Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

L’UNHCR chiede all’Australia di intervenire per salvare vite a rischio imminente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Ginevra (Svizzera) L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fa appello al governo australiano affinché intervenga oggi stesso con misure urgenti a favore di tutti i rifugiati e richiedenti asilo che si trovano in Papua Nuova Guinea e Nauru. L’UNHCR esprime apprezzamento per gli sforzi di medici, esperti indipendenti, avvocati ed esponenti politici di ogni corrente, volti ad evidenziare il costo umano della “gestione esternalizzata” delle domande e le conseguenze che questa ha comportato nelle ultime settimane. Tale impegno riflette il crescente riconoscimento del rischio imminente e critico al quale sono esposte delle vite umane, nonché la crescente preoccupazione della comunità. Ciononostante, non è stata ancora adottata alcuna misura decisiva.L’evacuazione immediata dei rifugiati e dei richiedenti asilo da Papua Nuova Guinea e Nauru all’Australia non richiede alcun emendamento legislativo. Inoltre, le limitazioni alla libertà di circolazione e qualsiasi trattamento differenziato dei rifugiati non solo non sono necessari, ma sono anche contrari ai principi fondamentali della protezione dei rifugiati [1]. Per prevenire ulteriori morti e danni a uomini, donne e bambini innocenti, si rende necessaria un’azione congiunta e fondata su un chiaro imperativo umanitario.“Ovviamente i bambini sono una priorità, ma sia in Papua Nuova Guinea che a Nauru ci sono molti altri uomini e donne estremamente vulnerabili che non devono essere dimenticati”, ha esortato il rappresentante regionale dell’UNHCR, Thomas Albrecht. “L’Australia ha sia la capacità che la responsabilità di agire oggi stesso per la salvezza di queste vite”.
Trasferire unicamente i bambini e le loro famiglie non rappresenterebbe una soluzione alla difficile situazione nella quale si trovano altre persone con bisogni medici urgenti, molte delle quali erano ancora minori all’epoca del loro invio forzato a Nauru, più di cinque anni fa. Allo stesso modo, la situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Papua Nuova Guinea e Nauru è al momento così drammatica che evacuare solo alcune persone accentuerebbe la disperazione e acuirebbe i gravi rischi per la salute mentale delle persone costrette a restare.Già nel 2016 i consulenti medici dell’UNHCR avevano riscontrato che i tassi cumulativi di depressione, ansia e disturbo post traumatico da stress tra la popolazione intervistata in entrambi i paesi superavano l’80%. Da allora, la situazione è in continuo deterioramento.Le condizioni dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Papua Nuova Guinea e a Nauru sono completamente diverse da quelle dei cittadini dei due paesi e delle persone che vi sono migrate volontariamente. I bisogni peculiari di persone fuggite da guerre e persecuzioni, trasferite con la forza, detenute e soggette a condizioni spaventose, richiedono un intervento intensivo che, molto semplicemente, non è disponibile a livello locale. Ciò non sminuisce in alcun modo i molteplici sforzi effettuati in buona fede dei governi della Papua Nuova Guinea e di Nauru o il calore e l’ospitalità dimostrati dalla popolazione locale.

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