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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Rohingya: i bambini che hanno subito atroci violenze non hanno ancora ottenuto la giustizia che meritano

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

Save the Children accoglie favorevolmente i principali risultati e le raccomandazioni emerse dal Rapporto dell’inchiesta internazionale indipendente in Myanmar, pubblicato oggi.
Ad un anno dalle violenze e dalle atrocità commesse nello Stato di Rakhine che hanno causato la fuga di oltre 700.000 Rohingya verso il Bangladesh, l’impatto devastante che queste hanno avuto sui bambini è emerso in modo chiaro. In particolare, l’inchiesta ha chiarito che gli attacchi diffusi e sistematici contro la popolazione civile negli stati di Rakhine, Kachin e Shan, equivalgono a crimini contro l’umanità e crimini di guerra, e forse anche a un genocidio.A causa delle continue violenze perpetrate nello stato di Rakhine dall’agosto 2017, i bambini sono stati sottoposti a gravi violazioni dei diritti umani, come omicidi, menomazioni e violenze sessuali. I bambini sono stati uccisi davanti ai propri genitori e le ragazze hanno subito violenza sessuale. Di circa 500.000 bambini Rohingya in Bangladesh, molti sono fuggiti da soli dopo che i loro genitori sono stati uccisi o dopo essere stati separati dalle loro famiglie. La missione conoscitiva ha raccolto le testimonianze di molti bambini con ferite visibili che raccontavano di sparatorie, pugnalate o bruciature.Il rapporto ha proposto un percorso rivoluzionario, centrato sulla vittima, completo e inclusivo, sottolineando l’importanza che esso venga dalla comunità internazionale, al fine di interrompere il clima di impunità e garantire che tutte le istituzioni statali si sentano responsabili nei confronti della popolazione.”Le prove presentate dall’inchiesta sono chiare. Migliaia di bambini negli stati di Rakhine, Kachin e Shan hanno sofferto enormemente le violenze perpetrate per mano dell’esercito del Myanmar e di altri gruppi. Da tempo si attende un’azione incisiva. I bambini e le loro famiglie sono stati assassinati, aggrediti sessualmente e costretti a fuggire da villaggi in fiamme, e non hanno ancora ottenuto la giustizia che meritano. Stabilire i fatti attraverso l’inchiesta è stato un primo passo fondamentale verso l’ottenimento della giustizia, tuttavia ora deve esserci un passo avanti delle indagini al fine di identificare la responsabilità” ha commentato Michael McGrath, Direttore di Save the Children in Myanmar. “Save the Children sta chiedendo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di deferire senza indugio il Myanmar alla Corte penale internazionale. Esortiamo inoltre il Consiglio dei diritti umani a istituire un meccanismo internazionale, imparziale e indipendente alla 39a sessione di settembre, con personale esperto che ha esperienza specifica in interviste ai bambini che hanno sofferto o sono stati testimoni di atrocità. Ai bambini dovrebbe anche essere fornito un sostegno sia psicosociale che di accesso alla giustizia, così come risarcimenti e reintegri”.

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