Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

La saggezza è anche frutto della sofferenza?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

La saggezza si riflette nella face, che si cela sotto la cenere, e che il ciocco, appena poggiato, la ravviva e le assicura continuità.
E su quel ciocco che idealmente si riflettono i ricordi, trovano una loro forma, una forza per esprimersi, per tramandarne il messaggio. Non sono grandi rivelazioni, grandi misteri che improvvisamente si dischiudono e ci stupiscono. Sono eventi che appartengono alla nostra quotidianità, ci fanno apparire dolci e indifesi, arroganti e presuntuosi, ci evidenziano le nostre debolezze e i nostri eroismi, ma fanno di questo insieme un ricordo che è tutto il patrimonio ideale che noi abbiamo del nostro vivere e della nostra ragione di vivere.
Lo dedico a chi correndo inciampa e cade.
Lo dedico a chi ha della vita vissuta un prevalente ricordo di sofferenze, di rinunce, di privazioni.
Lo dedico a chi si ribella alla sua condizione di miseria e lo fa in modo scomposto e rabbioso, per ricordargli che anche nei momenti dell’ira occorre riflettere ed essere consapevoli della nostra parte e del ruolo che vi svolgiamo e che essa va oltre il contingente.
Queste nel loro insieme sono belle parole e per giunta, a mio avviso, intrise di saggezza.
Eppure a un certo punto della mia vita è bastata una tragedia che mi ha toccato personalmente per farmi vedere i colori della vita in modo diverso.
Forse per chi avverte su di sé tutto il peso degli anni diventa intollerabile che si possa perdere un figlio dopo averne pregustato il piacere di condividere i suoi sogni e i suoi piccoli piaceri.
Persino i rimbrotti ricevuti per una discussione di famiglia appaiono venati d’amarezza perché sembrano così fortemente “vivi”, così rappresentativi di una personalità e persino di un sentimento protettivo per un genitore che può non aver capito sino in fondo il motivo della diversità d’opinione. Era, comunque, solo un momento di turbamento. Subito dopo le nubi si diradavano e tornava il sorriso. (Riccardo Alfonso)

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