Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Archive for 7 novembre 2018

Trump: “Eccezionale successo stanotte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

In realtà i repubblicani conquistano seggi al Senato, ma indietreggiano alla Camera. Potremmo, quindi, dire che è stata una partita è finita alla pari. Non scendiamo nei dettagli anche perché i media di tutto il mondo non fanno altro che riportare, sin nei minimi particolari, l’andazzo delle elezioni di medio termine negli USA e non intendiamo imitarli.
Resta per noi il dato politico. Trump continua la sua corsa al governo del paese, anche se dovrà scendere a più di qualche compromesso, ma non è escluso che per le prossime presidenziali si candidi nuovamente. Dobbiamo, in pratica, prendere atto che il modo di fare politica e, soprattutto, di rappresentarla farà scuola nel mondo e c’è da pensare che molti governanti cercheranno d’imitarlo. Sarà un bene o un male per la stabilità internazionale? Per ora non ci sentiamo di dare una risposta in un senso o nell’altro. Forse più in là si potranno considerare, in maniera più approfondita, le conseguenze del ciclone Trump.

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Identificato il primo virus influenzale della stagione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

È stato identificato al Laboratorio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università di Parma – che è il Centro di riferimento della Regione Emilia-Romagna e parte dei Laboratori accreditati della rete InFlunet – il primo virus influenzale della stagione.
Il virus, di tipo A/H3N2, è stato isolato da un tampone faringeo di una 27enne ospedalizzata senza patologie croniche, che presentava una sintomatologia influenzale acuta con febbre alta, tosse, mal di gola, astenia e dolori muscolari.Successive indagini permetteranno di valutare l’omologia antigenica del virus isolato con il ceppo vaccinale utilizzato questa stagione. I ricercatori del Laboratorio Paola Affanni, Maria Eugenia Colucci e Marialuisa Tanzi ne hanno dato comunicazione, come da protocollo, all’AUSL di Parma e all’Istituto Superiore di Sanità.“Questa notizia – sottolinea Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene all’Università di Parma – è di buon auspicio nell’anno in cui il nostro gruppo di ricerca, oltre alle attività istituzionali come la sorveglianza virologica dei virus influenzali circolanti, è impegnato, con il supporto di Fondazione Cariparma, in un’attività di promozione delle campagne vaccinali in adulti e anziani, che riguardano non solo il vaccino antinfluenzale ma anche quello antipneumococcico e anti-herpes zoster”.

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Speciale rivista san Francesco su ecologia e rispetto della natura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

ASSISI (PERUGIA)Un San Francesco preoccupato, tra rifiuti di ogni genere, con una mano in testa e una su di una pala pronta a “ripulire” i disastri ambientali causati dall’incuria dell’uomo. E’ questa la copertina del mensile dei frati di Assisi. La prima pagina della rivista san Francesco di novembre propone la vignetta provocatoria, nata dalla matita di Antonio Sullo, con il titolo “laudato qui”, un Francesco che si ritrova a ripulire il mondo e un’esortazione: l’ambiente non può aspettare.“Il tempo passa e non ci rendiamo conto che siamo in ritardo. Se non facciamo subito qualcosa andremo incontro alla definitiva catastrofe ambientale – ha dichiarato il direttore del mensile, padre Enzo Fortunato -. La vignetta proposta nella copertina di novembre rappresenta una risposta alla domanda che il Santo Padre pone: incarnare con scelte concrete la difesa dell’ambiente e l’educazione di una casa comune, iniziando dalle nostre abitazioni, dai nostri uffici, dalle strade che percorriamo in macchina o in bicicletta. Francesco d’Assisi reagisce con una sfida, con il criterio della responsabilità: la terra sia per noi sorella e madre”.In questo numero un focus di ben 20 pagine su ambiente ed ecologia con articoli e approfondimenti su acqua, terra e aria, ma anche cibo, agricoltura, rifiuti ed energia alternativa.www.sanfrancesco.org

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La drammatica situazione del giornalismo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

E’ caratterizzata dal calo delle vendite, dai giornalisti mal pagati o non pagati, quindi sfruttati, dalla graduale diminuzione delle fonti – induce a riflettere e ad analizzare le cause della catastrofe in atto. Se il web, con i giornali online, è riuscito nel giro di pochi anni a dimezzare le vendite dei giornali cartacei, riducendoli a mezzi di informazione obsoleti, buona parte della crisi in atto, tuttavia, è da addebitare proprio alle tradizionali e storiche testate che non sono riuscite (o non hanno voluto) a compiere una rivoluzione necessaria. Ancorato ai vecchi schemi, il cartaceo vive, attualmente, un momento pessimo, nonostante i finanziamenti pubblici percepiti finora: le vendite diminuiscono vertiginosamente, la pubblicità segue la stessa sorte, i lettori si informano in rete, che è veloce, brucia i tempi e i giornali che, quando approdano nelle edicole, risultano contenere notizie già vecchie e quindi prive di interesse. Sarebbe stata necessaria una riorganizzazione totale in ogni redazione e un adeguamento ai tempi per fronteggiare il cosiddetto ‘online’. In questo contesto, a farne le spese sono stati, in particolar modo, i giornalisti, molti dei quali licenziati per effetto dei tagli nelle redazioni in crisi, tanti altri, invece, pagati in maniera vergognosa, nel silenzio, e spesso con il placet, del sindacato. È molto alta, infatti, la percentuale dei giornalisti che firma contratti discutibili sotto ogni punto di vista e che percepisce due millesimi di euro lordi a battuta. Una professione svilita che non consente a nessuno di poter vivere di questo lavoro, in cui sono evidenti le responsabilità del sindacato sui risibili trattamenti economici, concordati in combutta con gli editori (ricordiamo quando Franco Siddi, segretario della FNSI nazionale, si inchinò ignominiosamente al tavolo con gli editori, svendendo la dignità del lavoro giornalistico e riducendo in miseria tanti colleghi), che portarono a un accordo paradossale, le cui conseguenze si ripercuotono pesantemente sui giornalisti e sulla stampa in genere.
Paghe minime, dunque, e super lavoro, giornalisti-crumiri che lavorano quasi gratis solo per ottenere altri benefici personali e progressiva perdita delle fonti, che nel marasma della ‘notizia a tutti i costi’, vista la fame dei giornalisti, si sono trincerate dapprima nel ‘no comment’ e in seguito sono sparite quasi del tutto. Senza tralasciare la paura delle querele e i costi esorbitanti che esse comportano, causa primaria delle linee accondiscendenti adottate da tante testate. Non possiamo, a questo punto, non far menzione dei contributi sotto varie forme elargiti da diversi politici, amministratori e imprenditori ai giornali in crisi, piccole boccate d’ossigeno a cui deve poi corrispondere la ‘marchetta’ o l’occultamento di certe notizie dannose per il politico o l’amministratore o l’imprenditore spesso prestato alla politica. Anni fa, la sfida del futuro, che è l’oggi, non è stata colta, gli editori dettano, incontrastati, le loro leggi e l’informazione è sempre più discutibile.
(By Alessio Algeri) http://www.africa-express.info

