Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Storie ferragostane: la salvezza è nell’amore

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Io cerco, nonostante tutto, e avvalendomi del contributo di ricercatori e studiosi, di stimolare i miei simili verso un nuovo ordine d’idee nel quale vi sia posto alla vita come alla morte, in uguale misura. Nel loro complesso non vale la logica consumistica così come non vale il sacrificio corale e condiviso di una perdita.
Non sono l’intensità o meno di un clamore a darci o a sottrarci una vita. E’ l’amore che noi vi riversiamo nel privato, più che nel pubblico, verso il genere umano e nelle cose e negli altri corpi viventi a conferirci la certezza che esiste un disegno comune che ci affratella dal giorno del concepimento a quello di un corpo sul quale sopraggiunge il rigor mortis. In questa parentesi tutto o nulla può accaderci se non v’intingiamo per scrivere una “storia” che ci apparterrà in misura indivisibile.
E’ l’amore la macchina che ci fa esaltare il bello e sopportare il dolore e ci aiuta ad obliare senza dimenticare. E’ l’amore il vero collante della vita, per non spegnerla invano, per non chiuderla nell’indifferenza, per esaltarla sconfiggendo in questo modo la morte, poiché essa è solo un passaggio attraverso il quale ritroveremo la nostra continuità amando e riamati in un universo senza tempo né storia. In lui unico e immortale è l’amore. Ed è proprio sull’immortalità che è concentrato uno dei maggiori bisogni spirituali dell’uomo. Non a caso le Chiese si sono costituite custodi ufficiali di tali bisogni. In alcuni di essi vi è persino la pretesa di accordarne o negarne la soddisfazione agli individui mediante i loro sacramenti. Sappiamo, altresì bene, che due sono i punti adatti a rispondere alle obiezioni o alle difficoltà che la nostra cultura moderna trova nella vecchia nozione di un’altra vita. Sono le obiezioni e le difficoltà che tolgono, all’idea di una vita futura, molto della sua antica potenza d’attirare la fede nei circoli culturalmente evoluti. La prima di queste difficoltà concerne l’assoluta dipendenza della nostra vita spirituale, come noi la conosciamo, dal cervello.
Come possiamo credere nell’altra vita, quando la scienza ha, una volta per sempre, attestato, senza possibilità di contraddizione, che la nostra vita intima è una funzione di quella famosa “materia grigia” delle nostre circonvoluzioni cerebrali?
Come può la sua funzione persistere dopo che l’organo è disfatto? Così noi supponiamo che la psicologia fisiologica precluda a noi l’antica fede.
L’unica forza che sembra andare in contro tendenza alle leggi della scienza resta pur sempre l’amore. Esso diventa una vocazione spirituale capace di travalicare i mondi del vissuto per lasciarci intravedere l’uomo, per ciò che egli è in confronto a ciò che è. Che egli si ritenga come smarrito in questo cantuccio della natura. (Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” nona parte)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: