Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Il secondo dopo guerra e gli scenari geopolitici

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Sin dalla conferenza di Yalta, sul finire della seconda guerra mondiale, si rese più manifesta l’intenzione espansionistica dell’Urss in occidente, ma la risposta occidentale fu, indubbiamente, diversa rinunciando di fatto all’opzione militare ma scegliendo di rafforzare la sua alleanza con gli Stati Uniti mentre le democrazie si andarono consolidando attraverso le libere elezioni. Tutto questo ci permise, sia pure avviando la stagione della “guerra fredda”, d’evitare un conflitto armato dalle conseguenze per l’intera umanità imprevedibili dato che entrambi i blocchi, che si opponevano, avevano armamenti di distruzione capaci di annientare il mondo intero, e nello stesso tempo furono evitate, con vari stratagemmi, le tentazioni dittatoriali. Non si ripeterono, quindi, le crisi di governo capaci di sfociare in un potere autoritario sebbene la fragilità dei parlamenti, in specie di quello italiano, lasciasse intravedere qualche insidia. Ricordo in proposito il golpe Borghese ma si tradusse più in una farsa che in un vero tentativo di colpo di Stato. Qualcosa del genere occorse anche in Spagna nel dopo Franco, mentre in Grecia non si riuscì ad evitare la “dittatura dei colonnelli”, ma fu di breve durata.
A questo punto non si trattò tanto di timori per un possibile, per quanto remoto, ritorno degli estremismi con le loro dittature e dittatori, ma di una reale collocazione degli orientamenti popolari verso soluzioni meno traumatiche e dotate di maggiore tolleranza politica. Va poi ad aggiungersi il diverso modo di affrontare le questioni che riguardano il mondo del lavoro, il welfare e le altre forme di tutela previdenziale e ponendo in evidenza, attraverso un’istruzione più moderna, uno sviluppo tecnologico diffuso, un concetto della famiglia più “imprenditoriale” e un bisogno di “stabilità” che si riconosce nell’equilibrio centrista senza avventurismi.
Restano, tuttavia, dei punti deboli, ma non preoccupanti più del dovuto. La destra e la sinistra, nei loro punti estremi, sono ancora troppo “movimentiste” per una società che cerca l’ordine nella legalità, il progresso senza avventure, la politica senza venature ideologiche troppo accentuate e prevaricatrici ed un assetto economico nel quale possano essere conciliate il bisogno ed il benessere ed il welfare con i bilanci pubblici. Vi sono dunque, a dispetto delle apparenze, più sensibilità politica e più consapevolezza sul proprio futuro. (Riccardo Alfonso)

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