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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 16 ottobre 2018

Mostra: Reliquiae, di Raffaello Bassotto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Milano Inaugurazione: mercoledì 17 ottobre, ore 19.00 Apertura al pubblico: Orari: dal lunedì al sabato 10.00-19.00 | domenica 12.00-19.00 NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8 la mostra Reliquiae del fotografo Raffaello Bassotto, a cura di Francesca Alfano Miglietti, rimarrà aperta al pubblico fino al 13 novembre 2018. In mostra una serie di fotografie di reliquie che Raffaello Bassotto realizza tra il 2011 e il 2014, ognuna delle quali assume il valore di “memoria di una memoria”.Piccole ossa, cartilagini, frammenti di abiti, capelli, oggetti della passione, chiodi, corde, unghie, ciglia, organi interni, braccia, dita, arti, queste sono reliquie: le parti rimaste di un più vasto corpo fisico, frammenti di un insieme disperso, corrotto, avanzi di vite estinte sul piano biologico ma ancora vive nella dimensione simbolica e apotropaica del culto, della richiesta di cura, di aiuto, di intercessione con il registro umano.Sono proprio questi gli oggetti fotografati da Raffaello Bassotto, che ne studia da un lato il significato religioso e dall’altro il simbolo magico di cui sono portatori.La storia della reliquia ha origine antichissime e dicotomiche: un oggetto sottratto alla morte, di cui ne è inevitabilmente parte, carico di significati allegorici, portafortuna, simbolo di forza e dei poteri dell’eroe-santo cui apparteneva.A partire dal Medioevo le reliquie (dal latino relinquere, lasciare dietro) sono state oggetto di adorazione, ricerche, brame, collezioni, rapine, falsificazioni, venerazione ed esposizione. Le caratteristiche di autenticità, rarità, acquistabilità e monetizzazione, insieme alla loro esponibilità in privato e in pubblico fanno delle reliquie il nucleo del museo moderno. La grandiosità di umanità, speranza e sacrificio che si cela dietro a questi minuscoli pezzetti di passato ha suscitato in Raffaello Bassotto un interesse per tutto ciò che circonda le reliquie: le bacheche in cui sono custodite, i gioielli e i castoni. Le sue foto, come afferma Francesca Alfano Miglietti, “(…) sono dei viaggi poetici che ci portano oltre il momento raffigurato, spesso oltre la fotografia, una sorta di racconto, una specie di lamento sul corso del tempo. Ogni una fotografia è una traccia, e così preleva dal reale un istante, e lo trasforma in un’apparenza”.

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Venice Fashion Week 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Venezia. Venice Fashion Week inizierà giovedì 18 ottobre alle 11:30 con Apart. Preserve, Innovate, una mostra di abiti contemporanei realizzati dalle più antiche sartorie veneziane, creata dalla designer Daniela Giacometti all’Hotel Londra Palace, e con la sfilata di Fabiana Filippi, l’azienda con il più basso impatto ambientale d’Italia, per iniziare subito con i temi della manifestazione: alto artigianato per una moda etica e sostenibile.
La moda come progetto di inclusione andrà in scena venerdì 19 ottobre alle ore 19: la casa del lusso veneziano T Fondaco dei Tedeschi presenta la sfilata della collezione Banco Lotto n. 10 realizzata dalle carcerate della casa di reclusione femminile di Venezia.
Anche sabato 20 in Piazza San Marco alle ore 12 si parlerà di moda etica con il Progetto Quid di Anna Fiscale, mentre nel pomeriggio il pigiama party del brand fiorentino Veraroad presenterà in un palazzo veneziano del Settecento anche una collaborazione con il prezioso merletto di Burano.
Domenica 21 ottobre il brand veneziano V73 presenterà le nuove borse artigianali a palazzo, e inizieranno gli aperitivi con i designer e i cocktail nelle più belle boutique di ricerca veneziane.
La settimana delle sfilate riprenderà martedì 23 ottobre allo Splendid Venice Hotel con i Tabarri di Sandro Zara, il creativo che ha rilanciato questo iconico capo sartoriale nel mondo della moda.
L’artigianato nel suo aspetto più espressivo caratterizzerà i designer di mercoledì 24 ottobre. Scegliendo Venezia e le stanze affrescate di Palazzo Marin ci sarà per la sua prima assoluta Davii, brand emergente del brasiliano Fabiano Fernandes Dos Santos, con drappeggi e plissettature per tessuti fluidi e pezzi unici costruiti a mano.La sera The Gritti Palace Hotel presenterà i veneziani Arnoldo e Battois, creativi che hanno calcato le passerelle internazionali e che hanno sfilato davanti a Carla Sozzani e Anna Wintour per Who’s on Next di AltaRoma e Vogue Italia.Giovedì si parlerà di moda etica e sostenibile a Ca’ Sagredo Hotel con un convegno che vedrà confrontarsi i più importanti artigiani veneziani, designer e istituzioni, e con la sfilata delle aziende green Imama Project e Poethica.Venerdì 26 ottobre è il turno dell’emergente Michela Gaiofatto a Palazzo Barbarigo sul Canal Grande, mentre sabato sarà come sempre una festa dal mattino a sera inoltrata: una passeggiata con gli Instagramer alla scoperta degli atelier aperti, e ancora cocktail e sfilate, e uno show di droni a T Fondaco dei Tedeschi. Gli eventi di Venice Fashion Week sono gratuiti e aperti al pubblico. Per partecipare alle sfilate occorre prenotarsi.

