Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 5 novembre 2018

Il dolore interessa più del 50% dei pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma il 6 e 7 novembre. Martedì 6 novembre, alle 11, in sede congressuale (Auditorium Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1). Molte persone colpite da tumore soffrono anche di dolore episodico intenso (Breakthrough Cancer Pain, BTP), una forma particolare che si manifesta con crisi acute che possono durare da mezz’ora a 60 minuti. Si configura come una sorta di “dolore nel dolore”, con caratteristiche (intensità, tempi di insorgenza, durata) che si discostano dal cosiddetto dolore di fondo. Pertanto richiede un inquadramento e un trattamento a parte, dedicato, rappresentando un’ulteriore sfida per tutte le figure coinvolte: l’oncologo, il terapista del dolore e il medico di famiglia. È italiano il più grande studio al mondo per capire come trattare al meglio questo sintomo: i risultati saranno presentati nel convegno nazionale “Una ricerca tutta italiana sul BTP”, dove è previsto un media tutorial a cui parteciperanno, fra gli altri, il prof. Paolo Marchetti (Direttore Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I di Roma), il prof. Giuseppe Tonini (Responsabile Oncologia Medica Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma) e il prof. Sebastiano Mercadante (Direttore Unità di Terapia del dolore e Cure di supporto, Dipartimento Oncologico La Maddalena di Palermo).

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Scuola: Stipendi, docenti e Ata pagano più di tutti il blocco pluriennale della PA

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Per il personale della scuola gli ultimi dati forniti dall’Aran sugli stipendi dei dipendenti pubblici sono a dir poco sconfortanti: da un confronto tra i vari comparti della PA, infatti, agli insegnanti e al personale Ata vengono assegnati non solo i compensi più bassi del comparto statale, ma addirittura mediamente più piccoli rispetto a qualche anno prima.
Lo studio Aran è andato ad analizzare il quindicennio che va dal 2001 al 2016: nella scuola, si è partiti da 22.185 euro di media all’anno (stipendio, retribuzione di anzianità, 13esima, indennità integrativa speciale), più 2.123 di trattamenti accessori (indennità fisse, i compensi per lavoro straordinario, i premi di produttività, le indennità di turno, disagio ed altre competenze accessorie), per un totale di 24.308 euro lordi annui: tre lustri dopo si è arrivati ad appena 28.403 complessivi, dopo che nel triennio 2009-2011 si erano superati i 30 mila euro.Ma solo la scuola ha ricevuto questo trattamento a perdere: tutti gli altri settori del pubblico impiego hanno fatto registrare compensi annuali in crescita. Gli stessi Ministeri sono passati dai 23.580 del 2001 ai 30.695 euro del 2016, frutto di un progressivo crescere. Per non parlare delle forze di polizia (da 27.400 a 40.058 euro) oppure delle forze armate (passate da 29.396 a 41.050 euro). Con la magistratura che ha fatto registrare impennate record, visto che gli stipendi dei giudici sono schizzati dai già considerevoli 91.630 euro medi l’anno ai 138.268 euro del 2016.Questo significa che il contratto collettivo nazionale di docenti e Ata, peraltro già prossimo alla scadenza, durante il decennio di blocco contrattuale non ha garantito nemmeno la copertura dell’inflazione, cresciuta nell’ultimo decennio di quasi venti punti percentuali. E ora nella nuova legge di stabilità si coprirebbe soltanto l’Indennità di vacanza contrattuale, peraltro non aggiornata dal 2008: ai dipendenti pubblici con un reddito di 30 mila euro arriveranno 136,5 euro di aumenti annui, a seguito della media dell’incremento degli stipendi dello 0.6%.In pratica, verranno corrisposti circa dieci euro al mese, ovvero il doppio dei livelli dell’Iva bloccata negli ultimi dieci anni. A queste risorse si aggiungono i 20 euro della perequazione, che se non stanziati avrebbero portato la riduzione degli stipendi. Il resto rientra nelle promesse, l’ultima della quali arriva dal vicepremier Luigi Di Maio che nei prossimi due mesi vorrebbe tagliare gli sgravi fiscali ai petrolieri per incentivare i fondi della scuola e gli stipendi degli insegnanti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “occorrono più soldi decisamente, ma il Governo deve trovarli ora, altrimenti avrà prodotto solo la solita propaganda. Quanto previsto dalla manovra, infatti, non include i fondi per gli aggiornamenti da settembre 2015, data dello sblocco del contratto: ragione per cui permane la nostra vertenza giudiziaria per il recupero dei crediti. Chi non ricorre al giudice, infatti, rischia di subire quello che ha appena registrato l’Aran per il periodo 2001-2016, con i compensi annui addirittura in discesa”. Il giovane sindacato, pertanto, ribadisce la volontà di presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015. Oltre che rivendicare migliaia di euro per i mancati arretrati, vista l’irrisorietà di quelli corrisposti la scorsa primavera.

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Fisco, speculazioni e debito

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

(By Antonio De Lellis Comitato per l’Abolizione dei Debiti Illegittimi, CADTM Italia). La ”manovra del popolo” e le rinnovate paure di default dell’Italia richiamano la necessità di capire i meccanismi di formazione del debito pubblico italiano.
Lo studio, che è stato presentato da Cadtm Italia il 27 ottobre a Roma in una conferenza organizzata dal Comitato per l’Abolizione del Debito Illegittimo sul tema “Riforme fiscali e debito pubblico italiano”, ha avuto lo scopo di fornire informazioni sulla struttura del sistema fiscale italiano e sugli effetti che le controriforme dei passati decenni hanno avuto sulle entrate dello stato, e quindi sul debito pubblico.
Secondo le sue risultanze la principale causa dell’aumento del debito pubblico italiano dipende dalla spesa per interessi, la cui dinamica negli ultimi anni è stata sempre più condizionata dalla speculazione finanziaria.
Il tema è stato trattato da Paolo Raimondi e Mario Lettieri i quali con i numerosi editoriali su Italia Oggi hanno aperto finestre di approfondimento al tema. Se consideriamo solo tre episodi speculativi (1992-93; 2007-2007; 2011-2012) ricaviamo che la speculazione finanziaria è costata allo Stato italiano (e quindi a noi) la bellezza di 467,3 miliardi in valore assoluto, ovvero il 20,6% dell’intero debito pubblico del 2017. Qui non è fondamentale la cifra esatta, ma sapere che il problema della speculazione e dei suoi effetti nefasti sul debito esiste. Qualunque sia la cifra, che non si discosterà molto da quella individuata, occorre sapere che essa è andata a ingrassare la pancia delle multinazionali della finanza e delle banche e solo in minima parte i risparmiatori italiani, che detengono, solo il 5% del debito complessivo.
Analizzando il dossier su entrate fiscali e debito vediamo che se si considera il mancato gettito dovuto alla ridotta progressività delle riforme fiscali e al mancato cumulo, otteniamo una perdita per lo Stato, nel [solo] 2016, di 8,3 miliardi di euro, pari al 4,5% del gettito Irpef. Applicando lo stesso calcolo agli ultimi 34 anni (dal 1974 ad oggi), il mancato gettito complessivo ammonta a 146 miliardi. Tale ammanco di entrate è stato colmato dall’emissione di titoli di Stato che, in virtù degli interessi composti, hanno prodotto un maggior debito pari a 295 miliardi, il 13% di tutto il debito accumulato.
Un favore alle classi più ricche che è stato assai costoso per tutta la collettività! Solo per effetto delle speculazioni oggetto di studio e di una Irpef iniqua oltre 762 miliardi di euro, ovvero quasi il 34% del nostro debito, può considerarsi causato da dinamiche internazionali e nazionali che nulla hanno a che fare con scelte consapevoli degli abitanti dell’Italia.
L’attuale proposta di manovra finanziaria con l’enfasi sulla Flat tax non fa altro che contribuire ad alimentare tale business sul debito pubblico italiano. Solo il ripristino di una tassazione complessiva e unica per tutti i cespiti di reddito e il ritorno ad una più elevata progressività delle imposte possono contribuire non solo ad una maggiore equità fiscale ma anche a ridurre il debito pubblico.
Il dossier su Fisco e debito mostra come le soluzioni alla tanto paventata ”tenuta dei conti” si possano trovare battendo altre strade che tagli ed austerità, recuperando il punto di vista della Costituzione e il suo richiamo alla giustizia sociale.
Nel corso della giornata, Massimo Pallottino, della Caritas italiana e coportavoce della Coalizione Italiana contro la Povertà, ha tracciato il contesto dentro il quale si muove la tematica con un riferimento, alle tre grandi crisi: economica, sociale ed ambientale. Esse potranno trovare soluzioni solo con politiche coerenti ai tre obiettivi (agenda 20/30). Il tema del debito si collega anche all’iniziativa di varie organizzazioni cristiane dal titolo “Chiudiamo la forbice” sulle scandalose disuguaglianze, la cui misura in termini di aggravio Irpef per le classi medie è stato di oltre 900 miliardi dal 1983 al 2016. Non possiamo vedere cosa è accaduto agli impoveriti senza vedere ciò che è accaduto ai ricchi.
Marco Bersani, socio fondatore dell’Associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie (ATTAC), ha affrontato il tema della spesa pubblica e di come la narrazione dominante riesce a modificare la realtà che vede l’Italia sotto la spesa pubblica della media europea con incrementi minimi. Questo crea una differenziazione sociale e la necessità di affrontare il tema che è il tabù dell’economia del debito. Insieme a questo il tema del debito degli enti locali con una tassazione che dal 2010 al 2016 è aumentata di 7,8 miliardi e con una liquidità complessiva diminuita di 5,6 miliardi, ovvero con un saldo di – 13 miliardi occorsi per finanziare il debito pubblico nazionale. Un enorme costo per la società se si pensa che il contributo degli Enti locali al debito pubblico è di solo 1,8%.
A questo riguardo si sottolinea l’importanza dell’assemblea pubblica a Napoli prevista per 23 novembre alle ore 15,00 con i sindaci italiani che vogliono avviare una vertenza nazionale sul tema dello schiacciamento degli Enti locali.
Numerosi gli interventi dal pubblico che hanno spaziato sul riconoscere al metodo del dossier fisco e speculazioni il merito di avere aperto una pista di indagine nuova che può essere applicata anche agli audit civici, alla necessità di sganciare la finanza pubblica da quella privata, per evitare le speculazioni sul debito pubblico, al debito di Roma ed a questioni molto pertinenti sulla tassazione e su come sia possibile a partire da questi dati proseguire ed approfondire.

