Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Repubblica Democratica del Congo: mobilitazione contro Ebola

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

L’UNICEF si è subito attivato nella risposta contro Ebola nella Repubblica Democratica del Congo per fornire sostegno a migliaia di persone, compresi i bambini, a rischio nella città di Butembo, a seguito della recente conferma da parte del Governo di due nuovi casi di Ebola.
“Butembo è un’importante città commerciale e ha quasi un milione di abitanti. C’è quindi un rischio reale che il virus possa diffondersi rapidamente in un centro abitato così vasto”, ha detto Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’UNICEF nella R.D. del Congo durante la sua missione a Butembo. “Il numero di casi confermati di Ebola a Butembo rimane limitato, ma dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che l’epidemia sia controllata in questa fase iniziale”.L’UNICEF sta ampliando la risposta di Ebola e sta impiegando a Butembo un team di 11 specialisti in sensibilizzazione delle comunità, istruzione, assistenza psico-sociale, acqua, servizi igienico-sanitari per aiutare a contenere la malattia ed evitare un’ulteriore diffusione dell’epidemia. L’UNICEF ed i suoi partner hanno già dato priorità ai quartieri di Butembo con casi confermati di Ebola e alle persone che sono state in contatto con persone colpite.
I team multidisciplinari dell’UNICEF comprendono antropologi, che assicurano che la risposta sia sensibile alle credenze e alle pratiche culturali, in particolare per quanto riguarda la cura delle persone malate, e per affrontare le preoccupazioni della popolazione riguardo a sepolture sicure e dignitose. A Ndindi, i comitati locali stanno lavorando a stretto contatto con l’UNICEF per identificare e attuare attività di sensibilizzazione. I comitati locali hanno contribuito ad attivare camion per sensibilizzare la comunità con megafoni che attraversano il quartiere. L’UNICEF ha fornito a 120 leader locali telefoni cellulari per rafforzare la diagnosi precoce e la segnalazione ai servizi sanitari di persone sospettate di essere state colpite.

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