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Puntualità dei voli: l’Italia batte Germania e Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

L’Italia ha il minor numero di voli in ritardo o cancellati rispetto a Germania, Inghilterra e Francia. Questo è il risultato dell’ultima indagine di AirHelp, società di supporto ai passeggeri per il rimborso di voli aerei a seguito di ritardi e cancellazioni. L’Italia è al quinto posto della classifica di AirHelp, con il 24,28% di voli che hanno subito ritardi e cancellazioni, dopo la Germania (28,8%), l’Inghilterra (25,31%) e la Francia (28,16%).
Secondo lo studio, le compagnie aeree sui voli in Italia hanno accumulato una responsabilità finanziaria di oltre 286 milioni di euro da inizio anno, il 65% in meno rispetto alla Germania che invece deve più di 800 milioni ai suoi passeggeri. La percentuale di voli in ritardo e cancellati dalle compagnie aeree in Germania supera infatti il 28%, con più di 180 mila voli interrotti. Anche la Francia ha performance peggiori dell’Italia: nonostante le due nazioni abbiano un numero equivalente di voli, le compagnie aree in Francia devono ai passeggeri oltre il doppio dei rimborsi, con ben il 28,16% di voli problematici. Subito dopo la Germania si colloca l’Inghilterra che, nonostante il numero maggiore di voli complessivi, deve ai propri passeggeri 110 milioni in meno. Al terzo e quarto posto la Francia e la Spagna che rispettivamente registrano 141 e 133 mila voli in ritardo e cancellati dall’inizio dell’anno. L’Italia è quindi l’ultima della top 5 delle big d’Europa, con più del 75% di voli on time. Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree), tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento.
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di risarcire i passeggeri aerei.
AirHelp è la più importante azienda a livello mondiale che aiuta i passeggeri ad ottenere un rimborso per ritardi, cancellazioni e overbooking.

