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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 22 ottobre 2018

Stato disastroso dei Licei e della Scuole Superiori di Roma e della provincia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Roma. E’ convocato per domani 23 ottobre 2018 il Consiglio della Città Metropolitana che tra gli altri punti all’ordine del giorno discuterà anche dello stato disastroso dei Licei e della Scuole Superiori di Roma e della sua provincia. “Auspichiamo che la mozione della Lega venga approvata perché l’obiettivo unico e prioritario deve essere la salute e la sicurezza dei nostri ragazzi. E’ inaccettabile che ci siano scuole senza certificato anti incendio (scale antincendio, uscite di sicurezza, impianti elettrici e porte antipanico, ecc.), senza i dovuti interventi di miglioramento ed adeguamento sismico di alcune scuole e addirittura oltre 30 scuole con la presenza di amianto. Ricordiamo sommessamente al sindaco Raggi e alla sua maggioranza che il Dipartimento competente Edilizia Scolastica ha evidenziato un fabbisogno per il triennio 2018-2020 complessivo per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, necessari per garantire le condizioni di sicurezza e di salvaguardia dell’incolumità dell’Utenza scolastica, pari ad € 864.111.000,00. Una somma enorme che deve essere accompagnata da ulteriori azioni che noi abbiamo indicato nella mozione che si discuterà domani”. lo dichiarano in una nota Carlo Passacantilli, capogruppo della Lega Salvini Premier in Città Metropolitana e Antonio Proietti, consigliere della Lega di Città Metropolitana.

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L’Istituto Svizzero in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Contribuisce a estendere l’influenza culturale e accademica della Svizzera oltre i suoi confini, in particolare in Italia, dal 1947. La struttura offre un ricco programma di esposizioni, conferenze, concerti, incontri, congressi e presentazioni di libri a Roma e Milano. Ogni anno l’Istituto Svizzero ospita in residenza una dozzina di giovani ricercatori e artisti, dando loro l’opportunità di vivere e lavorare insieme, di ampliare la loro rete di contatti e di gettare un ponte tra il mondo dell’arte e quello della scienza. Il soggiorno nella Città Eterna rappresenta un’esperienza unica, un tuffo nello stile di vita del Bel Paese e un’immersione nell’italiano, una delle quattro lingue nazionali svizzere.
A Roma l’Istituto Svizzero gode di una posizione straordinaria nel cuore della capitale. La struttura è collocata all’interno di una villa in stile eclettico costruita nel 1905 da Emilio Maraini, produttore di zucchero del Ticino. La casa e i suoi giardini sorgono su una collina artificiale – in origine una discarica – che offre una vista panoramica sulla città da uno dei quartieri del centro storico di Roma, nelle immediate vicinanze di Piazza di Spagna e Villa Borghese.
Nel 1947 Carolina Maraini-Sommaruga, vedova di Emilio Maraini (1853-1916), lascia in eredità la sua proprietà alla Confederazione. La nobile benefattrice intende promuovere e incrementare ulteriormente l’ospitalità che, insieme al marito, aveva già offerto a giovani artisti e ricercatori. Villa Maraini diventa così la sede di una fondazione al servizio delle arti, della scienza e dello sviluppo delle relazioni tra Svizzera e Italia. Dal 1948 Villa Maraini consente alla Svizzera di far parte della rete internazionale formata dalle numerose accademie, dagli istituti d’arte e di ricerca situati a Roma.
Milano. Dal 1997 la sede milanese dell’Istituto Svizzero rappresenta un punto di riferimento per l’arte e la cultura elvetiche nella capitale lombarda, centro nevralgico dell’economia italiana, particolarmente attiva nell’ambito della creazione e dell’innovazione. Situato vicino Piazza Cavour, l’istituto è ospitato in un edificio storico risalente agli anni Cinquanta, che comprende il Consolato generale di Svizzera, la Camera di commercio svizzera in Italia e varie associazioni: una vera e propria enclave elvetica nel centro di Milano. La programmazione milanese comprende mostre, conferenze, concerti e incontri, sempre con lo scopo di promuovere scambi artistici e scientifici tra Italia e Svizzera.
L’Istituto Svizzero fa parte della rete internazionale Pro Helvetia insieme ai centri culturali svizzeri di Parigi e New York e alle filiali di Johannesburg, Il Cairo, Nuova Delhi e Mosca. Partecipa inoltre alla rete di Swissnex, attiva nell’ambito dell’innovazione, della formazione e della cultura in particolare tramite le sedi di Shanghai e di San Francisco.

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Costruzione e decostruzione del linguaggio della storia dell‘arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Roma dal 24 al 26 ottobre un workshop di ricerca sul tema del vocabolario stilistico organizzato dall’Istituto Svizzero, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Viale della Trinità dei Monti, 1 e in collaborazione con la Biblioteca Hertziana e KNIR Reale Istituto Neerlandese di Roma. Il workshop si svolgerà in tre diverse sedi: Istituto Svizzero (24 ottobre), Villa Medici (25 ottobre) e Biblioteca Hertziana (26 ottobre). Se da un lato la storia dell’arte adotta una prospettiva sempre più globale, rielaborando in toto la maniera di teorizzare e di insegnare la disciplina, dall’altro il workshop si propone di condurre una riflessione sui concetti dello stile e delle epoche che ne hanno forgiato il campo di studi, nonché sulla loro pertinenza attuale. Quali furono la storia, gli usi e la critica legati a espressioni quali “antico”, “realismo”, “moderno”, “contemporaneo” o “avanguardia “, termini il cui impiego è stato continuo e al contempo incessantemente ambiguo? Alternando il dibattito ad analisi condotte direttamente sul campo, frutto dell’ osservazione degli oggetti stessi, il workshop non si limiterà ad affrontare le costruzioni lessicali trasmesse dalla storiografia, bensì si proporrà di raffrontare tali rappresentazioni alla realtà degli oggetti artistici (che si tratti di dipinti, sculture, oggetti decorativi oppure complessi architettonici), interrogando i diversi valori e significati culturali insiti nella materialità stessa dell’opera d’arte.
Le conferenze si svolgeranno in lingua francese, inglese e italiana. Per il 24 ottobre è prevista la traduzione simultanea all’italiano.
Il workshop dell’Istituto svizzero in Via Ludovisi, 48 del 24 corrente avrà inizio alle ore
09:30. Seguono alle10:00 Batalla-Lagleyre (Université de Bourgogne) L ’invention du “Grand Siècle”, période et style. La République et l’art français sous Louis XIV (1871-1958)
11:30 Laura Moure Cecchini (Colgate University) Can the Baroque Be Classical? The Seicento and the Return-To-Order in 1920s Italian Painting
12:30 Isaline Deléderray-Oguey (Universités de Neuchâtel et d’Aix-Marseille) Le Liberty, entre historicisme et modernisme: la difficile définition d’un style
19.00 Intervento d’apertura – in collaborazione con il KNIR Reale Istituto Neerlandese di Roma con Stijn Bussels (Leiden University) e Bram van Oostveldt (Universiteit van Amsterdam) What Does Style Do? Classification and Impact of Neoclassical Ensembles (1750-1820)

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Il mercato cambierà idea sulle intenzioni della BCE?

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

eurozoneLondra. Commento di Richard Booth, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset (gruppo Legg Mason), in vista della riunione della BCE. La positiva dinamica di crescita innescatasi nell’Eurozona dall’estate del 2016 ha frenato bruscamente nella prima parte del 2018. Alla fine del 2017, infatti, lo ‘shock’ di un economia dell’Eurozona che cresceva di più e più a lungo di quanto ci si attendesse ha portato ad un’aspettativa irrealistica: ossia che questo trend potesse continuare allo stesso ritmo anche nel 2018. Quando poi i dati sulla crescita si sono rivelati inferiori, il contraccolpo negativo è stato decisamente superiore alla norma. Ultimamente invece gli indici di sorpresa economica – che misurano lo scarto tra le attese dei mercati e la realtà – hanno registrato un rialzo rispetto ai livelli molto negativi toccati quest’estate (quando dunque le aspettative del mercato erano state deluse). I dati registrati da questi indici in genere tendono a riflettersi sui dati reali dopo circa tre mesi. È interessante notare come l’indice di sorpresa sull’inflazione, pur avendo sperimentato un calo, è comunque rimasto in territorio positivo durante gran parte di questo periodo di bassa crescita. Da questo punto di vista, ci aspettiamo che l’inflazione di fondo (detta anche ‘core’) aumenti, passando dall’1% all’1,3% entro fine anno, mentre l’inflazione complessiva (detta anche inflazione ‘headline’) dovrebbe rimanere attorno al 2%.Nel medio termine, prevediamo che l’inflazione di fondo salirà ancora raggiungendo – e potenzialmente superando – l’1,5%, ma la nostra view resta comunque al di sotto delle previsioni della BCE, che parlano di un’inflazione di fondo all’1,6% nel 2019 e all’1,9% nel 2020. Va notato come in media negli ultimi tre anni le previsioni a due anni della BCE sull’inflazione di fondo si siano rivelate dello 0,5% troppo alte.Cosa ancor più importante, il mercato forward “1 year 1year” (tasso forward dell’inflazione tra un anno) mostra di aspettarsi un’inflazione di fondo tra l’1,3 e l’1,4%, quindi la nostra posizione è leggermente più alta della prezzatura attuale del mercato. Una delle principali ragioni del prolungato periodo di bassa inflazione nell’Eurozona è stato il divergere dell’inflazione dei prezzi dei servizi tra paesi core e paesi periferici: in questo senso sta avvenendo un riallineamento, che motiva le nostre aspettative di una maggior inflazione di fondo.
Come sappiamo, la BCE ha manifestato l’intenzione di ridurre il suo Programma di acquisto di titoli pubblici (PSPP) a 15 miliardi al mese, con l’obiettivo di azzerarlo entro fine anno, se i dati economici confermeranno le sue previsioni. Allo stesso tempo la BCE è stata di proposito ambigua sulle tempistiche del suo primo rialzo dei tassi, accennando vagamente all’estate del 2019. Il fatto che banca centrale si sia prefissata di seguire un certo percorso sui tassi, cosa non avvenuta in precedenza, ha certamente ridotto la volatilità ed è probabile che le prossime riunioni della banca centrale genereranno meno movimenti sul mercato. Molte probabilmente le discussioni ruoteranno attorno alle previsioni di crescita (specialmente in relazione all’impatto delle guerre commerciali) e alla possibilità di alleggerire gli acquisti mensili di obbligazioni o di acquistare obbligazioni di maggior durata attraverso i reinvestimenti.La nostra sensazione è che la BCE sia ora più serena sull’inflazione, e che attualmente voglia concentrarsi maggiormente sulla formazione dei salari. A margine, sottolineiamo come al momento il candidato favorito (seppur di poco) per sostituire Draghi è Erkki Liikanen, uno stretto collaboratore di Draghi noto per il motto “pazienti, perseveranti e prudenti”. Dovesse verificarsi questo passaggio di consegne, crediamo che cambierà poco nell’indirizzo generale della BCE.In conclusione, non siamo certi che nella prossima riunione la BCE rivelerà quando ha intenzione di alzare i tassi, ma il mercato per ora sta prezzando un percorso molto morbido (con il primo vero rialzo di 20 punti base atteso non prima del primo trimestre 2020). Ma se la nostra previsione di un’inflazione di fondo che crescerà più di quanto il mercato si aspetta si rivelerà esatta, crediamo che il mercato potrebbe presto cominciare a prezzare un percorso di rialzi dei tassi più rapido. (Fonte: Citigroup, Western Asset)

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In Italia la spesa per l’Istruzione di un punto in meno rispetto all’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Nel Documento Programmatico di Bilancio 2019 consegnato all’Unione Europea, si legge che la spesa in rapporto al Pil si attesta in media sul 3,6% nel quinquennio 2014-2018 (3,5% nel 2019). A dispetto delle dichiarazioni dei responsabili istituzionali, la spesa per l’Istruzione è destinata addirittura a ridursi. Eppure, gli ultimi dati Eurostat ci dicono che se si guarda alla spesa per l’istruzione rispetto al Pil, l’Italia si trova in coda, solo dopo la Romania (3,1%), con la Germania che resta su valori percentuali apparentemente poco superiori ai nostri (4,3%), salvo poi staccarsi in modo sensibile quando si inquadrano gli assoluti. Anche l’ex Commissario alla spending review italiana, Carlo Cottarelli, ha di recente ammesso di ‘non avere mai proposto tagli alla Scuola, perché per la pubblica istruzione e la cultura non spendiamo affatto troppo rispetto al prodotto interno lordo’. Noi, però, lo stiamo facendo.

