Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Cumuli rifiuti e possibili malattie correlate

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

In relazione all’emergenza rifiuti che in forma più o meno grave colpisce soprattutto i grandi centri urbani ove si rende sempre più difficile il loro smaltimento in tempi relativamente brevi il rischio da non sottovalutare l’insorgenza di patologie, aggravati dalla presenza di animali che convivono nell’ambiente antropico liberamente e si procacciano il cibo laddove l’uomo non cura l’igiene”. Ma il vero allarme è sul piano sanitario. Esaminiamo nello specifico i relativi casi:
• la Borreliosi di Lyme (malattia causata dal batterio spirocheta Borrelia burgdorferi sensu lato e i cui sintomi sono gravi e diffusi dolori agli arti, eritemi migranti multipli, meningiti e miocarditi);
• la Leptospirosi o malattia di Weil, causata dal batterio Leptospira, trasmessa all’uomo dalla puntura delle zecche parassite dei roditori infetti, dal contatto con l’urina di animali infetti; causa malessere, febbri prolungate, peggioramento delle funzioni renali, congiuntiviti, itterizia, anoressia, nausee, vomito, emorragie del tratto intestinale, dolori muscolari, debolezza e prostrazione; se non diagnosticata e curata tempestivamente può portare alla morte;
• la Salmonellosi, zoonosi causata dal batterio Salmonella enteridis, si manifesta con acute infezioni gastroenteriche, vomito, febbre e diarrea; è contratta a seguito del consumo di acqua o cibi contaminati dai roditori, o mediante l’ingestione di uova e carni infette non ben cotte.
Oltre alle più tradizionali malattie batteriche sopra accennate, i roditori sono vettori d’importanti malattie virali (encefalite da zecche, encefalite equina venezuelana, sindromi da arenavirus e hantavirus, vaiolo bovino), rickettsiosi (tifo murino, febbre bottonosa mediterranea, ehrlichiosi granulocitica umana), malattie causate da protozoi (toxoplasmosi, leishmaniosi, babesiosi, morbo di Chagas, cripto-sporidiosi, giardiasi) e d’infezioni di elminti (schisto-somiasi, angiostrongilosi, echinococcosi alveolare).
Per rendere meno nocivi i cumuli d’immondizia, aggiunge ANID, andrebbero effettuate nebulizzazioni diverse di insetticidi specifici, coadiuvate da larvicidi per contenere lo sviluppo dei focolai d’infestazione. Ovviamente sarebbe un programma di lavoro che andrebbe ripetuto con la stessa frequenza con cui si modificano i cumuli e andrebbe alternata con trattamenti di disinfezione, per abbattere i contaminanti patogeni proliferanti, ma anche con prodotti che inibiscano i processi di fermentazione, per sollevare i cittadini almeno dalle esalazioni che ne originano. Le amministrazioni comunali sono avvertite. Anche in questo caso la prevenzione è la migliore risposta terapeutica. (Servizio Fidest)

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