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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 8 agosto 2018

9 agosto: Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Per l’occasione l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) presenta un rapporto sulla situazione dei popoli indigeni in Guatemala, Colombia, Paraguay, Birmania, Filippine e Russia. Purtroppo bisogna constatare ancora una volta che la violenza nei confronti degli attivisti indigeni per i diritti umani è ulteriormente cresciuta. La situazione è particolarmente grave per i popoli indigeni in Sudamerica e Centroamerica e in Asia.Nei paesi presi in esame, le popolazioni indigene subiscono minacce e violenze sia da parte statale e delle forze armate regolari, sia da forze paramilitari e milizie private, da cercatori d’oro, da imprese minerarie o di estrazione di petrolio e gas naturale, da trafficanti di droga così come dalla mafia del legname. Chi in queste condizioni continua a lavorare per la difesa dei diritti dei popoli indigeni lo fa rischiando la propria vita. Nel 2017 solamente in Guatemala sono stati uccisi 496 leader contadini. La maggioranza delle vittime erano indigeni che lottavano con mezzi pacifici per il rispetto dei loro diritti terrieri e contro l’invasione e la distruzione dei loro territori da parte di mega-progetti voluti da imprese estrattive e del settore energetico.In seguito all’accordo di pace del 2016, le forze armate colombiane hanno approfittato del vuoto di potere per prendere il controllo su ampie porzioni di territorio indigeno, mentre in Paraguay il maggior pericolo per le popolazioni indigene arriva dai trafficanti di stupefacenti e dalla mafia del legname. In tutte le Americhe un’altra causa della perdita violenta di territorio indigeno è data dai tentativi di molti latifondisti di espandere i propri possedimenti terrieri.
In Birmania (Myanmar) e nelle Filippine le forze armate regolari utilizzano i conflitti armati esistenti per diffamare e perseguitare gli attivisti indigeni come sostenitori dei gruppi ribelli armati. Nelle Federazione russa gli attivisti e le attiviste indigene subiscono la criminalizzazione e le persecuzioni mirate dello stato. I diritti dei popoli indigeni vengono sistematicamente ignorati soprattutto nella regione siberiana, ricca di risorse minerarie.
L’APM torna a chiedere con forza una maggiore tutela degli attivisti indigeni per i diritti umani. E’ fondamentale che la comunità internazionale si impegni seriamente affinché gli accordi e trattati esistenti non restino solo astratti testi su carta ma diventino realtà. Tra i trattati disattesi rientra anche l’accordo legalmente vincolante sulla tutela dei diritti ambientali e territoriali delle popolazioni indigene firmato a marzo 2018 da 24 paesi dell’America latina e dei Caraibi e che finora non ha portato ad alcun miglioramento.Gli attivisti indigeni per i diritti umani continuano ad essere vittime di attentati, persecuzione e criminalizzazione. Per rendere concreta la tutela dei loro diritti e far sì che gli attivisti e le attiviste indigene non siano più lasciati soli di fronte alla violenza di militari corrotti, milizie, bande criminali o di altri ancora, l’APM chiede che venga sviluppata una Convenzione per la tutela degli attivisti e delle attiviste indigene che tenga conto dei pericoli specifici che essi devono affrontare. In tutto il mondo ci sono ca. 450 milioni di persone appartenenti a una delle circa 6.000 comunità indigene esistenti. Nonostante il formale riconoscimento dei loro diritti tradizionali, molti governi continuano ad ignorare e a non includere questi diritti nelle loro politiche economiche, sociali e culturali.

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Milagro Sala è stata trasferita ieri notte nella prigione federale di Salta “General Güemes”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Buenos Aires. La leader sociale è stata arrestata nella sua casa nel quartiere di El Carmen per ordine del giudice Pablo Pullen Llermanos e il suo trasferimento è stato comunicato ai suoi parenti, che hanno definito la decisione giudiziaria “arbitraria e contraria alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e della Corte Suprema di Giustizia”. Martedì scorso la leader della Tupac Amaru era stata trovata incosciente in quella casa e ricoverata in ospedale, da dove è tornata a casa alcuni giorni dopo. La misura del giudice ha richiesto “le massime misure di sicurezza” per il suo trasferimento. La misura è apparsa assolutamente inadeguata dato che la dirigente sociale dovrà presenziare le sedute del processo a suo carico in corso a Jujuy; la prigione in cui è reclusa si trova a 70km dal luogo del processo, senza che vi sia una minima ragione per revocare gli arresti domiciliari.Il Comitato per la Libertà di Milagro Sala ha dichiarato che questa risoluzione “è una misura assolutamente arbitraria e contraria alle disposizioni della Corte Interamericana dei Diritti Umani e ratificata dalla Corte Suprema di Giustizia della Nazione che ha ordinato la detenzione domiciliare della leader sociale nella sua residenza abituale”.“La notifica è stata fatta stasera, ma non vi è alcuna giustificazione nel decreto per il provvedimento, che sarà denunciato alle organizzazioni internazionali. La difesa presenterà un habeas corpus.” ha dichiarato il collegio di difesa.“Vogliono la sua morte. Il governatore Gerardo Morales e il giudice Pullen Llermanos continuano la loro politica di vessazioni contro Milagro. Sta diventando sempre più chiaro che non sono interessati alla sua vita, per niente. Non sono interessati alla giustizia, ma alla vendetta contro una donna che ha fatto quello che nessun politico di Jujuy ha fatto per i più umili”, ha detto il Comitato. (fonte: Pressenza international press agency)

