Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 19 settembre 2018

La notte di Pilato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Notte di Pilato 2.jpgNotte di Pilato.jpgRoma Giovedì 20 settembre p.v. ore 19.30 torna il teatro presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) la messa in scena dell’ultimo lavoro del noto poeta, drammaturgo ungherese István Fazekas, intitolato “La notte di Pilato”.
Il dramma storico in un atto sarà preceduto dalla presentazione della versiona italiana dell’omonimo libro, da parte di György Dömötör, direttore di Új Színház; Teréz Barna, giornalista e Éva Petrőczi, attrice premio József Attila.
Gli interpreti della rappresentazione teatrale, alla quale presenzierà anche l’autore, saranno Bernadett Gregor (Claudia Procula), Dávid János (Pilato). Regia e traduzione a cura Lilla Falussy. L’ultimo lavoro di Fazekas ci riporta nel 33 dC, alla notte che precede il processo di Gesù, durante il quale Pilato ordinò la sua flagellazione e la crocifissione. Il dramma è ambientato nella stanza da letto di Pilato. L’autore prende spunto da una frase del Nuovo Testamento, in cui Claudia, moglie di Pilato la notte prima si rivolge al prefetto dicendo: «Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno per causa sua». (Matteo, 27/19) e Il pubblico riceverà in omaggio la versione italiana del volume.

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L’Arte di condividere: Giornate Europee del Patrimonio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Roma sabato 22 e domenica 23 settembre 2018 Via delle Belle Arti 131. Ingresso disabili via Gramsci, 71. L’iniziativa, che si svolge dal 1991 ed è oggi presente in ben 50 paesi aderenti alla Convenzione Culturale Europea, è un’ulteriore tappa di questo 2018 Anno Europeo del Patrimonio Culturale, che ci fornisce rinnovate occasioni per conoscere la ricchezza del nostro patrimonio culturale. Quest’edizione delle Giornate Europee del Patrimonio ci propone di osservare i beni da una lente diversa, quella che mette a fuoco gli elementi dell’incontro tra le diverse culture, della contaminazione di tradizioni e saperi tra comunità e della condivisione di conoscenze: titolo di questa edizione è appunto L’Arte di condividere.

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Ripartire dal giornalismo fatto dai professionisti per ricostruire l’opinione pubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Napoli lunedì 24 settembre a partire dalle 14 e 30 presso l’aula De Sanctis dell’Università di Napoli Federico II. Siamo agli albori di un nuovo umanesimo alimentato dall’informazione proprio oggi che lo spazio condiviso è frammentato, aggredito da pensieri populisti e fake news. Sono questi i concetti alla base di “Public Mind: costruzione dell’opinione pubblica nell’era dell’algoritmo”, il tema cui è dedicata l’edizione 2018 di “Nostalgia di Futuro”.
Il titolo della manifestazione è ispirato a Public Mind di Bill Moyers, serie tv che esplora gli Usa degli anni ’90. Nostalgia di Futuro apre di fatto il Prix Italia Rai, l’evento che da 70 anni riunisce tutti i broadcaster del mondo. “Oggi l’opinione non è più pubblica, in quanto ognuno ha la propria, – ha spiegato Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di TuttiMedia e Media Duemila – e i giornalisti devono capire che la stessa opinione si è estinta come un fiume non più alimentato”. Si tratta di un problema universale: viviamo in tempi di società complesse e iperconnesse, e per ricostruire la mente pubblica va affrontato un processo di intelligenza connettiva che fornisca nuove regole. A tutti i media è assegnato un ruolo in tale processo, ma il punto giusto da cui ripartire è il giornalismo fatto dai professionisti. Giornali e giornalisti sono difronte ad una sfida epocale: sono loro il nucleo da cui ripartire, contrariamente a quanto le apparenze mediatiche lascerebbero intendere.
“I giornalisti forse non hanno colto il pericolo che l’opinione pubblica consapevole si sarebbe estinta come un fiume non più alimentato – ha continuato de Kerckhove – perché aggredita da pensieri populisti fondati non più su ragioni pubbliche, ma su opinioni emotive di ciascuno. Queste irrompono, in maniera devastante, nella dimensione spaziale e filosofica dell’informazione come desideri di un popolo che spesso non esiste come comunità umana connessa su valori e principi condivisi.Il giornalismo è centrale, in questo momento storico. La televisione, in passato, creava spazio e mente pubblica, oggi il medium dominante è lo smartphone. Con YouTube la gente ha preso possesso del media Tv e ciascuno, da ‘individuo sconnesso’, crea il suo pubblico. Viviamo in un momento di dissenso e divisione; è urgente studiare le fonti utili a recuperare il senso dello spazio condiviso”.Interverranno: Stefano Cuzzilla (presidente nazionale di Federmanager), Ottavio Lucarelli (presidente Ordine dei Giornalisti Campania), Gaetano Manfredi (Rettore Unina), Andrea Riffeser Monti (presidente Fieg), Franco Siddi (presidente TuttiMedia). Dopo l’intervento del sottosegretario all’Editoria Vito Crimi, Derrick de Kerckhove sarà a tu per tu con Laura Bononcini (Facebook), Carlo Bordoni (Corriere della Sera), Claudio Brachino (VideoNews), Fabrizio Carotti (Fieg), Mario Cardoni (Federmanager), Massimo Di Felice (Università San Paolo – BR), Karina Laterza (Segretario Generale Prix Italia Rai), Raffaele Lorusso (Fnsi), Antonio Pescapè (Digita Academy), Silvio Siliprandi (Hoda). La premiazione si svolgerà infine con Valeria Fascione (assessore Startup – Innovazione e Internazionalizzazione Regione Campania), Luigi Bianco (Federmanager), Marina Ceravolo (Rai Pubblicità), Daniela D’Aloisi (Fub), Luigi Rocchi (Rai), Maria Pia Rossignaud (TuttiMedia/Media Duemila), Claudio Silvestri (Segretario SUGS) Carlo Verna (presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei giornalisti).

