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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 13 novembre 2018

A Gorizia i kimono e l’arte occidentale

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Gorizia 20 novembre, ore 18.00 Museo della Moda e delle Arti Applicate a Borgo Castello (Gorizia), dal 21 novembre prossimo al 17 marzo del 2019. inaugurazione mostra interamente dedicata ai kimono. Non kimono qualunque, ma quelli prodotti in Giappone tra il 1900 e gli anni ’40, pezzi che riflettono la volontà imperiale di occidentalizzare il Paese.
A proporre la Mostra è l’ERPAC – Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia. Tra i pochissimi musei dedicati alla moda presenti sul territorio nazionale, il Museo della Moda di Gorizia è ora anche il primo museo italiano a indagare un particolarissimo settore dell’arte, offrendo al pubblico uno spaccato inedito e sorprendente di storia culturale dichiara Raffaella Sgubin, direttore del Servizio Musei e Archivi storici di ERPAC e co-curatrice della rassegna.
Il periodo è uno dei più complessi e travagliati della storia giapponese, ovvero quello del passaggio da stato feudale a temuta superpotenza, culminato con il secondo conflitto mondiale. Da un punto di vista socio-culturale, il Paese del Sol Levante visse questo lasso di tempo (fine Ottocento/anni Quaranta del Novecento) con un atteggiamento conflittuale, in bilico fra il brivido delle novità provenienti da Oltreoceano ed il rassicurante attaccamento alla tradizione.
Nell’immaginario collettivo occidentale il kimono rappresenta l’icona stessa del Giappone nella sua veste suadente di raffinatezza ed esotismo. Ma pochi sanno che una cospicua parte dei kimono prodotti entro la prima metà del Novecento, cioè i kimono Meisen, sfugge decisamente a questa categoria, adottando fantasie suggerite dai movimenti d’Avanguardia (si va dalla Secessione viennese alla Scuola di Glasgow, dal Futurismo al Cubismo, dal Divisionismo all’Espressionismo astratto di Jackson Pollock), ispirate a contemporanei fatti di storia oppure ancora alle conquiste tecnologiche, in un eccitante e quanto mai sorprendente caleidoscopio di colori, fantasie, tecniche di decorazione e di tessitura, anche queste ispirate alla produzione tessile occidentale.
La mostra presenta 40 pezzi, tra kimono e haori (sovrakimono), una selezione particolarmente significativa del contesto illustrato, per far conoscere al pubblico un settore della produzione tessile giapponese fino ad oggi poco esplorato. I capi in mostra, come afferma Roberta Orsi Landini, sono vesti raffinate, destinate ad un ceto medio-alto, non confezionate per l’esportazione. Potevano essere apprezzate da persone di una certa cultura o anche semplicemente curiose o desiderose di apparire al passo con i tempi. Avevano certo tutte una visione: il loro Paese alla pari con le grandi nazioni del mondo, capace di assimilare le loro conoscenze, i loro costumi ma con l’orgoglio della propria diversità”.
I 40 esemplari esposti, insieme a obi, stampe, illustrazioni e riviste, provengono da una importante collezione italiana, la collezione Manavello. Tale collezione nel suo complesso è ben più numerosa, includendo capi da uomo, donna e bambino, sia tradizionali che non, oggetti e suppellettili attinenti all’abito e al suo contesto, quali calzature e accessori per capelli, oggetti per la cerimonia del tè, bambole e documentazione cartacea.

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Libro: Borghi collinari italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Roma Martedì 20 novembre 2018, alle ore 17, presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani (Piazza della Enciclopedia Italiana n.4), si terrà la presentazione dell’edizione italiana del libro “BORGHI COLLINARI ITALIANI”, pubblicata da CLEAN Edizioni, dell’originale inglese “ITALIAN HILLTOWNS” pubblicato nel 1979 dall’architetto e fotografo americano Norman F. Carver Jr.L’iniziativa, con il patrocinio di Italia Nostra (Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione) è curata da Castello di Postignano Servizi.
Moderati dal giornalista de la Repubblica Antonio Cianciullo, parteciperanno la Presidente di Italia Nostra Maria Rita Signorini, il Vice Presidente Touring Club Italiano Giuseppe Roma, il Past President Italia Nostra Oreste Rutigliano.Inoltre, interverranno il Presidente della sezione Italia Nostra Perugia Luigi Fressoia, gli autori delle prefazioni dell’edizione italiana Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.
Norman F. Carver Jr., nato a Kalamazoo, nel Michigan (USA), si è diplomato alla Scuola di Architettura di Yale. Fu amico ed estimatore di Bernard Rudofsky, autore del famoso libro “Architettura senza architetti”. Proprio da questo libro è partita la ricerca di Carver in Italia di quelle aggregazioni urbane, dei borghi collinari, dove l’architettura spontanea si è espressa ai livelli più alti: l’autore è andato alla ricerca della genesi delle piccole città italiane, dal nord, al centro, al sud, dove si può ancora intravedere un modo di vivere, un modo di costruire, un’atmosfera che si è conservata per centinaia di anni. Carver cerca di capire come semplici comunità, prevalentemente contadine, si siano organizzate nel tempo per creare città caratterizzate da una straordinaria articolazione fisica e spaziale, costruendo un rapporto giusto con il territorio, un’integrazione dell’architettura e dell’uomo con il paesaggio. Piccole città che per secoli hanno influenzato viaggiatori, artisti e architetti per la loro umanità e che possono rappresentare un esempio per tante altre città nel mondo.
Il volume è illustrato da un ampio apparato fotografico dell’autore che documenta magistralmente questo felice periodo della storia urbana italiana, che rischia, però, di diventare solo una testimonianza, anche perché molte di queste piccole città sono state nel tempo spesso abbandonate, modificate o a volte devastate. (Norman F. Carver, jr. BORGHI COLLINARI ITALIANI formato 23×26,5 pagine 228 184 immagini duotono, 8 a colori, oltre 8 mappe, piante e disegni ISBN 978-88-8497-626-0 prezzo euro 25,00)

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La fame nel mondo e le risorse private

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

“Non si può vincere la fame nel mondo se non si trasformano miliardi di dollari di risorse private in investimenti di sviluppo nei paesi poveri e non si garantiscono condizioni di maggiore libertà, economica e politica, e di giustizia alle popolazioni emarginate del mondo”. E’ quanto affermato dal prof. Vincenzo Sanasi D’Arpe, presidente del World Food Programme Italia, l’agenzia dell’Onu per combattere la fame nel mondo.Aprendo i lavori del workshop sui Sustainable Development Goals, gli obiettivi indicati dall’Onu per lo sviluppo sostenibile del pianeta – organizzato dal WFP Italia insieme a Diplomatia, l’associazione cui aderiscono ambasciatori, esponenti delle istituzioni e del mondo economico che promuove incontri informali sui temi di rilievo internazionale – il Presidente del W. F. P. Italia, Sanasi D’Arpe ha sottolineato: “Anche se combattere la fame ed eradicare la povertà, rappresentano i primi obiettivi di sostenibilità che le Nazioni Unite hanno messo in agenda fino al 2030, non bisogna dimenticare che tutti i 17 obiettivi sono profondamente interconnessi fra loro e l’uguale accesso alle risorse deve andare di pari passo con un crescente e diffuso accesso ai diritti umani fondamentali. Per questo è di primaria importanza che gli Stati si dotino di ordinamenti efficienti e trasparenti, perché non deve esistere libertà senza giustizia”.

