riteneva che fosse utile compiere ricerche sull’ESP.
Ciò non di meno dagli anni settanta in poi la considerazione per le ricerche parapsicologiche è andata progressivamente scemando. Le prime indagini furono considerate inconcludenti e i parapsicologi si trovarono di fronte la forte opposizione dei loro colleghi accademici. Alcuni effetti che sembravano essere paranormali, ad esempio l’effetto Kirlian, scomparvero quando furono testati sotto stretto controllo, lasciando quindi queste ricerche a un punto morto.
Molti laboratori di ricerca statunitensi furono chiusi, citando come ragione la mancanza di accettazione da parte della scienza e lasciando così la ricerca parapsicologica confinata nelle istituzioni private finanziate con fondi privati. Dopo ventotto anni di ricerche il Princeton Engineering Anomalies Research Laboratory chiuse i propri laboratori nel 2007. Due università negli Stati Uniti hanno ancora dei laboratori per la parapsicologia: il dipartimento per gli studi percettivi, con un’unità del dipartimento di medicina psichiatrica dell’università della Virginia, che studia la possibilità di una permanenza del conscio dopo la morte del corpo e il laboratorio Veritas dell’Università dell’Arizona che conduce ricerche sui medium.
Restano varie istituzioni private, incluso l’Institute of Noetic Sciences, a condurre e promuovere la ricerca parapsicologica.
Se ci spostiamo in Europa dobbiamo assegnare alla Gran Bretagna la leadership nella ricerca parapsicologica con privati che hanno fondato laboratori all’interno della Università di Edimburgo, dell’Università di Northampton, e della Liverpool Hope University, ed anche in diverse altre. Le ricerche parapsicologiche inoltre hanno trovato incremento anche in alcune sub-discipline della psicologia.
Un esempio ne è la psicologia transpersonale che si propone di studiare gli aspetti trascendenti o spirituali della mente umana e anomalie psicologiche, analizzando credenze paranormali ed esperienze soggettive anomale con i tradizionali strumenti della psicologia.
Questo lungo tratteggio si rifà alla storia del paranormale e delle scienze affini che riempiono gli scaffali della nostra memoria antica associata all’inconscia convinzione che nulla si crea e nulla si distrugge per cui anche il corpo ha una sua funzione come il pensiero e la stessa scintilla che dà la vita e che non vorremmo che abbia una sua conclusione spegnendosi a un certo punto del nostro percorso terrestre.
Questa convinzione forse migliore di molte altre può spiegarci il motivo per il quale siamo rimasti attaccati all’idea che ci possa essere un’altra vita di là della vita stessa. Abbiamo voluto, persino, rafforzarne il significato con l’afflato religioso o con l’idea di poter percepire sensazioni e persino vivere esperienze extracorporee.
A essi furono attribuiti influssi magnetici quando apponevano le loro mani in quelle dei fedeli e la possibilità che riuscissero a conseguire guarigioni inottenibili dalla scienza medica.
Si riuscì persino a ritenere nella preghiera e sotto l’effetto di una particolare ambientazione, la capacità di riuscire a creare fenomeni collettivi paranormali. Così a questi mistici, che in taluni casi erano confinati in anguste celle e dediti alla preghiera e all’auto fustigazione e all’uso di cilici, fu anche attribuito il fenomeno dell’ubiquità che li faceva apparire in luoghi diversi nello stesso tempo. Alla fine tutto questo sforzo religioso e laico, nella ricerca di una continuità della vita oltre la morte e i suoi possibili collegamenti tra le due situazioni, riuscì nel suo intento lasciando nell’immaginario collettivo la convinzione che noi non siamo nati invano e che invano non moriamo. (Riccardo Alfonso)