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Rafforzamento Erasmus: giovani protagonisti della nuova Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

“Erasmus è stato un programma di successo e nella programmazione 2021/2027 vengono più che raddoppiate le risorse disponibili per progetti che vedranno i giovani protagonisti. La settimana scorsa, durante la sua audizione in Parlamento, il Commissario al Bilancio Oettinger ha ribadito questo impegno. Un programma partito nel 1987 con 3.000 studenti, ha coinvolto più di 4 milioni di ragazzi, di cui circa il 10 per cento italiani.” Lo ha dichiarato Alessandro Battilocchio, Deputato di Forza Italia al termine dei lavori in Commissione Politiche UE in cui è stato votato il parere sul progetto. “Oggi Erasmus diventa il secondo programma UE a gestione diretta per ampiezza di dotazione finanziaria, dopo Horizon. È un segnale notevole, un passo positivo, importante, nella giusta direzione anche nell’ottica della realizzazione di uno “spazio europeo dell’istruzione” entro il 2025, target che gli Stati membri hanno confermato in tutte le recenti occasioni formali. L’Europa, per consolidarsi, deve ripartire dalle nuove leve alle quali va data la massima attenzione”, ha concluso.

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Migration: After the Aquarius

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Lyon, France As European Union leaders prepare to address the topic of migration this week at an informal meeting in Salzburg, Euronews will update its viewers on the lives of some of the 630 migrants who were at sea aboard the Aquarius, the rescue ship that became the symbol of the EU migration debate this summer.In June, Euronews correspondent Anelise Borges spent 10 days on board the Aquarius, a rescue vessel operated by Médecins Sans Frontières (MSF) and SOS Méditerranée. The only television journalist on board, she filmed around the clock, using only an iPhone, to capture the story of the men, women and children who risked everything to reach Europe. Her reporting became an essential source for other media outlets covering the migration issue, and a 52-minute documentary about the voyage aired in July.This week she caught up with some of the people who disembarked from the Aquarius in Valencia, after Spain put itself forward and agreed to accept the ship and its migrants.The migrants aboard the ship all had different scars; some fled conflict, others horrifying circumstances caused by grinding poverty. They all now face a new reality that will not necessarily measure up to their dreams.Anelise tells their stories in three reports, which will air this week on Euronews’ new daily political show Raw Politics. The first, on Tuesday 18 September, features Reward, a Nigerian man who left his home three years ago in search of a better future. Reward lives in Bilbao now, where he is waiting out the review of his application for asylum. He has a place to live, and money for food and clothing, but too much free time to think about his harrowing journey here, and the death of his best friend in a Libyan jail.Asked whether he thought his dream of becoming a pilot was any closer to reality now, he responded, “It might happen. I don’t know.” Raw Politics is broadcast from the European Parliament every week night on Euronews from 6pm CEST/ 5pm BST. Raw Politics’ aim is to tell Europe’s story from all sides, with a commitment to true impartiality. It poses hard-hitting questions on the issues that define and divide Europe through impactful interviews, passionate debates and original journalism from Euronews correspondents.
Euronews is the number one European news channel, reaching more viewers in continental Europe than any of its rivals. It is also the most-watched international news channel with 52 million TV viewers and digital consumers worldwide.

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“Apre la stagione del teatro Pegaso di Ostia con tantissime novità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Ostia 28 settembre alle ore 18:00 il Teatro Pegaso di Ostia Viale Cardinal Ginnasi 12, aprirà il sipario a tantissime novità per questa importante stagione! Si susseguiranno sul palcoscenico Fabio Avaro, Alessandro Moser, Antonia Di Francesco, Veronica Liberale, Siddharta Prestinari e altri, affiancati da registi di grande notorietà del mondo del teatro e non solo come Luca Pizzurro, Davide Nebbia, Davide Desario, Roberto D’Alessandro.Sarà la regista, attrice, nonché direttrice del Teatro Pegaso Antonia Di Francesco a recidere il nastro con la conferenza stampa presso lo stabile del Comune di Roma, sito in viale Cardinal Ginnasi, 12 a Ostia.Aprirà la stagione lo spettacolo “C’eravamo tanto odiati” di Veronica Liberale in scena dal 18 al 21 ottobre 2018. Sarà un anno ricco di sorprese e tante anteprime, tra cui lo spettacolo “Vissi per Maria” con Siddharta Prestinari, per la regia di Roberto D’Alessandro dal 22 al 25 novembre 2018.Non mancheranno, inoltre, pièce de théâtre di un certo spessore artistico e culturale come la commedia scritta da Oscar Wilde in tre atti “L’importanza di chiamarsi Ernesto” per la regia di Antonia Di Francesco con Alessandro Moser dal 29 novembre al 9 dicembre 2018.
Dopo tre anni e a grande richiesta, dal 13 al 30 dicembre 2018, torna sul palcoscenico “O’ scarfalietto” per le regia di Antonia Di Francesco con Antonio Abet, Filippo Valastro e Fabrizio Caiazzo. Il capolavoro di Scarpetta è uno dei cavalli di battaglia della compagnia!
Dal 17 al 20 gennaio 2019 sarà in scena “Mi punge vaghezza” per la regia di Luca Pizzurro spettacolo nato dal lavoro attento di professionisti provenienti da diverse esperienze artistiche come Antonia Di Francesco e Alessandro Moser.
Dal 21 al 24 febbraio 2019, invece, irromperà sul palcoscenico del Teatro Pegaso Fabio Avaro con il suo spettacolo “Le mie storie bastarde” interpretato dallo stesso cabarettista, tratto dal libro omonimo di Davide Desario, per regalare al pubblico in sala due ore di assoluto divertimento!
Dal 7 al 10 marzo sarà la volta di “Precarie Età” di Maurizio Donadoni con Antonia di Francesco e Veronica Liberale per la regia di Alessandro Moser.
Inoltre per la gioia di molti che non sono riusciti a vederlo e per chi invece ha voglia di rivederlo, dall’11 al 14 aprile 2019, sarà in scena l’acclamatissimo spettacolo “Sarah – Le memorie di Sarah Bernhardt”, di John Murrell, conosciuto ormai per le sue repliche nei teatri più importanti della capitale, per la regia di Luca Pizzurro.La stagione si concluderà con lo spettacolo “Next Fall” di Geoffrey Nauffts dal 2 al 12 maggio 2019, già presentato al Teatro Trastevere di Roma a marzo, con Alessandro Moser e Antonia Di Francesco per la regia di Davide Nebbia.Ma le novità non finiscono di certo qui.. il teatro Pegaso di Ostia darà la possibilità a diverse compagnie emergenti di susseguirsi sul palcoscenico con spettacoli del tutto innovativi e inediti!
Altra importante notizia ogni domenica alle ore 16:00 la compagnia del Teatro Pegaso presenterà una stagione dedicata alle magiche avventure del mondo dell’infanzia, mettendo in scena degli spettacoli dedicati interamente ai bambini. Alla fine della presentazione del cartellone degli spettacoli 2018/2019 insieme agli attori, protagonisti di questa strepitosa stagione, si potrà degustare un gustosissimo buffet e brindare ad un anno da trascorrere insieme!