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“Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma martedì 13 novembre 2018, dalle ore 09:30 alle ore 17:30 presso l’Aula Nuova (I piano) del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, sita in via del Castro Pretorio 20 Seminario Nazionale dal titolo “Attualità del Capability Approach in Europa e scenari della sostenibilità”.
Il Seminario è stato realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE, la Società Italiana di Pedagogia (SIPED), la Società Italiana di Ricerca Educativa e Formativa (SIREF), l’Alleanza Italiana per lo sviluppo sostenibile (ASVIS) e con il sostegno del Network di Lavoro “Dimensioni pedagogiche e formative del Capability Approach” e del Dottorato di Ricerca “Teoria e Ricerca Educativa e Sociale Applicata” (Roma TRE).

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Inaugurazione uffici Nuovo Centro Estero Veneto e Unioncamere Veneto

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Marghera (Venezia) Martedì 6 novembre 2018, alle ore 11.30 presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto (PST Vega, Edificio Lybra, via delle Industrie 19/C), Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto, e Mario Pozza, Presidente di Unioncamere del Veneto e del Nuovo Centro Estero Veneto, inaugureranno le sedi dell’associazione Nuovo Centro Estero delle Camere di Commercio del Veneto e dell’Unioncamere regionale.All’evento parteciperanno i presidenti e i segretari delle Camere di Commercio del Veneto, i presidenti delle Aziende Speciali e compartecipate, i presidenti delle Federazioni ed Associazioni regionali e provinciali di categoria. Data la rilevanza dell’evento, la presenza di un operatore dell’informazione della vostra testata giornalistica sarà particolarmente gradita.Il Nuovo Centro Estero Veneto è l’Associazione costituita dalle Camere di Commercio di Venezia Rovigo e Treviso-Belluno che svolge un servizio associato al sostegno del sistema economico produttivo veneto sulla base di un Accordo di Programma con la Regione del Veneto per la promozione economica e l’internazionalizzazione delle imprese. L’obiettivo del Nuovo Centro Estero Veneto è divenire un punto di riferimento per lo sviluppo della promozione internazionale delle realtà imprenditoriali venete nell’approccio ai mercati esteri, ponendo particolare attenzione a quelli più dinamici e strategici. L’Associazione rappresenterà il Veneto nelle principali fiere di settore, organizzerà missioni imprenditoriali all’estero ed eventi formativi per gli imprenditori, oltre a divenire punto di riferimento per l’attrazione degli investimenti esteri.

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Impianti trasformati in discariche

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

“E’ grave che gli impianti di tritovagliatura della Campania accolgano più rifiuti di quanti ne riescano a smaltire. Chi autorizza gli enti pubblici a creare delle vere e proprie discariche abusive inquinanti e pericolose per la salute delle persone?” E’ quanto chiede in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli di Italia, annunciando un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Sergio Costa al fine di avviare tutte le verifiche del caso.“E’ gravissimo che ciò accada senza alcun intervento da parte del Noe e delle Procure, cui spetta il compito di accertare eventuali violazioni delle norme in materia ambientale” – continua Cirielli. “Chiederò al ministro Costa di riferire in Aula e di chiarire le ragioni per cui gli enti pubblici locali siano stati autorizzati alla continua violazione delle regole a discapito della salute dei cittadini” – conclude il Questore.

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L’UNHCR rafforza la risposta alle frontiere mentre i venezuelani si affrettano in vista della scadenza stabilita dal Perù