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Il riso italiano e la sua biodiversità

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Il riso è una bandiera della nostra tradizione gastronomica e agricola. Il panorama delle varietà di riso italiano è una fonte inestimabile di geni che, per essere sfruttato a dovere, deve innanzitutto essere studiato in modo approfondito. Questo perché i geni, interagendo con l’ambiente, sono in grado di determinare l’eccezionale variabilità di forme del chicco (molto affusolato, affusolato, semi-affusolato, semi-arrotondato, arrotondato), delle pigmentazioni (nero, viola, bruno, arancione, bronzo) e degli aromi, insieme a tutte quelle altre caratteristiche morfologiche, strutturali e fisiologiche, che, nel loro insieme, costituiscono il fenotipo (ossia l’espressione dei geni) di un organismo vivente. Proprio una conoscenza completa della diversità fenotipica disponibile che completi le precedenti descrizioni genetiche è l’obiettivo dello studio pubblicato dal CREA, in collaborazione con l’Università di Milano, sulla prestigiosa rivista internazionale Scientific Reports.
Lo studio condotto presso il Laboratorio di Vercelli del Centro di Ricerca CREA Difesa e Certificazione, di concerto con CREA Agricoltura ed Ambiente, presenta la descrizione di 351 varietà di riso italiano, costituite dal 1850 a oggi e conservate nella banca del germoplasma del CREA, con particolare attenzione dedicata all’evoluzione temporale e all’integrazione con gli studi molecolari disponibili in letteratura scientifica.Le varietà sono state analizzate per sette caratteristiche morfologiche di primaria importanza agronomica e di cui è stata riscontrata una considerevole variabilità, con chiare tendenze evolutive verso taglia ridotta, precocità e preferenza di cariossidi, cioè chicchi, adatte alla vendita sui mercati internazionali.Risultati precedenti che indicavano il mantenimento della diversità genetica nelle varietà di riso Italiano non sono stati confermati, in quanto negli ultimi 20 anni si è assistito a una notevole riduzione della variabilità fenotipica, che è oggi al minimo storico per tutte le caratteristiche considerate.Lo studio fornisce una serie di informazioni quantitative e spendibili a supporto di nuovi programmi di miglioramento genetico ed inoltre costituisce la base per sviluppare modelli previsionali eco-fisiologici, utilizzabili per sviluppare strategie di adattamento della risicoltura italiana ai cambiamenti climatici.Articolo https://www.nature.com/articles/s41598-018-31909-1

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“La classica crisi dei mercati emergenti”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