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Serata Swing con Giada e i Sib al Vintage di Palermo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Palermo venerdì 21 settembre al Vintage club – nell’isola pedonale di via Piccola Teatro Santa Cecilia 9 – che inizia da oggi i suoi giorni di pre-reopening, in attesa della nuova stagione.
Il locale aprirà già alle 18 per chi vuole bere uno o più dei cento cocktail disponibili. Alle 20,30 inizia l’apericena classica, formata da un primo di pasta, un secondo di carne, insalata di riso, salumi, formaggi, fritti, crostini e pane. C’è anche l’aperisushi, ovvero onigiri, uramaki e tanto altro. Terza opzione, il menù alla carta, a base di sushi, con un’ampia gamma di scelta tra uramaki, tempura di gamberi, nigiri, usamaki e tanto altro.
Alle 22,30 saliranno sul palco Giada e i Sib, ovvero la cantante Giada La Manna con la sua band formata da Francesco Bega alla chitarra e banjo, Davide Femminino al basso e Maurizio Gula alla batteria. Insieme i Sib proporranno un repertorio fresco e coinvolgente dal gusto retrò, arrangiando i classici della musica italiana degli anni Cinquanta e Sessanta in chiave ska, reggae, beat e rock’n’roll con autoironia e voglia di divertirsi insieme al pubblico. In scaletta brani come “Perdono”, “Se bruciasse la città”, “Ritornerai”, “Messico e Nuvole” e tanti altri in versioni del tutto originali e frizzanti. L’ingresso è libero, con consumazione obbligatoria. Chi farà l’apericena classico pagherà 10 euro e avrà diritto a una consumazione alcolica. Chi sceglierà l’aperisushi, dovrà pagare 15 euro e avrà diritto alla consumazione alcolica e all’accesso anche all’apericena classico. Per chi sceglierà il menù alla carta, il prezzo varia in base al consumo. Idem per chi vorrà soltanto bere. Il sushi è anche take away e prevede la consegna a domicilio.

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Serata con Cesare Cremonini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Palermo venerdì 21 settembre al Dorian – il locale, ma anche il brand, simbolo di musica a Palermo e provincia, sotto la guida artistica di Alessio Ciriminna – in via Rosario Gerbasi 6, di fronte al molo Santa Lucia del porto di Palermo. La serata inizierà alle 20. I clienti del locale potranno scegliere l’aperigrill di carne o la pizza alla carta. Alle 22 parte il concerto. In scaletta brani ormai entrati nella memoria collettiva, da “50 special” all’attuale “Nessuno vuole essere Robin”. Seguirà dj set.

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Surréalisme: Collections Legrand et Mayoux

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Paris Vendredi 9 novembre, la maison de ventes Drouot Estimations dispersera près de 200 œuvres surréalistes réunies dans la collection de Clarisse Legrand, la première épouse de Gérard LEGRAND (1927-1999), et de Marie-Louise et Jehan MAYOUX (1904-1975). Les deux hommes, poètes surréalistes proches de Benjamin PÉRET (1899-1959), figurent parmi les artistes emblématiques du mouvement qui révolutionna l’art du XXe siècle. André BRETON (1896-1966), Yves TANGUY (1900-1955), Hans BELLMER (1902-1975), Joan MIRÓ (1896-1983), María de los REMEDIOS VARO URANGA (1908-1963), TOYEN (1902-1980), Jean-Jacques LEBEL (né en 1936), Jindřich ŠTYRSKÝ (1899-1942), Max Walter SVANBERG (1912-1994)… Les œuvres présentées dans cette vente – œuvres graphiques, livres, manuscrits, autographes, affiches – et leurs dédicaces nous replongent au cœur du cercle parisien des artistes surréalistes.