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Questa settimana l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha rafforzato la propria risposta ai principali valichi di frontiera in Perù, Ecuador e Colombia, mentre migliaia di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela si sono precipitati in Perù in vista della scadenza prevista per poter richiedere un permesso di soggiorno temporaneo.
Il numero di rifugiati e migranti venezuelani che mercoledì scorso hanno fatto ingresso in Perù dall’Ecuador attraverso la frontiera principale di Tumbes ha raggiunto un picco di oltre 6.700 persone in un solo giorno, un livello tre volte maggiore rispetto a quello di appena due settimane fa. Si stima che al momento il Perù ospiti circa mezzo milione di venezuelani.
In ottobre sono aumentati anche i venezuelani che dalla Colombia hanno fatto ingresso in Ecuador attraverso i valichi di frontiera di Rumichaca e San Miguel. Nel corso del mese sono stati registrati 97.500 arrivi.
All’inizio di questa settimana, i venezuelani hanno aspettato in fila per due o tre giorni al fine di espletare le formalità di frontiera, comprese le procedure di immigrazione e le vaccinazioni obbligatorie. Migliaia di persone hanno dormito all’aperto e molti necessitavano di assistenza medica e alimentare. Le autorità peruviane, l’UNHCR e i suoi partner hanno lavorato per incrementare rapidamente l’intervento ed è stato messo in atto uno stretto coordinamento tra gli uffici dell’UNHCR in Perù e in Ecuador per rispondere alle urgenti necessità dei venezuelani in arrivo.
In Perù, l’UNHCR ha rafforzato la sua presenza a Tumbes mobilitando ulteriore personale per aiutare a coordinare la risposta, ad aumentare la copertura della protezione e ad identificare ed assistere le persone con bisogni specifici, come i minori non accompagnati e separati. I venezuelani che chiedono formalmente asilo in Perù continuano ad essere ammessi alla frontiera, anche se sembra che gli arrivi stiano diminuendo. A Tumbes, le autorità peruviane stanno trattando circa 1.000 domande di asilo al giorno. Dal 29 ottobre, la Commissione speciale per i rifugiati (CEPR) lavora 24 ore al giorno per far fronte all’aumento delle domande. Dal 2014, oltre 150.000 venezuelani hanno fatto domanda di asilo in Perù.
L’UNHCR ha donato computer e altre attrezzature alle autorità peruviane competenti per l’immigrazione al fine di accelerare le formalità di frontiera e ridurre i tempi di attesa. L’UNHCR ha anche fornito risorse finanziarie finalizzate all’invio di ulteriori funzionari governativi, allo scopo di rafforzare le capacità della Commissione speciale per i rifugiati alla frontiera.
L’UNHCR ha anche rafforzato il proprio intervento in Ecuador al fine di assicurare la protezione e l’assistenza necessarie ai rifugiati e ai migranti provenienti dal Venezuela. I team dell’UNHCR si trovano ai confini settentrionale e meridionale per offrire orientamento alle famiglie venezuelane in arrivo, identificare i casi con bisogni di protezione specifici e inviarli ai servizi e ai programmi offerti dallo stato e dai partner dell’UNHCR.
In Colombia, per rispondere all’aumento delle partenze verso l’Ecuador, l’UNHCR ed i suoi partner hanno inviato al confine diversi team al fine di offrire assistenza, fornire pasti caldi, coperte e kit per bambini, nonché informazioni ed orientamento ai venezuelani diretti in Ecuador.

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Public statement by Jewish European organizations on the definition and elimination of anti-Semitism

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Brussels (6-7 November 2018) As Jewish European organizations committed to the elimination of anti-Semitism, xenophobia, Islamophobia and all other forms of racism, we would like to voice our deepest concern regarding the organization of a conference in Brussels, backed by the Israeli government, aiming to label legitimate criticism and protest against Israeli governmental policies as anti-Semitism. We ask the European institutions, including the European Commission, the Fundamental Rights Agency (FRA), and members of the European Parliament, and to shun attempts by the Israeli government to use false allegation of anti-Semitism to limit and criminalize work by civil society organizations, including those of diverse Jewish communities of Europe, to pursue peace and justice in Israel/Palestine.
The conference, co-organized by the European Jewish Association and two Israeli ministries, has as its goal to persuade all European political parties to sign up to “red lines” that declare legitimate calls for pressure on Israel, including through Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) tactics, to be “fundamentally anti-Semitic.” We reject their call. Antisemitism is a small but real and growing threat to Jewish populations in Europe – and elsewhere, as the recent outrage in Pittsburgh so tragically demonstrates. Conflating the real threat posed by anti-Semitism with legitimate criticism of the Israeli government and its policies is a dangerous step; it threatens to misdirect European efforts to combat anti-Semitism, turning these instead into a tool to erode the democratic principles of free speech and freedom of assembly, and to aid the Israeli government in its quest to limit Palestinian non-violent civil resistance to the Israeli occupation. These Israeli efforts do not represent the Jewish communities of Europe. The Israeli policies of siege in Gaza and racial segregation in the West Bank, of fatal attacks on civilians and of land expropriation for Jewish-only settlements – are not in our name. We reject attempts to equate opposition to these deplorable policies with anti-Semitism.In the context of growing Israeli governmental ties with racist, sexist and xenophobic leaders, groups and political parties in Europe and the US (some of which with a past marked by blatant anti-Semitism), there is a real threat of emergent anti-Semitism. The Israeli governmental conference organized in Brussels is not searching for much-needed solutions to this threat. Sadly, it seeks instead to leverage anti-Semitism to maintain an untenable status-quo of occupation, oppression and fear in Israel/Palestine. We stand in opposition to their mission.As Jewish organizations committed to the promotion of social justice and equality, we have expressed in several occasions the problematic nature of invoking allegations of anti-Semitism in attempts to silence voices opposing Israeli violations. More than 40 Jewish organisations have recently published an open letter expressing their “growing alarm regarding the targeting of organizations that support Palestinian rights in general and the nonviolent Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) movement, in particular” Adding that “These attacks too often take the form of cynical and false accusations of antisemitism that dangerously conflate anti-Jewish racism with opposition to Israel’s policies and system of occupation and apartheid.” The right to defend human rights, including Palestinian rights, should be safeguarded now more than ever. EU political parties have a responsibility to end complicity of their respective states with the Israeli violations of international law. It is time to act against anti-Semitism, xenophobia, Islamophobia and all other forms of racism. It is time to act against Israel’s decades-long occupation and racial segregation. Don’t lend a hand to the Israeli government attempts to stop us from doing both.