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Il marito di Asia Bibi chiede aiuto al governo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

«Faccio appello al Governo italiano affinché aiuti me e la mia famiglia ad uscire dal Pakistan». È il drammatico appello al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre di Ashiq Masih, marito di Asia Bibi. Mentre la donna resta ancora in carcere in attesa della registrazione della sentenza di assoluzione, la famiglia vive nella paura. Le proteste dei fondamentalisti, che continuano a chiedere che Asia venga giustiziata, hanno costretto i familiari della donna a rimanere chiusi in casa in un luogo sicuro. Nei giorni scorsi anche l’avvocato difensore di Asia, Saif ul-Malook è stato costretto ad andare all’estero.«Siamo estremamente preoccupati perché la nostra vita in pericolo – dichiara l’uomo ad ACS – Non abbiamo neanche più da mangiare perché non possiamo uscire a comprarlo».Ashiq chiede dunque asilo al governo italiano e soprattutto un aiuto a lasciare il Paese. Al contempo l’uomo invita i media e la comunità internazionale a mantenere alta l’attenzione sul caso di Asia. «È stata proprio questa attenzione a tenerla in vita finora. E ringrazio in particolare Aiuto alla Chiesa che Soffre che, invitandoci al proprio evento del Colosseo rosso, ci ha offerto l’opportunità di parlare al mondo».

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Concerto Ring Around Ensemble

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Roma Giovedì 15 novembre – ore 19 Via Spallanzani, 1A all’interno del Parco del Museo di Villa Torlonia, quartiere Nomentano (Roma Nord). Ingresso Museo: Via Nomentana, 70.
“Anema e Core” napoletani spiccano in una raffinata antologia di piccoli capolavori, dai contenuti amorosi e piccanti nel concerto di giovedì 15 novembre al Teatro di Villa Torlonia di Roma. Protagonista The Ring Around Ensemble, una delle più significative formazioni italiane per il repertorio polifonico rinascimentale, che presenta per l’occasione un gustoso programma dedicato alla Canzone Villanesca.Napoli, l’amore e la musica condividono da sempre un legame indissolubile. Napoli è una città di artisti, poeti e grandi passioni, che ha saputo da sempre raccontare i sentimenti in migliaia di sfumature diverse, attraverso canzoni che colpiscono dritte il cuore. Nel programma, molte canzoni romantiche che narrano di amori di assoluti, di cuori che battono all’unisono, o ancora di passioni non corrisposte che accendono il cuore di innamorati ardenti. Il programma è ricco di sfumature e darà anche l’occasione di divertirsi con canzoni ironiche e “scostumate”.Le quattro voci di Vera Marenco (soprano), Manuela Litro -(contralto), Umberto Bartolini – (tenore) e Alberto Longhi (baritono) saranno accompagnate da virtuosi strumentisti come Alessandro De Carolis (flauti), Antonino Anastasia (percussioni), Marcello Serafini (chitarra rinascimentale) e Giuliano Lucini (liuto).Il Ring Around, ensemble genovese attivo dal 1993, si è imposto per l’ottima fusione delle voci e la particolare capacità comunicativa nell’esibizione, dedicandosi di preferenza polifonia antica profana senza escludere incursioni nel linguaggio musicale contemporaneo. La canzone villanesca alla Napoletana nasce e si sviluppa nel corso del XVI secolo, dapprima come tentativo di affermare un nuovo genere poetico musicale, espressione di estro e musicalità partenopea, quindi si emancipa da vincoli geografici e diviene una nuova forma colta, in cui si cimenteranno i migliori musicisti dell’epoca. Il tema amoroso predomina, con sfumature liriche a appassionate, e talora erotiche e scanzonate. Le melodie sono intrise di musicalità. Assistere a uno spettacolo nel Teatro Torlonia, può essere l’occasione per visitare il Museo di Villa Torlonia (orario dalle 9 alle 19), una bellissima residenza principesca dell’ottocento romano che negli anni ’20 fu concessa come residenza ufficiale a Benito Mussolini. La Villa è uno scrigno che racchiude tesori artistici, dalla straordinaria architettura con affreschi, mosaici, statue e dimora di memorie storiche. L’interessante sito comprende il Casino Nobile ottocentesco, sede del Museo della collezione di opere della Scuola Romana, il Casino dei Principi, sede delle Mostre, e la pittoresca Casina delle Civette. Biglietti € 12,50.

