Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Sullo stato vero delle cose in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

E’ la frase usata dal Murri per indicare lo stato d’animo dei cattolici che vivevano a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. “Ormai i cattolici – affermava – devono mettersi sul campo della lotta diretta contro uomini e partiti, nel terreno comune della costituzione vigente, salve le loro riserve; rivolgere contro quelli le acquisizioni della vita moderna, non temere i contatti momentanei con altri partiti dai quali più che gelosia di principi li divide, nel caso, incertezza di programma politico e temporaneo (R. Murri, Don Albertario, “Cultura sociale” 16/11/1898). Ora ci chiediamo cosa può insegnarci l’attuale situazione rispetto ad un secolo fa? Eravamo forse degli antesignani di fronte alla questione sociale mentre oggi si avverte un certo arretramento soprattutto culturale e generazionale. Allora il cattolicesimo impegnato in politica presentava limiti invalicabili come quello di mantenere una fisionomia essenzialmente religiosa e una connotazione rigidamente gerarchica. Oggi questo vincolo si è attenuato di molto. Dobbiamo, anzi, rilevare una tendenza all’opposto con una Chiesa che sembra andare oltre la politica condotta dai cattolici che in partiti o da soli percorrono tale strada. Mentre allora non era cosa da poco far penetrare i nuovi modelli e le nuove istanze sociali  e politiche per via delle resistenze operate dal vecchio organismo del laicato cattolico intransigente, oggi ci troviamo al cospetto di resistenze di ben altra natura che non provengono di certo dalle gerarchie religiose ma da interessi che sono avulsi al concetto di Fede che presiede gli spiriti liberi ed emancipati. Ciò che intendiamo dire, in ultima analisi, è che la battaglia di allora era verso la modernità quella di oggi è verso l’arretramento e di ciò i cattolici in prima fila dovrebbero averne coscienza e reagire di conseguenza. Oggi non possiamo addurre come alibi una visione bloccata  della funzione della Chiesa, ma renderci conto che la corsa verso il laicismo razionalistico merita più attenzione di quanto non era necessario in passato ed è proprio per questo motivo che taluni valori vanno riscritti ma anche sostenuti, senza esitazione, quelli fondanti. (Riccardo Alfonso)

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