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Mostra Il codice Maimonide e i Norsa

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Roma 23 ottobre 2018 – 5 gennaio 2019 Archivio di Stato Sala Alessandrina – c.so del Rinascimento, 40 mostra e convegno A cura di Gino Famiglietti e Salvatore Settis. Durante il suo primo giorno di apertura al pubblico, il 23 ottobre, la mostra verrà arricchita da un convegno cui prenderanno parte esperti da tutto il mondo, fra i quali la studiosa newyorchese Evelyn Cohen e Johanna Weinberg dell’Università di Oxford.
Una grande mostra e una giornata internazionale di studi per celebrare un importante successo dello Stato italiano, esito felice di una contesa internazionale che ha coinvolto un collezionista americano e un magnate austriaco fin dal 2014: l’acquisizione, tramite acquisto coattivo, da parte della Direzione Generale degli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2017 di un manoscritto miniato del 1349 (e del connesso atto di vendita alla famiglia Norsa datato al 1513), contenente una delle più pregevoli copie della traduzione dall’arabo all’ebraico della Guida dei Perplessi del filosofo, medico e giurista Mosè Maimonide (1138-1204), fra i più importanti pensatori nella storia dell’Ebraismo e personalità di spicco nell’Andalusia dominata dagli arabi. La Guida, che propone una risposta al problema dell’incompatibilità tra teologia, pensiero ebraico e aristotelismo, ebbe enorme fortuna nel corso dei secoli.
Il volume – acquistato nel 1513 da Mosè ben Nathaniel Norsa, esponente dell’illustre famiglia di banchieri mantovani distintisi nel corso dei secoli per il loro appassionato collezionismo e per l’attività di committenza di preziosi volumi – è un compendio bibliografico e archivistico che testimonia la ricchezza della cultura rinascimentale italiana e della storia italiana in generale, mettendo in luce le molteplici influenze che hanno definito l’identità nazionale come una positiva contaminazione di culture diverse e il ruolo della collettività ebraica nell’Italia di quel periodo.Il manoscritto – composto da 228 fogli in pergamena con legatura in pelle, arricchito da pregevolissime miniature in foglia d’oro, fra cui una rappresentazione del Paradiso terrestre, e da grafismi in rosso e blu – è rimasto di proprietà della famiglia Norsa fino ai giorni nostri, mentre il resto dell’importante biblioteca di famiglia è andato disperso.Dopo un anno sotto la cura dei restauratori più bravi del mondo fra le stanze dell’ICRCPAL (Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario), assoluta eccellenza internazionale, il volume sarà esposto per la prima volta, finalmente a disposizione del pubblico e non soltanto degli specialisti. La mostra è organizzata e prodotta dalla Direzione Generale Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma e il Progetto Prin 2015: The Long History of Anti-Semitism. Jews in Europe and the Mediterranean (X-XXI centuries): Socio-Economic Practices and Cultural Processes of Coexistence between Discrimination and Integration, Persecution and Conversion, promosso dalla Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano, Università di Pisa, Università degli Studi di Genova.
Il progetto espositivo, articolato in tre sezioni – Mantova ai tempi dei Gonzaga; Gli Ebrei a Mantova e la famiglia Norcia: storia di un quadro; La Biblioteca Norsa e la Guida dei Perplessi di Maimonide – presenta al pubblico, oltre al manoscritto di Maimonide, altri 5 manoscritti miniati della Biblioteca di Parma provenienti dalla biblioteca dei Norsa, tra cui una Bibbia in ebraico del 1277, un Commento ai Salmi del XIV secolo, una ulteriore copia, del 1377, della Guida dei Perplessi e 13 manoscritti dall’Archivio di Stato di Mantova relativi al rocambolesco episodio che lega la storia della Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna (commissionata nel 1496 da Francesco II Gonzaga) alle vicende della famiglia Norsa.
In aggiunta a questi preziosissimi documenti, saranno in mostra anche una riproduzione 1:1 della tela del Mantegna, attualmente al Louvre, e la tela originale della Madonna col Bambino e Santi (anonimo, circa 1515), ugualmente destinata alla Chiesa della Vittoria e raffigurante in basso membri della famiglia Norsa in atto di contrizione (attualmente conservato nella Basilica di Sant’Andrea in Mantova); e, infine, una maquette della medesima Chiesa della Vittoria, costruita al posto della casa dei Norsa, per cui fu commissionata l’opera del Mantegna.

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Teatro: Muhammad Ali di Pino Carbone e Francesco Di Leva

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Napoli mercoledì 24 ottobre alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 28 Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 sabato) al Teatro Nuovo di Napoli Via Montecalvario, 16 Muhammad Ali di Pino Carbone e Francesco Di Leva Attore e regista si confrontano, in scena, con il senso dell’impossibile e della sfida, traendo ispirazione dal corpo dell’indimenticabile pugile. Presentato da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, l’allestimento, con la drammaturgia di Linda Dalisi, nasce dalla passione per il pugile statunitense da parte dell’attore partenopeo, cui, spesso, si è ispirato per l’interpretazione dei suoi personaggi teatrali.“Ho lottato contro un coccodrillo, ho lottato con una balena, ho ammanettato i lampi, sbattuto in galera i tuoni. L’altra settimana ho ammazzato una roccia, ferito una pietra, spedito all’ospedale un mattone. Io mando in tilt la medicina”.Parole di Muhammad Ali, il più grande boxeur della storia. Un uomo che si fece cambiare il nome, “perché Cassius Clay è un nome da schiavo”, e, come Ali, conquistò il mondo, vincendo sul ring tutto quello che c’era da vincere.Un ragazzo dalla pelle nera che si rifiutò di andare a combattere in Vietnam, e che per questo finì in prigione. Un attivista che, nel suo un inglese strano, imperfetto, magnifico, difese fino all’ultimo giorno della sua vita i diritti dei black.Lo spettacolo prova a portare in scena le sue parole, mai dette a caso, veloci, pesanti, leggere, fondamentali, così come si “analizza” ogni aspetto della sua vita: il privato, il pubblico, la sicurezza, il carisma.“Abbiamo immaginato – chiariscono Francesco Di leva e Pino Carbone – di scomporre il suo corpo, pezzo per pezzo, con la stessa attenzione che richiede l’osservazione dell’avversario prima di un incontro. Con lo stesso interesse che merita il vincitore dopo un incontro, accostando a ogni pezzo del suo corpo un aspetto della sua personalità, a ogni pezzo del suo corpo una sfida”.Frammenti dell’autobiografia, cronache di giornale, discorsi pubblici, poesie, vanno a comporre il puzzle di un uomo che, sulle orme di Malcolm X, fino all’ultimo momento, anche quando ormai soffriva di Parkinson, ha saputo usare la sua popolarità per dire ‘basta’ al razzismo.Chi non conosce la sua storia, le sue origini, resterà sopraffatto dalla potenza fisica, ma soprattutto umana, di questa figura “mitologica”.Allenamento, costanza e forza di volontà, queste le costanti della vita del pugile che – secondo Di Leva e Carbone – dovrebbero essere fonte d’ispirazione per tutti.

