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Archive for 9 novembre 2018

Celebrazioni per il centenario dell’Armistizio della prima guerra mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Parigi. Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, parteciperà domani e domenica (10-11 novembre) alle celebrazioni organizzate dal governo francese, a Parigi, in occasione del centenario (1918-2018) della firma dell’Armistizio che pose fine al primo conflitto mondiale.
Il Presidente francese, Emmanuel Macron, riceverà Tajani domani sera al Musée d’Orsay, dove si terrà una cena ufficiale con cinquanta capi di Stato e di governo, nonché degli alti rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali.Domenica mattina (11 novembre), al termine di un incontro all’Eliseo, Tajani prenderà parte alle 11.00 alla solenne cerimonia militare all’Arco di Trionfo, insieme alle delegazioni dei capi di Stato e di governo, in memoria dei caduti della “Grande guerra”.Nel pomeriggio, Tajani interverrà al Forum della Pace, in programma a partire dalle 15:30 alla Grande Halle de la Villette.A conclusione dei lavori, Tajani depositerà presso il Fondo librario della Biblioteca della Pace – insieme agli altri leader – un libro di sua scelta, preso a simbolo del primo conflitto mondiale. Tajani ha scelto di donare “La guerra dei nostri nonni (1915-1918): storie di uomini, donne, famiglie” scritto da Aldo Cazzullo, giornalista del “Corriere della Sera”.

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Berlino, 9 novembre 1938: La notte dei cristalli

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

By Emanuel Baroz. Con il pretesto dell’uccisione a Parigi del terzo consigliere d’ambasciata da parte di un giovane ebreo per vendicare la deportazione della sua famiglia, venne attuata in tutta la Germania questa notte di terrore orchestrata dalla propaganda di Goebbels, per punire quest’ultimo oltraggio degli ebrei al popolo tedesco.La notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 si consumava in Germania uno dei più odiosi e ignobili attentati contro la comunità ebraica tedesca, passato alla storia e tuttora ricordato come la “notte dei cristalli”. Lo spunto fu l’atto di un ragazzo ebreo diciassettenne che, vistosi ripetutamente negato il rinnovo del passaporto, andò all’ambasciata tedesca di Parigi ed esplose cinque colpi di pistola al secondo consigliere, von Rath, ferendolo gravemente. E ancora una volta il caso giocò un ruolo determinante nella successione degli avvenimenti. Von Rath morì il 9 novembre, mentre tutti i “magnati” del regime erano a Monaco per festeggiare con Hitler il 9 novembre 1923: quel giorno, in uno scontro con la polizia berlinese che ne stroncò il tentativo insurrezionale, Göring era stato ferito e Hitler arrestato. Verso le ore 21, un messo si avvicinò a Hitler e gli sussurrò la ferale notizia: von Rath era morto. Cosa successe dopo lo dicono le cronache di allora. Un’orgia di sangue e di violenza, magistralmente guidata, si abbatté sulla comunità ebraica tedesca: migliaia di vetrine di negozi ebrei infrante a colpi di mazze e bastoni; sessanta sinagoghe incendiate; trentamila ebrei tirati giù dai propri letti nel cuore della notte, in parte ammazzati a bastonate mentre altri “barbari” buttavano dalle finestre i mobili; i superstiti trattenuti in arresto per essere inviati a morire a Dachau e a Buchenwald; le piazze delle città trasformate in enormi bracieri, ove furono bruciati migliaia di libri non graditi ai nazisti.Si avverava la profezia del poeta Heinrich Heine, che quasi un secolo prima aveva ammonito: “Ricordatevi che prima si bruciano i libri e poi si bruciano gli uomini”.

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione plenaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Strasburgo 12 – 15 novembre 2018 I principali temi all’ordine del giorno:
Bilancio a lungo termine: il PE fissa le priorità. I deputati adotteranno mercoledì la loro posizione negoziale sul prossimo bilancio 2021-2027, che prevedrà i fondi destinati a tutti i programmi europei.
Angela Merkel discuterà il futuro dell’Europa con i parlamentari europei. La cancelliera tedesca Angela Merkel discuterà martedì alle 15.00 il futuro dell’Europa con i deputati europei e con il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
Modernizzare i diritti dei passeggeri ferroviari. Le proposte per l’aggiornamento delle norme europee sui diritti dei passeggeri ferroviari saranno sottoposte a votazione giovedì.
Stretta ai costi delle chiamate intra-UE da maggio 2019. Nuove norme sulle telecomunicazioni per limitare i prezzi delle chiamate intra-UE, sostenere le reti super veloci 5G e creare un sistema di allarme per le emergenze saranno votate mercoledì.
Cerimonia di consegna del Premio Lux 2018. Il Presidente del PE Antonio Tajani rivelerà il vincitore del Premio Lux 2018 mercoledì alle 12.00 nell’emiciclo di Strasburgo.
Energia: nuovi obiettivi per le rinnovabili e l’efficienza energetica. Per combattere il cambiamento climatico, i deputati voteranno martedì obiettivi vincolanti per la crescita delle energie rinnovabili (32%) e per l’efficienza energetica (32,5%).
Il Parlamento chiederà una stretta sul controllo delle esportazioni di armi.
Strategia ONU sulla migrazione: il ruolo dei Paesi dell’UE
Nuovi limiti alle emissioni di CO2 per camion e più autobus elettrici entro il 2030
I deputati chiedono norme UE per garantire i diritti delle minoranze
Adriatico: piano pluriennale per regolare le opportunità di pesca
Visti umanitari per evitare la morte dei rifugiati
Reddito minimo in Europa. Il Parlamento europeo discuterà la possibilità di introdurre un reddito minimo per tutti i cittadini dell’UE. Il dibattito, che si terrà mercoledì alle 15:00 con la Commissione europea, è stato proposto dal gruppo EFDD, di cui fanno parte i deputati europei del Movimento 5 Stelle.Nell’ottobre 2017, la Plenaria ha approvato una risoluzione dove si invitavano “tutti gli Stati membri a introdurre regimi di reddito minimo adeguati, accompagnati da misure di sostegno al reinserimento nel mondo del lavoro”. Ogni gruppo politico del PE ha la possibilità, a rotazione, di scegliere il tema del dibattito di attualità per ogni seduta plenaria. minimo per tutti i cittadini dell’UE.