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Oggi esiste un rapporto diverso tra generazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il vecchio può ricordare, il giovane no; questi non ha ancora maturato l’esperienza necessaria per tuffarsi in rimembranze che vanno oltre la sua memoria. L’esempio, a mio avviso, più bello lo trovo in narrativa quando l’autore consente ai suoi personaggi di ritrovarsi, da una parte, con il ricordo di un vecchio narratore delle sue storie personali e, dall’altra, di un bambino o di un giovane che ascoltano.
Il più vecchio rammenta i momenti più belli e più tristi e l’altro assorbe, nella sua memoria, la notizia che gli proviene da tali ricordi e diventano a loro volta altrettante rimembranze da rilanciare ai figli e nipoti. Lungo questo percorso la chiave di lettura è rivolta alla sensibilità di chi legge, interpreta e ricompone il messaggio trasmesso e ricevuto con le sue storie personali, con le sue esperienze vissute.
Questo passaggio orale del ricordo e della memoria tra il vecchio e il giovane oggi, nella vita vissuta, si è attenuato di molto. Per riscaldarsi si fa spesso a meno del caminetto per sostituirlo con altri marchingegni moderni. L’ascolto è sovente affidato ai messaggi che provengono dall’etere e captati dalla radio e dalla televisione. Più di recente si è aggiunto Internet che i giovani lo navigano con crescente interesse e competenza e traggono da esso conoscenze ed anche esperienze sempre più stimolanti nel bene e nel male. Il vecchio diventa sempre più, a questo punto, un personaggio da confinare nell’immaginario del letterato o nella concretezza dei ricordi dei “tradizionalisti”.
Sta di fatto che è un qualcosa che non si vive più in prima persona; ma diventa appannaggio della narrativa. A essa, se non altro, va il merito di una ricostruzione storica di un’antica tradizione che si perde nella notte dei tempi. Da qui i nostri padri, che non avevano la possibilità di trasmettere le loro conoscenze con un testo scritto, ritrovavano il necessario raccordo generazionale con la trasmissione orale affinché ciò che era stato fatto non fosse obliato.
E’ un modo di distinguersi, di riscattarsi, di trionfare sulle forze del male. E’ un passo che può farlo solo chi è giunto al tramonto della vita e sa apprezzare, nel ricordo, la bellezza e la soavità di un’alba. Lo fa più di quanto non gli accadesse da giovane quando era distratto da altri interessi che lo allontanavano dalla meditazione, da un ripiega-mento su se stesso, dalla ricerca di differenti valori.
Se vogliamo il vero dramma dell’essere umano si spiega proprio nella sua incapacità, da giovane e nell’età matura, di riservare una parte del tempo a se stesso, alla scoperta del proprio io, a ricercare comportamenti coerenti con la sua morale interiore.
Nel giovane predomina l’impazienza, la voglia di conoscere e di farlo in fretta, e il che lo rende maldestro su quanto, invece, va colto con ponderazione. Il tutto è pervaso dall’ansia di raggiungere traguardi prima degli altri, costi quel che costi, e nel nutrire insofferenza per chi si sofferma su cose che urtano i suoi istinti di predatore.
Gli manca l’opportunità e il tempo per una vita intensa di meditazione e si rassegna più facilmente agli innumerevoli cicalecci.
Non si accorge che la vita è così poco capace di penetrare e d’intendere, se noi non vogliamo intendere e penetrare con convinzione e determinazione.
Molta colpa va attribuita alla quotidiana dispersione che facciamo per inseguire la fugacità e per amare l’illusione. (Riccardo Alfonso)

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I libri sono una finestra aperta alla conoscenza: ma sono serviti realmente?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Non tutti i libri che posseggo (circa 3.500) sono freschi di stampa. Non pochi fanno sentire il peso dei loro anni con una copertina sgualcita, una pagina sbeccata. Alcuni di essi segnano un’età veneranda che va dal XVIII secolo al XX. Li guardo e rifletto. Quanti sono stati, nel corso dei miei lunghi anni, acquistati con l’intento di leggerli e li ho delusi?
Fu anche il momento della mia consapevolezza che lo scrivere, come per la lettura non aveva altro che un modo per distrarmi dai reali problemi della vita, perché la conoscenza sarebbe servita a poco a me stesso e meno che mai agli altri se l’umanità per secoli continua a vivere su valori enunciati pomposamente e altrettanto cinicamente disattesi.
Oggi come ieri scendo per strada e m’imbatto con un mendicante, con la vecchietta al mercato che centellina i pochi spiccioli che ha nel borsellino prima di fare un acquisto, prendo nota delle tante miserie umane e della ricchezza di chi vive nel superfluo mentre a molti manca in necessario. Se questa è la vita, ben misera essa mi appare. Ora che mi sento un sopravvissuto che senso ha aver letto e scritto tanto? D’altra parte che posso dire? I libri da me scritti, nati per essere raccolti in tomi ora si sparpagliano in unità distinte e restano, tuttavia, a dispetto delle mie amarezze una testimonianza dei miei fervori giovanili. Ho messo nero su bianco i miei trascorsi giovanili, gli anni della maturità e ora quelli del declino. Ho cercato di non disperdere i miei “ricordi” associandoli agli eventi della vita che mi hanno attraversato ora appena sfiorati ora impressi indelebilmente dentro di me. (Riccardo Alfonso)

