Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Malati oncologici e rapporti ambulatoriali

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Premesso che i pazienti oncologici per la stessa natura del male ritengo abbiano bisogno di un contatto più personalizzato con il medico di riferimento quanto si sottopongono, soprattutto, ad una visita ambulatoriale. Cito il caso dell’Ospedale S. Andrea di Roma. Tutte le volte che ciò accade (di solito ogni sei mesi) il paziente s’imbatte con un medico diverso e non è detto che sia sempre uno specialista. Abbiamo provato a fare chiarezza ma alle mie obiezioni hanno risposto che è la regola. Ma di quale regola parlano non si sa. Non sarebbe più opportuno che venga assegnato allo specialista un gruppo di pazienti da seguire regolarmente ed essere per loro un punto di riferimento costante anche tramite l’utilizzo di una e-mail o altro mezzo telematico? E’ capitato ad esempio che in una visita reumatologica (Ospedale romano Umberto I) la specialista ha chiesto al paziente di farsi latore presso l’oncologo di una sua lettera dove gli chiedeva il parere per un farmaco da prescrivere. La stessa specialista ha attivato con il suo paziente una corrispondenza on-line per conoscere l’andamento della cura adottata in attesa di una terapia più mirata. E anche qui ci sarebbe da osservare le due facce dello stesso problema. Mi riferisco all’esistenza di troppi compartimenti stagno da parte degli addetti ai lavori nelle varie branche della medicine mentre oggi più che in passato è necessario, se non indispensabile, un approccio interdisciplinare. Parliamo di costi? Basterebbe, a mio avviso, fare un migliore e più frequente uso dei mezzi telematici e non credo che il loro costo sia proibitivo. Tutt’altro. D’altra parte se riprendo il caso citato la paziente della reumatologa avrebbe potuto evitare una “terapia tampone” che nella fattispecie è durata alcuni mesi, in attesa della visita ambulatoriale per la eventuale prescrizione di un diverso farmaco. E questa non è una spesa per le tasche dei cittadini oltre agli effetti collaterali che potrebbero derivarne per non aggiungere altro? E in tutto questo, per giunta, che ruolo ha il medico di base? Solo per prescrivere medicinali assegnati da altri? (Riccardo Alfonso)

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