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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Mostra fotografica di Massimiliano Camellini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Torino Opening giovedì 17 gennaio, ore 19, (18 gennaio – 17 febbraio 2019) Bookshop Fondazione Sandretto Re Rebaudengo via Modane, 16 mostra fotografica di Massimiliano Camellini Ore 18.00, l’orario è finito. E’ un progetto fotografico realizzato da Camellini all’interno degli spazi dell’ex Cotonificio Leumann di Collegno (Torino) dal 2010 al 2012, e curato da Lorand Hegyi; il lavoro è stato esposto, a partire dalla sua prima presentazione al MIA (Milan Image Art Fair) del 2013, nell’ambito del Festival Fotografico Europeo 2013 presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio, all’interno della rassegna Italian Nostalgia presso il Museo della Fotografia di Seoul nel 2014 ed è stato oggetto della mostra “La suite du temps” organizzata dal MAMC – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Saint Etienne nel 2015; il progetto ora finalmente approda a Torino, territorio di partenza di questa ricerca, da un punto di vista iconografico ma anche emotivo e storico. Il luogo all’interno del quale si è sviluppato il lavoro di Massimiliano Camellini è l’antico Cotonificio Leumann di Collegno, in provincia di Torino, al centro dell’innovativo villaggio operaio che l’industriale Napoleone Leumann fece costruire attorno all’opificio tra fine Ottocento e inizio Novecento: un esperimento imprenditoriale illuminato che si faceva carico della riproduzione delle stesse risorse sociali sulle quali la fabbrica incideva.Il progetto fotografico racconta la fine dell’era industriale in Europa, l’epilogo di un sogno basato sull’espansione manifatturiera e il suo welfare e che a suo tempo non aveva fatto i conti con la globalizzazione.Le immagini sono state realizzate dal 2010 al 2012, e raccontano la presenza dei lavoratori che hanno vissuto la fabbrica e che l’hanno lasciata varcando per l’ultima volta quei cancelli nell’aprile del 2007, quanto fu chiusa per sempre. Ogni cosa era stata lasciata al suo posto, quasi a significare che la cessazione dell’attività fosse stata improvvisa. Le immagini ricostruiscono l’ultimo giorno di lavoro, quel momento dove la fine dell’orario lavorativo (18.00) ha coinciso con la fine di un’epoca. http://www.massimilianocamellini.org

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