Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 2 novembre 2018

Giornate del Cinema Portoghese

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Torino Sabato 3 Novembre ore 18,00 Cinema Massimo, Via Verdi 18, ingresso 4,00 Euro, ridotto 3,00 Euro In occasione di “Lusitania. Giornate del Cinema Portoghese”, l’Archivio Superottimisti organizza un appuntamento dedicato al formato ridotto e il Portogallo, attraverso la presentazione di due film che in maniera creativa reinterpretano il cinema di famiglia: Motu Maeva di Maureen Fazendeiro (Francia 2014, 42′) e Redemption di Miguel Gomes (P/F/I 2013, 27′), insieme a una selezione di materiali di famiglia dedicati al Portogallo selezionati dall’Archivio.

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Kuwait Invites Nominations for 2019 US1Million Al-Sumait Prize For Food Security In Africa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Kuwait City. Kuwait invited nominations for Al-Sumait Prize for Food Security in Africa, the fith in the series of its annual prizes to be awarded for significant advances in the areas of food security, health and education in Africa. Open to individuals or institutions, the closing date for entries for the one million dollar Al-Sumait Prize for Food Security is April 30, 2019.The prize is to be awarded to individuals or institutions who through their research projects or initiatives have made significant advancement within one or more of the following areas of Food Security on the African Continent: Developing new varieties of seeds,crops or livestock which can improve the food security of the poor population in Africa by increasing the calorific and nutritional value of food produced and consumed domestically.Improving farmers’ access to agricultural inputs, techniques, technologies and markets so as to increase the availability of staple products which form a core part of the diet of the poorest people in Africa.Improving farmers’ resilience to climate change and extreme weatherconditions. Improving marketing and adopting modern business strategies.Addressing issues relevant to gender equity in the field of the Prize.
Formally launched at a meeting of its Board of Trustees on December 7, 2015, in Kuwait, the Al-Sumait prize was first announced by the Amir of the State of Kuwait, H.H. Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah in November 2013 at the 3rd Arab African Summit.The avowed aim of Al-Sumait Prize, which celebrates the life of the late Dr. Abdulrahman Al-Sumait, a Kuwaiti physician who devoted his life towards helping the poor in Africa, is to contribute significantly to solve major development challenges facing African nations.The Al-Sumait Board of Trustees comprises prominent international personalities in the field of development in Africa and world-renowned philanthropists. Chaired by H.E. Sheikh Sabah Khaled Al-Hamad Al-Sabah, First Deputy Prime Minister and Minister of Foreign Affairs of the State of Kuwait, it includes amongst its membership Mr. Bill Gates, Co-Chair of the Bill & Melinda Gates Foundation, Mr. Makhtar Diop Vice World Bank Vice President for Africa and Dr. Kwaku Aning, Former Deputy Director General and Head of the Department of Technical Cooperation, International Atomic Energy Agency Application forms for the 2016 Al-Sumait Food Security Prize must be received no later than May 31, 2016.The application forms are available at http://www.alsumaitprize.org/nominations/ Applications will close on 30th April 2019.

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Aldo Moro: Memoria, politica, democrazia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Roma Mercoledì 7 Novembre 2018 alle 17.00 Camera dei Deputati Complesso di Vicolo Valdina Ingresso di Piazza Campo Marzio, 42 inaugurazione della mostra fotografica IntervengonoVincenzo Scotti, Marco Damilano, Maurizio Riccardi, Maurizio Piccirilli e Giovanni Currado a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado con l’allestimento progettato dall’architetto Fabrizio Confessa. La mostra fotografica ripercorre la vita politica del presidente della Dc ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi, decano dei fotoreporter romani che a 92 anni continua a fotografare coltivando contemporaneamente la sua passione di sempre per la pittura.Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini di Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e di Maurizio Piccirilli autore delle foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completeranno il catalogo della mostra.“Nel 1978 sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio non di secondo piano, come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media, – ha dichiarato Giovanni Currado al margine dell’anteprima svoltasi lo scorso 9 maggio a Lecce – ha subìto così un secondo omicidio. Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro – continua Currado – nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico”.
Nel corso della mostra “Aldo Moro. Memoria, Politica, Democrazia” sarà presentato anche il catalogo omonimo, edito da Agr Edizioni, curato da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, realizzato da Antonluca Indrieri dell’istituto Quinta Dimensione e composto da 245 pagine che raccolgono oltre 150 fotografie, molte delle quali inedite, accompagnate da commenti e testimonianze di personaggi noti della cultura, della politica e del giornalismo italiano tra cui: Tommaso Labate, Luca Telese, Stefano Folli, Anna Maria Furlan, Enrico Cisnetto, Andrea Purgatori, Luciano Conte, Marco Damilano, Paolo Naccarato, Nicolò Amato, Vincenzo Scotti, Antonio Catricalà, Marco Bentivogli, Luigi Bisignani, Ulderico Piernoli, Pierluigi Battista, Mario Mori, Carlo De Stefano e Antonio Marini.
La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei 55 giorni, commentati dai magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero quei tragici eventi. La mostra vuole quindi mettere l’accento sulla figura di Moro nella sua interezza, senza trascurare il suo sacrificio, ma per separare i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle BR che purtroppo lo identificano, in modo quasi esclusivo, dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.La mostra è apertadall’8 novembre al 16 novembre 2018dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (con chiusura il sabato e la domenica)

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“Le small cap statunitensi potrebbero brillare sulla scia del rialzo dei tassi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