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Il male “oscuro” del nostro tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Dal XVI secolo a questa parte si è manifestato, sia pure a passi malfermi e qualche clamoroso arretramento, un particolare periodo evolutivo espresso in una civiltà che ha cercato di far emergere una nuova identità culturale, economica e sociale. A trainare la spinta vi sono stati popoli socialmente più evoluti così come è accaduto in passato con gli egiziani, gli assiro-babilonesi, gli antichi romani e gli slavi. Ma è anche vero, come osserva Spengler che: «le civiltà nascono, prosperano brevemente, decadono e muoiono». Dobbiamo forse convenire che la nostra civiltà è nella fase del declino e che una nuova si sta affacciando all’orizzonte? Ma quali potrebbero essere i segni premonitori? Nel XX secolo abbiamo accettato e anche subito l’evoluzione delle logiche capitalistiche e il suo contraltare nel comunismo di stampo sovietico e cinese. Due facce della stessa medaglia che avrebbero inteso imprimere una svolta evolutiva ai loro rispettivi sistemi se non ci fosse stato il collasso del blocco sovietico che ha provocato un nuovo rimescolamento delle carte e dalle quali ne ha tratto vantaggio il capitalismo con le sue logiche consumistiche ed edonistiche che hanno identificato il bene morale con il piacere. Probabilmente il capitalismo è riuscito meglio del marxismo a restare a galla per la sua capacità trasformistica congiunta allo sfruttamento umano cogliendo le sue debolezze: possibilità di facili arricchimenti, uso e abuso delle nuove tecnologie e via di questo passo. Ora il limite s’intravede in tutte le sue diverse contraddizioni. L’industria per prosperare e trarre sempre maggiori profitti deve allargare la sua base di consumatori ma non può più farlo perché è cresciuta la fascia di povertà e con essa la popolazione mondiale si trova a dover fare i conti con la logica di un lavoro, e non per tutti, che produce in massima parte redditi medio bassi e tali da rendere inquiete le nuove generazioni che vorrebbero tutto e subito e non tollerano più un’aspettativa dai tempi lunghi con lavori mal pagati e precari. Significa, volendo cogliere l’essenza del problema, che la crescita esponenziale della natalità, i progressi della medicina che allungano l’aspettativa di vita anche se non garantiscono una vecchiaia in buon salute, hanno reso chiaro che il capitalismo così come oggi lo concepiamo e gli stessi danni che ha creato all’ecosistema, per lo più irreversibili, impone una revisione radicale dello spirito guida che ci ha portati sino ad oggi. Da qui la convinzione che la nostra civiltà ha esaurito il suo ciclo e che necessariamente si sta profilando uno nuovo. Resta da chiedersi quanto conflittuale e drammatico potrà essere il suo passaggio prima di poter raggiungere il traguardo di una nuova civiltà. (Riccardo Alfonso)

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The “dark” evil of our time

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

From the sixteenth century to this part, a particular evolutionary period expressed in a civilization that has tried to bring out a new cultural, economic and social identity has manifested itself, albeit with unsteady steps and some resounding retreat. To drive the push there have been more socially evolved peoples as it happened in the past with the Egyptians, the Assyrians-Babylonians, the ancient Romans and the Slavs. But it is also true, as Spengler observes: “civilizations are born, thrive briefly, decay and die “. Should we perhaps agree that our civilization is in decline and that a new one is emerging on the horizon? But what could be the warning signs? In the twentieth century, we accepted and even immediately the evolution of capitalist logics and its counterpart in Soviet-Chinese communism. Two sides of the same coin that would have intended to give an evolutionary turn to their respective systems if there had not been the collapse of the Soviet bloc that has caused a new shuffling of the cards and from which capitalism has benefited with its consumerist and hedonistic logic who have identified moral good with pleasure. Probably capitalism has managed better than Marxism to stay afloat for its transformational capacity combined with human exploitation, catching up its weaknesses: possibility of easy enrichment, use and abuse of new technologies and so on. Now the limit is glimpsed in all its different contradictions. The industry to thrive and make more profits must broaden its consumer base but can no longer do so because the poverty line has grown and with it the world population is having to deal with the logic of a job, and not for everyone, which produces for the most part low average incomes and such as to make troubled the new generations who want everything immediately and no longer tolerate an expectation from long time with poorly paid and precarious jobs. It means, wanting to grasp the essence of the problem, that the exponential growth of birth rate, the progress of medicine that lengthen life expectancy even if they do not guarantee healthy old age, have made clear that capitalism as we conceive it today and the same damage that created the ecosystem, mostly irreversible, requires a radical revision of the guiding spirit that has brought us to this day. Hence the conviction that our civilization has exhausted its cycle and that a new one is necessarily emerging. It remains to be questioned how much conflictual and dramatic it may be in its passage before it can reach the goal of a new civilization. (Riccardo Alfonso)

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Sixième année pour “Tu n’es pas un ennemi!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

