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Archive for 29 agosto 2018

Il Terracina Summer Festival chiude in bellezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Terracina 30 agosto ore 21:30 – Arena Il Molo – Via del Molo chiude in bellezza ospitando sul suo palcoscenico tre grandi personaggi del mondo dello spettacolo: Antonio Giuliani, Geppo ed Antonio Lo Cascio in Comedy Show! Presentano la serata Angelica Massera e Lele Sarallo.Antonio Giuliani salirà sul palcoscenico con la sua travolgente comicità il 30 agosto alle ore 21:30 con il suo ultimo successo: “A saperlo prima…”. Il titolo prende in prestito un modo di dire molto usato nella vita di tutti i giorni e che più rappresenta lo spirito dei romani. Un modo di essere, una filosofia di vita. Disavventure, sorprese e quel binomio perfetto tra ironia e sarcasmo. Dopo tante risate con le vicissitudini dei romani, spesso causate da disattenzione e pigrizia, lo spettatore rimane con un quesito su cui riflettere: siamo sicuri che “Saperlo prima” migliori sempre la vita? E cosa sarebbe la vita se si avesse sempre la possibilità di sapere in anticipo gli accadimenti?”. Si susseguiranno sull’ormai famoso palco Geppo, con il suo carattere poliedrico e solare e il suo spirito da eterno fanciullo, animando la serata e raccontando le sue famose barzellette. Una passione che coltiva sin da piccolo collezionando libri di barzellette e immedesimandosi nelle stesse fino quasi a farle vivere in prima persona. Ed è proprio da questa sua passione che nasce il suo motto “Ridi…è gratis” che simboleggia la dedizione di Geppo di regalare una sana risata giornaliera, anche se per pochi minuti, postando il suo infinito repertorio di barzellette sulla pagina Facebook e sul canale YouTube Geppo Show.
A seguire Antonio Lo Cascio conosciuto per le sue grandi performance e per essersi presentato al programma “Avanti un altro” con Jerry Scotti con il suo nome di battesimo, ossia Simone Bargiacchi. E seppur non vincendo nulla ha animato la nota trasmissione con le sue esilaranti battute! Tutto questo ed altro ancora è il Terracina Summer Festival, l’ormai nota manifestazione dell’estate 2018: sarà uno spettacolo da vivere interamente all’aperto, sotto le stelle e a titolo totalmente gratuito!

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“Prospettive globali – Agosto 2018”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

A cura di Nadia Grant, Responsabile Azionario USA di Columbia Threadneedle Investments. La volatilità è tornata a farsi sentire sul mercato statunitense, con due correzioni. Innanzitutto, a febbraio si è verificata una correzione del 10% dovuta a timori per l’inflazione dopo un aumento più forte del previsto delle retribuzioni orarie medie. Il conseguente incremento della volatilità ha dato luogo a vendite sistematiche, che a loro volta hanno indotto le strategie di targeting della volatilità a vendere azioni. A quel dato sui salari, non corroborato da ulteriori parametri, ha fatto seguito a metà febbraio un avvio molto forte della stagione degli utili societari – motivo per cui il mercato ha registrato un rally.
A marzo ha poi avuto luogo un’ulteriore correzione nell’ordine dell’8-9%. In quella fase le società si trovavano nel cosiddetto “periodo di blackout” poiché era alle porte la stagione degli utili, di conseguenza i volumi di negoziazione erano bassi. Ciò ha coinciso con l’inizio della contesa sugli scambi commerciali e l’ipotesi ventilata dal governo statunitense di una prima tornata di dazi doganali per USD 50 miliardi. Quest’ondata di protezionismo è giunta inattesa: il fatto di ritrovarsi con un presidente USA protezionista dopo un avvio d’anno scoppiettante ha creato scompiglio sui mercati. Ancora una volta gli utili sono risultati molto più sostenuti del previsto, dando fiducia e rassicurazioni agli investitori, il che si è tradotto in un rally del mercato.Si è trattato pertanto di un anno interessante, in cui abbiamo assistito a un declassamento del P/E prospettico S&P (passato da un livello di circa 18 volte gli utili attesi a circa 16x) ma in cui, al contempo, gli utili societari hanno sorpreso e sono stati costantemente rivisti al rialzo. La volatilità è tornata sulla scia della contrapposizione tra fondamentali societari da un lato e retorica e speculazioni politiche dall’altro.
Quali eventi erano prevedibili e quali sono state invece le sorprese per lei nei primi sei mesi dell’anno?
A sorprenderci non poco è stata l’entità del declassamento. Nonostante l’elevata capacità di generazione di utili osservata, prevediamo una crescita degli utili del 20% per l’anno in corso e del 10% per il prossimo, a fronte di un indice S&P500 in rialzo di poco più del 4% da inizio anno. Si odono molte voci pessimiste secondo cui il picco degli utili è riconducibile alla riforma fiscale, ma l’adeguamento delle tasse è un evento una tantum, mentre occorre analizzare la crescita degli utili su base comparabile. Di per sé gli utili stanno continuando ad aumentare con un ritmo del 10% circa (al di sopra della media storica del 6-7%) senza alcun segnale di avvicinamento della fine del ciclo.Altri osservatori pessimisti sono dell’idea che la fine del ciclo economico sia vicina, per cui i multipli devono essere più bassi e i premi al rischio più alti a causa delle incertezze a livello politico. Questo aiuta a capire le ragioni del declassamento, ma l’entità di quest’ultimo ci sembra pur sempre eccessiva.
Quali sviluppi si aspetta per il mercato azionario Americano nei prossimi sei mesi?
Sul fronte macroeconomico siamo ottimisti, forti della convinzione che chiuderemo l’anno con una crescita del PIL intorno al 2,7-2,9%. A nostro avviso, l’inflazione resterà sotto controllo e un eventuale rialzo sarà salutare in quanto trainato dalla crescita dell’economia, mentre gli utili continueranno a godere di un ottimo sostegno. Ci aspettiamo che gli stimoli forniti dalla riforma della fiscalità (ad esempio aumento dei consumi, spesa per investimenti) abbiano riscontri concreti nel corso di quest’anno e del prossimo.
In un’ottica azionaria, le prospettive di utile negli Stati Uniti ci appaiono convincenti, in particolare per il settore tecnologico e quello finanziario. Negli ultimi anni, inoltre, il comparto salute nel suo insieme ha esibito una performance debole a causa dell’impatto delle politiche, e il fatto che Trump abbia continuato a rendere dichiarazioni sui prezzi ha mantenuto calmierato il settore. Ciò nonostante, le cifre riguardanti i free cash flow sono ottime e società con una forte crescita degli utili vengono scambiate con buoni multipli. Per quanto riguarda la costruzione del portafoglio, apprezziamo la diversificazione del settore salute e la sua eterogeneità rispetto a beni di prima necessità difensivi che non generano una crescita degli utili.
Quali saranno le principali opportunità e sfide per gli investitori nella seconda metà dell’anno?
Il settore degli scambi commerciali si preannuncia interessante. Il fatto che i cinesi non abbiano ancora operato una contromossa significa verosimilmente che intendono negoziare. E ciò sarà essenziale per capire se Cina e Stati Uniti potranno mai raggiungere un accordo. L’esito è destinato a sortire importanti conseguenze per il resto dell’anno. Gli Stati Uniti hanno nel frattempo annunciato l’imposizione di ulteriori dazi su merci per un valore di USD 200 miliardi, ma è importante ricordare che al momento si tratta soltanto di un annuncio e che resta da vedere se tali dazi saranno applicati al pari di quelli da USD 34 miliardi attuati nel mese di luglio.
Sarà inoltre interessante vedere se le società statunitensi continueranno a destare campanelli d’allarme in occasione delle rispettive conferenze sugli utili, come è già accaduto in diversi casi, e nello specifico per Harley Davidson e General Motors. Le aziende cominceranno a parlare del modo in cui vengono trattate dal governo cinese? Forse la Cina adotterà contromisure facendo però a meno di dazi doganali, ad esempio moltiplicando le scalate o intensificando le ispezioni sulla sicurezza, il che potrebbe pregiudicare notevolmente gli interessi delle imprese statunitensi in Cina. A livello politico, vale la pena ricordare che la Federal Reserve statunitense ha innalzato i tassi sette volte nel corso del ciclo in atto, e che ulteriori due rialzi dovrebbero avvenire quest’anno di pari passo con l’alleggerimento del suo bilancio. Dal punto di vista monetario sarà interessante vedere in che modo tale inasprimento sul mercato si evolverà col passare del tempo.Talvolta gli investitori riescono a ignorare molto bene le voci di sottofondo e a concentrarsi sui fondamentali, altre volte prevalgono le notizie e le speculazioni politiche, finendo per influenzare eccessivamente le variazioni dei prezzi. In tali circostanze occorre ricordare il nostro approccio d’investimento disciplinato e individuare le opportunità presenti in portafoglio, che offrono agli stock picker opportunità interessanti.Analogamente, nell’anno in corso è aumentata la volatilità, che era stata frenata eccessivamente dal quantitative easing; a nostro avviso, durante la transizione dal QE al QT, la volatilità è destinata a perdurare. In prospettiva storica, nelle fasi in cui a un aumento della volatilità si associava anche una maggiore dispersione dei rendimenti azionari, la generazione di alfa è risultata sostenuta e si è tradotta, di conseguenza, in una maggiore differenziazione tra società valide e non valide da un punto di vista dei fondamentali.

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Rural Festival: dove la biodiversità agricola è di casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Rivalta di Lesignano De’ Bagni (Parma) Sabato 8 e domenica 9 settembre 2018 torna per la quinta edizione l’appuntamento che raduna annualmente uno accanto all’altro una quarantina di agricoltori e allevatori di Emilia Romagna, Toscana e quest’anno anche Liguria, che con grande fatica e altrettanta passione, ogni giorno lavorano per tutelare e salvaguardare antiche varietà vegetali e antiche razze animali: un invito alla scoperta e all’assaggio di prodotti unici e da riscoprire. Il Rural biodiversity park a Rivalta, nel cuore della Food Valley e allo stesso tempo in un territorio collinare fatto di verde, boschi di querce, calanchi e vulcanelli di fango recentemente eletto a riserva Mab Unesco, è pronto a ospitare una nuova edizione del Rural Festival. L’idea nasce dall’impegno da parte di agricoltori e allevatori custodi dell’Emilia Romagna e Toscana, di far conoscere e assaggiare i propri prodotti dall’antica storia che parla di semplicità e genuinità. Il motto è: tornare indietro per andare avanti e guardare al futuro.
Si potrà quindi gustare la biodiversità agricola con stand gastronomici in cui assaggiare il prosciutto di maiale nero, arrosticini di pecora Cornigliese, carne fresca di Cinta Senese, arrosto di tacchino nero, pane di grano del Miracolo e Marocca di Casola, polenta Formenton Ottofile Garfagnana, testaroli della Lunigiana con farro, gnocchi di patata Cetica, polpa di pomodoro Riccio di Parma, pasta fresca all’uovo di gallina Romagnola, Tortél Dóls con mostarda, torta di patata Quarantina, erbe selvatiche, ortaggi liguri, cipolla Borettana, fagioli Zolfino al coccio, olio di Olivastra Seggianese, latte fresco di asina, formaggi unici di razze bovine e ovine, Marroni di Campora, torta di prugna Zucchella, caffè di orzo Leonessa, miele biologico reggiano, Sidro di mele di montagna, uve e vini da rari e antichi vitigni. Una mostra-mercato ma soprattutto un’esperienza diretta, da vivere con tutti i sensi negli spazi della riserva naturale del parco Barboj, tra frutti e animali di varietà e razze antiche spesso dimenticate.
Il festival, una grande festa all’aria aperta dedicata alla biodiversità agricola, ospiterà anche modelli di trattori Landini e Lamborghini prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta, che verranno messi in moto da esperti motoristi per la gioia dei bambini e anche di adulti appassionati. Inoltre un ricco parco animale di antiche razze, come il maiale nero di Parma, il suino di Cinta Senese, la pecora Cornigliese e Massese, il cavallo Bardigiano, l’asino Romagnolo, la vacca grigia Appeninica, Bardigiana, Ottonese e Bianca Valpadana, il tacchino nero di Parma e Piacenza, la gallina Romagnola e il pollo Valdarnese. E tutt’attorno rari vitigni autoctoni, piante e frutti dimenticati e una ricca esposizione di varietà di pomodori. Sarà presente anche lo chef di origini parmigiane Gino Campagna, molto amato dai piccoli americani, che durante il Festival terrà attività per i bambini per far conoscere la biodiversità più da vicino, ponendo l’accento su un’alimentazione di qualità. Orario: 10-20, ingresso gratuito.

