Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

L’Europa comunitaria alle prese con una leadership inconsistente

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Siamo governati in Europa, e in alcuni casi anche altrove, da una classe politica mediocre e soprattutto incapace di valutare nella sua interezza i mutamenti in atto per poterli tradurre in interessi generali e non limitati a consorterie di dubbia origine. Anche ora che si stanno incrociando le spade tra i vari contendenti l’unico polverone che si è in grado di sollevare sono le polemiche sterili come è il recente caso che ha visto duramente contrapposti il ministro degli esteri lussemburghese e degli interni Matteo Salvini. Ma in questa sciocca diatriba ciò che ci ha colpiti di più sono state le giustificazioni di Asselborn che lo hanno fatto arretrare di almeno un secolo quando le nazioni contavano qualcosa solo se il loro numero di abitanti era elevato. Se fosse in buona fede, allorché afferma che gli immigrati per il paese che li ospita sono una risorsa, mi chiedo il perché non si adopera ad ospitarli in gran numero insieme a tutti i suoi colleghi, dalla Francia in testa, che si guardano bene d’aprire le loro frontiere allo “straniero”. La verità è che l’immigrazione di oggi è la conseguenza delle logiche colonialiste, post colonialiste e delle attuali inciuci con i governanti corrotti di alcuni paesi africani e del vicino oriente che hanno provocato uno sfruttamento selvaggio delle risorse energetiche e minerarie di quei paesi, impoverendoli. Ad aggravare il tutto si è aggiunto il revanscismo tedesco che non potendo scatenare una terza guerra mondiale ha giocato la carta dell’economia arricchendosi a spese delle altre nazioni e condizionandole con i loro alti debiti pubblici. Non sarebbe andata in questo modo se vi fosse stato negli anni passati una maggiore solidarietà tra gli stati e la capacità di contenere la sete di potere dei governi tedeschi, di cui la Merkel è la più accanita sostenitrice, bilanciandola con una comunità europea più forte e determinata.
L’Europa, infatti, non si costruisce sulle debolezze altrui ma si consolida attraverso un impegno comune per cercare di portare allo stesso livello di crescita e di prosperità tutti gli stati. (fonte: Centri studi Fidest)

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