Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 26 ottobre 2018

Il Tap si farà: via libera del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Il Tap è un’opera infrastrutturale che farà diventare il Sud Italia uno snodo centrale per la distribuzione dell’energia in Europa. Da sempre FdI è stato favorevole alla sua realizzazione e il via libera del Governo è una buona notizia. Ci auguriamo però che si possa rivedere il punto d’approdo del gasdotto, spostandolo da Melendugno in Salento a Brindisi, dove c’è lo snodo della dorsale SNAM: sarebbe una soluzione migliore per coniugare la realizzazione di opere che diano lavoro e sviluppo alla nazione con la tutela dell’ambiente e delle bellezze paesaggistiche. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, oggi a Matera nella prima giornata degli Stati generali del Sud di Fratelli d’Italia che si svolgono in Basilicata.

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Morte dell’ultimo sopravvissuto alla deportazione romana

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

La Comunità di Sant’Egidio si unisce al lutto della comunità ebraica di Roma per la morte dell’ultimo sopravvissuto alla deportazione romana del 16 ottobre 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. “Con Lello Di Segni scompare un testimone fondamentale della Shoah e della memoria storica di Roma, perché il 16 ottobre resta una ferita indelebile per la nostra città, come abbiamo voluto riaffermare domenica scorsa alla marcia in ricordo della razzia del quartiere ebraico da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale”, ha dichiarato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. “La sua morte – ha aggiunto – ci invita ad assumerci sempre più questa memoria e a trasmetterla alle giovani generazioni: aiuterà a costruire un futuro di pace contro ogni forma di antisemitismo, razzismo e discriminazione”.

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Con Lello Di Segni muore l’ultimo sopravvissuto del rastrellamento del ghetto di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Roma. “Con lui non può morire la memoria dell’Olocausto. Oggi più di ieri la scuola ha il dovere civile di trasmetterla ai ragazzi”. Così su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

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Cardiologia preventiva e riabilitativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Genova 25-27 ottobre 2018, 14° Congresso nazionale GICR-IACPR (Italian Association  for Cardiovascular Prevention, Rehabilitation and Epidemiology. La cardiologia riabilitativa è la branca forse meno conosciuta e blasonata della cardiologia, ma è arrivato il momento di farla uscire dall’ombra per riconoscerle il ruolo che le spetta e soprattutto per farne conoscere i vantaggi a medici e pazienti. A supportarne l’utilità e l’importanza sono le statistiche: i pazienti che dopo un evento acuto coronarico,un intervento cardio-chirurgico o un episodio di scompenso cardiaco vengono avviati ad un percorso di cardiologia riabilitativa presentano una riduzione di mortalità cardiovascolare e riospedalizzazione del 30%. Sono risultati paragonabili solo a quelli dei trattamenti farmacologici più efficaci e potenti, come le statine e l’aspirina. Eppure, tutto questo è poco conosciuto. Dai pazienti, ma anche dagli stessi medici. Questo spiega perché il cosiddetto ‘referral rate’ cioè il tasso di invio in cardiologia riabilitativa dopo un evento coronarico acuto o un intervento cardio-chirurgico sia molto basso: appena il 30% di quanti ne avrebbero bisogno e diritto.
“In Italia, un elemento di criticità è rappresentato dal fatto che a livello ministeriale gli interventi riabilitativi, siano essi cardiologici, motori o neurologici, rientrano tutti nel ‘calderone’ del cosiddetto ‘codice 56’. Per il decisore pubblico – afferma il professor Pedretti – la cardiologia riabilitativa di per se non esiste, ma si parla genericamente di ‘riabilitazione’ (codice 56). Si ritiene che la prevenzione secondaria sia qualcosa che qualunque medico sia in grado di fare. Questo porta a perdere in specificità ed è un rischio! Non accettiamo di essere inseriti nel grande capitolo della riabilitazione; noi preferiamo parlare di cardiologia riabilitativa, come parte integrante della cardiologia”. L’ultimo censimento della cardiologia riabilitativa (survey ISIDE.13 del 2013) condotta da GICR-IACPR rilevava in Italia la presenza di 221 strutture dedicate alla cardiologia preventiva e riabilitativa (CPR), in media 1 struttura ogni 270 mila abitanti, distribuite però in maniera non uniforme sul territorio nazionale. L’offerta era prevalentemente in regime di degenza, anche con alta complessità organizzativa (l’11 per cento dei posti letto avevano un’organizzazione di tipo ‘sub-intensiva’). “Per incrementare il numero di pazienti trattati – afferma il professor Pedretti – sarà senza dubbio necessario incrementare le strutture di CPR, dedicando magari strutture già esistenti ad attività di CPR, sia ‘degenziale’ che ambulatoriale. Il non disporre di strutture di CPR in alcune aree del Paese può inevitabilmente condizionare una minor efficienza nell’uso dei posti letto per acuti.
La seconda importante declinazione della cardiologia riabilitativa è il setting ambulatoriale, che deve soddisfare dei criteri minimi operativi, quali un data base di archiviazione dati (in rete con i centri di CPR) e personale infermieristico formato ad hoc per il counseling e la raccolta dati; l’ambulatorio inoltre deve essere coordinato da un cardiologo con competenze specifiche nella prevenzione e riabilitazione, esperto nell’imaging cardiovascolare, nella gestione del fattori di rischio, nell’uso delle terapie antitrombotica, anticoagulante, anti-ischemica, nelle interazioni farmacologiche, nelle strategie di raggiungimento degli obiettivi terapeutici e dell’aderenza alla terapia. E’ questo un punto fondamentale, visti anche i risultati di una metanalisi su 370 mila pazienti che ha rivelato come l’aderenza alla terapia con farmaci cardiovascolari sia di appena il 57 per cento dopo una mediana di 24 mesi dalla prescrizione. In Europa la scarsa aderenza alla terapia provoca 200 mila decessi l’anno e genera costi per 125 miliardi di euro. “La cardiologia riabilitativa del futuro – prosegue il professor Pedretti – dovrà sempre più fare i conti con la popolazione anziana, destinata a crescere negli anni, con le sue problematiche di fragilità e di barriere all’accesso alla CPR (scarsa motivazione dei pazienti, insufficiente conoscenza dei benefici della CPR da parte dei medici, accessibilità alle strutture). Sarà inoltre necessario ‘importare’ nella cardiologia tradizionale la cultura geriatrica relativa a problematiche quali fragilità, sarcopenia, decondizionamento fisico, aspetti cognitivi e psicosociali”. Anche la cardiologia riabilitativa, branca della cardiologia restata finora abbastanza in ombra ma destinata ad avere un grande sviluppo in futuro con l’invecchiamento della popolazione e la gestione della cronicità, si appresta dunque a fare il suo ingresso nella dimensione 3.0, quella del futuro.
Il basso tasso di invio ai programmi di cardiologia riabilitativa (in Italia il 30 per cento) che priva larghe fasce di popolazione di un intervento molto efficace nel contenere la disabilità e ridurre la morbilità e mortalità a distanza. Si tratta tra l’altro di interventi inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e in quanto tali rimborsati.
Il team riabilitativo, già multidisciplinare (comprende cardiologo, infermiere, fisioterapista, dietista, psicologo) dovrà diventarlo sempre più in futuro per gestire al meglio pazienti di età avanzata e con diverse comorbilità associate. In quest’ottica dovranno essere coinvolti nella gestione di questi pazienti l’assistente sociale, il farmacista e tutta una serie di specialisti (internista, diabetologo, pneumologo, nefrologo, cardiochirurgo, fisiatra, infettivologo) Il ruolo delle associazioni di pazienti. Si propongono di operare sempre in sintonia e piena collaborazione con le strutture di Cardiologia afferenti al loro territorio svolgendo un ruolo di complementarietà e non di sussidiarietà. Sarebbe opportuno che contribuissero a far conoscere i benefici della cardiologia riabilitativa tra i pazienti e che se ne facessero portavoce nei confronti delle Istituzioni, visto che l’accesso alla CPR non è ancora garantito a molti pazienti cardiopatici, con ricadute sempre più evidenti sulla salute della collettività.
La cardiologia riabilitativa è la branca della cardiologia dedicata alla cura del paziente cardiopatico dopo un evento acuto o cronico. La sua mission è quella di migliorare la qualità di vita di questi pazienti e la loro prognosi. tutto ciò viene ottenuto stratificando la prognosi, ottimizzando la terapia farmacologica e non, gestendo le comorbidità (numerose nel paziente anziano), attraverso il trattamento della disabilità, facendo prevenzione secondaria e assicurando il mantenimento dell’aderenza alla terapia.