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I consigli del chirurgo plastico: Trattamenti mirati e alimentazione corretta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Tornare in forma dopo l’estate: più che un must, la necessità di recuperare la via della normalità e porre un freno a quelli che possono essere stati gli eccessi del periodo vacanziero. Una strada che passa attraverso due elementi: «Il rimodellamento del corpo con l’eliminazione dei piccoli accumuli di grasso è possibile attraverso puntali trattamenti. Questi però da soli non bastano: è indispensabile tornare a regimi alimentari adeguati, supportati da una dieta proteica mirata e da un’attività fisica specifica», spiega Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.Punto di partenza è sempre la condizione della persona. «Il fai da te solitamente non porta da nessuna parte e non esiste una soluzione che va bene ed è efficace per tutti. Ogni percorso terapeutico deriva da una specifica visita medica; ed è il medico che indica la strada da percorrere», precisa Gilardino. Le indicazioni per i trattamenti guardano a quelli a minor impatto senza effetti collaterali. «Per un rimodellamento corporeo dove non vi sono particolari situazioni da affrontare, l’Icoon è un trattamento che dà sempre ottimi risultati senza complicanze di sorta», continua Gilardino. «Si tratta di una tecnologia innovativa che effettua un massaggio drenante e connettivale profondo; non è invasiva e assicura un trattamento soft nel rimodellamento del corpo e nel ringiovanimento della pelle». Per un intervento un po’ più in profondità si può optare per la carbossiterapia. «Sfruttando le proprietà benefiche dell’anidride carbonica, un potente vasodilatatore capace di attivare il microcircolo in alcune particolari zone del corpo – prosegue la dottoressa – attraverso dei microaghi si va a stimolare la riossigenazione dei tessuti e, potendone variare dose, volume, velocità e profondità di iniezione, consente di intervenire anche in profondità nel rimodellamento della silhouette del corpo». Fino alle onde d’urto. «Qui i trattamenti sono ancora più localizzati», continua Gilardino. «Agendo direttamente sul metabolismo cellulare hanno un effetto rigenerativo importante sia quando si tratta di intervenire su cellulite, sia su piccoli accumuli di grasso, ma anche per restituire tonicità alla pelle». Come impegno, si parte dalle 12 sedute richieste dall’Icoon per arrivare alle 8-10 delle onde d’urto. «A seconda delle situazioni, è possibile studiare anche trattamenti combinati per avere risultati più mirati», precisa la specialista. La medicina estetica non è però la bacchetta magica del remise en forme: è indispensabile intervenire anche a livello dell’alimentazione. «Il problema maggiore che si riscontra soprattutto nelle donne over 40 riguarda il calo di massa muscolare. Una dieta proteica, efficace nel perdere peso, deve essere abbinata a una ginnastica mirata». Gilardino nel proprio studio di Milano ha dato vita ad un team capace di indirizzare e seguire il paziente nel tempo affinché i risultati raggiunti non restino un traguardo passeggero.

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Alzheimer: La diagnosi precose è decisiva per l’assistito e i familiari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

E’ risaputo che la malattia di Alzheimer non coinvolge solo il singolo ma anche il nucleo famigliare poiché il malato di Alzheimer, specie nelle fasi avanzate, necessita di una continua assistenza. Sono circa 8 famiglie su 10 in Italia che preferiscono sostenere personalmente l’ammalato assumendosi integralmente i costi dei trattamenti e dedicandogli all’incirca 7 ore di assistenza diretta, ossia di pura cura, e 11 ore di sorveglianza ossia di tempo trascorso con il malato. Per alleviare il loro peso la diagnosi precoce è decisiva: l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è un punto di riferimento nazionale in questo campo. «La diagnosi precoce deve avere la finalità di accogliere malato e famigliari nel solco di programmi di cura ed assistenza che consentano loro di sentirsi meno soli di fronte alla malattia – spiega il primario del reparto Alzheimer del Centro San Giovanni Di Dio, Orazio Zanetti -. L’enfasi sull’importanza della diagnosi è fondata anche sulla disponibilità di procedure diagnostiche che oggi sono molto affidabili e sicure. Proprio negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti passi da gigante in questa direzione che ci consentono oggi di diagnosticare la malattia di Alzheimer alle prime avvisaglie quando ancora la persona è in possesso delle proprie facoltà, prima che la malattia sia sfociata in una demenza conclamata».Nella maggioranza dei casi, infatti, la diagnosi di questa patologia si fonda su una procedura molto semplice e poco costosa effettuabile nell’ambulatorio dello specialista geriatra, neurologo o più raramente psichiatra. Essa consiste in: 1) raccolta attenta della storia recente dell’ammalato (modalità d’esordio dei sintomi e loro evoluzione); 2) valutazione del livello di autonomia; 3) valutazione di alterazioni della sfera comportamentale (depressione, apatia, perdita di interessi); 4) esame fisico e neurologico; 5) esami del sangue e tomografia assiale computerizzata del capo. Grazie a questa “semplice” procedura è possibile porre una diagnosi corretta nel 90% dei casi. È importante eseguire una tomografia computerizzata (TAC) (oppure una risonanza magnetica cerebrale) che possono aiutare in una migliore definizione diagnostica. Alcuni esami del sangue servono inoltre ad escludere malattie curabili (es. un cattivo funzionamento della tiroide o la carenza di vitamine). Sono fondamentali per una corretta diagnosi le informazioni – fornite abitualmente dai famigliari – su comparsa ed evoluzione dei sintomi. nonché un accurato esame del paziente. «Più precoce è la diagnosi più si alzano le probabilità di guarigione; infatti non tutti i disturbi cognitivi sono il preludio dell’Alzheimer. Una volta comprovata la presenza di malattia, si potrà dare avvio a un trattamento farmacologico con l’intento di rallentare il processo degenerativo di uno, due o tre anni» osserva Zanetti. Nel rimanente 10% delle persone con problemi di memoria, essendo i sintomi molto sfumati, possono essere necessarie indagini diagnostiche più complesse e sofisticate, anch’esse disponibili presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia (nel cosidetto Ambulatorio Traslazionale per la Memoria). Queste consistono nell’effettuare indagini radiologiche del cervello (Risonanza ad alta risoluzione) che vengono poi processate al computer per quantificare la presenza di eventuale atrofia, ossia riduzione della massa cerebrale funzionante, oppure nel verificare quanto zucchero il cervello è in grado di consumare (quello normale lo consuma in modo omogeneo). Il prelievo di liquido cerebrospinale (cosiddetta lombare) consente di misurare la quantità di alcune proteine (beta-amiloide oppure tau) coinvolte nella comparsa della malattia di Alzheimer. Da poco tempo è possibile “quantificare” la presenza di beta amiloide nel cervello anche con una semplice PET cerebrale. Nell’arco degli ultimi tre anni, presso l’Ambulatorio Traslazionale per la Memoria dell’ IRCCS Fatebenefratelli, sono stati valutati 556 pazienti. Al termine del percorso diagnostico 131 pazienti (23%) hanno ricevuto la diagnosi di Malattia di Alzheimer e sono stati posti in terapia con i farmaci disponibili (anticolinesterasici e memantina). Inoltre, alla maggior parte dei pazienti (92%) è stata proposta la partecipazione ad almeno un progetto di ricerca per la valutazione dell’efficacia di terapie innovative farmacologiche (es. anticorpi anti beta amiloide) e non farmacologiche (es. stimolazione elettrica).