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Autostrade. Rampelli (FdI): “Lo Stato resti nella gestione di Autostrade”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“La furia ideologica pro privatizzazioni c’è stata, ha fatto danni all’Italia e deve essere consegnata al passato. Lo Stato ha fatto bene a liberarsi dell’Olio Bertolli, dei Supermercati GS, a non produrre più panettoni o latticini, ma quando si interviene su strutture strategiche, come ponti, viadotti, gallerie, reti autostradali o di telecomunicazioni, trasporto aereo, porti e aeroporti, bisogna andarci con i piedi di piombo. Occorre valutare laicamente costi e benefici e, se prevalesse la valutazione positiva sulla cessione ai privati, da quel preciso istante lo Stato deve diventare controparte e controllare ossessivamente il rispetto dei contratti di servizio, la qualità e la quantità delle opere realizzate, le manutenzioni per evitare che il privato si sottragga ai propri compiti per aumentare i profitti. La cosa diventa ancora più inaccettabile se le infrastrutture concesse sono state realizzate con i soldi dei cittadini e su quelle il privato incassa il pedaggio.
Il regime concessorio può quindi essere una trappola mortale per i cittadini.
Bisogna aprire un’indagine ampia per capire quale sia la convenienza per i cittadini su quei servizi concessi dallo Stato al privato. E comunque per giungere all’eventuale rinegoziazione della gestione autostradale non può che rendersi necessaria la revoca e la nazionalizzazione, anche temporanea. Non è detto infatti che la nazionalizzazione debba essere il destino delle autostrade, ma comunque lo Stato deve restare all’interno della società che gestirà Autostrade. Invece non si è nemmeno tenuto la golden share, la “quota d’oro” con la relativa possibilità di interdizione sulle scelte del socio e sugli indirizzi strategici. La privatizzazione fu fatta dalla sinistra con superficialità”. E’ quanto dichiara il Vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ interpellato sulle scelte del governo in merito ad Autostrade.

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Un nuovo concetto di alloggio ibrido sta arrivando a Parigi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Novaxia ha completato l’acquisizione di 61 rue Buzenval e sta iniziando la costruzione di un nuovo concetto di hotel, la prima Open House JO & JOE a Parigi. Situato nel cuore di un quartiere giovane e vivace, questo è uno degli 8 progetti “Reinventing Paris” già avviati.
Il suo scopo è quello di favorire la combinazione dei diversi stili urbani, al fine di rispondere all’evoluzione dei sempre più variegati modi di viaggiare e, allo stesso tempo, offrire spazi di aggregazione a tutti i parigini. Il completamento dei lavori è previsto per il 2020!
“Dal momento in cui abbiamo firmato il contratto, Novaxia si è impegnata a lavorare il più possibile insieme ai residenti locali. I nostri obiettivi per questo progetto sono di ancorarlo all’interno dell’ambiente economico e sociale locale, di aprirlo al quartiere, di offrire sia stanze private che camere condivise, creando così un edificio aperto ai diversi usi e costumi, adatto alle esigenze di tutta la clientela nel rispetto dell’ambiente. Attraverso questa partnership con JO & JOE rispondiamo a una domanda sempre più esigente, più connessa e desiderosa di novità”, ha dichiarato Joachim Azan, Presidente di Novaxia.
Pensato per un vasto pubblico, questo progetto di 1.465 m² è stato progettato in collaborazione con lo studio di architettura Studio Ory & Associés e dispone di quasi 160 posti letto. Aperto a tutti, il rooftop di 110 m² è il luogo ideale in cui gli ospiti della Open House possono incontrarsi e chiacchierare con i parigini alla ricerca di un luogo nuovo e vivace, in un’atmosfera accogliente e rilassata.L’edificio propone una struttura in legno innovativa e moderna, rispettosa dell’ambiente. La terrazza a cielo aperto diventa un nuovo spazio verde per la città, migliorando la qualità di vita dei cittadini.

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Scuola: Immissioni in ruolo da GMRA. L’Anief rilancia il ricorso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Le immissioni in ruolo dalle nuove graduatorie di merito regionali degli abilitati comportano l’immediata cancellazione da tutte le graduatorie in cui il docente è inserito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione impone ai precari una roulette russa, l’Anief dice NO. Avviate le procedure di adesione allo specifico ricorso. Con le immissioni in ruolo che si stanno svolgendo in tutta Italia in questi giorni, per la prima volta, ma solo in alcune regioni visti i ritardi nella gestione della procedura, si stanno utilizzando le GMRA, le graduatorie di merito regionali degli abilitati elaborate per la scuola secondaria a seguito del concorso riservato bandito nei mesi scorsi. L’individuazione del docente da GMRA comporta la sua ammissione al terzo anno di FIT, ossia la stipula di un contratto su supplenza annuale e termine al 31 agosto 2019 nel corso del quale sarà valutato per la successiva conferma della nomina a tempo indeterminato. La nomina da GMRA, però, comporta l’immediata cancellazione da tutte le graduatorie in cui i docenti erano precedentemente inseriti, siano esse Graduatorie.

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Rimozioni: “Annullamento gara danno economico per i romani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“Da tre anni Roma è senza servizio di rimozione autoveicoli. Dopo la quarta promessa di gara entro giugno 2018 ecco l’ennesimo flop: il bando è stato annullato e l’iter riparte da zero. I parcheggiatori abusivi e gli automobilisti incivili appassionati della sosta selvaggia ringraziano la giunta Raggi. Come gruppo del PD abbiamo più volte segnalato in sede di commissione mobilità anomalie, incertezze, l’assenza di un riferimento all’applicazione delle ganasce immobilizzatrici e soprattutto l’assenza di salvaguardia del posto di lavoro per gli addetti già operanti nel servizio rimozioni. I tre anni di blocco del servizio hanno prodotto più soste in doppia fila e il fastidioso fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Nel mese di novembre il Presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno prometteva che entro la fine del 2017 sarebbe stata espletata la gara. Siamo alla fine di agosto 2018 e con molta probabilità ci vorrà ancora un anno prima che il servizio venga affidato di nuovo. Con il servizio rimozioni ancora al palo il comune perde entrate economiche consistenti perché costretto ad utilizzare un intervento a domanda più oneroso e meno efficiente di quello in appalto. La piaga della sosta selvaggia che a Roma fino a qualche anno fa era in via d’estinzione a ripreso vigore grazie all’immobilismo e alle inadempienze della giunta Raggi. Agli annunci ad effetto sulla ‘tolleranza zero’ messa in atto dall’assessore Meleo e dal presidente della commissione mobilità Stefàno non sono seguiti atti concreti e ‘parcheggio selvaggio’ ha conquistato ulteriori spazi di città: dalle isole pedonali ai marciapiedi, dalle soste vietate ad ampie porzioni di carreggiate utilizzate per le doppie file. I bandi, sono una cosa difficile da fare ma, per la giunta Raggi, sembrano proprio impossibili, viste anche le frequenti bocciature ricevute. Così in una nota la consigliera del pd capitolino Ilaria Piccolo.