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Mostra Luciano Ventrone: Meraviglia ed estasi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Gualdo Tadino C’è tempo fino al 28 ottobre per scoprire, presso la Chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, l’esposizione-evento, a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, dedicata al grande maestro della figurazione Luciano Ventrone, dal titolo Meraviglia ed Estasi. Una scelta tutt’altro che casuale per la cittadina umbra, patria di quel Matteo da Gualdo (1435 circa-1507), tra gli antesignani del genere della natura morta (con la sua celebre tavola raffigurante l’“Albero di Jesse”, della fine del XV secolo), genere pittorico di cui Ventrone è uno dei grandi innovatori odierni. L’artista romano, da oltre quattro decenni, tra fiori e frutti in posa, “promette sapori che non può soddisfare, – ha affermato Vittorio Sgarbi – per attirare i nostri sensi e condurli all’estraniante percezione dell’ipernaturale”. La mostra, promossa dal Comune di Gualdo Tadino, dal Polo Museale e dall’Associazione Archivi Ventrone, ha letteralmente stregato un vastissimo pubblico, suscitando quella Meraviglia ed estasi, promesse sapientemente nel titolo, attraverso le invenzioni dell’artista romano che riesce a fondere pittura, luce, forma, colore, scenografia e illusione, per creare immagini dalla forte spettacolarità, che si accingono a rapire i sensi dello spettatore come in una vera e propria estasi mistica. A partire dalle sue proverbiali nature morte, tradotte sulla tela con la sua inconfondibile cifra pittorica dalla tecnica senza imperfezioni, assolutamente nuova, iperbolica, esagerata, barocca, metafisica. Quella stessa che colpì e conquistò, nei primi anni Ottanta, il gusto e l’interesse critico di Federico Zeri. Fiori e frutta sono, infatti, tra i soggetti più indagati dall’artista, per l’intrinseca bellezza e plasticità delle forme di questa natura in posa, per l’immediato fascino esercitato dai suoi colori, per la reattività delle superfici ai riflessi della luce artificiale, per le allusioni simboliche a essi legati. Ventrone esagera, perfeziona pertanto il reale, e costringe il pubblico a fare i conti con immagini che altrimenti non avrebbero, al di fuori della sua interpretazione, interessato nessuno. Come nel caso del monumentale polittico di 3 x 3 m, dal titolo “Mosaico” (2011), raffigurante una melagrana gigante spaccata, esposto precedentemente nel Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia. Ma i “coup de théâtre” non finiscono qui. Il percorso espositivo comprende anche due rari nudi, un momento di riflessione fisico sulla bellezza spirituale del corpo femminile, sulla sua splendida plasticità. Completano, infine, la mostra due inediti paesaggi, “Silvi Marina” (2013/17) e “I racconti del vento” (2006), rispettivamente una marina e un deserto (soggetto eseguito solo in quattro versioni), vere e proprie istantanee di luce e colore, dove il sole sostituisce la fredda e artificiale luminosità elettrica delle nature morte, riflettendo quella luce calda che vena d’avorio il mare Adriatico nei pomeriggi d’agosto, così come le dune di sabbia della Libia. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italiano-inglese edito da Carlo Cambi Editore e dall’audioguida. La mostra è aperta dal martedì alla domenica, ed il sabato e la domenica alle ore 16.00 è possibile assistere alla visita guidata gratuita con l’esperto.

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“Il Loyalty Marketing nell’era dell’esperienza”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Parma venerdì 26 ottobre, a partire dalle ore 10, all’Auditorium Paganini in via Toscana 5/A a Parma, è in programma la XVIII edizione del Convegno dell’Osservatorio Fedeltà del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma dedicato al tema Il Loyalty Marketing nell’era dell’esperienza (www.osservatoriofedelta.it).Il Convegno, realizzato grazie al sostegno di Brand Loyalty, Catalina, Comarch, E-CRM Group, Kettydo+, Promotion Magazine e SINT, analizzerà l’evoluzione dello scenario internazionale del Loyalty Marketing con lo studio di casi e settori diversi che affrontano le sfide dell’«era dell’esperienza».Verranno presentate le grandi tendenze che stanno cambiando i consumatori nella “società dell’esperienza” commentate dalla sociologa Maura Franchi, mentre il prof. Jonathan Reynolds della Oxford University racconterà come le grandi aziende hanno fatto evolvere i propri approcci alla fidelizzazione con i casi di Tesco, Sainsbury e ASDA. Fare loyalty implica collaborazione tra aziende al fine di creare un’esperienza di qualità per il cliente: il ruolo degli strumenti di pagamento in questo senso è centrale. In quest’ottica si inserisce il caso di Nexi, che illustrerà sfide e opportunità della convergenza tra pagamenti e loyalty.La rivoluzione digitale ha cambiato il modo di fidelizzare nei diversi settori. Nella tavola rotonda a cui parteciperanno i CEO di Best Western e di Musement verrà trattata la radicale trasformazione del mondo del Travel & Hospitality, tra realtà storiche e nuovi competitor.Durante il Convegno la prof.ssa Cristina Ziliani, responsabile scientifico dell’Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma, presenterà il primo studio su Il mercato dei servizi per la loyalty in Italia. È emerso che le aziende italiane investono in media il 47% del loro budget di marketing in attività di fidelizzazione della clientela. Più specificamente, il 26% è speso per attività di “loyalty di massa” – rivolte cioè a tutti i clienti nello stesso modo, come carte fedeltà, cataloghi premi, customer magazine – e il 21% per attività di “loyalty personalizzate”, ovvero quelle basate su dati individuali di cliente (CRM). Già dal prossimo anno un’azienda su due modificherà la propria strategia di loyalty intervenendo sulla customer experience nella direzione di più personalizzazione e riconoscimento del cliente tra i diversi touchpoints.Chiuderà la giornata il prof. Marco Ieva, del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma, che presenterà la Ricerca annuale sui consumatori realizzata dall’Osservatorio in partnership con Nielsen: il focus quest’anno verterà sull’impatto dei servizi offerti in punto vendita e dei nuovi servizi omnichannel (drive to store e drive to web) sull’esperienza del cliente, sulla sua soddisfazione e fedeltà. Il campo di indagine è stato il settore dell’abbigliamento, dove hanno risposto oltre 3200 consumatori, rappresentativi delle famiglie italiane.L’evento sarà anche l’occasione per premiare il/la laureato/a eccellente dell’Osservatorio che si è distinto/a per una brillante carriera, che ha preso avvio proprio dal Loyalty Management.

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Seminario “Youth Work”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Parma Martedì 23 ottobre alle ore 10, nell’Aula Magna “Angelo Scivoletto” del plesso universitario di borgo Carissimi, si terrà il seminario “Youth Work – La professione educativa tra innovazione e luoghi collaborativi”. Il seminario è organizzato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. Nel pomeriggio sono previste visite ad alcuni servizi per i giovani del Comune di Parma: Officine On/off, Officina Arti audiovisive e Centro Giovani Montanara.La giornata si inserisce nelle attività di orientamento rivolte agli studenti dei corsi di laurea in Scienze dell’educazione e in Progettazione e coordinamento dei servizi educativi. Il seminario del mattino è aperto a tutti, fino ad esaurimento posti. Durante la mattinata, i partecipanti potranno iscriversi a una delle visite programmate per il pomeriggio.

