Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Ospedali, necessario potenziare la comunicazione con medici di base e pazienti nel post-acuto

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Gli ospedali dovrebbero impegnarsi fortemente nel mettere a punto processi per comunicare con gli operatori sanitari che, sul territorio, forniscono cure ai pazienti dopo il trattamento in acuto. L’importanza di questo concetto, spesso ripetuto ma di non semplice realizzazione, viene nuovamente ribadita in un articolo pubblicato recentemente su Physicians Practice, in cui si sostiene che la comunicazione trasversale e continuativa dopo le dimissioni dall’ospedale ha la potenzialità di migliorare fortemente gli outcome clinici dei singoli pazienti e la salute generale della popolazione.«Quando un paziente entra in ospedale – vi si sostiene – sia per una procedura programmata che per un’emergenza, il suo medico non è necessariamente a conoscenza del trattamento che riceve. Di fatto, i medici di base rimangono spesso all’oscuro dei risultati delle cure in acuto ricevute dai propri pazienti e delle cure che è necessario fornire nel periodo successivo. Questa mancanza di informazione e di coinvolgimento non solo pone a rischio la salute del paziente ma mette in difficoltà il medico stesso. Tuttavia, ci sono alcune cose che si possono fare per migliorare la comunicazione e la collaborazione in questi frangenti».Come si diceva, il suggerimento principale è rivolto alle strutture ospedaliere, che dovrebbero impegnarsi a mettere a punto dei processi standard e non lasciare queste situazioni al caso: dovrebbe insomma essere creata una robusta rete di professionisti, con al centro il paziente, per gestire al meglio la fase post-acuta e, per esempio, evitare interruzioni della terapia iniziata in ospedale.Il coordinamento dell’assistenza erogata in ospedale e sul territorio potrebbe essere facilitata da soluzioni tecnologiche semplici come le app, strumenti che possono anche essere utilizzati per favorire l’impegno dei pazienti, finalizzato a una migliore ripresa a lungo termine: i pazienti potrebbero essere coinvolti e responsabilizzati nel loro processo di recupero attraverso l’invio di materiale educativo e interattivo.Secondo l’articolo, «gli sforzi per semplificare la comunicazione e promuovere la collaborazione, possono preparare il terreno per cure che sono siano davvero centrate sul paziente». (fonte Doctor33)

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