Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 29 ottobre 2018

Mostra pittore Haakoon Gullvaag

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Roma. Martedì 30 ottobre alla Chiesa di San Lazzaro ai Lebbros (Borgo San Lazzaro, 17) vernissage alla presenza dell’Ambasciatrice Tveiten per la mostra del pittore Haakoon Gullvaag – uno dei più noti in Norvegia nonché ritrattista ufficiale dei reali Norvegesi – arriva a Roma con le sue opere: la mostra, dal titolo “The Biblical Cycle” è patrocinata dall’Ambasciata di Norvegia e si tiene nell’ambito del XVII Festival Internazionale di Arte e Musica Sacra. Il vernissage, aperto al pubblico a ingresso gratuito, vede sia la presenza straordinaria dell’artista, sia il concerto del quartetto d’archi della nota orchestra Trondheim Soloists diretto da Steinar Larsen. Sarà presente l’Ambasciatrice di Norvegia S.E. Margit Tveiten.
Visitabile fino al 4 novembre tutti i giorni dalle 17 alle 19 con ingresso gratuito, la mostra comprende una selezione delle opere di Haakoon Gullvaag dedicate al Ciclo Biblico, parte delle quali sono state realizzate nel 2017 durante una residenza di oltre un mese tra Tolfa e Civitavecchia (Rm). A seguito di quella esperienza, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Oslo, il pittore ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria nella città di Tolfa. Anticipata da un evento a Civitavecchia, questa mostra di Roma apre un nuovo percorso che vedrà il pittore protagonista di alcune esposizioni nelle principali città italiane, tra il 2019 e il 2020.Dal suo esordio artistico nel 1983, Gullvaag è stato invitato ad esporre i suoi dipinti in diversi paesi tra cui Danimarca, Francia, Giordania, Polonia e ovviamente in diverse location norvegesi. La sua è una pittura surrealista, spesso dedicata al tema della spiritualità, che si accosta alla sua fama di noto e moderno ritrattista. Info sull’artista al link http://www.haakon-gullvaag.no/en-forsiden.

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Al via alla Stranieri il corso di aggiornamento dei Lincei

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Perugia. Al via, a palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, il corso di aggiornamento del progetto Lincei-Miur che ha coinvolto circa un centinaio di docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, provenienti da tutta l’Umbria. A presentare il prestigioso corso, promosso in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei Lincei, la prof.ssa Sandra Covino, linguista dell’Università per Stranieri di Perugia che ha ampiamente trattato della “comprensione del testo e sua valutazione nei diversi livelli d’istruzione tra indagini”. “I presupposti teorici alla base delle indagini nazionali e internazionali – ha dichiarato la prof. Sandra Covino – implicano una nozione di lettura che include la comprensione, la riflessione e l’impiego dell’informazione scritta per una varietà di scopi, nella scuola e nella vita, e in una pluralità di situazioni; sul piano didattico – ha precisato – ciò rende necessario proporre ai discenti un’ampia gamma di formati e tipologie testuali, esemplificativa degli usi plurimodali e polifunzionali della lingua nelle situazioni comunicative reali”.Dopo la presentazione generale del corso, la prof.ssa Sandra Covino ha illustrato nel suo intervento i traguardi e gli obiettivi relativi alla lettura, per il primo e per il secondo ciclo di istruzione, previsti nei test INVALSI sull’italiano. Ha poi evidenziato il rapporto della prima parte delle prove (a diversi livelli di scolarità) con i processi della literacy in lettura misurati nelle indagini internazionali (OCSE-PISA e IEA-PIRLS). Si tratta del progetto Lincei-Miur che pone l’attenzione sulla valorizzazione dell’educazione linguistica come chiave di accesso a tutti i saperi disciplinari, in una prospettiva che integri competenze di tipo umanistico e di tipo scientifico. Sono previsti cinque incontri (vedi il calendario al seguente indirizzo: https://goo.gl/iLa2kr ), che, a partire dalle abilità linguistiche e cognitive testate nelle prove INVALSI e dai processi della literacy in lettura misurati in indagini internazionali, proporranno metodi innovativi per l’insegnamento della “grammatica dal testo”, l’arricchimento lessicale e il graduale sviluppo delle capacità di interpretare e utilizzare le strutture linguistico-testuali, superficiali e profonde, che veicolano la trasmissione del significato. L’esemplificazione riguarderà varie tipologie testuali e vari registri stilistici, con particolare riferimento al testo scientifico e al testo letterario. La necessaria modulazione “in verticale” del curriculum sarà evidenziata anche attraverso un approfondimento dedicato all’argomentare, come agire comunicativo, con la presentazione di materiali didattici, distinti per livelli diversi del percorso scolastico e finalizzati alla comprensione e alla produzione di testi argomentativi. I docenti iscritti al corso potranno programmare e sperimentare attività didattiche nelle proprie classi, sulla base dei contenuti, dei metodi e dei materiali proposti e discussi durante gli incontri. Il sesto e ultimo appuntamento sarà infatti un momento di restituzione e verifica, dedicato cioè alla presentazione delle esperienze realizzate con i loro alunni dagli insegnati. I partecipanti ragioneranno con i colleghi e con i tutor del corso sui risultati conseguiti e sulle eventuali difficoltà incontrate, fornendo anche una valutazione sull’efficacia dell’esperienza di aggiornamento compiuta. Erano presenti, tra gli altri, i tutor del corso, Roberto Vetrugno e Daniela Busti.

