Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 30 ottobre 2018

“La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Chiusi (SI) Mercoledì 31 ottobre, alle ore 17.30, presso la sede aziendale di Readytec Spa – Località Querce al Pino – Strada Provinciale 146 n.19, si terrà il seminario gratuito “La Centrale Rischi e gli strumenti strategici per il credito bancario”, organizzato dal Gruppo Imprenditori Valdichiana di Confindustria Toscana Sud. L’incontro si inserisce nelle attività del programma di lavoro della Sezione Territoriale Valdichiana, in particolare in quella di “Diffusione e aggiornamento delle Competenze di Impresa”, con contenuti formativi per gli imprenditori associati a Confindustria. Nel precedente seminario sempre dedicato a questo tema erano stati affrontati i concetti ed i criteri di valutazione basilari che caratterizzano le politiche del credito ed i conseguenti rapporti tra sistema bancario e impresa; l’incontro del 31 ottobre pv sarà invece incentrato sulla Centrale Rischi e sul Business Plan. Il primo rappresenta la piattaforma informatica a disposizione delle banche per raccogliere sinteticamente le informazioni sulle modalità con cui le aziende gestiscono le risorse messe a disposizione dal sistema creditizio; il secondo è invece uno strumento di calcolo a disposizione dell’imprenditore, a supporto delle richieste di credito, con il quale è possibile formalizzare le evoluzioni dei parametri e degli indici di bilancio in funzione delle strategie di sviluppo che si intende perseguire. “Anche con questo incontro vogliamo continuare a fornire opportunità di confronto e formazione per gli imprenditori ed i loro collaboratori” commenta Giovanni Tiezzi, Presidente del Gruppo Imprenditori Valdichiana, “la conoscenza e l’interpretazione dei molteplici aspetti del mondo del credito, che siano per esigenze correnti o straordinarie di sviluppo, non possono che migliorare la nostra valutazione presso le banche, e qualificare le nostre richieste”.

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Mostra Guernica: Icona di Pace

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Padova 4 novembre – 5 dicembre 2018 inaugurazione sabato 3 novembre 2018, ore 18.00 Museo Storico della Terza Armata Palazzo Camerini via Altinate, 59 in occasione del centenario della firma dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale, viene presentata a Padova la mostra Guernica. Icona di Pace, a cura di Serena Beccaglini. Si tratta del cartone preparatorio dell’arazzo realizzato nel 1955 da Pablo Picasso, in collaborazione con Jacqueline de la Baume Durrbach, e raffigurante l’opera capolavoro dell’artista spagnolo (Guernica, dipinta nel 1937 subito dopo il bombardamento dell’omonima città basca). L’arazzo, commissionato a Picasso dal mecenate Nelson Rockefeller, è oggi esposto all’interno della sede dell’ONU a New York come simbolo di pace, proprio di fronte alla sala del Consiglio di Sicurezza.
Anche la sede, scelta per celebrare questa ricorrenza con un’icona di pace, è simbolica e legata allo stesso periodo: il Museo Storico della Terza Armata di Palazzo Camerini ospita infatti cimeli, documenti e memorie storiche legati alla Terza Armata, la cosiddetta Invitta, che fu protagonista di importanti pagine di storia nazionale nella zona del Carso e del basso Piave.In questa sede, accanto al Cartone di Guernica sarà esposto eccezionalmente e per la prima volta il documento originale dell’Armistizio, grazie alla preziosa collaborazione con l’Esercito Italiano. La mostra offre quindi un’occasione unica per ammirare un capolavoro del grande maestro catalano e per meditare sugli orrori della guerra.
Guernica è il nome di una cittadina spagnola che ha un triste primato, essendo stata la prima città in assoluto ad aver subìto un bombardamento aereo, il 26 aprile del 1937, ad opera dell’aviazione militare tedesca. L’operazione fu decisa con freddo cinismo dai comandi militari nazisti, per appoggiare gli sforzi bellici dei nazionalisti franchisti nell’offensiva in corso nella Biscaglia per rovesciare le sacche fedeli al governo della Repubblica Spagnola. La cittadina di Guernica non era teatro di azioni belliche, l’operazione divenne quindi esercizio di potere e atto intimidatorio, uccidendo soprattutto donne e bambini. Quando la notizia di un tale efferato crimine contro l’umanità si diffuse tra l’opinione pubblica, Picasso era impegnato alla realizzazione di un’opera che rappresentasse la Spagna all’Esposizione Universale di Parigi del 1937. Decise così di realizzare questo pannello che denunciasse l’atrocità del bombardamento su Guernica. L’opera di notevoli dimensioni (3,5 m. x 7,7 m.) fu realizzata in pochi giorni, ma fu preceduta da un’intensa fase di studio, testimoniata da ben 45 schizzi preparatori che Picasso ci ha lasciato. L’opera è diventata negli anni a seguire, simbolo di pace in quanto denuncia delle atrocità della guerra, qualsiasi guerra.Si narra che un ufficiale nazista, alla visione del quadro, chiese a Picasso: “Avete fatto voi questo orrore, maestro?”, e l’artista rispose “No, l’avete fatto voi”.

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Pensioni: Quota 100, si va a luglio in pensione ma si rimane senza stipendio per sei mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Nuovo colpo di scena sul fronte della riforma pensionistica: il Governo continua a promettere ma non legifera, così i lavoratori pubblici che maturano il diritto ad andare in pensione anticipata a 62 anni entro quest’anno potranno avere l’assegno solo a partire dal primo luglio 2019. È evidente che, se le cose stanno così, il motivo è nella mancata copertura finanziaria necessaria. Cosa succederà nella scuola dove i requisiti si maturano fino al 31 agosto? Di sicuro, la norma per Anief non rispetta la Costituzione: dopo aver lavorato una vita non si può essere trattati e illusi in questo modo.

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Scuola: Alunni disabili con le ore di sostegno dimezzate e i docenti che non arrivano

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Anche dinanzi ad alunni con gravi patologie o menomazioni, l’inerzia della macchina organizzativa, frenata da norme assurde, non si scuote. Ai dirigenti scolastici arrivano delle ore complessive da dividere per tutti gli alunni disabili dell’istituto da loro diretto. E siccome sono in misura ridotta, scatta la riduzione equa per tutti. Anief ha calcolato che in Italia in questo momento sono almeno 80 mila i casi di sostegno negato agli alunni disabili, dinanzi ai 255 mila iscritti con certificazione. Eppure la Corte Costituzionale ha detto che i bilanci pubblici e di razionalizzazione delle risorse statali non sono un motivo valido per negare il sostegno agli alunni con disabilità. Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) l’assurdo è che i docenti specializzati di sostegno ci sono. Sono circa 20 mila, hanno la loro abilitazione all’insegnamento, hanno superato i test d’accesso alle scuole specializzanti, sono stati formati nelle università accreditate dallo Stato, ma vengono incredibilmente lasciati nelle graduatorie d’istituto. Per loro le GaE non possono essere riaperte. E il disservizio aumenta.

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Scuola: Mobilità, il Ministro esce allo scoperto e dice basta ai trasferimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il Ministro dell’Istruzione vuole rendere l’insegnamento a scuola una missione che prevarica tutti gli altri diritti dei cittadini che hanno questa ambizione. A breve, chi vorrà fare il docente dovrà prima fornirsi di domicilio professionale: è questa la “patente” che servirà, assieme al titolo di studio, per presentare domanda di accesso ai nuovi concorsi ordinari. E le regole varranno per tutti, anche per i precari storici, che dopo anni e anni di supplenze dovranno adattarsi. L’intento del Ministro appare chiaro: si vogliono selezionare i precari e usarli all’uopo, costringendoli a rimanere per diversi anni, almeno cinque, senza nemmeno la possibilità di presentare domanda di mobilità provvisoria. Anief dice no: non è colpa dei precari se hanno servito il Paese, spesso lontani da casa, in un sistema che ha sempre tenuto un posto su dieci vacante per ragioni di finanza pubblica. Si facciano allora organici differenziati, favorendo il gap con il Centro-Sud del Paese, così da agevolare la mobilità, la ricerca del lavoro, la tutela della famiglia e il diritto all’istruzione, principi costituzionalmente protetti. Non possono essere gli insegnanti, studenti e famiglie a pagare le scelte sbagliate del legislatore.

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Scuola: Pensioni, nella manovra quota 100 può attendere: per 80 mila docenti e Ata prima l’amaro ora la beffa

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Colpo di scena per la riforma delle pensioni: nella legge di bilancio non ci sarà il dettaglio del funzionamento, ma solo le coperture finanziarie; per le modalità per andare in pensione con quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) bisognerà attendere un decreto ad hoc di cui ancora non si conoscono le tempistiche. E la scuola è uno dei motivi del rinvio, perché si andrebbe incontro ad un sicuro mancato turn-over. Anche se poi i docenti già selezionati e formati ci sono. Secondo Anief tutto questo è sconcertante: prima la scoperta che l’annunciata quota 100 in quanto pensione anticipata rispetto al sistema contributivo avrebbe portato fino a 500 euro di riduzione dell’assegno, ora il rinvio della controriforma per evitare l’esodo e garantire il reddito di cittadinanza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): basta annunci, si vada in pensione a 63 anni o con 37 di contributi ma senza penalizzazioni, così come promesso dal governo e ribadito nel programma M5S-Lega.

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Scuola: Personale Ata con i livelli retributivi bloccati e più responsabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Ai sensi dell’art. 34 del CCNL 2016/18, Miur e parti sociali avrebbero dovuto realizzare entro fine luglio 2018 analisi e verifiche anche comparative per valorizzare le professionalità di oltre 250 mila lavoratori che operano nelle nostre scuole a supporto della docenza e della dirigenza scolastica, ma in primis per rendere un servizio migliore a studenti e famiglie. In attesa di conoscere il testo e di essere invitata ai tavoli, Anief si rivolge all’Aran e chiede al governo, al Miur e al Mef gli stanziamenti necessari per collocare i collaboratori scolastici al quarto livello di carriera esecutiva e il personale tecnico ed amministrativo al quinto e sesto livello, con una rivisitazione del ruolo dirigenziale del Dsga. Nel frattempo, le responsabilità a fronte dello stesso stipendio tabellare prevedono sia un innalzamento dei titoli di studio d’accesso, sia maggiori carichi di lavoro e competenze: oggi occorre un diploma di scuola superiore per gli assistenti amministrativi (ex applicati di segreteria) e per i tecnici di laboratorio, e un diploma di qualifica per i collaboratori scolastici (ex bidelli), ma la retribuzione non è mai stata cambiata: corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva, ovvero poco più di mille euro netti al mese. Intanto nella legge di Bilancio potrebbe essere previsto uno specifico fondo economico per il personale Ata; il fondo dovrebbe essere utilizzato per indennità di reggenza DSGA su due scuole e possibilità per il personale Ata ex Co.co.co di trasformare il contratto da part time a tempo pieno.