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Premio “Natale Ucsi 2018”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

E’ promosso dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana (U.C.S.I.) – sezione di Verona, con il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, la partecipazione di Banco BPM e il patrocinio dell’ U.C.S.I., Comune di Verona, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti del Veneto. Cui si aggiunge l’apporto della società editrice Athesis e dell’Ufficio Regionale Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale del Triveneto. Partner dell’iniziativa sono: Cantina Valpolicella di Negrar che, con il marchio di eccellenza DOMINI VENETI è pregiata espressione della tradizione enologica della Valpolicella e del settore vitivinicolo veronese e, da questa edizione Tipografia La Grafica Editrice.
Il concorso è rivolto a giornalisti e reporter della carta stampata e online, delle TV e delle radio, autori degli articoli pubblicati ovvero dei servizi televisivi/radiofonici andati in onda dal 1 novembre 2017 al 31 ottobre 2018, che raccontino testimonianze, problemi, storie e fatti inerenti ai valori della solidarietà, dell’integrazione sociale, della convivenza civile, della fratellanza, dell’attenzione verso il prossimo e della difesa dei diritti e della dignità umana.
La giuria del premio, presieduta da don Bruno Cescon, assegnerà tre riconoscimenti principali (uno per ogni categoria giornalistica in concorso), consistenti in una scultura in argento del maestro veronese Alberto Zucchetta e un assegno del valore di 2mila euro:
1. Premio UCSI – Fondazione Cattolica alla Stampa, al giornalista autore del migliore articolo/inchiesta/reportage pubblicato su quotidiani e/o periodici (incluse testate giornalistiche online regolarmente registrate);
2. Premio UCSI – Fondazione Cattolica alla Televisione, al giornalista autore del migliore servizio giornalistico televisivo (TG) e/o reportage televisivo sui temi del concorso trasmesso su canali televisivi nazionali, locali e regionali, in chiaro, digitale terrestre, satellitari, web (solo se testate giornalistiche);
3. Premio UCSI – Fondazione Cattolica alla Radio, al giornalista autore del miglior servizio giornalistico radiofonico trasmesso dalle emittenti nazionali, locali, regionali e web-radio (solo se testate giornalistiche).l bando prevede anche i premi speciali:
– Targa Athesis del Gruppo Editoriale “Athesis”, per il miglior servizio (stampa/web, televisivo o radiofonico) sui temi del premio, realizzato da un giornalista o collaboratore under 30 alla data della scadenza del bando (non è richiesta iscrizione all’ordine professionale);
– “Il genio della donna” Banco BPM – Banca Popolare di Verona, assegnato al giornalista autore del servizio giornalistico più significativo (stampa/web, televisivo o radiofonico) che racconta storie al femminile in cui le donne diventano testimoni della difesa dei valori della convivenza civile;
Previsto, infine, un riconoscimento speciale della giuria: il Premio “Giornalisti e società: la professione giornalistica al servizio dell’uomo” della Conferenza Episcopale del Triveneto, consistente in un assegno di 2mila euro, attribuito ad un giornalista o ad una iniziativa editoriale impegnati nella valorizzazione e nel supporto del volontariato sociale a sostegno di situazioni di emarginazione e fragilità sociale. Gli elaborati in concorso dovranno essere inviati in via Raccomandata con ricevuta di ritorno alla Segreteria organizzativa del Premio (UCSI Verona, presso Fondazione Toniolo, via Seminario, 8 – 37129, Verona), entro e non oltre venerdì 2 novembre 2018 (farà fede il timbro postale 2.11.2018)
La cerimonia di premiazione si terrà sabato 15 dicembre 2018, ore 11, nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, sede del Municipio di Verona. http://www.premioucsi.it

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L’obesità negli adolescenti: aumenta il rischio da adulti di cirrosi e tumore del fegato