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Lucy Garsia e OJS in concerto al teatro antico di Taormina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Teatro Antico di Taormina – giovedì 9 agosto ore 21.30«Posso essere contemporaneamente il mio miglior amico o il mio peggior nemico». Dilaniata da queste due opposte tendenze, la vita di Whitney Houston si è conclusa tragicamente anzitempo sei anni fa ma rimane indelebile il ricordo di quella vocalità, straordinaria per timbro, estensione e calore interpretativo, che ne ha fatto un’artista intramontabile e che le valse l’appellativo “The Voice”. E’ proprio alle canzoni di Whitney Houston che Lucia Garsia, con una interpretazione in chiave jazze con special gust Silviu Dima 1° violino del Teatro Massimo di Palermo, ha voluto dedicare un concerto, affiancata dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina. Meditato a lungo, il progetto rielaborato e perfezionato sia nel repertorio che negli arrangiamenti, intende restituire le più belle canzoni di Whitney Houston in una inedita e affascinante prospettiva jazz. “Mi emoziona sempre – dice Lucia Garsia – interpretare i successi di una cantante come Withney Houston accompagnata dall’Orchestra Jazz Siciliana e la magnifica Strings Orchestra, il coro meraviglioso ed insostituibile, per non parlare del nostro straordinario direttore il M° Domenico Riina, ce ha arrangiato ed orchestrato l’intero concerto. Come molti della mia generazione anch’io sono cresciuta con le canzoni di Whitney Houston. Da ragazzina, quando con la mia famiglia andavamo in vacanza, in auto non facevo altro che cantarle, dalla partenza all’arrivo. Di lei e delle sue canzoni adoravo tutto: timbro, intensità, melodia, ritmo e quella straordinaria capacità di svagare tra tutte le diverse espressioni della musica americana, ignorando ogni confine di genere”. Anche se la cifra espressiva di Houston aderisce ad un’estetica sostanzialmente pop, in realtà la cantante, come buona parte degli artisti statunitensi, non concepiva che la musica fosse recintata da steccati stilistici e le sue interpretazioni recano costantemente il segno dello sfaccettato e complesso universo poetico neroamericano, dal blues al funk, dal gospel al rhythm’n blues, dal soul all’hip hop. “La vera sfida di questo concerto – prosegue Garsia – è proporre brani famosi come “All at once”, “I have nothing”, “Saving all my love for you”, “I wanna dance with somebody” o “I will always love you” in chiave jazz ma senza stravolgerne lo spirito originale perché quelle di Whitney sono canzoni nate già perfette”.L’impaginazione del concerto scandaglia un po’ tutto l’arco artistico della cantante americana, partendo dalle prime affermazioni dei tardi anni Settanta e soffermandosi sui primi tre album (seconda metà degli anni Ottanta e primi Novanta) che ne decretano il successo planetario ma non trascura il ricordo della Houston come efficace attrice cinematografica in “The Bodyguard” del 1992 la cui colonna sonora (quasi 50 milioni di copie vendute) si è affermata come quella di maggior successo di tutti i tempi.“Whitney era straordinaria qualunque cosa interpretasse – conclude Garsia – sia per bellezza e unicità di timbro vocale sia perché sapeva piegare la tecnica alla forza delle emozioni. Sapeva sempre arrivare dritta al cuore. Le sue ballad rivelano il mio lato più emotivo e passionale, i pezzi più ritmati mi divertono, mi eccitano e fanno emergere i miei trascorsi giovanili di danzatrice. Sono tutte ragioni che rendono questo concerto tra i più impegnativi della mia vita”.
Biglietti a partire da: euro 25,00 cavea numerata più i diritti di prevendita, 30.00 tribunetta numerata più diritti di prevendita, 35.00 platea vip più diritti di prevendita; ridotto under 25: euro 18,00 cavea numerata più i diritti di prevendita, 22.00 tribunetta numerata più diritti di prevendita, 30.00 platea vip più diritti di prevendita. http://www.thebrassgroup.it.

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Il nuovo quartiere DomRömer di Francoforte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Francoforte. Tre giorni di festa, dal 28 al 30 settembre, per la cerimonia d’apertura della “nuova città vecchia”Francoforte torna indietro nel tempo, riportando alla vita una parte della sua ricca storia: completamente distrutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ora grazie ad anni di ristrutturazione, torna all’antico splendore il quartiere di DomRömer, situato tra la Cattedrale degli Imperatori (Dom) e il Römer City Hall.
Dal 28 al 30 settembre si terrà una grande festa per celebrare il nuovo “antico cuore” di Francoforte e festeggiare un vero e proprio evento che rimarrà nella storia della città.
I festeggiamenti avranno inizio con una cerimonia presso la chiesa di Paulskirche per poi coinvolgere l’intero quartiere in ben tre giorni di festa, tra eventi culturali, concerti e mostre speciali.
Al Deutshche Arckitekturmuseum dal 22 settembre 2018 al 3 marzo 2019, si terrà la mostra “Il nuovo ‘vecchio’ quartiere rinnovato. L’architettura tra la Cattedrale e il Römer dal 1900” in cui si potrà osservare lo sviluppo urbano della città vecchia e ripercorrere le fasi che hanno accompagnato il progetto di ristrutturazione.
Oltre a mostre permanenti e temporanee, il quartiere ospiterà per l’occasione numerosi concerti all’interno del Römerberg o lungo le sponde del fiume Main. Il venerdì e il sabato sera, per concludere la giornata in bellezza, si alterneranno sul palco spettacoli e performance teatrali.
Il quartiere sarà aperto al pubblico già da questo giugno, quando verranno rimosse le ultime barriere di protezione, e lo si può visitare grazie a tour guidati giornalieri. In questo modo sarà possibile scoprire una città cosmopolita e in continua evoluzione, che guarda al futuro ma non dimentica il suo passato, tra palazzi storici e architetture artistiche.
Per chi vuole goderselo in anteprima, è possibile fare una passeggiata virtuale lungo i vicoli tortuosi del quartiere per avere un’idea di com’era vivere nell’antica cittadina di Francoforte, basta visitare il sito: http://www.domroemer.de/der-film.
Francoforte è la città delle mille possibilità. È una città metropolitana, dallo skyline moderno, dove la notte si festeggia, ma di giorno ci si rilassa nei parchi, dove fare shopping, ma anche scoprire una storia emozionante.Nel centro della città si trova il vecchio quartiere, il DomRömer che era stato completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma è oggi in fase di ricostruzione grazie alle planimetrie storiche e i vecchi modelli. Altro cuore culturale della città, il quartiere dei musei che si estende intorno al nuovo Historischen Museum Frankfurt e crea una grande connessione tra la città e la sua storia.I più importanti musei della città si trovano infatti sulla riva del fiume Meno e danno un carattere unico e originale a questa zona della città. Francoforte è una città innovativa, in continua evoluzione e aperta a nuove idee e cambiamenti, ma allo stesso tempo, ha a cuore le sue tradizioni e la sua storia. La capitale del “Applwein” o vino di mele, ha mantenute intatte le proprie tradizioni gastronomiche come la famosa Grüne Sauce o Salsa Verde e l’Handkäs, un formaggio locale dal sapore pungente. Ma senza dimenticare però la cucina gourmet (Francoforte vanta 8 ristoranti stellati) e la cucina creativa di strada, che mescola prodotti locali e internazionali. Sempre grazie alla sua posizione strategica vicino alla zona di Rhein-Main, Frankfurt offre una base ideale per esplorare la regione. Intorno alla metropoli si trovano pittoresche cittadine medievali con le tradizionali case a graticcio, castelli e siti Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