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Ingenico Italia partner e protagonista del Salone dei Pagamenti 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Milano, 7-8-9 novembre 2018 presso il MiCo (Milano Congressi) evento, organizzato da ABIServizi e promosso da ABI (Associazione Bancaria Italiana), è dedicato ai temi dell’innovazione e della digitalizzazione e si pone l’obiettivo di favorire la conoscenza e stimolare il confronto sui cambiamenti in atto nella definizione di pagamenti sempre più sicuri, trasparenti e fruibili. Tre saranno gli appuntamenti in programma a nome Ingenico:
il workshop “L’evoluzione dei sistemi di accettazione: Smart-POS e PIN-on-Mobile” del 7 novembre alle ore 16.00, dove saranno presentati i primi case-history realizzati con soluzioni Smart e le nuove esperienze di digitalizzazione dei punti vendita;
l’intervento di Cristiano Viganò, Managing Director di Ingenico Italia, nella sessione “Il negozio di domani: Smart POS e nuove tecnologie” del 9 novembre alle ore 11:00;
lo speech di Luciano Cavazzana, EVP EMEA & Global Sales – Banks & Acquirers Business Unit di Ingenico Group, nella sessione “L’evoluzione dell’offerta di BANCOMAT S.p.A.” del 7 novembre alle 14.30.
Ingenico sarà protagonista anche nell’area espositiva (stand M12) dove saranno presentate le soluzioni per l’accettazione di tutte le più recenti tipologie di pagamento (wallet, contactless/ Nfc, QRcode e nuovi metodi di pagamento alternativi – APM). Allo stand Ingenico esporrà anche il nuovo terminale Android-based AXIUM, in grado di favorire la digitalizzazione del punto vendita: servizi di cassa, pagamenti e applicazioni a valore aggiunto integrati in un unico dispositivo, con l’obiettivo di ridurre la complessità del punto-cassa, ampliare il business dell’esercente e favorire la diffusione dei pagamenti elettronici. Verranno inoltre mostrate numerose applicazioni business con differenti use case su tutta la gamma di terminali Tetra e Android oltre alle soluzioni di Back Office.

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Opportunità di investimento nel debito dei mercati emergenti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

A cura di Mary-Therese Barton, Head of Emerging Market Debt, e Alper Gocer, Head of EM Local Currency Debt di Pictet Asset Management. I fondamentali del debito dei mercati emergenti continuano a essere interessanti, dopo il calo subito dalla classe di attivi quest’anno.Nonostante tutte le turbolenze di mercato che hanno subito quest’anno, i Paesi emergenti sono in condizioni molto migliori rispetto alle crisi passate. In molti casi, i fondamentali economici rimangono positivi, nonostante la vendita massiccia generalizzata. Di conseguenza, si sono create opportunità per gli investitori ben informati.Diversamente dai precedenti periodi di turbolenza, il crollo di quest’anno del debito dei mercati emergenti non è stato causato da un brusco rallentamento dell’economia globale o da uno schianto generalizzato del mercato azionario, o addirittura dal collasso dei prezzi delle materie prime. È stata invece una combinazione di minacce lente: i rischi posti da un accumulo di debito corporate dei mercati emergenti; l’impatto di un dollaro forte su Paesi con debito in dollari; il costante ritiro dello stimolo monetario in tutto il mondo e l’aumento dei tassi statunitensi; le ripercussioni delle guerre commerciali. Un quadro che ha incoraggiato gli investitori a prendere profitti nella corsa incredibilmente favorevole del 2017.
Lo stratosferico rally di mercato dello scorso anno, a sua volta, è avvenuto sulla scia di solide basi economiche. Nel complesso, le economie emergenti sono meno indebitate, meno dipendenti dalle materie prime o dai flussi di capitali esteri, più orientate verso la domanda interna, e con popolazioni più ricche e produttive che mai. Ma le valutazioni per alcune classi di attivi dei mercati emergenti, come le obbligazioni denominate in dollari e in valuta locale dei mercati emergenti, si sono impennate troppo e troppo velocemente. Quindi, quando il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha iniziato a fomentare le tensioni commerciali globali, gli investitori si sono preoccupati non solo di come i dazi statunitensi potessero incidere sulle economie dei mercati emergenti, ma anche su alcune delle minacce più interne alla crescita economica.
Tutto sommato, i fondamentali economici dei mercati emergenti rimangono solidi: i livelli del debito governativo sono generalmente contenuti, i saldi della bilancia commerciale sono robusti, così come le riserve in valuta estera, mentre la domanda interna rimane solida.
Una preoccupazione importante è stata la Cina. Ma le misure di Trump contro il Paese difficilmente scateneranno un crollo del commercio globale, se non altro perché la sua decisione di aumentare la spesa pubblica è destinata a causare un ulteriore ampliamento del deficit delle partite correnti statunitensi. Una buona parte degli scambi statunitensi con la Cina sarà probabilmente dirottata verso altre economie emergenti competitive.Contemporaneamente, la svalutazione dell’8% da inizio anno del renminbi rispetto al dollaro compensa ampiamente i dazi del 10% imposti dall’amministrazione Trump, riducendo le difficoltà per gli esportatori cinesi. I nostri economisti ritengono che anche una piena attuazione di ulteriori dazi su 500 miliardi di dollari USA di esportazioni cinesi negli Stati Uniti ridurrebbe il PIL cinese di poco più di un punto percentuale. Allo stato attuale, le misure commerciali già adottate valgono circa un quarto di punto di crescita.
I responsabili della politica dei mercati emergenti hanno ampiamente risposto alla turbolenza con manovre ben calibrate. I tassi d’interesse sono stati aumentati e rafforzati con aggiustamenti fiscali. Nel frattempo, tassi di cambio flessibili hanno contribuito ad ammortizzare i colpi. Di conseguenza, molte economie dei mercati emergenti sono uscite dalla tempesta dei mercati sostanzialmente illese. Infatti, gli ultimi dati indicatori anticipatori dei mercati emergenti sono migliorati su base trimestrale, e attualmente sono ben al di sopra della media mobile su tre anni. Le eccezioni sono costituite dai Paesi con un debito in dollari importante e saldi della bilancia dei pagamenti deboli. La Turchia e l’Argentina sono state particolarmente colpite. Entrambe hanno significativi deficit delle partite correnti e dipendono dagli afflussi di capitale estero. Quando gli investitori si preoccupano per questi squilibri, ritirano i capitali investiti. Le conseguenti crisi valutarie hanno quindi causato l’aumento dell’inflazione, che ha costretto le banche centrali di Argentina e Turchia ad aumentare i tassi d’interesse. Sebbene gli aumenti dei tassi non siano stati sufficienti per contenere il panico, tuttavia hanno attenuato la crescita economica, il che, a sua volta, ha alimentato al ribasso la spirale delle economie.
Altrove nell’universo dei mercati emergenti, le condizioni sono state ulteriormente complicate da un ciclo di elezioni politiche impegnativo, non ultimo in Brasile.Ma nulla di ciò giustifica la portata delle vendite massicce in tutti gli attivi dei mercati emergenti. La conseguente ridefinizione dei prezzi ha spalancato interessanti opportunità per la gestione attiva. Le valute e le obbligazioni delle economie robuste con buone prospettive di crescita paiono nuovamente convenienti, come quelle di Sudafrica e Messico.Più in generale, il premio offerto dal debito dei mercati emergenti pare adesso interessante.
Le valute dei mercati emergenti sono più che mai convenienti rispetto al dollaro da almeno due decenni a questa parte, secondo i parametri di valutazione dei nostri economisti: sono, infatti, sottovalutate di circa il 20% rispetto al dollaro, con il renminbi più conveniente che mai sulla base della parità di potere di acquisto. Nel frattempo, il rendimento delle obbligazioni in dollari dei mercati emergenti è del 6,4%, più del doppio delle omologhe statunitensi.In momenti come questo, per investire è necessario un po’ di coraggio e un’analisi molto attenta. Ma le possibili ricompense sono commisurate.

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Libro: Olga di Bernhard Schlink

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Da Breslavia, magnifica città polacca, a un piccolo villaggio della Pomerania in Germania: l’infanzia di Olga è segnata da un brusco trasferimento in seguito alla prematura scomparsa dei suoi genitori. Una stagione vissuta in compagnia di una nonna dura e scostante e dei sogni propri dei bambini poveri: voler imparare, sapere di piú. I libri ricevuti dal maestro di scuola e dal parroco, le lezioni di musica da parte dell’organista della chiesa non le bastano, tuttavia, a non sentirsi del tutto estranea a quella terra e a quel mondo.
Un giorno, però, ecco l’incontro fatale. Olga si imbatte in un ragazzo diverso come lei, estraneo al mondo come lei. In quegli anni tra la fine del xix e l’inizio del xx secolo, Herbert è orgoglioso della Germania, del giovane imperatore Guglielmo ii, come pure della tenuta di famiglia, del suo considerevole patrimonio, della sua bella casa, ma è attraversato da un’irrefrenabile inquietudine. Il suo sogno è correre in compagnia del sole, andare alla conquista di grandi spazi, vivere giornate destinate a non finire mai.
Diventati una giovane donna e un giovane uomo, Herbert e Olga si innamorano. Inevitabilmente, fatalmente, di un amore che non si nega niente, che non si perde dietro alla paura, che si dona senza ritegno.
I pregiudizi del mondo e i folli eventi della storia congiurano però, si sa, spesso contro l’amore cosí fatto. La famiglia di Herbert, che considera Olga non all’altezza del suo rango, riesce a far trasferire la donna, divenuta nel frattempo insegnante, nella Prussia orientale, e a insinuare nel ragazzo il tarlo del dubbio sul suo destino e sui suoi doveri. Herbert si arruola dapprima nelle truppe coloniali in sanguinosa guerra contro gli Herero nell’Africa tedesca del Sud-Ovest e poi parte per una pericolosa avventura: la conquista del Polo Nord attraverso il Passaggio a Nord-Est. Una spedizione che, ai suoi occhi, è il perfetto coronamento dell’idea per la quale è meglio essere stroncato nel fiore degli anni per inseguire i propri sogni che appoggiato a un bastone dopo una vita totalmente priva di ambizioni. Mentre Herbert si avventura nei ghiacci di quella terra inospitale, Olga continua a rivendicare con tenacia il suo amore in un tempo in cui l’avventura imperiale e, negli anni a venire, la sconfitta in guerra e l’avvento della barbarie nazista determineranno il naufragio della nazione. Accolto al suo apparire da uno strepitoso successo di pubblico e di critica, Olga segna il grande ritorno sulla scena letteraria internazionale di Bernhard Schlink, l’acclamato autore de Il lettore e di altre opere fondamentali della narrativa contemporanea.Traduzione dal tedesco di Susanne Kolb e Cristina Proto Euro 17,00 224 pagine EAN 9788854517530 Neri Pozza Editore.

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Libro: la maledizione di Melmoth di Sarah Perry

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

È inverno a Praga, e la notte sta calando sulla città dalle mille guglie. Helen Franklin cammina con lo sguardo fisso sul selciato consumato dal tempo, mentre la neve le cade sulle spalle. Quarantadue anni, al polso l’orologio d’acciaio di sua madre, nella borsa una mela verde e la traduzione dal tedesco cui sta lavorando, Helen ha lasciato l’Inghilterra vent’anni prima. È a Praga, ma non perché abbia ceduto agli incantesimi della splendida città sulla Moldava, ma per una macchia scura, un fantasma mai sopito del suo lontano passato.
All’improvviso, fra il trambusto dei coreani diretti verso i battelli, ode qualcuno gridare il suo nome. Solleva lo sguardo e, benché sia seminascosto dalla folla, riconosce subito Karel Praan, una delle uniche due persone che frequenta in città. È in maniche di camicia, ha gli occhi infossati degli insonni, le labbra cianotiche per il freddo. Scosso da brividi, stringe al petto una cartellina di cuoio nero chiusa con tre giri di spago.
In un caffè lontano dalla strada gremita di turisti, a un tavolo appartato, protetto da tende di velluto e vetrine appannate, Karel le porge l’involucro che fino a quel momento stringeva a sé con attaccamento misto a disgusto: un manoscritto in tedesco che ha ricevuto dalle mani di un uomo anziano conosciuto in Biblioteca e ora deceduto. Ha l’aria di un antico palinsesto proveniente dagli archivi di un museo, ma è datato 2016 e parla di Melmoth la Testimone, l’Errante, colei al cui cospetto si manifesta il male del mondo, colei che è pronta ad apparire dove regnano desolazione e morte.
Helen ritiene che la storia di Melmoth non sia altro che una sciocca leggenda, ma quando Karel svanisce nel nulla, capisce che il male ha molti volti e che, per lei, il tuono non sarà più soltanto un tuono, e un’ombra non sarà più soltanto una macchia scura sulla parete…
Dopo il grande successo de Il serpente dell’Essex, Sarah Perry ritorna con un romanzo audace e sorprendente, che «suggella il suo ruolo di precorritrice della rinascita gotica della letteratura» (Melissa Harrison).Traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio Euro 17,00240 pagine EAN 9788854517462 Neri Pozza Editore.

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Libro: Easy Life di Herman Koch

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Tom Sanders è uno scrittore di libri di auto-aiuto. Il suo più grande best seller, Easy life, ha venduto oltre quaranta milioni di copie nel mondo, mostrando una verità nota a criminali, artisti e a tutti quelli che decidono in qualche modo della propria vita: che ogni minuto può essere decisivo, che un secondo può valere un anno. Lo strepitoso successo del libro si è tradotto per Sanders in una maestosa Range Rover Sport nera, milioni sul conto in banca, una casetta sulla diga nelle Fiandre zelandesi, un appartamento a Barcellona, un matrimonio felice con Julia, due figli, il più giovane dei quali, Stefan, è la pupilla dei suoi occhi. Un giorno, però, durante la festa per il cinquantanovesimo compleanno di Julia accade l’irreparabile. Hanna, la moglie di Stefan – a cui Tom e Julia non sono particolarmente affezionati – si presenta alla porta. Singhiozzando, si butta tra le braccia di Tom, rivelandogli che Stefan l’ha picchiata e che non è la prima volta. All’improvviso, e in modo del tutto inaspettato, Tom si trova davanti a un bivio. Deve affrontare il suo figlio preferito e metterlo dinnanzi alle proprie responsabilità? O sarebbe forse meglio attenersi alla massima più gettonata di Easy life, quella che suona «Cerca di non risolvere sempre i problemi pensandoci; spesso non pensandoci si risolvono prima»? Traduzione dall’olandese di Giorgio Testa Euro 12,50 128 pagine EAN 9788854516410 Neri Pozza editore.

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Libro: Gli internazionalisti di Oona A. Hathaway, Scott J. Shapiro

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il 27 agosto 1928, nel sontuoso Salon de l’Horloge del ministero degli Esteri francese, alla presenza di rappresentanti di Stato provenienti da tutto il mondo, ha luogo l’evento che, nelle dichiarazioni dei suoi promotori, è destinato a segnare «una data nuova nella storia dell’umanità»: la Signature du pacte générale de renonciation à la guerre.
Maestro di cerimonie è Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, vincitore nel 1926 del premio Nobel per la pace per essere stato il mediatore degli accordi di Locarno, un insieme di intese volte a impedire alle maggiori potenze europee di farsi guerra l’un l’altra. Assieme al suo omologo americano, Frank Kellogg, il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, nei due anni precedenti, Briand si è lungamente adoperato per diffondere lo «spirito di Locarno» nel mondo intero. La firma del trattato, che segna la fine della «guerra egoista e volontaria», è annunciata dal ministro degli Esteri francese con toni solenni e trionfalistici. Il patto viene presentato come «un attacco al male nella sua stessa radice» poiché toglie alla guerra «la sua legittimità». Undici anni dopo, tuttavia, quasi tutti gli Stati accorsi a Parigi per rinunciare alla guerra si ritrovano in guerra, nel conflitto più letale che la storia conosca.
Dal 1945 in poi il documento, noto come patto Briand-Kellog, diventa perciò oggetto di aperta derisione: viene definito «puerile, semplicemente puerile» da strateghi della guerra fredda come George Kennan, «singolarmente vacuo» da storici come Ian Kershaw, «una roba ridicola» da diplomatici come Kenneth Adelman.
Un trattato dunque destinato a figurare nel fatuo libro dei sogni dell’umanità?
La tesi contenuta in questa pagine è che l’accordo di Parigi sia tutt’altro che un’illusione perduta. Proibendo agli Stati di ricorrere alla guerra per risolvere i contenziosi, i rappresentanti di Stato riunitisi nella capitale francese nel 1928 non soltanto sancirono la fine dell’ordinamento giuridico adottato nel xvii secolo dagli Stati europei, ma diedero il via a una cascata di eventi che avrebbe portato alla nascita del moderno ordine globale. A quella nuova mappa del mondo caratterizzata dalla rivoluzione dei diritti umani, dall’uso delle sanzioni economiche quale strumento di applicazione della legge e dall’incremento esponenziale delle organizzazioni internazionali che regolano oggi un gran numero di aspetti della nostra vita quotidiana.
Attraverso una minuziosa analisi delle relazioni internazionali dal xvii secolo in poi, e del pensiero di grandi giuristi come Grozio e Carl Schmitt, Gli internazionalisti è un libro indispensabile per comprendere il nostro presente e, ad un tempo, un’opera che mostra come la forza delle idee sia capace di plasmare il mondo.Traduzione di Filippo Verzotto Euro 25,00
672 pagine EAN 9788854510180 Neri Pozza Editore.

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Libro: Frankenstein 1818 di Mary Shelley

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

È la notte del 16 giugno del 1816 a Villa Diodati, sul lago Lemano a Ginevra, quando Mary Shelley concepisce il racconto che segnerà una svolta radicale nella tradizione del romanzo gotico o del terrore.Le circostanze in cui tutto ciò accade sono a dir poco eccezionali. Il 10 aprile dell’anno prima in Indonesia il vulcano Tambora si è reso protagonista di una delle più catastrofiche eruzioni che l’umanità ricordi. Le stagioni sono sconvolte ovunque nel mondo. In Svizzera il freddo è glaciale, la pioggia incessante. L’allegra brigata rifugiatasi in Villa Diodati si annoia, e l’ospite, Byron, in una sera più tempestosa di altre, cerca di rallegrarla con un’idea brillante: perché non inventare storie di fantasmi? Racconti da brivido? Sono in quattro, Byron, Percy Shelley, Mary e il medico John Polidori. A portare a termine l’impresa sono, però, soltanto Polidori, che scriverà Il Vampiro, e Mary che scriverà Frankenstein, o il moderno Prometeo.
È noto come le conversazioni “filosofiche” condotte in quei giorni sugli esperimenti di Darwin, e sulla teoria di Galvani sull’elettricità intrinseca al corpo animale, abbiano avuto, per Mary, un peso non indifferente nell’invenzione e nell’elaborazione del racconto. Frankenstein, tuttavia, si svela subito come un’opera originalissima sull’antico sogno della creazione della vita da parte dell’uomo, una storia in cui l’orrore non è soltanto legato al fatale sviluppo tecnologico della civiltà, ma è profondamente morale e religioso.
Dopo vari tentativi di pubblicazione, l’1 gennaio 1818 l’opera appare in sole 500 copie presso una piccola casa editrice, la Lackington. Le vendite sono quasi nulle e il romanzo, con la sua vicenda di uno scienziato pazzo che crea la vita e il racconto di una relazione tra cugini, anziché destare apprezzamento, suscita uno scandalo tale che, nel 1831, Mary Shelley decide di dare alle stampe un’edizione emendata, con dei tratti particolarmente neri e distopici. Versione che è stata negli anni a venire quella di riferimento per i lettori di tutto il mondo. Con il presente volume viene riproposta l’edizione integrale e non censurata del 1818, in cui i lettori possono imbattersi nell’opera di una ragazza giovanissima che, con l’irruenza e l’assoluto candore della giovinezza, dà inizio a qualcosa di assolutamente nuovo, una favola fantascientifica che diventerà nel Novecento un genere letterario di grande rispetto e che, come scrive Nadia Fusini nell’introduzione, suscita tuttora l’orrore della «scoperta che “la cosa di tenebra” è dentro di noi».Traduzione dall’inglese di Alessandro Fabrizi Euro 15,00 352 pagine EAN 9788854517585 Neri Pozza editore.

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Libro: Tieni ferma la tua corona di Yannick Haenel

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Jean Deichel è probabilmente un pazzo. Chi, infatti, non giudicherebbe tale uno scrittore che se ne va in giro con un malloppo di ben settecento pagine dedicato ad Herman Melville? Un’imponente sceneggiatura intitolata The Great Melville sulla «folla dei pensieri» dell’autore di Moby Dick?Herman Melville, si sa, aveva vissuto una vita che definire una catastrofe è dir poco. Dopo un effimero successo iniziale fu totalmente dimenticato come scrittore e trascorse gli ultimi diciannove anni della sua esistenza in un ufficio della dogana di New York, in totale solitudine.Con la sua sceneggiatura, Jean Deichel vorrebbe far capire una cosa sola: la verità insita nella solitudine di un grande scrittore. Perciò ogniqualvolta gli capita la fortuna di imbattersi in un produttore, ripete che The Great Melville è un’opera che mostra come, appartandosi dal mondo, il grande autore si rapporti con la verità, si consacri ad essa, anche quando la verità gli sfugge e gli sembra oscura, se non addirittura assurda. Un’opera, insomma, che svela come ogni autentico scrittore porti in sé, con umorismo o desolazione, «un certo destino dell’essere».
Il risultato è, naturalmente, la puntuale derisione dei produttori, e la loro conseguente fuga dal progetto.A Jean Deichel non resta dunque che un’esistenza solitaria simile a quella del suo amato autore, un’esistenza fatta di ricerca alle tre del mattino di un rimasuglio di vodka o di un Big Mac buttato giú in piena notte.
Un giorno, però, l’intuizione, sorta dalla lettura di una frase di Melville sulla verità come «un daino bianco spaurito» costretto a fuggire nei boschi. Chi nel mondo del cinema ha inizialmente trionfato per poi subire un tremendo fiasco e diventare letteralmente un paria? Chi, esattamente come Melville, ha conosciuto una facile gloria ed è precipitato poi nel fallimento piú nero quando si è messo a scrivere a partire dalla verità? Chi se non Michael Cimino, l’autore di The Deer Hunter (Il cacciatore di daini, noto in italiano come Il cacciatore) e di Heaven’s Gate (I cancelli del cielo), il capolavoro che ha segnato la sua disfatta?Si dice che sia in miseria, malato; che da piú di trent’anni nessuno abbia piú visto i suoi occhi, nascosti sempre dietro occhiali neri. Ma per Jean Deichel bisogna assolutamente cheCimino legga la sua sceneggiatura. Bisogna andare a New York a incontrarlo poiché, è evidente, tra Melville e Cimino c’è un rapporto cruciale, decisivo quasi.
Celebrato dalla critica, vincitore e finalista di prestigiosi premi letterari, Tieni ferma la tua corona è uno dei piú riusciti e originali romanzi della narrativa contemporanea sull’arte come ricerca dell’illimitato, dell’assoluto che «la destina a essere essa stessa un mondo, e dunque a modificare la storia del mondo».Traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo
Euro 18,00 272 pagine EAN 9788854516830 Neri Pozza editore

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XXI edizione di Frantoi Aperti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Campello sul Clitunno (Pg) sabato 10 novembre dalle ore 18:00 alle 24:00 presso la straordinaria cornice del Frantoio Marfuga si terrà un evento speciale volto ad esaltare le ricchezze e le specialità dell’Umbria. Ospite di questo speciale ed insolito evento, che vede realizzare una serata di musica elettronica in un frantoio attivo e funzionante, una delle figure più importanti nel panorama nazionale ed internazionale: DJ RALF. Eccellenza assoluta nel suo genere, è anch’egli umbro di fiere origini contadine ed è conosciuto nel mondo come produttore musicale e discografico, ma anche, a suo modo, “influencer” ed “opinion leader”. Un artista, dunque, che ben rappresenta l’attuale musica elettronica così come un frantoio di esperienza e qualità riconosciuta si pone nell’odierno panorama della produzione olearia.
Il format, Oiler Room, gioca su una delle esperienze più elettrizzanti ed innovative emerse nel variegato panorama della musica elettronica dell’ultimo decennio e avviata da una piattaforma multimediale inglese: quella di collocare un DJ con una storia alle spalle e la disponibilità a raccontarla e sviscerarla in musica fuori dai contesti urbani o extra-urbani abituali (il nome suggerisce un “locale caldaia”, ma potrebbe essere un appartamento, un garage e, perché no, un frantoio) per un gruppo fisiologicamente ristretto di persone e poi trasmettere questa esperienza e provare a farla vivere dall’altro capo del mondo a chiunque abbia voglia di seguire la diretta in rete o scaricarsene i contenuti a piacimento.
Un’iniziativa che presuppone la scelta del contesto giusto e degli attori più adatti a creare le condizioni ambientali perché né l’una né l’altra delle due realtà messe a confronto risulti snaturata: proprio per tale motivo si è puntato sull’eccellenza delle proposte su cui accendere i riflettori di un grande evento, ovvero due realtà che hanno un’affinità non solo geografica, ma anche filosofica.
Da un lato un Festival Culturale e Musicale orgogliosamente radicato in Umbria, a Foligno, dove da oltre 10 anni l’associazione che porta il suo nome (Dancity, gioco di parole tra densità, citta e movimento) offre una panoramica a 360° sulla evoluzione della musica elettronica, coltivando la promozione della ricerca e della sperimentazione in vari ambiti creativi senza mai perdere di vista forme e produzioni artistiche tradizionali che rappresentano sempre e comunque le radici da cui tutto nasce.
Dall’altro una delle aziende più innovative ed apprezzate del panorama umbro, gestita a Campello sul Clitunno dalla famiglia Gradassi, con una storia di diverse generazioni come garanzia di qualità e di esperienza, ma anche con un piede ben piantato nel futuro del settore e dotata di spazi moderni, confortevoli e tecnologicamente all’avanguardia in piena sintonia con la contemporaneità: basti dire che gli spazi “sociali” del Frantoio Marfuga si presentano con una veste e tratti estetici che potrebbero appartenere ad un locale di tendenza, con connubi stilistici anche azzardati e provocatori tra la modernità e la tradizione rurale (utensili della frangitura, un inginocchiatoio, memorie dell’immaginario contadino).

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“Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Roma Martedì 13 novembre 2018, dalle ore 09:30 alle ore 17:30, si terrà, presso l’Aula Nuova (I piano) del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, sita in via del Castro Pretorio 20, il Seminario Nazionale “Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità” Il Seminario è stato realizzato in collaborazione con in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, la Società Italiana di Pedagogia (SIPED), la Società Italiana di Ricerca Educativa e Formativa (SIREF), l’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile (ASVIS) e con il sostegno del Network di Lavoro “Dimensioni pedagogiche e formative del Capability Approach” e del Dottorato di Ricerca “Teoria e Ricerca Educativa e Sociale Applicata” (Roma TRE).

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Kathmandu: Best in Travel 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Subito dopo il terremoto che l’ha colpita nell’aprile del 2015, Kathmandu era una città distrutta e sconvolta: ovunque monumenti collassati, macerie, polvere e un inevitabile velo di tristezza.A distanza di soli tre anni la città ha saputo dare una svolta e cambiare faccia: nonostante siano ancora visibili le ferite del sisma, la ricostruzione dei templi e dei monumenti danneggiati procede a ritmo sostenuto e i siti storici stanno tornando al loro antico splendore. Anche negli edifici che compongono l’intricato dedalo della città vecchia sono state apportate grandi migliorie e oggi Kathmandu può vantare una fornitura di luce elettrica affidabile e una buona connessione wi-fi, accessorio ormai indispensabile per ogni meta turistica.Inoltre, grazie alle recenti misure introdotte per ridurre smog, traffico e rumore, fra cui il divieto di circolazione delle auto nel centro storcio, Kathmandu è oggi più piacevole, vivibile e pulita che mai.La capitale nepalese si appresta anche ad ospitare, per la terza volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei Giochi dell’Asia Meridionale: un’occasione unica per celebrare la sua rinascita!Lonely Planet ha stilato una lista di 3 esperienze imperdibili da vivere a Kathmandu:
1. Salire i gradini che portano sulla collina dove sorge il grande stupa bianco di Swayambhunath, recentemente restaurato, e osservare il panorama della città che si stende ai vostri piedi, magari al tramonto, quando la luce del sole calante tinge tutto d’oro.
2. Passeggiare nella Kathmandu meno conosciuta, fra le vie secondarie e i cortili interni (bahal), scoprendo ad ogni angolo statue e bassorilievi di pregevole fattura.
3. Assaggiare cibi e bevande da tutto il mondo nel quartiere preferito dai backpackers, Thamel: fra questi i momo, tradizionali ravioli ripieni di carne e spezie, il daiquiri al mango e la tongba, la birra di miglio dell’Himalaya.