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Sta destando scalpore nella comunità scientifica uno studio appena pubblicato sulla rivista Gut che dimostra come l’obesità nell’adolescente rappresenti un importante fattore di rischio per cirrosi epatica e tumore del fegato. Lo studio è stato condotto su 1,2 milioni di giovani maschi svedesi dell’età compresa tra 17 e 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati erano stati raccolti nei registri nazionali al momento della chiamata al servizio militare tra il 1969 ed il 1996, quando in quegli anni il servizio di leva era obbligatorio per cui tutti i ragazzi, eccetto una modesta percentuale del 2-3 per cento, erano stati registrati (HagstromGut 2018).
Lo studio prevedeva di registrare nel tempo un consistente numero di variabili riportate nei registri di patologie della popolazione generale, tra cui cirrosi, epatocarcinoma, ascite, encefalopatia, sindrome epatorenale, varici esofagee, scompenso epatico, tumori maligni del fegato e trapianto di fegato, incrociando i dati di segnalazione delle patologie con i dati di registrazione dei ragazzi al momento del servizio militare. Poi i ragazzi sono stati suddivisi in categorie in base al loro BMI (Body Mass Index) ed è stato osservato nel tempo lo sviluppo di diabete, malattie epatiche ed epatocarcinoma con la stima del tasso di mortalità per tali patologie, in base al BMI di partenza. Al momento della valutazione di base, un po’ più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi. A conferma di come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni, anche lo studio svedese ha confermato che il BMI medio dei ragazzi nati nel 1976 era significativamente aumentato rispetto al BMI medio dei ragazzi nati nel 1951: non solo, ma la percentuale di ragazzi in sovrappeso, confrontata tra i due gruppi di ragazzi registrati per il servizio militare, era aumentato del 210 per cento (dal 5.7 per cento dei casi nati nel 1951 al 12 per cento dei casi nati nel 1976) e del 350 per cento era aumentata la percentuale di ragazzi obesi (dallo 0.8 dei nati nel 1951 al 2.8 per cento dei nati nel 1976). “Lo studio parla di 19.671 ragazzi obesi di cui 138 sviluppano cirrosi (0.7 per cento) e 10 sviluppano epatocarcinoma (0.05 per cento) e 20 sviluppano cirrosi se oltre all’obesità c’è anche il diabete (0.14 per cento)”, commentala professoressa Burra.Lo studio ha previsto un follow-up medio di 28,5 anni. Durante questa lunga osservazione temporale, si è visto che 5.281 persone avevano sviluppano malattie epatiche e di questi, 251 avevano sviluppato epatocarcinoma. E’ stata riscontrata associazione tra sviluppo di malattia epatica severa e presenza di sovrappeso ed obesità. Lo sviluppo di diabete aumentava ulteriormente il rischio di malattia epatica severa in tutte le categorie dei giovani suddivisi in base al BMI. Il rischio di malattia epatica aumentava se presenti sia obesità che diabete rispetto agli obesi, ma non diabetici. Quindi il messaggio finale è che l’obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell’età adulta malattia del fegato e tumore epatico, rischio aumentato se si sviluppa anche il diabete.Questo studio si basa sulla popolazione esclusivamente maschile, ma analogamente un precedente studio inglese svolto sulle donne di mezza età, aveva confermato l’associazione tra obesità e cirrosi epatica. Purtroppo in tale studio non si poteva confermare se la presenza di obesità nelle donne adolescenti si potesse associare o meno ad aumentato rischio di cirrosi epatica e tumore del fegato nell’età adulta (Liu B Br Med J 2010).La prevalenza della malattia epatica metabolica associata all’obesità – steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e steato-epatite non alcolica (NASH) – sta aumentando anche in Europa. La prevalenza globale della NAFLD è pari al 25 per cento con elevati picchi nel Medio Oriente ed in Sud America e tassi notevolmente inferiori in Africa. Come noto le co-morbidità associate con la NAFLD includono l’obesità, il diabete, l’iperlipidemia, l’ipertensione arteriosa e la sindrome metabolica. Purtroppo il 40 per cento delle malattie epatiche dovute a NAFLD progredisce in epatopatia con fibrosi (NASH). L’incidenza di epatocarcinoma nei pazienti con NAFLD è stata stimata pari a 0.44/1.000 persone-anno (YounossiHepatology 2016).Altro dato che sarebbe stato interessante disporre nello studio degli svedesi pubblicato su Gut, è l’associazione tra obesità e uso di bevande alcoliche durante il follow-up, essendo noto come la obesità peggiori la malattia epatica alcol-correlata. Gli stessi autori svedesi avevano dimostrato con uno studio precedente, sempre sugli adolescenti maschi, ben 45 mila casi con 40 anni di follow-up, che l’essere in sovrappeso rappresentava un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie epatiche indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio come l’assunzione di alcol (Hagström J Hepatol 2016).Un altro studio caso-controllo pubblicato alcuni anni fa aveva valutato se l’obesità presente in giovane età adulta potesse associarsi ad una peggiore prognosi nei pazienti con epatocarcinoma, confrontando 622 casi di giovani adulti obesi con epatocarcinoma con 660 controlli sani. Gli Autori concludevano che l’obesità presente trai 20 e 40 anni di età era un fattore di rischio per l’epatocarcinoma. Interessante dato emerso dallo studio, che per ogni unità di BMI in più, si era osservato un anticipo di circa 4 mesi nell’età in cui l’epatocarcinoma veniva diagnosticato. Nello stesso studio era stato poi dimostrato che vi era un effetto sinergico tra obesità ed epatiti virali. Però non sembrava che l’obesità si associasse ad una prognosi peggiore dell’epatocarcinoma (Hassan Gastroenterology 2015).L’obesità è riconosciuta come fattore di rischio non solo per il tumore del fegato, ma anche per il tumore del seno in donne in epoca pre-menopausale, tumore dell’endometrio e tumore del rene, colon, pancreas, colecisti ed adenocarcinoma dell’esofago (Larsson Int J Cancer 2007; Larsson Br J Cancer 2007).Anche l’associazione tra diabete e malattie epatiche, in particolare la NAFLD e l’epatocarcinoma, è ormai ampiamente riportata da diversi studi. Un vecchio studio di coorte su 173 mila casi con diabete confrontati con 650 mila casi senza diabete, aveva confermato che l’incidenza della NAFLD era pari a 18/100 mila persone/anno, nei pazienti diabetici, rispetto a circa 10/100 mila persone/anno nei soggetti non diabetici. Non solo, ma il diabete si associava allo sviluppo di epatocarcinoma, soprattutto in coloro con una storia cronica, di almeno 10 anni, di malattia metabolica (El-SeragGastroenterology 2004).

