Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Diritti del rifugiato ed ipocrisia del sistema

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

La nave Diciotto ancorata al porto di Catania con il suo carico di immigrati ha fatto il giro del mondo e sono stati spesi fiumi di parole e di scritti sulla vicenda. Hanno tenuto banco in diversi quotidiani e periodici italiani riempiendo di immagini strappa lacrime le loro prime pagine. E’ intervenuta persino la magistratura paventando reati gravissimi attribuibili al Ministro dell’Interno che ha disposto il divieto di sbarco per profughi. Sono stati rispolverati vecchi cliché di gente disperata alla quale è negata ogni possibilità di un futuro meno travagliato. Pochi si sono chiesti cosa avrebbe potuto dare loro l’Italia con milioni di disoccupati, altri milioni di poveri se non per vivere anch’essi ai margini della società facile preda di sfruttatori e di condizioni di vita ai limiti della sopravvivenza. E per i più fortunati, si fa per dire, la possibilità di raccattare qualche obolo chiedendo l’elemosina all’uscita dei supermercati e dei bar. Sembra essere passato in second’ordine il cinismo dei paesi europei sull’accoglienza per scopi umanitari che hanno detto di no all’Italia nel concorrere alla ridistribuzione di questi sventurati e ancora meglio nell’avviare una seria politica di sostegno al dissesto politico, economico e sociale dei paesi africani e asiatici. Una certa Europa, non dimentichiamolo con il colonialismo, il post colonialismo e con la logica del “re travicello” hanno letteralmente distrutto i paesi di provenienza di questi profughi e il tutto per ricavarvi materie prime o per garantirsi l’esclusiva nello sfruttamento negli anni a venire. Ora che in qualche modo in termini di profughi è stato presentato il conto, se ne lavano le mani e voltano la testa dall’altra parte. Ma ciò che mi appare ancora più grave è che questa Europa comunitaria non ha significato, nello spirito dei loro padri fondatori, una unione per la crescita e il progresso nello spirito della solidarietà ma si è rivelata per quella che è: un’unione di interessi economici e faccendieri senza scrupoli che hanno fatto della politica un mercimonio. E questi stessi vogliono ora insegnare agli italiani lo spirito della solidarietà dimenticando che con la complicità di governi italiani compiacenti e remissivi il loro esclusivo intento è stato quello di voler trasformare il nostro paese nel più grande campo profughi d’Europa e destabilizzarne le istituzioni per condizionarle sempre di più. (Riccardo Alfonso)

Una Risposta to “Diritti del rifugiato ed ipocrisia del sistema”

  1. Un modo di fare informazione completamente sbagliato per creare sensazione. Mettere a confronto dati disomogenei: disoccupati da una parte e disperati che fuggono dalla morte, parlare di milioni da una parte e milioni… quando sono qualche decina di migliaia; parlare di sfruttamento quando vengono a fare lavori pesanti che da 20 anni gli italiani non fanno più, come se lo sfruttamento l’attirino loro (mentre prima gli sfruttati erano gli italiani) perché questa è una piaga del lavoro italiano (leggi mio libro Cira e le altre, braccianti e caporali). Le difficoltà dell’Europa sono legate all’unificazione incompiuta, legata solo da interessi economici e non politici.

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