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Dubai: Esposizione Universale del 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Inizia la settimana che segna i due anni dall’apertura di Expo 2020 Dubai, la prima esposizione universale che si svolge in un Paese arabo, cinque anni dopo l’Expo di Milano del 2015. Nei prossimi giorni numerosi sono gli eventi e le iniziative che in tutta Italia saranno dedicate a promuovere e a valorizzare i temi della partecipazione italiana all’Expo del 2020.Si comincia oggi all’Università’ degli Studi di Milano-Bicocca con il lancio della collaborazione con il Commissariato italiano del progetto scientifico e formativo sui temi dell’acqua, della sostenibilità, della biodiversità e della tutela delle specie marine per poi proseguire in Regione Lombardia con l’annuncio di un grande concorso indetto in collaborazione con Politecnico di Milano e Camera di Commercio di Milano per i giovani designer italiani che vogliono confrontarsi e competere per portare a Dubai le loro idee e le loro opere d’ingegno.
Mercoledì 17, la Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC) ospita a Roma, nella sede di Confindustria, il secondo Italian Arab Business Forum, a cui parteciperà, tra gli altri, oltre al Commissario Generale dell’Italia per Expo 2020 Dubai, Paolo Glisenti, un’importante delegazione economica proveniente dagli Emirati Arabi Uniti e guidata da Ministro dell’Economia degli EAU, H.E.Sultan bin Saeed Al Mansoori. Si tratta della seconda edizione di una manifestazione il cui obiettivo è rafforzare le relazioni tra l’Italia, gli Emirati Arabi Uniti e tutto il mondo Arabo, attraverso l’incremento dei flussi commerciali e degli investimenti bilaterali, anche in vista della prossima Esposizione Universale che si svolgerà a Dubai nel 2020.
Venerdì 19, il Milan Center for Food, Law and Policy, nato con Expo Milano 2015 e presieduto da Livia Pomodoro, organizza la conferenza stampa di presentazione del Forum Internazionale “Nuovo Artico, Vecchio Mediterraneo” che si svolgerà il 13 e il 14 novembre a Genova. Nella giornata di presentazione si darà inizio al grande dibattito internazionale sui temi oggetto della collaborazione con Expo Dubai 2020 che, dall’Artico al Mediterraneo, affronterà le complesse questioni legate alla regolamentazione internazionale e alla tutela dei diritti, alla sostenibilità e al climate change, alla presenza di importanti ospiti nazionali e internazionali.Lo stesso giorno in collaborazione con l’Acquario di Genova, l’Acquario di Milano e il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, l’Università di Milano-Bicocca presenta la mostra: “Meduse, universo trasparente” e la composizione del nuovo brano musicale “Dialogo con il mare” scritto appositamente per l’Esposizione Universale che si terrà a Dubai.
A Matera, sabato 20 in occasione dell’ECoC family meeting delle Capitali europee della Cultura ci sarà la presentazione da parte del Commissario Paolo Glisenti del progetto di collaborazione con Matera 2019 e di come l’Expo di Dubai 2020 rappresenti la piattaforma ideale per la promozione internazionale delle produzioni culturali originali e per il consolidamento e la nascita di partnership europee e internazionali.
Il 22 a Roma a Palazzo Venezia si svolgerà l’incontro organizzato dal MIUR-Futura Italia “La Scuola italiana verso Expo 2020 Dubai, connettere e promuovere innovazione. Cultura digitale e formazione esperienziale”, alla presenza del Commissario Generale di Expo 2020 Dubai, gli Ambasciatori di alcuni dei Paesi partecipanti ad Expo 2020, del direttore del World Water Assessment Programme (WWAP) dell’UNESCO e di altri importanti ospiti internazionali. Si parlerà dei numerosi progetti della scuola italiana in occasione del grande appuntamento internazionale di Dubai 2020, della scuola italiana protagonista dal G7 al G20 delle simulazioni (hackathon) internazionali, del punto di vista della scuola italiana sulle risorse idriche con i ragazzi vincitori dei world water- hack, di design e di architettura del futuro con il primo hack della scuola sull’edilizia scolastica, dello sport del futuro al tempo dei big data, della parità di genere, della partecipazione della scuola italiana al Global Education and Skills Forum di Dubai e di molto altro.Parte così un percorso il cui sviluppo si intensificherà nei prossimi mesi e che coinvolgerà tutti i territori italiani e le nostre eccellenze per creare un progetto complessivo che porterà l’Italia ad uno degli eventi più attesi del prossimo decennio, occasione unica per la promozione e l’internazionalizzazione del nostro sistema Paese.
Per l’Esposizione, che cadrà nel 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti sono previsti 25 milioni di visitatori, in larga parte provenienti dall’area ME.NA.SA (Middle East, North Africa, South Asia).

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L’obesità è il grande problema di salute pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Roma. E l’Italia del terzo millennio è tenuta a confrontarsi. E il diabete di tipo 2 è spesso associato alla presenza di obesità e alla sedentarietà. “Diventa dunque impossibile per una Società scientifica che si occupa di diabete – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – non allargare il campo d’azione e di allerta anche al fenomeno obesità perché queste due pandemie sono, come visto, strettamente interconnesse una con l’altra. La prevenzione poi rappresenta una priorità assoluta per la SID”. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Osservasalute (2017), In Italia tra la popolazione adulta la prevalenza di diabete è pari al 6,3 per cento, ma tra gli adulti obesi, la prevalenza del diabete arriva al 15 per cento. Nella fascia d’età tra i 45 e i 64 anni, i soggetti affetti da diabete di tipo 2 e obesità sono il 12 per cento, ma si arriva addirittura al 30,1 per cento tra gli over-75. E la relazione pericolosa tra obesità e diabete dà il peggio di sé tra il sesso femminile; se infatti tra i maschi la prevalenza di diabete passa dal 6,4% della popolazione generale al 13,9 per cento per gli obesi, tra le donne si passa rispettivamente dal 6,2 al 16,1 per cento. Ancora più preoccupanti, sono i dati relativi alla popolazione infantile. I dati del sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE promosso dal Ministero della Salute/Centro per il Controllo e la prevenzione della Malattie e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rivelano che un bambino italiano su 10 sotto i dieci anni d’età (scuola primaria) è obeso, mentre il 21 per cento è in sovrappeso, con un importante gradiente nord-sud.“Di fronte a queste statistiche – prosegue Purrello – non si può restare a guardare. Bisogna intervenire in maniera proattiva. E la lettera aperta al Ministero della Salute per l’introduzione della Sugar Tax, promossa dal Fatto Alimentare, alla quale anche la Società Italiana di Diabetologia ha dato la sua adesione, rappresenta un esempio concreto di questa volontà di voltare pagina, verso uno stile di vita più salutare. Ma perché la Sugar Tax abbia successo è necessaria inserirla e integrarla in un contesto più ampio di iniziative che investano i vari campi della prevenzione, dall’alimentazione sana ed equilibrata, alla lotta alla sedentarietà, alla promozione dell’attività fisica. E’ importante inoltre porgere il messaggio della prevenzione con un linguaggio da modulare rispetto al target che si vuole raggiungere. E le persone più vulnerabili, oltre che bambini e adolescenti, sono quelle appartenenti alla fasce sociali più svantaggiate. Infatti sia la prevalenza dell’obesità che del diabete tipo 2 nel nostro paese è più elevata al Sud e nelle classi sociali economicamente più svantaggiate”. Nel mondo sono ormai molti i Paesi che hanno applicato la Sugar Tax, ultima in ordine di tempo (aprile 2018) la Gran Bretagna che ha proposto una tassazione incrementale al di sopra di un contenuto di 5 grammi di zucchero per 100 ml di bibita (la tassa è di circa 0,20 € per le bevande con 5-8 grammi di zucchero/100 ml e sale a 0,27 € per quelle con un contenuto superiore a 8 grammi/100 ml). In questo caso dunque l’obiettivo della legge è duplice: da una parte far ridurre il consumo, dall’altra incentivare le industrie produttrici a ridurre il contenuto di zuccheri nelle bevande.

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A Palermo torna il “Vestino”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

E’ il festival degli artisti del tessile, che animerà la città per cinque giorni, dal 18 al 22 ottobre. E, per l’occasione, in città arriva pure Matteo Wrad, amministratore delegato dell’omonimo marchio sostenibile famoso in tutto il mondo, che insieme a “Cittadellarte” affronterà il tema del reale costo ambientale e sociale dei vestiti che si indossano ogni giorno. Si tratta di una festa diffusa con mostre, installazioni, laboratori creativi, workshop organizzati in luoghi diversi di Palermo come i Cantieri Culturali alla Zisa, KaOZ, Cre.Zi plus, Atelier CoWork, Galleria Agorà, Arca Textile Lab, Sartoria Sociale, Gullo Filati e i laboratori artigianali della rete Alab. Questa è la seconda edizione del Vestino, nato con il progetto europeo Creative Wear, di cui il Consorzio Arca Palermo è partner, realizzato con il contributo finanziario dell’Unione Europea (Interreg Med Programme). L’obiettivo degli organizzatori è di ripeterlo ogni anno, facendolo diventare un appuntamento fisso a Palermo. Il progetto coinvolge direttamente i designer/produttori indipendenti, i punti vendita di tessuti e abbigliamento e diversi spazi della città rendendoli promotori/contenitori di eventi culturali. Il programma è ricco. I cittadini potranno incontrare operatori, artisti e artigiani del tessile e scoprirne le opere nei vari luoghi coinvolti. Contemporaneamente si svolgeranno gli incontri fra i partner del progetto Creative Wear arrivati in città per l’occasione. In questo caso si esploreranno nuovi modi di collaborazione tra i creativi e l’industria del tessile in otto città: Prato, Palermo, Bari, Salonicco, Iugualda, Ljubljana, Valencia e Atene. L’inaugurazione aperta a tutti giovedì 18, alle 19, al Ridotto del cinema de Seta ai Cantieri Culturali. Si continua poi il 19 con un seminario in lingua inglese guidato dagli artisti internazionali, dalle 9 alle 13, da CreZi. Plus- Cantieri Culturali della Zisa. Tutti gli eventi e le mostre sono gratuite e aperte al pubblico. “Vogliamo sensibilizzare le persone su un consumo etico della moda – dice Luca Leonardi, responsabile del progetto per conto di Arca Palermo – portare l’innovazione nel settore puntando su nuovi processi di produzione e materiali ecosostenibili, nel rispetto dell’ambiente, valorizzando l’artigianato locale per indirizzarlo sui mercati internazionali”.

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La farmacia diventa sempre più digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Oggi l’eCommerce in Italia cresce sempre di più, in particolare quello di farmacia: nel 2017 ha segnato un aumento del 17% per un totale di 96 milioni di euro ed è prevista una crescita europea del 9,3% entro il 2021 per un totale di 13 miliardi di euro (Fonte: “Il mercato pharma: commento 2017 e prospettive 2018” dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing).
Farmakom e Qapla’ sono due società digitali nate con lo scopo di fornire soluzioni pratiche ed efficienti per chi gestisce un eCommerce, e che oggi hanno deciso di creare una partnership vantaggiosa per entrambe le parti.Farmakom (www.farmakom.it), nata nel 2016, ha sviluppato una soluzione eCommerce pensata appositamente per le farmacie, rispondendo alle specificità del settore: la vendita del farmaco online in Italia è stata liberalizzata solo nel 2015, presentando ai farmacisti sfide digitali alle quali molti di loro erano impreparati, così come era impreparato il mercato eCommerce, che proponeva loro piattaforme generiche, non calate nella realtà del settore.
Farmakom, lavorando spalla a spalla con farmacisti, ha saputo comprendere i loro bisogni e trovare una soluzione adatta a soddisfarli. Il nodo centrale era il consistente investimento di tempo richiesto dalla gestione dell’eCommerce, che è stato risolto con una piattaforma tecnologica che si integra automaticamente con i più diffusi gestionali per farmacia e banche dati del farmaco online, e fornisce tutte le referenze dei prodotti da banco in commercio, completi di descrizione e di immagini, evitando così al farmacista perdite di tempo nell’inserimento dati.La piattaforma ha registrato risultati più che positivi: 2,5 milioni di visite, 280.000 ordini, 160.000 clienti e un totale di 15 milioni di euro di transato tra tutti gli eCommerce attivi nei primi due anni.In un’era digitale in cui l’online influenza gli acquisti di milioni di italiani, capire i comportamenti degli utenti è fondamentale: chi visita un eCommerce Farmakom lascia dati su di sé, sui propri gusti, sulle proprie preferenze, sulle proprie abitudini d’acquisto; questi dati vengono raccolti ed elaborati tramite strumenti di Data Analysis, che li condensano in informazioni di facile fruizione, utili non solo al miglioramento della piattaforma tecnologica, ma anche a dare al farmacista indicazioni su come muoversi digitalmente per migliorare vendite e servizi.

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16 ottobre 1943: la deportazione degli ebrei di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

La “soluzione finale” per gli ebrei romani arriva il 24 settembre 1943 con l’ordine da Berlino di “trasferire in Germania” e “liquidare” tutti gli ebrei “mediante un’azione di sorpresa”. Il telegramma riservatissimo è indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è “città aperta”, e poi c’è il Papa, sotto l’ombra della cupola di San Pietro i tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in Germania e nell’Europa dell’Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d’oro, pena la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS, con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell’Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre. C’è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte a Via del Portico d’Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che “qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei”. Qui, in un’alba di 56 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla “Judenoperation” nell’area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. «Era sabato mattina, festa del Succot, il cielo era di piombo. I nazisti bussarono alle porte, portavano un bigliettino dattiloscritto. Un ordine per tutti gli ebrei del Ghetto: dovete essere pronti in 20 minuti, portare cibo per 8 giorni, soldi e preziosi, via anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un’infermeriao», così Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha ricordato quella mattina del 16 ottobre 1943.Alle 5,30 del mattino di sabato 16 ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L’azione è capillare: nessun ebreo deve sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una destinazione sconosciuta. Alla fine di quel sabato le SS registrano la cattura di 1024 ebrei romani. Due giorni dopo, lunedì 18 ottobre, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il treno arriva ad Auschwitz. Dei 1024 ebrei catturati il 16 ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto. Dopo il 16 ottobre 1943, la polizia tedesca catturò altri ebrei: alla fine scomparvero da Roma 2091 ebrei. Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per massacri mille; gli abbandoni per emigrazione, cinquemila. Dalla comunità di Roma, oltre ai 2091 deportati e morti, mancavano alla fine della guerra anche molti emigrati. Nel biennio 1943-1945 le perdite della popolazione ebraica in tutta Italia furono all’incirca 7750, pari al 22% del totale della popolazione ebraica nel nostro Paese. (n.r. E’ una ricorrenza che che non si può dimenticare e noi in questa come in altre analoghe circostanze la segnaliamo per una doverosa riflessione e una preghiera)

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Migranti, Cirielli (Fratelli di Italia): “Basta arroganza Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

“Dopo l’ennesimo gesto di arroganza contro l’Italia, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi valuti l’opzione di richiamare in Patria l’ambasciatore italiano in Francia”: è quanto chiede Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e componente della commissione Esteri, commentando l’episodio del furgone della gendarmeria francese avvistato dalla polizia italiana a Claviere, sulle Alpi del Torinese al confine con la Francia, mentre faceva scendere un paio di uomini, presumibilmente migranti di origine africana – in una zona di bosco già in territorio italiano”. “Questo episodio non solo conferma lo scarso rispetto che la Francia mostra verso l’Italia ma svela il doppio volto del presidente Macron sulle politiche migratorie. Pubblicamente, invoca accoglienza e integrazione. Ma in segreto la gendarmeria scarica gli immigrati in Italia, violando la sovranità nazionale di uno Stato” – conclude Cirielli

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Premio “Giorgio Canuto” per la miglior tesi in Interlinguistica ed Esperantologia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Parma Giovedì 18 ottobre l’Università di Parma ospita la cerimonia di consegna del Premio di Laurea “Giorgio Canuto” per la miglior tesi di laurea in Interlinguistica ed Esperantologia. La cerimonia si terrà alle 10.30 nell’Aula K4 del Plesso D’Azeglio. Quest’anno il premio (dedicato al prof. Giorgio Canuto, Rettore dell’Università di Parma dal 1950 al 1956 e Presidente Internazionale del Movimento Esperantista dal 1956 al 1960) sarà conferito a Christian Marchesini, laureato all’Università di Padova sul tema Lingua universale e universalità della lingua. L’apprendibilità dell’esperanto e gli universali linguistici (relatore il Prof. Davide Bertocci).Dopo i saluti di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, e Michela Lipari, Presidente della Federazione Esperantista Italiana, il premio sarà consegnato da Luciano Mazzoni Benoni, direttore della rivista “Uni-versum”, a nome del gruppo esperantista locale. A seguire sarà tenuta da Giulio Soravia, docente di glottologia e di lingua e letteratura araba all’Università di Bologna, la prolusione Una lingua per tutti, ad ognuno la sua lingua. Sull’origine dell’uomo. L’incontro sarà introdotto e moderato da Davide Astori, docente di Linguistica generale al Dipartimento DUSIC.La giornata sarà completata dal seminario “Comunicare (in) una lingua/cultura minoritaria”, in programma nel pomeriggio (ore 14.30 accreditamento, ore 15 inizio) nell’Aula Magna “Angelo Scivoletto” del Plesso di borgo Carissimi dell’Università di Parma.Il seminario, organizzato in collaborazione con la Fondazione Ordine Giornalisti Emilia Romagna e con l’Associazione “Oltre il Ponte”, è riconosciuto ai fini della formazione continua dei giornalisti. Ai saluti ufficiali di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma, di Andrea Tufariello della Fondazione Ordine Giornalisti Emilia Romagna, e di Sandro Capatti, Presidente dell’Associazione “Oltre il Ponte”, seguiranno gli interventi di Erika Adami, giornalista, Direttrice di “La Patrie dal Friûl” (“Comunicare la realtà friulana”), Silvano Ploner, giornalista RAI (“Comunicare la realtà ladina”), Lorenzo Sartorio, giornalista-etnografo, collaboratore della “Gazzetta di Parma”, ed Enrico Maletti, esperto di dialetto parmigiano (“Comunicare la parmigianità”), Davide Astori, linguista dell’Università di Parma, Direttore di “L’esperanto” (“Comunicare l’esperanto”). Il seminario sarà introdotto, moderato e concluso da Luciano Mazzoni Benoni, direttore di “Uni-versum”. Gli incontri, pensati all’interno del programma di Linguistica generale (laurea triennale) dei Corsi di laurea in Comunicazione e Lettere dell’Ateneo, sono aperti a tutti gli interessati.

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L’Alternanza Scuola Lavoro all’Università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Parma È stato pubblicato sul sito web di Ateneo l’elenco delle proposte di percorsi formativi nell’ambito dell’Alternanza Scuola Lavoro che l’Università di Parma attiverà in questo anno accademico 2018-19. Saranno attivati 43 percorsi formativi, per un totale previsto di oltre 700 studenti coinvolti in attività che investono tutti i Dipartimenti e numerosi Centri e strutture amministrative dell’Università di Parma.L’Università di Parma, infatti, fin dall’avvio delle attività di Alternanza Scuola Lavoro ha progettato percorsi specifici, dal taglio sia esperienziale che orientativo, rivolti agli studenti di tutte le tipologie di scuole del proprio bacino d’utenza. Il primo anno di attivazione, (a.a. 2015-16) ha visto la definizione di 48 percorsi formativi, per un totale di 400 studenti coinvolti; l’a.a. 2016-17 ha visto promuovere ben 123 percorsi formativi, per un totale di 790 studenti coinvolti, mentre nell’a.a. appena concluso, il 2017-18, sono stati promossi 62 percorsi formativi che hanno visto coinvolti complessivamente 680 studenti.Anche il numero di scuole coinvolte, mediante la sottoscrizione della specifica convenzione, è aumentato negli anni, passando dalle 18 dell’a.a. 2015-2016 alle 53 di oggi.L’interesse manifestato per i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro attivati dall’Università di Parma e coordinati dalla UO Accoglienza e Orientamento travalica i confini del territorio della Provincia, estendendosi anche oltre le province limitrofe.Lo sforzo organizzativo attuato dall’Ateneo e dai numerosi docenti referenti e tutor dei percorsi, così come dei docenti e dal personale tecnico amministrativo a vario titolo coinvolto nelle attività di ASL, è stato negli anni ampiamente ripagato dalle numerose richieste di partecipazione ricevute, in costante crescita, che hanno portato gli studenti a frequentare le strutture didattiche e di ricerca dell’Università di Parma, ma anche le strutture gestionali e amministrative, le biblioteche dei vari plessi, le strutture museali e lo CSAC.Nel corso degli anni, i percorsi formativi progettati hanno affinato le proprie impostazioni per incontrare il più possibile le esigenze formative degli studenti dalle più diverse provenienze scolastiche, potenziando la valenza orientativa dei progetti proposti, al fine di costituire uno strumento veramente efficace nella trasmissione dei contenuti formativi peculiari dei vari ambiti interessati.

