Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

La drammatica situazione del giornalismo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

E’ caratterizzata dal calo delle vendite, dai giornalisti mal pagati o non pagati, quindi sfruttati, dalla graduale diminuzione delle fonti – induce a riflettere e ad analizzare le cause della catastrofe in atto. Se il web, con i giornali online, è riuscito nel giro di pochi anni a dimezzare le vendite dei giornali cartacei, riducendoli a mezzi di informazione obsoleti, buona parte della crisi in atto, tuttavia, è da addebitare proprio alle tradizionali e storiche testate che non sono riuscite (o non hanno voluto) a compiere una rivoluzione necessaria. Ancorato ai vecchi schemi, il cartaceo vive, attualmente, un momento pessimo, nonostante i finanziamenti pubblici percepiti finora: le vendite diminuiscono vertiginosamente, la pubblicità segue la stessa sorte, i lettori si informano in rete, che è veloce, brucia i tempi e i giornali che, quando approdano nelle edicole, risultano contenere notizie già vecchie e quindi prive di interesse. Sarebbe stata necessaria una riorganizzazione totale in ogni redazione e un adeguamento ai tempi per fronteggiare il cosiddetto ‘online’. In questo contesto, a farne le spese sono stati, in particolar modo, i giornalisti, molti dei quali licenziati per effetto dei tagli nelle redazioni in crisi, tanti altri, invece, pagati in maniera vergognosa, nel silenzio, e spesso con il placet, del sindacato. È molto alta, infatti, la percentuale dei giornalisti che firma contratti discutibili sotto ogni punto di vista e che percepisce due millesimi di euro lordi a battuta. Una professione svilita che non consente a nessuno di poter vivere di questo lavoro, in cui sono evidenti le responsabilità del sindacato sui risibili trattamenti economici, concordati in combutta con gli editori (ricordiamo quando Franco Siddi, segretario della FNSI nazionale, si inchinò ignominiosamente al tavolo con gli editori, svendendo la dignità del lavoro giornalistico e riducendo in miseria tanti colleghi), che portarono a un accordo paradossale, le cui conseguenze si ripercuotono pesantemente sui giornalisti e sulla stampa in genere.
Paghe minime, dunque, e super lavoro, giornalisti-crumiri che lavorano quasi gratis solo per ottenere altri benefici personali e progressiva perdita delle fonti, che nel marasma della ‘notizia a tutti i costi’, vista la fame dei giornalisti, si sono trincerate dapprima nel ‘no comment’ e in seguito sono sparite quasi del tutto. Senza tralasciare la paura delle querele e i costi esorbitanti che esse comportano, causa primaria delle linee accondiscendenti adottate da tante testate. Non possiamo, a questo punto, non far menzione dei contributi sotto varie forme elargiti da diversi politici, amministratori e imprenditori ai giornali in crisi, piccole boccate d’ossigeno a cui deve poi corrispondere la ‘marchetta’ o l’occultamento di certe notizie dannose per il politico o l’amministratore o l’imprenditore spesso prestato alla politica. Anni fa, la sfida del futuro, che è l’oggi, non è stata colta, gli editori dettano, incontrastati, le loro leggi e l’informazione è sempre più discutibile.
(By Alessio Algeri) http://www.africa-express.info

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