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Air pollution and child health: prescribing clean air

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

This report summarizes the latest scientific knowledge on the links between exposure to air pollution and adverse health effects in children. It is intended to inform and motivate individual and collective action by health care professionals to prevent damage to children’s health from exposure to air pollution. Air pollution is a major environmental health threat. Exposure to fine particles in both the ambient environment and in the household causes about seven million premature deaths each year. Ambient air pollution (AAP) alone imposes enormous costs on the global economy, amounting to more than US$ 5 trillion in total welfare losses in 2013.This public health crisis is receiving more attention, but one critical aspect is often overlooked: how air pollution affects children in uniquely damaging ways. Recent data released by the World Health Organization (WHO) show that air pollution has a vast and terrible impact on child health and survival. Globally, 93% of all children live in environments with air pollution levels above the WHO guidelines. More than one in every four deaths of children under 5 years is directly or indirectly related to environmental risks. Both AAP and household air pollution (HAP) contribute to respiratory tract infections that resulted in 543 000 deaths in children under 5 years in 2016.Although air pollution is a global problem, the burden of disease attributable to particulate matter in air is heaviest in low- and middle-income countries (LMICs), particularly in the WHO African, South-East Asia, Eastern Mediterranean and Western Pacific regions. LMICs in these regions – especially the African Region – have the highest levels of exposure to HAP due to the widespread use of polluting fuels and technologies for basic daily needs, such as cooking, heating and lighting (6). Poverty is correlated with high exposure to environmental health risks. Poverty can also compound the damaging health effects of air pollution, by limiting access to information, treatment and other health care resources.
Children are society’s future. But they are also its most vulnerable members. The immense threat posed to their health by air pollution demands that health professionals respond with focused, urgent action. Although more rigorous research into how air pollution affects children’s health will continue to be valuable, there is already ample evidence to justify strong, swift action to prevent the damage it clearly produces. Health professionals must come together to address this threat as a priority, through collective, coordinated efforts. For the millions of children exposed to polluted air every day, there is little time to waste and so much to be gained.

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In China’s Industrial Centers, Lung Disease and Hard Choices

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

ON ANY GIVEN day at the First Hospital of Hebei Medical University in Shijiazhuang, an industrial city roughly 200 miles south of Beijing in northwestern China, a wall of ailing patients can be found tethered to breathing machines. In many cases, they are there after years of smoking. But when asked, most will also recall decades of breathing other noxious stuff: thick smog, combustion dust, and other contaminants churned into the air by the region’s vast panorama of industry.Liu Wenzhi, a grocer who now suffers from chronic obstructive pulmonary disease, or COPD, recalled clouds of fine white powder from nearby ceramic and cement factories. They swirled constantly above his vegetable stand in Handan, he said, and he tried not to look up at the sky, to avoid getting dust in his eyes and his mouth. Li Baozhi, a fellow COPD patient, worked in power plant construction, where dust and, later, soot would be regular byproducts.It’s a potent cocktail, and in April, a group of four-dozen Chinese doctors and researchers confirmed what these men, their doctors, and surely millions of modern Chinese citizens already knew: Just like smoking, long-term exposure to high concentrations of PM2.5 pollution — microscopic, airborne particles 2.5 micrometers or less in diameter — significantly increases the risk of COPD. The epidemiological study of more than 50,000 people across the nation, published in The Lancet, noted in particular that annual mean exposure to levels of PM2.5 greater than 50 micrograms per cubic meter of air — a common condition in many Chinese cities — was associated with a significantly higher rate of COPD even among people who never smoked.Patients like these face difficult choices. On the one hand, they have been told to stay indoors to avoid inhaling pollutants that can worsen their COPD. And yet, they must venture outside in order to access treatments they hope will prolong their lives. In this way, they are not so different from their fast-growing country, which also faces excruciating either-or choices as it tries to balance economic growth with the need to clean up its spectacularly dirty air. China’s leadership is now working diligently to navigate the myriad trade-offs — sometimes with a brutal efficiency.“You have to pay attention to two weather conditions: One is gale, high wind, which brings heavy dust. The other is a cold day with ‘big fog,’” said Li Fengchen, a farmer and another COPD sufferer. “I will not walk outside on those days.”