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“Il diritto allo studio è uguale per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

“L’Associazione Italiana Editori è in prima fila là dove sono i libri e i bambini. E i bambini per noi sono tutti uguali”. Sono queste le parole del presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi, in risposta alla notizia secondo la quale cittadini non comunitari, per ottenere i contributi regionali sull’acquisto di testi scolastici, debbano presentare un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. “Il diritto a studiare”, ha proseguito Levi, “il diritto a crescere, a leggere, a sognare sono uguali per tutti. Il diritto allo studio è uno dei principi cardine sui quali si fonda la nostra Associazione. Come editori vogliamo che esso sia garantito e sostenuto, indipendentemente dal Paese dal quale provengono gli studenti. Chiediamo di fare chiarezza, per permettere a tutti i bambini e ragazzi e alle loro famiglie di accedere ai contributi per le agevolazioni sui testi scolastici. La scuola è il luogo giusto e ideale per favorire l’integrazione”.

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Scuola primaria: team di docenti specializzati in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Si tratterebbe di un ritorno al sistema precedente alle riforme Moratti e Gelmini, con il vantaggio di avere docenti ancora più competenti e inclusi in nuove classi di concorso. L’impianto della controriforma è già previsto nel Documento di Economia e Finanza della legge di bilancio in via di approvazione. Il progetto è condiviso anche in Parlamento, dove nelle commissioni di competenza si discute su disegni di legge orientati verso lo stesso scopo, e pure dal Ministro dell’Istruzione. Plauso del sindacato Anief: sono tutte modifiche che caldeggiamo da quando siamo nati, perché l’istruzione va affidata a persone competenti e specializzate.

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San Paolo VI

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Papa Francesco ha reso ufficiale il riconoscimento della Santità che Papa Montini praticò in vita, dando inizio alla sociologia del Nuovo Umanesimo, che si svilupperà fino ai nostri giorni.Leggeremo fiumi di inchiostro scritti da vaticanisti veri o, anche, occasionali
In questa mia nota desidero ricordare alcun tratti della Sua Storia Personale dei quali ben pochi si occuperanno.Non potrei non cominciare da quella baracca trasformata in Chiesa dove l’Arcivescovo di Milano, mons. Montini, celebrò la Messa di Natale il 25 dicembre del 1955; quel giorno documentò al mondo che la Chiesa è nata tra i poveri ed è destinata ai poveri, ed è la sola voce che può e deve levarsi forte per sostenere i diritti dei più deboli e dei più fragili, di quelli che non hanno voce per farsi sentire.
Come Arcivescovo mons. Montini visitò l’America Latina e l’Africa, ma non si fermò ad ammirare i superbi reperti archeologici dei conquistadores, ma guardò la realtà dell’indio e del negro, come realtà di uomini sofferenti in mezzo ad altri uomini opulenti ed egoisti; lì dovette maturare la convinzione del nuovo peccato commesso ogni giorno da quanti non vedono nel prossimo bisognoso la presenza di quell’Uomo che porta una Croce non Sua in giro per il mondo, appesantita dall’egoismo di tanti uomini, in una nuova Via Crucis dove si rinnova, stazione dopo stazione, il peccato sociale.
Ricordando la pastorale del Natale 1955, in quel gelido tugurio dove il Cristo era presente nei derelitti di una Milano occupatissima a celebrare non il rinnovarsi del mistero della Natività, ma il rito del cenone, e la lettera Enciclica PP, ritroviamo tutto l’itinerario dell’uomo Montini e la dilatazione degli orizzonti operata dall’assunzione della paternità universale L’esigenza di toccare con mano la miseria che affligge una grande parte del mondo, condusse Paolo VI, , eletto al Pontificato, a visitare la Chiesa dei poveri in un pellegrinaggio che lo portò, innanzitutto, in Palestina nel 1964, in quella terra travagliata e contesa; era solo il 1964, ancora l’esercito israeliano non aveva scatenato quella che la storia ricorderà come ‘la guerra dei sei giorni’, quando con un’azione aggressiva quanto fulminea occupò i territori che l’ONU aveva assegnato ai palestinesi, dalla striscia di Gaza a Sud, alla Cisgiordania a Nord, alle alture del Golan, insediando i coloni e schierando l’esercito a difesa dei territori occupati. Furono oltre 2 milioni i palestinesi costretti a fuggire dalle loro case, dai loro villaggi, dalle loro cittadine, riparando nelle nazioni arabe vicine, come profughi non sempre ben tollerati. Un ulteriore viaggio fra i poveri portò Paolo VI fra gli orgogliosi grattacieli di New York, illuminati quotidianamente a festa, simboli tangibili di un’opulenza che mortifica tutta quella larga parte del mondo dei vinti, utilizzando la illusorietà del benessere, destinato, però, solo a pochi privilegiati. A New York il Santo Padre non si soffermò a compiacersi della esibizione di ricchezza, andò a cercare i più deboli in quei ghetti dove il colore della pelle marchia, ancora oggi, escludendoli dal consorzio del benessere, gli emarginati di Harlem. Queste esperienze ci indicano le profonde motivazioni che portarono Paolo VI a inserire nella Sua Enciclica Populorum Progressio gli esempi di uomini che nel silenzio della propria coscienza si erano adoperati con gli altri e per gli altri, come Charles de Foucauld, il martire della donazione al Terzo Mondo, padre Chenu, il grande teologo sostenitore dei preti-operai, che si ‘fracassarono le reni’ nei miserabili sobborghi fra algerini e italiani sfruttati dalla grande industria, e ancora padre Lebret, che consacrò il suo genio al servizio dei popoli del Vietnam, del Senegal e del Nord-Est del Brasile.
Venne citato più volte il profetico e terribile documento del Concilio ‘Gaudium et Spes’, Gioia e Speranza, lì dove assicura gioia e speranza a chi riconosce nel povero l’immagine di Cristo, escludendo coloro i quali, nazioni, popoli o singole persone, hanno privilegiato l’accaparramento delle ricchezze in contrapposizione alla distribuzione della solidarietà; fu una citazione profetica e apocalittica, con una promessa e una condanna. (Rosario Amico Roxas)