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“Il cimitero del Verano è in uno stato di abbandono senza precedenti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

“Quest’amministrazione non ha rispetto né per i cittadini né per i defunti. Erbacce cresciute a dismisura coprono e sovrastano le tombe, l’acqua stagnante impedisce l’accesso nei vialetti del cordoglio. Consistenti residui di guano e sporcizia completano un quadro di degrado inaccettabile.La fotografia del cimitero monumentale del Verano, tra i più importanti d’Italia, mostra in modo inequivocabile l’assenza di rispetto per la memoria di migliaia di cittadini che giornalmente si recano nei camposanti della Capitale, perché anche Prima Porta versa in una condizione indecorosa. A fronte delle potreste dei cittadini che segnalano da mesi una situazione sempre più disastrata, l’amministrazione capitolina tace. Ho fatto pertanto richiesta di una convocazione urgente della commissione Ambiente, affinché venga ripristinata al più presto una condizione rispettosa per i defunti e per i cittadini romani.” Così in una nota la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo.(n.r. Questo discorso vale anche per gli altri cimiteri della capitale. in quello di Prima Porta gli automobilisti si stanno “esercitando” per lo slalom mondiale con le loro auto per via delle buche sempre più profonde, ma anche il “decoro” vi fa difetto per non dire altro.)

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Pagine di storia: Il vizietto “Antico” delle Conferenze per la spartizione degli assetti mondiale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

In campo internazionale maturò, sul finire della seconda guerra mondiale, la solita logica ripartitoria degli assetti mondiali riesumando gli antichi rituali delle conferenze di pace tra i vincitori e persino la scelta dei luoghi era motivo d’intense trattative.
Come per Teheran, nel 1943, il primo conflitto di volontà si ebbe per la scelta della sede della conferenza. Fino all’ultimo si pensava di non farla a Yalta, una modesta cittadina in Crimea, e che Churchill riteneva un luogo detestabile oltre che scomodo, per raggiungerla, e, peggio an-cora, per restarci qualche giorno. E le previsioni del Primo Ministro britannico non furono lungi dal vero quando si dovette intraprendere il viaggio.
S’impiegarono ben sei ore di volo da Malta, dove s’incontrarono Churchill e Roosevelt. Quest’ultimo era sbarcato a La Valletta, con il suo seguito, dall’incrociatore americano Quincy. Allora le condizioni di salute del Presidente americano erano critiche e lo stesso dicasi del suo più fidato consigliere Harry Hopkins. Basti pensare che il Presidente americano morì poche settimane dopo la conclusione della storica conferenza.
La permanenza a Yalta, in queste condizioni, fu ancora più drammatica. Basti pensare che vi era un solo bagno per i 40 generali ed alti ufficiali britannici presenti. Mancavano altresì le bacinelle per lavarsi almeno la faccia. E tutti dormivano in una sorta di camerate a cinque posti letto ciascuna. Così ci trovammo con uno Stalin in perfetta forma rispetto a un Churchill reduce da un’influenza e che rimase per buona parte della conferenza ringhioso e corrucciato ed un Roosevelt ridotto ad una mummia egiziana col pomo d’Adamo sporgente e la pelle vizza e con le mani che gli tremavano. Il buonumore dei russi venne anche dal successo militare delle loro armate che avevano già raggiunto la periferia di Berlino. A questo punto si capisce be-ne che eravamo al cospetto di una situazione assurda. Da una parte si stavano per decidere le sorti future del mondo e dall’altra pesavano come macigni l’incapacità degli americani di presentarsi al meglio della forma per far valere la loro supremazia militare e la loro sfera d’influenza politica, rispetto ad una Russia indebolita da una guerra di sterminio di proporzioni bibliche. Tali condizioni l’avevano esposta in prima persona, con l’invasione tedesca e congiunta a molte dolorose ferite non solo militari, ma che attengono il settore della produzione industriale, per usi civili.
Gli americani, invece, riuscirono a esercitare tutta la loro influenza solo nel chiedere ai russi una dichiarazione di guerra al Giappone, quando si sapeva che essa era formale. Ma Roosevelt andò anche oltre. Per lui Churchill era il rappresentante di un sistema coloniale che aveva fatto il suo tempo mentre Stalin rappresentava “l’uomo dell’avvenire, un emancipatore. E la pace non doveva tollerare la sopravvivenza di alcun dispotismo”. Ma la differenza su questi modi confusi d’intendere il rapporto anglo-americano e quello russo lo indicò chiaramente Churchill allorché con fierezza affermò: “io sono il solo che possa essere rovesciato in qualunque momento dai rappresentanti del mio paese: e ne sono fiero”. Ma lo zio Joe rise di gusto. E’ un genere di fierezza che non capiva e che non condivideva. Stava proprio qui la differenza che separava l’Occidente dall’Oriente, tra il bolscevismo staliniano e la democrazia anglo-americana, pur con le tante contraddizioni di quest’ultima. Per il resto Yalta divenne solo una ripetizione degli antichi trattati, dove le nazioni vincitrici si spartirono i paesi sconfitti, per aree d’influenza, e realizzarono, di comune accordo, quel nuovo imperialismo tanto esecrato da Roosevelt nei confronti di Churchill e della classe dirigente americana. Lo vide rispuntare nelle mire espansionistiche dei russi. Ma non lo capì in tempo. Tuttavia lo intesero bene quei popoli che dovevano essere restituiti alla democrazia con libere elezioni e che invece si videro sospinti verso la dittatura di stampo sovietico sulla punta delle baionette delle armate russe. In pratica ciò che alla vigilia di Yalta le truppe sovietiche hanno militarmente occupato, ed anche di più, resta saldamente nelle loro mani, quando la parola passa dalle armi alla politica, e sono la Romania, la Bulgaria, l’Ungheria, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Prussia, la Slesia, i paesi baltici e la stessa Jugoslavia attraverso il plenipotenziario Tito.
Così si avviò a conclusione, dal 4 al 14 febbraio del 1945, quello che passò alla storia come il “mito di Yalta”. Nel frattempo la Germania stava crollando, sotto i colpi di una duplice offensiva, a Ovest e a Est. Varsavia era stata già liberata. Hitler era sepolto dal 16 gennaio nelle catacombe del suo bunker sotto il palazzo della Cancelleria a Berlino e ne uscirà soltanto morto.
I russi erano a 50 Km., dalla capitale tedesca. In Italia si preparava l’offensiva di primavera ed entrarono in linea due gruppi di combattimento del nuovo esercito italiano, il “Cremona” del generale Primieri e il “Friuli” del generale Scattini.
Le cose andavano bene anche in estremo oriente, seppure con minore velocità. Mac Arthur era ritornato a Luzon per studiare il piano d’invasione del Giappone. Ma le premesse per la vittoria finale furono create un anno prima, allorché gli anglo-americani sbarcarono il 6 giugno in Normandia aprendo il secondo fronte.
I sovietici, nel frattempo, cominciarono il grande attacco dal Baltico all’Ungheria con la conseguente caduta prima di Atene e poi di Belgrado. A sua volta Mac Arthur aveva rimesso piede nelle Filippine e a Leyte le flotte degli ammiragli Halsey, Kinkaid e Sprague distrussero quella del Giappone. Nonostante ciò, non furono tutte rose e fiori dentro e fuori Yalta se guardiamo la situazione in prospettiva. (Servizio Fidest)