A cura di Mark Burgess, Vice CIO Globale e CIO EMEA di Columbia Threadneedle Investments. Il recente crollo della lira turca ha rimesso i mercati emergenti al centro dell’attenzione degli investitori. Ma per quanto l’atteggiamento sempre più ostile del Presidente Trump sul commercio e il protezionismo potrebbe aver innescato il brusco deprezzamento della valuta, a nostro avviso l’indebolimento della lira turca ha tutte le caratteristiche di una tradizionale crisi dei mercati emergenti.Una crisi dei mercati emergenti si verifica di solito quando un paese si indebita oltre misura e, di conseguenza, accumula un disavanzo eccessivo delle partite correnti o del bilancio pubblico. Se cominciano a preoccuparsi dell’entità del debito e della capacità del paese di finanziarlo, gli investitori cercano di abbandonare il paese, causando in primo luogo problemi per la valuta. La Turchia ha un disavanzo delle partite correnti pari a circa il 5,5% del PIL,1 che richiede un finanziamento annuo di circa USD 60 miliardi. Gli investitori hanno cominciato a nutrire timori non solo per l’entità del debito turco, ma anche per la retorica del governo, che ha anche adottato alcune politiche economiche non ortodosse. A differenza del Regno Unito, che pure presenta un ampio disavanzo delle partite correnti (anche se finanziato tramite investimenti esteri), il deficit della Turchia è finanziato principalmente da flussi di portafoglio, dal commercio internazionale e dall’assunzione di prestiti, il che la espone notevolmente alle condizioni dei mercati finanziari.Ad aggravare la situazione ha contribuito il fatto che le autorità sono state svuotate e private della loro credibilità, dato che il ministro del Tesoro e delle finanze è Berat Albayrak, il genero del presidente Recep Tayyip Erdoğan. Anche se la minaccia commerciale posta da Trump potrebbe essere una novità, la situazione della Turchia non lo è, e ricorda piuttosto le passate crisi dei mercati emergenti, come il “taper tantrum”, la crisi asiatica e le “cinque fragili”. In tutte queste occasioni gli investitori hanno perso fiducia nelle politiche economiche di un paese, esercitando pressioni sulla valuta e determinandone la svalutazione.
Contemporaneamente alle turbolenze in Turchia, anche l’Argentina si è trovata alle prese con una perdita di fiducia nella sua valuta, che ha portato recentemente alle dimissioni del presidente della banca centrale. A livello superficiale ciò è comprensibile alla luce dei disavanzi gemelli e delle vulnerabilità del paese, ma il caso argentino è molto diverso da quello turco.In particolare, pur avendo un elevato fabbisogno di debito a breve termine e un ampio disavanzo delle partite correnti, l’Argentina ha ancora un’economia relativamente chiusa, e i capitali esteri che erano stati prevalentemente investiti in obbligazioni in valuta locale hanno già in gran parte lasciato il paese. Pertanto, nonostante i rischi per la crescita economica dell’Argentina, ravvisiamo un rischio di contagio limitato. Analogamente, il Brasile si trova in una posizione ragionevolmente solida, con un deficit delle partite correnti molto ridotto e adeguatamente finanziato dagli investimenti diretti esteri.Il nostro scenario di riferimento prevede che l’attuale fase di vigore del dollaro USA si rivelerà transitoria finché i mercati non torneranno a concentrarsi sulla situazione fiscale degli Stati Uniti, decretando un indebolimento del biglietto verde. In assenza di un grave errore di politica economica, che ha certamente maggiori probabilità di verificarsi nei mercati emergenti anziché in quelli sviluppati, nessun importante paese emergente sembra al momento vacillare.
Per quanto la crisi turca sia un fenomeno tipico dei mercati emergenti, ciò non vuol dire che le tensioni commerciali mondiali non siano motivo di apprensione. Alcuni analisti hanno stimato che la guerra commerciale ridurrà il PIL mondiale dell’1-2,3%,4 e alcuni si aspettano che la Federal Reserve statunitense attuerà una stretta monetaria più aggressiva in risposta ai dazi. È difficile tuttavia prevedere l’impatto di una guerra commerciale sui singoli paesi, non da ultimo perché non sappiamo ancora fino a che punto l’amministrazione statunitense si spingerà nel perseguimento del protezionismo.Ciò nonostante, le prospettive per l’Asia e per i mercati emergenti esposti alla minaccia rappresentata dalle politiche protezionistiche di Trump – tra cui Cina, Messico, Colombia, Malaysia, Corea e Thailandia – saranno contrastate. I dazi non saranno d’aiuto perché molte economie emergenti dipendono generalmente dalle materie prime, dai proventi in valuta estera o dai semilavorati e sono quindi molto aperte ai flussi commerciali globali. Un eventuale rallentamento del commercio globale avrebbe inevitabilmente enormi ricadute su alcune di queste economie. L’Argentina e il Brasile sono l’una il principale partner commerciale dell’altro, con la Cina al secondo posto per entrambi. Ciò significa che i due paesi sarebbero gravemente penalizzati da un rallentamento dell’economia cinese, dato che esportano prodotti agricoli e materie prime. La domanda è: assisteremo alle stesse vulnerabilità che abbiamo osservato durante il “taper tantrum”? È improbabile, perché nel 2013 c’erano cinque grandi economie con enormi disavanzi delle partite correnti e fiscali – le cosiddette “cinque fragili” – vale a dire India, Brasile, Turchia, Sudafrica e Indonesia.Il dollaro è spesso considerato un bene rifugio nelle fasi di tensione sui mercati globali, ma nessuno conosce realmente le implicazioni delle guerre commerciali e del rischio di sanzioni. Detestando l’incertezza, gli investitori tendono a riversarsi nei beni rifugio nei periodi difficili, spostando l’attenzione dal rendimento alla restituzione del capitale.
In Cina è in atto un rallentamento dell’economia ma, dato l’aumento dei consumi interni, i timori di un “hard landing” si sono attenuati. Detto questo, Pechino si trova di fronte a un “trilemma”, dovendo destreggiarsi con il paradosso di perseguire il controllo dei tassi di cambio, la libera circolazione dei capitali e una politica monetaria indipendente.Tuttavia, la Cina è oggi meno dipendente dalle esportazioni e potrebbe di fatto diversificarle, deviandole dagli Stati Uniti verso le regioni emergenti, grazie anche al suo programma “One Belt, One Road”.Se la retorica della guerra commerciale è stata solo una ragione che ha indotto il mercato a concentrarsi sulla Turchia, piuttosto che la causa principale del crollo della lira, la principale minaccia alla stabilità dei mercati emergenti potrebbe giungere dalla Federal Reserve statunitense. Per comprendere meglio la portata di tale minaccia, è necessario conoscere il livello esatto della soglia in corrispondenza della quale l’aumento dei tassi statunitensi innescherebbe un’inversione dei flussi di portafoglio. La Fed si sta potenzialmente avvicinando al tasso d’interesse neutrale – il livello al quale i tassi d’interesse non frenano né stimolano la crescita economica – mentre prosegue il suo percorso di normalizzazione, invertendo anni di quantitative easing.Ma sussiste il rischio che la Fed modifichi l’attuale traiettoria di rialzo dei tassi per procedere a un inasprimento più aggressivo in risposta ai dazi commerciali. Se il mercato viene colto in contropiede da questa mossa, il risultato potrebbe essere estremamente doloroso per i mercati emergenti. A fronte del continuo rafforzamento dell’economia statunitense si osserva già un aumento dei rendimenti dei Treasury USA, e la Fed potrebbe rispondere a questo sviluppo prima di quanto si pensi. (in abstract)

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Auto: Ottobre positivo per usato e radiazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’ulteriore contrazione delle prime immatricolazioni auto registrata in Italia nel mese di ottobre non trova riscontro sul mercato dell’usato, che conferma ancora una volta il suo positivo trend di crescita. I passaggi di proprietà delle automobili, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno messo a segno con 307.910 formalità – record assoluto per il mese di ottobre – un incremento mensile dell’8,8%, che si riduce a +4,1% in termini di media giornaliera per via della presenza di una giornata lavorativa in più rispetto al corrispondente mese del 2017. Per ogni 100 vetture nuove ad ottobre ne sono state vendute 207 di seconda mano e 155 nei primi dieci mesi dell’anno.Anche nel mese di ottobre ad una costante diminuzione delle prime iscrizioni di autovetture diesel (-27,5% rispetto ad ottobre 2017, con una quota sulle vendite totali mensili che scende dal 55,6% al 43,2%) si contrappone un aumento dei passaggi di proprietà per questa tipologia di auto, con un incremento mensile del 9,7% che ha innalzato al 49,6% la quota di mercato delle autovetture a gasolio di seconda mano nei primi dieci mesi dell’anno. Si conferma pertanto il problema, più volte segnalato dall’ACI, di sostituire l’attuale parco circolante di circa 16.900.000 auto diesel su cui pesano fortemente le misure antismog introdotte da molte amministrazioni locali.In controtendenza rispetto all’andamento delle prime immatricolazioni risultano invece i passaggi di proprietà dei motocicli che nel mese di ottobre, a fronte di una crescita a doppia cifra delle nuove iscrizioni, hanno registrato al netto delle minivolture un leggero aumento dello 0,5%, che scende in terreno negativo in termini di media giornaliera (-3,9%) tenuto conto della giornata lavorativa in più rispetto all’analogo mese del 2017.
Nei primi dieci mesi del 2018 il mercato dell’usato ha archiviato incrementi complessivi del 5,3% per le autovetture e del 3,5% per tutti i veicoli, mentre per i motocicli si evidenzia un calo del 2%.I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it
Ennesimo bilancio positivo ad ottobre per le radiazioni, con variazioni mensili positive del 12,7% nel settore delle quattro ruote (+7,8% in termini di media giornaliera) e del 12,1% nel settore delle due ruote (+7,3% % in termini media giornaliera). Il tasso unitario di sostituzione del parco auto nel mese di ottobre risulta pari a 0,93 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 93) e a 0,75 nei primi dieci mesi dell’anno.Nei periodo gennaio-ottobre 2018 le radiazioni hanno archiviato incrementi complessivi del 7% per le autovetture, del 9,8% per i motocicli e del 7,3% per tutti i veicoli.