L’Université Européenne de Rome a démarré sa sixième année d’activité pour l’Atelier de communication “Tu n’es pas un ennemi!”, fondé et dirigé par le journaliste Carlo Climati.
L’Atelier se propose de sensibiliser les jeunes à une nouvelle forme de communication, qui ne considère pas l’Autre un ennemi et qui repose sur le dialogue et l’acceptation tranquille de l’autre.
Cet Atelier est à la fois théorique et pratique. Il fait partie des activités de responsabilité sociale de l’Université Européenne de Rome. Il explore les différentes formes de communication dans le monde d’aujourd’hui à travers le journalisme, les réseaux sociaux, la musique à la radio, la télévision et le dialogue dans la vie quotidienne.
“Tu n’es pas un ennemi!”. Voilà la devise, l’idée de base de cet Atelier. Les jeunes sont encouragés à voir les autres avec un nouveau regard, à créer des langages qui puissent représenter un pont pour tous et contribuer à la démolition des murs, des obstacles, des soupçons et de la méfiance. “Souvent, on pense que la communication repose sur un fleuve de mots et d’opinions. En fait, la première règle d’une bonne communication n’est pas de savoir parler, mais savoir écouter “, a déclaré Carlo Climati. “Tout être humain possède une valeur. Aller à sa rencontre et l’écouter veut dire ouvrir son cœur à une communication authentique, alimentée par un dialogue tranquille. Mais pour ce faire, nous devons, avant tout, battre la non-culture du préjugé. C’est cette sensation qui nous pousse à ne pas communiquer avec les autres, car, à l’intérieur de nous, nous avons déjà jugés, catalogués, rejetés, mis de côté les autres. Il arrive souvent d’avoir cette attitude de fermeture envers l’autres. Nous ne l’approchons pas car il a des idées différentes des nôtres ou qui sait quoi d’autre qui nous pousse à avoir un parti pris contre lui””Le préjugé est une chose terrible parce que, comme son nom l’indique, c’est un jugement rendu au préalable. Avant de se connaître véritablement, de s’embrasser et de se regarder dans les yeux”, a-t-il expliqué Carlo Climati. «Parfois, le préjugé peut devenir une arrêt à mort, parce qu’il tue la communication, le dialogue, la possibilité de trouver un nouvel ami. Voilà comment naissent les murs, les guerres, les silences, les conflits non résolus de la vie quotidienne. Surmonter les préjugés veut dire retrouver notre nature de communicateurs et d’humains la plus authentique prêt à l’accueil et au dialogue avec tous dans la sérénité».

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Sexto año de “¡No eres un enemigo!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

En la Università Europea di Roma (Universidad Europea de Roma) ha comenzado el sexto año de actividad del Taller de Comunicación “¡No eres un enemigo!”, fundado y dirigido por el periodista Carlo Climati. El objetivo del Taller es sensibilizar a los jóvenes a una nueva forma de comunicación, que no vea en el otro a un enemigo y que se base en el diálogo y en una serena recepción y acogida de los demás. El Taller, teórico y práctico, forma parte de las actividades de responsabilidad social de la Università Europea di Roma. Explora las diferentes formas de comunicación del mundo actual: del periodismo a las redes sociales, de la música a la radio, de la televisión al diálogo en la vida cotidiana. “¡No eres un enemigo!” es el lema, la idea básica del Taller. Se anima a los jóvenes a ver a los demás con una nueva mirada, a crear lenguajes que puedan representar un puente hacia todos, contribuyendo a derrumbar muros, obstáculos, sospechas y desconfianza.
“La gente suele pensar que la comunicación se basa en un torrente de palabras y opiniones. De hecho, la primera regla de la buena comunicación no es ser capaz de hablar, sino de escuchar”, ha dicho Carlo Climati.”Cada ser humano tiene un valor. Encontrarlo y escucharlo significa abrir el corazón a una comunicación auténtica, alimentada por un diálogo sereno.
Pero para hacer esto necesitamos, ante todo, superar la no-cultura del prejuicio. Se trata de esa sensación que nos impulsa a no comunicarnos con los demás, porque, dentro de nosotros, ya los hemos juzgado, catalogado, descartado, dejado a un lado.
A menudo se tiene este tipo de actitud cerrada hacia los demás. No nos acercamos a alguien porque tiene ideas diferentes a las nuestras, o quién sabe qué otra cosa nos impulsa a tener un prejuicio contra él”. “El prejuicio es una cosa terrible, ya que, como su nombre lo indica, es un juicio que se da antes. Antes de conocerse realmente, de abrazarse y de mirarse a los ojos”, ha explicado Carlo Climati.”A veces el prejuicio puede llegar a ser una sentencia de muerte, porque mata la comunicación, el diálogo, la posibilidad de encontrar un nuevo amigo.Y así es como surgen los muros, las guerras, los silencios, los conflictos no resueltos de la vida cotidiana.
Superar los prejuicios significa encontrar nuestra más auténtica naturaleza de comunicadores y de seres humanos, serenamente preparados para acoger a todos y para dialogar con todos”.

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Sixth year for: “You are not an enemy!”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

At the Università Europea di Roma (the European University of Rome) the sixth year of the Communication Workshop activity has started, entitled “You are not an enemy!”, established by the journalist Carlo Climati.
The goal of the Workshop is to make youngsters aware that there is a new way of communicating based on dialogue and serene reception of others without considering them enemies.
The workshop, theoretical and practical, is part of the social responsibility activity of the Università Europea di Roma. It explores the various ways to communicate in today’s world ranging from journalism to social networks, from music to radio-broadcasting, from tv-broadcasting to daily life dialogue.
“You are not an enemy!” is the motto, i.e. the catch phrase of the Workshop. Youngsters are encouraged to see others with a new glance, to create communication languages representing a link with everyone, thereby contributing to breaking walls, obstacles, suspicion and distrust. “You often think that communication is based upon torrent of words and opinions. Actually, the basic rule of good communication is not to be able to talk but to listen,” Carlo Climati stated. “Each human being is praiseworthy . Meeting and listening to him, means to open one’s heart to a genuine communication nourished by a serene dialogue.”
However, to do this, we need to defeat the non-culture of prejudice. It is that feeling which leads us not to communicate with others because, inside us, we have already judged and labelled them putting them aside and sending them away.
Very often we have this type of attitude, withdrawing from our fellow neighbour. We don’t approach him because he has different ideas from ours. God knows what he might have that causes us to have a prejudice against him. “The prejudice is a terrible thing because, as the word itself says, it is a pre-judgement. A judgement expressed before knowing the person really, before hugging each other and looking into one’s eyes,” Carlo Climati explained.
“Sometimes, the prejudice can be a death sentence, because it kills communication, dialogue, and the possibility of finding a new friend. This is how walls are built as well as wars, silence, and unsolved conflicts of daily life. Defeating prejudices means to find our most genuine nature to communicate as human beings, serenely ready to welcome and to dialogue with everyone.”