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Pensioni: Quota 100, il governo teme fughe di massa e prende tempo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Le norme dell’anticipo pensionistico arriveranno per decreto, da attuare col nuovo anno: si punta alle pluri-finestre annuali. Ma secondo il sindacato Anief, le norme o sono giuste o illegittime. In ogni caso, per docenti, Ata e presidi non si possono realizzare uscite scaglionate, perché si esce obbligatoriamente ad ogni inizio di anno scolastico. Il leader del giovane sindacato, Marcello Pacifico, rifiuta a priori qualsiasi ipotesi di congelamento dell’assegno o della liquidazione differita, né di decurtazione della mensilità: tutte manovrine create ad arte per ridurre la spesa. La verità è che o si introduce subito e senza penalizzazioni l’uscita anticipata oppure ci si appellerà all’Europa, dove si continua ad andare in pensione in media a 63 anni e con il massimo dei contributi.

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Scuola: E’ possibile procedere alla chiusura degli istituti non sicuri

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. La principale responsabilità in capo al dirigente scolastico è pertanto quella di eliminare qualsiasi fonte di rischio, adottando i necessari provvedimenti organizzativi nei limiti fissati dalle norme per la sicurezza nelle scuole. Secondo l’art. 17 del D.Lgs. 81/2008, qualsiasi datore di lavoro ha due obblighi non delegabili: la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28; la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Incendi. Le responsabilità e gli obblighi del dirigente scolastico, in termini di protezione e prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro, sono a tutti gli effetti paragonati a quelle di un generico datore di lavoro; infatti il dirigente scolastico gestisce le risorse finanziarie e può adottare provvedimenti di gestione economica per garantire la sicurezza nella propria scuola di competenza. Pertanto deve prevedere misure riguardanti lo stanziamento di risorse per la costituzione del servizio di “sicurezza, protezione e prevenzione” (SSP). Nello specifico, il dirigente scolastico può stanziare risorse finanziare per: avvalersi di tutte le figure professionali esterne o interne alla scuola previste dalla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ed effettuare limitati ma urgenti interventi di adeguamento e messa in sicurezza della scuola.
L’ingegnere Natale Saccone, impegnato come formatore nei seminari, ha illustrato la procedura sulla chiusura degli istituti scolastici non sicuri, “il dirigente scolastico può, individuato il rischio che deve essere alto e tale da farsi sì che se si continuasse l’attività didattica ci potrebbero essere delle perdite di vite umane, disporre il provvedimento inibitorio di un intero plesso solo a tempo determinato. Nel dettaglio deve: valutare il rischio nell’immediatezza e prendere la decisione di una chiusura temporanea; pensare alla possibilità, se può, di dispone i doppi turni in altro plesso; dato che nessuno è nel plesso ed ha così salvato le vite umane, chiedere, all’RSPP ed all’intero SPP, una relazione interna formale che confermi il provvedimento inibitorio; comunicare, ai sensi dell’art. 18 comma 3, all’ente locale proprietario dell’immobile ed al prefetto il provvedimento di inibizione temporanea in attesa che si possano compiere gli interventi atti a rideterminare le condizioni minime di sicurezza nel plesso. Congiuntamente bisogna chiedere un incontro formale in prefettura con gli enti competenti al fine di redigere un verbale prefettizio in cui il DS mette in evidenza le azioni intraprese e demanda l’adozione di una chiusura a mezzo ordinanza prefettizia che può essere a tempo indeterminato; protocollando agli atti d’istituto il verbale prefettizio il DS vigila affinché nessuno entri nel plesso, in attesa degli interventi indefettibili di messa in sicurezza”.

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Tornano le giornate dedicate all’orientamento scolastico degli studenti di terza media

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico Euroma2 ospita la quarta edizione degli Open Days, cinque giornate interamente dedicate all’orientamento formativo degli studenti di terza media, giunti all’importante momento in cui scegliere il futuro percorso di studi.Ecco tutti i numeri dell’edizione 2018 degli “Euroma2 Open Days”: saranno 37 gli istituti superiori presenti a Euroma2 con i loro stand per illustrare l’offerta didattica ai ragazzi delle terze medie. Durante la settimana, sono attese alcune migliaia gli studenti in arrivo dalle oltre 60 scuole di Roma che hanno già aderito in via ufficiale all’iniziativa. Saranno centinaia gli studenti che raggiungeranno il centro anche nel pomeriggio, quando potranno prendere parte all’iniziativa con i loro genitori.Un grande appuntamento ospitato da Euroma2, interamente dedicato al futuro dei ragazzi che, accompagnati dai propri docenti, saranno guidati tra gli stand.Il crescente interesse a partecipare alla preziosa occasione che farà convergere a Euroma2 gli studenti e le scuole, si è estesa a tutta la città. Una risposta che sottolinea quanto sia utile per i ragazzi dialogare e informarsi, attraverso la presenza negli stand di professori e studenti iscritti all’ultimo anno, al fine di conoscere le caratteristiche dei percorsi di studio offerti da ogni scuola.L’iniziativa, organizzata da Euroma2 in collaborazione con gli istituti coinvolti, ha ricevuto il patrocinio della Regione Lazio, di Città metropolitana di Roma Capitale e della Presidenza dell’Assemblea Capitolina. Un appuntamento che Euroma2 vuole offrire ai giovani del territorio per far conoscere il lavoro che le Istituzioni scolastiche svolgono ogni giorno e per affiancare i ragazzi, attraverso momenti di incontro e confronto, nelle scelte fondamentali per il loro futuro.