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Pagine di storia: I primi passi dell’Italia nata dalla resistenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Ora rifacciamoci a qualche spaccato di vita italiana vissuta da chi ebbe modo e opportunità di suscitare nuove attese, di consolidare moderne forme di pensiero. Pensiamo a Virginia Agnelli.
In una tiepida serata di primavera nel 1944, questa donna, madre di Giovanni Agnelli, accolse nella sua casa romana, per una cena, uno strano gruppetto di ospiti. Vi erano uomini della resistenza ma anche il colonnello Dollmann, standerstenfuhrer, plenipotenziario di Himmler in Italia. Uomo coltissimo, venuto da giovane a studiare i Farnese, tra le carte della biblioteca Vaticana, e diventato una SS ad honorem per l’ammirazione e la stima che aveva di lui Himmler. Fu la sera nella quale la signora Agnelli prese da parte il colonnello tedesco e gli disse: Non le pare giunta l’ora di fare qualcosa per salvare Roma dalla rovina della guerra? E Dollmann era troppo intelligente per non capire l’invito rivoltogli. Il 22 gennaio del 1944 gli allea-ti erano sbarcati ad Anzio, l’offensiva di Kesselring, tra il 17 e il 19 febbraio dello stesso anno per ricacciare gli alleati in mare, era fallita e tra il 15 e il 24 marzo era stato sferrato un attacco generale degli alleati per la conquista di Cassino. E l’incontro privato, avvenuto il 10 maggio del 1944 e durato quasi due ore, tra il Papa Pacelli e Karl Wolff, comandante supremo delle SS e della polizia in Italia, siglò un’intesa storica. In uno dei suoi memoriali Wolff raccontò di essersi presentato a Pio XII “angosciato di dover continuare a combattere senza speranza contro l’Occidente”. In pratica furono gettate le basi per una trattativa da condurre, in Svizzera, con gli alleati la quale avrebbe portato alla resa il contingente tedesco in Italia. Così il 4 giugno del 1944 gli alleati prendono Roma senza sparare un sol colpo di fucile e il 29 aprile del 1945 fu sottoscritta ufficialmente, nella reggia di Caserta, la resa dell’esercito tedesco in Italia. (Servizio Fidest)

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Pagine di storia: L’Italia postbellica con la “Svolta di Salerno”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

L’Italia come uscì da questa esperienza che la vide attraversata dagli eserciti alleati e di conquista con un ritmo frenetico ma soprattutto con tanti guasti che si riverberarono, inevitabilmente, nello stesso nostro modo di vivere.
Intanto dopo Brindisi, Salerno diventa, dall’undici febbraio del 1944, la nuova capitale del Regno del Sud costituito da tutte le province italiane poste a sud di Napoli. In quella sede Badoglio insedia il governo di unità nazionale. Il re, invece, viveva nella villa del duca di Sangro a Ravel-lo, immusonito e testardamente deciso a non lasciare il trono.
Ma Salerno era solo la capitale amministrativa mentre la vera capitale politica era Napoli e lì si svolgeva l’attività dei partiti e lì c’era la Giunta dei Comitati di liberazione nazionale. La sua posizione riproduceva al Nord quella di Milano, rispetto a Salò, per la Repubblica Sociale Italiana guidata da Mussolini.
Il 1° maggio 1944 ritornò in auge, nell’Italia liberata, la festa del lavoro dopo un ventennio di dittatura. Il clamoroso avvenimento politico fu segnato dall’arrivo a Salerno di Togliatti, proveniente da Mosca. Egli sbarcò il pomeriggio del 27 marzo dal cargo inglese “Tuscania” proveniente da Algeri. Fu un viaggio avventuroso e non privo d’imprevisti come il rifiuto inglese, ad Algeri, di trasferirlo a Salerno e non ultimo dalla pretesa di fargli pagare il passaggio via mare. All’arrivo fu prelevato dalla polizia alleata e solo dopo un lungo interrogatorio fu rilasciato per consentirgli di recarsi nella sede del partito in via San Potito. Togliatti prese ben presto in mano non solo la direzione dei comunisti di Salerno ma anche quella della politica del Regno del Sud imponendo la linea passata come la “svolta di Salerno.” Essa, tra l’altro, prevedeva la non collabora-zione con il governo Badoglio. Per l’immediato si puntava alla cacciata dei tedeschi dall’Italia e solo dopo si sarebbe presa una decisione sul problema riguardante la monarchia. Occorreva, nel frattempo, un governo più rappresentativo dell’Unità nazionale e che non potesse prescindere dalla presenza dei comunisti. E così fu. Il 22 marzo a Ravello, con la cerimonia del giuramento nelle mani di Vittorio Emanuele, fu costituito un nuovo governo nel quale entrarono i comunisti e Togliatti fu nominato ministro senza portafoglio. Il 27 marzo si riunì, il primo Consiglio dei Ministri, alle dieci di mattina.
Quei giorni furono dedicati soprattutto all’emergenza civile per un’impressionante eruzione del Vesuvio, in direzione di Torre del Greco, iniziata nel pomeriggio del 18 marzo. Il pericolo assunse dimensioni tali che il comandante della piazza di Napoli, generale Lush, preparò un piano di evacuazione della città. Intanto furono sgombrate le popolazioni di San Sebastiano, Massa di Somma e altre limitrofe. Un altro avvenimento, che ebbe tragiche conseguenze, fu la morte di 426 viaggiatori rimasti asfissiati dal fumo della motrice bloccata da un guasto dentro una galleria della tratta Napoli-Potenza.
Con la liberazione di Roma il 4 giugno del 1944 si concluse il Regno del Sud. Intanto il Re aveva ceduto i poteri, a Ravello, al figlio Umberto. Fu una mossa politica degli alleati per evitare che la cerimonia si svolgesse a Roma dove restava molto vivo il ricordo del precipitoso abbandono del re l’8 settembre del 1943. (Servizio Fidest)