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BilBOlbul, Festival Internazionale di Fumetto

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Bologna la 12ma edizione di BilBOlbul, il Festival Internazionale di Fumetto di Bologna, si arricchisce di una nuova data: inizierà infatti giovedì 22 novembre e non venerdì 23 come precedentemente comunicato, per proseguire fino a domenica 25 novembre.L’apertura sarà affidata ad un ospite di eccezione: sarà infatti il fumettista francese David B a fornire la sua personale chiave di lettura sul fantastico, fil rouge di questa edizione, nella lectio magistralis L’altra parte – Riflessioni sul fantastico (ore 15.00, Accademia di Belle Arti, via delle Belle Arti, 54).Un tema, quello del fantastico, celebrato a partire dalla grande mostra su Jack Kirby, “The King of comics”, padre di tutti i principali eroi della Marvel, dai Fantastici Quattro a Hulk a Iron Man, in programma dal 24 novembre al 5 gennaio 2019 presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (via delle Donzelle, 2). Il manifesto d’autore di quest’anno è stato realizzato da Francesco Cattani, una delle voci più rilevanti del fumetto contemporaneo, cui sarà dedicata una mostra monografica durante il Festival alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.E ancora l’omaggio al padre della graphic novel italiana, Guido Buzzelli, nuovi talenti come quelli di Emelie Östergren, Amandine Meyer e Mat Brinkman, quest’ultimo con la sua prima retrospettiva in assoluto, e uno straordinario progetto, ERCcomics, che mette assieme due mondi apparentemente lontani, scienza e fumetto.

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Pesca del tonno sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Il colosso del mercato europeo Bolton Food, primo in Italia con il marchio Rio Mare, prende finalmente degli impegni chiari e ambiziosi per ridurre gli impatti ambientali della pesca al tonno che finisce nei propri prodotti, dimostrando di voler essere un vero leader dell’industria del tonno. «Oggi è un giorno importante per migliaia di consumatori che per anni hanno chiesto alle aziende di scegliere di stare dalla parte del mare», dichiara Giorgia Monti, Responsabile della Campagna mare di Greenpeace Italia. «Siamo molto soddisfatti che Rio Mare abbia finalmente deciso di accettare la sfida e prendere impegni ambiziosi per ridurre l’utilizzo dei metodi di pesca più dannosi. Solo un anno fa un altro colosso mondiale Thai Union prendeva impegni importanti nella stessa direzione. Adesso solo chi farà seguire alle parole i fatti diventerà davvero l’azienda di tonno più sostenibile al mondo», conclude Monti.
Rio Mare rende pubblici oggi le sfide che l’azienda ha deciso di affrontare. Da un lato il 50 per cento del suo tonno sarà pescato con i metodi di pesca a più basso impatto ambientale, primo tra tutti la pesca a canna, dall’altro l’azienda si impegna a diminuire finalmente la sua dipendenza dai metodi di pesca più distruttivi, imponendo chiari limiti ai pescherecci da cui si rifornisce all’utilizzo di Sistemi di Aggregazione per pesci, i FAD (Fish Aggregating devices). Il numero di FAD è ormai fuori controllo: il loro uso smodato da parte di flotte sempre più industrializzate sta svuotando i nostri oceani, causando la morte di migliaia di animali in pericolo. Questi impegni sono una vittoria a cui Greenpeace lavora da 8 anni, quando ha pubblicato per la prima volta la classifica “Rompiscatole” in cui Rio Mare occupava uno degli ultimi posti, non avendo nemmeno una politica aziendale sulla sostenibilità. Grazie a un percorso a volte lento e fatto di impegni presi a metà ma anche marcato da passi importanti, come il lancio di linee con tonno pescato a canna sui più importanti mercati europei, Bolton Food oggi decide di fare una scelta decisa e coraggiosa per fermare la pesca che distrugge i nostri mari.
«Questi importanti risultati sono il frutto di un approccio serio e determinato alla sostenibilità iniziato nel 2009 con la fondazione dell’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) e rafforzatosi negli anni grazie anche a un dialogo costante con le principali associazioni ambientaliste, tra le quali Greenpeace, con cui ci confrontiamo da anni in un approccio aperto e condiviso alla responsabilità sociale della nostra azienda – afferma Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Food -. Una strategia che si è tradotta in una serie di azioni concrete quali lo sviluppo di metodi di pesca sempre più selettivi e impegni stringenti volti a migliorare la gestione dei FAD. Attraverso il nostro impegno siamo fiduciosi di poter promuovere una positiva trasformazione di tutto il settore del tonno verso migliori standard di sostenibilità”.Il mercato mondiale del tonno in scatola sta finalmente cambiando, spingendo l’industria verso una pesca più sostenibile: in questo processo inarrestabile il resto del settore del tonno in scatola in Italia non potrà fare a meno di rispondere alle esigenze di consumatori sempre più attenti a scegliere prodotti che non li rendano complici ignari della distruzione dei nostri mari.

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