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Il carcinoma polmonare è la prima causa di morte per tumore nell’Unione Europea

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

I grandi passi avanti compiuti in termini di conoscenza dei meccanismi molecolari, di diagnostica e medicina personalizzata stanno progressivamente cambiando lo scenario del trattamento del carcinoma del polmone. Tuttavia, nonostante i clinici dispongano di terapie sempre più efficaci e di maggiori informazioni su come trattare le persone colpite da tumore polmonare, il principale obiettivo, quello di aumentare la sopravvivenza dei pazienti, fatica ad essere raggiunto: l’accesso alla diagnostica molecolare, alle terapie più innovative e all’assistenza è gravato infatti da forti disuguaglianze in tutti i Paesi europei, con una situazione più drammatica nell’Europa dell’Est.
In Italia, nonostante siano approvati e rimborsati i principali test diagnostici molecolari, ALK, EGFR, PD-L1 e ROS1, questi non sono effettivamente disponibili per tutti su tutto il territorio nazionale, con disomogeneità territoriali a livello regionale. Inoltre, il nostro Paese si è fatto spesso trovare indietro nell’adozione delle terapie innovative per il tumore al polmone, con tempi d’attesa medi di oltre 20 mesi tra l’approvazione EMA e la decisione di AIFA e un ritardo medio tra i 6 e i 12 mesi tra l’approvazione italiana e l’effettivo rimborso e uso sul territorio. Riunire le Associazioni dei pazienti e i clinici per un confronto sul problema delle disparità di accesso alle cure dei pazienti è una priorità alla quale risponde WALCE Onlus – Women Against Lung Cancer in Europe, che proprio per sensibilizzare i decisori politici a livello nazionale e locale, ha presentato oggi al Ministero della Salute i risultati del report LuCE 2018 – Lung Cancer Europe sulle disparità nell’accesso a diagnosi, terapie e assistenza. «La diagnosi tempestiva del tumore polmonare e l’accesso ai test molecolari per tipizzare la neoplasia sono due criticità importanti anche nel nostro Paese – dichiara Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino, Responsabile SSD Oncologia Polmonare dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano e Presidente WALCE Onlus – vi sono oggettivamente alcuni ostacoli responsabili delle disuguaglianze a livello nazionale. Intanto, la frammentazione regionale nei processi di approvazione e regolamentazione dei nuovi farmaci, che non semplifica le procedure e porta inevitabilmente a una disparità sul territorio nazionale: in questo, auspichiamo che la Conferenza Stato-Regioni possa intervenire per implementare i processi regolatori e far sì che il sistema di rimborso dei farmaci diventi univoco da Nord a Sud del Paese. Servirebbe, poi, centralizzare il sistema delle analisi riguardo i test molecolari, garantendo sia la presenza delle figure deputate ad essi all’interno delle strutture oncologiche sia la copertura nazionale dei test diagnostici». Il carcinoma del polmone rappresenta la prima causa di morte per tumore nell’Unione Europea ed è causa di un decesso per tumore su 5 a livello mondiale. Nel 2015 sono state registrate in Italia oltre 33.800 morti per tumore del polmone; nel 2018 si attendono nel nostro Paese 41.500 nuove diagnosi di tumore del polmone, delle quali oltre il 30% nel sesso femminile: il 10% di tutte le diagnosi di tumore a livello nazionale. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni dei pazienti con tumore polmonare in Italia è pari al 16%, in linea con gli altri Paesi europei; un dato molto basso, anche se condizionato negativamente dalla grande proporzione di pazienti diagnosticati in stadio avanzato.

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“Protecting posted workers: A contribution to free movement of persons in Europe?”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Brussels on 14 November 2018 at 17:00 Thon Hotel EU, Rue de la Loi/Wetstraat 75. The College of Europe Development Office, in cooperation with the Swiss Mission to the EU, is organizing an after-work panel debate on “Protecting posted workers – A contribution to free movement of persons in Europe?” In recent years the free movement of workers, one of the fundamental principles of the European Union, has become an increasingly polarized topic in the public opinion. In the run-up to the Brexit-referendum Brexit campaigners claimed the large number of EU workers in Britain were responsible for the downward pressure on British wages. These concerns have been shared in other EU Member States and have recently prompted the Juncker-Commission to revise the Posted Workers Directive in order to protect European workers from social dumping.In a similar vein, Switzerland has a long experience in this field since its bilateral agreement with the EU on the free movement of persons entered into force in 2002 (AFMP). Switzerland introduced in 2004 flanking measures in order to protect the working conditions that apply to the specific situation of Switzerland, in conformity with the AMFP. New measures are being discussed on a regular basis.

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Le Parlement européen (PE) issu des élections du 26 mai 2019 sera probablement différent du Parlement actuel

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Une montée des extrêmes? Elle est probable, mais elle sera sans doute limitée à l’échelle du Parlement : seuls les grands pays envoient des contingents importants de députés européens, le départ des députés britanniques amoindrira le camp des nationalistes, les courants classés à la droite de la droite traditionnelle représentent déjà 20% du Parlement actuel, et resteront probablement assez divisés.Du côté de la gauche radicale, une forte recomposition n’est pas envisagée, même si elle pourrait légèrement progresser.Les difficultés internes des deux grandes familles politiques traditionnelles, le PPE (Parti populaire européen, droite), et les socialistes/socio-démocrates, les affaibliraient au point de leur faire perdre la majorité de 55% dont elles disposent actuellement.Au total, même si une majorité hostile à l’intégration européenne ou capable d’en modifier le logiciel actuel est moins vraisemblable qu’on ne le prétend, des majorités seront plus difficiles à construire à l’avenir et les relations inter-institutionnelles pourraient en être modifiées.D’où le rôle à jouer pour le groupe du « centre », quelles que soient les options choisies par La République en Marche, ainsi que pour les Verts, qui devraient progresser, et compter davantage que par le passé.Les rééquilibrages, voire une recomposition autour d’une charnière centrale, pourraient avoir des conséquences importantes sur la désignation du futur président de la Commission européenne qui est élu par le Parlement européen, et deviendra, de fait, le chef d’une coalition parlementaire qu’il faudra construire.Ce texte est le produit des réflexions d’un groupe de travail présidé par Pascal Lamy, président emeritus de l’Institut Jacques Delors, avec Christine Verger, conseillère de l’Institut Jacques Delors comme rapporteure, composé de Pervenche Berès, députée européenne, Jean-Louis Bourlanges, député français, Monica Frassoni, co-présidente d’un parti européen, Valentin Kreilinger, chercheur au Jacques Delors Institut – Berlin, Alain Lamassoure, député européen, Alessia Mosca, députée européenne, et Geneviève Pons, directrice du bureau de Bruxelles de l’Institut Jacques Delors. (by Institut Jacques Delors)

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New WWI Records for Armistice 100th Anniversary

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Allied soldiers celebrating Armistice Day or the official end of World War ISALT LAKE CITY, Utah (7 November 2018)– On Veterans Day 2018, the world will look back a century to the victory of Allied forces and the signing of the Armistice that marked the end of World War I. With that signing, on the “eleventh hour of the eleventh day of the eleventh month” 1918, the world rejoiced. In memory of those who served, FamilySearch has added millions of new, free historical records to help families discover more about their WWI veteran ancestors. Search the WWI collections at FamilySearch.org. (Find and share this announcement in the FamilySearch Newsroom).In many allied nations, Armistice Day is a national holiday coinciding with Veterans Day and Remembrance Day to celebrate the endings of both World War I and World War II. In the warring nations of World War I, millions registered for war and millions served. Twenty-one million were wounded and 20 million died.As countries pause to remember, families seek to document their ancestors’ war-time stories. The stories from WWI are no longer first-person memories, but they do exist on documents, in pictures, and as memorabilia. The era’s records supply rich ancestral details including physical characteristics, vital information, service details and more.FamilySearch has a large, constantly expanding, free collection of World War I records to help remember World War I soldiers. Governments on both sides of the conflict, Allied nations (the United States, the United Kingdom, France, Russia, Belgium, Serbia, and Italy) and the Central Powers (Germany, Austria-Hungary, Bulgaria, and the Ottoman Empire) created a treasure trove of documents useful to genealogists.Some records are unexpected today. For example, American women married to non-American men lost citizenship. Many created citizenship papers to be re-naturalized. Nearly everyone who had a male ancestor aged 21-30 that lived in the U.S. during WWI can find a record of that ancestor.Jennifer Davis, a family historian, found all four of her great-grandfathers in the WWI Draft Records online—even though none of them served active duty. “The only picture I have of my great-grandpa Figgins is in black and white from a copy of a newspaper clipping,” said Davis. “In his draft record, it gives a physical description of him and says his eyes are brown. That’s a cool discovery, because I never would have known his eye color.” The draft records can be the perfect springboard to searching other records, because they often give hints about the registered individual, such as clues to family members listed in the “closest living relative” section or employment clues.

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Mercato del lavoro e aspettativa di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’aspettativa di vita è in crescita in tutto il mondo e, di conseguenza, la carriera lavorativa delle persone è destinata a durare più a lungo. Il classico percorso professionale in cui il dipendente inizia a lavorare subito dopo aver terminato gli studi per andare in pensione a circa 65 anni è ormai superato. Nel prossimo futuro, i lavoratori si indirizzeranno sempre di più verso un nuovo concetto di lavoro, più flessibile, che permetta di esplorare diverse aree professionali, approcciando più carriere parallele. Secondo quanto emerge dall’ultima edizione dell’Hays Journal, le aziende dovranno adattarsi sempre di più al percorso professionale dei dipendenti che non sarà più lineare, ma “multifase”.I cambiamenti lavorativi richiederanno ai professionisti di riqualificare o migliorare le proprie competenze, per questo la formazione continua diventerà parte integrante del percorso professionale di qualsiasi lavoratore. L’istruzione non si fermerà nel momento in cui si comincia a lavorare, bensì sarà necessario continuare ad aggiornarsi durante tutto il proprio percorso professionale.Secondo gli esperti Hays, la carriera “multifase” diventerà la norma nel prossimo futuro e le aziende non dovranno farsi cogliere impreparate, assicurandosi di avere sempre a disposizione talenti e skill necessari per essere competitive sul mercato. Per adattarsi a questi nuovi modelli di carriera, imprese e organizzazioni dovranno:
1. Garantire la flessibilità. La maggior parte degli attuali contratti di lavoro non garantisce molta flessibilità ai dipendenti che, sempre di più, vorrebbero poter gestire in modo più autonomo i propri orari di lavoro, dedicandosi ad altre attività, oltre alla propria occupazione principale. Offrire una maggiore flessibilità ai dipendenti permetterà alle aziende di mantenere a bordo i professionisti più qualificati.
2. Investire sulle competenze. Le imprese dovrebbero incoraggiare i propri dipendenti a migliorare le proprie competenze e, addirittura, a riqualificarsi per soddisfare il proprio desiderio di acquisire nuove skill, assumere un ruolo diverso in azienda e dare slancio alla propria carriera. In questo modo, le imprese avranno a disposizione lavoratori più qualificati, in grado di ricoprire diverse posizioni in azienda.
3. Creare una cultura del cambiamento. Sono le aziende per prime a dover incoraggiare i dipendenti alla crescita e al cambiamento, mostrando loro tutte le possibilità di carriera disponibili all’interno dell’organizzazione. Se l’azienda è in grado di supportare i dipendenti che desiderano acquisire nuove competenze ed esplorare diverse aree di interesse, è più probabile che riuscirà a fidelizzare le risorse maggiormente qualificate, trattenendole in azienda più a lungo.
4. Istituire programmi di “returnship”, training e smart working. Con l’evoluzione dei percorsi professionali, il mercato del lavoro non potrà più essere rigido, bensì dovrà sapersi adattare alle mutate esigenze dei lavoratori. Ad esempio, molti professionisti sono costretti a lasciare il lavoro o ad assentarsi per lunghi periodi per esigenze familiari o personali (maternità, accudire figli piccoli o parenti anziani). Le imprese dovrebbero istituire programmi di “returnship”, ovvero offrire nuove opportunità di carriera a quei professionisti qualificati che hanno sperimentato gap occupazionali e che quindi si sono allontanati per un po’ dal mondo del lavoro. In questo modo l’azienda potrebbe acquisire competenze preziose e il professionista potrebbe rimettersi in gioco professionalmente.
Inoltre, può essere utile avviare programmi di training rivolti ai dipendenti senior che desiderano riqualificarsi professionalmente. Considerato il progressivo aumento dell’età pensionabile, infatti, saranno sempre di più i professionisti alla ricerca di nuove opportunità di carriera anche in età avanzata.Infine, lo smart working dovrà essere una soluzione sempre più utilizzata dalle aziende che desiderano mantenere all’interno del proprio organico dipendenti di talento che faticano a essere presenti in ufficio a causa di impegni familiari e personali.

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Decreto fiscale e finanziaria

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Per Armando Siri, Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, “c’è stato un grande equivoco sulla pace fiscale”. Il provvedimento collegato alla manovra finanziaria, attualmente in discussione presso la Commissione Finanze del Senato, offre un saldo e stralcio “ai milioni di contribuenti italiani, non evasori, ma in regola con la dichiarazione dei redditi, che versano in gravi difficoltà economiche” – anche a causa della crisi economica degli ultimi 10 anni – e che, per questo motivo, “non hanno i mezzi per far fronte al pagamento delle imposte che hanno dichiarato”. La rassicurazione arriva nell’intervista rilasciata a Punti di vista, il nuovo programma di approfondimento politico curato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e in onda oggi sulla web tv di categoria. Non è dello stesso avviso l’Onorevole Francesco Boccia, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, che nel confronto sul decreto fiscale ha ribadito la necessità di cambiare quella norma che consente a chi emette fatture false fino a 100mila euro di sanare la propria posizione tramite il pagamento dell’imposta sostitutiva al 20%, prevista dalla dichiarazione integrativa contenuta del decreto, e che a tutti gli effetti rappresenta “un condono”. Al dibattito ha preso parte anche Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi, per sottolineare la necessità di maggiori interventi sul decreto fiscale e di una politica di investimenti per favorire la crescita e l’occupazione. (fonte: Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro)