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La stenosi valvolare aortica (AS)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

E’ una patologia di origine degenerativa causata dalla calcificazione dei tessuti in seguito all’invecchiamento, è una delle malattie più comuni delle valvole cardiache. In Italia ne soffrono il 12,4% degli over 75enni, di cui il 3,4% ha una stenosi classificabile come severa. Le conseguenze di questa malattia sono molto pericolose con il decesso della metà dei pazienti con stenosi valvolare aortica severa entro due anni dalla diagnosi se non ricevono un trattamento in grado di procurare un significativo miglioramento dei sintomi. I trattamenti attualmente disponibili sono la terapia medica, la valvuloplastica, la sostituzione chirurgica della valvola aortica (AVR) tradizionale o mini-invasiva, con valvola tradizionale o sutureless, e l’impianto di una valvola aortica per via transcatetere (TAVI). Tra questi, in realtà, solo la sostituzione della valvola ha dimostrato di essere una cura efficace e duratura: non ci sono infatti farmaci che abbiano dimostrato di prevenire o ritardare la progressione della malattia e di aumentare la sopravvivenza. Anche la valvuloplastica è usata sempre più raramente a causa della assenza di efficacia a lungo termine e l’assenza di benefici in termini di sopravvivenza.
I pazienti che sono sottoposti a sostituzione chirurgica della valvola hanno invece una maggiore aspettativa di vita rispetto ai pazienti in terapia medico e per questo motivo l’intervento chirurgico è considerato il gold standard nel trattamento della stenosi aortica severa. Purtroppo gran parte della popolazione con AS non può ricevere un intervento chirurgico a causa del rischio operatorio ritenuto troppo elevato e, di conseguenza, ha una minore aspettativa di vita. Una nuova soluzione meno invasiva, come l’impianto transcatetere della valvola (TAVI), offre ai pazienti ad alto rischio la possibilità di ottenere una maggiore aspettativa di vita e una migliore qualità di vita rispetto alla terapia medica. In Italia, considerando soltanto la popolazione di età superiore ai 75 anni, è possibile stimare che circa 30.000 pazienti siano trattabili con TAVI. Ad oggi le evidenze cliniche a supporto della TAVI sono ricche e robuste. Un recente studio, presentato alla conferenza Transcatheter Cardiovascular Therapeutics (TCT) 2014 di Washington, condotto su 350 pazienti per due anni, ha dimostrato che il trattamento di sostituzione della valvola cardiaca TAVI con CoreValve ha raggiunto un tasso di sopravvivenza eccezionale per quei pazienti che, senza trattamento, avrebbero una probabilità di morte del 50% in due anni ma nello stesso tempo considerati troppo malati e fragili per poter subire un intervento tradizionale open di sostituzione della valvola cardiaca. Inoltre, in questa analisi, i pazienti trattati con intervento TAVI hanno utilizzato meno risorse sanitarie in termini di tempi procedurali, utilizzo di terapie intensive, tempi di ospedalizzazione e servizi di riabilitazione. La materia, quindi, nel suo complesso presenta degli aspetti di criticità che hanno bisogno d’essere tenuti in debita considerazione anche perché gli interventi richiesti richiedono tempestività, competenza e strumenti e ambienti idonei. (Servizio Fidest)

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Il nostro organismo è come una grande orchestra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Se presenta delle stonature esse vanno di certo corrette ma non si può non tenere da conto che parliamo di una musicalità che si esprime con molti strumenti e che essi sono diretti da un solo uomo: il direttore dell’orchestra.
Ma vi è anche qualcosa d’altro d’aggiungere a proposito di malati, malattie e medici. Credo che in un Congresso FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) fu affrontato un tema di certo che ci fa riflettere. Si parlò, tra l’altro, del come un giovane medico può trovarsi ad affrontare durante un turno di notte di guardia.
Uno dei temi discussi nell’assise congressuale ha riguardato l’eventualità che il medico si possa trovare davanti alla necessità di utilizzare una terapia anticoagulante nel caso di una trombosi venosa profonda, situazione assai frequente, potenzialmente molto impegnativa perché può mettere a repentaglio la vita di una persona. In caso citato non è stato casuale poiché la terapia non sempre è possibile praticarla dal medico del pronto soccorso e ciò, ovviamente, gli impedisce d’usare un’arma proprio in quelle situazioni d’urgenza e d’emergenza che i casi richiedono.
La trombosi venosa profonda, come si sa, è la formazione di un coagulo di sangue all’interno di una vena profonda del corpo, che causa un’ostruzione parziale o completa al flusso del sangue. La complicanza più temuta di questa condizione è l’embolia polmonare, un’evenienza che si verifica quando un frammento di trombo si stacca e passa in circolo, per andarsi a fermare a livello delle arterie polmonari.
La trombosi venosa profonda ha un’incidenza annuale di oltre 800.000 casi ed è responsabile di circa 100.000 morti/anno per embolia polmonare associata.
Eppure da qualche tempo il medico ha uno strumento in più nel proprio arsenale terapeutico, rappresentato dai Nuovi Anticoagulanti Orali – NAO, in particolare, il rivaroxaban.
“Ad oggi il farmaco, che oltre la trombosi venosa profonda prevede un’altra importante indicazione quale la prevenzione dell’ictus in pazienti affetti da Fibrillazione Atriale da assumersi in monosomministrazione giornaliera, è prescrivibile solo da un numero ristretto di specialisti, autorizzati dalle singole Aziende Ospedaliere, che sono gli unici abilitati alla prescrizione.
Per completezza d’informazione posso dire che il Congresso ha, inoltre, affrontato il tema delle forme di trombosi superficiali, complicanza di una patologia molto frequente, soprattutto nella popolazione femminile, quali l’insufficienza venosa. In questo caso il trattamento prevede la somministrazione di eparina per via sottocutanea per un periodo breve (4-5 settimane)”. Ma sono tutti i farmaci che rientrano nella competenza del cardiologo in specie nei casi d’emergenza a livello di pronto soccorso e persino durante il trasporto in ambulanza.
In questo non mancano le novità in campo farmacologico a prescindere da quanto può fare un medico di pronto soccorso. Penso, ad esempio a Medtronic che ha annunciato il lancio in Italia di Co-reValve Evolut R, l’innovativo sistema per la sostituzione transcatetere della valvola cardiaca (TAVI: Transcatheter aortic valve implantation), destinato ai pazienti con stenosi aortica severa. Il nuovo dispositivo è autoespandibile e ha ottenuto ad Agosto del 2014 il marchio di Conformità Europea (CE).
L’innovazione, ora disponibile con questa valvola, consiste in un miglioramento delle prestazioni e soprattutto in una maggior facilità d’inserimento. La valvola transcatetere di Medtronic è ora completamente ricatturabile (la valvola può essere reinserita nel catetere) e riposizionabile (la valvola può essere spostata al di sopra o al di sotto della sua collocazione iniziale) durante la fase d’inserimento. La possibilità di ricollocare la valvola in una posizione migliore costituisce un vantaggio significativo nella fase di impianto.
”La nuova tecnologia, che consiste nella valvola aortica transcatetere CoreValve Evolut R e nel nuovo catetere, è stata progettata per essere impiantata in maniera accurata ed efficace al primo tentativo. Inoltre il sistema è dotato di una speciale guaina che, grazie al suo profilo pari a 14 Fr, è il più sottile attualmente disponibile e consente così di ridurre al minimo il rischio di gravi complicanze vascolari. La valvola aortica è una valvola unidirezionale che permette il flusso del sangue dal cuore a tutto l’organismo. (Servizio Fidest)