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Italia: Spread “in crescita” ed incertezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

La Svizzera è stata da sempre ritenuta un “porto” sicuro per coloro che volessero custodire capitali o beni di valore anche dall’estero. Lo sanno gli italiani che non hanno mai smesso di spostare liquidità o quanto ritenessero prezioso al di là della Alpi. Ciò specialmente in tempi di crisi o d’incertezza. Gli scudi fiscali e la fine del segreto bancario avevano notevolmente ridotto questo flusso di “frontalieri” del deposito bancario. Almeno fino solo a poco fa. Perché, da quanto è riportato dalla stampa del Canton Ticino, la storia sembra che stia iniziando a ripetersi. E non sarebbero pochi gli italiani tornati a bussare alle porte delle filiali delle banche luganesi. Anche se cambiano i motivi che spingono i nostri concittadini a spostarsi: mentre prima lo si faceva per nascondere al fisco il denaro o si occultavano capitali di provenienza illecita, oggi la ragione principale sarebbe dovuta al tentativo di salvare i propri risparmi. Lo spread in salita ed il conseguente vento d’incertezza che molti analisti soffiano sull’opinione pubblica, costituirebbero lo spettro che aleggia minaccioso sulla solidità dei risparmi degli italiani che, spaventati per le possibili ripercussioni a medio e lungo termine, preferiscono traslocare i propri risparmi in luoghi più sicuri. E dove se non in Svizzera, Paese da sempre riconosciuto per la solidità bancaria? D’altra parte, come spiega Marco Silvani l’amministratore dell’Istituto finanziario luganese Lemanik: «Il menù degli strumenti offerti dai gestori svizzeri è più aperto verso l’esterno e meno concentrato sui prodotti “captive” rispetto a quelli italiani». La gestione delle attività finanziare, inoltre, in Svizzera avviene in maniera più veloce rispetto all’Italia. Da qui la crescente richiesta di informazioni per l’apertura di conti: «Richiedono lumi sui costi e sulle opzioni di investimento disponibili, sugli asset, ma nessuno lo fa domandando di aprire conti riservati. Probabilmente perché già sa che riceverebbe un diniego», affermano dalla Banca del Sempione. Più scettico Marco Boldrin, amministratore delegato di Copernicus, società nata dal ricompattamento di gestori e operatori già Bsi, che a IlSole24Ore dichiara di non aver avvertito un afflusso di capitali particolare dall’Italia. «Quello che possiamo registrare semmai è un maggiore interesse e la tendenza a informarsi di più. Ma di file agli sportelli ancora non ne vediamo». Di diverso parere Alessandro Falconi, fondatore di Af Consulting: «La tendenza è oramai assodata e le domande di espatrio sono sempre di più». Chi sta pensando di aprire un conto in franchi, invece, viene indirizzato diversamente, come suggerisce un consulente di PostFinance: «Per i non residenti non conviene. Si può versare il denaro, ma non si può operare online». In ogni caso, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, già il fatto che molti si stiano informando, non può che destare preoccupazione, perché il deflusso di capitali verso l’estero è sempre indice di scarsa credibilità per l’intero Paese ed in qualche modo vanno prese urgenti misure per evitare che diventi un fenomeno di massa.

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Riforma del pedaggio stradale: garantire trasporto più pulito e equità

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Bruxelles. Il progetto di direttiva approvato giovedì stabilisce che i Paesi dell’UE che impongono una tariffazione stradale basata sul tempo dovranno passare a quella basata sulla distanza.
Le nuove norme, se approvate in via definitiva, si applicheranno ai camion e agli autobus a partire dal 2023 e ai furgoni a partire dal 2027.La legislazione mira a contribuire al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dell’UE nel settore dei trasporti e a rendere più equi i diritti di utenza stradale.Queste norme regolerebbero gli oneri che gli Stati membri dell’UE già impongono o stanno per introdurre sulle strade della rete stradale transeuropea dei trasporti.Per garantire che i veicoli siano tassati in funzione dell’uso effettivo della strada e dell’inquinamento da essi generato, il pedaggio autostradale imposto dagli Stati membri basato sulla distanza dovrà essere introdotto dal 2023 per i veicoli pesanti e i furgoni destinati al trasporto di merci di maggiori dimensioni (oltre 2,4 tonnellate) e dal 2027 per veicoli commerciali leggeri, ossia furgoni e minibus.Per incoraggiare un maggiore uso di veicoli a basse o zero emissioni, i Paesi dell’UE dovrebbero inoltre fissare tariffe stradali diverse in base alla quantità di CO2 emessa e alla categoria del veicolo.A partire dal 2021, se uno Stato membro applica un pedaggio per l’uso della strada ai veicoli pesanti e ai grandi furgoni per il trasporto merci, l’ammontare dello stesso dovrebbe prendere in considerazione anche gli “oneri per i costi esterni” – cioè per l’inquinamento atmosferico o acustico dovuto al traffico. A partire dal 2026, se un pedaggio per i costi esterni viene applicato a un qualsiasi tratto di strada, questo dovrebbe essere applicato anche alle altre categorie di veicoli.
Per eliminare le esenzioni consentite dalle norme attuali, il pedaggio stradale negli Stati membri dovrebbe applicarsi a tutti i veicoli pesanti e ai grandi furgoni merci, sempre più utilizzati per le operazioni di trasporto merci, a partire dal 2020. Le norme attuali consentono di esentare i veicoli di peso inferiore a 12 tonnellate e autobus e pullman.
Le nuove norme consentirebbero ai paesi di fissare sconti, ad esempio per gli utenti abituali di veicoli leggeri in zone non densamente popolate e nelle periferie delle città.
Per garantire che gli utenti occasionali e i conducenti di altri Paesi UE siano trattati equamente, il progetto di legislazione stabilisce anche dei limiti di prezzo per i bolli a breve termine che possono essere imposti ai conducenti di automobili. Infine, i deputati hanno convenuto che dovrebbero essere disponibili anche bolli per periodi brevi, come un giorno o una settimana.La relazione è stata approvata con 398 voti favorevoli, 179 contrari e 32 astensioni. Il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio non appena i ministri dell’UE avranno stabilito la propria posizione.