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Mobilità internazionale tra i manager italiani? Un fenomeno in costante crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il 57% dei lavoratori italiani dichiara che considererebbe seriamente il trasferimento all’estero nei prossimi due anni. Conferma anche dal mondo delle imprese: quasi una su due prevede che il fenomeno aumenterà nel prossimo triennio.
In un mondo senza confini, le assegnazioni internazionali sono infatti diventate uno strumento chiave nelle mani delle multinazionali per competere sul mercato, ma anche per il manager e la sua crescita professionale. Ciò nonostante, questo processo non è privo di rischi e il fallimento non è un evento remoto.“Nella nostra attività di ricerca e selezione, riscontriamo due caratteristiche tutte italiane che spesso ostacolano il processo di mobilità internazionale o addirittura ne impediscono il decollo” – afferma Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia. “Ci riferiamo, nello specifico, al gap linguistico che ancora oggi accomuna molti middle-manager e alla generalizzata tendenza ad essere proprietari di casa stanziali”.“Le aziende nostre clienti considerano imprescindibile la conoscenza della lingua inglese per partecipare a un processo di mobilità internazionale” commenta Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia. “Essere pressoché bilingue – e oggi sempre più trilingue – è la conditio sine qua non per un professionista che vuole migliorare le proprie opportunità di carriera. In Italia, tuttavia, la competenza linguistica è ancora troppo approssimativa. Non a caso il 40% degli italiani dichiara di aver perso almeno un’occasione di lavoro proprio a causa del proprio livello di inglese”.
Gli italiani si contraddistinguono per la propensione ad investire nel mattone, tanto che l’Italia risulta essere il primo Paese dell’Europa occidentale nel ranking di Eurostat per proprietari di casa. “Secondo l’Istat (2017), risulta che circa l’80% degli italiani vive in una casa di proprietà[6] – con o senza mutuo. Questa non è solo una forma di investimento, ma è una priorità assoluta, vissuta come un traguardo che implica anche e soprattuttto un legame affettivo, da cui è difficile separarsi” – continua Carlo Caporale, Amministratore Delegato Wyser Italia. “È proprio il rapporto con la casa e l’ambiente che lo circonda ad ostacolare spesso il manager intenzionato a trasferirsi, che addirittura non prende in considerazione soluzioni alternative, come ad esempio l’affitto della casa in Italia per il periodo di permanenza all’estero”.