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De Molfetta/Maglionico: All you can eat!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Reggio Emilia Galleria Bonioni Arte 29 settembre – 28 ottobre 2018 Inaugurazione: sabato 29 settembre, ore 17.00. «Il titolo della mostra – spiega la curatrice – fa riferimento alla celebre catena di ristoranti in cui è possibile mangiare di tutto a poco prezzo e in cui si scatenano delle vere e proprie gare alimentari incontrollate, dunque al concetto di arraffare e di abbuffarsi fino alla perdita di lucidità, sia in ambito consumistico (nel caso di De Molfetta) che in ambito politico (Maglionico). I due artisti indagano l’uno attraverso la pittura e l’altro la scultura, problematiche contemporanee e di estrema attualità quale l’idolatria maniacale di una estetica fittizia del cibo che diviene una droga e un surrogato di passiva felicità, le promesse mancate della politica e nel contempo il richiamo quasi bulimico all’ingordigia del potere, attraverso il gioco delle carte, il rifiuto di plastica abbandonato, i simboli della società capitalistica come il Mc Donald’s e le grandi multinazionali, simboli di un decadimento culturale oramai irreversibile». In esposizione, una grande opera in vetroresina di Francesco De Molfetta (“Milkow”), accompagnata da una serie di piccole porcellane smaltate a terzo fuoco (tecnica tradizionale settecentesca), tutte riprese da calchi in gesso del Settecento, e l’inedita installazione pittorica dalla sfumatura socio-politica “Poker Face” di Giulia Maglionico che rimanda alle leadership internazionali, unitamente ad altre opere a tema alimentare.

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Formazione e politiche attive del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Roma 2 ottobre 2018 dalle 11.30 alle 14,00 SENATO della Repubblica Piazza della Minerva 38 Presentazione dei dati del Rapporto 2018 Cnos-Fap e Noviter “Politiche della Formazione Professionale e del lavoro – Analisi ragionata degli interventi regionali”. Il rapporto, realizzato con l’analisi di 238 bandi regionali emanati lo scorso anno, è un primo bilancio degli strumenti scelti e utilizzati a livello territoriale e nazionale per favorire l’occupazione in Italia. Una pubblicazione di 326 pagine, dalla quale emerge la “fotografia” di un Paese con soluzioni adottate ancora troppo frastagliate per rappresentare un sistema nazionale. Interessante l’analisi delle 108 linee di intervento relative alle politiche del lavoro, anche in relazione alle diverse vocazioni produttive regionali e all’effettiva domanda di lavoro richiesta dal mercato. Un focus, con dati, grafici e un’analisi ragionata, anche sui meccanismi di funzionamento amministrativo, il rapporto tra finanziamento a processo e a risultato, i destinatari degli interventi e i diversi soggetti chiamati a realizzare le attività. Il rapporto sarà lo spunto per la tavola rotonda che si svolgerà il 2 Ottobre dalle 12.00 alle 14.00 presso la Biblioteca del Senato a Roma, con il coinvolgimento dei maggiori interlocutori del sistema, alla luce della riforma del mercato del lavoro, con l’introduzione di una nuova governance dei servizi per il lavoro, di servizi e misure di politiche attive del lavoro da garantire ai cittadini, degli indirizzi europei sulla Garanzia Giovani. Obiettivo: valutare le recenti ricadute positive per l’occupazione e le strategie future anche in vista dei prossimi interventi del Governo, come ad esempio la riforma dei Centri per l’impiego e l’introduzione del reddito di cittadinanza.