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Un cuore aperto all’incontro con gli altri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Carlo ClimatiAll’Università Europea di Roma è iniziato il sesto anno di attività del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, fondato e diretto dal giornalista Carlo Climati.
L’obiettivo del Laboratorio è quello di sensibilizzare i giovani ad una nuova forma di comunicazione, che non veda nell’altro un nemico e che sia basata sul dialogo e su una serena accoglienza dell’altro.Il Laboratorio, teorico e pratico, fa parte delle attività sociali dell’Università Europea di Roma. Esplora le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla radio, dalla televisione ai fumetti, dal cinema al dialogo nella vita quotidiana. “Non sei un nemico!” è il motto, l’idea di base del Laboratorio. I giovani sono incoraggiati a vedere gli altri con uno sguardo nuovo, a creare linguaggi che possano rappresentare un ponte verso tutti, contribuendo ad abbattere muri, ostacoli, sospetti e diffidenze. Nella conferenza inaugurale Carlo Climati ha parlato della bellezza della cultura dell’incontro, che Papa Francesco invita a vivere con spirito di accoglienza.”Ogni essere umano ha un immenso valore”, ha spiegato Carlo Climati. “Incontrarlo ed ascoltarlo significa aprire il proprio cuore ad una comunicazione autentica, libera dai pregiudizi e alimentata da un sereno dialogo”. (foto Carlo Climati)

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Sciopero USB della scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

L’USB P.I. Scuola accoglie la proposta di mobilitazione nazionale del 30 novembre lanciata dalla campagna BastAlternanza. Alla base delle rivendicazioni della Campagna, troviamo dei punti per noi dirimenti per la costruzione di una scuola radicalmente diversa da quella costruita nell’arco di un ventennio dai governi italiani.Ancora una volta, sentiamo la necessità di combattere contro una scuola sempre più subordinata alle logiche di mercato, all’aziendalizzazione, alla vuota retorica meritocratica e alla cosiddetta didattica per competenze.Insieme agli studenti, intendiamo lottare per una scuola realmente inclusiva, libera, centrata sulla crescita e sulla formazione degli studenti e delle studentesse.
Per questo abbiamo deciso di indire lo sciopero per l’intera giornata del 30 novembre. La scuola va posta al centro dell’agenda politica e sottratta ai vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea; essa deve ritornare ad avere la funzione di luogo di educazione collettiva e di formazione di individui consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.
In particolare, CHIEDIAMO:
1) l’abolizione totale dell’alternanza scuola-lavoro e la chiusura del carrozzone INVALSI, strumenti funzionali esclusivamente all’asservimento degli studenti e all’acquisizione di competenze utili al lavoro precario;
2) una vera quota 100 e l’immissione in ruolo su tutti i posti liberatisi in virtù del turnover;
3) la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto;
4) un piano mobilità che, sulla base dell’allargamento degli organici, permetta il rientro dei lavoratori esiliati della 107;
5) l’immissione in ruolo immediata, senza alcun concorso, per tutti i docenti con 36 mesi di servizio;
6) Piano straordinario di assunzioni del personale ATA per la copertura del reale fabbisogno delle scuole;
7) internalizzazione dei servizi attualmente dati in appalto ai privati, stabilizzando tutto il personale ex-lsu Ata attraverso una procedura riservata ;
8) un vero rinnovo contrattuale e un reale adeguamento salariale che nulla abbia a che fare con la miseria del contratto 2016-2018;
9) il ritiro di ogni progetto di regionalizzazione del sistema di istruzione che lederebbe il principio solidaristico della redistribuzione della ricchezza sul territorio nazionale e determinerebbe differenze sostanziali tra bambini e giovani del Nord e del Sud Italia;
10) eliminare la delega sul sostegno che riduce le ore di sostegno agli alunni disabili e incide negativamente sugli organici dei docenti;
11) un vero investimento sull’integrazione degli alunni non italofoni e l’inserimento dell’Italiano L2 all’interno di tutte le istituzione scolastiche di ogni ordine e grado.