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Atlante dell’infanzia a rischio 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Roma giovedì 15 novembre alle ore 10 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio – Piazza di Monte Citorio 1, Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, presenta l’Atlante dell’infanzia a rischio 2018 – Le periferie dei bambini, per il terzo anno consecutivo edito da Treccani.L’Atlante dell’infanzia a rischio, giunto alla sua nona edizione, rappresenta la fotografia in chiaroscuro dello stato dell’infanzia in Italia e quest’anno fa luce in particolare sulle periferie educative, analizzando dal punto di vista dei bambini i loro principali bisogni, gli ostacoli al loro sviluppo e al loro benessere ma anche le opportunità di riscatto grazie alle quali possono riscoprirsi protagonisti del proprio territorio e della propria vita.Nella pubblicazione curata da Giulio Cederna la periferia, spazio apparentemente condannato alle marginalità geografiche, sociali, economiche e politiche, viene raccontata come metafora stessa dell’infanzia e della condizione dei minori, in un viaggio che attaversa l’Italia da nord a sud, arricchito da dati inediti, mappe, interviste e dagli scatti del fotografo Riccardo Venturi.Interverranno alla presentazione: Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati; Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children; Massimo Bray, Direttore Generale Istituto della Enciclopedia Italiana; Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children; Giulio Cederna, Curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio 2018; Sandro Cruciani, Direttore della Direzione centrale per le statistiche ambientali e territoriali dell’Istat; Simona Rotondi, Impresa sociale Con i bambini; Giovanni Tizian, giornalista; Massimiliano Virgilio, giornalista e scrittore; Maria Elena Tramelli, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo di Teglia, Genova; Mariangela Di Gangi, Presidente Associazione Laboratorio Zen Insieme; i ragazzi di Sottosopra, Movimento Giovani per Save the Children.

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La stagione americana di Francesco Somaini alla Galleria Open Art di Prato

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Prato 24 novembre 2018 – 9 febbraio 2019 Vernissage: sabato 24 novembre 2018, ore 17.30 Galleria Open Art, Prato “La stagione americana” dello scultore Francesco Somaini (Lomazzo, 1926 – Como, 2005), uno degli artisti italiani contemporanei più rappresentati nei musei americani. L’esposizione, attraverso opere selezionate, ripercorre la fase compresa tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, periodo in cui il lavoro di Somaini ha ottenuto un particolare consenso e una notevole attenzione da parte di collezionisti e istituzioni statunitensi.

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Arezzo capitale della musica polifonica

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Arezzo 17 e 18 novembre nella città toscana si rinnova l’appuntamento con Concorso Polifonico Nazionale “Guido d’Arezzo”, la manifestazione che, giunta alla sua 35ma edizione, vede gareggiare formazioni corali provenienti da tutta Italia.Arrivano da Roma, Crema, Susegana (TV), Gorizia, Valperga (TO), Cernusco sul Naviglio (MI), Bergamo, San Bonifacio (VR), Perugia, Beinette (CN), Andria (BA) e Castelfranco Veneto (TV) gli oltre 300 cantanti che, armati di pentagramma e di passione, si contenderanno la vittoria e l’ammissione diretta al Concorso Polifonico Internazionale 2019. Una gara che offre anche un’imperdibile occasione di ascoltare bellissima musica. I cori divisi in quattro categorie (cori misti, cori pari, voci bianche e ensemble vocali), si sfideranno davanti al pubblico in esibizioni ad ingresso libero che si svolgeranno secondo il seguente calendario.Si comincia sabato 17 novembre nella Chiesa di San Michele dove alle ore 17.30 si esibiranno i cori misti, mentre alle ore 21.00 saranno di scena gli ensemble vocali. Domenica 18 novembre, sempre nella Chiesa di San Michele, alle ore 10.30 si sfiderà la categoria dei Cori pari mentre alle 12 quella delle voci bianche.Gran finale nella Chiesa di San Francesco che sempre domenica 18 novembre a partire dalle ore 15.00 ospiterà il concerto e la premiazione dei vincitori.La giuria che decreterà i vincitori è formata da Luigi Azzolini, Gianfranco Cambareri, Francesco Erle, Franca Floris, Stojan Kuret e Luigi Marzola.Il Concorso Polifonico Nazionale “Guido d’Arezzo”, è una delle più importanti manifestazioni corali italiane che si affianca al celebre Concorso Internazionale che si tiene in agosto da ormai 66 anni e che ha fatto di Arezzo la vera capitale mondiale della coralità. Nato nel 1984, il Concorso Nazionale offre la possibilità a diverse categorie di cori “dilettanti” di confrontarsi proponendo brani di diverse epoche storiche. http://www.polifonico.org

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Convegno di apertura del progetto “CRESCEREINSIEME”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Roma giovedì 15 novembre 2018, dalle ore 10.00, a Roma (c/o Moby Dick, via Edgardo Ferrati 3) conferenza stampa – e a seguire il convegno di apertura – del progetto “#CRESCEREINSIEME. Percorsi di prevenzione della povertà educativa per nuclei mamma-bambino in difficoltà”. Obiettivo principale del progetto è integrare e mettere a sistema i servizi rivolti ai nuclei vulnerabili mamma-bambino, vale a dire famiglie monogenitoriali in difficoltà economica e/o sociale, composte dalla madre sola con uno o più figli di età inferiore ai 6 anni.Il convegno di apertura è patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma – Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale.Il progetto – in media partnership con Dire e con Famiglia Cristiana – intende accompagnare le mamme sole con bambini verso il pieno raggiungimento dell’autonomia, sia economica (attraverso un adeguato supporto alla ricerca di una casa e di un lavoro), sia genitoriale (attraverso azioni di sostegno psicologico e supporto alla genitorialità), sia relazionale (attraverso il consolidamento di reti di famiglie solidali e di forme di “welfare leggero”) e contribuire a combattere la povertà educativa dei bambini.È promosso da 14 organizzazioni con un’esperienza pluriennale sul territorio regionale, ha una durata triennale ed è finanziato dell’Impresa Sociale “Con i Bambini” attraverso il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.La Regione Lazio ha accompagnato e sostenuto attivamente il processo aggregativo da cui è scaturito il progetto, anche attraverso il finanziamento nel 2015 del progetto “Famiglie e servizi in rete”che ha favorito la nascita e il consolidamento di Mam&Co., la Rete dei servizi e delle strutture per i nuclei vulnerabili mamma-bambino del Lazio. Oggi tale realtà riunisce 21 organizzazioni, costituendo il principale organismo di rappresentanza di questo settore, ed ha collaborato alla stesura dello Schema del Piano Sociale Regionale.Al convegno parteciperà l’Assessora regionale alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli e Liliana Leone per l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità solidale di Roma Capitale.

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Italia Paese Ospite d’onore alla XX edizione della Non/Fiction International Book Fair

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

MOSCA, 28 Novembre – 2 Dicembre 2018 Marcare una continuità di intenti, sottolineare la forza di una lunga tradizione, promuovere autori e libri italiani in Russia: è con questi obiettivi che da mercoledì 28 novembre a domenica 2 dicembre l’Italia torna a Mosca come Paese Ospite d’onore alla XX edizione della Non/Fiction International Book Fair dopo aver preso parte alla Moscow International Book Fair nel settembre 2011.Un impegno costante che si inserisce nel virtuoso percorso di valorizzazione della cultura e dell’industria editoriale del nostro Paese – già Ospite d’Onore a Parigi (2002), Rio De Janeiro (3003), Guadalajara (2008), Montreuil (2009), Mosca (2011), Calcutta (2012), Abu Dhabi (2016) e Tehran (2017) – reso possibile grazie all’adesione di tutte le istituzioni coinvolte: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Ambasciata d’Italia a Mosca, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, il Centro per il libro e la lettura, l’AIE-Associazione Italiana Editori e la media partnership della RAI – Radiotelevisione Italiana.La vivace atmosfera della Central House of Artists, sede della fiera, ospiterà gli appuntamenti del programma italiano, promosso dal Centro per il libro e la lettura e definito di concerto con l’Ambasciata d’Italia a Mosca e l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. A fare da trait d’union delle iniziative sarà il tema guida Prospettiva Italia, un nome che richiama le grandi arterie stradali delle metropoli russe e omaggia la nostra tradizione artistica, evocata dall’accenno alla tecnica prospettica. Un coinvolgimento su più livelli che segna un ulteriore passo avanti nella solida collaborazione tra Italia e Russia e non trascura nessun aspetto, come testimoniano i 29 editori presenti negli spazi del Padiglione Italia, realizzato dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane su una superficie di 160 mq, tra lo spazio B2B, riservato all’incontro con gli operatori professionali, e l’area libreria gestita da Torgoviy Dom Knigi Moskva, con una selezione di circa 2000 volumi tra opere in lingua originale e in traduzione russa, con particolare attenzione alla presenza dei libri degli autori invitati.Presenti alcuni tra i maggiori autori italiani contemporanei – Sandrone Dazieri, Fulvio Ervas, Helena Janeczek, Antonia Klugmann, Edoardo Nesi, Roberto Pazzi, Sandra Petrignani, Francesco Piccolo, Tommaso Pincio, Rosella Postorino, Alessandro Sanna, Beppe Severgnini, Matteo Strukul, Nadia Terranova, Antonio “Sualzo” Vincenti, Paola Zannoner – i loro colleghi russi e alcuni esponenti istituzionali e professionali – Flavia Cristiano, Daniela Di Sora, Viktor Erofeev, Oleg Filimonov, Grazia Gotti, Vladimir Grigoriev, Marc Innaro, Guzel’ Jachina, Anna Jampol’skaja, Ricardo Franco Levi, Alfieri Lorenzon, Tiziana Mascia, Elena Pasoli, Paola Passarelli, Zachar Prilepin, Evgenij Reznichenko, Oleg Roy, Evgenij Solonovich, Olga Strada, Olga Sviblova, Irina Zakharova, Andrej Zubov – daranno vita ad appassionanti incontri, reading e dialoghi su temi attuali e coinvolgenti.Un magazine in carne, ossa e libri composto da “rubriche” che diventano il punto di osservazione privilegiato dal quale scorgere caratteristiche e interpreti della nostra migliore produzione letteraria e culturale, in dialogo con le eccellenze locali. Prospettiva Italia porterà così il pubblico alla scoperta del “giallo contemporaneo”, (Grand Tour Giallo), accenderà i riflettori su una grande donna del Novecento e sugli altri protagonisti di spicco della scena italiana dell’epoca (Ritratti), svelerà due aspetti della scrittura attraverso la testimonianza di altrettante autrici di successo dell’ultima stagione (Scrivere è…) e racconterà alcune delle tante Meraviglie d’Italia filtrate attraverso le parole chiave del mare, della gente, del cibo e della storia. Si esploreranno gli incroci tra letteratura, cinema, tv e arte (Crossover) e verranno dedicati focus all’editoria per ragazzi (Germogli di lettura) e alla valorizzazione della parola, strumento di scambio culturale e fonte di crescita personale (Dalla parte della lettura). A completare il programma, due mostre: il reportage fotografico Dov’è Elena Ferrante. Il rione, luogo della letteratura mondiale, prodotto dall’Istituto Italiano di Cultura di Berlino in cui le 40 fotografie di Ottavio Sellitti guideranno lo sguardo dei visitatori verso i luoghi simbolo de L’amica geniale, la tetralogia di Elena Ferrante ambientata a Napoli, e Illustrazione per ragazzi. Eccellenze italiane, esposizione collettiva che raccoglie 60 opere di 18 tra i più talentuosi e conosciuti illustratori del panorama editoriale per ragazzi realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid insieme a BolognaFiere e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, oltre che con la collaborazione della Russian State Children’s Library.

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La depressione è una malattia che condiziona chi ne soffre

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che entro il 2030 potrebbe diventare la malattia cronica più diffusa al mondo; già oggi è un disturbo psichiatrico ampiamente diffuso e si stima interessi quasi 4.500.000 di persone in Italia, soprattutto donne in una proporzione di 2 a 1 rispetto agli uomini. La depressione colpisce almeno una volta nella vita da 1 persona su 5 a 1 su 3; in sostanza, il rischio di un individuo di sviluppare un episodio depressivo durante la propria esistenza è di circa il 15%. L’esordio può avvenire a qualunque età, ma è più frequente tra i 20 e i 30 anni, con un picco di incidenza nella decade successiva con gravi ripercussioni sul piano affettivo-familiare, su quello socio-relazionale e nell’ambito professionale. Secondo una recente indagine di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere infatti la depressione impatta negativamente in tutte le sfere della vita: sull’autostima (78%), sulla propria vita sociale e relazionale (70%) e sugli interessi personali (67%) coinvolgendo non solo il paziente, ma anche la sua famiglia. Tre italiani su 5 considerano la depressione una malattia seria e complessa, da diagnosticare e curare, i principali fattori scatenanti sono identificati in traumi psicologici (62%) e periodi di stress (60%) e un paziente su 5 ha pensieri suicidari.Il suicidio costituisce la complicanza più temuta e il rischio di suicidio in coloro che soffrono di depressione è del 10-15%, mentre il rischio di tentato suicidio è di quarantuno volte superiore rispetto a quello della popolazione generale.
Se ne è parlato oggi a Milano in occasione della presentazione del nuovo libro di Onda a cura di Claudio Mencacci e Paola Scaccabarozzi “Viaggio nella depressione. Esplorarne i confini per riconoscerla e affrontarla”, realizzato grazie al contributo incondizionato di Lundbeck, che fotografa tutti gli aspetti della malattia: sociali, epidemiologici, clinico-diagnostici, terapeutici ed economici, con l’obiettivo di farla conoscere meglio, prevenirla e affrontarla.“La depressione condiziona pesantemente la vita di chi ne soffre”, afferma Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento salute mentale e neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco, Milano, “e può diventare una condizione debilitante anche per i suoi riflessi sulla sfera cognitiva riducendo il funzionamento della persona in ambito lavorativo, scolastico e sociale.”“La depressione è una patologia della mente e dell’anima che a cascata innesca sentimenti di colpa, di inadeguatezza e di incapacità di reagire agli stimoli esterni”, spiega Paola Scaccabarozzi, giornalista e divulgatore scientifico. “È un’apatia logorante che fa vedere la vita a tinte fosche e può colpire in tutte le fasi dell’esistenza, ma fortunatamente la possibilità di uscirne esiste. Questo volume vuole essere uno strumento per conoscerla meglio, prevenirla e affrontarla grazie alle nuove conoscenze scientifiche, al supporto di associazioni e centri di riferimento elencati nel libro e alle testimonianze di chi con la depressione ha dovuto fare i conti in prima persona”.