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“Nasce l’asse tra Fratelli d’Italia e i conservatori e sovranisti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Sono guidati dal gruppo di Vysegrad del partito di governo polacco. Inizia la battaglia contro l’Europa di Bruxelles, per difendere l’identità dei popoli europei, le nostre radici classiche e cristiane, la famiglia tradizionale e la sovranità degli Stati nazionali. La nostra Europa delle patrie e delle cattedrali, contro l’Europa dei burocrati, della grande finanza e dell’immigrazione incontrollata. Le prossime elezioni europee del 26 maggio rappresentano uno spartiacque per il futuro dell’Europa, e FdI intende essere protagonista di questo cambiamento. Quello di oggi è anche un altro importante passo verso la costituzione in Italia di un grande movimento conservatore e sovranista, che parta da Fratelli d’Italia e sappia aprirsi al contributo di altre storie e culture del campo del centrodestra, come Raffaele Fitto, attuale vice presidente del ECR nel Parlamento europeo».È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, oggi a Bruxelles per incontrare i vertici dei conservatori europei e partecipare alla riunione del loro gruppo parlamentare.

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Irion Innovation Day: le novità della software house per il 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Anticipazioni, success story e networking, al centro di Irion Innovation Day, la giornata interamente dedicata al mondo dei dati come elemento di successo per il business, organizzata annualmente da Irion, software house italiana specializzata nell’Enterprise Data Management.
Nel corso della giornata è stata presentata Irion EDM 2019, la nuova versione della piattaforma all-in-one per lo sviluppo di soluzioni Enterprise Data Management, basata su tecnologie proprietarie uniche e distintive che la rendono flessibile, scalabile e altamente performante. Con questa release, disponibile dal primo trimestre 2019, la piattaforma migliorerà ulteriormente performance e produttività, permettendo il continuo tuning e monitoring delle soluzioni, grazie a nuovi motori (SQL Engine; Python Engine) e nuove potenzialità. Una significativa novità arriva inoltre dalla partnership con Microsoft: grazie alla scalabilità e all’agibilità offerte da Microsoft Azure, Irion EDM 2019 sarà disponibile in cloud. La cloud roadmap di Irion passa da IaaS a PaaS, a SaaS (con soluzioni verticali specifiche), per arrivare a sfruttare anche le funzionalità di SQL Server 2019 come PolyBase e Big Data Cluster.Da sempre, una delle caratteristiche dell’offerta di Irion sono i suoi Add-On Ready to Go (RTG): soluzioni verticali, estensioni della piattaforma, pronte all’uso che indirizzano specifiche esigenze di mercato, garantendo brevi tempi di realizzazione e riducendo al minimo lo sviluppo del codice. La generazione 2019 degli RTG Add On si arricchisce in particolare di Dots, un ambiente dichiarativo di modellazione che permette di rappresentare e navigare dati e informazioni, destinato a diventare un componente essenziale delle soluzioni Irion in vari ambiti dalla Data Governance, al Regulatory reporting, alla compliance al GDPR. Dots, basato sulla tecnologia Active Data Modeling, permette infatti la libera configurazione di un modello semantico in cui i “punti” (entità, oggetti, categorie, classi) e le loro relazioni sono definiti dall’utente e subito attivi grazie alla logica dichiarativa della piattaforma Irion.

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In Europa i finanziamenti Early Stage superano i 3,6 miliardi di €.

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

LISBONA (Web Summit) Nonostante le incertezze legate alla Brexit, le startup del Regno Unito mantengono il primato relativo (24,59%) dei fondi ricevuti dalle startup tecnologiche Early Stage, ma i dati di trend prevedono un sorpasso al vertice da parte della Francia (oggi al 24,04%).L’accesso a un mercato che sappia offrire sviluppatori qualificati è uno dei principali motivi a frenare il dato di paesi come Spagna (3,9%), Italia (1,92%), o Portogallo (0,26%).A livello di numero assoluto di impiegati nel settore, infatti, gli sviluppatori italiani rappresentano intorno al 2% del numero globale (dietro solamente a UK, Francia e Germania), ma se rapportiamo il numero al dato della popolazione l’Italia scivola tra le ultime posizioni.Queste alcune delle evidenze presentate oggi al Web Summit di Lisbona da Tech.eu, Stripe e Techstars, che per comprendere meglio lo stato della tecnologia in Europa hanno rilasciato il primo di una serie di tre report suddivisi per segmento: Early Stage Technology (EST), Growth Stage e Late Stage Technology.Gli investimenti nelle imprese EST europee hanno raggiunto un nuovo massimo storicoLa tecnologia europea si sta rafforzando grazie a un capitale totale investito pari a 19 miliardi di euro nel 2017, con un aumento del 36% rispetto ai 14,3 miliardi di euro del 2016. Nello specifico, negli ultimi tre anni, gli investimenti nella Early Stage Technology in Europa hanno registrato una crescita senza precedenti sia nel finanziamento totale che nel volume degli investimenti effettuati. Secondo la nuova ricerca pubblicata oggi, gli investimenti nella Early Stage Technology [1] (EST) in Europa sono aumentati di quattro volte nel periodo che parte dal primo semestre 2015, passando da 875 milioni di euro investiti nei primi sei mesi del 2015 a più di 3,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2018.La Francia e il Regno Unito sono più forti quando si tratta di investimenti EST, ma il resto dell’Europa è in ritardo. I dati rivelano come la Francia e il Regno Unito si trovino testa a testa quando si tratta di investimenti EST. La Francia ha raccolto quasi un quarto (24,04%) degli accordi EST in Europa, appena meno del 24,59% del Regno Unito (a sottolineare la forte crescita dello scenario startup francese negli ultimi cinque anni). Le imprese EST francesi ed inglesi ricevono quindi una fetta maggiore della torta rispetto ad altri paesi europei come la Spagna (3,9%), l’Italia (1,92%), o il Portogallo (0,26%). Una serie di fattori, tra cui l’accesso al talento degli sviluppatori, può influenzare significativamente la quantità di investimenti nei vari paesi: Regno Unito, Francia e Germania hanno infatti il maggior numero di sviluppatori in Europa.
Le prime due città in Italia per numero di sviluppatori (una stima calcolata sul numero di account attivi sulla piattaforma GitHub) sono invece Milano e Roma, rispettivamente 29esima e 31esima per numero assoluto di iscritti, un dato paragonabile a quello di città dal più ridotto numero di abitanti come Breslavia e Edimburgo.

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Tumori e il dolore intenso

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Dura da mezz’ora a 60 minuti. In una scala da 0 a 10 può raggiungere picchi di 8-9. È il dolore episodico intenso (BTP, BreakThrough cancer Pain), che interessa ogni anno in Italia 150mila nuovi pazienti oncologici, con un impatto significativo sulla qualità di vita nell’85% dei casi. Una forma di “dolore nel dolore”, perché queste persone convivono anche con il cosiddetto “dolore di fondo”, trattato con farmaci a base di oppioidi. È italiano il primo studio al mondo che ha indagato nel dettaglio il disturbo, per definire le strategie migliori per affrontarlo. Si chiama IOPS-MS, ha coinvolto 4.016 pazienti di 32 centri e viene presentato oggi al Ministero della Salute in un convegno nazionale. “Il dolore episodico intenso è ancora sottovalutato e trattato in modo non corretto – spiega il prof. Paolo Marchetti, Direttore Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I di Roma e Ordinario di Oncologia all’Università La Sapienza -. I pazienti oncologici curati per il dolore di fondo con morfina (almeno 60 mg al giorno) possono presentare crisi molto intense nella giornata. Nello studio abbiamo voluto caratterizzare questa forma di sofferenza dei pazienti in trattamento con morfina, per fornire indicazioni precise non solo sulla diagnostica differenziale ma anche sulla terapia. Suggerimenti che si traducono in un vantaggio per la qualità di vita del malato e per la sua adesione ai trattamenti. Vogliamo cioè trasmettere agli operatori le conoscenze per individuare in poco tempo questo tipo di sofferenza, perché non rimanga un bisogno non riconosciuto. La terapia più efficace è rappresentata dagli oppioidi a rapido inizio d’azione (ROO, rapid onset opioid), che vantano una comparsa dell’effetto in meno di 15 minuti e una durata inferiore a 2 ore, caratteristiche che corrispondono a quelle considerate ideali per il trattamento del breakthrough cancer pain”. Nel 2018 in Italia sono stati stimati 373mila nuovi casi di tumore, più del 50% presenta dolore cronico di fondo: circa l’85% di questi ultimi convive anche con la forma episodica intensa. “La strategia farmacologica per il trattamento del BTP prevede l’ottimizzazione della terapia antalgica ad orario fisso per il dolore di base e l’utilizzo di dosi supplementari di farmaci, in genere oppioidi, al regime analgesico di base – afferma il prof. Giuseppe Tonini, Responsabile Oncologia Medica Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma -. Idealmente queste ultime dovrebbero rispecchiare l’andamento temporale del BTP, cioè avere un effetto rapido, una breve durata di azione, effetti collaterali limitati e facilità di assunzione, soprattutto nell’ambiente domiciliare. Ciononostante, la morfina a pronto rilascio viene spesso utilizzata per gestire gli episodi di dolore intenso, benché la sua efficacia compaia solo dopo 30-40 minuti, quando il sintomo sta scomparendo o è già scomparso. Oppure, al posto dei ROO, viene aumentata la dose di morfina di base. In questo modo i pazienti vengono lasciati per troppo tempo in una situazione di sovradosaggio, con conseguente incremento della possibilità di effetti collaterali e peggioramento della qualità di vita. I ROO invece consentono di mantenere il dosaggio di morfina di base al livello più basso, coprendo il bisogno del malato solo quando è necessario per ogni singolo episodio di dolore intenso”. Nello studio IOPS-MS, pubblicato sulla rivista Cancers, l’età media dei pazienti arruolati era di circa 65 anni, colpiti da diversi tipi di neoplasia e in differenti condizioni assistenziali, cioè curati nei reparti di oncologia, in hospice, in day hospital o al domicilio. La frequenza media quotidiana del BTP era pari a 2,4 episodi al giorno (il 64,4% ne presentava 1-2, il 29,4% fra 3 e 4, il 6,2% arrivava fino a 5). L’intensità media del dolore era pari a 7,5, per la maggioranza dei pazienti (73,9%) di 7. Nel 69,5% dei casi il sintomo non era riconducibile a una causa particolare (BTP non prevedibile), quindi spontaneo e scollegato da atti volontari (ad esempio per tentativi di alimentazione, minzione, tosse o per movimenti in presenza di metastasi ossee). Il tempo necessario per raggiungere il picco più alto di dolore era inferiore o uguale a 10 minuti nel 68,9% dei pazienti e superiore a 10 minuti nel 31,1%. La durata media degli episodi (non trattati) era di 43,3 minuti. Per l’85% dei pazienti il breakthrough cancer pain ha causato limitazioni alle attività quotidiane (moltissimo per il 28,1%, molto per il 56%, poco per il 13,5%, per nulla per l’1,7%).
“Dallo studio è emerso che i pazienti risultavano più soddisfatti quando il trattamento farmacologico era in grado di fornire prontamente sollievo dal dolore – sottolinea il prof. Sebastiano Mercadante, Direttore Unità di Terapia del dolore e Cure di supporto, Dipartimento Oncologico La Maddalena di Palermo -. Vanno superate le consuetudini che finora hanno condotto gli oncologi a sottovalutare questa forma di sofferenza. Vi sono barriere di sistema, visto che per lungo tempo in Italia si è assistito a normative volte, da un lato, a disincentivare l’utilizzo non terapeutico degli oppioidi, dall’altro a regolamentarne l’uso. Gli stessi professionisti possono essere preoccupati e demotivati nella prescrizione dalla minuziosità formale delle normative sugli oppioidi. Le barriere professionali invece sono rappresentate dalla carenza di formazione nell’uso di questi farmaci. Va infine sottolineata la necessità di una corretta diagnosi differenziale fra l’esacerbazione di un dolore di fondo non ben controllato e gli episodi di BTP”.
“La prevalenza del dolore episodico intenso nei pazienti oncologici è condizionata dalle fasi della malattia, dalle diverse condizioni assistenziali e dal trattamento del dolore di base – conclude il prof. Augusto Caraceni, Direttore della Struttura Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione, della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano –. Se mediamente un paziente manifesta circa 2,5 episodi al giorno, questo significa che soffrirà per circa due ore al giorno di un dolore ad elevata intensità. Le linee guida nazionali ed internazionali raccomandano per il trattamento del BTP l’utilizzo di morfina orale a pronto rilascio per trattare gli episodi prevedibili. Gli oppioidi nelle formulazioni intravenose (morfina) o sottocutanee e quelle buccali sublinguali ed intranasali di fentanyl (cioè i ROO) hanno una maggiore rapidità di insorgenza rispetto alla morfina orale”.

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I rare siblings sono fratelli o sorelle di persone con malattie rare

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

È una definizione che riassume una relazione costellata di complessità, che può generare conseguenze significative sulla crescita individuale e la formazione di un individuo per le difficoltà che la gestione di una malattia rara comporta in ambito familiare. La specificità di questa condizione spesso viene sottovalutata; la maggior parte delle attenzioni sono concentrate sul paziente, e secondariamente sul caregiver. Per dare voce a queste persone, ai loro problemi come ai loro punti di forza nasce il progetto Rare Sibling, realizzato dall’Osservatorio Malattie Rare e in collaborazione con ANFFAS Onlus e Comitato Siblings Onlus, con il patrocinio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e grazie al supporto incondizionato di Pfizer.
La presentazione del progetto è avvenuta oggi a Roma all’Auditorium del Ministero della Salute, alla presenza, tra gli altri, di Salvatore Sciacchitano, Capo Segreteria del Sottosegretario al Ministero della Salute Armando Bartolazzi; di Serena Battilomo, Direttore Ufficio 9 Ministero della Salute; di Bruno Dallapiccola, Coordinatore di Orphanet Italia e direttore scientifico OPBG; Sen. Paola Binetti, Presidente Intergruppo Parlamentare Malattie Rare, neuropsichiatra infantile. “È molto diffusa la tendenza ad ignorare e a non gratificare i fratelli dei rari – ha dichiarato il prof. Bruno Dallapiccola, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, IRCCS, Roma – per i tanti valori positivi che esprimono, come la pazienza, la gentilezza, lo spirito collaborativo, l’altruismo, l’empatia, l’autocontrollo, la responsabilità, l’istinto protettivo, la capacità di esprimere orgoglio nei confronti dei fratelli ammalati ogni volta che raggiungono un nuovo traguardo. Sebbene l’esperienza che vive il fratello di un raro possa essere positiva -prosegue Dallapiccola – e l’impegno ed il lavoro fatto con il fratello affetto possa rafforzare i rapporti intra-familiari, è necessario vigilare sul potenziale rischio che insorgano difficoltà di adattamento nei confronti di situazioni oggettivamente difficili o molto difficili. Un ampio studio di qualche anno fa, che aveva arruolato 245 coppie di fratelli – rispettivamente non-affetti e affetti – ha dimostrato che i fratelli dei rari, rispetto ad oltre 6.500 coppie di fratelli che crescono senza patologie, hanno un rischio tre volte maggiore di sviluppare problemi nei rapporti interpersonali, nel benessere psicofisico, nei risultati scolastici (Goudie et al, 2013, Pediatrics). I fratelli adulti dei rari possono persino avere maggiori problemi in ambito lavorativo”.Quanti sono i rare siblings? Considerato l’interesse relativamente recente verso il fenomeno, i dati a disposizione sono scarsi. Secondo i dati forniti dall’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù, oltre il 5% dei bambini e dei ragazzi con meno di 16 anni sono fratelli o sorelle di bambini con malattia rara (quasi 450.000 ragazzi in Italia). Nel Regno Unito è stato calcolato che oltre mezzo milione di fratelli giovani e 1,7 milioni di fratelli adulti assistono fratelli o sorelle con problemi di disabilità. Il progetto Rare Sibling affronta perciò un tema di dimensioni sociali rilevanti.

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In cordata: Narrazioni di montagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Torino Lunedì 12 novembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9 la quarta tappa di IN CORDATA coincide con il ritorno di uno scrittore amatissimo. È Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega con il suo fortunato Le otto montagne (Einaudi), caso editoriale tradotto in moltissimi paesi. Il nuovo romanzo si intitola Senza mai arrivare in cima (Einaudi), taccuino di viaggio che restituisce il senso del bisogno di avventurarsi sulle vette. Infatti, che cosa cerchiamo davvero quando andiamo in montagna? Se in Occidente procedere sui monti significa scalare una vetta, in Oriente può voler dire pellegrinare sulle pendici dell’Himalaya senza mai profanare la sommità. L’incontro dello scrittore con la tradizione dei montanari del Dolpo, è un tuffo dentro una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Senza mai arrivare in cima è un racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come ci si perde e ci si ritrova camminando, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano. Paolo Cognetti racconta le notti infinite in tenda con l’amico Nicola, l’assoluta magnificenza della natura, l’alterità dei luoghi e delle persone che s’incontrano, il saliscendi del cammino in alta quota, il dislivello come srotolarsi di una vera e propria trame del corpo e dello spirito.

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Restauro del Crocifisso dipinto del Maestro del Crocifisso Corsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Firenze lunedì 12 novembre 2018 ore 17.30 Galleria dell’Accademia Via Ricasoli, 58-60 il Direttore Cecilie Hollberg invita all’incontro, durante il quale i restauratori Rita Alzeni, Roberto Buda e Aviv Fürst insieme al curatore del dipartimento Angelo Tartuferi illustreranno il restauro del Crocifisso dipinto del Maestro del Crocifisso Corsi. La grande croce dipinta conservata dal 1919 alla Galleria dell’Accademia di Firenze si trovava in origine nell’antica chiesa di san Piero a Scheraggio, oggi inglobata nel fabbricato delle Gallerie degli Uffizi. L’ignoto artista autore dell’opera – databile al 1315 circa – è stato battezzato dagli studiosi con la denominazione convenzionale Maestro del Crocifisso Corsi, in base a una croce simile a questa, ma di proporzioni assai più contenute, appartenente un tempo alla collezione Corsi di Firenze. Si tratta di un pittore operante nel primo quarto del secolo XIV, che lascia trasparire nelle opere più antiche che gli si possono attribuire una formazione sulla cultura pittorica locale dell’ultimo Duecento, ma che registra con attenzione – seppure con una spiccata indipendenza di accenti stilistici – le novità introdotte da Giotto, specialmente nell’ambito del fondamentale tema iconografico del Crocifisso. Il restauro appariva particolarmente necessario perché l’opera presentava alcune criticità assai problematiche, soprattutto in relazione al supporto ligneo, alla superficie pittorica – abrasa in più punti e con lacune importanti – e perfino nelle parti dorate. Le operazioni di restauro intraprese sono state discusse e decise dai diversi operatori coinvolti in un contesto assai stimolante e proficuo per l’acquisizione di esperienza in questo settore specifico particolarmente delicato. Le conferenza ha la durata di circa un’ora, l’ingresso è su invito fino ad esaurimento dei posti.

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Diabete e pressione alta, pochi controlli e poca percezione dei rischi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta: normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è una appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta. Questo è l’allarme che viene lanciato dalla SIIA, Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa.
“Un diabetico di tipo 2 – dichiara Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa. Una pressione elevata, se non curata, può dar luogo a complicanze a carico di cuore, cervello e/o rene, ovvero infarto del miocardio, infarto cerebrale e/o insufficienza renale cronica, senza dimenticare la malattia vascolare degli arti inferiori, i disturbi della sfera sessuale e/o cognitivi”.
“E’ un vero peccato che l’attenzione nei confronti della pressione arteriosa, malgrado tutti i nostri sforzi educazionali, sia ancora non soddisfacente – continua Ferri -visto che tre italiani ipertesi su dieci non sanno di avere la pressione alta e non c’è l’abitudine di controllare la pressione arteriosa a casa propria anche se si è sani, sebbene gli apparecchi validati in commercio siano di modesto costo, ma affidabili”. Quali sono i segnali che la pressione è alta? L’ipertensione arteriosa è comunemente asintomatica, ma può manifestarsi con alcuni sintomi non correlati che possono svelare la presenza di pressione elevata (cefalea, vertigini, acufeni e/o disturbi della sfera sessuale). Tra i fattori di rischio favorenti la comparsa di ipertensione sono il fumo, l’obesità, la dieta scorretta con uso eccessivo di sale, la sedentarietà e lo stress. Tra le patologie concomitanti, oltre al diabete mellito, ci sono anche malattie renali, cardiache e/o cerebrovascolari. “Un diabetico che si cura appropriatamente, anche quindi normalizzando i propri valori pressori – conclude Ferri – può condurre una vita assolutamente normale”. La prevenzione della comparsa dell’ipertensione arteriosa e degli altri fattori di rischio cardiovascolare, la cura di tutte le possibili patologie coesistenti, l’adozione di uno stile di vita sano, il trattamento antiipertensivo efficace con nutraceutici e/o farmaci, l’aderenza e la persistenza alla terapia prescritta, sono tutte strategie indispensabili per prevenire questo disturbo oppure evitarne i danni.

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“Sussidiarietà e… giovani al Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Milano lunedì 12 novembre 2018 ore 9.30 Sala Colucci Palazzo Castiglioni Unione Confcommercio Corso Venezia, 47 Introduce e modera: Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà Presentazione del Rapporto:
Alberto Brugnoli, Professore di Economia applicata, Università degli Studi di Bergamo Intervengono:Sergio Bassanetti, Vicepresidente UCIMU-Sistemi per produrre, Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD, Chiara Carotenuto, Ufficio Studi PwC, Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ, Vito Grassi, Presidente Unione Industriali Napoli, Amedeo Lepore, Professore ordinario di Storia economica, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Umberto Ranieri, Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa. Una grande verità è rimasta nascosta per troppo tempo nel dibattito pubblico: la ripresa dell’Italia è la ripresa del suo Meridione. Una battaglia tutt’altro che persa e, anzi, ancora tutta da giocare.
Come? Il nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… giovani al Sud” affronta il tema offrendo una lettura originale dei problemi e delle opportunità di sviluppo del Meridione d’Italia.
I rilievi emersi dalla ricerca danno motivi di speranza. Senza negare i nodi irrisolti radicati nella storia, l’indagine dice che ci sono tutti gli elementi per ripartire, che c’è la possibilità per i giovani del Mezzogiorno di costruire il loro futuro e, con esso, lo sviluppo dei loro territori. Quello che serve a tale scopo però è una “scossa”, un cambiamento di visione: il Sud Italia non è periferia ma, secondo un’intuizione secolare e un dato geografico, è un centro. In particolare, il centro di una delle aree di maggiore interesse al mondo, quella del Mediterraneo.

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Le principali vittime del diabete sono i denti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

In Italia ci sono 3,9 milioni di persone che soffrono di diabete mentre sono ben 8 i milioni di italiani che hanno sviluppato una parodontite, con forme spesso gravi. Quello che non tutti sanno è che queste patologie sono spesso correlate: chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontite e, viceversa, chi soffre di parodontite ha una maggiore tendenza a sviluppare il diabete. L’allarme viene dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) che partecipa alla Giornata Mondiale del Diabete, il 14 Novembre.La parodontite, o piorrea, è una malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse del mondo e coinvolge i tessuti di sostegno del dente, dalla gengiva all’osso. Tra i sintomi principali, il sanguinamento gengivale. La parodontite, se non trattata, non solo può portare alla perdita dei denti, afferma Mario Aimetti, Presidente della SIdP, ma è anche la seconda causa di infiammazione cronica sistemica dopo l’obesità. Questo impatto sistemico influenza anche l’insorgenza e il decorso del diabete. La maggiore suscettibilità alla parodontite nei diabetici è, infatti, dovuta alla risposta immunitaria alterata verso i batteri presenti nella placca batterica, causa d’insorgenza della parodontite. Esiste poi una relazione diretta tra la gravità e l’estensione della parodontite e il peggioramento del controllo glicemico: un diabete poco controllato provoca un incremento dell’attività di distruzione del collagene parodontale.
“Tra diabete e parodontite” afferma Luca Lione, diabetologo e odontoiatra – c’è una corrispondenza biunivoca: il soggetto con diabete ha una tendenza a sviluppare la parodontite e il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare il diabete. La parodontite inoltre è l’unica complicanza del diabete che, se curata, cura anche la patologia principale. Purtroppo manca ancora molta consapevolezza nei pazienti. Eppure basterebbe un poco di prevenzione in più per evitare i casi più gravi. Con un costo contenuto, la parodontite può essere prevenuta e trattata con successo nelle fasi iniziali”.
A partire, ovviamente dall’igiene orale ma anche a tanti segnali specifici, come il sanguinamento delle gengive, l’alterazione del gusto, la tensione gengivale, denti che si muovono. “Diabetologo e odontoiatra – aggiunge Lione – devono operare in stretta collaborazione”. Il primo deve invitare il paziente a controlli specifici anche in assenza di sintomi, mentre l’odontoiatra deve informare il paziente sull’associazione tra parodontite e altre patologie tra le quali il diabete e in caso di gravità dei sintomi e familiarità col diabete consigliare una visita specialistica.
In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, anche gli odontoiatri saranno nelle piazze per dare le giuste informazioni sull’importanza della salute orale e per somministrare un questionario di screening.

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Libro: Maria attraverso la pittura

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Milano Giovedì 15 novembre 2018 – ore 17.30 Galleria San Fedele via Hoepli, 3A Intervengono p. Andrea DALL’ASTA SJ, Direttore della Galleria San Fedele, Luca FRIGERIO, Giornalista e scrittore, introduce Romano CAPPELLETTO, Ufficio Stampa Paoline. La Chiesa, da sempre, ha annunziato e comunicato la fede anche per mezzo dell’arte, via della bellezza posta a servizio della pastorale, della teologia, della cultura e della sua stessa missione nel mondo. Consapevole della forza comunicativa delle arti, nel corso della sua storia millenaria, la Chiesa ha palesato un grande interesse verso tutta la produzione artistica, e artistico-figurativa nello specifico, fino al punto di considerarla Biblia pauperum, la Bibbia dei poveri.Proprio a partire da questo dato di fatto, l’Autore, attraverso le pagine di questo libro, ripercorre la vita di Maria e la fede che la Chiesa nutre verso di lei attraverso alcune delle più straordinarie opere d’arte, più o meno conosciute. Dal suo concepimento alla presentazione al tempio, dall’an­nunciazione fino alla sua glorificazione tra i santi, alcuni dei più grandi capolavori ripercorrono e ripresentano la vita di Maria, permettendo al lettore di entrare artisticamente nella sua vita e nel messaggio che essa custodisce.Tele, pale d’altare, affreschi, mosaici, introdotti e illuminati da brevi passi evangelici, aprono uno scorcio attraverso il quale si intrecciano la profondità dello sguardo di Maria e l’intensità del tratto e dell’opera degli artisti.
Un brano biblico introduce ogni opera a cui viene affidato il compito di aprire una finestra sulla vita di Maria. Così, pagina dopo pagina e opera dopo opera, l’Autore rioffre artisticamente al lettore tutta la vita della Madre di Dio, ripercorsa cronologicamente, dall’Immacolata Concezione all’Assunzione.
Vincenzo Francia, nato a Biccari (FG), è presbitero della Diocesi di Lucera-Troia (FG). Officiale della Congregazione delle Cause dei Santi, è docente di Iconografia Mariana presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum, di Roma. Ha collaborato con diversi periodici e ha pubblicato articoli e saggi su argomenti religiosi, storici e artistici.

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Sono veramente 18 milioni gli italiani colpiti da problemi mentali?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Roma venerdì 16 novembre 2018 dalle ore 20.00 alle ore 23.00 presso l’Hotel Bernini Bristol a Piazza Barberini 23 si terrà una conferenza intitolata «La coscienza rubata a tua insaputa: la voce del pensiero, la formazione dei problemi e la loro risoluzione»
Il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere. Secondo le stime dell’OMS, entro il 2030 le patologie psichiatriche saranno le malattie più frequenti a livello mondiale.«Tra tutte le condizioni morbose la depressione diventerà la seconda causa di disabilità» commenta Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it) che -basandosi sui dati dell’European Psychiatric Association (EPA) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)- ha stimato in 18 milioni gli italiani colpiti da problemi mentali, su un totale di 180 milioni di casi nell’intera Europa.Secondo l’OMS entro i prossimi 12 anni oltre il 20% della popolazione mondiale in età evolutiva arriverà a soffrire di una qualche forma di disturbo mentale, con il suicidio che diventerebbe la terza causa di morte in età adolescenziale.«In parallelo assisteremo ad un grande aumento dei disturbi della condotta, correlati a situazioni come dipendenza da sostanze, problemi relazionali, malattie, povertà» aggiunge Samuela Stano.Ma l’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it) rileva anche la presenza di una grande sofferenza a livello mentale che non raggiunge i criteri per essere diagnosticata, seppure condizioni e faccia soffrire larga parte della popolazione. «La coscienza governa il nostro pensiero che è il più grande agente ipnotico dell’individuo: nessuno può oltraggiare la tua vita fino alla morte, ma il tuo pensiero sì e se il tuo pensiero ti viene rubato sei perennemente in ipnosi: non puoi agire, non puoi prendere decisioni, non puoi conquistare ciò che desideri» spiega lo psicologo Stefano Benemeglio (www.stefanobenemeglio.com), padre delle Discipline Analogiche, direttore scientifico dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche. «In questo caso è la paura ad “ipnotizzare”, ma riprendere a governare la propria vita con il possesso della propria coscienza e del proprio libero arbitrio decisionale è possibile» assicura lo psicologo romano famoso per i molti esperimenti di successo portati avanti nelle sedi più prestigiose, includendo anche l’Ordine dei Medici di Madrid e l’Università «Pompeo Fabra» di Barcellona. (AJ-Com.Net). AJ/LL 05 NOV 2018 14:05 NNNN

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Lo stato dell’arte dell’agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

San Zenone di Minerbe (VR) Si terrà il prossimo 11 Novembre presso l’agriturismo ai Camini di Zambelli Gelmino l’appuntamento lanciato da Eurocoltivatori. In questo occasione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – l’organizzazione costituente della Confeuro si darà il compito di discutere con i suoi soci del momento che sta vivendo l’agricoltura italiana; soprattutto nella Regione Veneto, duramente colpita dai disastri ambientali di queste ore e causati anche dall’assenza di un piano strategico per la tutela del paesaggio.Il primario – continua Tiso – ha bisogno di essere visto ed interpretato come un modello alternativo a quello attuale, capace di mettere al centro i criteri della salvaguardia ambientale, della sostenibilità e dell’educazione al consumo.Il nostro compito, anche grazie al coraggio e alla dedizione al sacrificio di strutture come Eurocoltivatori, dovrà essere quello di riuscire a rappresentare al meglio i bisogni degli operatori del comparto e di convincere il governo della bontà di una proposta politica che abbia al suo centro proprio la ricerca di una nuova stagione agricola. L’agricoltura – conclude Tiso – può essere la risposta giusta a molte delle problematiche e delle criticità emerse in questi anni, ma per riuscirci ha bisogno di approfondimenti, analisi e discussioni che superino le solite cerchie e coinvolgano tutti coloro che a vario titolo tengono al rilancio dell’agroalimentare italiano.

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The stories left untold in America’s newsrooms