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Ryanair cambia nuovamente la politica sui bagagli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Dal 1° novembre non sarà più possibile viaggiare gratuitamente con un trolley di dimensioni ridotte, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare.
“Di male in peggio! Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’Antitrust, denunciando la compagnia per l’ingannevolezza della pratica commerciale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.L’associazione di consumatori, infatti, ha denunciato all’Antitrust pochi giorni fa la compagnia aerea irlandese che dal 13 giugno ha ristretto, da 4 a 2 giorni, i termini per poter effettuare il check-in on line gratuito, senza che scatti la penale di 55 euro. La sovrattassa, infatti, secondo l’UNC, non è indicata in modo chiaro e trasparente. Il costo della penale, infatti, non è indicato né nei Termini e Condizioni né nel “Regolamento Ryanair su argomenti specifici”, né nelle “Domande Frequenti”, bensì è scritto in corrispondenza della voce “Tassa Check-In” che si trova nella “Tabella Supplementi Facoltativi”.Ma per l’associazione è evidente che non si tratta di un supplemento facoltativo, dato che non è una somma pagata per fruire di un servizio migliorativo rispetto a quello base o, comunque, di una spesa che il consumatore può decidere liberamente se acquistare o meno, come avviene per servizi extra. Da qui la segnalazione all’Antitrust affinché accerti se la pratica commerciale di Ryanair è scorretta e presenta eventuali profili di ingannevolezza ai sensi degli articoli 20 e seguenti del Codice del Consumo.

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Mercato online dell’elettronica di consumo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Berlino è pronta a dare il via all’evento più atteso legato al settore tecnologia, che ogni anno richiama migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Ciò che viene presentato ad Ifa stabilisce i trend del mercato per i mesi a venire, per tale ragione idealo – il portale internazionale di comparazione prezzi per gli acquisti online – ha deciso di giocare d’anticipo e svelare le principali tendenze legate all’elettronica di consumo per l’anno in corso.
La categoria “elettronica” resta quella che traina l’intero settore e-commerce con dati davvero schiaccianti: il 52,4% di tutte le intenzioni di acquisto nel 2018 ed un aumento del 15,4% rispetto all’anno precedente. D’altronde, il dato è confermato dal recente “identikit del consumatore digitale” secondo cui il comparto elettronica (al 65%) risulta quello in cui i consumatori digitali spendono con maggiore frequenza. idealo ha, quindi, voluto stilare una classifica con le categorie di prodotto più desiderate all’interno del settore elettronica e ne sono emersi dati molto interessanti.
Primo posto: Smartphone. Non sorprende trovarlo in cima alla classifica con dati di crescita quasi invariati rispetto al 2017: quando si parla di e-commerce e comparazione prezzi, lo smartphone è di sicuro il prodotto verso il quale gli utenti rivolgono la maggior parte delle loro attenzioni. Effetto IFA: Lo scorso anno l’interesse per la categoria è salito del 21,7% nelle due settimane successive a IFA.
Secondo posto: Televisori. Con i televisori di ultima generazione è ormai possibile fare davvero di tutto: navigare, scaricare app, godere di contenuti in alta definizione e non solo. L’interesse degli internauti per la categoria ha continuato a crescere nel corso degli anni e nel 2018 ha segnato un ulteriore +4,3% rispetto al 2017. Nel corso dell’anno, i brand più ricercati all’interno della categoria sono stati Samsung, LG Electronics, Sony, Hisense e Philips. Mese di maggior risparmio per la categoria: Luglio, con un risparmio massimo dell’8,5% rispetto al costo medio.
Terzo posto: Tablet. Tra il 2015 ed il 2017 il notebook ha sempre avuto la meglio sul tablet, fino ad oggi almeno. Nel 2018, infatti, la crescita dell’interesse verso il tablet ha per la prima volta non solo superato – ma doppiato – quella nei confronti del notebook con una percentuale di crescita del 52% rispetto al 26% del suo antagonista. Quest’anno la categoria ha interessato quasi il 10% in più degli internauti rispetto al 2017. Nel corso dell’anno, i tablet più ricercati sono stati quelli a marchio Apple, Samsung, Huawei, Lenovo e Asus.
Effetto IFA: Lo scorso anno l’interesse per la categoria è salito del 17,7% nelle due settimane successive a IFA.
Quarto posto: Notebook. Seppur in leggera flessione, rispetto ad altre categorie dell’elettronica, i notebook continuano ad appassionare gli internauti italiani. Quest’anno, infatti, l’interesse nei confronti della categoria è cresciuto del 5,4% rispetto al 2017. Nel corso dell’anno, i brand più ricercati all’interno della categoria sono stati Asus, Lenovo, Hewlett-Packard, Acer ed Apple.Effetto IFA: Lo scorso anno l’interesse per la categoria è salito del 3,9% nelle due settimane successive a IFA.
Quinto posto: Console di gioco. Sempre più apprezzate dagli internauti di tutte le età, le console di gioco hanno assistito ad un vero e proprio boom negli ultimi anni, con una crescita nel 2018 del 65% rispetto al 2017. Nel corso dell’anno, i brand più ricercati all’interno della categoria sono stati Sony, Nintendo, Microsoft, NVIDIA e ATGames.Effetto IFA: Lo scorso anno l’interesse per la categoria è salito del 14,9% nelle due settimane successive a IFA.
Sesto posto: Cuffie. La qualità audio è diventata sempre più centrale nelle scelte dei produttori di elettronica nel corso degli ultimi anni, non sorprende quindi che sia aumentato tanto anche l’interesse per le cuffie, cresciuto del 60,5% rispetto all’anno precedente. successive a IFA.
Settimo posto: Droni. Chi pensava ai droni come ad un fenomeno passeggero dovrà ormai ricredersi, dato che l’interesse per l’intera categoria è cresciuto del 65,6% rispetto al 2017. Nel corso dell’anno, i brand più ricercati sono stati DJI, Parrot, Yuneec, Hubsan e Xiro.
Ottavo posto: Smartwatch. Negli ultimi anni gli internauti hanno prestato un’attenzione costante verso questa tipologia di dispositivi indossabili, ma solo in tempi recenti si sono registrati i dati più interessanti, grazie anche alla spinta data dagli smartwatch di ultima generazione. In particolar modo tra gli utenti italiani, idealo ha calcolato un +140,1% di interesse nel 2017 rispetto al 2016, mentre per il 2018 l’aumento è del 28% se paragonato all’anno scorso. Tra i brand più apprezzati Samsung, Apple, Huawei, Fossil e Sony.
Mese di maggior risparmio per la categoria: Giugno, con un risparmio massimo del 6,2% rispetto al costo medio.