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Nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Tutti a scuola con le Istituzioni, per implementare il nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità. L’ambizioso progetto, messo in cantiere da Ipacs (Institutional & Public Coaching Services) nasce dal doppio evento istituzionale del 12 luglio e 12 settembre, patrocinato dal Ministero della Salute, durante il quale è stata fatta esperienza, nei laboratori paralleli, di come all’interno del Piano Cronicità si debba implementare l’Empowerment in ambito socio-sanitario. I laboratori del 12 settembre sono stati sia una ricognizione dello stato dell’arte sugli strumenti attuali di empowerment sia un laboratorio di sperimentazione di strumenti nuovi per migliorare le conoscenze, la consapevolezza, la responsabilità e motivazione di tutti gli attori del sistema. E’ stato applicato un approccio misto quali/quantitativo per comprendere, con la giusta lente, la realtà complessa e mettersi nelle condizioni di prevedere, partendo dal territorio, le azioni di empowerment da realizzare.
“Per rispondere alla eterogeneità dei bisogni” sintetizza la Dott.ssa Mia Scotti, progettista del Comitato Tecnico Aree Interne-Invitalia “occorre superare le divisioni verticali tra competenze, conoscenze e settori, lavorando in maniera multidisciplinare. Con flessibilità. Nell’attuazione progettuale, è necessario, per l’efficacia del progetto stesso, anticipare la possibilità di essere capaci di prevedere tutto”.
Ambiziosa è l’idea di rendere i cittadini e gli operatori sanitario dei veri e propri ‘influencer’ su salute e stili di vita positivi. Il nuovo progetto dal titolo ‘A scuola con le istituzioni’ si propone di applicare su piccoli gruppi di pazienti familiari e sanitari, un approccio mirato al progetto di vita attraverso un pacchetto integrato di coaching. Il coaching secondo ICF (International Coaching Federation) ‘è quella partnership tra due persone che attraverso un processo creativo stimola la riflessione e consente di sviluppare il potenziale individuale’.
Le sessioni di coaching non saranno dedicate esclusivamente a pazienti e familiari o cittadini ma comprenderanno il personale socio-sanitario dedicato alle cure. Siamo abituati a pensare a queste due categorie come a ruoli diversi, ma anche sviluppare le capacità dei sanitari significa agire sulle persone. Varie ricerche infatti hanno dimostrato che aiutare il personale a sviluppare le proprie capacità e competenze migliora la qualità dell’assistenza e ricade positivamente sui pazienti. Per questo il nuovo progetto voluto da Francesca Cioffi fondatrice di i PACS sarà il laboratorio di una ricerca economica e sociale sui cittadini, familiari e team multispecialistico. (fonte: Dr.ssa Johanna Rossi Mason)

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Vaccini e antibiotici: cosa ne pensano gli studenti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

I vaccini possono prevenire il cancro? Somministrare più vaccini nella stessa seduta è rischioso? Quando si deve assumere un antibiotico? Che cos’è l’antibiotico resistenza? Gli animali contribuiscono o no al fenomeno dell’antibiotico resistenza? Sono solo alcune delle domande contenute nel questionario sulla “Percezione del rischio connesso all’utilizzo degli antibiotici e dei vaccini”, sottoposto dall’Università di Parma ai suoi studenti.Al questionario, ideato e realizzato dai docenti dell’Università di Parma Simone Bertini, Andrea Summer e Carlo Calzetti, hanno risposto 2229 studenti, il 9,07% dell’intera popolazione studentesca dell’Università di Parma. Le risposte, date in forma anonima ma con riferimento al corso di studio e all’età, forniscono un’immagine della percezione del rischio negli studenti iscritti nei più diversi corsi di studio dell’Ateneo.
I risultati? Alti e bassi. Sfiora il 100% (96,77%) la percentuale di risposte corrette alla domanda su “Quando si deve assumere un antibiotico”, e sono ben oltre il 90% quelle alle domande sull’antibiotico resistenza (93.05%) e sulla sua crescita (92.3%). Le risposte esatte superano invece l’80% nelle domande relative all’uso degli antibiotici e al momento in cui la terapia antibiotica a domicilio va sospesa.Piuttosto basse, per contro, le percentuali di risposte corrette alla domanda relativa a cosa è bene associare a una terapia antibiotica al domicilio (30.69%), a quella che chiedeva se i vaccini possono prevenire il cancro (il 43,47% ha giustamente detto “solo alcuni”) e a quella relativa all’eventualità di rischi nella somministrazione di più vaccini in una stessa seduta (51,86%).Per quanto riguarda la connessione dell’antibiotico resistenza al mondo animale, e in particolare l’incidenza degli animali al problema dell’antibiotico resistenza, i risultati del questionario dimostrano che la questione viene sottovalutata, perché circa il 20% degli studenti sostiene che gli animali non contribuiscono all’antibiotico resistenza e non ritiene importante l’uso di antibiotici esclusivi per le specie animali.

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Scuola – Dispersione alunni: fallimento Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Le parole pronunciate dal presidente della Repubblica sono una sferzata a chi governa la scuola e non fa nulla per opporsi a questa deriva da Paese non sviluppato, che lascia per strada i suoi bambini e ragazzi in difficoltà, provenienti da tessuti sociali difficili o famiglie bisognose di aiuto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non c’è tempo da perdere: servono tempo pieno e prolungato anche al Sud, come ha annunciato di recente il presidente della Commissione Cultura Luigi Gallo, ma soprattutto organici differenziati in base al tasso di dispersione e di disoccupazione e alle esigenze del territorio. Per combattere l’abbandono scolastico bisogna anche introdurre l’obbligo a 18 anni, con una modifica dell’alternanza scuola lavoro peraltro già annunciata dal ministro Bussetti, e puntare sulla continuità didattica riaprendo le GaE.Dispersione scolastica: Quali i rimedi possibili?
I dati diffusi da Tuttoscuola e relativi alla dispersione scolastica vedono il Lazio tra le regioni in Italia con il più basso tasso di studenti che lo scorso anno non sono giunti a frequentare il 5° anno delle superiori (11.778 – tasso di dispersione scolastica 21,3%*): un dato al di sotto della media nazionale (3.500.812 – tasso 24,7%). Da un’indagine condotta da JOINTLY-Il welfare condivisosu 4500 ragazzi è emerso che un corretto orientamento:
fa aumentare in 1 ragazzo su 3 la fiducia nel ‘Sistema Paese’ e le consapevolezze;
fa crescere nel 60% dei genitori/dipendenti il trust index nei confronti dell’azienda che mette a disposizione il percorso come servizio di welfare;
ha un impatto sulla scelta nell’82% dei ragazzi che lo ricevono.
Inoltre nel Lazio nell’a.s. 2017-2018 i ragazzi di un’intera classe del Liceo Montale di Roma hanno avuto l’opportunità, grazie a un’azienda della rete JOINTLY, di frequentare il percorso di orientamento per scegliere il proprio futuro in maniera più consapevole.Si potrà partire da questi dati:
– nell’a.s. 2017-2018 nel Lazio 11.778 studenti non hanno frequentato il 5° anno delle superiori;
– il Lazio è la 7a regione con il più basso tasso di dispersione scolastica (21,3%), rispetto alla media nazionale del 24,7%;
– a livello nazionale i dispersi al 5° anno sono stati 3.500.812 (il 30,6% del totale).