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Legge di Stabilità 2019, sul reclutamento degli insegnanti l’Italia si allontana dall’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

La soluzione trovata dal governo gialloverde su formazione e assunzioni dei docenti aumenta il gap rispetto ai Paesi Ue. La storia è datata: quasi trent’anni fa, con gli accordi di Lisbona, il nostro Paese decideva di allinearsi agli altri Paesi Ue sulla formazione universitaria iniziale degli insegnanti; servirono due lustri per fare partire le SSIS, le scuole di abilitazione e specializzazione universitaria, e quasi tutti i corsisti furono assunti dalla GeE. Poi arrivarono il TFA e il PAS che non diedero sblocco per la chiusura delle graduatorie. La stessa sorte è toccata agli abilitati con la laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 2011. Furono però banditi due concorsi riservati, uno per la secondaria e uno per infanzia e primaria. Infine, con la riforma Renzi-Giannini avremmo dovuto avere il Fit triennale, con formazione e reclutamento inclusi, ma ora il Governo, con l’articolo 58 della bozza della manovra di bilancio, “bollinata” e inviata al Quirinale, che modifica il decreto legislativo 59/17, ha deciso di puntare tutto sui vecchi concorsi.

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“Omaggio a Roma” di Daniel Buren

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma Venerdì 9 novembre ore 12 Teatro Quirinetta, via Marco Minghetti 5 presentazione dell’opera commissionata a Daniel Buren per la Città di Roma intervengono Daniel Buren e Salvatore Leggiero. L’opera monumentale -circa 300 metri quadri- è stata ideata dall’artista su commissione della Leggiero Real estate per la parete esterna di PALAZZO DE ANGELIS, in via delle Muratte a Roma, che diventerà il primo hotel 5 stelle in Italia della prestigiosa catena IBEROSTAR.

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Scuola e Università, tutte le disposizioni del testo “bollinato” dalla Ragioneria di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Per la scuola sono previsti 400 insegnanti in più nei licei musicali, come risposta al commissariamento del Miur ottenuto dall’Anief (art. 53), ma anche il finanziamento per l’assunzione dei co.co.co. Ata siciliani (art. 54), il distacco agli Uffici Scolastici Regionali di 150 specialisti su innovazione didattica e digitale (art. 52), la ridefinizione del fondo per gli istituti (art. 64). Sempre per la scuola è in arrivo la riforma del reclutamento con il ritorno al “concorsone” e la ferma quinquennale prima di chiedere il trasferimento, l’abolizione del concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, la cancellazione degli ambiti territoriali (art. 58), le risorse per coprire l’indennità di vacanza contrattuale e per rinnovare il contratto (art. 34). Nuova ripartizione dei fondi anche per il settore universitario (art. 78), per il quale è prevista anche la copertura per l’assunzione di mille ricercatori a chiamata diretta (art. 32).

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A Dictionary of Sound

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Milano 9, 16, 30 novembre alle ore 21.00 viale Pasubio 5 re serate di esperienze visive e sonore a cura di Teho Teardo Con Jessica Moss, Eric Chenaux, Gareth Dickson, Pan·American e Robert Lippok per esplorare insieme agli artisti più interessanti della scena internazionale la stretta relazione fra musica e immagini. Incuranti della protezione fornita dai termini musicali che impieghiamo per descrivere la musica, le parole elettronico, acustico, sperimentale, jazz, songwriting, minimale, per loro sono solo tappe di un passaggio obliquo ed avventuroso nella contemporaneità.
Si parte con i due concerti di Jessica Moss, proveniente dalla scena musicale underground di Montreal, e, a seguire, di Eric Chenaux, chitarrista e compositore canadese alla ricerca delle possibili interazioni fra vocalità romantica ed effetti sorprendenti della chitarra. Venerdì 16 novembre, sempre alle 21.00, è la volta di Gareth Dickson, cantautore scozzese di nuova generazione, e dell’ambient acustico del gruppo Pan·American. Infine, terzo e ultimo protagonista venerdì 30 novembre del ciclo A Dictionary of Sound, Robert Lippok, artista audiovisivo d’avanguardia proveniente dalla scena musicale berlinese.Ogni appuntamento è anticipato da una introduzione del curatore Teho Teardo che, insieme ai musicisti, accompagna lo spettatore in un percorso in cui gli elementi sonori e le suggestioni visive si combinano per attivare memorie e sogni in una esperienza di ascolto multimediale e immersivo.
I concerti sono a pagamento, i biglietti sono disponibili in prevendita su http://www.vivaticket.it Biglietto intero: 15 euro + pBiglietto ridotto: 12 euro + pv
per possessori Carta Più/Multipiù Feltrinelli, over 65 anni, under 25 anni Abbonamento a 3 concerti: 30 euro + pv Ingresso gratuito under 12 anni.