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Sostenibilità ambientale tra le mura domestiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Il 66% dei romani dichiara di seguire un comportamento attento alla sostenibilità ambientale all’interno delle proprie mura domestiche. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia.
Un approccio virtuoso ed ecosostenibile verso la propria abitazione, d’altra parte, permette sia di tutelare l’ambiente, sia di ottenere un risparmio economico anche significativo. I romani ne sono sempre più consapevoli, al punto che più di uno su tre (38%) si dice persino disposto a investire in interventi edilizi per riqualificare la propria abitazione e renderla così più efficiente.
Tuttavia, per limitare gli sprechi e gestire al meglio i consumi, oltre ai veri e propri lavori di ristrutturazione si possono anche adottare piccoli accorgimenti e attenzioni nei gesti di tutti i giorni.Diminuire il consumo di energia fa bene all’ambiente e alle bollette. I romani lo sanno bene: il 76% degli intervistati, infatti, spegne luci e dispositivi elettronici quando non è in casa o quando non è nella stanza, mentre il 68% sostituirebbe le vecchie lampadine a incandescenza con lampadine a LED, che possono durare da 8 a 10 volte in più e consumano molto meno. Il 38% preferisce acquistare elettrodomestici di classe energetica elevata, mentre il 25% ha dichiarato di fare un uso razionale del condizionatore. La sensibilità verso l’ambiente si conferma anche in tema di fonti di energia: quasi la totalità dei romani (91%) utilizzerebbe fonti rinnovabili per le proprie abitazioni, da quella solare a quella geotermica.Infine, per risparmiare energia, si può trovare un valido alleato nella domotica? Ha espresso parere positivo il 91% degli intervistati, pur con alcune perplessità legate alla difficoltà di utilizzo e sul fatto che ancora non sia sufficientemente diffusa.
Anche per quanto riguarda i consumi idrici, i romani si dimostrano attenti: il 68% degli intervistati preferisce la doccia al bagno, il 51% adotta accorgimenti per utilizzare l’acqua in modo razionale e il 42% ritiene utili i dispositivi frangi getto nei rubinetti. L’attenzione dei romani si sofferma anche sul tema dell’inquinamento idrico, tanto che il 26% dichiara di preferire detersivi ecosostenibili proprio in virtù del loro minore impatto ambientale. “La nuova ricerca del nostro Osservatorio ha fatto emergere una sensibilità sempre più diffusa degli italiani verso l’importanza di un approccio sostenibile nel modo di vivere la quotidianità in casa – commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – Adottare piccole abitudini nella vita di ogni giorno all’interno delle pareti domestiche può incidere positivamente sia sull’ambiente, sia sul risparmio. Questa è un’ulteriore conferma di quanto la casa ricopra un ruolo centrale nella vita degli italiani”.
Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

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Rigenera SmART City – Festival delle Periferie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Rigenera (Bari) giovedì 6 a domenica 9 settembre a Laboratorio Urbano, Palo del Colle annuncia che MANNARINO, COSMO e SELTON e CLEMENTINO arricchiranno la line up della manifestazione aggiungendosi ai già annunciati live di MOTTA, MINISTRI E LEMANDORLE. La periferia al centro, fulcro propulsivo di musica, arte, creatività e cultura. Cuore pulsante di processi sociali, economici e culturali, non più luogo di marginalità, esclusione e degrado.Sono questi i temi della quarta edizione del festival che oltre alla musica vedrà alternarsi teatro, mostre, incontri tematici di approfondimento, performance di live painting e dibattiti con l’obbiettivo di dare nuova vita a spazi abbandonati, per ripopolarli creando un ponte di bellezza tra periferia e centro città, un punto di raccordo tra situazioni di conflitto.Ospite speciale sarà Carlo Massarini, celebre autore e conduttore radiotelevisivo, che avrà il compito di raccontare questa esperienza alternandosi tra palco e backstage.
Si parte il 6 settembre con la performance di Alessandra Gaeta “IN & OUT of Borders”, il vernissage della mostra di Michele Cremaschi “GEO-HAPPINESS MEASURING – Può l’arte misurare la felicità?” ed un talk su arte e periferie moderato da Carlo Massarini con Cremaschi, Renzo Francabandera e Corrado d’Elia.In serata spazio al teatro con “Iliade” spettacolo di Corrado d’Elia arricchito dagli interventi live painting di Renzo Francabandera, artista, live painter e critico della scena contemporanea. Una performance che riporterà sotto gli occhi degli spettatori immagini e icone ispirate al mito classico e alla sua declinazione moderna, coniugandosi con la restituzione di un’epopea che ricorda di quando la periferia del nostro continente era al centro della storia.
Dal 7 settembre inizieranno i grandi live: sul palco di Rigenera arriva uno dei nomi di punta del nuovo cantautorato italiano, MOTTA. Polistrumentista, cantante e autore, neo vincitore della Targa Tenco 2018 come miglior disco in assoluto, canterà i brani di “Vivere o Morire”, il secondo album pubblicato ad aprile, insieme alle canzoni de “La fine dei vent’anni”, il disco d’esordio che nel 2016 lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Apre la serata Matteo Palermo. Al termine del concerto di Motta si balla con COSMO, alias Jacopo Bianchi, reduce dal successo a colpi di sold out nei principali club europei e festival italiani del tour “Cosmotronic”, l’ultimo album uscito a gennaio. Un disco doppio che gioca sulle due anime artistiche del dj e producer, ovvero la canzone d’autore e musica da club fusi in uno stile unico e originale. Un live “particolarissimo” enfatizzato da un set up di luci molto diverso da quello dei normali concerti pop. Chiude la serata il dj set di DEEP INSIDE.
L’8 settembre la serata inizia con le note leggere e i ritmi multiculturali dei SELTON, “una band capace di unire in pochi istanti Italia e Brasile in modo affascinate” come ha scritto Rolling Stone. “Manifesto tropicale”, uno dei migliori album del 2017 secondo la nota rivista, è un mix di influenze, lingue e culture in cui convergono con facilità folk, pop, cantautorato ed elettronica, rock, ballad e chitarre acustiche. L’apertura è affidata a Giuliana Tecce e al duo Uramawashi. Chiude la serata il dj set di DEEP INSIDE.
A seguire uno degli eventi più attesi del festival: dopo il grande successo del concerto di fine tour al Rock in Roma con più di 10.000 spettatori, sul palco di Rigenera arriva MANNARINO, uno dei pochi cantautori contemporanei capaci di condurre una profonda ricerca artistica facendo numeri da artista mainstream. Dal nonno che gli ha insegnato ad amare la poesia al suo rapporto con Roma e la periferia dove è cresciuto, dal giovane poeta in cerca della sua strada alla laurea in antropologia “mai ritirata”, fino ad arrivare al grande successo di pubblico, l’artista si racconterà durante un incontro intimo tra viaggi, letteratura, musica e parole fino ad imbracciare, accompagnato da alcuni tra i suoi fidati musicisti, la chitarra e mettere in scena, in un set acustico pensato ad hoc per Rigenera, le canzoni più rappresentative dai suoi quattro album.
Il Festival chiude in bellezza il 9 settembre con una delle rock band più amate, i MINISTRI. Federico Dragogna (paroliere, chitarra e cori), Davide Autelitano, detto “Divi” (voce e basso) e Michele Esposito (batteria), presenteranno le canzoni di “Fidatevi”, l’ultimo disco pubblicato a marzo, e promettono di far ascoltare un live suonato dalla prima all’ultima nota, senza l’ausilio della tecnologia. L’apertura del concerto è affidata a Mason La Notte e a LEMANDORLE progetto che con i suoi singoli ha conquistato i maggiori network radiofonici, mescolando con disinvoltura musica da club, pop e cantautorato. La serata prosegue con il dj set di CLEMENTINO, l’alieno del rap italiano, che con le sue partecipazioni al festival di Sanremo si è fatto conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Al termine il Dj set di SHANTY CREW.

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Propaganda politica e fake news

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Di Riccardo Saporiti, Data journalist – pubblicato su Wired. E se la storia dei 1.500 tweet contenenti fake news diffusi dai russi per sostenere Lega e Movimento 5 stelle alle ultime elezioni fosse essa stessa una fake news? Fino a qui appare una provocazione ma, una volta analizzati i dati, sono tanti gli elementi che non tornano. Intanto, un riepilogo: lo scorso 31 luglio su FiveThirtyEight, testata giornalistica data driven diretta da Nate Silver, è stato pubblicato un dataset contenete tre milioni di tweet.Cinguettii provenienti da account che la stessa Twitter ha riconosciuto essere legati alla Internet Research Agency. Si tratta della fabbrica di troll finita al centro del Russiagate, l’indagine volta a verificare possibili influenze russe nelle elezioni presidenziali Usa del 2016. Questi dati sono stati raccolti da due professori della Clemson University, Darren Linvill e Patrick Warren. Chi fosse interessato, può scaricarli dalla piattaforma GitHub.Ora, nell’articolo pubblicato su FiveThirtyEight, l’Italia non viene mai menzionata.
E dunque, vien da chiedersi, che c’entra? A tirare in ballo il nostro Paese è stato un pezzo uscito questa mattina (il 2 agosto, ndr), tra gli altri, sul Corriere della sera, nel quale si dava conto del lavoro di Silver e si spiegava come fosse coinvolta l’Italia.Wired ha deciso di affrontare la notizia innanzitutto scaricando i dati. Quindi isolando i tweet che, secondo i ricercatori, erano scritti in italiano. Il risultato sono 18mila su più di 3 milioni, lo 0,6%. Numeri a parte, già qui è sorto un primo problema.Non sempre, infatti, se nella colonna del database dedicata alla lingua compariva il valore “italian”, il tweet era scritto in italiano. Ce ne sono molti scritti in inglese, oltre a qualcuno in tedesco. Circostanza, quella legata all’errore di identificazione della lingua, che anche alcuni utenti di GitHub hanno segnalato.Altro tema, il tipo di tweet. Più di 13mila su un totale di 18mila sono retweet. Ovvero il rilancio di contenuti prodotti da altri. Ad esempio dall’utente @Elena07617349, il cui account risulta oggi sospeso, citata dal Corsera come figura al centro della vicenda. Il fatto è che il suo nome non compare mai nella colonna che contiene il nome degli autori dei tweet. Appare invece numerose volte nel testo dei cinguettii. Il che significa che questi tweet sono risposte a contenuti da lei pubblicati.Facendo un passo indietro e tornando alla questione linguistica, per provare a capire meglio da dove arrivino i tweet, ci si può affidare alla colonna region. Nella quale si trova il nome del Paese dal quale è partito il contenuto pubblicato. Ben 12mila, ovvero circa due terzi, arrivano dall’Italia. Altri 4mila dagli Stati Uniti, mentre 2mila hanno origine sconosciuta. E la Russia? Sono appena 4. Due dei quali pubblicano foto di Claudia Cardinale, uno inneggia a Che Guevara.
Solo il quarto sembra pertinente alla propaganda russa, visto che afferma: “Ultimo attacco di Obama: nuove sanzioni alla Russia…a venti giorni fine suo mandato..”. Un tweet nel quale è menzionata tale @_belka_strelka, account di quella che ha come nickname Russian girl. E che ha fissato in alto un post con un manifesto di propaganda sovietica, accompagnato dal messaggio: “L’Urss è un progetto della società della giustizia”.Il punto è che, oltre ai numeri, bisognerebbe guardare anche ai contenuti. Perché o la strategia dei troll è quella di twittare su ogni argomento, così da incrementare il numero di followers e diffondere al meglio le fakenews. Possibilità che si scontra però col fatto che i tre account più attivi, responsabili di 9 dei 18mila tweet italiani, abbiano tra i 60 ed i 90 followers. Oppure questa non è la smoking gun che ha portato il Pd a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta. Roba, per dire, che in Italia si è fatta per il delitto Moro.Il punto è che scorrendo il dataset si trovano molti rilanci delle prime pagine del Corriere dello Sport e di Tuttosport. Testate che non si capisce come possano avere a che fare con la propaganda filorussa. C’è anche un tweet dedicato al trailer della settima stagione di Game of Thrones. Diversi anche i retweet di un cinguettio del giornalista di Repubblica Vittorio Zucconi, critico sulla riforma fiscale del presidente Trump. E nei confronti di ogni “fesso che l’ha votato”. Non esattamente una dichiarazione in linea con una Russia che sostiene l’attuale inquilino della Casa bianca.Se poi si smanetta con i filtri del foglio di calcolo e si isolano i tweet che menzionano il segretario leghista Matteo Salvini, non sono tutti favorevoli. Per esempio @1lorenafava1, il secondo account più attivo, ha ritwittato questo: “Altro che Sud, Salvini vuole i soldi dei ‘terroni’ per salvare la Lega”. Non esattamente un messaggio favorevole all’attuale ministro dell’Interno. E i Cinque stelle? Ci sono tweet che rilanciano un articolo di Affari italiani che definisce le idee del M5S vecchie e sbagliate. Se questa è propaganda, qualcosa non quadra.
Ultimo aspetto, la tempistica. Volendo influenzare le elezioni italiane, ci si aspetterebbe che l’attività dei troll si fosse intensificata a ridosso del voto. In realtà sono appena tre i tweet presenti nel dataset pubblicati tra il 1° gennaio e il 4 marzo di quest’anno. Due dei quali proprio nel tardo pomeriggio del giorno delle elezioni.Ecco insomma spiegata la provocazione che ha aperto questo pezzo. Nel quale, ovviamente, non è stato dimostrato che non esista qualcosa come la propaganda russa a favore dei movimenti populisti e sovranisti italiani. Piuttosto, si è posto il dubbio che probabilmente l’eventuale prova dell’esistenza di questi troll e della loro azione nel nostro Paese non stia nel dataset pubblicato da Nate Silver. (fonte blog delle stelle)

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Passa dalla genetica e dall’epigenetica il futuro diagnostico e terapeutico del sarcoma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

