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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Dibattito sullo stato dell’Unione: rafforzare l’UE come attore globale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Il Presidente Juncker ha invitato l’UE a parlare e agire come un’entità unica sulla scena mondiale, a difendere i suoi valori democratici e a voltare le spalle al nazionalismo.”L’UE è un ‘pagatore’ globale, ma deve anche diventare un attore globale”, ha dichiarato Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione nel 2018. “Non ci sono garanzie che i nostri alleati di ieri resteranno i nostri alleati di domani”, ha aggiunto, annunciando ulteriori proposte per rafforzare l’Unione di difesa, la protezione delle frontiere esterne dell’UE e l’euro come moneta internazionale. “È assurdo che l’UE paghi l’80% del suo conto per le importazioni di energia in dollari (…) mentre solo il 2% di queste importazioni di energia proviene dagli Stati Uniti”, ha affermato Juncker.Juncker ha poi sottolineato la differenza tra patriottismo illuminato e nazionalismo malsano. “L’articolo 7 deve essere attivato quando la libertà dei media e lo Stato di diritto sono in pericolo”, ha detto Juncker. “Non c’è democrazia senza una stampa libera. (…..) Rispettare le decisioni giudiziarie non è un’opzione, ma un obbligo”, ha aggiunto. L’Europa deve inoltre proteggere il suo processo democratico dagli interessi internazionali e privati. Antonio Tajani, Presidente del PE, ha detto: “Il Parlamento europeo vuole essere sempre più il cuore della democrazia. Dobbiamo dare potere di iniziativa legislativa al Parlamento europeo. Siamo l’unico parlamento al mondo che non ha potere di iniziativa legislativa.” “Per quanto riguarda l’Africa, si va nella direzione giusta, ma servono più risorse: almeno 50 miliardi di euro, per offrire prospettive agli africani nella loro terra e fermare l’immigrazione”. (n.r. L’attuale classe dirigente europea a partire dal Presidente della commissione non si rende ancora conto, o peggio ancora sta facendo calcoli da burocrate, che non vi è più tempo per giocare con le parole e sperare che la buriana passi da sola. E’ inutile prendersela solo con Orban. In fatto di migrazioni la Francia di Macron non è da meno anche se adotta metodi più soft. L’europa è la stessa del passato, che si è imbevuta di democrazia, di libertà e di diritti umani, ma poi ha fatto esattamente il contrario con il colonialismo, il post colonialismo e lo stesso metodo Macron e di un suo predecessore che ha persino scatenato una guerra per esercitare il controllo su un territorio africano. E l’Europa che ha fatto? E’ rimasta alla finestra a guardare. Ci sarebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso. E il caso italiano ne è la prova.)

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