Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Europa 2019: la grande contrapposizione

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Sono iniziate da qualche mese le grandi manovre in attesa del rinnovo del Parlamento europeo il prossimo anno. Non pochi osservatori politici vi intravedono la forte somiglianza con quanto accadde a cavallo delle due grandi guerre mondiali del XX secolo. Allora i popoli del vecchio continente si trovarono ad affrontare la contrapposizione di due grandi sistemi ideologici di tipo totalitario che avevano in comune solo lo spregio per la democrazia. I grandi assenti di allora furono il partito comunista con la sua dichiarata missione in difesa dei ceti più deboli e la cosiddetta “destra sociale” e liberale. Oggi questi sistemi li ritroviamo da una parte con l’economicismo e la sua concezione astratta della vita come ragione calcolante egoista e individualista e, dall’altra, il fondamentalismo radicale nazionalista, etnico e razzista. In tale contesa resta marginale la presenza della sinistra storica in parte edulcorata da una vena tollerante e fortemente votata ai compromessi al ribasso che nella nostra realtà quotidiana si perde dietro i tanti rivoli ideologici e demagogici e con un linguaggio che ha perso quasi del tutto il suo carisma tra le folle e il liberismo che continua a dare valori morali alla correttezza del diritto ma deprivata dal suo carisma per eccesso di intellettualismo. E’ un percorso che se continua ad essere riduttivo pone fatalmente il ruolo dell’essere umano ad un livello marginale primeggiando la crisi dei sistemi di difesa della cultura e della politica. In pratica il conflitto si radicalizza in misura fortemente involutiva tra l’essere e l’avere, tra chi ha e chi non ha. E’ così che diventa sempre più profondo il solco che divide i popoli tra la soggezione e il potere riservato ad una minoranza ristretta e dove è prioritaria una visione unilaterale della vita dietro la quale si nascondono i grandi interessi economici del mondo capitalista. E’ così che scatta la trappola con una lotta tutta di destra come in Francia tra Macron e le Pen e che alle prossime europee si ripeterà fatalmente imponendo un pensiero indiviso che nel tentativo di riformare il mondo, attraverso lo sviluppo economico, richiama l’immagine di un mondo unico nel trionfo del privilegio di pochi a danno di molti. Se andiamo con questo passo accadrà che gli elettori europei non avranno più una contrapposizione reale ma la sola scelta del meno peggio come è accaduto in Francia. (Questo è il primo di una serie di articoli sulla politica, il costume e l’Europa ad iniziativa del direttore dei Centri studi della Fidest Riccardo Alfonso)

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