E’ un tumore estremamente aggressivo di origine mesenchimale di cui si distinguono almeno cento sottotipi. «Da una parte, – spiega Katia Scotlandi, coordinatrice del Working Group che in Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, si occupa di questa neoplasia, – c’è la necessità di fornire ai Pazienti diagnosi sempre più adeguate ed effettuabili in tutti gli ospedali del SSN e, dall’altra, di proporre trattamenti innovativi. Per la cura del sarcoma, infatti, accanto alla chemioterapia – sostiene ancora la ricercatrice che opera all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, IRCCS associato ad ACC dove il WG ha il suo quartier generale – sono proposti prevalentemente farmaci classici ad elevato dosaggio».
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati tra i 3 mila e i 3 mila 500 nuovi casi di sarcoma «tumore ad elevata aggressività biologica e forte tendenza a sviluppare metastasi che – aggiunge Scotlandi – necessita di cure invasive e con potenziali effetti limitanti la qualità della vita». Nel totale delle neoplasie il sarcoma persa per il 2% circa, percentuale che tende a salire nella popolazione pediatrica o nei giovani adulti dove raggiunge il 15%.
All’attività di ricerca concorrono i principali IRCCS italiani con expertise specifico nonché l’Italian Sarcoma Group per disegnare e attivare clinical trials in tutt’Italia. «Stiamo lavorando per creare strumenti che consentano a tutte le strutture ospedaliere del Paese di fornire una diagnosi estremamente precisa e, di conseguenza, un trattamento ancor più idoneo di quanto accade oggi. Sul fronte delle terapie innovative, la cui individuazione passa attraverso la caratterizzazione genetica della patologia, abbiamo utilizzato un oncochip particolare che permette di rilevare con precisione e accuratezza prodotti di fusione genica noti e non noti. L’utilizzo associato della tecnologia Next Generation Sequencing (NGS), seppur complessa, fornisce un dato di facile lettura consultabile anche dalle anatomie patologiche per diagnosi routinarie» «Il WG di ACC – conclude Scotlandi – è un momento unico e di grande valore nel panorama nazionale poiché consente a ricercatori di istituti differenti di lavorare in équipe per trasferire ai colleghi che operano in ambito clinico il frutto delle nuove conoscenze cellulari applicabili a trattamenti più efficaci e a tossicità ridotta».

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RGI premiata da Celent grazie a Pass_insurance

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Celent, una divisione di Oliver Wyman Group, ha premiato RGI, software vendor indipendente leader in Europa nella progettazione, sviluppo e distribuzione di core systems dedicati al mercato assicurativo, con il premio XCelent Customer Base assegnato alla piattaforma PASS_Insurance. Con questo riconoscimento PASS_Insurance emerge come una delle principali piattaforme in EMEA nel panorama dei Policy Administration System assicurativi. Celent afferma nel report che: “RGI ha dimostrato la capacità di accompagnare le Compagnie Assicurative nel processo di trasformazione digitale, di essere un importante punto di riferimento nel mondo assicurativo digitale e di continuare a crescere in EMEA”.”Questo riconoscimento conferma la lungimiranza degli investimenti che stiamo facendo per portare sui mercati Europei una piattaforma all’avanguardia che supporti le compagnie e i broker assicurativi nella trasformazione digitale del loro business. Con una raccolta premi annuale gestita su tutta la base Clienti di più di 21 miliardi di euro, PASS_Insurance ha i sui punti di forza nell’affidabilità, flessibilità e innovazione che consentono di gestire prodotti e processi di business e di assecondare i trend tecnologici digitali nel nuovo modello d’interazione e relazione con il Cliente finale. PASS_Insurance è la piattaforma che è stata scelta, tra le altre soluzioni, dalla maggior parte delle Compagnie Assicurative del ramo Danni in EMEA e, grazie ad essa, RGI ha digitalizzato il business di più di 100 Compagnie Assicurative e 300 Broker, ed è il riconoscimento di uno standard che si sta definendo in Europa”, ha dichiarato Vito Rocca, Chief Executive Officer di RGI Group.Celent analizza le soluzioni offerte dai software vendor al mercato assicurativo. Il report ABCD Vendor View di Celent traccia i vendor che hanno raggiunto il successo nel mercato assicurativo in EMEA grazie alle loro piattaforme digitali.Questo report, Europe Middle East, and Africa Policy Administration Systems 2018, fornisce una panoramica delle soluzioni digitali disponibili in Europa, Medio Oriente e Africa, per le Compagnie Assicurative che lavorano nel ramo Danni. Il report profila 38 piattaforme per il mercato assicurativo, fornendo una panoramica delle loro funzionalità, della base clienti, delle linee di business supportate, della tecnologia, dell’implementazione, dei prezzi e dell’assistenza.PASS_Insurance di RGI è una suite completa multi-company, multi-territory, multi-currency e multi-language per la gestione end to end del business assicurativo. PASS_Insurance offre un front-end innovativo web-based, PASS_Portal, per i suoi utenti e il supporto per i browser e tablet.Le referenze di PASS_insurance hanno apprezzato la conoscenza di RGI del settore assicurativo e la sua partnership con i loro clienti, nonché la sua tecnologia e completezza funzionale e, inoltre, diverse referenze considerano la progettazione e la configurazione del prodotto come vantaggi chiave.

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Dimension Data inaugura il proprio primo Client Innovation Centre in Australia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Sydney. Dimension Data, leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, ottimizzazione e gestione degli evolutivi ambienti tecnologici moderni, ha aperto il primo Client Innovation Centre (CIC) per offrire alle organizzazioni Australiane l’accesso alla più moderna innovazione tecnologica e nuove opportunità di collaborazione.Il Centro, sito all’interno della sede centrale australiana di Dimension Data a Darling Park Sydney, presenta una serie di tecnologie e soluzioni sviluppate congiuntamente dal Gruppo NTT e dalla più ampia comunità di aziende, enti governativi e accademici Australiani. Dimension Data prevede che il CIC porterà alla creazione di 150-200 nuovi ruoli aziendali, contribuirà all’innovazione tecnologica Australiana e a diffondere nuove opportunità nei prossimi 2-3 anni.
Dimension Data, sussidiaria del Gruppo NTT, è una delle principali aziende globali nel fornire soluzioni di elevata qualità ai clienti in Australia e nel mondo. Dimension Data sta collaborando con NTT – che investe circa 2 miliardi di dollari all’anno in Ricerca&Sviluppo – per portare la migliore ricerca e innovazione in Australia da introdurre sul mercato insieme alle organizzazioni locali, come la Deakin University e la Western Sydney University.
Steve Nola, CEO di Dimension Data Australia, ha affermato: “Il nostro nuovo Client Innovation Centre aiuterà ad accelerare la digital transformation in tutta l’Australia e trasformerà l’”arte del possibile” in realtà, adesso e in futuro. La possibilità di attingere alla ricchezza di risorse innovative della R&S di NTT, ci consentirà di adattare e commercializzare le più avanzate soluzioni tecnologiche che aiuteranno le organizzazioni Australiane a risolvere problematiche cruciali e a creare valore per gli anni a venire.”
Fondata nel 1983, oggi Dimension Data è un leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, gestione e ottimizzazione degli attuali ambienti tecnologici mutevoli per consentire ai propri clienti di sfruttare i dati dell’era digitale, trasformarli in informazioni e ottenere una visione chiara.Con sede a Johannesburg e 28.000 dipendenti in 46 paesi, Dimension Data riunisce la migliore tecnologia al mondo offerta dai leader di mercato e dagli innovatori di nicchia – dai servizi di consulenza, tecnologici e di supporto fino a servizi completamente gestiti.