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Legge elettorale europea: Ricorso di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Su richiesta dei difensori del partito Fratelli d’Italia, Avvocati Federico Tedeschini ed Elisabetta Rampelli, il Consiglio di Stato ha sollevato innanzi alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale delle norme per l’elezione dei deputati europei che consente solo alle liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi, di partecipare al riparto dei seggi. Il giudice rimettente aveva ritenuto che la previsione della soglia di sbarramento si ponesse come limitazione al fondamento democratico delle istituzioni rappresentative espresso dall’articolo 1 della Costituzione, determinando un regolamento irragionevole dei diversi interessi e la sostanziale esclusione dalla rappresentanza politica per ampie fasce dell’elettorato, in violazione degli articoli 3 e 48 della Costituzione. La Corte Costituzionale ha giudicato non fondate le questioni di costituzionalità e ha ritenuto che la previsione di questa limitazione “non è manifestamente irragionevole e rientra pertanto nella discrezionalità del legislatore”.Il collegio difensivo che aveva sollevato la questione davanti al Giudice Amministrativo, ritiene che la decisione sia profondamente ingiusta e che la previsione di una soglia di sbarramento per poter accedere al Parlamento europeo sia fortemente lesiva del principio democratico nonché del diritto di ciascun cittadino di poter eleggere liberamente propri rappresentanti in Parlamento. Tanto più se si considera che il Parlamento Europeo non è chiamato ad esprimere la fiducia a un Governo e, quindi, non è corretto trincerarsi dietro il dogma della cosiddetta “governabilità”, per negare i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana a favore delle ragioni di Stato. Né può rientrare nella discrezionalità del legislatore l’approvazione di norme che minano alla base il diritto di voto. Gli Avvocati Elisabetta Rampelli, Federico Tedeschini e Felice Besostri preannunciano, quindi, il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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Facebook-Cambridge Analytica: MEPs demand action to protect citizens’ privacy

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

As follow-up action to the Facebook-Cambridge Analytica scandal, MEPs call for a full audit on Facebook and new measures against election meddling.In a resolution adopted, MEPs urge Facebook to allow EU bodies to carry out a full audit to assess data protection and security of users’ personal data, following the scandal in which the data of 87 million Facebook users was improperly obtained, and misused.
MEPs say that Facebook did not only breach the trust of EU citizens, “but indeed EU law”. They recommend that Facebook make changes to its platform to comply with EU data protection law.
MEPs note that the data obtained by Cambridge Analytica may have been used for political purposes, by both sides in the UK referendum on membership of the EU and to target voters during the 2016 American presidential election.They highlight the urgency of countering any attempt to manipulate EU elections and to adapt electoral laws to reflect the new digital reality.To prevent electoral meddling via social media, MEPs propose: applying conventional “off-line” electoral safeguards online: rules on spending transparency and limits, respect for silence periods and equal treatment of candidates;
making it easy to recognise online political paid advertisements and the organisation behind them;
banning profiling for electoral purposes, including use of online behaviour that may reveal political preferences;
that social media platforms should label content shared by bots, speed up the process of removing fake accounts and work with independent fact-checkers and academia to tackle disinformation;
investigations should be carried out by member states with the support of Eurojust, into alleged misuse of the online political space by foreign forces.
The resolution summarises the conclusions reached following last May’s meeting between leading MEPs and Facebook CEO Mark Zuckerberg, and the three subsequent hearings. It also references the data breach suffered by Facebook on 28 September.Civil Liberties Chair Claude Moraes (S&D, UK) said: “This is a global issue, which has already affected our referenda and our elections. This resolution sets out the measures that are needed, including an independent audit of Facebook, an update to our competition rules, and additional measures to protect our elections. Action must be taken now, not just to restore trust in online platforms, but to protect citizens’ privacy and restore trust and confidence in our democratic systems.”

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Facebook/Cambridge Analytica: proposte per proteggere la privacy dei cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Bruxelles. In risposta allo scandalo Facebook/Cambridge Analytica, i deputati europei chiedono un audit completo su Facebook e nuove misure contro l’ingerenza elettorale.In una risoluzione non legislativa i deputati chiedono a Facebook di consentire agli organi dell’UE di effettuare un audit completo per valutare il livello di protezione e sicurezza dei dati personali degli utenti, a seguito dello scandalo in cui i dati di 87 milioni di utenti Facebook sono stati acquisiti e utilizzati in modo improprio.I deputati affermano che Facebook non solo ha violato la fiducia dei cittadini dell’UE, “ma anche il diritto dell’UE”. Essi raccomandano a Facebook di modificare la propria piattaforma per conformarsi alla normativa UE in materia di protezione dei dati.
I deputati rilevano che i dati ottenuti da Cambridge Analytica potrebbero essere stati utilizzati per scopi politici da entrambe le parti nel referendum britannico sull’adesione all’UE e per indirizzare gli elettori durante le elezioni presidenziali americane del 2016.
Sottolineano l’urgenza di contrastare qualsiasi tentativo di manipolare le elezioni europee e di adattare le leggi elettorali alla nuova realtà digitale.Per evitare l’ingerenza elettorale attraverso i social media, i deputati propongono:
· l’applicazione delle tradizionali garanzie elettorali “offline” anche online: norme sulla trasparenza e i limiti di spesa, il rispetto dei periodi di silenzio e la parità di trattamento dei candidati;
· facilitare il riconoscimento degli annunci politici a pagamento online e dell’organizzazione che li sostiene;
· vietare la profilazione a fini elettorali, compreso l’uso di comportamenti online che possono rivelare preferenze politiche;
· le piattaforme di social media dovrebbero etichettare i contenuti condivisi dai bot (web robot), accelerare il processo di rimozione degli account falsi e collaborare con fact checker indipendenti e il mondo accademico per combattere la disinformazione;
· che le indagini sulla presunta violazione dello spazio politico online da parte di forze straniere dovrebbero essere svolte dagli Stati membri con il sostegno di Eurojust.
La risoluzione riassume le decisioni prese dopo l’incontro dello scorso maggio tra i principali deputati e il CEO di Facebook Mark Zuckerberg e le tre audizioni successive. Il documento fa inoltre riferimento alla violazione dei dati subita da Facebook il 28 settembre.
Il presidente della commissione per le libertà civili Claude Moraes (S&D, UK) ha dichiarato: “Si tratta di una questione globale, che ha già influenzato i nostri referendum e le nostre elezioni. Questa risoluzione stabilisce le misure necessarie, tra cui un audit indipendente di Facebook, un aggiornamento delle nostre regole sulla concorrenza e misure aggiuntive per proteggere le nostre elezioni. Occorre agire ora, non solo per ripristinare la fiducia nelle piattaforme online, ma anche per proteggere la privacy dei cittadini e ripristinare la fiducia nei nostri sistemi democratici”.

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Il Parlamento europeo chiede la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Bruxelles Il Parlamento è preoccupato per la crescente normalizzazione di fascismo, razzismo e xenofobia e chiede ai Paesi dell’UE di interdire i gruppi neofascisti e neonazisti.In una risoluzione non legislativa approvata con 355 voti favorevoli, 90 e 39 astensioni, i deputati denunciano che la mancanza di azioni efficaci contro tali gruppi ha permesso l’attuale ondata xenofoba in Europa.Il testo menziona l’attacco che ha ucciso 77 persone in Norvegia nel 2011, l’assassinio della deputata britannica Jo Cox nel 2016 e il recente attacco di squadre fasciste di CasaPound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente lo scorso settembre a Bari.
La risoluzione ricorda anche che un “cittadino italiano è stato condannato a 12 anni di carcere per avere sparato a sei migranti africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di Macerata, nell’Italia centrale” e altri episodi di violenza fascista in Polonia, Francia, Spagna, Germania, Grecia e i paesi scandinavi.Si sostiene che l’impunità di cui godono le organizzazioni di estrema destra in alcuni Stati membri è una delle ragioni che spiega l’aumento delle azioni violente, che colpiscono la società nel suo complesso e si rivolgono a particolari minoranze come gli europei e le persone di origine africana, gli ebrei, i musulmani, i rom, i cittadini di paesi terzi, le persone LGBTI e le persone con disabilità.Porre fine alla collusione con i neofascisti e vietare tutte le organizzazioni che glorificano il fascismo. In reazione alle notizie stampa su possibili collusioni tra leader politici, partiti e forze dell’ordine con neofascisti e neonazisti in alcuni Stati membri, la Plenaria invita i Paesi UE a condannare e sanzionare i crimini motivati dall’odio e i discorsi di odio da parte di politici e funzionari pubblici, in quanto normalizzano e rafforzano direttamente l’odio e la violenza.Sono inoltre necessarie misure per contrastare la diffusione del razzismo, del fascismo e della xenofobia su Internet, in collaborazione con le aziende di social media.I deputati propongono di istituire unità anti-odio nelle forze di polizia per garantire che questi crimini siano investigati e perseguiti. Esortano inoltre le autorità nazionali a vietare la formazione di gruppi neofascisti e neonazisti e qualsiasi altra associazione che glorifica il nazismo e il fascismo.La risoluzione chiede agli Stati membri e alle federazioni sportive nazionali, in particolare alle società calcistiche, di contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia negli stadi e nella cultura sportiva punendo i responsabili e promuovendo attività educative positive rivolte ai giovani tifosi, in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile.I paesi dell’UE dovrebbero infine istituire “programmi di uscita” per aiutare i singoli individui a lasciare i gruppi neofascisti e neonazisti. I deputati sottolineano l’importanza dell’istruzione, per sensibilizzare i giovani alla Storia e sottolineano che la verità sull’Olocausto non deve essere banalizzata.

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Parliament demands ban on neo-fascist and neo-Nazi groups in the EU

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Bruxelles. Parliament is concerned by the increasing normalisation of fascism, racism and xenophobia and calls on EU member states to ban neo-fascist and neo-Nazi groups.In a resolution passed with 355 votes to 90 and 39 abstentions, MEPs denounce that the lack of serious action against these groups has enabled the current xenophobic surge in Europe. The text mentions the attack that killed 77 people in Norway in 2011, the murder of UK MP Jo Cox in 2016 and the recent attack by fascist squads in Italy against MEP Eleonora Forenza.It also refers to several incidents involving fascists in Poland, Greece, Italy, Germany, France, Spain, Latvia and the Nordic countries.
MEPs argue that the impunity enjoyed by far-right organisations in some member states is one of the reasons behind the rise in violent actions, affecting society as a whole and targeting particular minorities such as black Europeans/people of African descent, Jews, Muslims, Roma, non-EU nationals, LGBTI people, and persons with disabilities.They propose setting up anti-hate crime units in police forces to ensure these crimes are investigated and prosecuted. They also urge national authorities to “effectively ban neo-fascist and neo-Nazi groups and any other foundation or association that exalts and glorifies Nazism and fascism”.
Troubled by reports of collusion between political leaders, political parties and law enforcement with neo-fascists and neo-Nazis in some member states, Parliament calls on the member states to “clearly condemn and sanction” hate crime, hate speech and scapegoating by politicians and public officials, as they directly normalise and reinforce hatred and violence.Measures are also necessary to counteract the spread of racism, fascism and xenophobia through the internet, in cooperation with social media companies.The resolution demands that member states and national sports federations, in particular football clubs, counteract the scourge of racism, fascism and xenophobia in stadiums and in sports culture by condemning and punishing those responsible and by promoting positive educational activities targeting young fans, in cooperation with schools and civil society organisations .EU countries should also set up “exit programmes” to help individuals to leave violent neo-fascist and neo-Nazi groups. MEPs stress the importance of education, to increase history awareness among the youth and call for a clear rejection of the fascist crimes of the past. They underline that the truth about the Holocaust must not be trivialised.

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Libro: La strana morte dell’Europa di Douglas Murray

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Accolto al suo apparire in Inghilterra dall’apprezzamento del Times e di buona parte della stampa britannica, La strana morte dell’Europa è un’opera che mostra senza ipocrisie e nascondimenti tre aspetti fondamentali della crisi che scuote l’Europa, dinanzi ai quali chiudere gli occhi implica soltanto lasciare campo libero all’estrema destra razzista. Questi tre aspetti sono nell’ordine: 1) il radicale cambiamento nella composizione etnica, culturale e religiosa dell’Europa che l’immigrazione già comporta e può, a maggior ragione, comportare in futuro. Murray snocciola cifre al riguardo che emergono da seri studi, come quello – fonte il Guardian – condotto in Svezia, secondo il quale la percentuale della popolazione musulmana nel 2050 salirebbe in quel paese all’11 per cento se l’immigrazione cessasse oggi del tutto, al 21 per cento se registrasse un afflusso regolare e al 31 per cento se continuasse al ritmo attuale; 2) il naufragio del multiculturalismo, solennemente annunciato dalle parole stesse di Angela Merkel: «il tentativo di costruire una società multiculturale e di vivere fianco a fianco in armonia è fallito, miseramente fallito»; 3) l’illusione, coltivata soprattutto dalle élite liberal, di affidare l’integrazione a quella che Murray definisce cieca fede nella «società dei consumi» e che sarebbe forse più opportuno chiamare cieca fede nel libero mercato. La risposta di Murray alla crisi delle democrazie liberali, che l’immigrazione e il fallimento del multiculturalismo svelano, è quella che caratterizza l’intera ondata neocon che attraversa l’Europa odierna, e che accomuna conservatori atei come lui e conservatori credenti: recuperare le radici cristiane del nostro continente.
Per chi, come noi, non soltanto non nega, ma trova un bene prezioso la fusione di popoli e genti diverse questa risposta, tuttavia, non può che erigere nuove barriere e rivelarsi così ugualmente illusoria. È chiaro, però, che la battaglia contro la possibile barbarie in agguato non può riposare sulla cieca «fede nell’avanzata inarrestabile del progresso umano», ma esige la ricerca di una nuova civiltà e di un nuovo senso della comunità umana.Traduzione di Anna Biavasco e Valentina Guani Euro 18,00 352 pagine EAN 9788854517011 Neri Pozza Editore.

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Resistenza agli antibiotici: regole UE per fermare contagio dagli animali all’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Bruxelles. I deputati europei hanno adottato nuove regole per limitare l’uso di antibiotici nelle aziende agricole, al fine di mantenere gli alimenti liberi da batteri resistenti.
La nuova legislazione, già concordata con il Consiglio, stabilisce che i farmaci veterinari non devono in nessun caso servire a migliorare le prestazioni o compensare la scarsa cura dell’animale. Si limita l’uso di antimicrobici come misura preventiva, in assenza di segni clinici di infezione (noto come uso profilattico), e per singoli animali e non gruppi. Infine, i farmaci potranno essere utilizzati solo se pienamente giustificati da un veterinario nei casi in cui vi è un alto rischio di infezione.L’uso metafilattico (cioè il trattamento di un gruppo di animali quando si manifestano segni di infezione) dovrebbe essere l’ultima risorsa, e si potrà utilizzare solo dopo che un veterinario ha diagnosticato l’infezione e prescritto gli antimicrobici.Per contribuire ad affrontare la resistenza agli antibiotici, la legislazione dà alla Commissione europea la facoltà di selezionare quelli da riservare esclusivamente al trattamento degli esseri umani.I deputati hanno inoltre convenuto che i prodotti alimentari importati devono essere conformi alle norme comunitarie.
Per incoraggiare la ricerca su nuovi antimicrobici, la legislazione prevede incentivi, tra cui periodi più lunghi di protezione per la documentazione tecnica sui nuovi medicinali e la protezione commerciale per le sostanze attive innovative. Protegge inoltre importanti investimenti nei dati creati per migliorare un prodotto antimicrobico esistente o per mantenerlo sul mercato.

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Youth Ag Summit in Brasile destinato ai giovani appassionati di agricoltura

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Brasilia dal 4 al 6 novembre 2019. è organizzato in collaborazione con due organizzazioni attive nella formazione delle nuove generazioni, Nuffield Brazil e AIESEC Brazil. Queste associazioni formano i futuri leader dell’agricoltura e incoraggiano la crescita personale e professionale dei partecipanti, attraverso l’opportunità di prendere parte a viaggi e attività di volontariato. Lo Youth Ag Summit riunirà 100 giovani talenti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, provenienti da tutto il mondo, per rispondere ad una delle sfide più importanti della società moderna: come nutrire il nostro pianeta in maniera più sostenibile. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 gennaio 2019. Per candidarsi allo Youth Ag Summit visita il sito http://www.youthagsummit.com

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Italia da salvare: Interventi, discorsi e lettere di Giorgio Bassani (Feltrinelli)

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Torino Sabato 3 novembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Giorgio Bassani, indimenticabile autore di Il giardino dei Finzi-Contini, narratore e poeta, ma anche consulente editoriale della casa editrice Feltrinelli e vicedirettore della Rai, ci ha lasciato anche lettere, discorsi e interventi, raccolti nel volume Italia da salvare (Feltrinelli), che Cristiano Spila, curatore, racconta al Circolo dei lettori con Adriana Elena My presidente Italia Nostra Piemonte. Giorgio Bassani, infatti, fu tra i fondatori di Italia Nostra, associazione nazionale che ha tutt’oggi l’obiettivo di diffondere nel Paese la cultura della conservazione del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città.«In Bassani – sottolinea Cristiano Spila – la questione ambientale è, anzitutto, una questione morale. Dunque, pratica. Egli, infatti, pone la salvaguardia ambientale sotto l’egida dell’etica, sottolineando alcune costanti che sono anche la cifra stilistica della sua ideologia: la vocazione alla memoria e al passato, l’ambiente come protagonista, la storia come chiave di lettura, il rapporto dell’uomo con il tempo e lo spazio. Questi scritti ambientalisti aprono uno squarcio inusuale sul lavoro intellettuale di Bassani e indicano come lo scrittore si muova su un autentico crinale fra testimonianza e impegno, come su una linea tra essere e dover essere». In apertura al volume, una premessa di Paola Bassani e una breve presentazione di Oreste Rutigliano, attuale presidente nazionale di Italia Nostra.

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Libro: Viaggio nella depressione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Milano, 8 novembre 2018 – ore 11.00 Fondazione culturale San Fedele – Sala Ricci – Piazza San Fedele 4 presentazione del nuovo libro a cura di Claudio Mencacci e Paola Scaccabarozzi “Viaggio nella depressione. Esplorarne i confini per riconoscerla e affrontarla”.
La depressione è una malattia che condiziona pesantemente la vita di chi ne soffre e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che entro il 2030 potrebbe diventare la malattia cronica più diffusa al mondo. In Italia riguarda oltre 4.500.000 di persone, soprattutto donne in una proporzione di 2 a 1 rispetto agli uomini e quando si manifesta può ridurre drasticamente i margini di benessere e compromettere profondamente la qualità di vita.Questo libro consente di riconoscere e comprendere la depressione, superarne lo stigma e la diffidenza e trarre informazioni sulle terapie più appropriate per poterla affrontare nella maniera più positiva. Partecipano:
Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento salute mentale e neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco
Francesca Merzagora, Presidente, Onda osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere
Gaetana Muserra, Coordinatore Area Nazionale Psichiatria SIFO, Società Italiana Farmacisti Ospedalieri
Daniela Santarelli, Market Access, Regulatory & Public Affairs Lundbeck
Paola Scaccabarozzi, giornalista e divulgatore scientifico

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“Il valore dell’alleanza tra famiglie ed istituzioni nella lotta alla droga e all’alcol negli incidenti stradali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Roma Martedì, 30 ottobre 2018, ore 9.45 Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Sala del Parlamentino Viale David Lubin, 2 incontro promosso dal MOIGE per la presentazione del progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga. Un progetto che avrà la finalità di far conoscere ai ragazzi delle scuole italiane i pericoli connessi all’uso di droghe ed alcool, sopratutto in relazione alla guida.Si discuterà anche della grande diffusione che stanno avendo in questi mesi gli Shop di cannabis “legale” o “light” e delle gravissime conseguenze che esse possono avere nella banalizzazione o normalizzazione del consumo di droghe tra i minori. Il Moige a tale proposito ha avviato una raccolta di firme che è già arrivata a diverse migliaia di adesioni.Sarà, inoltre, presentata la ricerca svolta per il MOIGE dall’Istituto Piepoli sulla percezione del rischio da parte della popolazione generale e dei genitori dell’uso di droghe e alcol da parte dei minori.

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Creare una “Carta d’Identità Terapeutica del Paziente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Si possono così acquisire le informazioni relative al metabolismo dei farmaci di una specifica persona che sta combattendo contro il cancro. Uno strumento facilmente consultabile nel quale siano indicati tutti i farmaci che assume il malato, per evitare così interazioni pericolose fra i diversi principi attivi e gli integratori. In questo modo sarà possibile facilitare il lavoro del personale medico-sanitario, ridurre problemi al singolo paziente e i costi per terapie inutili o addirittura dannose. E’ questo l’obiettivo che si pone “Patient DDi-ID”, un progetto di ricerca tutto italiano, il primo mai realizzato al mondo. Prenderà il via nelle prossime settimane e coinvolgerà inizialmente 120 pazienti oncologici reclutati interamente nel nostro Paese. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata e viene presentata ufficialmente oggi con un convegno a Roma, al quale partecipano specialisti, giornalisti e pazienti. “Il cancro è una patologia sempre più cronica – afferma il prof. Paolo Marchetti, Presidente Nazionale della Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP) e professore ordinario di Oncologia presso l’Università di Roma La Sapienza -. Sono in totale 3 milioni e 400mila gli italiani che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi di neoplasia. Rappresentano ormai il 6% dell’intera popolazione e il loro numero è destinato a salire. Questa particolare categoria di pazienti deve assumere farmaci molto complessi per lunghi periodi di tempo. Non solo. Sempre più spesso capita che le persone siano afflitte da altre malattie, più o meno gravi, e che quindi debbano prendere diversi medicinali, magari prescritti da più specialisti. Esiste quindi un serio problema rappresentato dalle possibili interazioni tra le varie terapie che possono rendere tossiche o inefficaci alcune cure. Diventa quindi necessario avere uno strumento semplice e dinamico (cioè modificabile nel tempo), da utilizzare nella pratica clinica quotidiana, che sia in grado di suggerire ad ogni camice bianco quali sono le associazioni di farmaci potenzialmente a rischio e quali invece quelle consigliabili, permettendo una riconciliazione puntuale delle terapie”. “Vogliamo riuscire a creare un “documento di riconoscimento” – afferma il prof. Maurizio Simmaco, Ordinario di biologia molecolare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma -. Oltre alle possibili interazioni terapeutiche, dovrà tenere conto delle caratteristiche individuali del singolo paziente anche nella loro evoluzione clinica. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, abbiamo una conoscenza più approfondita, rispetto a soli pochi anni fa, del profilo metabolico e funzionale, a costi accessibili. Ciascuno di noi presenta piccole variazioni nella velocità di attivazione di alcuni enzimi, che sono coinvolti nel metabolismo dei farmaci. Queste contribuiscono alla differente risposta individuale a farmaci e terapie. Sono caratteristiche che un medico deve tenere in considerazione quando assiste un paziente”. “La realizzazione della “Carta d’Identità” rappresenta una grande occasione che va nella direzione della personalizzazione delle cure – sottolinea Simmaco -. L’obiettivo finale che ci prefiggiamo è quello di contenere la riduzione di efficacia e le tossicità. Così si possono ottenere anche importanti risparmi per l’intero sistema sanitario nazionale. La medicina personalizzata è sempre più importante non solo nella lotta contro i tumori, ma anche nei pazienti politrattati. E questo non vale solo in oncologia ma anche in altre specializzazioni. Si tratta di un approccio largamente utilizzato in psichiatria ed è imprescindibile soprattutto nei soggetti più fragili, come ad esempio gli anziani. Si calcola che siano oltre 7 milioni e mezzo gli italiani over 65 che prendono contemporaneamente più di cinque farmaci. Il progetto di ricerca “Patient DDi-ID” potrà diventare quindi un modello ed essere presto esteso anche ad altre tipologie di pazienti”. “La medicina occidentale, negli ultimi anni, si è basata su un approccio definito “trial and error” – conclude il prof. Paolo Marchetti -. Consiste nel provare a somministrare un determinato farmaco ad un malato e vedere poi successivamente come evolve la situazione e se l’organismo riesce a tollerarlo. Oggi invece possiamo riuscire, per più della metà dei farmaci, ad identificare prima e con grande precisione quale sarà il suo iter metabolico. Questo è possibile grazie ad una serie di analisi ed esami preliminari su quelle che sono le specifiche caratteristiche biochimico-funzionali di una determinata persona. L’arrivo di tante e nuove cure anticancro ha reso la scelta terapeutica, che deve svolgere un oncologo, estremamente difficile e complessa. Uno scenario più ricco di possibilità innovative e nel quale sono aumentate le possibilità di guarigione. Proprio per questo i laboratori, dalla biochimica clinica alla genetica e alla anatomia patologica, devono sempre più diventare un luogo di supporto non solo alla diagnosi, ma anche alla condivisione di un indirizzo terapeutico dinamico e personalizzato.”

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Early SpA Clinic: La reumatologia italiana si trasforma

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

La reumatologia italiana trasforma il suo modello di cura e guarda al futuro. A settembre una collaborazione tra pubblico e privato promossa da Novartis porterà alla nascita delle prime Early SpA Clinic: ambulatori dedicati alla presa in carico precoce dei pazienti con spondiloartriti (SpA), interni ad alcuni specifici centri ospedalieri che hanno dimostrato un livello particolarmente alto di efficienza per la diagnosi e cura delle Spa, patologie che in Italia riguardano oltre 600 mila persone.Si tratta di 25 dei principali centri ospedalieri distribuiti sul territorio nazionale italiano, a cui afferiscono il 30% delle persone con SpA che aderendo a questo progetto vogliono affrontare le principali sfide della reumatologia italiana: risorse assistenziali non adeguate a sostenere la domanda di cura; diagnosi tardive e conseguente difficoltà di ‘presa in carico precoce’ dei pazienti.Il progetto Early SpA Clinic si pone come obiettivo principale proprio quello di sostenere la riorganizzazione dei dipartimenti di reumatologia in modo da creare ambulatori specializzati nella diagnosi e presa in carico precoce dei pazienti, così da ‘bloccare’ la malattia, ottenere una rapida stabilizzazione clinica e predisporre follow-up differenziati. Tra i diversi selezionati, il centro di reumatologia dell’Università di Palermo ha aderito per primo all’iniziativa e sarà un esempio di questa forma di collaborazione.
La durata complessiva del progetto è di 12 mesi (circa 2 mesi per le fasi di analisi e disegno delle soluzioni e 10 per l’implementazione e il monitoraggio delle performance organizzative) suddivisi in: analisi approfondita dell’attuale processo organizzativo-gestionale, delle operazioni e delle attività dell’unità di reumatologia; sintesi finale; identificazione delle possibili soluzioni e azioni sulla base delle necessità e delle aree di potenziale miglioramento individuate nel corso di una valutazione; implementazione delle soluzioni e azioni identificate. Il progetto punta a migliorare i modelli di gestione operativa dei pazienti, utilizzando su larga scala un approccio “Lean” (di ‘snellimento delle procedure’), e una robusta piattaforma analitica e di gestione di indicatori di performance organizzativa delle U.O. di reumatologia. Il team Ernst & Young, incaricato da Novartis, collaborerà a stretto contatto con il Centro nello svolgimento di attività quali raccolta dati, analisi organizzativa, disegno delle soluzioni, coordinamento implementazione. Inoltre, il centro fornirà i propri dati e le informazioni relative a performance organizzative, per esempio volumi di attività, allocazione e utilizzo risorse, tempistiche, etc.
Al termine della fase di implementazione delle azioni di miglioramento individuate, il progetto Early SpA Clinic consentirà ai centri di avere a disposizione strumenti e metodologie per sincronizzare al meglio domanda e risorse, gestire il trade-off tra ‘Tempi Paziente’ ed ‘Efficienza’ e promuovere e raggiungere un’efficacia organizzativa e sostenibilità.

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Avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

“Intensificare la promozione presso i Comuni italiani delle indicazioni del Protocollo d’intesa Fieg/Anci per favorire il rinnovamento del ruolo e della funzione delle edicole e per affiancare a questa attività iniziative condivise per avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali.” Con questo impegno, il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il coordinatore delle Città metropolitane, Dario Nardella, sindaco di Firenze, hanno illustrato a Rimini, nel corso dell’Assemblea nazionale dell’Anci, le iniziative programmate e gli sviluppi dell’accordo Fieg/Anci. Il presidente della Fieg ha voluto sugellare l’intesa, consegnando una medaglia al presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro come ringraziamento a tutti i sindaci impegnati nella lotta contro il degrado e in particolare al sindaco Cesare Mason di Piombino Dese per la sua risposta civile all’inciviltà.
L’accordo Anci-Fieg prevede iniziative volte a: ridurre i canoni delle edicole per le occupazioni di suolo pubblico; esonerare dall’imposta le locandine editoriali dei quotidiani e dei periodici esposte nei locali pubblici; ampliare le categorie di beni e i servizi offerti dagli edicolanti a cittadini e turisti (pagamento ticket, prenotazioni visite mediche, spedizioni e recapiti corrispondenza, eccetera), garantendo che la parte maggioritaria del punto vendita sia comunque destinato alla stampa; assicurare una presenza capillare delle edicole, anche nelle aree periferiche; individuare criteri volti alla liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita con l’obiettivo di garantire la presenza di rivendite di giornali in ogni momento possibile; riqualificare e ridefinire ruolo e funzione dei punti vendita con politiche di sostegno per la ristrutturazione/sostituzione dei manufatti.Con l’intesa di implementazione dell’Accordo firmata a Rimini la Fieg si impegna a supportare le campagne di Anci di educazione al civismo.L’Anci si impegna a sostenere e promuovere, attraverso eventi pubblici e campagne di comunicazione, le iniziative realizzate da Fieg di educazione alla lettura di quotidiani, periodici e libri, e di allargamento della platea dei lettori, soprattutto giovani.
Anci e Fieg si impegnano a favorire convenzioni tra Comuni ed editori associati per la pubblicazione di informazioni istituzionali e a promuovere, anche con il coinvolgimento di altri soggetti interessati, un evento annuale nazionale sulla situazione dell’editoria, con focalizzazione su quella di livello regionale e locale, e sull’impatto della normativa di settore per i rispettivi ambiti di interesse.

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Nasce l’Osservatorio sull’Atopia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