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Gli investimenti miliardari stanziati per l’Intelligenza artificiale nell’Imaging medicale

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

L’imaging medicale è diventata il settore leader per l’impiego delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA), in particolare delle tecniche di apprendimento approfondito nell’ambito sanitario. Per esempio, oltre 90 società sono impegnate in diverse fasi di sviluppo e commercializzazione di soluzioni basate sull’IA per l’industria dell’imaging medicale. Questo numero continua a crescere man mano che nascono nuove startup, che gli incumbent sviluppano soluzioni IA native e le aziende tecnologiche fanno il loro ingresso nel settore, dando vita a un ecosistema collaborativo estremamente dinamico tra partecipanti provenienti da diversi contesti. Con numerosi paesi che superano la fase di adozione degli innovatori ed entrano in quella dei primi utilizzatori, ora gli stakeholder dovrebbero concentrarsi sul perfezionamento e il collaudo della propria proposta di valore, dell’approccio collaborativo e delle strategie di go-to-market.La recente analisi di Frost & Sullivan, intitolata Artificial Intelligence for Medical Image Analysis—Companies-to-Action, 2018, esamina le differenze regionali, gli sviluppi normativi, le opportunità di crescita, gli investimenti in finanziamenti, le modalità di imaging, le specializzazioni cliniche, gli stati patologici e degli organi destinatari delle soluzioni IA ed illustra le 10 principali previsioni per il futuro di questo settore. Lo studio inoltre presenta i casi d’uso che spopoleranno nel mercato e le principali società che stravolgeranno le procedure di analisi delle immagini medicali tradizionali.“Considerando i progressi attuali nella ricerca e nello sviluppo (R&S), possiamo già iniziare a stabilire un parallelo tra il settore dell’automotive, l’avvento delle automobili senza conducente e l’industria dell’imaging medicale dove gli scanner automatizzati alimentati dall’IA stanno prendendo forma” afferma Nadim Daher, Industry Principal del settore Medical Imaging and Informatics. “Le apparecchiature per l’imaging intelligente in grado di assumere il comando nell’ottimizzazione e personalizzazione degli studi di imaging per ogni paziente, accelerando nel contempo il processo di supporto decisionale e migliorando la profondità dell’immagine, il tutto con contrasto e dosi di radiazioni inferiori, sono motivo di entusiasmo per il settore in attesa della prossima generazione di sistemi di imaging medicale.” Questi progressi nell’IA per l’imaging medicale sono evidenti in tutto il mondo ma ogni paese ha una motivazione e una visione diverse. Alcuni paesi sviluppati, come gli Stati Uniti, richiedono una maggiore produttività e standardizzazione. Altri paesi invece, come il Regno Unito, devono far fronte a carenze e tempi di attesa più lunghi mentre quelli in via di sviluppo, come la Cina, potrebbero averne bisogno per fornire l’accesso e la competenza necessari al fine di migliorare i tassi diagnostici.