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Ritorno in patria dopo 4 anni di occupazione Isis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

«Ero completamente scioccato quando ho visto cosa rimaneva della mia abitazione e della mia città. Ci è voluto tanto lavoro ma ora siamo finalmente a casa!». Con le lacrime agli occhi il cristiano Musa, 60 anni cristiano, racconta ad Aiuto alla Chiesa che Soffre il primo giorno in cui è tornato a Qaraqosh. Costretto a fuggire assieme alla sua famiglia nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, l’uomo è tra i 25.650 cristiani che hanno fatto ritorno nella cittadina simbolo della Cristianità in Iraq, oltre il 46% di quanti vi vivevano prima dell’arrivo dello Stato Islamico.A quattro anni esatti dall’invasione da parte di Isis della Piana di Ninive, che costrinse oltre 125mila cristiani a fuggire, il piano di ricostruzione di ACS ha favorito il ritorno di ben 8.815 famiglie cristiane nella Piana, il 44,6% di quante ne erano presenti nel 2014. «È passato meno di un anno ormai da quando ci siamo impegnati in questo ambizioso Piano Marshall – spiega il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro – La generosità dei nostri benefattori è stata straordinaria e ci ha permesso di ricostruire o restaurare 4.765 delle 13.555 abitazioni distrutte o danneggiate da Isis, ovvero il 35,2% degli edifici. Il sorprendente risultato finora raggiunto ci sprona ancor più ad andare avanti. Ci sono tante famiglie cristiane che vogliono tornare a Ninive e noi li aiuteremo affinché il Cristianesimo possa rimanere in Iraq!».
Sono migliaia infatti le famiglie che attendono di tornare a casa e in occasione del tragico anniversario del 6 agosto, ACS-Italia lancia una nuova campagna di raccolta fondi. «Abbiamo ancora tanto lavoro da fare – spiega don Georges Jahola, uno dei membri del Comitato per la Ricostruzione di Ninive, istituito dalla Fondazione pontificia insieme alle Chiese caldea, siro-cattolica e siro-ortodossa per coordinare la ricostruzione – La prossima fase è molto impegnativa perché prevede la ricostruzione delle abitazioni interamente bruciate o distrutte».
I cantieri sostenuti da ACS continuano infatti i lavori a pieno ritmo. Amjeed Tareq Hano è un giovane di 28 anni che aiuta il team di 70 ingegneri al lavoro nella sola Qaraqosh. Sulla sua scrivania un’alta pila di richieste. «Per poter ricevere un sostegno i proprietari devono contribuire personalmente alla ricostruzione o al restauro – spiega il giovane cristiano – Soltanto così possiamo contenere i costi ed aiutare altre famiglie». Amjeed sottolinea come il governo iracheno non abbia affatto sostenuto l’opera di ricostruzione. «Sconfiggiamo Isis armati di intonaco e mattoni e senza l’aiuto di ACS non saremmo mai potuti andare avanti!». Dal 2014 al giugno 2018, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato circa 39,7 milioni di euro per progetti a sostegno dei cristiani iracheni.Dopo la presa della Piana di Ninive, Amjeed ha vissuto con la sua famiglia ad Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno. Non ha mai rimpianto la decisione di non lasciare il proprio Paese. «Dobbiamo bollire l’acqua, perché contiene troppo cloro, l’elettricità è prodotta dai generatori e le strade sono piene di buche. L’Iraq è tutto fuorché sicuro, ma questa è la nostra casa e qui è il nostro futuro. E la nostra patria ha estremamente bisogno della presenza di noi cristiani».

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Storie ferragostane: La legge del servizio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Nell’essere umano, come nelle cose, vige la legge del “servizio”: la mano dipende dalla volontà del cervello, mentre quest’ultimo, a sua volta, è condizionato da un’altra volontà.
Se un giorno scendiamo dal nostro piedistallo e prendiamo coscienza dei nostri limiti, potremo renderci conto delle “minimalità”, in noi esistente, rispetto al creato che ci circonda. Potremmo anche scoprire, ammesso che riuscissimo ad averne la consapevolezza, sia pure con la fugacità di un attimo, un altro genere di verità che è quella che potrebbe apparirci più sconvolgente: il nulla.
Essa, però, finirebbe con il cancellare le nostre residue speranze, e non solo di grandezza e d’egocentrismo universale, ma anche quelle più minute, anzi minutissime.
E’ un segno che potrebbe già essere dentro di noi quando ci trasformiamo in altrettanti ‘servus servorum dei’, appiattendo la nostra personalità al cospetto del capo, del paziente di fronte al medico e via dicendo. Diventa una gerarchia, dove si evidenzia in modo chiaro l’altrui superiorità, dove il gioco delle parti termina con la stessa logica de “A livella” evocata in una nota poesia di Totò. A sua volta la morte potrebbe, persino, diventare un pretesto per riprendere a vivere in un altro modo e in condizioni, fisicamente migliori e, se vogliamo, meno espiative. Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” quinta parte)

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Per la prima volta in Sicilia le coriste dei Pink Floyd Durga e Lorelei Mcbroom

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Castellammare del Golfo (Trapani) 11 agosto all’Arena delle Rose Sentire cantare i Pink Floyd, dalle coriste che per anni li hanno accompagnati nei tour in giro per il mondo, ottenendo grandissimi successi, applausi e riconoscimenti, dando lustro all’immenso ruolo che la band inglese ha significato e continua a significare per la vita di milioni di persone di più generazioni.
L’originale storia della musica – fatta di corpo, ugola, movimenti e suoni – sarà sabato 11 agosto alle 21,30 all’Arena delle Rose di Castellammare del Golfo in corso Bernardo Mattarella 24, in occasione di “Pink Floyd tribute show”, ovvero una serata di totale omaggio alla band di Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason. La prima capace di fare della psichedelia una tendenza culturale.In scena, per la prima volta insieme nell’isola, le coriste Durga e Lorelei McBroom, accompagnate per l’occasione dagli Inside Out, ovvero la tribute band Pink Floyd di Palermo, attiva ormai da più di cinque anni. Durga ha cantato negli ultimi tour ufficiali – come “A Momentary Lapse of Reason” del 1987, “The Division Bell” del 1994, l’evento mondiale “Pink Floyd Live in Venezia” del 1989 – ed ha anche registrato i cori nell’ultimo album della storica band inglese “The Endless River” del 2014. con gli Inside out in “Pink Floyd laser show”.
Al fianco di Durga e Lorelei McBroom, gli Inside Out: Joshua Ross (voce, chitarra elettrica e chitarra acustica), Nicolò Florio (chitarra elettrica e acustica, lap steel e cori), Fulvio Signorino (tastiere e cori), Marcello Castellucci (basso), Mimmo Aiello (batteria e percussioni), Raffaele Barranca (sassofono) Giacinto Gianfala (percussioni), Roberta Lacca, Annalisa Di Modica e Floriana Ferro (cori)Nel corso della serata saranno eseguiti tutti i grandi classici come “Shine on you crazy diamond”, “Money”, “Another brick in the wall”, “The great gig in the sky”, “High hopes” e tanti altri.