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ERAS Cardiac Surgery Featured at Dedicated Session at European Association for Cardio-Thoracic Surgery in Milan

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Milan. The ERAS Cardiac Surgery Society presented its recent consensus statement at the 32nd European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACTS) Annual Meeting in Milan, Italy, last week as part of an educational session.This dedicated ERAS Cardiac Surgery session was held during EACTS, the world’s largest cardiothoracic surgery focused professional conference with international speakers across all subspecialties.ERAS Cardiac Surgery is a patient safety organization with the mission to facilitate optimization of perioperative care of cardiac surgical patients through collaborative discovery, analysis, expert consensus, and dissemination of best practices. ERAS Cardiac Surgery was developed as a patient satisfaction program to encourage improvements in both short and long-term outcomes, reduction in complications, and more efficient utilization of health care resources for patients recovering after heart surgery.“Cardiac surgical teams are under increasing pressure to provide healthcare value by optimizing outcomes while reducing complications and costs,” said Springfield, MA based surgeon and ERAS Cardiac Surgery President, Daniel Engelman, MD. “Numerous clinical trials have shown that well-designed and implemented ERAS cardiac programs can assist in achieving such goals. The participation of a multidisciplinary perioperative team of medical-care providers, hospital system administrators, and most importantly, the patients themselves, is critical to achieving our mission.” Topics discussed at the session included incorporation of treatment pathways to maximize quality of life; reduce acute kidney injury; prevent retained blood utilizing active clearance of chest tubes; implementing opioid-sparing analgesic strategies; assessing value; and the application of advanced organizational strategies for employing ERAS protocols.
A key highlight of the session was the presentation and audience discussion of the first ERAS Cardiac Surgery Consensus Statement (recently presented at the American Association for Thoracic Surgery Annual Meeting in San Diego). This extensive compilation of evidence-based recommendations is the initial step toward a comprehensive approach for enhanced recovery in cardiac surgical patients. It includes items such as nutrition, lifestyle modification, use of kidney biomarkers, sternal fixation, active clearance of chest tubes to prevent retained blood complications, temperature and glucose management, goal-directed therapy, and patient education. The enthusiasm and engagement of the audience was significant, demonstrating a global passion for this endeavor.The organizing committee for ERAS Cardiac Surgery at EACTS included Daniel Engelman, MD, Baystate Medical Center, Springfield, MA, and Marjan Jahangiri, MBBS, MS, FRCS, FRCS (CTh), St. George’s, London, England. Invited speakers included, Gudrun Kunst, MD, PhD, DEAA, FRCA, FFICM, Kings College, London, England, Louis P. Perrault, MD, Ph.D., Montreal Heart Institute, Eric Roselli, MD, Cleveland Clinic, Cleveland, OH, Kevin Lobdell, MD, Atrium Health, Charlotte, North Carolina, and Kamal Khabbaz, Harvard Medical School, Boston, MA.