A cura di Nicolas Janvier, gestore azionario USA. Nel primo semestre le azioni delle società statunitensi di piccole e medie dimensioni sono cresciute più del doppio rispetto alle loro omologhe più grandi, e ci sono ragioni fondate per credere che questo sia solo l’inizio. Gli studi sulla storia del mercato azionario statunitense e le attuali condizioni economiche suggeriscono che possa trattarsi dell’inizio di un lungo periodo di sovraperformance.
Nei primi sei mesi del 2018 l’indice Russell 2000 ha guadagnato il 7,7% da inizio anno, rispetto al 2,7% messo a segno dall’indice S&P 500. Questa sovraperformance segnala un drastico cambiamento del sentiment, se si considera che nel 2017 le società di minori dimensioni non riuscivano a stare al passo del mercato più ampio. Se le condizioni di fondo rimarranno favorevoli, potremmo anche trovarci in una fase di svolta per i gestori attivi operanti nell’universo delle small cap USA, molti dei quali hanno faticato a sovraperformare il benchmark negli ultimi anni. Le correlazioni incrociate nel mercato azionario sembrano diminuire.Se questa tendenza fosse confermata, i gestori attivi avranno più occasioni per sovraperformare i loro concorrenti passivi, in quanto un’efficace selezione dei titoli può rivelarsi vincente in questo contesto.Diversi fattori lasciano intendere che non si tratti di un semplice slancio estemporaneo.Riscontri empirici evidenziano infatti che le società di minori dimensioni tendono a sottoperformare le large cap quando i tassi d’interesse scendono ma a sovraperformare quando i tassi salgono. Dal 1962, anno a cui risalgono i primi dati affidabili, si sono susseguiti tre periodi ben distinti per i tassi d’interesse, con tre esiti netti per le small cap – e in questo momento potremmo essere alle porte del quarto ciclo. Tra il 1962 e il 1981/82, i rendimenti dei Treasury decennali passarono da circa il 4% al 15% e, parallelamente, le small cap statunitensi registrarono una notevole sovraperformance: mentre l’S&P 500 guadagnava il 7,6% annuo, le società a bassa capitalizzazione rendevano il 13%.2 Successivamente, dal 1982 fino allo scoppio della bolla dotcom nel 2001, i rendimenti dei Treasury crollarono dal 15% a circa il 4%. Mentre i tassi d’interesse diminuivano, il rendimento delle società a bassa capitalizzazione si fermava al 13% annuo mentre quello dell’S&P 500 sfiorava il 17%.3.
L’attuale scenario macroeconomico sostiene la crescita degli utili, fattore determinante per i rendimenti delle società a bassa capitalizzazione. A più lungo termine, la performance delle small cap è fortemente correlata con la crescita degli utili. I dati economici, come l’indice ISM manifatturiero, la produzione industriale, gli indici dei responsabili degli acquisti e il PIL tendono a rivelarsi buoni indicatori anticipatori delle tendenze degli utili, e in questo momento tutti delineano un quadro in miglioramento.Un altro motivo che tende a far coincidere il rialzo dei tassi con la sovraperformance delle small cap è la composizione degli indici. Negli Stati Uniti, i titoli finanziari rappresentano un’ampia fetta degli indici delle società a bassa capitalizzazione e questo settore include una lunga serie di piccole banche regionali.Le banche sono tra i primi beneficiari di due condizioni: una è il miglioramento economico, che stimola la domanda di prestiti; la seconda è l’inclinazione positiva della curva dei Treasury, poiché le banche assumono prestiti a breve termine e concedono finanziamenti a lungo termine (e di conseguenza una curva dei rendimenti più ripida migliora il loro margine d’interesse netto). Entrambe queste condizioni si verificano di solito in un contesto di rialzo dei tassi d’interesse. In sostanza, gli indici delle società a bassa capitalizzazione sono maggiormente rappresentativi di società che traggono vantaggio dal rialzo dei tassi. Attraverso lo studio della storia dei mercati azionari statunitensi, abbiamo individuato una correlazione tra periodi di rialzo dei tassi d’interesse e sovraperformance delle small cap statunitensi rispetto alle large cap. Ciò è in parte dovuto alla loro maggiore esposizione all’economia statunitense e al fatto che un rialzo costante dei tassi è indice di maggiore fiducia.Ad esempio, dai primi anni Sessanta ai primi anni Ottanta, quando i tassi d’interesse erano generalmente in aumento, le small cap statunitensi rendevano il 13% annuo rispetto al 7,6% dell’indice S&P 500; mentre durante i successivi 20 anni, quando i tassi d’interesse diminuivano, l’indice S&P 500 rendeva quasi il 17% annuo rispetto al 13% per le società a bassa capitalizzazione.6Visto che ci stiamo probabilmente affacciando a un contesto più promettente per gli stock picker, con una riduzione della correlazione incrociata dei prezzi azionari tra gli indici, crediamo che il nostro approccio attivo abbinato a un contesto di rialzo dei tassi aumenti la nostra possibilità di massimizzare i rendimenti. (dal testo originale ampi stralci)

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Mese dell’educazione finanziaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Far conoscere la figura dell’imprenditore e le sue caratteristiche, mostrare l’importanza di valorizzare e finanziare un progetto, far acquisire una conoscenza migliore di sé e del proprio futuro professionale avvicinando i giovani al mondo dell’economia digitale e globale. Sono questi i principi alla base del progetto Crescere che impresa! dedicato ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e organizzato da Junior Achievement Italia, in partnership con il Gruppo Mediobanca, che da diversi anni sostiene le iniziative di JA Italia. Il programma, attraverso attività di gruppo e interattive, si propone di supportare i ragazzi in età scolastica nel familiarizzare con concetti di economia e finanza attraverso la giusta interazione tra metodi tradizionali e strumenti digitali.La presentazione del programma didattico Crescere che impresa!, rivolto ai ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado e in partenza dal mese di novembre, si è svolta lunedì 29 ottobre alle ore 11.30 presso la sede milanese di Mediobanca, in Via Filodrammatici, 3. Durante la mattinata sono intervenuti, in qualità di relatori, Annamaria Lusardi – Direttore del Comitato per l’Educazione Finanziaria, Francesco Saverio Vinci – Direttore Generale del Gruppo Mediobanca, Antonio Perdichizzi – Presidente di JA Italia, Corrado Cosenza – Referente per l’Educazione Finanziaria dell’USR per la Lombardia. A moderare l’incontro, Marco Lo Conte, giornalista de Il Sole 24 Ore. Tra i partecipanti, anche gli speaker di Radioimmaginaria. Il lancio del programma Crescere che impresa! promosso da JA Italia, in partnership con il Gruppo Mediobanca, rientra tra le iniziative del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria nel “Mese dell’educazione finanziaria”.Il progetto ha l’obiettivo di ispirare e incoraggiare ragazze e ragazzi a credere in se stessi e nelle proprie idee fornendo loro le competenze e gli strumenti utili a progettare consapevolmente il proprio futuro. Il programma si compone di 3 incontri della durata di 2 ore ciascuno, svolti in classe da un docente interno alla scuola, affiancato da un volontario proveniente dal mondo dell’impresa e adeguatamente formato.
Secondo gli ultimi dati sull’abbandono scolastico, in Italia il tasso di dispersione durante il periodo di istruzione è stato del 13,8% nel 2016, a fronte del 10% dichiarato come obiettivo strategico del programma Europe 2020, e restano forti gli squilibri territoriali, con i dati relativi a Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna al di sopra della media nazionale. Con il programma Crescere che impresa!, grazie all’utilizzo di una metodologia didattica esperienziale che prevede principalmente attività di gruppo e interattive, gli studenti partecipano attivamente alle dinamiche scolastiche e non, imparando a conoscere la figura dell’imprenditore e le caratteristiche che lo contraddistinguono. I ragazzi hanno l’opportunità, inoltre, di valorizzare e finanziare un’idea o un progetto avvicinandosi al mondo dell’economia digitale e globale, scoprendo le modalità di acquisto utilizzate nella vita di tutti i giorni, analizzandone vantaggi e svantaggi e imparando a diventare “consumatori consapevoli”. Il programma accompagna gli studenti a una conoscenza migliore di sé e del proprio futuro professionale, offrendo alcuni utili strumenti per esplorare le opportunità dei settori lavorativi e delle professioni emergenti.

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Viaggio della Memoria 2018 ad Auschwitz, Birkenau

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Roma Per non dimenticare l’orrore dell’Olocausto Roma Capitale organizza il “Viaggio della Memoria” nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. E quest’anno si aggiunge anche la tappa ad Amburgoin Germania, per ricordare la tragedia di 20 bambini, tra cui Sergio De Simone, uccisi nel campo di Neuengamme dopo essere stati sottoposti ad esperimenti medici.Il viaggio è organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e con la Fondazione Museo della Shoah per promuovere e stimolare percorsi di riflessione e di studio a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Parteciperanno 29 Istituti scolastici per un totale di 155 tra studenti e docenti.Ad accompagnare gli studenti e le studentesse delle scuole romane sarà la Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai sopravvissuti ai campi di concentramento Sami Modiano e Tatiana Bucci. Al Viaggio della Memoria saranno presenti anche l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, il presidente della Fondazione Museo Shoah Mario Venezia, una rappresentanza dell’Assemblea capitolina. Novità di quest’anno sarà lapresenza di una delegazione della S.S. Lazio. L’anno scorso la Sindaca Raggi, dopo che alcune tifoserie avevano oltraggiato l’immagine di Anna Frank, invitò al Viaggio della Memoria il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi e il responsabile Dipartimento Junior dell’AIC e campione del mondo con la Nazionale nel 2006 Simone Perrotta.Il viaggio si compone di diverse fasi di approfondimento:
– visita a Cracovia, del Ghetto Nazista creato dai tedeschi nel marzo del 1941 e del quartiere ebraico “Kazimierz” in cui nel XV secolo dal centro della città fu trasferita la comunità ebraica e dove vissero nei secoli successivi gli ebrei. All’interno della Sinagoga Temple è previsto un primo momento di riflessione della Sindaca e dell’Assessore con tutta la delegazione.
– visita dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Sia a Birkenau che ad Auschwitz sono previsti due importanti momenti commemorativi.
– visita ad Amburgo al campo di concentramento di Neuengamme, dove furono portati da Auschwitz 20 bambini tra cui Sergio De Simone, cugino delle sorelle Bucci. A seguire la visita alla scuola amburghese di Bullenhuser Damm, dove furono atrocemente uccisi.
– Incontri collegiali con la Sindaca, l’Assessora Baldassarre, i Testimoni e i ragazzi.

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“La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Secondo la nuova Report Card 15 del Centro di Ricerca Innocenti dell’UNICEF, vivere in un paese ricco non garantisce un accesso equo ad un’istruzione di qualità: mentre Lituania, Islanda e Francia hanno i tassi di iscrizione prescolare più alti tra i paesi inclusi nello studio, Turchia, Stati Uniti e Romania hanno i tassi più bassi. Paesi Bassi, Lituania e Finlandia sono i più equi per quanto riguarda i risultati di lettura nella scuola primaria, mentre Malta, Israele e Nuova Zelanda presentano in questo ambito le maggiori disuguaglianze. Lituania, Irlanda e Spagna sono i più equi per quanto riguarda la capacità di lettura dei 15enni, mentre Malta, Bulgaria e Israele presentano le maggiori disuguaglianze. Secondo quanto emerge dal rapporto, infatti, i bambini dei paesi meno ricchi spesso hanno rendimenti scolastici migliori nonostante minori risorse nazionali. “Partire svantaggiati: La disuguaglianza educativa tra i bambini dei paesi ricchi” classifica 41 paesi membri dell’Unione Europea e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in base alla portata delle disuguaglianze a scuola a livello prescolare, primario e secondario.“Su 38 paesi ricchi l’Italia è 13esima per più alto livello di uguaglianza nella scuola secondaria, È 15esima su 41 per tasso di accesso all’istruzione prescolastica e al sesto posto su 29 per migliori capacità di lettura nella scuola primaria”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia – “In questo settore vorrei sottolineare l’impegno sottoscritto, pochi giorni fa, dall’UNICEF Italia attraverso un Protocollo d’intesa insieme al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per promuovere azioni sinergiche e per diffondere la cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle scuole”.
Il rapporto si focalizza su due indicatori di disuguaglianza incentrati sui bambini e i ragazzi: l’indicatore a livello prescolare è la percentuale di studenti iscritti a forme di apprendimento organizzato un anno prima dell’età ufficiale di inizio della scuola primaria; l’indicatore per la scuola primaria (4° elementare, circa 10 anni) e secondaria (15 anni) è il divario nei punteggi relativi alla capacità di lettura tra gli studenti con il punteggio più basso e quelli con il punteggio più alto. Il posizionamento nella classifica dei quindicenni è l’indicatore principale del rapporto perché rappresenta il livello di disuguaglianza arrivati alla fine dell’istruzione obbligatoria.

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Scuola: Non c’è traccia di assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Non c’è traccia del “pacchetto” di 27.400 assunzioni di insegnanti a Ata che il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha presentato in vista del prossimo anno scolastico: nella bozza modificata in questi giorni, pronta per essere presentata in Parlamento, non c’è traccia del provvedimento. “Al momento – commenta oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – non è stato compreso nella bozza. Bussetti è al lavoro per ripresentare la norma, ma intanto il piatto per i precari si è assottigliato. Al momento, fumata nera. Vedremo se il Miur riuscirà a scucire qualche finanziamento in extremis”.“Già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso di chi oggi ci governa. Ora bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo che si offre nelle nostre scuole: di promesse non mantenute la scuola non ha proprio bisogno. Servono i fatti, azzerando i numeri che fanno ormai paura, visto che la prossima estate – conclude il sindacalista – si potrebbe superare la quota record di 200 mila posti vacanti e disponibili solo tra il corpo insegnante”.In vista del prossimo anno scolastico, il numero di stabilizzazioni di personale scolastico già oggi si presenta con dimensioni ben diverse: si parte dai quasi 33 mila posti andati a vuoto nelle assunzioni del personale docente, cui aggiungere 20 mila posti nella primaria per l’insegnamento dell’educazione motoria, attraverso la proposta di legge 523 dell’on. Marco Marin (Forza Italia) e altri, a cui potrebbe essere abbinata la 914 a prima firma dell’on. Virginia Villani (M5S) e la 784 dell’on. Vanessa Cattoi (Lega) e altri; altre migliaia di posti, da definire, riguardano l’allargamento del tempo pieno al Sud, anche questo ampiamento anticipato dai più alti esponenti dell’esecutivo in carica; poi ci sono quasi 25 mila posti da suddividere tra assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, una parte dei quali riguardante l’internalizzazione dei servizi esterni.A questi, vanno aggiunti almeno 25 mila posti derivanti dal naturale turn over. Ma anche 45 mila posti su sostegno: a questo proposito, appare inverosimile che l’assegnazione dei docenti di sostegno debba ancora essere assoggettata alla Legge 128/2013, che ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati: solo il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila – è assegnata ad un insegnanti di ruolo. Le altre, continuano ad andare a supplenza annuale, sino al 30 giugno, malgrado si tratti di posti vacanti. E non interessa se nel frattempo il numero di alunni disabili è praticamente raddoppiato. Mancano, inoltre, 400 posti nei licei musicali che si sono liberati grazie al ricorso Anief che ha raddoppiato le ore della disciplina negli istituti di indirizzo.Infine, ci sono altre 80 mila cattedre che si sarebbero potute liberare con l’anticipo pensionistico, in particolare con quota 100, o ancora agli altrettanti con la stabilizzazione dei precari storici, con 36 mesi di servizio su posto vacante, attraverso l’approvazione del disegno di legge AS355 a prima firma del senatore Mario Pittoni (Lega Nord) ma anche attraverso la via del tribunale, anche a seguito della recentissima sentenza C-331/17 Sciotto, emessa dalla Corte di Giustizia Ue. Quest’ultima ha stabilito che i Paesi membri devono provvedere alla “conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa”, ovvero 36 mesi anche non continuativi qualora stiano operando su posto vacante e disponibile.

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Tommaso Pincio: Il dono di saper vivere (Einaudi)

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Torino Martedì 6 novembre, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino 9. Tommaso Pincio, annoverato tra gli scrittori italiani più interessanti, sorprendenti e anche misteriosi, porta al Circolo dei lettori il nuovo Il dono di saper vivere (Einaudi), con Massimo Vincenzi. Nato a Roma nel 1963, ha scritto Lo spazio sfinito (minimum fax), Un amore dell’altro mondo (Einaudi) e La ragazza che non era lei (Einaudi). Esperto di letteratura nordamericana, collabora con Rolling Stone e alle pagine culturali di la Repubblica e di il manifesto. Come traduttore, ha lavorato alle opere di Francis Scott Fitzgerald, Jack Kerouac, Philip K. Dick, John Cheever, Oakley Hall. Pincio è anche artista, sue sono le “sfere celesti”, per esempio, ciclo di ritratti di scrittori, scrittrici e intellettuali.
Esiste un dono del saper vivere, uno speciale talento nello stare al mondo, senza il quale ogni altra qualità finisce per risultare inutile? E che cosa puoi fare se scopri che non hai quel dono? Con queste domande, che prima o poi chiunque si pone nel corso dell’esistenza, ho fatto i conti per anni, lavorando in un luogo che somigliava alla fortezza del Deserto dei Tartari, una galleria d’arte situata nella stessa strada in cui Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, uccise e si avviò a una fine rovinosa. Ci ho fatto i conti perseguitato dal fantasma di un uomo che al genio artistico univa una spiccata propensione a cacciarsi nei guai, tanto da spingere un insigne studioso ad affermare che, seppure incredibilmente dotato, Caravaggio non disponeva del dono di saper vivere. Ci ho fatto i conti per anni, finché un giorno ho pensato che fosse il caso di risolvere la partita scrivendo un romanzo, ignaro, o almeno non abbastanza consapevole, che il raccontare può rivelarsi una maledizione.
Nella cella della prigione in cui è rinchiuso, un uomo narra la sua storia. E dal fondo della propria disfatta si domanda che cosa significhi saper vivere, se davvero esista qualcuno con un simile talento. Un talento che mancava persino a Caravaggio, l’artista da cui l’uomo è ossessionato. È questo l’innesco del nuovo libro di Tommaso Pincio, considerato tra i più originali scrittori italiani della sua generazione. Un vertiginoso gioco di specchi che sorprende il lettore, lo spiazza, non lo fa mai sentire al sicuro. Non è un romanzo su Caravaggio, ma forse è il più appassionato, inedito ritratto che del pittore sia mai stato realizzato. Non è un’opera di fiction, e neppure un testo autobiografico. È il tentativo struggente di confessare che impresa fallimentare, antieroica, sia vivere, per ciascuno di noi.

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Secondo Congresso Europeo sul Sorgo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Milano 7 e l’8 novembre, presso il Centro Congressi dell’Hotel Sheraton di Milano Malpensa si terrà il secondo Congresso Europeo sul Sorgo, promosso dall’Organizzazione Interprofessionale Sorghum ID (www.sorghum-id.com).
“Il sorgo è un cereale particolarmente sicuro perché per le sue caratteristiche e per le condizioni di coltivazione e raccolta è meno suscettibile agli attacchi fungini, quindi alla contaminazione da micotossine – afferma Formigoni – Un aspetto quindi molto importante, soprattutto se lo leghiamo agli effetti dei cambiamenti climatici in atto e alle ripercussioni che possono avere sul ciclo produttivo delle colture”. Nell’alimentazione dei suini destinati alla produzione del Prosciutto di Parma Dop, il Disciplinare prevede che nella razione alimentare la componente riservata ai cereali rappresenti almeno il 55% della sostanza secca e se al mais viene destinata la medesima percentuale, quella relativa al sorgo, analogamente all’orzo, raggiunge il 40% mentre gli altri cereali si fermano al 25% della s.s. Anche per la produzione del Parmigiano Reggiano la composizione della razione prevede che il sorgo, oltre agli altri cereali previsti, possa essere utilizzato nella quota massima del 40% rispetto al totale dei mangimi somministrati giornalmente. “In alcune prove condotte su bovine da latte destinato al Parmigiano Reggiano dove il sorgo è stato utilizzato come unico cereale – continua il docente universitario – abbiamo raggiunto percentuali di grasso e proteine molto interessanti: rispettivamente 3,33% e 3,04%. Alla luce di queste considerazioni quindi, non vi è alcun dubbio che il sorgo rappresenti un’opportunità eccezionale di coltivazione anche per il ridotto fabbisogno di interventi agronomici che richiede. Possiamo quindi affermare che da un punto di vista nutrizionale il sorgo garantisce un elevato contenuto di energia digeribile, una somma di fattori antinutrizionali inferiore rispetto agli altri cereali con un conseguente miglioramento delle condizioni igieniche intestinali degli animali e un profilo lipidico più favorevole per la qualità del grasso del suino pesante destinato alla produzione di salumi Dop e per mantenere più elevata la percentuale di grasso del latte”.
Il programma del secondo Congresso Europeo sul Sorgo: https://www.sorghum-id.com/it/programma-del-congresso-2018/ prevede una serie di incontri ad alto livello con i maggiori esperti internazionali di questa coltura, che rappresenta il quinto cereale per importanza al mondo, con caratteristiche produttive estremamente interessanti in grado di rispondere alle esigenze del comparto agrozootecnico moderno, all’interno di una complementarietà in cui la sicurezza produttiva rappresenta uno dei punti centrali.

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L’Osservatorio Ictus Italia rilancia l’Action Plan europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

L’Osservatorio Ictus Italia, in occasione della Giornata mondiale dell’Ictus, promuove e rilancia gli obiettivi dell’Action Plan for Stroke in Europe 2018-2030, importante documento promosso dall’ESO (European Stroke Organisation) e dal SAFE (Stroke Alliance for Europe), che riunisce tutte le associazioni di pazienti del nostro continente. Sono quattro gli obiettivi prioritari individuati dall’Action Plan europeo da raggiungere entro il 2030:
ridurre il numero assoluto di casi di ictus in Europa del 10%;
trattare il 90% o più delle persone colpite da ictus in Europa all’interno delle Stroke Unit, come primo livello di cura;
favorire l’adozione di piani nazionali per la patologia, che comprendano l’intera catena di cura: dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l’ictus;
implementare strategie nazionali per interventi multisettoriali di sanità pubblica che promuovano e facilitino uno stile di vita sano, riducendo i fattori ambientali (incluso l’inquinamento atmosferico), socio-economici ed educativi che aumentano il rischio di ictus.
L’Action Plan for Stroke in Europe, frutto del lavoro di 70 esperti, è stato coordinato dal Professor Bo Norrving, neurologo di fama mondiale e curatore delle dichiarazioni di Helsingborg del 1994 e del 2006, utilizzate come base per l’istituzione e la pianificazione dei servizi per l’ictus in tutta Europa. L’Action Plan è stato lanciato all’attenzione pubblica da Jon Barrick, Presidente di SAFE, Bart van der Worp, Presidente ESO e dalla Dott.ssa Valeria Caso, Past President ESO (2016-2018) e membro del Consiglio Direttivo dell’Osservatorio Ictus Italia. Alla redazione hanno collaborato anche il Prof. Danilo Toni, Vice Presidente ISO e la Dott.ssa Francesca Pezzella – Delegata A.L.I.Ce. Italia per S.A.F.E., E.S.O. e W.S.O. (entrambi membri nel Consiglio Direttivo dell’Osservatorio Ictus Italia).
Ad oggi si stima che circa 80 milioni di individui siano stati colpiti da ictus nel mondo e che circa 50 milioni vivano con disabilità permanente: la campagna lanciata a livello globale per la Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale del 29 ottobre, data stabilita dalla WSO (Word Stroke Organisation), quest’anno vuole focalizzare l’attenzione sulla determinazione e sulla resilienza che i sopravvissuti e i loro familiari e caregivers dimostrano nell’affrontare il percorso di cura e riabilitazione, nonostante tutto ciò che la malattia porti via loro.
Il rapporto “L’impatto dell’Ictus in Europa”, condotto dai ricercatori del King’s College di Londra, che hanno esaminato dati, documenti e informazioni provenienti da 35 nazioni europee, tra cui l’Italia, ben sottolinea l’urgenza di agire in sintonia e nella direzione individuata dall’Action Plan. Lo studio, infatti, rilevando differenze significative tra i diversi modelli di cura e disparità nelle possibilità di accesso alle terapie, stima che nel periodo compreso tra il 2015 e il 2035 aumenteranno i casi di ictus nell’Unione europea (del 34%), e che, entro il 2035, ci sarà anche una crescita del 45% dei casi di morte conseguenti ad ictus e del 25% di chi sopravvivrà con danni permanenti.

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Libro:Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Milano 3 novembre ore 18,30 Casa delle Arti – Spazio Alda Merini (via Magolfa 32) ci sarà la presentazione del saggio “IMPEGNO e DISINCANTO” di Annibale Gagliani edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Ospite Paolo Dal Bon (Presidente Fondazione Gaber) , introduce Diana Battaggia, modera Stefano Donno editore de I Quaderni del Bardo Edizioni). Incursioni musicali e poetiche a cura di Federico Montefusco Chiara Evangelista. «Il primo libro di Annibale Gagliani è lo sviluppo di un traguardo personale importante, lungamente pensato, sviluppato, limato, articolato negli anni precedenti, in cui l’autore ha esercitato una pazienza non comune ed è andato alla ricerca di fonti e interpretazioni che spesso sono testimoniali e di prima mano […]. Quando si ha a che fare con quattro icone riconosciute della cultura alta e popolare dell’Italia contemporanea non è facile dire qualcosa di nuovo, o anche semplicemente non è scontato evitare di scrivere quattro profili staccati e avulsi, estranei tra loro, tanti quanti sono gli artisti (tutti Maestri della parola, tre su quattro anche del suono) che l’autore ha illustrato in questo libro. Ne è venuto fuori un percorso duro, compatto, radicale; un insieme in cui appare chiaro, nelle persino ovvie diversità di espressioni, temi, percorsi (anche politici), epoche, che cosa unisce Pier Paolo Pasolini, Fabrizio De André, Giorgio Gaber e Rino Gaetano. Com’è giusto, Annibale Gagliani salta sulle differenze e nota affinità mai venute fuori prima, che però sono lì, pronte per essere scoperte». (Dalla prefazione di «Impegno e disincanto in Pasolini, De André, Gaber e R. Gaetano», curata dal Prof. Marcello Aprile)

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Libro: Ethab Frome di Edith Warthon

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Un uomo, il narratore, per alcuni giorni si deve intrattenere per lavoro in un piccolo villaggio del New England, negli Stati Uniti. Fra quella gente dura abituata al lavoro all’aperto, rimane colpito sin dal primo sguardo da un uomo taciturno come nessun altro e, soprattutto, dall’espressione indicibile che assume il suo viso quando pensa che nessuno lo guardi. Incuriosito, e non senza superare una certa reticenza tra gli abitanti del villaggio, egli riuscirà a ricostruire la storia terribile dell’uomo che l’ha tanto colpito, di nome Ethan Frome. Ethan Frome è un giovane uomo che ha trascorso la vita prendendosi cura dei genitori. Dopo la morte della madre, Ethan prendere in moglie Zenobia, detta Zeena, una donna più anziana che, insieme a lui, aveva accudito i due infermi. L’unione con Zeena, vuota, arcigna e ipocondriaca è una prigione senza finestre in cui Ethan si adagia con pacata rassegnazione. Finché un giorno arriva Mattie, una cugina povera di Zenobia, da lei accolta in casa come aiuto nelle faccende domestiche. La ragazza porta con sé la freschezza della gioventù, e con la sua dolcezza e una gioia di vivere contagiosa conquista il cuore di Ethan. L’amore che nasce è platonico, soffocato, fatto di sguardi e silenzi. Il casto idillio viene bruscamente interrotto dalla decisione di Zeena di mandare via da casa Mattie. La ragazza, poverissima, non sa dove andare; Ethan, anche lui senza un soldo, non può realizzare il suo sogno di partire con lei e di rifarsi una vita, abbandonando la moglie. I due, disperati, dopo essersi dichiarati i loro sentimenti, tentano un gesto estremo, le cui conseg enze li segneranno pesantemente per sempre. Traduzione dall’inglese di Tiziana Lo Porto Euro 12,00
128 pagine EAN 9788854517967 Neri Pozza editore.

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“Il linguaggio del processo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Milano Giovedì 8 novembre 2018 alle ore 18:30 presso l’Auditorium “Piero Calamandrei” di La Scala, in via Correggio 43 La Scala Società tra Avvocati e la sua Toogood Society presentano “Il linguaggio del processo” di Filippo Danovi. La parola e le forme del linguaggio svolgono un ruolo fondamentale all’interno del processo e intorno a esso, che lo si consideri come un necessario e dialettico confronto, come un viaggio, come una rappresentazione, una battaglia o un gioco. Ne “Il linguaggio del processo” (Giuffrè editore), Filippo Danovi – Professore Ordinario di Diritto processuale civile presso l’Università degli Studi di Milano–Bicocca – intende esplorare le differenti prospettive del rapporto tra processo e linguaggio, anche contestualizzato nell’evoluzione – e talvolta involuzione – della società.Alla presentazione del volume interverranno, con l’autore, Giuseppe La Scala (Senior Partner di La Scala Società tra Avvocati), Alberto Tedoldi (Associato di diritto processuale civile, Università di Verona) e Antonio Valitutti (Consigliere della Corte di Cassazione).Nel libro, suddiviso nelle due parti Le forme del processo e Le forme nel processo, si analizzano discipline e regole che finiscono per rafforzare ed estremizzare le forme del giudizio, e altre che al contrario tendono alla loro semplificazione, nella crescente emersione del principio di sinteticità degli atti. In relazione alle forme, l’autore raffronta istituti ormai desueti, altri che si pongono come alternativa al processo ordinario e si interroga sulle sfide del prossimo futuro, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Nella seconda parte, Danovi indaga le gradazioni e le sfumature delle parole, dei luoghi e dei personaggi che animano i processi e conclude con riflessioni sul profondo e misterioso legame tra la parola, il processo e la vita.Ciò che emerge da una approfondita lettura del volume è il nesso tra il degrado dei modi di pensare e delle formule espressive che caratterizza il nostro tempo e la necessità di ripensare il linguaggio giuridico in funzione del nuovo porsi del diritto nell’esperienza contemporanea. Il diritto è da sempre lo specchio della società e la parola è indispensabile veicolo conoscitivo anche per il diritto, nel quale assume un ruolo vincolato da rigore e tecnicismo.

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Chiamata alle armi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Cadendo il 4 novembre il centenario della nostra vittoria nella “inutile strage”, è utile la lettura, sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica (n.4039, ottobre 2018) di un articolo del gesuita Giovanni Sale che rievoca la disfatta di Caporetto, che la precedette nell’ottobre 1917. L’amarezza di questo ricordo non sta tanto nella sconfitta militare che subimmo (è la guerra!) ma nel fatto che dallo stesso comandante supremo Luigi Cadorna essa fu ingenerosamente attribuita alla mancanza di coraggio e all’ammutinamento delle truppe, che si sarebbero rifiutate di combattere, tanto che erano aumentate le esecuzioni di soldati colpevoli di diserzioni, nonché alla debolezza del governo e al “disfattismo” dei neutralisti. A fronte di questi ricordi angosciosi, al di là di ogni retorica celebrativa, torna in tutta la sua forza la denuncia profetica di don Lorenzo Milani nella sua lettera ai giudici sulle guerre combattute anche dall’Italia.
Altrettanto utile è notare che non finiscono mai i giochi delle armi e le chiamate alle armi, come accade anche oggi in Italia con le leggi di persecuzione che sono in cantiere e le culture della discriminazione che il ceto politico sta dispensando a piene mani.
A questo dedichiamo sul sito chiesadituttichiesadeipoveri il primo capitolo di un libro appena uscito del politico Pippo Civati dal titolo “Capitale disumano”, a cura anche di Stefano Catone, Giampaolo Coriani e Andrea Maestri.
Ma i giochi di guerra e le chiamate alle armi non si fermano qua; a Pittsburg in Pennsylvania in nome della libertà di armarsi di qualsiasi folle antisemita ci hanno rimesso la vita undici ebrei che in sinagoga celebravano il loro shabbat, in Brasile con l’elezione di Bolsonaro in nome della vendetta fascista e imprenditoriale contro le riforme di Lula e di Dilma, rischia di rimetterci la vita l’intero Paese, e forse non solo. (fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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Confondere malasanità e mortalità evitabile fa male alla salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Capita frequentemente di veder identificare la malasanità con la mortalità evitabile, spesso relegando il primo fenomeno alle sole eclatanti quanto fugaci occasioni giornalistiche e, di contro, sottostimando gravemente il secondo a discapito della salute collettiva e individuale.La disorganizzazione delle strutture, l’inadeguatezza delle risorse strumentali, gli errori degli operatori, e così via, sono certamente configurabili come “malasanità”, ma la “mortalità evitabile” misura anche altri numerosi eventi spesso ascrivibili a scelte del tutto personali.Sono evitabili le morti correlate al fumo, all’alcol, alle cattive abitudini alimentari, a rischi cioè che autonomamente scegliamo di correre, nonostante le iniziative di educazione sanitaria che da anni e a vari livelli vengono realizzate nel nostro Paese.
Sono evitabili le morti dovute alla mancata adesione a programmi di screening e di medicina preventiva in genere quando decidiamo, di nuovo autonomamente, di non accogliere gli inviti a seguire percorsi di profilassi, diagnostici, terapeutici o riabilitativi, laddove offerti e disponibili.E certamente sono evitabili anche, ma non solo appunto, le morti legate alle carenze, alle mancanze, agli errori del nostro Servizio Sanitario e dunque alla malasanità.Ma misurare la mortalità evitabile solo attraverso la malasanità significa vanificare ogni iniziativa in tema di promozione della salute e nascondere sotto il tappeto l’enorme impatto che le scelte di vita hanno sul nostro benessere, scelte che inevitabilmente producono nel medio-lungo periodo rilevanti ricadute sui servizi socio-sanitari.Contenere la diffusione di malattie evitabili permetterebbe di liberare risorse umane, strumentali ed economiche da destinare da un lato alle patologie che purtroppo non sono (ancora) efficacemente contrastabili con interventi di sanità pubblica, dall’altro utili per lavorare sui disservizi e combattere quindi la malasanità.Uno dei tanti casi in cui la corretta informazione fa bene alla salute. (Natalia Buzzi – Progetto MEV)

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Non distruggete le attività di Ristretti Orizzonti

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Siamo un Paese che spende 3 miliardi di euro all’anno per l’esecuzione della pena, più di tutti gli altri in Europa, ma siamo il Paese con più alto tasso di recidiva di tutta Europa. Credo che un carcere che accoglie chi infrange la legge e restituisce delinquenti non garantisca sicurezza. Per questo ho sempre affermato che il carcere è il luogo più illegale di qualsiasi altro posto, che nelle nostre “Patrie Galere” due più due fa cinque, che nella stragrande maggioranza dei casi quando si finisce di scontare una pena si esce dalla prigione peggiori di quando si è entrati e che il miglior carcere è quello che non costruiranno mai. Quando però qualcuno mi domanda qual è stata la galera più vivibile dove sono stato nei miei 35 anni di carcere (di cui 27 anni ininterrottamente), non posso non rispondere che è quello di Padova, grazie soprattutto alla mia partecipazione alla redazione di “Ristretti Orizzonti”. Posso affermare che se io ora sono una persona diversa è grazie anche alle attività che ho svolto in quella redazione coordinata dalla giornalista Ornella Favero, una delle poche che ha tentato di informare l’opinione pubblica che una pena che fa male fa più danni alla società che a chi la sconta.
Sono ormai due anni che manco dal carcere di Padova e da Ristretti Orizzonti e ho saputo che molte delle attività che svolgeva la redazione sono state ridotte ai minimi termini e ridimensionate, soprattutto quelle di portare dei ragazzi in carcere ad ascoltare le storie dei cattivi. Mi ricordo che venivano intere classi di scuola superiore (migliaia di studenti l’anno) e ascoltavano tre testimonianze fatte da detenuti, con dentro la situazione familiare, sociale e ambientale di dove erano nati e dove erano maturate le loro scelte devianti e criminali, senza però per questo trovare nessuna giustificazione o attenuante. Poi tutto il gruppo dei detenuti della redazione di “Ristretti Orizzonti”, guidato e coordinato dai volontari, rispondeva alle domande dei ragazzi studenti. Non era facile per i detenuti raccontare il peggio della loro vita, ma penso che era un modo per prendere le distanze dal proprio passato e tentare di riconciliarsi con sé stessi. Mi ricordo che guardare gli sguardi innocenti dei ragazzi aiutava molto ciascuno di noi a capire quali erano state le ragioni dell’odio, della rabbia, della violenza delle nostre scelte devianti e criminali, più di tanti inutili anni di carcere senza fare nulla guardando le pareti di una cella. Per questo adesso non capisco perché questo importantissimo progetto rieducativo e socializzante è stato ridimensionato a due soli incontri mensili. O, meglio, capisco: il progetto “Scuola-Carcere” funziona e ho visto in questi anni che in carcere quello che funziona davvero spesso va distrutto, forse perché la prigione deve creare recidiva e delinquenti per fare vincere le elezioni a quei partiti che cavalcano l’emergenza criminalità.
Una volta un mio compagno di cella mi ha raccontato che la più grande sofferenza per lui non erano stati gli anni di carcere da scontare, ma rispondere alle domande degli studenti che venivano alla redazione di “Ristretti Orizzonte” perché lo facevano sentire colpevole.
Lancio un appello a tutti quelli che nell’arco di vent’anni hanno frequentato e conosciuto la redazione di “Ristretti Orizzonti” a difendere questa attività nel carcere di Padova, una delle poche realtà che funzionano nell’inferno delle nostre “Patrie Galere” e che fanno abbassare la recidiva, a favore della collettività. (Carmelo Musumeci)

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Veeam Re-Structures Executive Team; Andrei Baronov Promoted to CEO

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

BAAR, Switzerland. Veeam® Software, the leader in Intelligent Data Management for the Hyper-Available Enterprise™, today announced that it has re-structured its executive team, promoting Andrei Baronov to Chief Executive Officer (CEO). In addition to Co-Founder Mr. Baronov’s promotion, Ratmir Timashev, Veeam’s other Co-Founder, becomes Executive Vice President (EVP), WW Sales and Marketing, with William Largent assuming the role of Executive Vice President (EVP), Operations. Both Mr. Timashev and Mr. Largent will report to the CEO.These executive changes add extra focus and strength to help the company continue its rapid expansion into the Enterprise and Cloud segments and enable it to accelerate growth across all markets.“I want to thank Peter McKay for his dedication and energy, and we all wish him the best in his new endeavors,” said Andrei Baronov, Co-Founder and CEO at Veeam. “He leaves Veeam with a deep bench strength of experienced management leaders who will carry our vision and strategy forward. The changes we have made to the executive team will ensure that Veeam continues our aggressive growth, and we can deliver the exceptional customer experience we are renowned for.” Veeam recently reported its 41st consecutive quarter of double-digit growth, experiencing a 20% year-over-year (YoY) increase in bookings and more than 26% YoY growth in its cloud business. Moreover, traction with its alliance partners outperformed all expectations, with Cisco, HPE, Lenovo and NetApp helping drive a 128% YoY increase in bookings via unique resale agreements. The executive changes will enable Veeam to continue its growth trajectory to be the next billion-dollar software company.“Veeam is on a rapid growth trajectory and our vision and strategy to be the most trusted Intelligent Data Management company is seeing us secure more than 4,000 new customers a month, driving sequential double-digit bookings growth,” added Ratmir Timashev, Co-Founder and Executive Vice President (EVP), WW Sales and Marketing at Veeam. “As testament to the growth we are experiencing, according to the most recent IDC Software Tracker for Data Replication & Protection 2018H1, Veeam is #4 in market share after Dell, IBM and Veritas, and ahead of Commvault; we are by far the fastest growing vendor with 24.7% YOY growth, while others are declining. I know the entire Veeam team is committed to accelerate our growth even further and we are well on track to deliver another record bookings year.” https://www.veeam.com.

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BusyKid Sponsors Learning at The Harlem Investment Plant

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

BusyKid, the only chore/allowance app where children can earn, save, share, spend, and invest real money wisely, is partnering with The Harlem Investment Plant to sponsor 10 students and enable them to enroll in the inaugural program. BusyKid will sponsor an additional 10 students in the second session of the program next year.Founder of The Harlem Investment Plant, Asia Wilson, a Registered Nurse and certified children’s yoga instructor, was inspired to start the program due to her own financial struggles. Growing up in Harlem, Asia had no exposure to financial education. She had a successful career as a nurse, but never knew how to manage her money and after a work injury and a car accident she faced financial difficulties. Now, she is studying to become a Certified Financial Planner at New York University. Through The Harlem Investment Plant, Asia plans to break the cycle of poverty by cultivating financial literacy in under-served youth.
Currently millions of Americans have no savings, are weighted down with huge debt and can’t take advantage of a booming stock market. Studies have shown that a major contributor to these issues is a lack of financial education. BusyKid provides real “life lessons” through hands-on experience of earning, saving, sharing, spending, and investing real allowance each week. The app will be an integral part of The Harlem Investment Group’s curriculum.
There will be two sections of The Harlem Investment Plant, one for Pre-Teens ages 7-10 and the other for teens ages 10-18. Students will learn concepts like earning, saving, sharing and spending, how debit and credit cards work, how interest works, and strategies for investing. To help kids in the program engage with their learning, BusyKid will also provide $10 for each child to use toward the purchase of their first stock.

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Advantage Systems Co-sponsors Accounting and Financial Management Conference

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Advantage Systems, a provider of accounting and financial management tools for the mortgage industry, announced it is a co-sponsor of the Accounting and Financial Management Conference scheduled to be held Nov. 12-14 in Orlando. The company has been a sponsor of the annual event for 19 years and will have a booth at meeting space. The conference is hosted by the Mortgage Bankers Association, representing the real estate finance industry within the United States. More information can be found at https://www.mba.org/.
Founded in 1986, Irvine, Calif.-based Advantage Systems is a provider of accounting and contract management tools for the mortgage and real estate industries. Advantage Systems’ Accounting for Mortgage Bankers (AMB) was developed in response to the need the company saw for a general ledger accounting product that could eliminate the spread sheets and manage the loan level detail required by the mortgage banking industry. In so doing, AMB gives its users the tool they need to be confident about the data being reported to management and others. For more information, visit http://www.mortgageaccounting.com.

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