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“Ora di Futuro”:un progetto di educazione per i bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Lombardia, ha presentato a Milano presso la Fondazione Feltrinelli, “Ora di Futuro”, il progetto di educazione per i bambini da 0 a 11 anni che coinvolge insegnanti, famiglie, scuole primarie e reti non profit in tutta Italia.“Ora di Futuro” sostiene iniziative per le famiglie in difficoltà con bambini da 0 a 6 anni incentrate sull’educazione alla genitorialità, grazie alla collaborazione con le tre Onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e il Centro per la Salute del Bambino, scelte dai dipendenti di Generali Country Italia.Per il primo anno il progetto punta a coinvolgere oltre 30.000 bambini con l’adesione di almeno 1.500 classi e l’attivazione di 11 centri per “Ora di Futuro” su tutto il territorio nazionale.“Ora di Futuro” avrà anche il contributo di tutti i dipendenti di Generali Country Italia – Generali Italia, Alleanza, Genertel, Generali Welion, Generali Jeniot, Genagricola, DAS – con 10.000 ore di volontariato di impresa e 10.000 viaggi solidali.Con “Ora di Futuro” Generali si unisce in Italia a The Human Safety Net, l’iniziativa globale del Gruppo Generali a favore delle comunità, già attiva in 18 paesi in cui opera il Gruppo.Nella scuola primaria: una didattica innovativa per imparare a fare scelte responsabili e sviluppare nuove competenze “Ora di Futuro” nelle scuole primarie prevede un percorso didattico innovativo e digitale pensato per coinvolgere i bambini attraverso gioco, esperienza e cooperazione, insieme agli insegnanti e con i genitori.Il programma parte con l’anno scolastico 2018-2019 e si articola su tre anni (3°, 4°, 5° elementare) prevedendo un’ “Ora di Futuro” a settimana per ciascuna classe.
Gli alunni vivranno un’avventura virtuale sull’isola tropicale di Mauaga. Un sito dinamico e interattivo supporterà le lezioni e guiderà l’esperienza rendendola coinvolgente attraverso “sfide” alle quali i bambini dovranno trovare soluzioni, imparando anche a lavorare in gruppo. Attraverso un Avatar i bambini prenderanno consapevolezza del proprio ruolo, essenziale per il raggiungimento di un risultato di squadra.“Ora di Futuro” sostiene iniziative per le famiglie in difficoltà con bambini da 0 a 6 anni incentrate sull’educazione alla genitorialità.Quella da 0 a 6 anni è una fase molto delicata della vita: a questa età, si pongono, infatti, le basi per lo sviluppo ed il benessere nel futuro della persona. Da 0 a 3 anni si forma l’80% del cervello e le connessioni neuronali possono aumentare ad una velocità non più raggiungibile nel corso della vita.
Mission Bambini nei 5 centri per “Ora di Futuro” a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, offre laboratori interattivi, corsi di formazione per i genitori e consulenze individuali di accompagnamento per migliorare le relazioni tra genitori e bambini, e per rafforzare le competenze genitoriali.Centro per la Salute del Bambino in Un Villaggio per crescere per “Ora di futuro” a Trieste propone laboratori interattivi genitori/figli per promuovere la relazione famigliare e favorire lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei bambini tra 0 e 6 anni, in un’ottica di integrazione con i servizi sanitariGià da Novembre sono operativi 11 centri per “Ora di Futuro” in tutta Italia nelle città di Bologna, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Trieste, Torino.

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Necessario e urgente un cessate il fuoco duraturo nello Yemen

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

L’Inviata Speciale dell’UNHCR Angelina Jolie ha sollecitato oggi l’urgente entrata in vigore di un cessate il fuoco nello Yemen e l’identificazione di una soluzione duratura al conflitto. Jolie ha accolto con favore la recente discussione sulla fine delle ostilità e ha invitato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, attraverso un lavoro congiunto con i paesi della Regione, a concordare una soluzione al conflitto e a tutelare le leggi internazionali sulla protezione dei civili. Ha fatto appello ad una maggiore comprensione della normativa sulla protezione dei rifugiati e all’impegno di tutti i paesi nel fare la loro parte per alleviare la sofferenza umana nello Yemen.
Angelina Jolie si trova attualmente in Corea del Sud in veste di Inviata Speciale dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per promuovere il sostegno ai rifugiati a livello globale, che è ora di vitale importanza. La sua visita a Seoul segue quella dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, tenutasi il 23-24 ottobre.
Nel suo incontro con il Ministro della giustizia sudcoreano Park Sang-ki, a capo del ministero responsabile per le politiche interne sui rifugiati, Jolie ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti dalla Corea del Sud per aiutare i circa 500 yemeniti sbarcati a maggio sull’isola turistica di Jeju. Jolie ha riconosciuto l’importanza degli approfonditi controlli e procedure in vigore, nonché degli sforzi finalizzati ad assicurare protezione fino al momento in cui i rifugiati non potranno fare ritorno in sicurezza al loro paese di origine. Jolie ha altresì espresso il desiderio dell’UNHCR di lavorare a più stretto contatto con le autorità coreane per il rafforzamento del sistema di asilo.Angelina Jolie ha trasmesso i ringraziamenti dell’UNHCR al popolo della Corea del Sud per il sostegno offerto ai rifugiati in tutto il mondo. In Corea del Sud il settore privato sta donando milioni, per la maggior parte provenienti da circa 230.000 generosi donatori individuali, a dimostrazione del forte senso di solidarietà dei sudcoreani nei confronti dei rifugiati e dell’UNHCR. Jolie ha sottolineato come la Corea del Sud, che è riuscita a superare guerra ed esodi, e in quanto una delle principali economie a livello mondiale, abbia il potenziale per svolgere un importante ruolo di leadership nella Regione. Jolie ha inoltre accolto con favore i recenti sforzi della Corea del Sud per raggiungere la pace nella penisola coreana.
A Seoul, l’Inviata Speciale ha incontrato anche l’attore sudcoreano e Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR, Jung Woo-sung, con il quale ha discusso delle recenti preoccupazioni espresse a livello pubblico in Corea per l’arrivo dei rifugiati yemeniti a Jeju, così come delle rispettive missioni per conto dell’UNHCR. Jolie è stata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR dal 2001 al 2012, prima di essere nominata Inviata Speciale per l’organizzazione. Jung è diventato Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR per la Corea nel 2015.