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Rete All Routes Lead to Rome

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma Venerdì 9 novembre 2018 – Ore 12 CAMPIDOGLIO – Sala del Carroccio presentazione rete All Routes Lead to Rome Interverranno: Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, Federico Massimo Ceschin, coordinatore di “All Routes lead to Rome”, “Una piattaforma per la mobilità dolce, lenta e sostenibile”, Roberto Greco, portavoce nazionale Confederazione Mobilità Dolce, “Valorizzare il turismo escursionistico e la protezione del patrimonio naturale italiano”, Domenico Pandolfo, presidente Federazione Italiana Escursionismo: “La Rete nazionale dei sentieri nel nuovo accordo nazionale con il Club Alpino Italiano”
Antonino La Spina, presidente Unione Nazionale Pro Loco d’Italia UNPLI: “Il ruolo delle Pro Loco nei territori e il progetto Cammini italiani” Simone Bozzato, coordinatore scientifico di “All Routes lead to Rome” “Dalle linee guida al libro bianco degli itinerari: nuove esperienze di sviluppo” Carola Penna, presidente Commissione Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale: “La mobilità dolce: nuovo asset per il turismo di Roma. Il ruolo dei Municipi” È invitata a trarre le conclusioni Lorenza Bonaccorsi, Assessore al Turismo di Regione Lazio.
Come pensare di attivare nuove forme di sviluppo capaci di generare filiere produttive ed occupazione qualificata a partire dalla Cultura e dalla Bellezza? Nell’anno Europeo del Patrimonio Culturale, la Rete di soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici messa in piedi da ALL ROUTES LEAD TO ROME si amplifica, creando per la terza edizione nuovi dibattiti, proposte ed opportunità ispirate agli Itinerari, Rotte, Cammini e Ciclovie italiane, considerate come le forme più autentiche e straordinarie di viaggio. Il programma 2018, incentrato a diversificare l’offerta territoriale in funzione dei nuovi flussi di domanda legato ad Ambiente, Natura, Sport e Spiritualità emergenti, verrà presentato in Campidoglio il 9 novembre, alla presenza delle principali Istituzioni nazionali e locali e dei coordinatori organizzativi del progetto.

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Libro: Le sorelle Mitford di Mary S.Lowell

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Le sorelle Mitford racconta, con brio e humor britannico, la vera storia dietro l’allegria e la frivolezza delle sei figlie Mitford: Nancy, la cui luminosa esistenza sociale maschera un ossessivo amore non corrisposto, capace di inacidire il suo successo di scrittrice; Pam, una contadina sposata con uno dei migliori cervelli d’Europa; Diana, una bellezza iconica, già sposata quando a 22 anni si innamora di Oswald Mosley, il capo dei fascisti britannici; Unity, romanticamente innamorata di Hitler, che divenne un membro della sua cerchia ristretta prima di spararsi quando fu dichiarata la Seconda guerra mondiale; Jessica, la ribelle della famiglia, che si schierò con i comunisti, e la sorella più giovane, Debo, che diventa la Duchessa del Devonshire. Mary S. Lowell racconta la straordinaria storia di una famiglia fuori dal comune, esplorando le relazioni tra le sorelle e basandosi su interviste personali, documenti di famiglia e corrispondenza fino a oggi inedita.Traduzione dall’inglese di Maddalena Togliani Euro 18,00 624 pagine EAN 9788854517592.

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Libro: La guerra tedesca di Nick Stargardt

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

La Seconda guerra mondiale fu una guerra come nessun’altra. Nel corso della sua esistenza, il Terzo Reich investì e consumò tutte le sue riserve morali e fisiche, portando alla sconfitta totale del 1945. A distanza di così tanti anni – nonostante gli scaffali di libri dedicati alle origini, all’andamento e alle atrocità della guerra – ancora non sappiamo per che cosa i tedeschi pensassero di stare combattendo, quali furono le esperienze che attraversarono e come fecero a sopportare la guerra fino all’ultimo giorno. Quando scoppiò, nel settembre del 1939, la guerra in Germania non godeva del minimo favore popolare. Senza però la partecipazione e l’impegno offerti attivamente dal popolo tedesco, non avrebbe potuto andare avanti per quasi sei anni. Che cos’era, dunque, la guerra che i tedeschi pensavano di stare combattendo? In che modo il volgere degli eventi del conflitto – le vittorie del Blitzkrieg, le prime sconfitte sul fronte orientale, il bombardamento subito dalle città tedesche – mutò opinioni e aspettative? E quando fu che i tedeschi si resero conto di stare combattendo una guerra genocida? Attingendo a una messe di testimonianze di prima mano, La guerra tedesca è, da decenni a questa parte, il primo tentativo di capire come il popolo tedesco vivesse la Seconda guerra mondiale. Adottando il punto di vista di coloro che la attraversarono – soldati, insegnanti di scuola e casalinghe; nazisti, cristiani ed ebrei – il racconto storico magistrale che ne emerge getta una luce nuova e inquietante sulle convinzioni, le speranze e le paure di un popolo che intraprese, proseguì e combatté sino alla fine una guerra brutale di conquista e genocidio.Traduzione dal tedesco di Filippo Verzotto Euro 19,00 736 pagine EAN 9788854514300 Neri Pozza Editore.

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