 

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Il Premier Conte a “Gli angeli di Padre Pio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

San Giovanni Rotondo (Fg) Sabato 22 settembre prossimo, alle ore 17:00, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà in visita a San Giovanni Rotondo, presso il Presidio d’eccellenza della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus “Gli Angeli di Padre Pio” dei Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio. Ad accoglierlo, il Presidente della Fondazione fr. Francesco Colacelli e l’intero Consiglio di Amministrazione, costituito interamente da frati e la Direzione Generale dell’Ente, detta “Esecutiva” costituita da Nicola D’Andrea, Serena Filoni, Giacomo Francesco Forte e Libera Giardino oltre, ovviamente, tutto il personale della struttura, gli assistiti e i familiari. Una folta rappresentanza di tutti gli altri presidi territoriali della Fondazione, aspetterà l’arrivo del Premier nel piazzale antistante l’ingresso principale del Presidio “Gli Angeli di Padre Pio”.Il programma della visita prevede un breve tour all’interno della struttura per conoscere e ascoltare più da vicino gli assistiti ricoverati, l’imponente dotazione tecnologica, la notevole professionalità dei suoi operatori e l’accogliente confort alberghiero che hanno fatto di questa struttura un fiore all’occhiello nel mondo della riabilitazione della Puglia e dell’Italia intera. A seguire, il Presidente del Consiglio si fermerà con la governance della Fondazione per ascoltare tutte le istanze che provengono da questo settore ed in particolare da “Gli Angeli di Padre Pio”. Infatti, il Presidente Colacelli anche in qualità di Responsabile Regionale dei Centri di Riabilitazione ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) consegnerà al Premier Conte un “report” riassuntivo di tutti i problemi che attanagliano gli enti riabilitativi come la Fondazione, non solo in Puglia ma anche in tutta Italia. Il quesito principale che sarà posto a Conte, sarà lo stesso che è stato posto più volte all’Assessore regionale alla sanità, al Dipartimento della Salute della Regione Puglia e alla ASL FG, ovvero quello riferito alla lunghissima e ormai ingestibile lista d’attesa del presidio. Sono ben 600 le persone infatti, provenienti da ogni parte d’Italia, che attendono di essere ricoverate. Persone che sono disposte ad aspettare anni e che non vogliono andare altrove. Di fronte a tali richieste che certificano inequivocabilmente il merito, la qualità percepita, l’accoglienza e l’assistenza della struttura, è interessante conoscere quali soluzioni sono praticabili nell’immediato. Alla visita sarà presente, perché invitato e perché interessato al know how del presidio, anche il Direttore Generale dell’INAIL Giuseppe Lucibello. Sperando che sia la volta buona che “Gli Angeli di Padre Pio” abbiano il giusto riconoscimento nazionale anche nell’ambito della sperimentazione e della ricerca.