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

By Jon Allsop “Unfinished.” That’s the title of CJR’s latest print issue, released today, which focuses on race in journalism and “the stories left untold in America’s newsrooms.” The Race Issue features a range of perspectives on the continued under-representation of people of color in the media—situating the problem in its historical context, sizing up its statistical scale, and outlining the holes in coverage that result. Contributors include Vann R. Newkirk II, a staff writer at The Atlantic; Errin Haines Whack, the Associated Press’s National Writer for Race and Ethnicity; and Rebecca Carroll, special projects editor for WNYC and a critic-at-large for the LA Times. Also in the issue, Gustavo Arellano tackles the uncertain fate of Spanish-language news networks, E. Tammy Kim reflects on lopsided US media coverage of the Koreas, and Eric Deggans interviews David Simon, creator of The Wire, on how journalists could better cover the race beat.CJR’s website will roll out all the columns and features in the issue over the next two weeks. First up this morning, Guest Editor Jelani Cobb, a New Yorker staff writer and director of Columbia University’s Ira A. Lipman Center for Journalism and Civil and Human Rights, discusses “the cost of the status quo” when it comes to race in the media. At a launch event at Columbia Journalism School later today, Cobb will sit down with HuffPost Editor-in-Chief Lydia Polgreen (who serves on CJR’s Board of Overseers) following a roundtable discussion featuring Haines Whack, Atlantic staff writer Adam Serwer, CJR Editor and Publisher Kyle Pope, and former CJR Delacorte Fellow Karen K. Ho. You can livestream the whole event, which is being sponsored by the Ford Foundation and The Guardian, here from 2pm Eastern.In 2017, just 16.6 percent of journalists at daily newspapers in the US were people of color, despite non-white people comprising more than 37 percent of the population at large. “This underrepresentation of minorities is a more polite way of saying that there is an overrepresentation of white people in media,” Cobb writes. “Two years ago, the dearth of people of color at the Oscars generated the satirical #OscarsSoWhite hashtag. A #NewsroomSoWhite hashtag would now be equally fitting.”
For Cobb, this under-representation comes not at the cost of some “vague, frankly condescending idea of ‘inclusion,’” or the appearance of it. It matters, rather, because homogenous newsrooms miss critical stories and perspectives. Cobb cites several micro and macro examples of the trend: from tone-deaf crime coverage in the Bronx, to the Kerner Commission’s 50-year-old finding that the media missed the causes of the 1967 race riots, to euphemistic coverage of the 2016 election campaign “when unblinking assessments of racism and religious bigotry were warranted.”On the eve of the 2018 midterms—whose narrative has, if anything, hewed even more overtly to race—a spotlight has again shone on the timid language much of the media uses to describe racism (even though this language did not go away in between times). On Friday, a headline in the Times referred to the “racial stumbles” of Ron DeSantis, the Republican gubernatorial candidate in Florida; on Saturday, the same paper wrote about the “racially tinged remarks” of hard-right Iowa Congressman Steve King.The Times subsequently changed the latter article to call King’s remarks “racist”—small proof, perhaps, of the power of raised awareness. But as CJR’s new issue shows, journalism’s race problem is entrenched and multi-faceted. Elections loaded with racist rhetoric might seem like an opportune peg for the issue’s release. In truth, any time is a good time to grapple with the media’s failure of representation and its everyday consequences. (from: CJR Editors)

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Regulatory Changes and Growth Set to Boost Reinsurers’ Share of Asia Risk

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

In this episode of A.M.BestTV, attendees at the annual Singapore International Reinsurance Conference (SIRC) said market growth, combined with regulatory changes that emphasize solvency standards, should raise the amount of insurance premiums collected in Asia that is ultimately ceded to reinsurers. Click on http://www.ambest.com/v.asp?v=sirc21118 to view the entire program.The hot topic at this year conference in Singapore: how to increase reinsurance growth in Asia, which contributes less than 30% to the world’s insurance premiums and less than 15% to the entire reinsurance industry.“The ones that represent the most potential are the markets that show the biggest economic growth,” said William Ho, head of reinsurance, Asia, MS Amlin. “That is where the potential is and is why so many of us reinsurers and insurers are trying to grow in this region.”Jayne Plunkett, chief executive officer, reinsurance, Asia, Swiss Re, believes that China will be the area that will offer the most growth.“I think we will see most of the growth coming from China,” she said. “Part of that reason is because the regulator in China has a very disciplined and proactive approach about building the marketplace around liability, agriculture and health.”

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Zendesk To Present At Upcoming Investor Conferences

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Marc Cabi, Vice President of Strategy and Head of Investor Relations, will present at the UBS Global Technology Conference in San Francisco, California on Wednesday, November 14, 2018. Zendesk’s presentation is scheduled for 8:45 a.m., Pacific Time.
Tom Keiser, Chief Operating Officer, will present at the Wells Fargo Tech Summit in Park City, Utah on Tuesday, December 4, 2018. Zendesk’s presentation is scheduled for 2:20 p.m., Mountain Time.A live webcast of each presentation will be accessible by visiting Zendesk’s investor website at investor.zendesk.com. An archived version will be available for six months.
The best customer experiences are built with Zendesk. Zendesk’s powerful and flexible customer service and engagement platform scales to meet the needs of any business, from startups and small businesses to growth companies and enterprises. Zendesk serves businesses across a multitude of industries, with more than 125,000 paid customer accounts offering service and support in more than 30 languages. Headquartered in San Francisco, Zendesk operates worldwide with 16 offices in North America, Europe, Asia, Australia, and South America. Learn more at http://www.zendesk.com.

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Puma Biotechnology to Present at Credit Suisse Healthcare Conference

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Puma Biotechnology, Inc. (NASDAQ: PBYI), a biopharmaceutical company, announced that Alan H. Auerbach, Chairman, Chief Executive Officer, President and Founder of Puma, will provide an overview of the Company at 9:10 a.m. MST (8:10 a.m. PST, 11:10 a.m. EST) on Wednesday, November 14, at the Credit Suisse 27th Annual Healthcare Conference. The conference will be held at The Phoenician Resort in Scottsdale, Arizona.A live webcast of the presentation will be available on the Company’s website at http://www.pumabiotechnology.com. The presentation will be archived on the website and available for 30 days.
Puma Biotechnology, Inc. is a biopharmaceutical company with a focus on the development and commercialization of innovative products to enhance cancer care. The Company in-licenses the global development and commercialization rights to three drug candidates — PB272 (neratinib, oral), PB272 (neratinib, intravenous) and PB357. Neratinib, oral was approved by the U.S. Food and Drug Administration in July 2017 for the extended adjuvant treatment of adult patients with early stage HER2-overexpressed/amplified breast cancer, following adjuvant trastuzumab-based therapy, and is marketed in the United States as NERLYNX® (neratinib) tablets. NERLYNX was granted marketing authorization by the European Commission for the extended adjuvant treatment of hormone receptor-positive HER2-positive early stage breast cancer in September 2018. NERLYNX is a registered trademark of Puma Biotechnology, Inc.

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