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Living Architectures

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Parma Sabato 17 novembre 2018, ore 18.00 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1 sarà proiettato all’interno della chiesa dell’abbazia – e in differita nella sala polivalente CSAC – Moriyama-San, documentario dedicato a una settimana nella straordinaria vita ordinaria del signor Moriyama, un’amante giapponese d’arte, architettura e musica che vive in una delle più famose architetture contemporanee, la casa Moriyama, costruita a Tokyo nel 2005 dal vincitore del premio Pritzker Ryue Nishizawa (SANAA). Il film entra in questo microcosmo sperimentale, che ridefinisce completamente l’idea comune di vita domestica, per raccontare la personalità unica del proprietario: un eremita urbano che vive in un’isola di pace e contemplazione nel cuore di Tokyo.Come Koolhaas Houselife, The Infinite Happiness e Barbicania, proiettati presso l’Abbazia di Valserena tra luglio e agosto all’interno di questa rassegna, anche Moriyama-San fa parte di un ciclo di 16 film che nel 2016 sono stati acquisiti dal MoMA. The Museum of Modern Art di New York e che fanno ora parte della collezione permanente.
Alla proiezione farà seguito l’incontro con il regista Ila Bêka, alla presenza di Michele Guerra (assessore alla cultura del Comune di Parma e professore di Storia e Critica del Cinema all’Università di Parma), Sara Martin (docente di Storia e Critica del Cinema presso l’ateneo parmense). Interverranno Francesca Zanella (presidente dello CSAC) e Cecilia Merighi (Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Parma), modera Mara Corradi (giornalista).
Living Architectures è una serie di film che racconta in modo sorprendente la vita di opere di architettura firmate da alcuni dei più celebri architetti del nostro tempo. Se l’immagine dell’architettura tende normalmente a costruire una sua rappresentazione idealizzata, perfetta e a volte sacrale, i film girati dai giovani documentaristi francesi ribaltano il punto di vista mettendo in dubbio la facile fascinazione e descrivendo anche i capolavori della contemporaneità non come infallibili monumenti ma come luoghi di vita quotidiana.
Il prezzo d’ingresso al film è di 5 euro e dà diritto alla visita alla mostra 1968. Un Anno, allestita nello spazio dell’Abbazia di Valserena, al costo agevolato di 3 euro a partire dalle ore 16.30 a fronte di presentazione di biglietto del film. http://bit.ly/MoriyamaSan.

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“Discussioni sul commercio e politica della Fed”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

A cura di Colin Lundgren, Responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. Il commercio potrebbe essere un’importante preoccupazione per molti investitori, ma lo è anche per la Federal Reserve? I recenti cambiamenti della politica commerciale statunitense costituiscono una deviazione significativa dalla tendenza alla riduzione dei dazi in atto dagli anni ‘30 del secolo scorso. Come dovrebbero posizionarsi gli investitori alla luce dei rischi e delle opportunità associati a questo nuovo panorama politico? Esaminiamo l’impatto sul reddito fisso attraverso la lente della politica della Fed. Le recenti dichiarazioni della Federal Reserve suggeriscono che la banca centrale statunitense è molto attenta a comunicare la transizione dalla forward guidance alla dipendenza dai dati con l’approssimarsi della politica monetaria al livello neutrale il prossimo anno. In aggiunta, spesso gli esponenti della Fed si esprimono sull’impatto dell’appiattimento della curva dei rendimenti e sui rischi per l’inflazione e la stabilità finanziaria derivanti da un’economia che cresce più rapidamente del tasso potenziale a causa dello stimolo fiscale di fine ciclo. Come si inserisce dunque la politica commerciale in questo mix? Ci aspettiamo che il Federal Open Market Committee (FOMC) verifichi i rischi al ribasso posti dal commercio per le condizioni finanziarie, l’occupazione, la crescita e l’inflazione prima di modificare l’attuale ritmo dell’inasprimento monetario. Il Presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato questo punto di vista durante un’audizione dinnanzi al Congresso nel corso dell’estate: “…è difficile prevedere l’esito finale delle attuali discussioni sulla politica commerciale… riteniamo che il rischio di un indebolimento inaspettato dell’economia sia grosso modo bilanciato dalla possibilità che la crescita economica superi il livello attualmente previsto.” Riteniamo che sia prematuro trarre qualsiasi conclusione, ma gli accordi commerciali potrebbero incidere sui tassi di cambio, sull’inflazione e sulle aspettative di crescita globale, influenzando potenzialmente anche le decisioni politiche della Fed. Con un alto grado di incertezza, ci lasciamo guidare dalla Federal Reserve e ci atteniamo a ciò che sappiamo per formulare le nostre opinioni e la nostra strategia.Il presidente Trump sembra determinato a rinegoziare i termini degli scambi con un’ampia schiera di partner commerciali allo scopo di promuovere condizioni competitive paritetiche. Detto questo, i termini proposti e le tattiche negoziali non devono necessariamente essere presi alla lettera; in effetti, è probabile che vadano soggetti a significativi cambiamenti. Gli Stati Uniti sono un’economia relativamente chiusa (le importazioni rappresentano circa il 15% del PIL e meno del 20% della spesa per consumi), il che suggerisce che le ripercussioni dirette di qualsiasi accordo su crescita e inflazione nei prossimi 12 mesi saranno verosimilmente contenute. Le potenziali ricadute sulla fiducia delle imprese e dei consumatori e sulla stabilità finanziaria complessiva, tuttavia, potrebbero essere molto maggiori. Ma come ha detto Powell nel corso della sua audizione di giugno, “in realtà nella mia vita non ci sono precedenti per questo genere di ampi negoziati commerciali”. Questo commento dovrebbe smorzare la fiducia di chiunque in merito alle discussioni sul commercio.
In uno scenario favorevole si giungerebbe probabilmente a un compromesso significativo o all’eliminazione dei dazi in programma, con la conseguente scomparsa della maggior parte dei timori per gli scambi internazionali. Ciò potrebbe condurre a un miglioramento delle previsioni sulla crescita globale, a un indebolimento del dollaro e a un potenziale rally dei mercati emergenti e delle materie prime. Gli investitori potrebbero rivedere al rialzo le aspettative sulla Fed, come tuttavia sembrano fare comunque al momento (a suggerire forse che una “distensione commerciale” è più vicina allo scenario di riferimento del mercato?). Inoltre, un simile sviluppo deporrebbe a favore di una maggiore ripidità della curva dei rendimenti, dato che i premi a termine nei mercati sviluppati tenderebbero a ridursi e la domanda di beni rifugio a diminuire. Per gli investitori obbligazionari la reazione sarebbe probabilmente un’ulteriore tornata di propensione al rischio e di tassi in aumento.
Finora le dichiarazioni della Fed lasciano supporre che la banca centrale continuerà a osservare i cambiamenti della politica commerciale finché questi non diverranno visibili nei dati relativi all’occupazione, alla produzione industriale e all’inflazione. Guardando al futuro, tale impatto sarà verosimilmente modesto e la Fed continuerà probabilmente a innalzare i tassi fino al 2019. I mercati non scontano pienamente quattro aumenti dei tassi (cfr. Figura 2) il prossimo anno, il che, a nostro avviso, lascia spazio per una variazione positiva della attese se la Fed conferma la sua fiducia nei rischi al rialzo per la crescita e l’inflazione PCE core rimane ferma al 2%.