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Altavilla Milicia con i Tre Terzi e i Jumpin up

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Altavilla Milicia (Palermo) 12 agosto alle 20 è tempo di Summer fest 2018, ovvero una serata dedicata al divertimento e alle eccellenze economiche made in Sicily.Il belvedere del paese si trasformerà in una vasta aere ricca di stand con un grande palco. Qui, si esibiranno nel corso della serata i Tre Terzi, band esaltata quest’anno dal presentatore Red Ronnie, e i Jumpin’up, ancora forti del successo a “Tu si que vales”, accompagnati dai ballerini “Palermo Swing and Shot”.L’evento gratuito e a ingresso libero, è organizzato dall’Associazione Commercianti e patrocinato dal Comune di Altavilla Milicia sarà trasmesso su Radio Action e Radio One e sarà occasione per mettere in atto per la prima volta in modo pratico il progetto creativo e artistico ideato dalla Teaser media group, che unisce le due emittenti con Radio Show.

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Un discorso intorno all’evoluzione delle istituzioni democratiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Un tema appena sfiorato, in un recente dibattito, sul ruolo del Parlamento nella società odierna sino a paventare l’eventualità, indicata da Casaleggio junior, che possa essere considerato superfluo e da sostituire con una forma di consenso diretto e continuo con la gente, ha provocato, come naturale che sia, una forte contrarietà non solo nell’area politica ma anche tra i politologhi e gli ambienti culturali. Eppure si tratta di un argomento non nuovo e trattato, ai giorni nostri, da vari studiosi della materia con pubblicazioni quali “La visione del potere” di Gaetano Mosca e Guglielmo Ferrero e i vari scritti di Carlo Mongardini. Si tratta, per dirlo in poche parole, di una “crisi di identità delle democrazie occidentali” capace di scatenare quell’effetto domino che potrebbe preludere ad una crisi più generale delle istituzioni democratiche. E’ che noi abbiamo creato un’immagine di democrazia in termini ideali, di idee e di opinioni che quotidianamente si scontra con una realtà di segno diverso e capace di ridurla ad un involucro “svuotato di sostanza e nella sostanza”. Per Ralf Dahrendorf “la concezione della democrazia è diventata così nebulosa che ciascuno può facilmente adattarla ai propri interessi.” E’ un percorso che indubbiamente ci porta forme di autoritarismo sia pure con varie sfumature. Penso alla “democrazia deliberativa” di John Rawls che si traduce, se ho bene inteso nel suo Homo videns – Televisione e pensiero, nel trasferire il dibattito politico dalla piazza in televisione dove la forza dell’immagine e le capacità del grande comunicatore possono alimentare gli strumenti di persuasione e generare anche scelte di un certo genere. Ma questo comunicatore chi potrebbe essere? E con quale metro di giudizio intende esprimere i suoi concetti per andare oltre l’effetto epidermico e renderci più riflessivi? Vanno, ovviamente adottate delle cautele, fissando dei paletti e chiederci chi è autorizzato a prendere delle decisioni collettive vincolanti e con quale rapporto di consenso collettivo. Il dibattito, quindi, è aperto e non va soffocato dal contingente perché sono proprio le regole condivise e irrinunciabili e insindacabili che danno un senso alla democrazia e ci aiutano a convivere con il nostro prossimo senza grossi traumi esistenziali e dove la politica non può essere un fine ma semmai un mezzo. (Riccardo Alfonso)

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L’ombra del nulla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

“Lei non sa con chi parla. Io sono…” Quante volte abbiamo sentito una frase di questo genere sino a ridurla ad una amenità per averla sciorinata in alcuni film del grande e piccolo schermo? Tante e continua a non essere infrequente che qualcuno continui ad esprimerla per strapparci un sorrisetto. Ma ci siamo chiesti la ragione che stimola chi pronuncia questa frase e quale possa essere il suo messaggio recondito? La verità, a mio avviso, è che dentro di noi avvertiamo la nostra nullità e vorremmo esorcizzarla volendo lasciar credere negli altri un qualcosa di diverso che ci sollevi dal nostro essere un granello di sabbia confuso in tantissimi altri granelli. E’ forse questo il motivo che ci spinge a primeggiare per crearci, innanzitutto, un nostro spazio vitale? Lo facciamo in famiglia entrando in competizione con i nostri fratelli, nell’eccellere negli studi, per avere lodi e citazioni, o nel primeggiare in asineria volendo in questo generare angustie che permettano di restare, sia pure in negativo, al centro delle attenzioni dei propri cari. Lo facciamo a scuola e gli episodi di bullismo ne sono una dimostrazione. Lo facciamo nel lavoro e in questo caso la fantasia non ci manca e alla fine ci resta “la livella” dove ci imbattiamo con un Totò, alias principe De Curtis, che rende magistrale l’idea del personaggio che vuole restare osannato anche nell’al di là.
Se noi non avremo chiara la nostra posizione e accettassimo con realismo ciò che siamo e non ci smarriamo in sogni di gloria forse riusciremo a dare meglio un senso alla nostra vita dove i valori non si trovano in ciò che si ha ma in ciò che si è, a prescindere. (Riccardo Alfonso)

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Immigrati: Corsi di agraria per rinascere liberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Brescia. Si sente dire spesso “aiutiamoli nel loro Paese”, ma altrettanto spesso è un modo per non aiutarli affatto. Invece, con il progetto Farm Training, finanziato con 120.000 euro dalla Cei (progetto “Liberi di partire, liberi di restare”) e con il contributo della Congrega della carità apostolica di Brescia, 72 richiedenti asilo, oggi ospiti dell’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli di Brescia e della Caritas bresciana, potranno ottenere invece una qualifica professionale in ambito agrario da spendere in Italia o nel loro Paese d’origine. Si tratta di un corso teorico e pratico, promosso dal Centro Migranti della diocesi di Brescia e organizzato al Pampuri dall’Istituto “M. R. Padre Giovanni Bonsignori” di Remedello che partirà in settembre e si protrarrà sino a giugno 2021. In questi tre anni, 24 alunni per ciclo, potranno ottenere una formazione specifica in allevamento, agronomia e coltivazioni, meccanica agraria, manutenzione e sicurezza. I ragazzi verranno selezionati in base al loro percorso e in sinergia con la Prefettura. Tre aziende agrarie bresciane diventeranno un «laboratorio esperienziale» per i corsisti, mentre nelle aule del Pampuri si terranno le lezioni teoriche e si approfondirà la lingua italiana e l’educazione civica. A completare il monte di mille ore ci saranno stage in realtà agricole prima della valutazione finale. Il corso verrà proposto per tre annualità. L’Asilo Notturno Pampuri Fatebenefratelli può ospitare fino a 300 richiedenti asilo.

