Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Lo stato dell’arte della medicina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Trattiamo di un aspetto della medicina in continua evoluzione dal punto di vista della ricerca tecnologica e scientifica ma, al tempo stesso, in forte ritardo nella sua azione pratica nell’interesse del suo destinatario naturale: il paziente. La situazione ci presenta un quadro dalle tinte forti e segnatamente marcate.
Non mancano i contrasti cromatici tra una spinta alla ricerca della salute che allunga la speranza di vita ma non garantisce per chi se ne appropria una forma di salute altrettanto buona.
La voglia d’ offrire il meglio di se, a tutti indistintamente, con quella che potremmo chiamare l’assistenza universale e le obiettive difficoltà nel reperire risorse per rispondere a tali aspettative, sono i nostri limiti culturali. E’ il cinismo di chi trasforma la medicina in un bene di lusso e non una necessità inderogabile per tutti.
La ricerca attraverso la farmacopea mondiale di cure palliative che creano dipendenza ma non sempre si possono considerare indispensabili per assicurare un miglior profilo salutare. Nello stesso tempo il fronte dei nemici avanza e si fa aggressivo. Penso a tutte le diverse forme tumurali che attaccano in vario modo, e con conseguenze spesso devastanti, il corpo umano.
Penso alle sofferenze che generano e alle dipendenze che creano per le quali la società non riesce a contenere e a sostenere con terapie adeguate.
Penso alle famiglie che vivono con il dramma di un loro caro che soffre, si dispera e che vedono spegnersi un poco alla volta irreversibilmente.
Penso all’impotenza di una medicina che per molti versi ha toccato traguardi impensabili solo qualche anno prima e che ora sembra voler gettare la spugna al cospetto di un nemico, riguardo a certe forme tumorali aggressive, che appare invincibile. Ci sono, ovviamente, dei successi o dei tentativi che tendono a bloccare o, per lo meno, a rallentare il corso del male, ma diventano ben poca cosa rispetto alle tante sconfitte che si devono, tuttavia, mettere in conto. Su tutto questo vi è la consapevolezza che si possa fare di più e di meglio se sapessimo ottimizzare le pur modeste risorse disponibili.
Dovremmo mettere da parte, ad esempio, gli sprechi.
Dovremmo ricercare una migliore organizzazione del sistema sanitario sul territorio senza lasciarci sedurre dai facili guadagni e nel trasformare la medicina in una sorta di roulette in cui si gioca la salute sul tavolo di chi ha, rispetto a chi è.
Manca spesso una medicina dal volto umano, una medicina che sappia coniugare il cuore la mente in un solo afflato umanitario e solidale per un valore che ci appartiene ed è indivisibile.
E’ anche una questione di priorità rispetto all’impiego delle risorse in altri campi come quello degli armamenti. (Riccardo Alfonso)

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