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Nuova operazione del programma “Push Strategy” di SACE

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

SACE (Gruppo CDP) ha garantito una linea di credito da 500 milioni di dollari in favore di Reliance Industries Limited, holding di Reliance, il più grande gruppo privato indiano che, con un giro d’affari di oltre 55 miliardi di euro, opera in una gamma di settori vasta e diversificata: dall’energetico ai beni di consumo. Quotato alla borsa indiana, da anni rientra nella classifica Fortune’s Global 500 dei maggiori gruppi industriali, figurando alla posizione 148 per ricavi e 99 per utile netto. Obiettivo dell’operazione – in cui è coinvolto un pool di banche internazionali guidato da HSBC (global coordinator e facility agent) e composto in qualità di mandated lead arranger da BNP Paribas, DZ Bank AG, First Abu Dhabi Bank e MUFG Bank– è facilitare l’assegnazione di contratti di fornitura italiani, aprendo alle imprese interessate, soprattutto alle PMI, una via di accesso unica alle opportunità offerte dal piano di investimenti di Reliance.
L’operazione rientra nell’ambito della “Push Strategy”, programma introdotto da SACE per creare nuove opportunità di crescita all’estero per le imprese italiane, garantendo finanziamenti a condizioni competitive in favore di primari gruppi industriali interessati ad avviare o incrementare gli acquisti di beni e servizi italiani di settori strategici.Proprio al fine di facilitare l’assegnazione di commesse a esportatori italiani, Reliance e SACE organizzeranno incontri ed eventi di business matching tra la stessa Reliance e le aziende italiane, in particolare PMI, interessate a operare con la controparte indiana.
L’operazione garantirà opportunità di business a una vasta gamma di settori, dalla meccanica strumentale al retail, offrendo notevoli possibilità anche a settori di punta del Made in Italy come arredamento, moda e luxury. “È tempo per le nostre imprese di farsi strada con più forza nel mercato indiano – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE -. A dimostrazione del rilancio e del crescente dinamismo che stanno vivendo i rapporti commerciali tra i nostri due Paesi, l’export italiano in India ha chiuso un ottimo 2017 (+9,3%), ha realizzato un nuovo balzo in avanti anche nei primi sette mesi del 2018 (+16%) e conserva ottime prospettive anche per gli anni a venire. Siamo dunque particolarmente orgogliosi di quest’accordo con Reliance che permetterà a tante imprese italiane, soprattutto PMI,di fare ingresso in un mercato chiave per il Made in Italy e acquisire una posizione competitiva tra i fornitori di uno dei più grandi gruppi industriali mondiali.”Secondo le previsioni dell’ultimo Rapporto Export di SACE, l’India fa parte delle quindici geografie “irrinunciabili” per il Made in Italy che nel 2017 hanno contribuito per 95 miliardi all’export totale italiano. Le esportazioni italiane nel Paese ammontano a 3,6 miliardi di euro e sono destinate ad aumentare anche nel triennio 2019-2021 con un tasso di crescita in media del 6,7%, cogliendo le opportunità offerte sia dagli ingenti piani di investimento di grandi corporate come Reliance sia dal piano di sviluppo governativo “Make in India”, che punta a far diventare il Paese il nuovo snodo manifatturiero asiatico. Quest’ultimo aprirà interessanti opportunità per le imprese italiane soprattutto nei settori dei beni di investimento, in particolare per la meccanica strumentale, settore coinvolto in varie industrie, dall’automotive alla trasformazione alimentare, dall’energia alle telecomunicazioni.

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Fassa Bortolo acquisisce uno storico stabilimento in Spagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Fassa Bortolo punta ai mercati esteri e con una trattativa lampo conclusasi negli ultimi giorni, acquisisce uno storico stabilimento in Spagna a Vera nella regione dell’Andalusia. Prima della grande crisi edilizia che travolse il paese iberico nel 2008, era leader nella produzione di gesso, controsoffitti, intonaci a base cemento, con 80 addetti e un fatturato di 40 milioni di euro. Si estende su una area di oltre 25 ettari, con una superficie coperta di 25.000 metri quadrati. L’azienda trevigiana Fassa Bortolo, marchio storico nel settore dell’edilizia, è riuscita a trovare l’accordo con la proprietà spagnola nel giorno in cui si stavano preparando a portare i libri in tribunale, acquisendo la società che stava per fallire. “In pochi giorni abbiamo concluso una operazione che salva dal fallimento uno stabilimento storico nel settore, – spiega Paolo Fassa, Presidente dell’omonimo gruppo – Ho già incontrato i dipendenti rimasti in azienda, allo stato attuale solo sedici, per rassicurarli sul futuro e ho esortato quelli che sono andati via visto la mancanza di prospettive a ritornare perché abbiamo pronto un piano di rilancio delle attività che riporteranno la società alla situazione ante crisi. Ricordo che la Spagna prima della congiuntura negativa era il paese che investiva più di tutti nel settore delle costruzioni”. Oltre a migliorare la qualità delle produzioni dal punto di vista tecnologico, Fassa Bortolo si impegnerà anche a livello finanziario con investimenti per ripianare i debiti e approntare un piano di rilancio. Con l’entrata in portafoglio dell’azienda iberica, il gruppo di Spresiano (Treviso) presente in Italia, Portogallo e Spagna, raggiunge un totale di diciotto stabilimenti.Le politiche di sviluppo si traducono in una crescita del fatturato che dovrebbe arrivare entro l’anno a 400 milioni di euro.

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Premio Bottari Lattes Grinzane 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

È Yu Hua con Il settimo giorno (Feltrinelli; traduzione di Silvia Pozzi) il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2018 per la sezione Il Germoglio, dedicata ai migliori libri di narrativa italiana o straniera pubblicati nell’ultimo anno. Gli altri finalisti al Premio erano: Andreï Makine (Francia) con L’arcipelago della nuova vita (La nave di Teseo; traduzione di Vincenzo Vega), Michele Mari (Italia) con Leggenda privata (Einaudi), Viet Thanh Nguyen (Vietnam) con I rifugiati (Neri Pozza; traduzione di Luca Briasco) e Madeleine Thien (Canada) con Non dite che non abbiamo niente (66thand2nd; traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini).La cerimonia di premiazione si è svolta presso il Castello di Grinzane Cavour (Cn) ed è stata condotta dalla scrittrice e giurata del Premio Sandra Petrignani. Protagonisti della giornata sono stati gli studenti rappresentanti delle 25 Giurie Scolastiche i cui 400 voti hanno determinato il vincitore. Lo scrittore portoghese António Lobo Antunes è stato premiato per la sezione La Quercia (dedicata a Mario Lattes), riservata a un autore internazionale che abbia saputo raccogliere nel corso del tempo condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico. La maggior parte dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Feltrinelli.Il settimo giorno è un viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto nella Cina del capitalismo socialista e delle sue contraddizioni, un’avventura di sette giorni, in cui conoscenti e sconosciuti incontrati raccontano la propria storia nell’inferno dell’Aldiqua, tra demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti abbandonati, poveri che vivono in bunker sotterranei, traffico di organi, consumismo sfrenato. Il 18 ottobre è uscito in Italia il nuovo saggio di Yu Hua Mao Zedong è arrabbiato (Feltrinelli).I romanzi finalisti del Premio, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, erano stati designati e annunciati ad aprile a Cuneo, alla sede della Fondazione CRC (che collabora e sostiene il Premio), dalla Giuria Tecnica formata da: Gian Luigi Beccaria (presidente), Valter Boggione, Vittorio Coletti, Rosario Esposito La Rossa, Giulio Ferroni, Laura Pariani, Sandra Petrignani, Enzo Restagno, Alberto Sinigaglia, Marco Vallora.Questa la motivazione della Giuria Tecnica al romanzo di Yu Hua Il settimo giorno:“In poco meno di duecento pagine Yu Hua ci consegna quello che è probabilmente il suo capolavoro. I primi sette giorni dopo la morte offrono allo scrittore il pretesto per leggere con metafisica profondità una critica severa, realistica e talvolta perfino feroce alle ingiustizie e all’egoismo della moderna società cinese; dall’altro con sentimento di pietas profonda e antica che risale con le immagini, e coi toni di una dolcissima trasfigurata poesia, alle tradizioni poetiche e figurative più delicate di questa antichissima civiltà.”Tra aprile e settembre 2018, i libri finalisti sono stati letti e discussi dai 400 studenti delle 25 Giurie Scolastiche.

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Concluso il convegno sull’Etica delle Virtù all’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Roma “Il tema della virtù è strettamente collegato a quello del lavoro. È una dimensione che potremmo definire vitale, necessaria per l’equilibrio di ognuno di noi”.Lo ha affermato il Prof. Gabriele Giorgi, Docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all’Università Europea di Roma, in occasione del convegno del Centro di Ricerca Interuniversitario ARETAI – Center on Virtues sul tema “Etica delle virtù e Psicologia. Verso una nuova scienza delle virtù?”, che si è concluso sabato 20 ottobre 2018 all’Università Europea di Roma.“Le persone – ha spiegato Giorgi – trascorrono oggi molte ore della giornata nell’ambiente di lavoro, che ha un’influenza molto forte sulla qualità della vita e delle relazioni umane. Un ambiente in cui si coltivano le virtù, i valori, l’armonia, il dialogo, può produrre grandi frutti e benessere per l’intera società.Al contrario, un ambiente non sano, in cui gli esseri umani non sono rispettati, può generare facilmente disagio e condizioni nocive per la salute.
L’attuale situazione economica, a volte, rischia di ostacolare lo sviluppo di ambienti di lavoro sani, soprattutto per i giovani.Anche nell’Instrumentum Laboris (strumento di lavoro) del Sinodo dei Vescovi, che si sta svolgendo in questi giorni, sono state sottolineate le preoccupazioni delle nuove generazioni su questi aspetti.I giovani – si legge nel documento del Sinodo – restano convinti della necessità di affermare la dignità intrinseca del lavoro, ma segnalano anche la fatica di coltivare la speranza e i sogni in condizioni socioeconomiche di estrema durezza, che generano paura.Un possibile aiuto, per il mondo del lavoro, può giungere dalla ricerca psicologica. I nostri studi spiegano che anche se “la pazienza è la virtù dei forti” nelle moderne organizzazioni una tolleranza eccessiva delle azioni negative può creare una cultura aziendale disfunzionale e danneggiante la salute dei lavoratori”.”La migliore cura per gli ambienti di lavoro – ha concluso il Prof. Giorgi – sta, sicuramente, nelle virtù e nei valori di pacifica convivenza che sono scritti nel cuore di ogni essere umano e che vanno oltre ogni confine culturale e ideologico. È quella cultura di dialogo e di incontro che Papa Francesco ci invita a vivere e che possiamo sforzarci di introdurre anche nelmondo del lavoro, con grande beneficio per i giovani e per la società intera”. (Carlo Climati)

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Lewis M. Eisenberg in visita al Parco Archeologico di Ercolano

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Ercolano. L’Ambasciatore degli Stati Uniti assieme alla moglie Judith Eisenberg per le strade dell’antica Ercolano hanno potuto ammirare e apprezzare la bellezza e l’unicità del sito di Ercolano così come unica risulta la collaborazione tra tutti gli enti coinvolti.
Gli onori di casa del Direttore Francesco Sirano che ha accolto l’Ambasciatore e la consorte conducendoli attraverso le vie del Parco “Onorato e felice” si dichiara il Direttore Sirano che ha accompagnato la coppia alla scoperta del sito illustrando i monumenti e le case più significative. Il Direttore ha anche condiviso la visione strategica che il Parco sta seguendo sia nella conservazione programmata, sia nell’attività di valorizzazione dello straordinario patrimonio materiale e immateriale di Ercolano antica. “E’ un piacere particolare – ha aggiunto il Direttore – ricevere l’ambasciatore degli Stati Uniti anche perché Ercolano beneficia da oramai 17 anni del sostegno e del supporto del Packard Humanities Institute, sotto la guida illuminata del suo presidente Dr. David Packard, secondo un modello di collaborazione pubblico-privato ancora oggi unico in Italia che consente di condividere saperi, competenze pluridisciplinari e ricerche per realizzare buone pratiche da mettere a disposizione anche di altri siti”.Entusiasta l’Ambasciatore – che ha espresso il desiderio di tornare presto in visita nell’antica città – ha definito il Parco Archeologico di Ercolano un sito di straordinaria bellezza, e ha anche sottolineato l’efficacia della partnership pubblico-privata con il Packard Humanieties Institute nella conservazione del sito.Di tempi cambiati parla la manager dell’Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson “al Parco Archeologico di Ercolano oggi tra un eccellente team di colleghi funzionari e il direttore alla guida vi è ormai una trasversale capacità di comunicazione oltre che entusiasmo e orgoglio per i ruoli assegnati come prova che il partenariato transatlantico pluriennale può fare salti da gigante e diventare un precedente per il patrimonio culturale di tutto il mondo ma anche per l’investimento di privati nel Sud Italia”.

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Fiorenza D’Antonio nuovo volto di “Domenica In”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Fiorenza D’Antonio, seconda classificata a Miss Italia 2018, vincitrice di due titoli, Miss Social e Miss Equilibra, è il nuovo volto di “Domenica In”. La ventunenne studentessa napoletana affiancherà la conduttrice Mara Venier nello storico gioco del ‘Tabellone’, omaggio a Gianni Boncompagni: dieci minuti di intrattenimento con il coinvolgimento del pubblico da casa. Occhi verdi e capelli biondi, laurea in Fashion Design, master alla Social Condenast Academy, Fiorenza ama il teatro e la moda, e non nasconde la sua passione per il cinema, “Sogno un film con Toni Servillo; siamo vicini di casa, ma non l’ho ancora mai incontrato”.
Da Sofia Loren, a Gina Lollobrigida fino a Maria Grazia Cucinotta, Claudia Pandolfi e Caterina Murino, l’elenco delle concorrenti diventate famose pur avendo mancato di un soffio la corona, è davvero lungo. Miss Italia, nel corso degli anni, infatti ha enfatizzato la sua vocazione di vero talent show, offrendo a migliaia di ragazze, non solo alla vincitrice, un’opportunità concreta per affermarsi nello show business.
Fiorenza debutterà domani 21 ottobre alle 14 insieme a tanti ospiti. “Sono grata per questa straordinaria opportunità che ho di lavorare al fianco di una grande professionista come Mara Venier – ha detto Fiorenza D’Antonio – Ho tanto da imparare e ‘Domenica In’, appuntamento fisso per milioni di italiani, sarà sicuramente per me una bella sfida”.

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Alternativa al carcere: strategie possibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Parma giovedì 25 ottobre, alle 17, a Palazzo del Governatore, il secondo appuntamento dedicato alla condizione carceraria in Italia e alle sue possibili alternative, da sempre uno degli ambiti di impegno di don Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera. Valentina Calderone, Direttrice dell’Associazione “A buon diritto”, dialogherà con Luisa Molinari, docente di Psicologia dell’educazione al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC dell’Università di Parma, alla presenza anche della sociologa Vincenza Pellegrino, Delegata del Rettore per i rapporti tra Ateneo e carcere.
L’incontro si propone come un’occasione per discutere sulla riforma dell’ordinamento penitenziario e sulle misure alternative al carcere, intese come strumento di riduzione delle recidive, sollecitando una riflessione sull’educazione in carcere e sulla possibilità data ai detenuti di curare le loro relazioni affettive con i familiari e in particolare con i figli. Si tratta di temi di stretta attualità (recentissimo il caso della donna che nel carcere romano di Rebibbia ha ucciso i due figli piccoli gettandoli dalle scale) e che la ricerca scientifica ha già individuato come centrali, ma che sono ancora profondamente ostacolati dal sentire e dal senso comune. L’incontro si propone dunque come un momento di promozione di una cultura di “rieducazione del condannato” come prevista dall’articolo 27 della Costituzione, che ha come base il rispetto della dignità umana del detenuto.Valentina Calderone si occupa principalmente di temi legati alla privazione della libertà e alle migrazioni. Ha scritto, con Luigi Manconi, Quando hanno aperto la cella. Storie di corpi offesi. Da Pinelli a Uva, da Aldrovandi al processo per Stefano Cucchi, ed è tra i curatori del Primo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia (Ediesse 2014). Recentemente ha scritto con Manconi, Anastasia e Resta Abolire il carcere, con presentazione di Gustavo Zagrebelski. Collabora a titolo volontario con l’associazione Antigone, entrando in varie carceri italiane a svolgere l’attività di monitoraggio che contribuisce all’Osservatorio sulle condizioni detentive.L’incontro Le alternative al carcere: una strategia possibile prosegue il ciclo di iniziative del progetto “Parma per don Luigi Ciotti” (link), realizzato con il contributo del Comune di Parma e il coinvolgimento di numerose altre realtà cittadine, nell’ottica di una coralità che vuol dare l’idea in primis proprio dell’omaggio di un intero territorio. In calendario, prima del conferimento della laurea ad honorem del 23 novembre, ci sono altri due appuntamenti, su temi forti, legati all’attività di don Ciotti.

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Scuola: Bambini ad alto potenziale cognitivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

In ogni classe c’è almeno un bambino ad alto potenziale cognitivo che “rappresenta una sfida per la scuola italiana. Finora non abbiamo mai fatto screening, né lavorato sull’individuazione, la comunicazione con le famiglie e la ricerca di strategie didattiche efficienti ed efficaci per questi alunni. I docenti hanno bisogno di acquisire delle competenze nuove rispetto agli studenti gifted, che per noi sono una novità”. Sarà questo il messaggio che Rossella Sonnino, dirigente scolastico dell’Ic Regina Elena di Roma, lancerà in occasione della presentazione del master ‘Gifted. Didattica e psicopedagogia per gli alunni con alto potenziale cognitivo e plusdotazione’ il 26 ottobre a Roma, nell’Aula Valori della Lumsa in Via di Porta Castello 44 dalle 16 alle 18.30.
La nuova offerta formativa, realizzata dalla Lumsa e dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, partirà il 15 novembre. Il corso si rivolge ai docenti, ai dirigenti scolastici e agli educatori, e può essere pagato con la carta del docente entro il 31 ottobre.
Sonnino pone delle domande: “Che cosa dobbiamo fare per questi alunni? Come dobbiamo lavorare con loro e come possiamo stabilire un rapporto con le famiglie? Un rapporto che sia sereno, per dare ai bambini tutte quelle competenze e rispondere a tutte quelle richieste che spesso rimangono senza risposta? È una questione- precisa la preside- che si inserisce nel discorso degli alunni con Bisogni educativi speciali. Il bambino gifted può sembrare bravo, ma ha delle esigenze diverse da un punto di vista didattico e la scuola deve porsi la problematica di saperlo leggere in tempo. Sono molto importanti gli screening per la rilevazione- conclude Sonnino- perché permettono di dare successivamente delle indicazioni fin dai primi anni di scuola”.