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Le penali per la rinuncia alla TAV non esistono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Riproduciamo, a proposito di fake news, la lettera di Livio Pepino, magistrato, pubblicata sul Fatto Quotidiano: “Caro direttore, la mia lettera sulle fake news relative alle penali dovute in caso di rinuncia al Tav Torino-Lione, ha evidentemente toccato un nervo scoperto. Non solo è stata ignorata dai direttori di Stampa e Repubblica ai quali era diretta, ma mi ha meritato un rimbrotto via twitter da parte di un noto giornalista del Corriere della sera (che, colpevolmente, non avevo citato tra i diffusori di bufale). Il rimprovero che mi muove Marco Imarisio è di “aver letto tutte le carte, tranne l’accordo Italia-Francia e i 24 appalti firmati finora, tutti con penali”. Effettivamente non ho letto i 24 contratti di appalto relativi al tunnel di base tra Italia e Francia (con o senza penali) perché, come confermato da tutti i protagonisti, non esistono: sono solo previsti e, per ora, congelati. Se poi Imarisio si riferisce agli appalti già conclusi o in corso per studi, progetti o lavori propedeutici al tunnel di base scopre l’acqua calda. Solo non c’entrano nulla con le asserite penali per la rinuncia all’opera di cui stiamo parlando.
Ma veniamo a quello che il giornalista del Corriere chiama l’accordo Italia-Francia, forse ignorando che di accordi ce ne sono almeno cinque. Una foto allegata al suo cinguettio sembra peraltro chiarire che il riferimento è al Grant Agreement del 25 novembre 2015, sottoscritto da Italia, Francia e Unione europea. Qui l’infortunio si fa clamoroso. L’accordo citato, infatti, dice esattamente il contrario di quanto sostiene Imarisio. Il testo è di una chiarezza rara nella normativa pattizia internazionale. Nell’allegato II, articoli 14,15 e 16 (da pagina 38 in poi), esso prende in esame le possibili vicende dell’infrastruttura per cui è previsto un finanziamento dell’Unione, considerando le varie possibili evenienze (forza maggiore, sospensione o completamento dei lavori e via elencando), e conclude in modo perentorio (articolo 16.4.3, pagina 45) che “neither part shall be entitled to claim compensation on account of a termination by other party” (ovvero, “nessuna delle parti ha diritto di chiedere un risarcimento in seguito alla risoluzione ad opera di un’altra parte”).
Imarisio lo ignora e passa al successivo articolo 17.1, che si trova nella riga successiva della stessa pagina 45, dedicato alle “sanzioni amministrative e pecuniarie”, in cui si legge: “il beneficiario che abbia commesso errori sostanziali, irregolarità o frodi, abbia reso false attestazioni nel fornire le informazioni richieste o non abbia fornito tali informazioni al momento della presentazione della domanda o durante l’esecuzione della sovvenzione, o sia stato riscontrato in grave violazione degli obblighi derivanti dall’accordo può essere assoggettato: a) a sanzioni amministrative consistenti nell’esclusione da tutti i contratti e le sovvenzioni finanziate dal bilancio dell’Unione per un massimo di cinque anni a decorrere dalla data in cui l’infrazione è accertata in contraddittorio e/o b) a sanzioni pecuniarie dal 2 al 10% del contributo CEF che ha diritto a ricevere (…)”.Chi tiene comportamenti scorretti, irregolari o fraudolenti per procurarsi dei vantaggi economici è soggetto a sanzioni amministrative e pecuniarie (oltre – aggiungo io – a quelle penali). Ci mancherebbe che così non fosse! Ma cosa c’entra con l’eventuale rinuncia all’opera dell’Italia, della Francia o di altri eventuali partner? Con buona pace di Imarisio il testo dell’accordo e il suo senso sono chiarissimi e ovvi: le scelte politiche non sono soggette a sanzioni (ma solo alle conseguenze stabilite da accordi politici tra gli Stati e le realtà sovranazionali interessate) mentre lo sono le scorrettezze, le irregolarità, le frodi, consumate o tentate”. (fonte: blog delle stelle)

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Immigrati e logiche razziste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Gli eventi di questi giorni riguardo il razzismo e la xenofobia si stanno caricando di stereotipi dettati più da pregiudizi di natura politica che da sentimenti derivati da un pensiero popolare. Non dimentichiamo che da tre anni a questa parte sono sbarcati lungo le coste italiane e dalla Slovenia e Croazia non meno di seicentomila persone. Sono stati accolti in maniera confusa, relegati in luoghi per lo più inospitali e sfruttati per lavori in massima parte stagionali pagandoli male e con turni massacranti. Questa specie di trattamento ha logicamente creato malumori e risentimenti tra gli immigrati e la diversità culturale, religiosa, alimentare e la non conoscenza delle leggi italiane, ha fatto il resto. Ma se oggi gli esponenti del PD con tutta sfrontatezza si rendono paladini dei diritti degli immigrati come se in Italia vi fosse una diffusa cultura xenofoba dovrebbero per primi fare il mea culpa in quanto sono stati proprio loro a mettere brutalmente gli italiani davanti al fatto compiuto e nel peggiore dei modi. Perché oggi nessuno dice loro che se va bene il soccorso e la prima assistenza, cosa hanno fatto per evitare che l’accoglienza si trasformasse in un martirio per i nuovi venuti? Tutto questo potremmo chiamarlo in vari modi ma di certo è disprezzo per gli esseri umani. Hanno, alla fine, tirato gli italiani per i capelli spingendoli ad essere insofferenti per i nuovi venuti. Per rendere l’idea più chiara abbiamo rappresentata la situazione immaginando l’arrivo di un paio di passerotti che si posano sulla ringhiera del balcone di casa e ai quali si offre volentieri del cibo, ma se all’improvviso ne arrivano mille tutti in una volta la prima reazione è difensiva: si abbassano le tapparelle e il cuore batte forte. In queste due diverse situazioni è e resta solo una questione di numeri e di accoglienza ma se si continua a battere il tasto del razzismo è perché dobbiamo supporre che vi possa essere un fine recondito che è quello di voler mestare nel torbido per farci dimenticare i veri responsabili di questo andazzo e che noi potremmo anche chiamare di cinico sfruttamento dei più deboli e indifesi. (Riccardo Alfonso)

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Ogni giorno casi di immigrati che delinquono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Migranti, appello di Cirielli ( Fratelli di Italia) a Salvini: Ogni giorno casi di immigrati che delinquono. Subito approvazione legge su aumento pene per aggressioni a forze dell’ordine ed espulsioni immediate” “A Salerno un nigeriano senza biglietto aggredisce controllori e agenti su un treno regionale. A Sanremo un tunisino scaraventa giù dalla collina una turista. Ogni giorno assistiamo ad aggressioni alle forze dell’ordine. Lancio un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini ad affrontare con la massima urgenza, attraverso un intervento legislativo, l’emergenza”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi. “C’è un modo per fermare subito la spirale di violenza: approvare subito le due proposte di legge di Fdi che introducono aumento delle pene per violenze a pubblico ufficiale ed espulsione immediata degli stranieri che delinquono” – conclude Cirielli.

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