In Italia le malattie atopiche, oltre ad avere un forte impatto sulla qualità di vita, comportano elevati costi per il paziente e per la collettività. La complessità dell’atopia – data dall’eterogeneità delle patologie a essa riconducibili che spesso si presentano anche simultaneamente nello stesso paziente – rende fondamentale promuovere una più ampia conoscenza del contesto epidemiologico, clinico e sociosanitario per attuare strategie di intervento mirate e tempestive.Proprio per raccogliere dati e fornire indicazioni utili a favorire un corretto inquadramento dell’atopia da un punto di vista scientifico e sociale e una sua migliore presa in carico sotto il profilo sociosanitario, nasce oggi l’Osservatorio sull’Atopia, un progetto promosso da Sanofi Genzyme insieme a un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da clinici, istituzioni e dai rappresentanti delle associazioni pazienti ANDeA e FederAsma e Allergie. L’obiettivo è favorire l’accesso tempestivo ed equo alle terapie, il riconoscimento da parte del Servizio Sanitario Nazionale della condizione atopica come malattia invalidante e il suo inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Le informazioni e i documenti raccolti e prodotti dall’Osservatorio saranno fruibili e disponibili ai decisori e al pubblico sul sito http://www.osservatorioatopia.it.
“L’individuazione di nuove strategie di intervento precoce e appropriato possono fare la differenza per la salute delle persone e per i costi associati a queste patologie”, spiega Giuseppe Novelli, Rettore Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Direttore della U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica del Policlinico Universitario di Tor Vergata. “Alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, assume particolare rilevanza per la sanità pubblica individuare e attuare decisioni per il corretto inquadramento e la presa in carico multidisciplinare dell’atopia, al fine di contenerne l’impatto socioeconomico.”
Atopia e malattie atopiche sono due facce della stessa medaglia. L’atopia, infatti, è una condizione che identifica la tendenza a manifestare risposte immunitarie amplificate nei confronti di minime quantità di allergeni. Si manifesta con un aumentato rischio di sviluppare una o più malattie atopiche quali dermatite atopica, asma, rinocongiuntivite, ma anche allergie alimentari, poliposi nasale oppure esofagite eosinofila. Comprendere questa condizione è il primo passo, il più importante, verso un’ottimizzazione del processo di riconoscimento, inquadramento e presa in carico del paziente.
Sul fronte epidemiologico, infatti, le patologie atopiche interessano numerose persone in Italia. L’asma, ad esempio, colpisce quasi 4 milioni di italiani, mentre di dermatite atopica soffre circa il 2-5% della popolazione adulta, con una frequenza quattro volte superiore nei bambini. Significativi gli effetti sul piano lavorativo e sociale: il 75% delle persone con asma e il 50% di quelle con dermatite atopica soffrono di depressione. Secondo i dati dello studio europeo “Vite atopiche” queste manifestazioni risultano spesso correlate. Quasi l’80% dei pazienti con dermatite atopica manifesta anche altre malattie atopiche che interessano le vie respiratorie quali allergie da polline (44%) e polvere (31%), asma (22%), intolleranze alimentari (28%),fino ad arrivare a malattie metaboliche, delle vie aeree e disturbi cardiaci.In Italia, degli oltre 35.000 adulti con dermatite atopica seguiti nei centri specialistici (dermatologici, allergologici, immunologici), circa 8.000 presentano la malattia in forma grave: migliaia di persone che vivono quotidianamente con segni e sintomi persistenti e devastanti come prurito, escoriazioni, lesioni e infezioni che compromettono seriamente la qualità di vita e dai quali, molto spesso, non trovano sollievo.

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Disbiosi intestinale nel paziente celiaco

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

La dieta priva di glutine, conseguente alla diagnosi di celiachia, non sempre dispensa il paziente dai tipici disturbi dell’IBS, la sindrome dell’intestino irritabile. Molto spesso infatti anche nei pazienti celiaci che seguono attentamente le indicazioni dietetiche persistono problemi gastrointestinali, tipici dell’IBS, dovuti principalmente alla carenza di bifidobatteri nella flora batterica. Fondamentale, quindi, agire in modo efficace sullo squilibrio intestinale, la disbiosi. Uno studio clinico, illustrato oggi a Milano durante la conferenza stampa “Celiachia e probiotici: l’efficacia dimostrata di un nuovo probiotico multiceppo nei pazienti con celiachia e gluten sensitivity”, comprova la validità d’azione di un nuovo probiotico multiceppo, composto da Lattobacilli e Bifidobatteri.
“In letteratura è noto che il rischio di avere sintomi di intestino irritabile per i pazienti celiaci, anche se a dieta, è 4 o 5 volte maggiore dei pazienti non celiaci – spiega il professor Ruggiero Francavilla, Pediatra Gastroenterologo della Clinica Pediatrica Universitaria Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, che ha condotto lo studio “Clinical and Microbiological Effect of a Multispecies Probiotic Supplementation in Celiac Patients With Persistent IBS-type Symptoms” insieme a Maria De Angelis, Professore associato dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro.
L’analisi è partita dal presupposto che la disbiosi intestinale nei pazienti celiaci a dieta, simile a quella dei pazienti con colon irritabile, potrebbe essere alla base dell’aumento della prevalenza della sintomatologia. “L’obiettivo dello studio è stato valutare l’efficacia e la sicurezza di una miscela probiotica composta da 3 Bifidobatteri e 2 Lattobacilli in pazienti con malattia celiaca (CD) con sintomi di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) nonostante una rigorosa dieta priva di glutine (GFD). I pazienti che hanno assunto il probiotico hanno mostrato un miglioramento degli score sintomatologici rispetto a coloro che avevano preso il placebo”.
In totale sono stati presi in esame 109 pazienti celiaci, inseriti in questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo: ad una parte di questi (celiaci a dieta da almeno due anni) è stata somministrata per 6 settimane una miscela di 3 Bifidobatteri e 2 Lattobacilli, mentre a un secondo gruppo è stato somministrato un placebo. Successivamente, per ulteriori 6 settimane, i pazienti sono rimasti in osservazione senza assumere alcun prodotto. Al termine dello studio, i pazienti che hanno assunto il probiotico hanno mostrato un notevole miglioramento degli score sintomatologici rispetto a coloro che avevano preso placebo. La celiachia infatti è una patologia di tipo autoimmune su base genetica, multifattoriale, la cui frequenza si avvicina al 2% della popolazione e può manifestarsi a qualsiasi età.
“Attualmente sappiamo che i fattori determinanti sono genetici uniti a fattori esterni, come l’ingestione del glutine, ma potrebbero esserci altri elementi responsabili della patologia – osserva il prof. Carlo Catassi, Direttore della Clinica Pediatrica Universitaria Politecnica delle Marche -. Possono influire sull’insorgenza della celiachia infezioni riscontrate da bambino, alimentazione infantile, somministrazione di antibiotici. Questi fattori possono modificare il microbiota intestinale, cioè la flora batterica presente nel nostro intestino, che può a sua volta influenzare la funzione immunitaria e la permeabilità intestinale. Sulla base di quanto sopra, possiamo affermare che il microbiota potrebbe giocare un ruolo nello scatenare la patologia celiaca in un soggetto predisposto”.

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