Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Pistola elettrica nelle carceri: mettete dei fiori nei vostri cannoni

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

La prigione in Italia è un mondo ignoto per tutti coloro che sono liberi e alcune persone ci tengono a non far conoscere l’inferno che hanno creato e che è mal governato. Qui fuori molti non sanno che la maggior parte dei detenuti vive come pezzi di legno accatastati in cantina. Alcuni vegetano. Altri si tagliano nel corpo e nell’anima. La verità è che nella stragrande maggioranza dei casi si vive, come cani ciechi in un canile, con spazi ridotti, una non vita in totale assenza costante d’intimità, d’intrattenimento, di cultura, d’affetto. Purtroppo certe persone più che recuperare il detenuto lo vogliono eliminare, distruggere, coprirlo vivo di sbarre e cemento. Una buona parte dei nostri politici dichiara che la terra è quadrata, che l’ergastolo in Italia non lo sconta nessuno, che le carceri italiane sono alberghi a cinque stelle, che nel nostro paese in carcere vieni talmente educato che quando esci, a parte quelli che nel frattempo si sono impiccati nelle sbarre della loro finestra, non ci ritorni. Alcuni dichiarano persino che un certo tipo di carcere duro serve per difendersi dalla criminalità, anziché ammettere che la producono. E molti ci credono, perché pochi li smentiscono, dato dal carcere arrivano solo notizie e non informazione. Uscire da una cella dopo 27 anni di carcere e sentire certe dichiarazioni: Pensiamo di dare in dotazione le pistole elettrica alla Polizia penitenziaria perché pensiamo che potrebbero essere molto utili per tenere l’ordine nelle carceri, mi fa cadere le braccia e il cuore per terra. Già così com’è il carcere oggi in Italia produce solo tanta recidiva, adesso ci manca che diventi anche un far west.Ho sempre pensato che la galera rinchiuda molte persone di cui il mondo avrebbe bisogno fuori e lascia liberi certi politici che avrebbero bisogno di conoscere le nostre carceri dal di dentro, per poi fare delle buone leggi. È vero, alcuni politici con le loro dichiarazioni raccolgono voti a valanga, approfittano della buona fede di chi li vota. ma fanno finta di non sapere che quando un prigioniero sconta una pena cattiva e disumana uscirà fuori più criminale di prima. L’ordine nelle carceri non migliorerà mai con la pistola elettrica, ma si potrebbe ottenerlo con più pene alternative, con formazione professionale, lavori di pubblica utilità, scuole, libri, telefonate libere a casa, colloqui affettivi, vale a dire tanto affetto sociale e amore familiare.Spesso nei cuori dei cattivi si nasconde tanto amore e per farli ritornare sulla retta via basterebbe veramente poco, basterebbe amarli.Sono fortemente convinto che l’unico trattamento che potrebbe davvero cambiare le persone è quello che prevede di amarle, perché l’amore è la migliore delle medicine per far guarire i cattivi. Peccato che certi politici non conoscano questa medicina.Dimenticavo, in carcere non ci sono alberi, foglie, erba, in carcere non c’è vita, penso che per iniziare a migliorare la vivibilità dei prigionieri si potrebbe incominciare a mettere dei fiori nelle sbarre delle loro finestre. (Carmelo Musumeci)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: