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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Antibiotici: uso e abuso

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Siamo abituati alla loro esistenza, sappiamo che quando abbiamo un’infezione batterica dobbiamo prenderli. Gli antibiotici sono diventati talmente diffusi che non riusciamo neanche a immaginare un mondo senza penicillina, come meno di un secolo fa. E sono così comuni che li usiamo anche quando non dovremmo, ovvero per curare infezioni virali, contro le quali sono del tutto inefficaci, come raffreddori e influenze, per accelerare la guarigione o prevenire un peggioramento dei sintomi. Solo la Grecia e Cipro fanno peggio di noi.
L’Italia è il paese europeo con il più alto consumo di antibiotici e anche il più alto tasso di antibioticoresistenza, un problema che sta diventando sempre più preoccupante.
L’antibioticoresistenza è un problema che coinvolge la comunità e le strutture sanitarie, ma in ospedale la possibilità di trasmissione è amplificata. “Le infezioni nosocomiali – ci viene spiegato dagli esperti – sono spesso causate da microrganismi resistenti agli antibiotici e ciò può costituire un fattore di fallimento del trattamento delle infezioni, causando aumento della morbilità, allungamento delle degenze ospedaliere e incrementando la mortalità legata a queste malattie”. Secondo i dati del rapporto Osmed di qualche anno fa curato dall’Istituto Superiore di Sanità, gli antibiotici sono tra i farmaci più usati dagli italiani: otto bambini su dieci ricevono nel corso dell’anno almeno una prescrizione di antibiotici. “Sono un salvavita, però si assiste a un uso improprio, proprio perché non è stato fatto capire a sufficienza cosa comporti l’uso inappropriato. L’antibiotico ha un’azione battericida o batteriostatica: uccide direttamente i batteri o li blocca nella crescita, è il sistema immunitario poi a eliminarli definitivamente.” Inoltre non sono tutti uguali. “Quelli ad ampio spettro agiscono su molte specie di batteri, quindi su molte infezioni, quelli a spettro limitato esercitano un’azione più selettiva, mirata ad alcune infezioni”. “Gli antibiotici, quindi, servono a combattere le infezioni batteriche, come per esempio tonsilliti, polmoniti e meningiti ma non l’influenza e il raffreddore, causati da virus”. In questi casi la somministrazione di antibiotici è inutile, anzi può essere dannosa. “Per capire l’origine di un’infezione è necessario rivolgersi al medico che, solo dopo una visita e dopo aver opportunamente interpretato eventuali esami, sarà in grado di formulare una diagnosi”. Il mal di gola è uno dei mali di stagione più frequenti e il suo rapporto con gli antibiotici è per certi versi contrastante e fonte di dubbi. “Anche in questo caso occorre capirne l’origine.” “Si raccomandano gli antibiotici solo nel caso di un’infezione batterica e non di origine virale, che va trattata invece con farmaci che servono ad alleviare i sintomi, ridurre il dolore e disinfettare la gola”. Il ruolo del farmacista è dunque importante per una corretta informazione. “Poche e semplici le regole da seguire: ricorrere agli antibiotici solo quando è necessario e dietro prescrizione medica, mai auto-somministrarli, non interrompere la terapia prima dei tempi e non assumere antibiotici per curare infezioni virali.” “Inoltre il farmacista può consigliare l’uso del generico che fornisce le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualità dei farmaci originali ma a un prezzo inferiore”. (Servizio Fidest)

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