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Il Miur ordina il licenziamento di migliaia di maestri con diploma magistrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

La richiesta arriva dal dicastero di Viale Trastevere con la Nota n. 45988 ed è rivolta agli Uffici Scolastici Regionali: vanno cancellate le l’immissione in ruolo di tutti i diplomati magistrale destinatari delle sentenze negative entro 120 giorni ai sensi del Decreto Dignità approvato dal governo M5S-Lega. Nell’operazione coinvolti anche i sottoscrittori di contratti annuali fino al 31 agosto, a cui vengono sottratti due mesi di lavoro senza alcun motivo valido.
Nessun ripensamento, nessuna scelta di buon senso: le disposizioni incluse ad inizio agosto nel Decreto Dignità, per la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro in essere di decine di migliaia di maestri con diploma magistrale in supplenze annuali con scadenza 30 ottobre 2019, devono avere immediato seguito. È di questi giorni l’invio da parte del Ministero dell’Istruzione della Nota n. 45988, con cui l’amministrazione centrale ordina ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali di estinguere il rapporto di lavoro di migliaia di maestri, in larga parte donne, in possesso del diploma magistrale conseguito fino all’anno scolastico 2001/2002, benché avessero anche assolto l’anno di prova, per dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria n. 11 del 20 dicembre scorso, sui giudizi pendenti.
Il Miur si rivolge agli Usr, chiedendo loro di “operare una sollecita ricognizione dei destinatari delle sentenze, attualmente titolari di contratti di lavoro a tempo determinato (supplenti fino al 31 agosto 2019 o fino al 30 giugno 2019), o a tempo indeterminato (con assunzione – condizionata – in ruolo da GAE per effetto di sentenza non definitiva favorevole)”, chiedendo ai direttori degli uffici regionali di fornire “indicazioni ai propri uffici per il costante monitoraggio delle sentenze favorevoli all’Amministrazione sul portale dedicato alla giustizia amministrativa”. Inoltre, sempre da Viale Trastevere si chiede di “formalizzare con apposito decreto la risoluzione dei contratti a tempo determinato e a tempo indeterminato già stipulati dai docenti destinatari di sentenza di rigetto, a mente dei già citati commi 1 e 1-bis dell’art. 4 della L. 96/18, procedendo” sia “alla revoca della nomina dei docenti di ruolo abilitati magistrali con conseguente risoluzione, entro e non oltre il termine prescritto di 120 giorni, dei contratti a tempo indeterminato a suo tempo stipulati”, sia “alla conversione, in ragione delle medesime esigenze di continuità da assicurare nelle classi, del contratto a tempo determinato di durata annuale (fino al 31 agosto 2019) a suo tempo stipulato a seguito di pronunce non definitive, in contratto a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019”. La replica del giovane sindacato non si farà attendere: Anief annuncia da subito il ricorso per la conferma in ruolo di tutti i maestri che hanno superato l’anno di prova o ha sottoscritto un contratto fino al 31 agosto 2019, per poi ora vederselo convertito d’ufficio al 30 giugno: ne vanno di mezzo i principi di affidamento, conservazione e acquiescenza che avrebbe fatto cessare la materia del contendere nel rapporto di lavoro privatizzato, come ha già ben spiegato nel parere pro veritate espresso dall’ex presidente della Cassazione Michele De Luca.

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Infezioni ospedaliere

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

Fino a 700.000 casi di infezioni ospedaliere su 9 milioni di ricoveri, l’1% dei quali con esito letale. In Italia sono oltre 7.000, dunque, i degenti che muoiono a causa di un’infezione contratta in ospedale. A lanciare l’allarme alcuni dei numerosi esperti internazionali presenti a Milano in occasione del 2° Congresso WAidid, l’appuntamento mondiale sulle Malattie Infettive e i Disturbi immunologici che fino a domani sarà animato da sessioni plenarie e numerosi incontri su patologie ad alto impatto sulla salute globale.
Dal 5% all’8% degli individui ricoverati contrae un’infezione: le più frequenti sono soprattutto quelle urinarie, seguite da infezioni post-operatorie, polmoniti e sepsi. Di queste, si stima che circa il 30% sia potenzialmente prevenibile (135.000-210.000 casi)1. Tra le principali cause, infatti, la decontaminazione non corretta e l’abuso di antibiotici con conseguente aumento dell’antibiotico-resistenza.Un fenomeno, quello della resistenza agli antibiotici dei microbi, alimentato da un loro uso inappropriato. Basti pensare che quasi nel 50% dei casi in cui sono prescritti non risultano necessari, come spesso succede nel caso dell’influenza. A questo proposito, il 15% degli italiani considera erroneamente utile l’antibiotico per bloccare l’influenza e, in generale, le infezioni virali.“Il vaccino anti-influenzale – evidenzia la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente WAidid e ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia – potrebbe prevenire gran parte dei casi di influenza, limitando non poco l’eventualità di un ricovero ospedaliero per quei soggetti a rischio di complicanze –. I bambini fino ai 5 anni di età, gli anziani sopra i 64 anni e i malati cronici di tutte le età, infatti, sono a rischio di contrarre forme di influenza particolarmente gravi che richiedono il ricovero ospedaliero. Ogni anno le complicanze dell’epidemia influenzale comportano l’utilizzo di una rilevante quantità di antibiotici, non sempre necessaria e spesso dannosa”.
L’Italia, infatti, è ai primi posti in Europa per antibiotico-resistenza. Le specie di microrganismi più spesso responsabili di infezioni ospedaliere gravi e potenzialmente fatali sono oggi i bacilli Gram negativi. Nel nostro Paese la percentuale di Escherichia coli resistenti alle cefalosporine è del 30%. Ancora più preoccupante Klebsiella pneumoniae, con quasi il 60% di ceppi resistenti alle cefalosporine di terza generazione ed il 30% di ceppi resistenti ai carbapenemi. Allarmante infine Acinetobacter baumanii, la cui percentuale di resistenza combinata ad aminoglicosidi, fluorochinoloni e carbapenemi supera il 50%.
“La prevenzione delle infezioni ospedaliere – ha aggiunto Francesco Menichetti, Presidente Gruppo Italiano per la Stewardship Antimicrobica (GISA) – va potenziata con azioni di “infection control”, ovvero attraverso le buone pratiche assistenziali, come ad esempio il lavaggio delle mani, il rispetto dell’asepsi nelle procedure invasive, la disinfezione e la sterilizzazione dei presidi sanitari, che in Italia purtroppo non sono sempre rispettate. Le azioni preventive sono determinanti, ma richiedono progetti educazionali specifici e strumenti di verifica efficaci. I nuovi antibiotici, efficaci per curare queste gravi infezioni, sono purtroppo pochi e non di rapido e facile accesso. La necessità urgente di questi nuovi farmaci, potenzialmente salva-vita, impone una revisione delle regole (scheda AIFA, prescrizione specialistica) che non vada verso una insensata liberalizzazione, bensì consideri procedure che permettano l’accesso rapido da parte di quegli specialisti che trattano pazienti con infezioni gravi”. A contrastare, dunque, la resistenza antibiotica non solo la ricerca di nuove molecole che riescano a impedire i meccanismi di resistenza dei batteri multi-resistenti, ma anche il potenziamento delle strategie di controllo delle infezioni, la sorveglianza, il buon uso degli antibiotici in ambito ospedaliero e territoriale. Non può mancare, infine, il coinvolgimento delle Istituzioni ed un importante investimento in formazione ed educazione del personale sanitario.

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