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Giornata mondiale del diabete 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Roma Venerdì 9 novembre ore 11,30 Sala stampa della Camera dei Deputati Palazzo di Montecitorio, via della Missione 4 Intervengono: On. Roberto Pella, Presidente Intergruppo parlamentare Qualità di Vita nelle CittàSen. Daniela Sbrollini, Presidente Intergruppo parlamentare Qualità di Vita nelle Città Prof. Francesco Purrello, Presidente Società Italiana di Diabetologia-SID Prof. Giorgio Sesti, Presidente Fondazione Diabete Ricerca
Prof. Andrea Lenzi, Presidente Health City Institute e Presidente Comitato nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri Prof. Agostino Consoli, Presidente eletto Società Italiana di Diabetologia-SID Prof. Simona Frontoni, Responsabile Società Italiana di Diabetologia GMD 2018 Dott. Stefano Michelini, Direttore Generale Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina Modera: Dott.Maria Rita Montebelli, Medico e Giornalista.

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Nasce AssoAML l’associazione degli esperti nel contrasto dei reati finanziari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Sono questi i principali ambiti dei quali intende occuparsi la neonata AssoAML, associazione anti money laundering. Costituita a Milano su iniziativa di alcuni esperti del settore tra i quali l’avv. Fabrizio Vedana Vice direttore Generale di Unione Fiduciaria, il professor Valerio Vallefuoco, il notaio Angelo Busani, Antonio Martino, già capo dell’UCIFI dell’Agenzia delle Entrate e Tiziana Ballarini Of Counsel PwC TLS per la Compliance Anti Money Launderin.L’associazione si propone di costituire un centro aggregativo di riferimento per lo studio, l’approfondimento, la discussione e la divulgazione della normativa in materia di antiriciclaggio, di contrasto del finanziamento del terrorismo e di lotta alla corruzione.
L’associazione si candida ad avere un ruolo di propulsione e diffusione sul corretto utilizzo delle nuove tecnologie, blockchain e criptovalute in primis ed essere un affidabile interlocutore per quanti nelle aziende, bancarie e non, negli studi professionali e negli operatori non finanziari si occupano di antiriciclaggio ed ora anche di whistleblowing.
Nelle prossime settimane AssoAML presenterà il suo sito e le iniziative che verranno avviate nel corso del nuovo anno.

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Il Buon Vivere vola in Giappone invitato dall’istituto italiano di Cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Osaka (Giappone) venerdì 9 e sabato 10 novembre 2018. La Settimana del Buon Vivere e Romagna Terra del Buon Vivere sono stati invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Osaka al “Salone dello Studio in Italia”.
L’esperienza romagnola del “Buon Vivere” è stata selezionata e inserita tra le mete di viaggio culturale più interessanti. Meta che a livello internazionale viene considerata, quindi, una best practice d’interesse sia didattico, sia metodologico sia come originale proposta turistica.Il Giappone è molto attento e affascinato dal nostro Paese, dalla sua lingua, dalla sua storia, dalle sue tradizioni, dalle sue bellezze, dalla sua capacità d’innovare e dai luoghi ancora da esplorare. L’evento rientra tra le principali manifestazioni organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura nell’ambito della XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.“Questo invito – afferma Monica Fantini, ideatrice della Settimana del Buon Vivere – ci rende orgogliosi e si aggiunge alle numerose attestazioni di stima che il modello romagnolo sta ricevendo ovunque. Dopo le esperienze alle quali siamo stati coinvolti a Bangalore (India) e con la Farnesina a New York (Usa) ora il Giappone è un’altra opportunità. Racconteremo e porteremo una ventata romagnola di Buon Vivere e di quanto il nostro territorio sia interessante per la diversa prospettiva culturale che propone fatta di ricerca, di relazione e di ospitalità. Fatta di bellezza e di molteplicità di esperienze da poter vivere e scoprire. Daremo, con passione ed entusiasmo, il nostro contributo affinché chi ci ascolta decida di venire a visitarci, perché gli operatori internazionali presenti e i giornalisti di settore scoprano il “buon vivere”, la nostra terra e la Romagna come luogo da non poter più fare a meno di promuovere.” Nel programma delle conferenze le altre realtà italiane coinvolte insieme al Buon Vivere sono la Sicilia, Napoli e Venezia.

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