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Con gli Angeli in Moto ancora più vicini ai bimbi fragili

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Roma 27 ottobre a partire dalle 9.30 dalla sede dell’associazione in via Ramazzini 15 partiranno numerosi motociclisti che porteranno in moto alle famiglie con bimbi malati tutto l’indispensabile, messo insieme da Salvamamme, necessario per andare avanti i prossimi mesi. Tra questi, anche un bellissimo bimbo di 6 anni, che verrà sottoposto a cure salvavita per contrastare una gravissima malattia. La sua meravigliosa famiglia, trasferitasi a Roma per le cure del figlio, riceverà tutto l’occorrente per la permanenza, a partire dai giocattoli, fino al vestiario, utensili, biancheria e spesa.“Ci sono mamme dedite al loro bimbo fragile oppure malate loro stesse che hanno perso la possibilità di muoversi, di avere del tempo per loro o per gli altri figli; proprio a queste famiglie Salvamamme e Angeli in Moto dedicano questo importante progetto” – spiega la Presidente di Salvamamme, Grazia Passeri. “Velocità, amore, concretezza, e arrivare a chi ha bisogno appena occorre: questo è Angeli in Moto. “La sinergia con Salvamamme vuol dire innescare un moltiplicatore su cui cresceranno le nostre risposte” – le fa eco Sara Feliciangeli, fondatrice e responsabile di Angeli in Moto, nato da alcuni amici amanti delle moto che si sono uniti, prima per condividere la propria passione e girare l’Italia, poi ampliando le prospettive anche nel sociale, ad esempio coinvolgendo i motociclisti per il ritiro dei farmaci presso le ASL o le farmacie ospedaliere di riferimento e consegnarli a quelle persone con non sono in grado di uscire autonomamente. Intanto le famiglie aspettano felici, nella propria casa, questo segno concreto di affetto e solidarietà.

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Premio Sciacca: Vincitore Assoluto Tanishq Abraham

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Roma Sabato 27 ottobre, alle 17.30, nell’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana, in Vaticano, cerimonia finale della XVII edizione del Premio Internazionale “Giuseppe Sciacca”, manifestazione che ogni anno conferisce riconoscimenti a chi ha saputo distinguersi nel proprio campo di lavoro o di studio.Giovani eccellenze provenienti da tutto il mondo saranno premiate al cospetto di autorità religiose, civili, militari, esponenti del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e il Quirinale, rappresentanti delle principali testate giornalistiche italiane ed estere.Ha confermato la sua presenza il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio, che interverrà alla cerimonia come Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione “Giuseppe Sciacca”.Vincitore Assoluto di questa edizione è il giovanissimo Tanishq Abraham, genio precoce che ad appena 11 anni ha conseguito tre lauree ed ora, che ne ha 14, si è laureato in ingegneria biomedica. Ha progettato un dispositivo unico che riduce le complicazioni, monitorizzando la funzione cardiaca dei pazienti ustionati, senza contatto fisico. Sta sviluppando un metodo di somministrazione controllato dei farmaci attraverso le vescicole.Segnaliamo poi il Premio Cultura a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi). Un riconoscimento speciale della giuria andrà al Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano Maurizio Giordano, morto durante una spedizione in Pakistan. Particolarmente significativo il premio che sarà conferito a tre minori in carico al Dipartimento della Giustizia Minorile, che hanno inviato alla segreteria del Premio Sciacca i propri elaborati o lavori artistici: per un giorno lasceranno gli istituti dove sono in custodia, entreranno in Vaticano, riceveranno un premio con diploma di merito e borsa di studio e saranno applauditi da rappresentanti dello Stato. Un modo per offrire loro un modello alternativo e una occasione di riscatto.Fra i premi speciali della giuria segnaliamo il neuroscienziato italiano Martin Monti che ha ideato un test molto innovativo per comprendere quanta capacità cerebrale sussista in pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza. Il progetto chiamato Lifu (Low Intensity Focused Ultrasounds), riguarda una tecnica non invasiva per cercare di aiutare a far “ripartire” il cervello di pazienti in coma, attraverso ultrasuoni focalizzati sul talamo.Altri premiati: l’archeologo giapponese Yukinori Kawae, il fisico anglosassone Michael Edmunds, per lo sport un riconoscimento al comitato paralimpico russo. Saranno premiati anche due giovani atleti: Aleksei Bugaev e Ekaterina Rumyantseva.Nella categoria “Giovani Studiosi”, come ogni anno, saranno conferiti riconoscimenti a giovani eccellenze che hanno raggiunto risultati straordinari nel proprio campo di attività o che hanno proposto studi e teorie innovative nel proprio ambito di studio.Dorothea Pinotsi (Grecia) sta elaborando nuove tecniche di microscopia ottica attraverso l’utilizzo di un microscopio innovativo che ha già prodotto progressi utili allo studio e alla cura del Parkinson e dell’Alzheimer. Peyton Robertson (USA) è uno scienziato sedicenne, che ha al suo attivo 7 brevetti: sta conducendo una ricerca per contrastare pericolosi virus come il noto Zika; ha ideato un algoritmo per lo studio degli oceani e con la XPrize Foundation sta creando un dispositivo per la previsione dei disastri naturali. Ivan Zelich (Australia) a 17 anni è diventato famoso grazie allo sviluppo di un teorema in grado di velocizzare il calcolo, battendo anche il computer, e che potrebbe rivoluzionare la teoria delle stringhe.

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Scuola – Precariato: il “balletto” dei supplenti danneggia gli studenti svantaggiati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Gli ultimi report nazionali ci dicono che negli istituti di periferia sono concentrati gli allievi non abbienti, ma anche gli insegnanti più giovani e con meno esperienza, i quali lasciano più in fretta l’istituto assegnato: la mancata continuità didattica è una condizione che pesa sulle già basse possibilità che un giovane proveniente da una famiglia “difficile” ha di elevarsi culturalmente ai livelli massimi. Una condizione che parte dalla modesta percentuale di investimenti realizzati per l’istruzione pubblica rispetto al Pil e che costringe il Miur e gli Uffici scolastici a risparmiare su tutto, anche su organici e immissioni in ruolo. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il vero problema è che nel nostro Paese la scuola e l’istruzione in generale continuano ad essere considerati come un costo piuttosto che come un investimento che alla lunga paga.

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Roma: Possibilità agevolazione tariffe refezione scolastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

“Vogliamo andare incontro alle esigenze delle famiglie ottimizzando l’erogazione del servizio di ristorazione scolastica. Dopo un lungo percorso in Commissione Scuola, abbiamo presentato e approvato in Assemblea Capitolina le Linee di indirizzo per la “Modifica ed integrazione dei criteri di determinazione delle Tariffe dei servizi di refezione scolastica”, in base alle quali, recependo quanto sancito dal DPCM 159 del 2013, si integra la vigente delibera del Consiglio Comunale n. 74 del 2010. Ad esempio, si prevede la possibilità per i cittadini di presentare un ISEE CORRENTE qualora subentrino consistenti variazioni di reddito, per consentire a chi ha perso il lavoro o ha cessato la propria attività di richiedere agevolazioni tariffarie sulla refezione scolastica anche nel corso dell’anno scolastico.
Per efficientare la lavorazione delle pratiche e diminuire i disservizi per gli uffici e per gli utenti che richiedono il servizio di refezione scolastica, si prevede inoltre di anticipare i termini di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) al periodo compreso tra il primo marzo e il 31 luglio di ciascun anno. A coloro che entro i termini suindicati non presenteranno la documentazione comprovante la situazione reddituale sarà applicata la tariffa massima.Con questa delibera vogliamo colmare un vuoto normativo e mettere al primo posto le necessità degli utenti, con un servizio più efficiente e duttile rispetto alle condizioni economiche dei nuclei familiari”.Lo dichiara in una nota stampa Teresa Zotta, presidente della Commissione Scuola Roma Capitale.

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Scuola: Bussetti vuole solo concorsi per vincitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Prende corpo il nuovo reclutamento scolastico del titolare del Miur: “o passi il concorso e sei abilitato per il biennio di durata del bando o devi rifare il concorso”, ha dichiarato oggi Bussetti. Secondo Anief non si può risolvere la questione in questo modo: il Tar ha già detto di no, poi è stata la volta delle Camere. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, ricorda che l’Italia perde 35 mila immissioni in ruolo per assenze di personale idoneo nelle graduatorie di merito o abilitato nelle graduatorie ad esaurimento: una persona ragionevole cercherebbe di riempire le stesse e non renderle inservibili. Anche perché in questo modo i ricorsi non potranno che aumentare.

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La pubblica amministrazione torna ad assumere

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Lo prevede il ddl per la Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, oggi all’esame del Consiglio dei ministri, in base al quale cade il limite del turn over, ovvero lo stop ad andare oltre ad un nuovo assunto per ogni pensionato, per fare spazio alla soglia del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. E siccome il lavoratore in uscita ha una medio-alta anzianità di servizio costa molto di più rispetto ai neo-assunti inquadrati con stipendi-base, viene da sé che le assunzioni potranno essere anche del 30% in più dei pensionamenti.“In pratica – scrive Il Messaggero – non ci sarà un limite in termini di «teste» (un assunto per ogni pensionato) ma solo di spesa e questo dovrebbe consentire a fronte di uscite di personale anziano e più costoso di assumere un numero più alto di giovani con stipendi più bassi. Per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego per il triennio 2019-21 le amministrazioni potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie”. Ma le assunzioni nel limite del 100% della spesa per il personale cessato riguardano solo le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici. Ai Corpi di polizia, ai vigili del fuoco, al comparto della scuola e dell’università, si legge nel disegno di legge oggi in CdM, «si applica la normativa del settore». Questo significa che per il precariato scolastico non cambierà nulla.“Se ce ne era bisogno – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – quanto è stato deciso per le assunzioni nella pubblica amministrazione, per volontà del nuovo Ministro per la PA Giulia Bongiorno, dimostra a tutti che le regole sul reclutamento possono essere cambiate. Ma serve la volontà. Quella che manca al Miur. Dove, però, era più necessario provvedere a delle mutazioni, che non sono di certe quelle intraprese dal nuovo corso Bussetti, visto che i concorsi straordinari costituiscono solo delle soluzioni tampone, tutt’altro che risolutivi, mentre gli ordinari sono previsti nelle linee programmatiche del Miur ma ad oggi non ci sono riferimenti precisi sulla tempistica di attuazione”.“È in questo quadro – continua Pacifico – che si colloca la necessità di prendere una decisione saggia: quella della riapertura delle GaE. Perché darebbe finalmente una collocazione più stabile ad oltre 100 mila docenti abilitati, sottraendoli dall’incubo del precariato, e contemporaneamente andrebbe a colmare i già enormi vuoti di organico oggi presenti, pari ad oltre 120 mila cattedre, peraltro destinati a crescere sino a 200 mila posti, qualora dovesse entrare in vigore la riforma pensionistica con quota 100 e quota 41, soprattutto se come promesso senza vincoli”. “Incrementare il sistema della supplentite sarebbe però devastante per il personale coinvolto e per gli studenti che si ritroverebbero con un quarto del corpo insegnante precarizzato. Oltre ad avere il sapore del conservatorismo interessato: come altro potrebbe chiamarsi l’atteggiamento di uno Stato che continua a fare cassa con la sottrazione dei diritti di quei lavoratori che permettono alle scuole di assolvere la loro funzione formativa, togliendo loro i mesi estivi, inventando un organico di fatto che non ha alcun fondamento, sottraendogli progressioni di carriera e i vantaggi che si porta dietro un docente immesso in ruolo anziché assunto, licenziato ogni anno e costretto a vagabondare di scuola in scuola. Prevedere delle assunzioni maggiorate per la pubblica amministrazione e dimenticarsi di tutto questo – conclude il sindacalista Anief-Cisal – va a costituire, quindi, l’ennesima occasione persa a danno di tutti coloro che sono coinvolti nella formazione dei giovani italiani”

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La salute si impara a scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Presidente nazionale di LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Professor Francesco Schittulli, hanno sottoscritto il nuovo Protocollo di intesa volto a promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado modelli di informazione ed educazione alla salute, ai corretti stili di vita e alla prevenzione dei tumori. L’incontro si è svolto ieri, 24 ottobre, a Roma presso la sede del MIUR.Il Protocollo si articolerà in convenzioni singole che daranno vita a progetti nelle scuole che coinvolgeranno la LILT Nazionale, attraverso le sue Sezioni Provinciali, in attività formative e di educazione ai corretti stili di vita.“Tra i nostri compiti, come Istituzione, c’è quello di realizzare la prevenzione, che si basa su uno stile di vita sano, sull’educazione alimentare e sull’attività fisica. Mi fa molto piacere essere con voi oggi – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti rivolgendosi agli studenti presenti – perché voi sarete ‘ambasciatori’ di questa prevenzione. Dovete promettere che tradurrete in atti pratici i propositi che sottoscriviamo qui. Da oggi sarete un esempio di corretti stili di vita per i vostri coetanei, perché su questi temi l’educazione e la comunicazione tra pari possono essere estremamente utili. La firma di oggi è importante anche perché voi, insieme ai vostri docenti, sarete protagonisti di questo progetto di sensibilizzazione. Ai vostri amici e ai vostri familiari non dovrete fornire solo informazioni ma un modello di comportamento”.“La firma di questo Protocollo è importante perché, come LILT fa già da tempo, bisogna continuare a parlare ai giovani affrontando i temi dell’educazione alla salute già dalla scuola primaria, con gli studenti, gli insegnanti e le famiglie – ha spiegato Francesco Schittulli, Presidente nazionale LILT – Con i ragazzi è importante parlare e confrontarsi, insegnare loro ad alimentarsi correttamente, a non fumare, ma anche che bisogna imparare a conoscere il proprio corpo e controllarsi periodicamente. In questi anni sono in aumento le diagnosi di tumore, però la mortalità è in calo, proprio grazie all’educazione alla prevenzione e alla possibilità di fare diagnosi precoci”.Le attività previste dal Protocollo si tradurranno in progetti che vanno dalla formazione per gli insegnanti, alle attività di sensibilizzazione verso gli studenti, declinate diversamente in base all’età, verso le loro famiglie, passando anche attraverso laboratori e tirocini.
L’obiettivo è creare una rete di comunicazione e di dialogo, multidisciplinare e articolata all’interno della scuola, della famiglia e della società, per trasmettere i concetti della prevenzione. Oltre ad una maggior consapevolezza in termini di educazione alla salute, la partecipazione dei giovani a queste attività ha l’obiettivo parallelo di incoraggiarli a unirsi ad attività di volontariato, grazie alla quale tante associazioni come LILT riescono a portare avanti le proprie attività, e che può essere occasione di crescita personale e sociale per i ragazzi.Tutto questo in continuità con gli obiettivi raggiunti dal precedente Protocollo del 2015, che ha portato a una convenzione per la realizzazione di “Guadagnare Salute con la LILT”, ancora in corso. Alcuni successi di questo progetto sono stati presentati ieri con l’intervento di Sandra Bosi, Responsabile organizzativa del progetto di cui era capofila la Sezione provinciale LILT Reggio Emilia, e la partecipazione di alcuni ragazzi delle scuole, che hanno spiegato nel concreto come avviene l’attività di formazione con gli insegnanti ma soprattutto quella di educazione tra pari, per diffondere comportamenti corretti tra gli stessi ragazzi.

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Libro: Il cielo è rosso di Giuseppe Berto

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Durante la Seconda guerra mondiale, un intero quartiere della città di Treviso viene distrutto da una bomba e quattro ragazzi si ritrovano sulla strada, senza casa, senza parenti, senza protezione. Comincia per loro una dura lotta per sopravvivere senza perdere la speranza.Giuseppe Berto scrisse Il cielo è rosso mentre era prigioniero nel campo di concentramento di Hereford, in Texas. Terminata la guerra, lo scrittore tornò nella natale Mogliano Veneto ed ebbe la possibilità di sottoporre il suo lavoro a Giovanni Comisso, che si fece tramite con Longanesi, indirizzando il plico al numero 5 di via Boschetto a Milano. Era l’indirizzo sbagliato. Perduta la pazienza di attendere ancora una risposta, Berto decise di recarsi personalmente dall’editore, scoprendo così che gli uffici di Longanesi erano in realtà in via Borghetto.Da quel viaggio nel capoluogo lombardo nasce il libro: Indro Montanelli stava salendo le scale per andare dall’editore quando per poco non venne travolto dall’usciere. Berto aveva appena consegnato il dattiloscritto e se n’era andato: l’usciere doveva rincorrerlo perché nel frattempo Longanesi aveva cominciato a leggere il romanzo restandone folgorato: «Curvo su un voluminoso manoscritto su cui teneva minacciosamente librato un paio di forbici, scrive Montanelli, senza dirmi cos’era e chi era, via via che finiva di leggere una cartella me la passava. Dopo un’ora di questo esercizio mi chiede che cosa ne pensavo. “Un romanzo sulla Resistenza. Ne abbiamo tutti le scatole piene”. “E invece è un colpo” replicò Longanesi, “parli di Resistenza, ma questo giovanotto ha il vantaggio di averla descritta senza avervi mai partecipato, anzi, senza averla nemmeno vista”».
Euro 18,00 420 pagine EAN 9788854514324 Editore Neri Pozza.
GIUSEPPE BERTO nasce a Mogliano Veneto il 27 dicembre 1914. Nel 1947 pubblica presso Longanesi Il cielo è rosso, su segnalazione di Giovanni Comisso. Tra il 1955 e il 1978, anno in cui si spegne a Roma, dà alle stampe, oltre al Male oscuro (Neri Pozza, 2016), numerosi altri libri, tra i quali si segnalano: Guerra in camicia nera e Oh Serafina!. Con Neri Pozza sono stati ripubblicati La gloria (2017) e Anonimo veneziano (2018), per restituire all’apprezzamento dei lettori e della critica odierna l’opera di uno dei grandi autori del nostro Novecento.

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Libro: LUX, Eleonora Marangoni

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Ci sono molti modi di trasformare qualcuno in un fantasma, e Thomas Edwards si è scelto il suo. La sua vita non ha proprio niente che non va: Tom è un giovane italo inglese di buona famiglia, che abita a Londra e viaggia spesso per lavoro. Architetto, gestisce con successo uno studio di light design, e da quasi un anno fa coppia fissa con Ottie Davis, una chef in carriera con un figlio di sette anni, Martin.
Ma Thomas abita il mondo solo in superficie: schivo e in parte irrisolto, lascia che la vita scorra senza pensarci troppo; il suo ricordo di un amore finito, quello per Sophie Selwood, è una presenza costante e tangibile, che illumina gli eventi e le cose che lo circondano, e ci racconta di come l’amore, o il ricordo dell’amore, possano trasformarsi in una composta e implacabile ossessione.Una strana eredità da parte di un eccentrico zio costringe Thomas a uscire dalla quotidianità. Un viaggio verso un’isola del Sud Italia, un albergo affascinante e malandato e un fine settimana imprevisto – in compagnia della gente del posto e degli altri forestieri giunti a loro volta sull’isola – saranno l’occasione perfetta per sparigliare le carte, guardare le cose da un altro punto di vista e fare finalmente i conti con il passato, questo animale saggio e al contempo grottesco che sembra sempre volerci indicare la strada.
Euro 17,00 224 pagine EAN 9788854516632 Editore Neri Pozza
ELEONORA MARANGONI è nata a Roma, si è laureata a Parigi in letteratura comparata e lavora come copywriter e consulente di comunicazione. Ha pubblicato il saggio Proust et la peinture italienne (Michel de Maule, 2011), il romanzo illustrato Une demoiselle (Michel de Maule, 2013) e Proust. I colori del tempo (Mondadori Electa, 2014). Nel 2017 ha vinto il Premio Neri Pozza con Lux.

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Libro: Lievito Madre di Silvino Gonzato

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Per mesi Carlo, Michele e Davide, tre operai della Melegatti, sono entrati ogni giorno nella fabbrica chiusa per tenere in vita il centenario “lievito madre” del pasticcere Domenico, l’inventore del pandoro, nella flebile speranza che la sorte dell’azienda, come la loro e quella dei colleghi, potesse dipendere, al di là delle drammatiche vicende societarie, dalla vita di quel prodigioso impasto. Morta la “mare”, come lo chiamavano nel loro dialetto, sarebbe morto anche il pandoro più antico d’Italia, il dolce natalizio di Verona conosciuto in tutto il mondo. In tempi in cui molte fabbriche muoiono nel silenzio e nell’indifferenza, il loro gesto ha destato ammirazione e commozione anche al di là dell’Oceano.
Per la gente il Natale era un po’ anche il pandoro Melegatti, che negli Anni Sessanta la pubblicità di Carosello aveva fatto conoscere in tutte le case. La sua nascita era legata al rito contadino del “levà”, un impasto che nelle corti della campagna veneta le donne preparavano la notte di Natale per poi attendere tutte insieme che la luce del mattino lo facesse lievitare. Era un piccolo portento che regolarmente si compiva. Molto tempo dopo, il miracolo in cui speravano i dipendenti della Melegatti riuniti in presidio davanti ai cancelli della fabbrica non si è avverato. Era impensabile che per la prima volta dopo 124 anni ci fosse un Natale senza il pandoro del signor Domenico. Ma il lievito madre non doveva morire. Fino a quando avesse pulsato il cuore antico dello stabilimento, niente era perduto del tutto.Euro 12,50 128 pagine EAN 9788854517646 Editore Neri Pozza.
SILVINO GONZATO è giornalista e scrittore, editorialista del giornale L’Arena di Verona. Ha pubblicato tre romanzi tra i quali, con Neri Pozza, Il chiostro e l’harem (1997); raccolte di reportage e libri di satira del costume. Massimo biografo di Emilio Salgari, è autore di numerosi saggi sul romanziere, tradotti anche all’estero. Nel 1994 ha curato un’antologia di scritti giornalistici di Salgari e nel 1995, per la Neri Pozza, ha scritto la fondamentale biografia Emilio Salgari, demoni, amori e tragedie di un capitano che navigò solo con la fantasia.

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Libro: Il fruscio dell’erba selvaggia di Giuseppe Munforte

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Romanzo composto da una sequenza di tre storie intrecciate, Il fruscio dell’erba selvaggia (il titolo è un verso di Evtushenko) tesse i destini di personaggi che vivono un’esistenza in cui innocenza e crimine, onore e vergogna si rovesciano continuamente, come guanti di cui è impossibile distinguere dritto e rovescio.
Nella prima storia, intitolata Nero 1, il suicidio dell’amato zio – un uomo che, dopo aver abbandonato moglie e figli, viveva ai margini della legge nel quartiere della Bovisa degli anni Sessanta – turba al tal punto il narratore, un giovane seminarista, da spingerlo a indagare sulla sua vita. La scoperta di un insospettabile alter-ego dello zio lo segnerà profondamente.
Nella seconda storia, Nero 2, la scena si sposta in un ospedale degli anni Novanta in cui un ragazzo, in attesa di un’operazione chirurgica, fraternizza con un uomo cui dovranno amputare un dito. Nella camera condivisa insieme, l’uomo gli racconta l’intera sua vita di orfano cresciuto dai frati e di criminale finito in prigione.
Nella terza storia, Nero 3, in cui le vicende narrate giungono nel romanzo al loro epilogo, ritroviamo l’uomo del secondo racconto quando anni prima, ventenne, viveva nel convento dove spiccava la figura di un frate che aveva tentato di sottrarlo alla galera e, dopo un gesto di inaspettata violenza, era sparito nel nulla.
Con una scrittura capace di farsi concitata nei momenti di tensione, e lirica e poetica in quelli di introspezione psicologica, Il fruscio dell’erba selvaggia offre una galleria di personaggi indimenticabili – le ambigue figure dello zio e del frate e quella del giovane segnato da un destino inaggirabile di violenza ed emarginazione – in cui la vita si offre nell’assoluta contingenza delle scelte e nell’irrisolvibilità del suo mistero.
Euro 17,00 272 pagine EAN 9788854516090 Editore Neri Pozza.
GIUSEPPE MUNFORTE è nato e vive a Milano. Ha esordito nel 1998 con il romanzo Meridiano (Castelvecchi, Premio Assisi per l’inedito 1996). Nel 2008 ha pubblicato il romanzo La prima regola di Clay con Mondadori, nel 2011 Cantico della galera con Italic-Pequod, nel 2013 La resurrezione di Van Gogh con Barbera (Barney, 2015), nel 2014 Nella casa di vetro con Gaffi (finalista Premio Strega) e nel 2015 Dove batte l’onda (Melville). Suoi racconti e scritti sono stati pubblicati da diverse riviste letterarie, ed è uno degli scrittori più amati dai critici italiani, nonché una delle voci più interessanti dell’odierno panorama letterario.

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Libro: Il naso di Dante di Pier Luigi Vercesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Nel 1840, nel palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Principale fautore della scoperta è l’inglese Seymour Kirkup, pittore, allievo e amico di William Blake, che realizzò una copia perfetta del Dante giottesco e la inviò in Inghilterra, all’esule e studioso Gabriele Rossetti, padre di Dante Gabriele Rossetti, fondatore, quest’ultimo, della Confraternita dei Preraffaelliti. L’idea principale di Gabriele Rossetti è che Dante sia un «Fedele d’amore», vale a dire depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione provenzale dei trovatori, ispirata all’eresia catara. L’opera di Dante sarebbe dunque una grande allegoria che si rivolge a chi la sa comprendere. Il Poeta stesso lo suggerisce nel ix canto dell’Inferno: «O voi ch’avete li ‘ntelletti sani,/ mirate la dottrina che s’asconde/ sotto ‘l velame de li versi strani». A partire da quel momento, Dante diverrà oggetto delle più fantasiose interpretazioni: un gesuita cercherà di dimostrare che il Poeta era un occulto templare, Giovanni Pascoli dedicherà molti anni della sua vita e ben quattro volumi all’interpretazione esoterica di Dante, mentre uno stimato studioso spagnolo delle tradizioni islamiche, Miguel Asìn Palacios, dimostrerà i debiti della Divina Commedia a testi musulmani e i collegamenti alla crociata a cui partecipò Eleonora d’Aquitania, madre di Riccardo Cuor di Leone. Infine, il ritrovamento di un manoscritto dedicato alla Beatrice di Dante, riconoscerà il Sommo poeta come eretico e propugnatore di idee socialiste. Euro 13,50 160 pagine EAN 9788854517417 editore Neri Pozza.
PIER LUIGI VERCESI è nato a Corteolona nel 1961. Inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra le quali Il marine. Storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d’America (Mondadori, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza di più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014). Ha, inoltre, realizzato numerosi documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale. Con Neri Pozza ha pubblicato Fiume, l’avventura che cambiò l’Italia (2017).

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Un nuovo corso sul Coaching all’Università Europea di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Roma Sabato 27 ottobre 2018, alle 9.30, in via degli Aldobrandeschi 190, all’Università Europea di Roma, sarà presentato il Corso di Alta Formazione in Coaching “Cooperative Management® & International Coaching for integral formation” (IC-IF). L’obiettivo è la formazione del professionista del Coaching, che si affianca al board aziendale, a supporto della gestione dei cambiamenti dell’impresa (change management) e per il potenziamento della motivazione del personale, in particolare per affrontare i periodi di crisi dovuti ad un mercato “liquido”.E’ previsto l’apprendimento di competenze e tecniche nell’ambito del Coaching, in diversi campi di applicazione: business coaching, self coaching, e team leader coaching.Il metodo prevede un approccio interdisciplinare ed un elevato grado di interattività durante le lezioni (attività esperienziali individuali e di gruppo, sessioni simulate di coaching). Parteciperanno diversi testimonial del mondo dell’impresa.
Direttore scientifico è il Prof. Javier Fiz Pérez. Il Responsabile dell’area filosofica ed antropologica è Prof. Guido Traversa. Il Coordinatore è il Dott. Vittorio D’Orsi.Sono previsti moduli specifici sulle tematiche del Project Management e del Cooperative Management ®, con una particolare attenzione all’Industry 4.0.Il Cooperative Management® si configura come l’attualizzazione del Project Management nel contesto dell’ Industry 4.0. Attraverso il Coaching, declinato nelle sue varie forme, sarà possibile quindi potenziare le imprese nello sviluppo delle proprie specificità, specialmente in contesti soggetti alla Digital Trasformation. Il Coaching for Integral Formation è quella specifica attività professionale, ad orientamento pedagogico progettuale, che tende a sostenere e sviluppare le potenzialità dell’individuo e dei gruppi, promuovendone atteggiamenti propositivi ed ascolto attivo (anche nei confronti di sé), stimolando le capacità di scelta ed azione. Grandi e piccole imprese sono interessate ai professionisti del Coaching, affinché questi siano “strumenti” a supporto delle decisioni del management, ma anche agenti del cambiamento.

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Conferenza: Un capitalismo per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Torino Lunedì 29 ottobre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 per presentare Un capitalismo per tutti (Guerini e Associati). Con l’autore dialogano Sergio Cofferati, Gad Lerner, Roberto Marchionatti, Riccardo Rossotto e Cesare Vaciago.
I rapporti con Mediobanca di Enrico Cuccia rivelati da memorie inedite di Mario Schimberni, l’ascesa e il declino di Montedison. Queste le vicende prese in esame da Maifreda Germano, docente di Storia e documentazione d’impresa e Storia economica e sociale dell’età moderna presso l’Università degli Studi di Milano, in Un capitalismo per tutti (Guerini e Associati), volume oggetto del dialogo al Circolo dei lettori, lunedì 29 ottobre, ore 18, con l’autore, l’europarlamentare Sergio Cofferati, il giornalista Gad Lerner, il docente di Economia politica Università di Torino Roberto Marchionatti, l’avvocato Riccardo Rossotto e Cesare Vaciago.Montedison: enorme conglomerato di oltre 100.000 dipendenti da sempre al centro di brame politiche e finanziarie nazionali e internazionali, negli anni Ottanta andò incontro a una pesantissima ristrutturazione che la riportò all’utile. Dopo uno storico accordo con l’ENI per la divisione fra chimica pubblica e privata, si svilupparono costruttive relazioni con i sindacati, si rilanciò la ricerca scientifica, si riprogettarono le attività industriali (Himont) e terziarie: supermercati, banca e finanza.Le quotazioni a Wall Street e le clamorose acquisizioni di Bi-Invest e La Fondiaria minacciarono di sconvolgere il panorama del capitalismo italiano, da sempre improntato alle logiche del «salotto buono» di Mediobanca. Fino alla scalata di Raul Gardini, che pose fine al sogno di Schimberni e del suo top management di fare della Montedison la prima Public company italiana.Utilizzando, per la prima volta, ampia documentazione inedita (verbali del Consiglio di amministrazione e degli organi direttivi, lettere, testimonianze dirette dei tanti protagonisti aziendali dell’epoca e un sorprendente memoriale segreto di Schimberni stesso, che in prima persona commenta – non senza colpi di scena – il suo rapporto con Enrico Cuccia), il volume ripropone all’attualità un progetto imprenditoriale di respiro mondiale. Come argomenta il saggio introduttivo di Giulio Sapelli: se Montedison fosse diventata una Public company oggi l’Italia sarebbe un Paese diverso.

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Terzo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Milano Dal 29 al 31 ottobre prossimi, all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, si svolgerà il terzo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica fondata dal Ministero della Salute alla quale HSR è associato.
L’apertura dei lavori è fissata per il 29 ottobre alle 13.30 alla presenza, tra gli altri, del direttore della Ricerca e Innovazione del Ministero della Salute,Giovanni Leonardi, del Presidente di ACC, Ruggero de Maria e del direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Gianvito Martino, mentre per la chiusura (31 ottobre ore 12 circa) è prevista una tavola rotonda sul tema Prospettive future della ricerca oncologica in Italia ed Europa – moderata dal direttore Scientifico di AIRC, Federico Caligaris Cappio, e dal direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena, Gennaro Ciliberto – in cui il presidente ed il direttore Scientifico di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria e Pier Giuseppe Pelicci, discuteranno con il Sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi e con il Chief Scientific Officer di Cancer Core Europe, Fabien Calvo.
Una tre giorni dal titolo New Technologies and Strategies to Fight Cancer cui sono accreditati oltre 200 partecipanti – tra ricercatori e clinici – con una faculty di 23 relatori di valenza internazionale, che si confronteranno sulle ultime conquiste e i più recenti progressi nella lotta ai tumori. Particolare focus viene dedicato in questa terza edizione alla caratterizzazione delle alterazioni genomiche dei tumori – e alla conseguente individuazione di nuovi bersagli farmacologici – nelle neoplasie del polmone, colon, mammella, melanoma, sarcoma e glioblastoma, nonché nei tumori ereditari. In agenda anche prospettive e nuove strategie in ambito immuno-terapeutico.

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