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Nick Hunt: dove soffiano i venti selvaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Il viaggio sulle tracce del vento di Nick Hunt parte dai Pennines, la colonna vertebrale dell’Inghilterra, mentre insegue l’Helm, un vento negativo che geme e ulula e che nasce in Cumbria dal Cross Fell, il monte più alto della catena. Nell’Europa meridionale segue la Bora, un amaro vento del nord che soffia da Trieste attraverso la Slovenia e lungo la costa croata. La sua caccia al Föhn che «mangia la neve» diventa un viaggio serpeggiante di euforia e disperazione attraverso le valli alpine della Svizzera, mentre il suo ultimo itinerario traccia un antico cammino di pellegrini nel sud della Francia sulle tracce del Mistral – il vento di follia che ha animato e tormentato Vincent Van Gogh.
Questi sono viaggi nel vento selvaggio, ma anche nei paesaggi selvaggi e tra le persone che li abitano – un vasto gruppo di meteorologi, cacciatori di tempeste, uomini di montagna, eccentrici appassionati di vento, marinai e pastori. Presto, Nick si ritrova portato avanti dalle stesse forze che sta inseguendo, attraverso la pioggia, le bufere di neve e le tempeste ululanti. Perché, dove sono i venti selvaggi, ci sono anche miti e leggende, storia e folklore, scienza e superstizione – e occasionalmente cabine di montagna remote piene di sottaceti, salumi e alcolici fatti in casa.

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Intelligenza artificiale e posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Quasi la metà degli italiani (44%) teme l’applicazione dell’Intelligenza artificiale in ambito lavorativo, nonostante il giudizio generale sia neutro o tendenzialmente positivo. È quanto emerge da una ricerca di Chorally presentata oggi durante la seconda edizione del convegno CX2020 sulla cusotmer experience organizzato da CMI Customer Management Insights, la community della Customer Experience, presso la sede romana di Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.“L’intelligenza artificiale – secondo Enrico Giannotti Vice President del gruppo Cedat 85 – sta rivoluzionando anche i flussi di lavoro tipici nei contact center. In particolare nel corso dell’ultimo lustro, sono stati introdotti diversi applicativi per monitorare e dunque migliorare il rapporto tra le aziende ed i loro clienti. Nell’immediato futuro – ha aggiunto Giannotti– i clienti interagiranno con soluzioni software automatiche in grado di interfacciarsi con i clienti in modo sempre più naturale e umano (chatbot e intelligenza artificiale). Diventerà dunque sempre più immediata la produzione aggreggata di dati omogenei e report utili a facilitare il lavoro di analisi dei responsabili “umani” delle relazioni con i clienti.Nei contact center l’utilizzo di applicativi AI non annullerà l’intervento di operatori umani qualificati che, invece, diverranno interpreti di una nuova fase in cui la loro professionalità sarà richiesta per rendere maggiormente “qualitativa” l’esperienza dei clienti, grazie anche all’utilizzo delle informazioni e dei dati ricavati proprio dall’utilizzo di specifiche soluzioni d’intelligenza artificiale”.Secondo lo studio presentato durante il convegno, che ha osservato le discussioni sui principali canali social e fonti nella rete in Italia, il 52% degli italiani ha un atteggiamento neutrale nei confronti dell’IA (intelligenza artificiale). Per quanto riguarda il net sentiment (la differenza tra i commenti positivi e quelli negativi) il giudizio è tendenzialmente positivo. La situazione cambia scendendo nel dettaglio degli ambiti di applicazione. Il lavoro è il tema che raccoglie le maggiori perplessità: il sentiment espresso dal 44% degli intervistati risulta essere negativo, con particolare preoccupazione nei confronti dei posti di lavoro che saranno messi a rischio dall’IA e dalla robotica. Le opinioni positive (14%) sono orientate invece verso il miglioramento della qualità del lavoro e sulla nascita di nuove professionalità. Il restante 42% ha un atteggiamento neutrale.Nella tavola rotonda ospitata nella sede di Cedat 85, è stata evidenzata una maggiore positività in ambito salute e trasporti. Il 71% degli italiani ha un atteggiamento di fiducia e speranza nei benefici della tecnologia in ambito medico, della salute e del benessere in generale. Anche in questo caso i commenti negativi (14%) riguardano preoccupazioni sulla ricaduta occupazionale.
Sul fronte trasporti, dalla ricerca Chorally emerge grande positività da parte degli italiani verso la mobilità. Il 60% delle opinioni è positiva e orientata verso i benefici che l’innovazione tecnologica portata dall’intelligenza artificiale potrà avere in ambito urbano. Minore traffico, minore inquinamento, maggiore rapidità negli spostamenti e la possibilità di ridurre il numero degli incidenti sono i focus al centro dell’atteggiamento positivo. Il 33% esprime invece preoccupazione nei confronti di mezzi totalmente automatici e la perdita del lavoro di categorie come tassisti, autisti e piloti.L’atteggiamento degli italiani resta neutrale sui temi dell’etica (92%) e del divertimento (93%). L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al tempo libero suscita curiosità nei confronti di potenzialità e benefici.
Il tema etico, invece, viene percepito come molto complesso ed emerge la volontà di formarsi un’opinione e capire le applicazioni future dell’IA prima di esprimere un giudizio. Le discussioni si concentrano prevalentemente sui limiti che si dovranno porre e sull’applicazione dell’IA in ambito bellico. Non manca chi esprime fiducia (6%) nell’impossibilità dell’uomo di essere superato dalla macchina e chi invece esprime paura (2%).

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