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Livre: François, portrait d’un absent

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Collection L’Infini, Gallimard. Une voix blanche, surgie au milieu de la nuit, annonce à Michaël Ferrier la mort de son ami François et de sa fille Bahia.
Dans la dévastation, la parole reprend et les souvenirs reviennent : comment deux solitudes, jeunes, se rencontrent, s’écoutent et se répondent ; les années d’études, d’internat ; la passion du cinéma, de la radio : la mémoire se déploie et compose peu à peu une chronique de l’amitié, un tombeau à l’ami perdu.
Entre France et Japon, Michaël Ferrier redonne vie aux fantômes, aux absents, aux disparus. Il confère aux choses et aux êtres une sombre beauté, celle de la passion de l’amitié.

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Livre: Le train d’Erlingen ou La métamorphose de Dieu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Collection Blanche, Gallimard BOUALEM SANSAL «Je plaisante, je plaisante, mais la situation est affreusement désespérée. L’affaire était louche dès le début pourtant, l’ennemi n’est pas tombé du ciel, il sortait bien de quelque trou, verdammt, un enfant l’aurait compris. Quand avons-nous cessé d’être intelligents ou simplement attentifs?»
Ute Von Ebert, dernière héritière d’un puissant empire industriel, habite à Erlingen, fief cossu de la haute bourgeoisie allemande. Sa fille Hannah, vingt-six ans, vit à Londres. Dans des lettres au ton très libre et souvent sarcastique, Ute lui raconte la vie dans Erlingen assiégée par un ennemi dont on ignore à peu près tout et qu’elle appelle «les Serviteurs», car ils ont décidé de faire de la soumission à leur dieu la loi unique de l’humanité. La population attend fiévreusement un train qui doit l’évacuer. Mais le train du salut n’arrive pas.
Et si cette histoire était le fruit d’un esprit fantasque et inquiet, qui observe les ravages de la propagation d’une foi sectaire dans…

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Livre: Maîtres et esclaves

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Collection Blanche, Gallimard PAUL GREVEILLACK. Kewei naît en 1950 dans une famille de paysans chinois, au pied de l’Himalaya. Au marché de Ya’an, sur les sentes ombragées du Sichuan, aux champs et même à l’école, Kewei, en dépit des suppliques de sa mère, dessine du matin au soir. La collectivisation des terres bat son plein et la famine décime bientôt le village.
Repéré par un garde rouge, Kewei échappe au travail agricole et à la rééducation permanente. Sa vie bascule. Il part étudier aux Beaux-Arts de Pékin, laissant derrière lui sa mère, sa toute jeune épouse, leur fils et un village dont les traditions ancestrales sont en train de disparaître sous les coups de boutoir de la Révolution.
Dans la grande ville, Kewei côtoie les maîtres de la nouvelle Chine. Il obtient la carte du Parti. Devenu peintre du régime, il connaît une ascension sans limite. Mais l’Histoire va bientôt le rattraper.

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Livre: Dix-sept ans

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Collection Blanche, Gallimard «Lina n’était jamais vraiment là. Tout se passait dans son regard. J’en connaissais les nuances, les reflets, les défaites. Une ombre passait dans ses yeux, une ombre dure qui fanait son visage. Elle était là mais elle était loin. Je ne comprenais pas ces sautes d’humeur, ces sautes d’amour.»
Un dimanche de décembre, une femme livre à ses trois fils le secret qui l’étouffe. En révélant une souffrance insoupçonnée, cette mère niée par les siens depuis l’adolescence se révèle dans toute son humanité et son obstination à vivre libre, bien qu’à jamais blessée.
Une trentaine d’années après Rochelle, Éric Fottorino apporte la pièce manquante de sa quête identitaire. À travers le portrait solaire et douloureux d’une mère inconnue, l’auteur de Korsakov et de L’homme qui m’aimait tout bas donne ici le plus personnel de ses romans.

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Livre: Nuit sur la neige

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 agosto 2018

Collection Blanche, Gallimard Septembre 1935. Robin sort de l’adolescence. Il est né après la mort de son père, comme de nombreux enfants de sa génération, venus au monde pendant la Grande Guerre. La vie politique est alors particulièrement violente en France, tant sur le plan intérieur que dans l’ordre international. Mais, à dix-huit ans, qui n’accorde pas plus d’importance à ses tourments intimes qu’à l’actualité collective? En la personne d’un de ses camarades de classe préparatoire, Robin découvre que l’amitié est un des noms de l’amour, autrement dit de l’inquiétude. Conrad est la séduction même et l’énigme incarnée.
En avril 1936, alors que la tension politique est à son comble, tous les deux vont skier dans un vieux et pauvre village de Haute Tarentaise du nom de Val-d’Isère, dont quelques visionnaires imaginent qu’il pourrait devenir une grande station de ski alpin. Les six jours qu’ils y passent marqueront Robin à vie. Son existence entière va être éblouie par une jeune fille.

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