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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Parte da Roma il futuro dell’urologia traslazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Essa si avvale ora anche di un nuovo piccolo robot dalle grandi prestazioni presentato per la prima volta in Italia. Dal Meeting FutUrology, svoltosi a Roma giorni fa, ha visto riuniti
i massimi esperti internazionali. E’ così che partirà il futuro dell’urologia italiana. “La nuova medicina e urologia translazionale”, spiega il professor Roberto Miano, Professore Associato in Urologia Università di Roma Tor Vergata e direttore scientifico dell’evento, “si basa su innovazione, multidisciplinarietà e network e vede protagonisti non più solo chirurghi o medici ma ingegneri, biotecnologi, informatici, operatori sanitari e imprenditori, che lavorando in stretta collaborazione portano l’innovazione dal laboratorio di ricerca al letto del paziente”.
Tra le nuove tecnologie che hanno rivoluzionato la chirurgia un ampio capitolo riguarda i robot chirurgici che trattano ormai da anni con successo i principali tumori urologici – prostata, vescica, rene – che colpiscono ogni anno in Italia oltre 65mila persone. “Il robot ha una precisione non confrontabile con altre tecniche”, dice il professor Giuseppe Vespasiani, Professore Ordinario di Urologia all’Università di Roma Tor Vergata, ”il che consente di superare i limiti della laparoscopia per patologie in sedi anatomiche altrimenti difficili da raggiungere”. Nel 2017 in Italia sono stati circa 18mila gli interventi di chirurgia robotica di cui 12mila in Urologia.
Il nuovo Robot. Proprio nell’ambito della robotica è stato presentato per la prima volta in Italia da Mark Slack, direttore medico di Cambridge Medical Robotics (CMR), Versius, il più piccolo robot chirurgico al mondo, dalle grandi prestazioni, che dopo essere stato sperimentato con successo anche nella chirurgia prostatica promette molto. “Per realizzarlo”, precisa Roberto Miano, “al CMR si sono ispirati al braccio umano, infatti il robot riproduce fedelmente i movimenti e le articolazioni del polso di una mano un uomo. Versius, diretto dal chirurgo con comandi hi-tech e un display 3D ad alta risoluzione, è in grado di svolgere in maniera mininvasiva complessi interventi chirurgici non solo in ambito urologico. Grazie alle sue ridotte dimensioni il nuovo robot è trasportabile e può spostarsi da una sala operatoria all’altra, o addirittura da un ospedale all’altro. Versius, robot multifunzionale, facile all’uso, ergonomico, modulare, e più economico del suo “fratellone” Da Vinci rivoluzionerà il settore”.
L’intelligenza artificiale e il machine learning: una sfida avvincente “L’uso dell’intelligenza artificiale in medicina è una sfida avvincente ”, continua il professor Roberto Miano, ”che riguarda la ricerca ma sempre di più anche la clinica, i docenti e gli studenti – futuri medici – a cui dobbiamo insegnare a trarre i massimi vantaggi da queste nuove tecnologie”. “L’intelligenza artificiale ci potrà aiutare nella lettura delle immagini non solo radiologiche ma anche endoscopiche”, spiega ancora il professore, “una vera e propria rivoluzione diagnostica”.
Esiste sempre L’Uomo Dobbiamo trarre il massimo vantaggio dalle tecnologie senza però dimenticarci che non possono sostituire l’essere umano.

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