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Cervello e sindrome autistica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Brain collega per la prima volta il mancato sviluppo di una specifica area del cervello ai disturbi della sindrome autistica. La ricerca si è focalizzata sull’azione coordinata di due molecole, Negr1 e FGFR2, che assicurano il corretto sviluppo della corteccia somato-sensoriale, una specifica area cerebrale deputata alla percezione e elaborazione degli stimoli sensoriali. I ricercatori hanno scoperto che un’alterazione della funzione di Negr1 e FGFR2 induce difetti nella formazione della corteccia cerebrale e porta a comportamenti anomali che si possono ricondurre ai sintomi diagnostici dell’autismo.
Il lavoro è stato condotto da gruppo di ricerca dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, guidato da Laura Cancedda, in collaborazione con il laboratorio di Biologia delle Sinapsi presso il Centre for integrative Biology (CIBIO) dell’Università di Trento, guidato da Giovanni Piccoli. I dottori Cancedda e Piccoli sono supportati entrambi dal programma carriere Istituto Telethon Dulbecco. L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta nei primi anni di vita con comportamenti ripetitivi e una severa compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione verbale e non verbale. Sebbene le cause scatenanti non siano ancora completamente note, la ricerca suggerisce come fattori genetici e metabolici possano ostacolare la maturazione fisiologica dei neuroni e dei circuiti funzionali. I ricercatori hanno ricostruito il meccanismo attraverso cui i geni Negr1 e FGFR2 cooperano nel regolare le primissime fasi dello sviluppo cerebrale, influenzando la migrazione dei neuroni all’interno del cervello fetale e controllandone il loro corretto posizionamento. I ricercatori hanno spento la loro espressione in specifiche popolazione neuronali e hanno osservato importanti effetti sulla migrazione e lo sviluppo morfologico di quelle cellule: l’assenza di Negr1 o FGFR2 ostacola il cammino dei neuroni verso gli strati corticali superiori e riduce lo sviluppo dei neuriti.
Le mutazioni a carico dei geni Negr1 e FGFR2 erano state osservate in individui affetti da patologie dello spettro autistico, ma non era noto se i due geni fossero in qualche modo correlati e come cooperassero a regolare lo sviluppo cerebrale. I ricercatori hanno messo in luce che l’alterazione genica potrebbe essere alla base dei difetti di connettività osservati nei cervelli di pazienti con autismo.
Questo studio aggiunge un tassello importante alle conoscenze in materia di sviluppo del sistema nervoso e risulta fondamentale non solo per capire meglio le basi biologiche dell’autismo, ma anche per chiarire come alterazioni microscopiche in specifici circuiti nervosi della corteccia cerebrale possano avere un impatto cruciale sul suo funzionamento e condurre a disturbi comportamentali. Per approfondire: https://academic.oup.com/brain/article-lookup/doi/10.1093/brain/awy190

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Partnership strategica tra FIEE e Comat

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Con uno stanziamento di 16 milioni di euro (di cui 7 milioni di euro finalizzati ad acquistare da Comat S.p.A. (“Comat”) una quota del capitale di Comat Servizi Energetici), il Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (“FIEE”), fondo italiano di equity dedicato al finanziamento di società attive nell’efficienza energetica, entra nel capitale di Comat Servizi Energetici S.p.A., operatore leader nel servizio energia in ambito residenziale.Comat Servizi Energetici, alla quale Comat ha conferito il relativo ramo d’azienda, gestisce attualmente oltre 1.500 condomini nel Nord Italia ed ha l’obiettivo di raggiungere entro la stagione termica 2021/22 oltre 2.000 condomini gestiti. Comat ha maturato un’esperienza pluriennale nel servizio energia e facility management per clienti pubblici e privati e nell’ambito dei servizi di consulenza professionale specialistica del settore energetico, affermandosi come un operatore di primario standing su tutto il territorio nazionale nei settori residenziale, terziario e industriale.
La partnership è volta all’ampliamento del portafoglio clienti di Comat Servizi Energetici e allo sviluppo ulteriore di interventi di riqualificazione e miglioramento dell’efficienza energetica in modalità finanziamento tramite terzi. L’operazione consente inoltre il completamento della strategia di FIEE che prevedeva l’ingresso nei tre fondamentali segmenti dell’efficienza energetica: illuminazione, servizio energia, settore residenziale; nel segmento dell’illuminazione sia pubblica che privata, il Fondo già opera in qualità di primo operatore privato nazionale. Parallelamente FIEE sta concludendo investimenti nel settore degli impianti termici e nel settore condominiale, coerentemente con la sua strategia di investimento allargata all’intero spettro dell’efficienza energetica.
Il Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica (FIEE) è il primo fondo di equity italiano dedicato esclusivamente a progetti di investimento nel settore dell’efficienza energetica in Italia e all’estero. Il fondo è gestito dal Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica SGR S.p.A. sotto la guida del presidente del Consiglio di Amministrazione Raffaele Mellone e dall’amministratore delegato Andrea Marano, ed ha una dotazione finanziaria di 166 milioni di euro. La compagine dei promotori include anche Fulvio Conti (Presidente del consiglio di amministrazione di TIM e già Amministratore delegato di Enel), Maurizio Cereda (in precedenza Vicedirettore generale e Consigliere di Mediobanca) e Lamse S.p.A. (holding di partecipazioni di Andrea ed Anna Agnelli).Comat è stata assistita da Fieldfisher, Studio Giorgi Ramonda, Avv. Carlo Cavallo di Torino e Avv. Agostino Picciriello di Torino.FIEE è stato assistito da KPMG (advisor legale, fiscale e contabile).

