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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 17 ottobre 2018

Etica delle virtù e Psicologia: Verso una nuova scienza delle virtù?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Roma. Dal 18 al 20 ottobre 2018, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), si terrà il convegno internazionale del Centro di Ricerca Interuniversitario ARETAI – Center on Virtues sul tema “Etica delle virtù e Psicologia. Verso una nuova scienza delle virtù?” (“Virtues Ethics and Psychology. Towards a new science of virtues?”)Lo scopo principale dell’incontro è un’analisi del legame tra le virtù e la ricerca psicologica corrente. Si parlerà delle connessioni tra l’etica delle virtù e le diverse branche della psicologia in prospettiva metodologica, concettuale e applicativa, con particolare attenzione alle implicazioni educative.Interverranno studiosi interessati al tema delle virtù da un punto di vista psicologico, filosofico e interdisciplinare in genere.Il Comitato scientifico del convegno è composto da Claudia Navarini (Università Europea di Roma), Angelo Campodonico (Università di Genoa), Kristjan Kristjánsson (Jubilee Center, Birmingham, Regno Unito), Natasza Szutta (Università di Gdansk, Polonia), Marco Innamorati (Università Europea di Roma) e Anna Contardi (Università Europea di Roma).

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InnoEnergy start-ups have created 1,741 jobs and have brought energy access to 56,000 people in developing countries

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Copenhagen, Denmark, The sixth edition, taking place in Copenhagen on 17 -18 October, focuses on the theme “The Future is Now”. InnoEnergy has welcomed more than 700 attendees from over 40 countries to join 150 cutting edge sustainable energy innovations.InnoEnergy, Europe’s sustainable energy engine supported by the EIT, has launched its inaugural impact report today at The Business Booster (TBB) in Copenhagen. The report reveals that InnoEnergy’s work supporting energy start-ups is having a direct impact on Europe’s clean energy transition, with its start-ups having created 1,741 jobs across Europe and brought energy access to 56,000 people in developing countries since 2011.Other key findings revealed in the report include that InnoEnergy´s assets will generate 1,147 GWh of power from clean energy sources, save 809.5m€ in energy costs and reduce carbon emissions by a total of 5.5m tons over 25 years, the equivalent to removing 47,000 cars from the road.
Elena Bou, Innovation Director at InnoEnergy, said during an exclusive press conference at TBB: “It is amazing to see the impact we are achieving together and to cement our position as the trusted innovation partner – guiding businesses on their journeys. Our 200 start-ups have brought innovative technologies to life that are meeting the energy challenges of our changing society. Whether it is by reducing greenhouse emissions or creating jobs, these companies are creating a noticeable impact on the way Europe thinks about, develops and uses sustainable energy.” Recent start-up success stories from the report include the Swedish wave power technology company CorPower Ocean, which has developed and tested a technology to turn waves into electricity with the aid of buoys. Patrik Möller, CEO of CorPower, said during the press conference: “Wave energy is a huge opportunity for Europe to establish a new industry, with significant job creation and export business potential. In our recent deployment in Orkney, Scotland, we have just demonstrated fundamental improvements in survivability and efficiency.” CorPower is planning to build its first pilot arrays from 2021 to 2023 and pre-commercial farms from 2023.Pro-Drone, the leading developer of automated drones for wind turbine blade inspections, on the other hand, is reducing the costs for onshore wind turbine services by €1,000 per inspection.André Moura, Founder & CEO of Pro-Drone, told the journalists: “We have already carried out over 2,300 blade inspections in Europe and South America in our first year of commercial operation. We are proud to be delivering robust, high quality and safe inspections to over 15 clients with ambitious plans to grow globally in 2019.” Pro-Drone´s latest feature is an automatic damage identification tool that is helping inspectors to reduce their assessment time while improving their accuracy and robustness.

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L’osteoporosi è una malattia sociale costosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

BRUXELLES. L’Osteoporosi, interessando oltre la metà della popolazione anziana over 80, rappresenta un’emergenza sia in termini di rilevanza sociale che di costi economico – sanitari. La European Society of Endocrinology coglie l’occasione del World Osteoporosis Day per incontrare le Autorità Europee e presentare una proposta di politiche sanitarie condivise che possa portare benefici su larga scala e migliorare sia la salute dei cittadini che i bilanci statali.“Le fratture da fragilità hanno un impatto economico importante, solo in Italia i costi diretti (ricoveri ospedalieri) ammontano a circa 9 miliardi di euro a cui va aggiunto 1 miliardo di spese indirette quali riabilitazione e perdita di giornate lavorative. Una situazione che ritroviamo anche negli altri stati dell’UE – dichiara il Prof. Andrea Giustina, Professore Ordinario di Endocrinologia al San Raffaele di Milano e Presidente Eletto dell’European Society of Endocrinology – Il documento che presenteremo agli europarlamentari propone in tre punti alcune misure di pratica clinica cost-effective che hanno l’obiettivo di contenere questi costi e abbattere l’incidenza della patologia”.
Il documento preparato dall’ESE si articola in 3 punti:
Lotta all’ipovitaminosi D: la maggioranza della popolazione europea (soprattutto del sud Europa) presenta carenza di vitamina D, l’ormone che sintetizzato dalla cute tramite l’esposizione solare, è fondamentale per la mineralizzazione delle ossa. Quando si verifica un deficit di vitamina D è necessario procedere con la supplementazione farmacologica di colecalciferolo. Diagnosi precoce delle fratture vertebrali: spesso misconosciute, caratterizzate da una sintomatologia dolorosa aspecifica o assente e pertanto diagnosticate tardivamente, le fratture vertebrali rappresentano un importante fattore di rischio per ulteriori fratture sia della colonna vertebrale che di femore. Accanto alla prevenzione primaria e secondaria è fondamentale promuovere una cultura della prevenzione terziaria e della tempestività diagnostica in cui l’individuazione tramite morfometria dei soggetti portatori di fratture vertebrali diventi il cardine di una politica che riduca sia il rischio di eventi polifratturativi che l’aumento dei costi diretti ed indiretti.
Accesso e aderenza alle terapie: recenti studi hanno dimostrato che più del 50% delle donne con osteoporosi non inizia il trattamento farmacologico anti-osteoporotico e che solo una piccola percentuale di quelle poste sotto il trattamento, prosegua la terapia oltre 1 anno. È fondamentale, secondo l’ESE, avviare politiche informative dedicate sia alla classe medica che alla popolazione generale per favorire da un lato l’appropriato accesso alle cure e dall’altro la cultura dell’aderenza alla terapia. “Gli endocrinologi europei auspicano che questa agenda di intervento possa trovare il più ampio consenso tra le Istituzioni e si dichiara disponibile ad individuare concretamente gli strumenti più efficaci per implementare gli interventi sulle criticità segnalate, impegnandosi a verificarne sia la messa in opera che l’efficacia da qui a 12 mesi” conclude Giustina.

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Dagli anni pre-crisi ad oggi il numero dei poveri è aumentato del 182%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

“Una vergogna. Incrementi bulgari che dovrebbero farci arrossire e che sono disonorevoli per un Paese che ama definirsi civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Bene, quindi, il reddito cittadinanza. Ma va fatto bene, altrimenti non funziona. Intanto il Governo dovrebbe aggiornarsi ai giorni nostri e adeguare l’importo di 780 euro, innalzandolo a 806 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo di quello studio, contenuto nel Rapporto annuale 2014, diffuso il 28 maggio 2014, ma nel frattempo il reddito è salito e ora il dato equivale a 805,75 euro” prosegue Dona.
“Inoltre, come suggerito dall’Istat, per evitare la trappola della povertà, ossia per evitare disincentivi all’offerta di lavoro, va evitato che ad ogni incremento del reddito corrisponda una riduzione del sussidio di pari importo. Insomma in caso di offerta di lavoro, il sussidio non deve integrare il reddito solo fino a 780 euro, ma salire, in modo che, ad esempio, ad una paga di 750 euro non corrisponda un sussidio di appena 30 euro, ma di 105 euro, così che il reddito totale salga almeno a 855 euro. Ecco perché l’Istat considerava che per fare un reddito di cittadinanza efficace servissero, all’epoca, 15,5 miliardi e non certo i 9 come ora previsto, sempre che il beneficio sia definito non a persona ma a livello familiare” conclude Dona.”Il reddito di cittadinanza, infine, pur andando nella direzione giusta, è insufficiente, dato che non rimuove le cause della povertà. E’ come dare il pesce a chi ha fame, ma non la lenza. In questa manovra manca la lenza” conclude Dona.

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Prospettive del factoring alla luce dell’innovazione tecnologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Milano, 22 ottobre 2018 Unicredit Tower Hall – Via F.lli Castiglioni, 12. L’era fintech è iniziata anche per il mercato del factoring e in generale della monetizzazione delle fatture e dei crediti commerciali delle aziende. Nuove realtà, molte ancora allo stadio di start up, entrano nel settore offrendo soluzioni totalmente digitali. Alla luce dell’innovazione tecnologica che vede anche in Italia il rapido sviluppo del business dell’invoice financing, quali sono le prospettive del factoring, il cui giro d’affari vale oggi circa il 13% del Pil? La risposta viene data da un workshop organizzato con il Politecnico di Milano da Assifact, l’Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, nel corso del quale vengono presentati i risultati della prima ricerca sulle prospettive di sviluppo dell’industria del factoring in chiave fintech. L’appuntamento è per il 22 ottobre prossimo a Milano, nella Unicredit Tower Hall di via F.lli Castiglioni 12, con inizio dei lavori alle ore 16.45. Viene disegnata per la prima volta la mappa delle start up di invoice fintech attive in Italia e vengono analizzati i modelli di sviluppo del business, l’evoluzione della tecnologia e gli aspetti regolamentari e contrattuali. Segue una tavola rotonda che rappresenta il punto di partenza di un percorso di conoscenza reciproca e confronto che coinvolge gli operatori tradizionali e le nuove realtà che si affacciano sul settore (a seguire il programma).Il nuovo business dell’invoice finance si sviluppa con piattaforme digitali attraverso le quali le aziende possono monetizzare i loro crediti cedendoli ad investitori professionali. La tecnologia agevola lo scambio informativo fra le parti e consente l’automatizzazione dei processi, incrementando l’efficienza e la velocità nella gestione del rapporto con la clientela. Agli operatori e ai servizi tradizionali si affiancano così nuovi operatori emergenti e nuovi prodotti, la cui struttura sfrutta le funzionalità delle nuove tecnologie. Le soglie minime di ingresso si riducono: anche le aziende di minori dimensioni possono accedere al vantaggio economico e operativo delle soluzioni al servizio del capitale circolante, ampliando così il bacino di utenza.

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Povertà minorile in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Milano. Giornata Internazionale contro la Povertà. Matteo, un bambino di 10 anni, per le strade di Milano ferma i passanti per chiedere un lavoro per sé. Tanta indifferenza, tanto stupore ma anche rabbia e incredulità tra la gente. Perché non può essere questa la realtà, che un minorenne debba cercare lavoro per aiutare la propria famiglia in difficoltà.
È questa l’estremizzazione messa in scena con il nuovo esperimento sociale realizzato da Fondazione L’Albero della Vita per promuovere la campagna di sensibilizzazione sul tema della povertà assoluta in Italia, piaga sociale del nostro Paese degli ultimi anni. 1 bambino su 8 in Italia vive in povertà assoluta e per la Giornata Internazionale contro la Povertà, l’Ente che si occupa da 20 anni di mamme e bambini in difficoltà, ha voluto lanciare una nuova provocazione sul web.
Un bambino che vive in questa condizione sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione, in un contesto caratterizzato dalla continua necessità di incrementare il proprio stock di capitale culturale e sociale per entrare e permanere nel mercato del lavoro e per costruire il proprio tessuto di relazioni.
È dunque essenziale riconoscere alle persone in età minore i loro diritti (come garantiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) e, allo stesso tempo, riconoscere l’importanza del sostegno alle famiglie quali prime responsabili del benessere dei minori. Per Fondazione L’Albero della Vita, qualsiasi intervento per contrastare la povertà, deve porre al centro la riattivazione dei potenziali dei soggetti coinvolti. Questo riguarda le famiglie nel loro complesso: i genitori, nel generare una nuova capacità di produrre reddito e nell’essere protagonisti positivi dell’interruzione generazionale della povertà; i bambini, da coinvolgere in percorsi educativi che puntino a condividere speranze, prospettive, strumenti, motivazioni, a restituire loro il diritto a partecipare al loro futuro e al futuro del contesto che abitano.
Da qui nasce il nome della campagna #iodonofiducia perché “uscire dalla povertà” e dal disagio significa ricominciare a nutrire fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità: per poter trovare un lavoro dopo averlo perso, per riallacciare i legami familiari deteriorati dallo sconforto e dall’incertezza economica e sociale, per ritrovare speranza e opportunità nel rapporto con “l’altro” e con la collettività. E proprio per questo, “donare fiducia” significa consentire a chi ha perso tutto di riappropriarsi in primo luogo dei propri valori. Significa dare, attraverso un gesto piccolissimo, una spinta decisiva a quella voglia e a quel bisogno di non arrendersi che caratterizzano la maggior parte delle famiglie colpite dalla povertà, soprattutto quando al loro interno ci sono bambini e ragazzi.
La campagna #iodonofiducia è on line dal 17 ottobre e può essere visualizzata su
Sulla pagina Facebook di Fondazione L’Albero della Vita https://www.facebook.com/albero.della.vita.onlus/

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Primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Roma 23 ottobre 2018 presso la sede del CNEL (Viale Davide Lubin, 2, Sala Parlamentino) alla presenza di numerosi direttori del personale e relatori istituzionali e associativi Presentazione primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia. L’AIDP, la principale associazione italiana per la direzione del personale e LabLaw, tra i principali studi giuslavoristici italiani, hanno promosso il primo rapporto 2018 su Lavoro, Robot e Intelligenza artificiale in Italia a cura di Doxa.Inizio lavori ore 11.00 Saluti Tiziano Treu, Presidente CNEL Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Presentazione risultati rapporto AIDP-LABLAW DOXA 2018 Enrico Cazzulani, Segretario Generale AIDP
Il futuro delle relazioni industriali nell’epoca dei Robot Francesco Rotondi, Giuslavorista, Avvocato e Co-founder LabLaw
Robot e direzione del personale: la ricerca AIDP Umberto Frigelli, Coordinatore Nazionale Centro Ricerche AIDP
Intervento di Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministro del lavoro (in attesa di conferma)
Dalle 11.45 alle 12.45
Tavola Rotonda: il l futuro del lavoro tra robot e intelligenza artificiale con:
Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Luca Failla, Giuslavorista, Avvocato e Co-Founder LabLaw
Marco Bentivogli, Segretario Generale Fim Cisl
Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice
Andrea Del Chicca, HR Director Ansaldo Energia
Chiusura lavori: ore 13.00

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Difesa e razionalizzazione spese militari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

(GRNET.IT) Nella nota stampa diffusa dal Consiglio dei Ministri sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021 (disegno di legge)”, al punto 14 è prevista una “Riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego”.
GrNet.it, il sito di news su Sicurezza e Difesa, interpellando fonti della Difesa, ha appreso che “Non si tratta nello specifico di tagli, bensì di razionalizzazione della spesa, perché andremo a sospendere l’implementazione di alcuni programmi, in particolare quello NH elicotteri, per un recupero di risorse pari a circa 370 milioni nel 2018/2019. Si tratta di programmi che la Difesa condivide col Mise”.
“Dopo di che – viene specificato – ci sarà sì un taglio, quello del “Pentagono italiano” per un valore di 1,2 miliardi di euro risparmiati sul pluriennale. Nello specifico, recupereremo circa 50 milioni di euro nel 2018/2019. Del famoso Pentagono lasceremo solo gli alloggi militari, che saranno realizzati. Infine la sospensione del programma CAMM ER. Il risparmio complessivo sarà appunto di circa 500miloni”.I missili CAMM ER (Common Anti-air Modular Missile Extended Range) appartengono alla famiglia dei sistemi missilistici CAMM, la prossima generazione di missili per la difesa aerea.
Il Pentagono italiano fu progettato dal precedente ministro della Difesa Roberta Pinotti, e prevedeva la costruzione a Centocelle di infrastrutture dove ospitare i vertici di tutte le forze armate, ipotizzando di conseguenza un risparmio nella gestione, oltre alla possibilità di immettere sul mercato immobili di pregio. “Né oggi né mai sarà toccato un solo euro degli stipendi dei militari e tutto ciò che riteniamo strategico per il paese” viene infine sottolineato dalla Difesa. (GRNET.IT)

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Scuola: supplenze annuali e personale precario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Secondo il sindacato Anief non si comprende il motivo per cui le supplenze annuali sono 120 mila, tante ne sono state assegnate all’inizio di quest’anno scolastico, e poi però quando si tratta di stabilizzare il personale si procede sempre con estrema prudenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, il sospetto che allo Stato convenga mantenere decine e decine di migliaia di docenti in uno stato di precarietà per motivi prettamente economici rimane più che fondato. Se confermate, le cifre richieste dal Ministero dell’Istruzione al Mef rappresenterebbero il più grande bluff a cui abbia mai assistito il personale precario della scuola pubblica.

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Scuola: In Sardegna dotare le scuole dei Dsga mancanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Come se non bastassero i già tanti problemi e le responsabilità che ricadono sulla persona del dirigente scolastico, molti DS devono fare i conti anche con l’assenza di personale che coadiuva e integra il loro operato. In tantissime scuole l’anno scolastico è iniziato senza Dsga e alcuni istituti sono stati dati nuovamente a reggenza. Ad esempio, la situazione è critica nella provincia di Cagliari, dove diversi Dirigenti Scolastici si trovano in gravissime difficoltà a causa della mancata nomina del Direttore Amministrativo. Numerosi istituti si avviano purtroppo al collasso, mentre i Dirigenti versano già in uno stato di prostrazione, preoccupati per una gestione impossibile e avviliti dal disinteresse e dall’inerzia totale dell’USR e del Ministero che risultano informati della situazione. In una riunione di Ambito tenutasi due giorni fa, i Dirigenti delle scuole prive di Dsga, dopo avere evidenziato pure l’inattività dell’Amministrazione Regionale e del Ministero, hanno preso l’iniziativa di redigere una seconda nota da inviare al Direttore dell’USR e al Ministero per chiedere un incontro e una soluzione “Assenza di Direttori SGA su posti vacanti: richiesta soluzioni”.

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Concorso straordinario maestri d’infanzia e primaria da 12 mila posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Il titolare del Miur ha oggi dichiarato che è imminente la sua firma sul testo che regola la procedura concorsuale. L’approdo in Gazzetta Ufficiale, dopo la revisione degli organismi istituzionali preposti, è quindi imminente. L’ufficio legale del sindacato conferma la sua posizione sull’illegittimità del testo predisposto sino ad oggi ed impugnerà, pertanto, l’eventuale esclusione dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio tra il 1999-2009, ponendosi anche al fianco dei laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio non sono riconosciuti come servizio, degli educatori il cui titolo di accesso non è riconosciuto e dei docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria. Anief, infine, è pronta a difendere coloro che hanno svolto il servizio sostegno senza specializzazione qualora non dovesse essere considerato ai fini del punteggio per il posto comune, nonché il servizio prestato per 180 giorni non consecutivi.

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Aste: in cinque anni raddoppiate le ricerche ma non decollano le compravendite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Nonostante gli anni peggiori dell’ultima crisi economica siano stati archiviati, quello delle aste immobiliari è un mercato che racconta ancora la difficoltà che ha vissuto il nostro Paese: in cinque anni infatti l’offerta è cresciuta del 23%. Ma cosa è successo alla domanda? Secondo un’analisi di Immobiliare.it, le ricerche di immobili all’asta sono raddoppiate negli ultimi cinque anni ma stentano a tradursi in compravendite effettive, lasciando così quello delle aste un mercato dalle opportunità mancate.
L’utente vive quello delle aste come un mercato difficilmente accessibile da cittadino privato. Lo dimostrano i risultati di una recente indagine di Immobiliare.it su oltre 2.000 utenti, che nel 34% dei casi hanno dichiarato di percepire questo segmento come appannaggio degli operatori professionali. La preoccupazione del 31% dei rispondenti, poi, riguarda le tempistiche di sgombero dell’immobile, nonostante la recente normativa abbia fissato il limite dei sei mesi.La casa tipo all’asta in Italia ha una superficie media di 102 metri quadrati e un costo pari a 192.000 euro. Se a livello nazionale comprare con questa formula consente di tagliare il 31% del prezzo medio, ci sono città dove il potenziale risparmio è ancora maggiore. Si tratta di Milano e Bologna, dove lo sconto arriva al 44% rispetto al prezzo al metro quadro degli immobili residenziali in città. Supera il 30% di sconto quello che è possibile ottenere a Bari e Firenze.Guardando invece alle regioni, le prime tre in cui si rilevano sconti maggiori sul prezzo medio sono Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, con tagli medi che arrivano al 40% dei costi al metro quadro.

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Turisti sempre più digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

La commistione tra online e offline è sempre più forte e sta cambiando volto al settore del turismo. Fra le prime realtà italiane a capirlo c’è stata CartOrange: l’azienda, oltre ad aver introdotto in Italia la figura del consulente di viaggio che segue il cliente con proposte e servizi interamente su misura, e quindi fa della relazione umana il suo plus, ha sempre puntato anche sull’innovazione digitale e oggi questa scelta la premia. +18% è l’aumento previsto per il giro d’affari 2018 dell’azienda, +15% quello dei passeggeri. L’amministratore delegato Gianpaolo Romano ha parlato del caso CartOrange nell’ultima edizione di TTG Incontri, alla presentazione della Ricerca 2018 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, che CartOrange supporta.
Il risultato è positivo non solo per i parametri economici, ma anche in termini di soddisfazione dei clienti: su Feedaty, soggetto terzo che certifica le recensioni online, il 99% dei feedback è positivo e l’81% ha un rating pari a 5 su 5. «E questo è per noi il parametro più importante, perché è un parametro strategico» commenta Romano.Il cuore di CartOrange sono gli oltre 450 consulenti di viaggio che incontrano i clienti a domicilio e confezionano viaggi personalizzati. Ogni dettaglio è curato su misura e sono arricchiti con esperienze, anche “a tema” (aspetto sempre più richiesto) di tipo culturale, culinario, sportivo, eccetera. «Più cresce il digitale e più c’è bisogno di relazione umana – sottolinea Romano – perché in un mondo in cui offerte e possibilità si moltiplicano, il servizio diventa un aspetto centrale. Con la loro esperienza i nostri consulenti sanno interpretare i desideri dei clienti e confezionare viaggi memorabili. I canali online (sito, social, community, chat e servizi di messaggistica) sono il punto di partenza per instaurare una relazione che poi diventa personale: ed è qui che diviene insostituibile per i clienti».
Clienti che, come evidenzia la Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Turismo del Politecnico di Milano, oggi utilizzano internet in modo pervasivo: l’86% usa la rete per prenotare, l’83% per cercare informazioni. E mentre viaggia, l’86% usa almeno un’app, mentre al ritorno a casa il 33% condivide l’esperienza in rete e il 36% scrive una recensione. «Sono numeri – conclude Romano – che nessuna azienda può ignorare. Il mondo retail cresce quando vede il digitale come un alleato». (www.cartorange.com)

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CSAC dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Parma sabato 20 ottobre allo CSAC dell’Università di Parma inaugura la mostra 1968. Un Anno, un grande racconto che si concentra su un anno chiave della storia del Novecento, restituito attraverso un’indagine all’interno del gigantesco archivio dello CSAC, il cui primo nucleo nasce proprio nel 1968 e che oggi vanta una raccolta di oltre 12 milioni di materiali originali suddivisi nelle sezioni Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo.
Nel suggestivo spazio della Chiesa abbaziale di Valserena, attraverso una lunga timeline composta da idee, utopie, opere, progetti e oggetti datati o correlati all’anno 1968, individuati all’interno dei diversi fondi conservati allo CSAC, la mostra fa emergere le trasformazioni nel sistema della comunicazione, i mutamenti socio-antropologici e una nuova riflessione sul corpo e sull’ambiente, che esplosero in quell’anno.Emilio Vedova, Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli, Concetto Pozzati, Claudio Verna, Aldo Borgonzoni, Fabrizio Plessi, Rafael Canogar e William Xerra sono alcuni dei protagonisti di quella ricerca artistica che nel 1968 costituisce un punto di riferimento fondamentale per altri progetti legati all’immagine; come i reportage e le sperimentazioni fotografiche di Uliano Lucas, Nino Migliori, Mario Cresci, Carla Cerati, Ugo Mulas, a confronto con la cronaca registrata dalla agenzia Publifoto Roma; oppure le differenti strade del progetto grafico, pubblicitario e editoriale, che vede proprio nel 1968 la nascita del nuovo font Forma per la fonderia Nebiolo da parte di Aldo Novarese affiancato da un team composto da Franco Grignani, Giancarlo Iliprandi, Bruno Munari, Ilio Negri, Till Neuburg, Luigi Oriani e Pino Tovaglia; o ancora l’esplosione della cultura beat e underground, con il progetto di Ettore Sottsass per la rivista “Pianeta Fresco”. Il linguaggio della satira sarà invece rappresentato da autori quali Renato Calligaro e Roberto Perini. I molteplici canali della comunicazione televisiva sono raccontati attraverso i progetti di Armando Testa per Carosello, ma anche dai padiglioni RAI di Achille e Pier Giacomo Castiglioni e di Archizoom, oppure con la trasformazione degli apparecchi radio e TV prodotti da Brionvega. La riflessione sul corpo va dall’immaginario cinematografico e teatrale dei costumi della Sartoria di Pietro Farani alle sfilate happening ideate per Mare Moda Capri (Walter Albini) all’affermazione dell’uomo moda (Carlo Palazzi) e della maglieria (Albertina, Krizia).

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Com’è cambiato il mestiere del giornalista in mezzo secolo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Il Sessantotto e la Legge Basaglia. Due eventi storici che, a distanza rispettivamente di 50 e 40 anni, Glocal vuole ricordare con un occhio particolare: quello di chi li ha vissuti dall’interno delle redazioni. La settima edizione del Festival del giornalismo digitale, in programma a Varese dall’8 all’11 novembre, fa un salto nel passato con l’intenzione di guardare a due momenti che hanno cambiato la società per trarne spunti per il futuro. «In mezzo secolo sono cambiati gli strumenti, ma è cambiato anche il modo di raccontare gli eventi», ricorda Marco Giovannelli, ideatore di Glocal e direttore di Varesenews. «Dal passato però possiamo trarre importanti spunti per capire come si è evoluto il mestiere del giornalista; come è cambiato il giornalismo di inchiesta e come alcuni fenomeni hanno modificato il nostro modo di guardare e raccontare i fatti e la società».Tra i 60 eventi in programma nei quattro giorni di festival, due sono dedicati in particolare a questi momenti storici. Con “Liberi tutti: giornalismo d’inchiesta, letteratura e ricerca a 40 anni dalla Legge Basaglia”, il 9 novembre nella Sala Varesevive Glocal affronta la prima ricorrenza. Come è stata raccontata la vita nei “manicomi”? Quanto è stato importante il lavoro dei giornalisti per arrivare alla fine di una legislazione speciale e alla restituzione di diritti ai malati? Le risposte sono affidate ad Alberto Gaino, esperto di cronaca giudiziaria e autore del libro “Il manicomio dei bambini. Storie di istituzionalizzazione” nel quale ricostruisce le storie di alcuni giovanissimi internati a “Villa Azzurra” nella provincia di Torino. Grazie alla cartelle cliniche, Gaino ripercorre la vita di alcuni dei bambini reclusi non perché realmente malati ma perché avevano problemi a scuola o solamente facevano parte di una famiglia troppo numerosa. L’ospedale psichiatrico di Torino è stato nei suoi centocinquant’anni di vita un’immensa “discarica” umana in cui sono state rovesciate, come rifiuti organici, generazioni di uomini e donne, e bambini, tutti vulnerabili. Accanto a Gaino, Isidoro Cioffi, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze negli ospedali dell’Asst Sette Laghi, nonché strenuo sostenitore della lotta allo stigma e della rivoluzione culturale introdotta dalla Legge Basaglia. Una legge che «fu scritta per scopi economici, un allegato della legge di bilancio», osserva il medico. «Era legata al contenimento della spesa, troppo elevata. Gli sviluppi, però, sono stati rivoluzionari, hanno sgretolato un muro che ha garantito a tutti pari diritti e dignità».
Nel corso dell’incontro prevista la proiezione di video con le immagini raccolte nell’ex ospedale di Bizzozero poco prima che fosse chiuso e smantellato.Un’intera serata è invece dedicata al “Sessantotto in redazione”. L’8 novembre al teatrino Santuccio, Michele Mezza, Michele Brambilla e Raffaele Fiengo presentano una performance multimediale per incontrare i personaggi e le idee che hanno costruito la società dell’informazione. Attraverso filmati e drammatizzazioni è possibile rivivere il percorso avviato nel 1968 che ha determinato la transizione dai giornali alla rete così come la conosciamo oggi. Come ha detto Mezza in una recente intervista pubblicata sulla rivista Pandora: «Il ‘68, o meglio il ‘64 americano, è il momento in cui la palla di neve del digitale diventa una vera valanga. Il momento che io considero topico è proprio alla fine del ‘64, quando Mario Savio, a Berkeley lancia il movimento del free speech. In pochi mesi, negli stessi posti, le stesse persone, con gli stessi valori, e gli stessi obiettivi, passano dalla mobilitazione anti autoritaria al free software, aprendo una nuova era in cui appunto l’informatica diventa tecnologia di libertà».

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I millennials? Una generazione rivoluzionaria e pronta al cambiamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Gig Economy (ovvero il modello economico basato sul lavoro indipendente, libero e temporaneo) e Job Hopping (ovvero l’attitudine a “saltare da un lavoro all’altro”) sono state un po’ le parole d’ordine che costellavano il nuovo approccio dei millennials al mondo del lavoro. Qualcosa è cambiato. Anche in seguito alla situazione attuale evidenziata dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) che registra un drastico calo (del 53% circa) delle retribuzioni dei lavoratori della Gig Economy negli ultimi cinque anni, sembra che i millennials stiano rileggendo il loro approccio alla luce di un deciso pragmatismo. Pur mantenendo una inossidabile fiducia nel futuro: il 74% degli intervistati è convinto che il mercato del lavoro migliorerà. Ultraconnessi e con una visione olistica del lavoro: per i millennials sarà la tecnologia a restituire umanità alla ricerca di un’occupazione.
Proprio perché il loro habitat naturale è digitale, anche la ricerca di un impiego, per il 77% degli intervistati, parte da un dispositivo mobile. Immediato e diretto, il mobile recruitment permette di aprire direttamente un contatto dialettico con il potenziale datore di lavoro e spoglia l’intero processo da quei rituali obsoleti e burocratici legati all’invio di curriculum, attese infinite e freddi colloqui “da copione”. I giovani del terzo millennio concepiscono il lavoro come un naturale proseguimento di quel cammino di crescita intrapreso tra i banchi di scuola, al punto che, per il 65%, l’esperienza aziendale viene messa davanti, come valore, anche al conseguimento di un diploma universitario. E da essa si aspettano molto: l’85 % degli intervistati privilegia un ambiente di lavoro fertile e stimolante a condizioni retributive vantaggiose e, in generale, pensa che le soft skills non siano un aspetto collaterale, ma che contino quanto le competenze tecniche.
Una generazione pronta a “tirarsi su le maniche” da subito e guardando al lungo periodo.
Il progetto che i Millennials sentono l’urgenza di realizzare è quello di una vita indipendente e non più ancorata al supporto della famiglia d’origine. Per questo ritengono molto importante la stabilità economica (il 52%) e la crescita professionale. Priorità non necessariamente legate all’esigenza di formare un nuovo nucleo famigliare (citata come obiettivo solo dal 10% degli intervistati). L’aspetto però forse più inatteso, è che i giovani lavoratori sono oggi consapevoli che tutto ciò è poco compatibile con il “nomadismo professionale”. Per questo il 72% dichiara di voler restare nella stessa azienda per più di cinque anni. Al contrario, un percorso di carriera ancorato al job hopping (ovvero cambiare lavoro più o meno ogni sei mesi) interessa solo al 14% della popolazione sondata. Infine, pur tenendo in grande considerazione valori come work-life balance, flessibilità e smart working, i millennials cercano un contratto full-time (63%) e, possibilmente, stabile.
Un ritorno al futuro? Sembrerebbe di sì. La percezione del mondo professionale di quella classe di popolazione che, entro il 2020, rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale non ha rinunciato al sogno della modernità e agli impulsi rivoluzionari della cultura digitale iper-connessa, in continuo movimento e “always -on”. Però, crescendo, i millennials, stanno focalizzando meglio il proprio progetto professionale e di vita. Hanno vissuto sulla propria pelle la “grande crisi” degli ultimi dieci anni e hanno capito l’importanza di contestualizzare tale progetto all’interno di un quadro socioeconomico che forse si evolve a una velocità diversa da quella dei loro sogni e delle loro aspirazioni iniziali. E dato che, quella dei millennials, è una generazione incline al cambiamento (perché è cresciuta in un mondo che negli ultimi 30 anni ha subito una trasformazione maggiore di quella registrata nel corso di un secolo intero), non ha paura di cambiare idea. Anche se significa recuperare, pur rileggendoli con la grammatica contemporanea, alcuni valori chiave di chi li ha preceduti. http://www.cornerjob.com

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Sondaggi: Gli Italiani sono i meno entusiasti dell’appartenenza all’Unione europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Secondo i dati dell’ultimo sondaggio Eurobarometro il 68% degli europei ritiene che il proprio paese ha tratto beneficio dall’appartenenza all’UE. Inoltre, il 62% degli intervistati considera positivamente l’adesione del proprio paese all’Unione europea (62%). Queste percentuali sono le più alte registrate negli ultimi 25 anni. Fanno eccezione solo pochi Paesi, tra cui l’Italia. Il 43% degli italiani intervistati, difatti, pensa che l’Italia abbia tratto beneficio dall’essere membro UE, il dato più basso di tutti i paesi europei. Questo dato è comunque in crescita di 4 punti percentuali rispetto a settembre 2017, e mostra un trend positivo negli ultimi anni. La grande maggioranza degli italiani (65%) dichiara, inoltre, di essere favorevole all’euro, con una crescita di quattro punti rispetto a marzo 2018 e con una percentuale superiore alla media Ue (61%).
In alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, la percentuale di chi pensa che l’appartenenza all’Ue sia positiva è ancora troppo bassa. Dobbiamo raddoppiare gli sforzi per dimostrare che l’Unione sa dare risposte davvero efficaci ai principali problemi degli europei, come immigrazione, sicurezza e disoccupazione”.
Quasi tutti i dati che misurano il sostegno per l’UE mostrano una significativa ripresa dopo il referendum nel Regno Unito nel 2016, con una percentuale crescente di europei che si dimostra preoccupata per gli effetti della Brexit. In caso di referendum nel proprio Paese, il 66% degli intervistati voterebbe per restare nell’UE, e solo il 17% per l’uscita.
In crescita anche gli europei che si dicono soddisfatti del funzionamento democratico dell’UE (49%, +3% rispetto ad aprile), mentre il 48% ritiene che la propria voce sia importante nell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’immagine del Parlamento, un terzo (32%) ha un’opinione positiva, un quinto (21%) esprime un parere negativo e una maggioranza relativa (43%) rimane neutrale. Il 48% degli intervistati vorrebbe che l’UE svolgesse un ruolo più significativo in futuro, mentre il 27% preferirebbe fosse ridimensionato.Cresce la consapevolezza delle elezioni europee del prossimo anno, con il 41% che identifica correttamente la data nel Maggio 2019 – un aumento di nove punti percentuale rispetto ad un’indagine analoga di sei mesi fa, e il 51% degli intervistati si dichiara interessato alla tornata elettorale europea. Tuttavia, il 44% ancora non sa dire quando si voterà.
L’immigrazione è al primo posto nell’agenda dei temi prioritari per l’imminente campagna elettorale (50%), seguita dall’economia (47%) e dalla disoccupazione giovanile (47%), mentre la lotta al terrorismo scende al quarto posto con il 44%. Priorità simili anche per i cittadini italiani, anche se l’immigrazione è percepita come tema chiave da ben il 71% degli intervistati. Seguono l’economia con il 62% e la disoccupazione giovanile al 59%.
Le rilevazioni di questo sondaggio sono state condotte tra l’8 e il 26 settembre 2018 da Kantar Public in tutti e 28 gli Stati membri, con un campione di 27474 europei di 16 anni o più, intervistati con metodologia face to face.

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Elettricità: come essere preparati alla “rivoluzione” del settore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Quando l’elettricità si chiamava “luce” e i consumatori erano “utenti”, la base del sistema energetico era assicurato dalle grandi centrali termoelettriche. Oggi non esiste più quel mondo e la transizione energetica sta portando un cambiamento radicale nel modo di produrre, di consumare e di pensare l’energia. Gli impianti da fonti rinnovabili sono sempre più economici ma discontinui; le tecnologie stanno cambiando in via irreversibile lo scenario. Il chilowattora non sarà più un semplice prodotto ma un vettore di servizi quali riscaldamento, sicurezza, illuminazione, climatizzazione, trasporti e così via. Intanto, dopo anni di prezzi calanti, le quotazioni sul mercato elettrico sono risalite bruscamente in poco tempo: perché questo rialzo, e quanto durerà?
Per Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys “il nuovo mercato necessita di una visione nuova, poiché sono cambiati i modelli e la struttura che lo facevano funzionare, così come l’avevamo conosciuto fino a ieri. Bisognerà capire, a questo punto, quale impatto potranno avere sia la riduzione dei costi derivanti dalle tecnologie rinnovabili, sia gli investimenti necessari per infrastrutture, accumuli e servizi innovativi per gestire la maggiore complessità sul sistema che ne deriverà”.

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Gabriella Capodiferro alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Mantova Sabato 20 ottobre, ore 17.30 alla Galleria “Arianna Sartori” in via Ippolito Nievo 10 mostra personale della pittrice teatina Gabriella Capodiferro intitolata “Luce Acqua Vento 2. Luce e Ombra, Incisioni e dipinti”. L’esposizione mantovana segue la personale “Luce Acqua Vento”, tenutasi con grande successo nel 2016, a Venezia, città dove la Capodiferro ha vissuto importanti momenti formativi giovanili all’interno della locale Accademia di Belle Arti, sotto la guida di grandi maestri come Bruno Saetti e Carmelo Zotti. Per questa nuova importante esposizione, Gabriella Capodiferro esporrà una serie di trenta dipinti, dei quali ben ventotto sono inediti, mentre due provengono dalla precedente esposizione.
Durante la vernice, alle ore 17,30, sarà presentata inoltre, la cartella d’incisione “Trittico” contenente tre acqueforti di Gabriella Capodiferro, realizzata dall’Atelier Aperto di Nicola Sene e Silvano Gosparini, edizione “Venezia Viva”, tre poesie di Tagore e una preziosa presentazione di Enzo Di Martino che in passato ha curato, tra gli altri, mostre di Morandi, De Pisis, Vedova, Turcato, Paladino, Sassu, solo per citare alcuni dei nomi più significati dell’arte contemporanea italiana. Orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 Chiuso Festivi.

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Il Diritto al cibo è un pilastro fondamentale del diritto umano alla vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Eppure come hanno denunciato alla FAO oltre 300 rappresentanti di 12 milioni di contadini, pescatori, comunità indigene a Roma per la celebrazione della Giornata mondiale del cibo, 821 milioni di persone nel 2017 hanno sofferto la fame o l’insicurezza alimentare. I Governi delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, pur essendosi impegnati a raggiungere entro il 2030, tra gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDGs), quello della “Fame zero”, in realtà non stanno rispettando questa decisione. Il 2018, infatti, risulta essere il terzo anno consecutivo in cui il numero degli affamati nel mondo è cresciuto: dal 2016, quando se ne registrarono 804 milioni, ce ne sono 13 milioni in più.
Una tendenza negativa che sembra confermata, tanto che il Meccanismo della Società civile (Civil Society Mechanism – CSM), che la rappresenta all’interno del Comitato per la sicurezza alimentare (CFS), non solo indica il diritto umano al cibo come quello più violato al mondo nel 2018, ma denuncia anche un forte peggioramento a causa della restrizione degli spazi democratici e della repressione contro chi tenta di rivendicarlo o farlo rispettare. Anche in Italia il diritto al cibo non è scontato nel 2017, 1 milione e 778 mila famiglie (6,9% del totale), di cui fanno parte 5 milioni e 58 mila individui (l’8,4% del totale degli italiani residenti), si trovavano in condizione di povertà assoluta, secondo l’Istat. Due decimi di punto in più rispetto al 2016. Ci sono ancora 768 milioni di persone che non hanno a disposizione una fonte d’acqua potabile sicura e 185 milioni di persone costrette ad abbeverarsi alle fonti di superficie, come fiumi e laghi. Le politiche commerciali promosse in ambito dell’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO), ma anche dall’Unione Europea in tutti i suoi trattati bilaterali, in primis il trattato di liberalizzazione commerciale con il Canada (CETA), antepongono gli interessi delle grandi aziende al diritto al cibo, alla salute e alla lotta contro i cambiamenti climatici che aggrava la crisi alimentare. A 14 anni dall’approvazione in ambito FAOdelle Linee guida per il Diritto al Cibo, il CSM ha presentato a Roma un Rapporto di monitoraggio della loro implementazione in tutto il mondo. Anche la società civile italiana vorrebbe portare avanti un’analisi condivisa su cosa succede nel Belpaese: per questo le associazioni italiane che partecipano ai lavori del CFS, come Action Aid, Terra Nuova, Crocevia, il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e la Campagna Stop TTIP italia con l’associazione Fairwatch e Attac Italia, hanno invitato alcuni rappresentanti dei movimenti per il Diritto al cibo e il Diritto all’acqua pubblica per descrivere i problemi aperti e presentare alcune raccomandazioni emerse nell’ambito del Forum in corso alla FAO.

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