Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Budget del ricoverato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Esistono due aspetti dello stesso problema: il dovere dell’assistenza e il diritto di farsi assistere. Ciò significa che tale situazione è da considerarsi prioritaria nella gestione delle politiche per la salute della comunità internazionale. E’ un valore che non è secondo ad altri, così come lo sono il bisogno di alimentarsi e l’aria per respirare.
Se noi trasformiamo questi bisogni primari e vitali in una merce di scambio per realizzare profitti possiamo, di fatto, limitare il diritto alla vita e alla salute di milioni di esseri umani e consentirne l’accesso solo a chi ha risorse economiche e vive in aree protette. E’ questo l’aspetto più doloroso e drammatico offerto dalle logiche consumistiche che, dalla rivoluzione industriale del XVI secolo, hanno, di fatto, disumanizzato il rapporto sociale e tracciato un solco sempre più profondo tra chi cerca il necessario per vivere e chi vive nel superfluo.
Questa pessima distribuzione delle risorse oggi raccoglie più i frutti del malessere che quello dei benefici derivanti dal progresso delle scienze e della cultura della solidarietà. E’ una contraddizione che provoca gravi ricadute nel rapporto stato-cittadini. Qui non possiamo pensare che il disagio proviene perché mancano le risorse. E’ perché sono sprecate con i focolai di guerra che si accendono qua e là nel mondo. E’ perché favoriamo gli illeciti arricchimenti per l’interesse di pochi.
E’ perché cerchiamo di concentrare le ricchezze nelle mani di una ristretta cerchia di persone favorendo un uso improprio di tali disponibilità.
Il nostro è anche il periodo in cui si semina l’ipocrisia con una solidarietà di facciata, la disinformazione per non farci vedere la tempesta che si avvicina, e la politica delle promesse innescando la speranza, ma che si rende sempre più lontana nel tempo, per non onorarla. E lo facciamo nelle piccole e grandi cose. Da questa premessa partono taluni escamotage come quello del budget del ricoverato che non trova regole statuite, ma è, nei fatti, una realtà. Eppure i segnali ci sono e sono molto preoccupanti.
Partono dal budget assegnato alle spese sanitarie dalla finanziaria, dalla ripartizione alle regioni e dalle convenzioni stipulate con i nosocomi pubblici e privati. In altri termini lungo questa filiera la parola d’ordine è quella che bisogna spendere di meno, bisogna restringere i tempi di degenza e si cercano delle priorità persino per fasce di età.
E’ questo l’aspetto che ci fa dire che esiste il budget del ricoverato e anche di chi si cura in casa e sta diventando una mina vagante nella cultura popolare che incomincia a generare “mostri” di cinismo, se ci lasciamo convincere che la vita è un bene solo se siamo sani e che i malati cronici non sono altro che dei vuoti a perdere. (Riccardo Alfonso)

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