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Parlamento europeo: Commissioni e riunioni dei gruppi politici

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

Bruxelles Settimana Settimana 15 – 21 ottobre 2018. Diritti dei lavoratori/Gig economy. Le regole UE per proteggere i lavoratori precari saranno votate dalla Commissione Occupazione. Le proposte, che riguardano anche il sistema dei voucher e il lavoro tramite piattaforme e app, includono maggiori informazioni sui termini contrattuali, rendendo più prevedibili gli orari di lavoro, la durata dei periodi di prova e la formazione gratuita. Si mira ad affrontare i recenti sviluppi digitali che hanno portato alla cosiddetta Gig economy e all’ascesa di piattaforme come Uber e Deliveroo. (Giovedì)
Cambiamenti climatici/emissioni di CO2 prodotte dai camion. Nuovi obiettivi vincolanti di riduzione per le emissioni di CO2 prodotte dai veicoli pesanti saranno sottoposti al voto della Commissione per l’ambiente e la Sanità Pubblica. Le emissioni di CO2 prodotte dai camion rappresentano il 6% delle emissioni totali di gas serra nell’UE (2015). Senza un’azione dell’UE, è previsto che questa percentuale aumenti. (Giovedì)
Politica di sviluppo/Bill Gates. La Commissione per lo sviluppo e il gruppo European Think Tanks (che riunisce cinque gruppi Think Thanks) organizzano un dibattito pubblico sul futuro dello sviluppo e dell’innovazione in Europa. Federica Mogherini, capo della politica estera dell’UE, e Bill Gates, co-presidente della Fondazione Bill e Melissa Gates, si uniranno a uno dei gruppi di lavoro. (Mercoledì)
Preparativi per la plenaria. I gruppi politici si prepareranno per la sessione plenaria del 22-25 ottobre a Strasburgo, dove voteranno la proposta di interdizione delle materie plastiche usa e getta inquinanti, misure sulla qualità dell’acqua potabile, le raccomandazioni scaturite dal caso Facebook /Cambridge Analytica, il pedaggio stradale per gli automezzi pesanti e il Bilancio UE 2019. I deputati discuteranno inoltre delle conclusioni del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre e proseguiranno il dibattito sul futuro dell’Europa con il Presidente della Romania Klaus Iohannis.
Agenda del presidente. Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani incontrerà mercoledì il primo ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc. Giovedì, il Presidente Tajani incontrerà Bill Gates, co-presidente della Fondazione Bill e Melissa Gates, e parteciperà al Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre (prevista una conferenza stampa il 18).
Youth Media Days. 120 giovani giornalisti, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, si riuniranno a Bruxelles per i Youth Media Days. I giovani giornalisti parteciperanno a diversi seminari sui media e discuteranno con politici, giornalisti professionisti ed esperti su come informare i giovani elettori sulle prossime elezioni europee di maggio. (Da martedì a giovedì)

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