Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Le Monde Diplomatique parla a M5S-Lega

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Simula lo scenario di un governo che lotta contro l’asservimento nazionale (economico e politico) al sistema finanziario internazionale. Per Le Monde Diplomatique di luglio e di ottobre 2018: “L’investitore non vota” e “Lo scenario di un braccio di ferro con i mercati”, di Renaud Lambert e Sylvain Leder. Lo facciamo per tre principali motivi:
1. in essi viene fatta una “denuncia informata” del funzionamento del sistema finanziario della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e, soprattutto, dell’azione che essa svolge attraverso le sue istituzioni (FMI, BCE, l’UE, ecc.) e strumenti come “l’aumento dello spread” e il non acquisto di titoli di Stato (e in casi come il Venezuela, la Corea del Nord, Cuba, Iran e altri “Stati canaglia” con l’embargo, le sanzioni economiche, le aggressioni militari) per cercare di condizionare e indirizzare i governi dei vari paesi in modo confacente al processo di valorizzazione del capitale dei gruppi imperialisti che la compongono (in particolare dei gruppi imperialisti USA e franco-tedeschi che in essa “fanno la parte dei leoni” e che, allo stesso tempo, sono tra loro sempre più ai “ferri corti”). Lo studio degli articoli sicuramente sarà istruttivo per quanti vogliono comprendere meglio il funzionamento del sistema finanziario internazionale e l’azione svolta dalla Comunità Internazionale;
2. il tema centrale dei due articoli è la lotta contro l’asservimento nazionale (economico e politico) al sistema finanziario della Comunità Internazionale, lotta che forse il governo M5S-Lega si appresta a sostenere. Gli autori degli articoli mostrano come esponenti della sinistra borghese, desiderosi e amanti della sovranità nazionale del proprio paese, immaginano che un governo borghese possa emanciparsi da quell’asservimento e affermare la sovranità nazionale.
A differenza di altri esponenti della sinistra borghese, gli autori degli articoli partono dal presupposto che per rompere con l’asservimento nazionale occorre un governo, che non esistono “scorciatoie” e non basta moltiplicare le lotte rivendicative, radicalizzarle ed estenderle e avere (conquistare attraverso le elezioni) in Parlamento una “sponda politica” che raccoglie e sostiene queste lotte e rivendicazioni. Ci vuole un governo autorevole e deciso ad andare fino in fondo, anche adottando misure come la nazionalizzazione di (alcune) banche e aziende capitaliste, la reintroduzione di restrizioni al libero movimento dei capitali e alla libertà d’azione delle banche (per contrastare la fuga di capitali, limitare le somme che i privati possono ritirare agli sportelli della loro banca), i prestiti forzosi presso banche e compagnie di assicurazione, le epurazioni di dirigenti della Pubblica Amministrazione, ecc. Queste e altre sono le misure che gli autori indicano nella loro “simulata” di un ipotetico governo francese in rottura con la Comunità Internazionale e protagonista di un “combattimento” a colpi di misure e contro-misure economiche e politiche;
3. gli articoli sono utili e istruttivi però anche per gli errori di concezione del mondo (e quindi di linea politica che ne discendono) degli autori, i quali però riconoscono che nei loro ragionamenti ci sono dei limiti che non sanno come superare. Li indichiamo:
a) gli autori danno per scontate cose che non lo sono e che non sono di poco conto: la lealtà delle Forze Armate e del grosso dei funzionari statali, l’opposizione solo economica e finanziaria da parte dei capitalisti (quindi che essi si attengano a leggi e alle direttive delle autorità), ecc. Il loro ragionamento, infatti, mette al centro l’aspetto nazionale e la lotta contro le forze della Comunità Internazionale esterne al paese (i gruppi imperialisti degli altri paesi), senza considerare che in ogni paese imperialista ci sono classi antagoniste e due campi contrapposti (quello delle masse popolari e quello della borghesia imperialista), che la borghesia imperialista di un paese per valorizzare il proprio capitale deve sfruttare le masse popolari e che essa è parte integrante della Comunità Internazionale. Costituisce quindi la “quinta colonna” contro cui lottare, il nemico principale contro cui combattere per spezzare realmente le catene: essa opporrà una furiosa resistenza e metterà in campo una sistematica opera di sabotaggio dell’azione del governo, ricorrendo a tutte le forze e a tutti i mezzi a sua disposizione;
b) “gli autori sono ben coscienti che le loro proposte si scontrano con un paradosso: come preparare la popolazione alla lotta che il governo si appresta ad affrontare [contro la Comunità Internazionale (CI) dei gruppi imperialisti europei e USA ndr] e alle fatiche che essa comporta senza provocare l’ira dei mercati e la catastrofe economica alla quale questa può condurre… prima ancora di essere arrivati al potere?”. Questa nota, presente in calce al secondo articolo, sintetizza bene un secondo limite di concezione degli autori. Essi, infatti, non concepiscono l’organizzazione delle masse popolari (innanzitutto nelle aziende capitaliste e nelle aziende pubbliche) come l’aspetto fondamentale di tutto il processo di lotta contro la Comunità Internazionale e per la sovranità nazionale, la forza principale su cui deve poggiare la lotta per l’affermazione di un governo come quello che essi indicano e, anche, per l’attuazione delle sue misure di emergenza. Il governo solo se poggia su una fitta rete di organizzazioni di azienda (aspetto principale) e territoriali può restare in piedi, contrastare sabotaggi e boicottaggi e dare continuità alla produzione e distribuzione dei beni e servizi necessari per la vita corrente. Solo se le aziende continuano a produrre e la distribuzione dei beni e servizi prosegue, il paese può continuare a funzionare: senza questa continuità parlare di sovranità nazionale è una pia illusione.
Per approfondire la comprensione del funzionamento del sistema finanziario internazionale e l’azione svolta dalla Comunità Internazionale consigliamo lo studio dell’articolo del (n)PCI “La lezione della Grecia” (La Voce n.50). Mentre per un bilancio del governo Tspiras, per le lezioni tratte da quella esperienza e per una sintesi delle misure che deve adottare e dei mezzi di cui deve dotarsi un governo che vuol rompere con la Comunità Internazionale, consigliamo l’articolo “Risposte ad alcune lettere alla redazione” (La Voce n.49). Lo studio di questi articoli permette di approfondire quanto trattato nei due articoli de Le Monde Diplomatique che qui proponiamo, valorizzandone gli aspetti positivi e, allo stesso tempo, superando gli errori politici in essi contenuti. Conoscere la realtà per trasformarla! (fonte: Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo CARC)

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