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Dubbi sulla malattia di Batten?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Malattia di Batten è il nome originariamente impiegato per definire la forma classica di ceroidolipofuscinosi neuronale giovanile; oggi, invece, il termine ha una valenza più generica, e si usa per definire anche l’intero gruppo delle ceroidolipofuscinosi neuronali (NCL), un insieme ampio ed eterogeneo di patologie neurodegenerative di origine genetica. Le NCL fanno parte delle malattie da accumulo lisosomiale (LSD, Lysosomal Storage Disease), in quanto dovute al graduale ammasso di sostanze dannose in corrispondenza dei lisosomi, piccoli organelli cellulari con funzione digestiva. Tali sostanze dannose sono di natura proteica e lipidica, e si accumulano nel tempo perché gli enzimi necessari alla loro eliminazione non sono in grado di funzionare normalmente. La causa di questo malfunzionamento è rappresentata da mutazioni che si verificano in un ampio numero di geni (sono 14 quelli attualmente conosciuti), ognuno dei quali è alla base di una specifica variante di NCL. La presentazione clinica delle singole forme di ceroidolipofuscinosi neuronale varia enormemente ma, essendo i neuroni le cellule più colpite dall’intossicazione lisosomiale, tutte queste patologie sono accomunate dal rapido declino di facoltà cognitive e di varie funzioni neurologiche. Per quasi tutte le NCL non esiste una specifica terapia, anche se, negli ultimi anni, la ricerca ha compiuto notevoli passi avanti. Per la ceroidolipofuscinosi di tipo 7 (malattia CLN7), ad esempio, negli Stati Uniti è attualmente in corso la sperimentazione di un possibile trattamento. In Italia, la forma più diffusa di NCL è la ceroidolipofuscinosi di tipo 2 (malattia CLN2). “I bambini colpiti dalla malattia sembrano inizialmente sani, ma attorno al secondo anno di vita cominciano a manifestarsi i primi sintomi: ritardo di acquisizione del linguaggio e crisi epilettiche”, spiega il prof. Nicola Specchio, Responsabile dell’Unità Epilessie rare e complesse presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “In seguito, la sintomatologia diviene più complessa: le crisi epilettiche diventano più frequenti, spaziando da convulsioni a episodi di natura mioclonica, compare un disturbo della deambulazione caratterizzato da notevoli problemi di equilibrio e si manifesta un progressivo deficit cognitivo. I bambini affetti perdono tutte le competenze cognitive, fino a raggiungere una condizione di vera e propria demenza. Infine, si manifestano disturbi visivi che gradualmente portano alla cecità. Il decorso della malattia è purtroppo molto rapido”. L’aspettativa di vita dei bambini colpiti da questa malattia è limitata, e il decesso avviene solitamente tra i 10 e i 15 anni.Fortunatamente, però, per i pazienti con malattia CLN2 un trattamento specifico esiste, approvato di recente anche in Europa. Si tratta di cerliponase alfa, una terapia di sostituzione enzimatica (ERT) che viene introdotta direttamente nel liquido cerebrospinale, tramite iniezione intratecale, e che ha dimostrato di poter ridurre significativamente il deterioramento della capacità di movimento e di linguaggio dei pazienti. “Ora abbiamo la possibilità di curare i bambini affetti da questa patologia somministrando l’enzima mancante, che, a causa della mutazione genetica, non viene prodotto”, chiarisce il Prof. Specchio, che ha partecipato alla sperimentazione clinica del farmaco presso l’Ospedale Bambino Gesù. Da oggi, sul sito web dell’Osservatorio Malattie Rare (O.Ma.R.), proprio il Prof. Nicola Specchio sarà disponibile a fornire, attraverso il servizio di consulto medico online “L’esperto risponde”, il proprio parere a chiunque abbia bisogno di risposte o chiarimenti sulle ceroidolipofuscinosi neuronali. Per poter usufruire del servizio, in modo completamente gratuito, è sufficiente recarsi alla pagina de “L’esperto risponde”, sul sito di O.Ma.R., scegliere lo specialista a cui si vuole rivolgere il quesito – in questo caso, appunto, il Prof. Specchio – seguire le istruzioni e compilare l’apposita scheda. La risposta, poi, sarà pubblicata direttamente online, nella pagina dedicata all’esperto interpellato.

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Rule of law in Poland: MEPs to check situation on the ground

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Civil Liberties Committee MEPs will be in Poland from Wednesday to Friday this week to assess the rule of law and respect for fundamental values. This delegation will meet representatives of the Polish government and judiciary, Poland’s ombudsman, and representatives of other authorities, organisations and stakeholders to gather insights into the latest developments as regards the rule of law in Poland. Meetings are also scheduled with media representatives and women’s rights activists. The visit takes place in the context of ongoing rule of law dialogue between the EU General Affairs Council and Polish authorities, begun in June, on the basis of EU Treaty Article 7.1. This is the first time that this procedure has been used with respect to an EU member state.

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Ogni 5 secondi muore un bambino sotto i 15 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Secondo le nuove stime sulla mortalità lanciate dall’UNICEF, dall’OMS, dalla Divisione delle Nazioni Unite per la Popolazione e dal Gruppo della Banca Mondiale, nel 2017 sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, 1 ogni 5 secondi, spesso per cause prevenibili. La maggior parte di queste morti – 5,4 milioni – avvengono nei primi 5 anni di vita, e circa la metà sono di neonati. A livello mondiale, nel 2017, la metà di tutte le morti sotto i 5 anni è avvenuta in Africa Subsahariana, e un altro 30% in Asia Meridionale. In Africa Subsahariana, 1 bambino su 13 è morto prima del suo quinto compleanno. Nei paesi ad alto reddito, questo numero era di 1 su 185.
“Senza un’azione immediata, entro il 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni – la metà dei quali neonati”, ha dichiarato Laurence Chandy, Direttore dei Dati, Ricerca e Politiche dell’UNICEF. “Dal 1990 abbiamo compiuto notevoli progressi per salvare i bambini, ma in milioni stanno ancora morendo a causa delle circostanze e del luogo in cui nascono. Con soluzioni semplici come medicine, acqua pulita, energia elettrica e vaccini, possiamo cambiare questa realtà per ogni bambino”.La maggior parte dei bambini sotto i 5 anni muore per cause prevenibili o curabili come complicazioni durante la nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. A confronto, gli infortuni diventano sempre più causa di morte tra i bambini fra i 5 e i 14 anni, soprattutto per annegamento e incidenti stradali. Anche in questo gruppo di età esistono differenze a livello regionale: un bambino proveniente dall’Africa Subsahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa.Per i bambini, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Nel 2017, 2,5 milioni di neonati sono morti nel loro primo mese di vita. Un bambino nato in Africa Subsahariana o in Asia Meridionale aveva una probabilità nove volte maggiore di morire nel primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito. I progressi per salvare le vite di neonati sono stati più lenti rispetto a quelli per gli altri bambini sotto i 5 anni dal 1990.Anche all’interno dei paesi persistono delle disparità. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nelle aree rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane. Inoltre, coloro che sono nati da madri non istruite hanno una probabilità oltre due volte maggiore di morire prima di compiere cinque anni rispetto a quelli nati da madri con un’istruzione di livello secondario o superiore. In Italia il tasso di mortalità sotto i 5 anni nel 1990 era di 10 morti ogni 1.000 nati vivi, mentre nel 2017 è calato a 3 morti ogni 1.000 nati vivi.

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