Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Immigrati e logiche razziste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Gli eventi di questi giorni riguardo il razzismo e la xenofobia si stanno caricando di stereotipi dettati più da pregiudizi di natura politica che da sentimenti derivati da un pensiero popolare. Non dimentichiamo che da tre anni a questa parte sono sbarcati lungo le coste italiane e dalla Slovenia e Croazia non meno di seicentomila persone. Sono stati accolti in maniera confusa, relegati in luoghi per lo più inospitali e sfruttati per lavori in massima parte stagionali pagandoli male e con turni massacranti. Questa specie di trattamento ha logicamente creato malumori e risentimenti tra gli immigrati e la diversità culturale, religiosa, alimentare e la non conoscenza delle leggi italiane, ha fatto il resto. Ma se oggi gli esponenti del PD con tutta sfrontatezza si rendono paladini dei diritti degli immigrati come se in Italia vi fosse una diffusa cultura xenofoba dovrebbero per primi fare il mea culpa in quanto sono stati proprio loro a mettere brutalmente gli italiani davanti al fatto compiuto e nel peggiore dei modi. Perché oggi nessuno dice loro che se va bene il soccorso e la prima assistenza, cosa hanno fatto per evitare che l’accoglienza si trasformasse in un martirio per i nuovi venuti? Tutto questo potremmo chiamarlo in vari modi ma di certo è disprezzo per gli esseri umani. Hanno, alla fine, tirato gli italiani per i capelli spingendoli ad essere insofferenti per i nuovi venuti. Per rendere l’idea più chiara abbiamo rappresentata la situazione immaginando l’arrivo di un paio di passerotti che si posano sulla ringhiera del balcone di casa e ai quali si offre volentieri del cibo, ma se all’improvviso ne arrivano mille tutti in una volta la prima reazione è difensiva: si abbassano le tapparelle e il cuore batte forte. In queste due diverse situazioni è e resta solo una questione di numeri e di accoglienza ma se si continua a battere il tasto del razzismo è perché dobbiamo supporre che vi possa essere un fine recondito che è quello di voler mestare nel torbido per farci dimenticare i veri responsabili di questo andazzo e che noi potremmo anche chiamare di cinico sfruttamento dei più deboli e indifesi. (Riccardo Alfonso)

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