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La bellezza è una scienza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Roma Venerdì 21 – Sabato 22 settembre 2018 ore 9 WEGIL Largo Ascianghi, 5. Sarà lo spazio culturale polivalente e creativo WEGIL, struttura della Regione Lazio nel cuore di Trastevere, ad ospitare la decima edizione di DERMART, la manifestazione ideata da Massimo Papi che mette a confronto la clinica delle malattie della pelle con l’arte visuale e le scienze dell’osservazione. Un traguardo festoso per questa iniziativa che nel corso degli anni, grazie ai tecnici, ai curiosi e agli appassionati di arte, ha registrato un boom di presenze, sviscerando argomentazioni legate al filo della salute, delle novità scientifiche, dei trend e dell’esplorazione artistica inedita.L’argomento prescelto per questa edizione – che si svilupperà con ingresso libero a tutti (e iscrizione a parte ECM per gli studenti di medicina) è “La bellezza è una scienza”, fil rouge comune tra le tecniche diagnostiche più aggiornate e gli aspetti pratici delle terapie, ma anche tema di analisi approfondite sulla storia dell’arte.
“Special guest” del convegno, in questa particolare materia, sarà Semir Zeki, neurofisiologo di fama mondiale, che con i suoi studi ha aperto la strada alla Neuroestetica, la più attuale delle branche delle Neuroscienze e che parlerà della mappatura del cervello e della pelle in termini di bellezza.Si darà inoltre spazio alla dermatologia del web, una vera e propria sfida degli anni 2000 per gli operatori del settore, incentrata sul confronto tra le procedure tradizionali e quelle dettate dai WhatsApp, ma anche sul modo di comunicare attraverso i social media evitando le fake news del settore.Ritardare l’invecchiamento cutaneo sarà un altro degli argomenti trattati, che vedrà riferirsi alle problematiche dell’età ma anche ai trattamenti laser di alcune malattie cutanee: su questo tema verrà organizzato un corso pratico a cura di Massimo Laurenza.
E ancora l’arte, con l’intervento di Vittorio Maria De Bonis su tatto e piacere nella storia dell’arte e di un pool di illustri dermatologi che rileveranno case histories sull’arte in supporto della diagnosi su argomenti di dermatologia “figurata”.
Corso avanzato di dermatoscopia su capelli, volto e cuoio capelluto con esperti di grande livello; gli integratori come medicinali per la bellezza dell’epidermide; eye tracking in dermatologia e i segni della violenza tra pelle bianca e colorata attraverso alcune rare testimonianze saranno infine oggetto degli altri incontri, per trascorrere – tra informazione, approfondimenti e svago – due giorni di full immersion su ragionamenti inusuali o comunque generalmente poco trattati.Lo spirito di Dermart è come sempre clinico, con sessioni di casistica interattiva, efficaci per apprendere nuovi quadri e ripassare argomenti già noti, con il desiderio d’interpretare la cute sana o malata come tela pittorica e le opere d’arte come strumento di analisi per chi cura la pelle. Obiettivo della manifestazione è, in particolare, quello di creare un’atmosfera di amicizia e di interesse comune, con spazi e tempi dedicati a domande e interventi dei partecipanti e con il coinvolgimento di tutti, anche dei non esperti. In tale ambito saranno anche organizzati corsi pratici sul tatuaggio terapeutico.Tutto con il piacere di momenti conviviali accompagnati – come consuetudine – dal fascino del profumo e della qualità di grandi vini del Lazio e dell’Umbria. DermArt è un’iniziativa realizzata con il patrocinio di: Regione Lazio, Ministero della Salute, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ordine dei Medici di Roma, ADOI, Donne dermatologhe Italia, LILT (Lega italiana lotta tumori), Italian Acne Board, Federfarma.

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